6 October, 2022
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Da domani, giovedì 17 ottobre, nelle sale di ingresso del Conservatorio “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari sarà possibile visitare “Ottant’anni e oltre…” mostra che raccoglie foto, manoscritti, programmi di concerti, e non solo, pensata in occasione degli ottant’anni dall’istituzione dell’Istituto cagliaritano.

L’esposizione, i cui materiali provengono dalla Biblioteca del Conservatorio, integrati da alcuni documenti dell’archivio storico sardo della Mediateca del Mediterraneo, si snoda attraverso un percorso storico-cronologicoche parte dalle origini delle scuole musicali cagliaritane con la “Cappella e la Banda Civica” e per l’occasione saranno esposti i preziosi manoscritti del fondo della Cappella Civica come alcuni inni, tra i quali: l’”Hymnu Sardu Nazionale” di Giovanni Gonella, l’Inno a Carlo Alberto di Antonio Porcile e l’”Inno delle donne italiane”. Preziose e rare pagine autografe di questo fondo arricchiscono l’itinerario espositivo, come lo “Stabat Mater” e la prima “Messa solenne” di Nicolò Oneto, l’”Antiquario” di Giovanni Battista Dessy. Accanto alle rare pagine musicali, saranno esposti diversi documenti dell’Archivio Storico Comunale che ripercorrono le tappe più importanti di queste istituzioni, tra i quali: il “Regolamento per la Cappella Civica del 1838″, il “Concorso per il corpo musicale del Municipio di Cagliari del 1889″.

L’itinerario espositivo prosegue con la storia della fondazione della Scuola municipale di musica (1922), poi Istituto musicale “Mario De Candia” (1923), la nascita del Liceo musicale (1926), il pareggiamento ai Conservatori di Stato (1931) e l’istituzione del Regio Conservatorio di Musica nel 1939. Diverse bacheche ripercorrono questi momenti attraverso l’esposizione dei programmi dei concerti legati all’Istituzione, ove è possibile notare la presenza dei più grandi concertisti dell’epoca accanto ai docenti e agli allievi dell’Istituto e diverse foto e immagini dell’epoca.

Una parte della mostra è dedicata ai preziosi autografi della biblioteca fondata con il Liceo musicale nel 1926 e l’esposizione delle composizioni di Ennio Porrino (“Nuraghi e Hutalabì”), Mario Castelnuovo Tedesco (“Goccius”), Renzo Bossi (“Canzone popolare sarda”), Riccardo Zandonai (“Due canti popolari di Sardegna”), Ildebrando Pizzetti (“Muttos nuoresi”) e rari documenti sui prestigiosi docenti dell’Istituto: Oscar Crepas, Piero Rattalino, Marcello Abbado, Renato Fasano, Gavino Gabriel, ecc.

L’esposizione è resa possibile grazie al supporto logistico della Biblioteca regionale della Sardegna.

Ottant’anni e oltre… resterà aperta sino al 27 novembre, dal lunedì al venerdì, dalle 8.00 alle 19.00, ed il sabato dalle 8.00 alle 17..ì00. L’ingresso è gratuito.

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Ieri è stato presentato a Cagliari il CD “Musica d’organo nella Sardegna dell’Ottocento” in cui protagonista è Francesca Ajossa, giovante talento del Conservatorio “Giovanni Pierluigi da Palestrina”, che suona  all’organo storico Piacentini-Battani (1875) della stessa chiesa del quartiere Marina.

Edito dalla prestigiosa etichetta bolognese Tactus, il CD si colloca nel quadro delle attività del LabOs (Laboratorio Organi Storici del Conservatorio di Cagliari), volte alla valorizzazione del patrimonio organario storico della Sardegna e dei giovani organisti che hanno acquisito, grazie alle attività del laboratorio stesso, una nuova consapevolezza sull’importanza e il valore del  cospicuo patrimonio di strumenti storici ancora esistenti nella nostra isola.

La diciassettenne Francesca Ajossa interpreta con grande maturità e consapevolezza una serie di brani di autori sardi o attivi in Sardegna tra l’ultimo scorcio del Settecento e la fine dell’Ottocento mostrandoci una Sardegna “urbana” del tutto allineata al gusto italiano del tempo, in cui il linguaggio operistico è soverchiante, ma che, timidamente, trova anche il tempo per riflettere su sé stessa e sulle sue peculiarità culturali e sulle sue musiche.

Dalle musiche di Michele Fusco, Francesco Vegni, Giovanni Stefano Masala di Bosa, dense di echi tardo-settecenteschi, agli accenti pienamente romantici di Nicolò Oneto e Giovanni Battista Dessy, alle leggerezze di Antonio Porcile si giunge al rigore scolastico della fuga del nuorese Priamo Gallisay, segno dei profondi cambiamenti che la musica organistica e sacra in genere conosce alla fine del XIX secolo.

Il tutto incorniciato dal “Hymnu sardu nationale” del sassarese Giovanni Gonella e da un “ballo sardo” trascritto da un anonimo nella seconda metà dell’Ottocento che appunto vogliono rappresentare quel sentimento “nazionale” che pervase le elites sarde negli anni del Risorgimento.

Un grande sforzo produttivo LabOs in collaborazione con il Conservatorio di Cagliari, sotto la direzione artistica di Angelo Castaldo, con le ricerche storico-musicologiche di Roberto Milleddu, il supporto organario di Davide Murgia, e con la presa del suono di Enrico di Felice.

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Venerdì 9 dicembre, alle 18.30, nella chiesa del Santo Sepolcro, a Cagliari, verrà presentato il CD “Musica d’organo nella Sardegna dell’Ottocento” in cui protagonista è Francesca Ajossa, giovante talento del Conservatorio “Giovanni Pierluigi da Palestrina”, che suona  all’organo storico Piacentini-Battani (1875) della stessa chiesa del quartiere Marina.

Edito dalla prestigiosa etichetta bolognese Tactus, il CD si colloca nel quadro delle attività del LabOs (Laboratorio Organi Storici del Conservatorio di Cagliari), volte alla valorizzazione del patrimonio organario storico della Sardegna e dei giovani organisti che hanno acquisito, grazie alle attività del laboratorio stesso, una nuova consapevolezza sull’importanza e il valore del  cospicuo patrimonio di strumenti storici ancora esistenti nella nostra isola.

La diciassettenne Francesca Ajossa interpreta con grande maturità e consapevolezza una serie di brani di autori sardi o attivi in Sardegna tra l’ultimo scorcio del Settecento e la fine dell’Ottocento mostrandoci una Sardegna “urbana” del tutto allineata al gusto italiano del tempo, in cui il linguaggio operistico è soverchiante, ma che, timidamente, trova anche il tempo per riflettere su sé stessa e sulle sue peculiarità culturali e sulle sue musiche.

Dalle musiche di Michele Fusco, Francesco Vegni, Giovanni Stefano Masala di Bosa, dense di echi tardo-settecenteschi, agli accenti pienamente romantici di Nicolò Oneto e Giovanni Battista Dessy, alle leggerezze di Antonio Porcile si giunge al rigore scolastico della fuga del nuorese Priamo Gallisay, segno dei profondi cambiamenti che la musica organistica e sacra in genere conosce alla fine del XIX secolo.

Il tutto incorniciato dal “Hymnu sardu nationale” del sassarese Giovanni Gonella e da un “ballo sardo” trascritto da un anonimo nella seconda metà dell’Ottocento che appunto vogliono rappresentare quel sentimento “nazionale” che pervase le elites sarde negli anni del Risorgimento.

Un grande sforzo produttivo LabOs in collaborazione con il Conservatorio di Cagliari, sotto la direzione artistica di Angelo Castaldo, con le ricerche storico-musicologiche di Roberto Milleddu, il supporto organario di Davide Murgia, e con la presa del suono di Enrico di Felice.

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