27 September, 2022
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Consiglio regionale 3 copia

Sono in programma alcune audizioni, questo pomeriggio, in Terza, Quarta e Quinta commissione del Consiglio regionale.

Alle 16.00 la commissione Bilancio, presieduta da Franco Sabatini, sentirà l’assessore alla programmazione sul programma regionale di sviluppo 2014-2019.

L’organismo consiliare esaminerà anche il DL 135 “Approvazione del rendiconto generale della Regione per l’esercizio finanziario 2013” e darà anche il parere finanziario sul DL 72 “Disposizioni urgenti in materia di organizzazione della Regione”.

Sempre alle 16.00, la commissione Ambiente presieduta da Antonio Solinas, sentirà in audizione il Direttore generale dell’Agenzia del Distretto idrografico della Sardegna sulle “Norme di semplificazione amministrativa in materia di difesa del suolo”. Seguirà l’audizione dell’assessore regionale all’Urbanistica sul DL 130 “Norme per il miglioramento de patrimonio edilizio e per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia e sulla proroga del Piano casa”.

Alle 17.00, la commissione Attività produttive presieduta da Luigi Lotto, sentirà in audizione le segreterie regionali Filctem Cgil, Flai Cisl e Uiltec Uil sul progetto di riassetto della rete elettrica della Sardegna. La commissione dovrà esprimere anche il parere sulle parti di competenza del Programma regionale di sviluppo 2014-2019 e dovrà esaminare il Testo Unificato “Multifunzionalità in agricoltura”.   

Palazzo del Consiglio regionale 3 copia

Domani, martedì 11 novembre, si riuniscono la Terza, la Quarta e la Quinta commissione. Alle 16.00 la commissione Bilancio, presieduta da Franco Sabatini, sentirà in audizione l’assessore alla programmazione sul programma regionale di sviluppo 2014 -2019.

L’organismo consiliare esaminerà anche il DL 135 “Approvazione del rendiconto generale della Regione per l’esercizio finanziario 2013” e darà anche il parere finanziario sul DL 72 “Disposizioni urgenti in materia di organizzazione della Regione”.

Sempre alle 16.00, la commissione Ambiente presieduta da Antonio Solinas, sentirà in audizione il Direttore generale dell’Agenzia del Distretto idrografico della Sardegna sulle “Norme di semplificazione amministrativa in materia di difesa del suolo”. Seguirà l’audizione dell’assessore regionale all’Urbanistica sul DL 130 “Norme per il miglioramento de patrimonio edilizio e per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia e sulla proroga del Piano casa.

Alle 17.00, la commissione Attività produttive presieduta da Luigi Lotto, sentirà in audizione le segreterie regionali Filctem Cgil, Flai Cisl e Uiltec Uil sul progetto di riassetto della rete elettrica della Sardegna. La commissione dovrà esprimere anche il parere sulle parti di competenza del Programma regionale di sviluppo 2014-2019 e dovrà esaminare il Testo Unificato “Multifunzionalità in agricoltura”.  

Consiglio regionale 3 copia

Sono state presentate questa mattina, in Consiglio regionale, le relazioni di maggioranza e minoranza della proposta di riforma del sistema sanitario regionale, la cui discussione generale inizierà martedì 28 ottobre, alle 10.30. Dopo la presentazione delle relazioni, inoltre, l’Assemblea ha esaminato le mozioni e gli altri argomenti all’ordine del giorno.

La proposta, ha iniziato Gigi Ruggeri (Pd), relatore di maggioranza «corrisponde all’esigenza di inserire un argine alla deriva finanziaria della spesa sanitaria, da sempre al centro del dibattito sui sistemi di tipo universalistico, senza diminuire qualità dei servizi e dell’assistenza». «Negli ultimi cinque anni in Italia – ha aggiunto Ruggeri – la spesa è cresciuta di crescita di 2 miliardi l’anno ed in Sardegna, rispetto tetto definito dalla conferenza Stato-Regioni, ha superato nel 2013 i 3 miliardi al netto di Irap mentre modello di assistenza non ha fatto significativi passi avanti rispetto logica ospedalocentrica. Problema vero è rinuncia a governare questi processi, se non attraverso nuove regole sulle procedure di acquisizione di beni e servizi e sui protocolli diagnostico-terapeutici che non hanno funzionato, ed anche alcune nuove leggi hanno lasciato intatto l’enorme spazio di potere riservato ai direttori generali». Così, secondo il consigliere del Pd, «il sistema non può reggere perché mancano una centralizzazione del governo clinico e della committenza, un ragionamento complessivo che va esteso alla ristrutturazione della rete ospedaliera perché siamo al di sopra della media nazionale, una offerta articolata in modo diverso». E’necessario poi «mettere in rete i sistemi ospedalieri – ha osservato Ruggeri – dato Sardegna terza in Italia per ipodensità dopo la Val d’Aosta e la Basilicata, una bassissima densità di popolazione del tutto peculiare di cui si deve tener conto nella programmazione di un sistema di emergenza-urgenza di migliore qualità». «Altro obiettivo qualificante della proposta – ha concluso il consigliere del Pd – quello di ridisegnare il sistema dell’assistenza territoriale, una realtà nella quale oggi esistono ampie quote di domanda di salute che restano senza risposta; una realtà che possiamo cambiare realizzando nuove case salute e ospedali comunità, questa legge è solo il punto iniziale di un processo di riforma molto articolato».

Il consigliere Michele Cossa (Riformatori sardi), relatore di minoranza, ha affermato che, da un lato, «c’è l’esigenza condivisa di un processo radicale di riforma come dimostra la presentazione di diverse proposte di legge; dall’altro una proposta che viene portata all’attenzione dell’Aula senza una attenta analisi attività della realtà esistente ed una valutazione dell’impatto delle diverse misure sul sistema». «Sarebbe imperdonabile – ha avvertito Cossa – pensare che i problemi reali siano quelli delle persone che governano la sanità sarda e non bastano piccoli aggiustamenti ma servono interventi strutturali per dare vita ad un nuovo sistema adatto alla nostra specificità». In altre parole, secondo il consigliere, «la sanità sarda ha bisogno di meno aziende, meno spazi di potere, meno politica, più attenzione all’assistenza ed alla salute dei cittadini, ma di tutto questo non c’è traccia in un provvedimento insufficiente e forse dannoso». «Il sistema attuale – ha poi ricordato l’esponente dei Riformatori – risale agli anni ’70 e consisteva nel curare le persone nel momento del bisogno acuto; adesso è ora di cambiare passando dal curare al prendersi cura, con l’ospedale che deve diventare un incidente nella vita di persona mentre il servizio pubblico deve garantire altro, seguire la persone nelle diverse fasi della sua vita». «Inoltre – ha continuato il relatore di minoranza – serve un modello sardo della sanità che magari prende spunto da altri ma poi sa adattarsi alla nostre peculiarità insulari e geomorfologiche; questa è strada per ritrovare efficienza ed efficacia, prima un quadro chiaro, poi tutto il resto». Avviandosi alla conclusione, Cossa ha detto che «da questa legge non uscirà nulla di buono, perché cambiano i direttori ma resta uguale tutto il resto, fra qualche mese dovremo tornare sull’argomento, senza dimenticare che tutte le audizioni della Commissione sanità hanno dato un parere negativo su questa proposta, che di fatto blocca una riforma solo per cambiare i direttori».

L’Assemblea ha proseguito l’esame dell’ordine del giorno con l’illustrazione della mozione 79 (Truzzu e più) sulla mobilità giovanile. Il presidente Ganau ha dato, quindi, la parola al consigliere di Fratelli d’Italia, Paolo Truzzu, il quale ha spiegato l’importanza di dare ai giovani la possibilità di fare esperienze all’estero con il progetto Erasmus. Ma il consigliere Truzzu non si è fermato all’Erasmus nel suo intervento, ha infatti parlato di un progetto complessivo che dovrebbe avere la Regione per contribuire a formare i nostri giovani e dare loro la possibilità di acquisire nuove competenze e l’apertura mentale verso ciò che è diverso. Truzzu si è detto convinto europeista, ma di un’Europa di popoli e non di un’Europa delle banche.

Truzzu ha citato alcuni dati: un terzo dei giovani che hanno usufruito del progetto Erasmus hanno incontrato il proprio partner durante questa esperienza. «La Commissione europea ha anche evidenziato – ha continuato Truzzu – che la capacità occupazionale dei ragazzi che hanno fatto l’Erasmus è superiore del 50 per cento rispetto agli altri studenti». Dati importanti che, secondo il proponente della mozione, evidenziano l’impatto sull’economia, sul turismo, sulla cultura e sull’occupazione offerto dai progetti di mobilità europea. Per questi motivi ha chiesto alla Giunta di istituire un «tavolo di lavoro (a cui saranno invitati a partecipare gli assessori competenti per materia, il presidente della Commissione competente, i Magnifici Rettori dell’università di Cagliari e Sassari, i presidenti dell’ERSU di Cagliari e Sassari, il presidente dell’ANCI e dell’ASEL Sardegna, i sindaci dei Comuni di Cagliari e Sassari e i rappresentanti delle associazioni di mobilità studentesca internazionale di maggiore rappresentatività) che per oggetto avrà l’individuazione degli interventi strutturali e finanziari per far crescere il numero dei giovani che potenzialmente potrebbero arrivare nella nostra Isola tra il 2014 e il 2020 per effetto dei programmi e dei fondi per la crescita inclusiva istituiti dall’Unione europea o dagli strumenti regionali derivanti da fondi indiretti«.

Truzzu ha anche ricordato che la Comunità europea ha finanziato un progetto Erasmus anche per gli imprenditori e ha ricordato l’importante evento che si terrà a Cagliari, il meeting internazionale Agora, a cui parteciperanno 800 giovani provenienti da tutta Europa, grazie all’associazione Aegee, voluta dallo scomparso Paolo Carta e da Stefano Tunis.

Il presidente ha dato, quindi la parola a Stefano Tunis, consigliere di Forza Italia, il quale ha condiviso l’assoluta importanza del progetto Erasmus, ma anche di tutti i progetti di mobilità europea non soltanto finalizzati all’istruzione. Tunis ha ricordato i notevoli risultati avuti grazie al programma Move (mobilità opportunità e volontariato in Europa). L’obiettivo, secondo l’esponente della minoranza che ha proposto di trasformare la mozione in un ordine del giorno unitario, è di «accompagnare e agevolare la crescita delle risorse umane, con un bagaglio di competenze certificato e spendibile».

Ignazio Locci (Forza Italia), d’accordo con il collega di partito, ha ricordato di essere stato uno di quei ragazzi sardi «ad aver avuto la fortuna di fare questa esperienza e di avere acquisito un patrimonio culturale di cui mi sento arricchito, grazie all’opportunità che mi è stata data dall’Università». E ha aggiunto che «dovrebbe essere obbligatorio per i giovani partecipare alla mobilità europea». Locci ha apprezzato anche l’iniziativa di sostegno messa in campo dal sindaco di Elmas, il quale sta aiutando i residenti a formarsi all’estero e cercare nuove opportunità. Da questi viaggi i nostri giovani rientrano in Sardegna più arricchiti, ha affermato Locci, ma è necessario che la Regione Sardegna sostenga il diritto allo studio, le Università, il volontariato e l’associazionismo sardo che si occupa di fare l’accoglienza dei giovani europei che vengono a fare esperienza nell’Isola.

Il capogruppo del Psd’Az, Christian Solinas, ha dichiarato condivisione per i temi trattati nella mozione 79 ed ha sottolineato come il testo all’esame dell’Aula abbia il pregio di introdurre, all’attenzione del Consiglio, uno dei pochi strumenti che mira alla costruzione degli europei prima ancora dell’Europa. L’esponente della minoranza ha dichiarato apprezzamento per i progetti Erasmus e verso tutte le iniziative che favoriscono la mobilità giovanile ed in particolare gli scambi tra gli studenti delle Università. «Sono scambi fondamentali – ha insistito il capogruppo dei Quattro Mori – per costruire una vera integrazione tra i popoli europei attraverso un percorso che parte dal basso con i giovani». Christian Solinas ha concluso il suo intervento con l’invito all’Aula perché proceda con l’approvazione della mozione 79 (Truzzu e più).

Il presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau, ha quindi concesso la parola all’assessore degli Affari Generali, Gianmario Demuro, per l’intervento riservato alla Giunta. Demuro ha riaffermato l’importanza del tema trattato dalla mozione in discussione ed ha espresso apprezzamento per le attività e le azioni dei progetti Erasmus. L’assessore ha quindi riconosciuto la validità della richiesta di interventi di supporto da parte della Regione sarda e ha preannunciato una particolare attenzione in sede di Piano regionale di sviluppo. Il delegato agli Affari Generali della giunta presieduta da Francesco Pigliaru ha quindi ribadito l’importanza della nuova programmazione europea per offrire prospettive ancor più concrete ai progetti Erasmus ed ha quindi dichiarato il favore dell’esecutivo regionale per i programmi inerenti la mobilità giovanile. «Mobilità a tutto tondo – ha concluso l’assessore Demuro – che riguarda cioè gli studenti ma anche artigiani, professionisti e più in generale lavoratori».

Il consigliere Paolo Truzzu (gruppo “Sardegna”) nello spazio al dibattito riservato alla replica del presentatore della mozione ha ringraziato l’assessore Demuro per il favore espresso verso i contenuti del documento all’esame dell’Aula ed ha precisato che la mozione tratta il tema dell’Erasmus e anche quello della mobilità giovanile in termini più ampi e generali.

Il capogruppo del Pd Pietro Cocco, sull’ordine dei lavori, ha chiesto un minuto di sospensione per verificare la possibilità di un ordine del giorno unitario.

Alla ripresa dei lavori è stata data lettura dell’ordine del giorno in cui, fra l‘ altro, si impegna il presidente della Regione ad attivare un tavolo di lavoro formato dagli assessori competenti e dai presidenti di commissione interessati, insieme ai rappresentanti del mondo universitario, per l’individuazione di interventi strutturali e finanziari in grado di accrescere il numero dei giovani che potranno partecipare a programmi di mobilità internazionale in diversi settori.

A nome della Giunta, l’Assessore degli Affari generali Gianmario Demuro ha espresso favorevole.

Non essendosi altri iscritti a parlare, il presidente ha messo in votazione l’ordine del giorno che è stato approvato all’unanimità. Il documento, sottoscritto da tutti i capigruppo del Consiglio, impegna il presidente della Regione «a convocare un tavolo di lavoro per l’individuazione degli interventi strutturali e infrastrutturali finanziari per far crescere il numero dei giovani che potenzialmente potrebbero partecipare in entrata e in uscita a tutti i programmi di mobilità internazionale, non più e non solo rivolti all’istruzione, ma alla crescita complessiva dell’individuo, attraverso esperienze di studio, lavoro e volontariato».

Proseguendo nell’ordine del giorno l’Aula ha poi iniziato l’esame della Mozione n. 59 (Tatti e più) “Sull’attuazione dell’articolo 4 della Legge regionale 21 gennaio 2014 n. 7, in materia di stabilizzazione del personale precario dell’Ente foreste della Sardegna”. Il presidente ha quindi dato la parola al primo firmatario Ignazio Tatti.

Il consigliere Tatti (Udc), illustrando il documento, ha dichiarato che «la Sardegna non è solo coste ma anche zone interne anzi il patrimonio ambientale della nostra Regione deve tornare al centro della nostra politica; questo è il questo contesto opera l’Ente Foreste». «Però, a causa dell’invecchiamento del personale e del blocco del turn-over – ha lamentato Tatti – dal 2007 c’è un momento di grande difficoltà, nonostante un numero sempre crescente di Comuni abbia concesso terreni all’Ente». «Il sistema insomma – secondo Tatti – sta scricchiolando, il problema della stabilizzazione non deve essere visto come esercizio di clientelismo: la crisi è stata violenta soprattutto nelle fasce più deboli della comunità sarda ed è necessario dare certezza ai nostri cittadini, agendo secondo coscienza e secondo i nostri doveri morali». La scelta di oggi, ha precisato il consigliere Tatti, «deriva dalla concreta possibilità di trasformare la mozione in atti concreti, infatti nella finanziaria 2014 all’art 4 con un provvedimento bipartisan è stato individuato un fondo di 6 milioni per stabilizzazione». E’vero, ha riconosciuto l’esponente dell’Udc, «che questo tipo di interventi è sempre sotto osservazione ma la norma regionale non è stata impugnata e i termini sono scaduti; ora servono procedure di attuazione precise, dall’ aggiornamento degli organici all’esame di  situazioni territoriali ora piuttosto squilibrate, inquadrando questa azione in quella più generale di prevenzione delle calamità naturali e contrasto del rischio idrogeologico». «La norma della scorsa finanziaria – ha concluso Tatti – prevede la stabilizzazione con graduatorie triennali per un massimo di 500 unità per anno, da 2014 fino al 2016, si tratta di un primo intervento per dare alla Sardegna un Ente foreste nuovo, giovane e dinamico per difendere il nostro ambiente e farne un fattore di sviluppo per tutta la Sardegna».

Il presidente ha dato la parola al consigliere di Forza Italia, Edoardo Tocco, il quale ha ricordato di aver presentato un’interpellanza sullo stesso argomento. L’esponente della minoranza ha chiesto all’assessore quali siano le sue vere intenzioni: «E’ fondamentale dare risposte celeri alle tante persone che vivono in una situazione di precarietà». D’accordo anche Oscar Cherchi, consigliere di Forza Italia: «I colleghi hanno sollevato un problema che chiede di essere risolto, anche per una questione di giustizia». Per Cherchi si tratta di una realtà fondamentale per il nostro territorio e che, dall’istituzione dell’Ente foreste, ha dato importanti risultati. Il consigliere azzurro ha ribadito che non si sta parlando di stabilizzazioni per accontentare qualche amico ma per risolvere un problema che esiste da troppi anni. Ci interessa che la Giunta e l’assessore, ha proseguito, preveda che i lavoratori a tempo determinato, in base alle regole, abbiano risposte nel più breve tempo possibile per la stabilizzazione.

E’ poi intervenuto il leader dell’Udc, Giorgio Oppi, ex assessore dell’Ambiente, il quale ha ripercorso le varie fasi che hanno attraversato le iniziative di stabilizzazione degli operai. Oppi ha spiegato all’Aula che l’Ente foreste assorbe il 70-75 per cento dei fondi dell’assessorato dell’Ambiente, circa 180 milioni di euro, con un avanzo di esercizio annuale di circa 20-30 milioni. Le stabilizzazioni, ha continuato, vanno affrontate all’interno di un quadro generale che comprenda anche i 400 amministrativi. Allo stato attuale le stabilizzazioni riguardano circa 1600 addetti, principalmente distribuiti nei territori dell’Ogliastra, Nuoro, Oristano e Cagliari, mentre in altri territori, il Sassarese e la Gallura, ci sono soltanto una ventina di addetti ancora con contratto a tempo determinato. L’ex assessore ha anche spiegato che fu avviata una procedura di  stabilizzazione, ma con difficoltà, in parte perché l’Ente non aveva i fondi necessari e in parte, ha spiegato, perché molti non avevano voluto essere stabilizzati perché avrebbero avuto una perdita economica. Oppi ha anche esortato la Giunta ha intervenire con Roma affinché il Corpo forestale, che costa alla Sardegna circa 25 milioni, sia a carico dello Stato come avviene nelle altre regioni.

Il consigliere del gruppo Pd, Antonio Solinas, ha invitato il Consiglio a “fare il punto” sulla situazione in cui versa il personale (e non soltanto) dell’Ente foreste. L’esponente della maggioranza ha ricordato l’importanza del ruolo e dei compiti propri dell’ente strumentale della Regione ed ha invitato i presentatori a valutare che il percorso della stabilizzazione degli operatori è stato avviato con le norme del 2007 e che nel 2008 si è dato corso ai bandi di stabilizzazione per circa 800 lavoratori precari. «Significa – ha precisato il presidente della Quarta commissione – che nella legislatura che va dal 2009 al 2014 non si è fatto molto per proseguire nel percorso intrapreso a suo tempo dal centrosinistra». Antonio Solinas ha quindi ricordato la partecipazione del consigliere Tatti (primo firmatario della mozione) al consiglio di amministrazione dell’ente foreste ed ha evidenziato che «forse qualcosa in più anche quel Cda poteva fare». Solinas ha fatto riferimento alle diverse iniziative consiliari intraprese nella scorsa legislatura dalle opposizioni per sollecitare la ripresa del percorso di stabilizzazione. Il consigliere dei democratici ha ricordato la scarsa efficacia e la difficile situazione organizzativa dell’Ente foreste ed ha dichiarato di condividere le ipotesi di commissariamento. Antonio Solinas ha quindi affermato di valutare positivamente la possibilità di redigere un ordine del giorno unitario a conclusione della discussione della mozione 59.

Il capogruppo di Sel, Daniele Cocco, ha ricordato i diversi incontri e le numerose iniziative intraprese nella scorsa legislatura per favorire la stabilizzazione dei circa 1.200 operai semestrali che prestano servizio all’Ente Foreste. L’esponente della maggioranza ha quindi evidenziato le difficoltà incontrate, ad incominciare da quelle inerenti la complicata individuazione della tipologia contrattuale che regola il rapporto di lavoro dei “semestrali” con l’ente regionale che si occupa anche dell’anticendio. Il consigliere di Sel ha quindi ricordato la presenza del consigliere Tatti nel Cda dell’Ente foreste ed ha evidenziato come «le volontà allora espresse dall’assessorato all’Ambiente guidato dall’onorevole Oppi (compagno di partito di Tatti) non siano state recepite dai vertici dell’Ente Foreste». Daniele Cocco ha auspicato “un cambio di marcia” ed ha espresso favore per le ipotesi di commissariamento dell’Ente foreste, nonché favore per la predisposizione di un ordine del giorno unitario a conclusione della discussione della mozione 59.

Il capogruppo dell’Udc, Gianluigi Rubiu, ha sottolineato come la Sardegna sia la Regione con la più vasta superficie forestale con 221.000 ettari. A giudizio dell’esponente della minoranza è forte il rischio di una generale sottovalutazione del ruolo dell’Ente foreste e dell’urgenza di procedere con le stabilizzazioni degli operai semestrali. «L’Ente foreste – ha spiegato Rubiu – deve tutelare il patrimonio boschivo più importante del Mediterraneo». Il consigliere dell’Udc ha quindi evidenziato le gravi carenze organizzative dell’ente e ha denunciato il rischio di pesanti contenziosi legali. Rubiu ha concluso con l’auspicio che sia data rapida applicazione alle norme del 2007 e che gli operai in servizio all’Ente foreste possano essere stabilizzati.

L’Assessore dell’Ambiente Donatella Spano, esprimendo il parere della Giunta sulla mozione, ha apprezzato i riferimenti del Consiglio al nuovo ruolo dell’Ente Foreste. Il problema della stabilizzazione, ha spiegato, «è legato, infatti, alla riforma dell’Ente, che è un obiettivo strategico del Governo regionale». «E’già stato individuato – ha aggiunto – un percorso di riordino complessivo della materia forestale, attraverso un disegno di legge che punta sul potenziamento delle politiche del comparto boschivo in Sardegna e introduce significativi elementi di modernizzazione e attualizzazione dei compiti istituzionali, inquadrando le politiche forestali nella più vasta tematica ambientale». «L’Ente deve essere valorizzato dal punto di vista economico e sociale – ha proseguito l’assessore – per gestire il patrimonio boschivo secondo principi di qualità e fruizione delle risorse, ma per fare questo servono rinnovamento tecnologico, la ridefinizione dei compiti istituzionali, la razionalizzazione delle attività, degli obiettivi, delle strutture, della governance, la distribuzione del personale con flessibilità superando logica dei cantieri». In poco meno di 6 mesi la Giunta ha lavorato con grande impegno su questi problemi, ha detto ancora l’esponente della Giunta, «anche grazie al fondamentale supporto di un tavolo interassessoriale di tutti i settori della Regione a vario titolo interessati». Si tratta di un percorso virtuoso, secondo l’assessore, «che in breve tempo porterà alla riorganizzazione dell’Ente, alla revisione della contrattualistica ed alle stabilizzazioni, per le quali però manca ancora una definizione esatta dei numeri e delle sedi, dei livelli retributivi, situazione di incertezza che in questa fase richiede il commissariamento dell’Ente».

In sede di replica, il consigliere Tatti (Udc) ha affermato di aver sollevato il problema solo per assicurare la corretta destinazione dei fondi assegnati all’Ente foreste, aggiungendo che il consiglio di amministrazione dell’Ente ha sempre rispettato gli indirizzi della Giunta in materia, «attivandosi anche per chiedere alla Giunta quello stanziamento che poi è stato inserito nella finanziaria del 2014». I sindacati, ha sostenuto ancora Tatti, «dicono che le stabilizzazioni possono essere fatte in breve tempo ed occorre chiedersi perché si vuole parlare prima della riforma ed esaminare il problema a più lunga scadenza». Oggi, ha concluso il consigliere dell’Udc, «ci sono necessità reali ed occorre soprattutto superare la logica del passato in cui si sono fatte stabilizzazioni in Comuni dove non c’era un metro di terreno dell’Ente foreste».

Il consigliere Antonio Solinas, del Pd, ha chiesto una sospensione per verificare la possibilità di predisporre un ordine del giorno unitario.

Il presidente Ganau ha accolto la richiesta, sospendendo i lavori.

Alla ripresa della seduta, il presidente ha dato lettura dell’ordine del giorno in cui, richiamato l’art 4 della legge finanziaria 2014, si riconosce la rilevanza dell’Ente foreste nelle attività di prevenzione delle calamità naturali e del dissesto idrogeologico ed inoltre, dopo aver ricordato il disegno di legge di riforma che a breve arriverà in Consiglio, impegna il presidente della Giunta a ricomprendere nella riforma anche la prosecuzione del processo di stabilizzazione iniziato nel 2007.

La Giunta, attraverso l’assessore Spano, ha espresso parere favorevole.

Per dichiarazione di voto, il consigliere Franco Sabatini ha manifestato apprezzamento per presenza degli Assessori dell’Ambiente e degli Affari generali, «metodo giusto perché tema va affrontato di concerto per arrivare a soluzioni positive». Dopo aver ricordato la volontà unanime della commissione Bilancio «di superare con la stabilizzazione un passato di lavori semestrali che nascondevano spesso un secondo lavoro e addirittura un lavoro  in nero», ha invitato l’Aula a «tenere presenti le osservazioni del consigliere Oppi; le stabilizzazioni, cioè, vanno fatte con criterio per renderle sostenibili, anche per sconfiggere “la macchina della disinformazione”, che distorce sistematicamente la verità».

Il consigliere Mario Floris (Sardegna) ha annunciato il suo voto contrario, ricordando che l’interruzione delle stabilizzazione è stata provocata prima dai decreti Brunetta e Tremonti, poi  per il rapporto sbilanciato fra spese personale e correnti, problema superato con l’inquadramento di tale rapporto nell’intero comparto regionale». Poi, ha continuato, «bisognava intervenire sul Governo per assegnare alla Regione i fondi della disoccupazione finora erogati dallo Stato». Quanto alla riforma, ha detto Floris concludendo, «Non ha niente a che vedere con la mozione e con il problema delle stabilizzazioni: basta verificare anzianità, stato familiare e situazioni economiche».

Il consigliere Roberto Deriu (Pd) ha condiviso gli argomenti Sabatini, sostenendo che «ci sono sciacalli in giro che rendono la situazione ancora più pesante; abbiamo due problemi, l’organizzazione della macchina pubblica ed il trattamento lavoratori, bisogna vederli insieme con una nuova legge ma anche con la ridefinizione complessiva del lavoro pubblico».

Il consigliere Luigi Crisponi (Riformatori sardi) ha detto che «è risaputo che le nostre campagne sono teatro di chiacchiere da bar che spesso esulano dalla verità, ma il Consiglio regionale non può essere accostato a Pinocchio, non si può procrastinare tutto dopo il voto unanime della scorsa legislatura, non si può giocare sulla pelle delle persone, ricordando anche la fragilità Sardegna sul piano forestale e ambientale». Abbiamo votato proprio ieri due nuovi parchi, ha aggiunto Crisponi, «ed è un discorso che non possiamo interrompere».

Il consigliere Giorgio Oppi (Udc) ha ribadito il suo voto a favore ma ha invitato l’Assemblea a considerare con molta attenzione le situazioni dell’Ogliastra, Nuoro ed Oristano «che hanno molti terreni e poco personale: serve un riequilibrio, una  razionalizzazione seria perché l’Ente non ha dirigenti e questo vuoto ne compromette la funzionalità, e servono persone che si impegnino a fondo in un percorso di stabilizzazioni difficile che però va fatto».

Il presidente Ganau ha dato, poi, la parola al presidente della Quarta commissione, Antonio Solinas, il quale ha annunciato il suo voto favorevole, ma ha anche condiviso alcune perplessità sollevate dai consiglieri e ha esortato l’assessore a tenerne conto. Solinas ha rilevato che, di fatto, chi non ha ancora fatto il bando è stato il consiglio amministrazione dell’ente. «Oggi l’Ente foreste è nel caos più totale, non c’è il direttore regionale e ci sono problemi – ha concluso – anche per i responsabili di servizi che svolgono mansioni superiori ma non vengono loro riconosciute».

Per il capogruppo dei Riformatori sardi, Attilio Dedoni, è necessario  fare un «quadro complessivo degli enti regionali e liquidare quelli inutili».  Per il capogruppo di Sel, Daniele Cocco, questo ordine del giorno ha accolto al suo interno il merito della mozione. «È inutile guardare indietro – ha detto – qui c’è l’impegno a riorganizzare un ente: abbiamo un ente con 6.500 dipendenti e soli 5 dirigenti e questo non può andare bene». Per Cocco si tratta di un ente gestito in maniera maldestra a livello dirigenziale e di consigli di amministrazione. Il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, ha ricordato che il processo di stabilizzazioni ha preso il via nel 2007 e che per diverse vicende non è stato possibile avviarle. «Oggi – ha affermato – al 22 ottobre ancora quel processo non si è concluso ed è stagnante». Pittalis ha ricordato che i ritardi sono stati dovuti anche alla politica.

Il presidente Ganau ha messo in votazione l’ordine del giorno che è stato approvato con 48 voti favorevoli, 2 contrari e 1 astenuto. Il documento sottoscritto da tutti i capigruppo impegna il presidente della Regione «a far sì che la riforma di riorganizzazione e rilancio dell’Ente foreste comprenda, in attuazione dell’articolo 4 della legge 7|2014, la prosecuzione del processo di stabilizzazione iniziato nel 2007». 

L’assemblea ha quindi proseguito nell’esame della mozione n. 66 (Ledda e più) ed il presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau, ha concesso la parola al consigliere, Gaetano Ledda (gruppo “Sardegna Vera”) per l’illustrazione.

L’esponente della maggioranza ha quindi proceduto ad illustrare il documento sottoscritto da 58 consiglieri regionali (sia del centrosinistra che della minoranza) e che impegna il presidente della Giunta a ricondurre in ambito regionale la gestione del libro genealogico del cavallo anglo arabo sardo. Ledda ha ripercorso il testo della mozione nel quale si evidenzia l’importanza del cavallo anglo arabo sardo nella produzione zootecnica, nello sport e la sua rilevanza culturale e identitaria. Il consigliere di “Sardegna Vera” ha quindi rimarcato il ruolo dell’associazione nazionale allevatori del cavallo anglo arabo (Anacaad) e ricordato che la stessa è in possesso di tutti i requisiti previsti dalle norme nazionali e comunitarie per la tenuta del libro genealogico. «Ma – ha proseguito Ledda – nonostante le opportune istanze e le migliaia di firme raccolte, è stato negato all’Anacaad la tenuta del libro genealogico».

Il presidente della commissione Agricoltura, Luigi Lotto, ha dichiarato di condividere il testo della mozione illustrata dal consigliere Ledda e ne ha auspicato l’approvazione. «Serve che la Regione si riappropri del tema – ha spiegato Lotto – e così l’interlocuzione col ministero avrà un maggiore grado di autorevolezza, evitando così che sia solo l’associazione Anacaad ad occuparsi del problema della tenuta del libro genealogico del cavallo anglo arabo sardo».

Il capogruppo dei Riformatori, Attilio Dedoni, ha dichiarato pieno sostegno alla mozione ed ha ribadito l’urgenza di iniziative adeguate per la risoluzione del problema inerente la tenuta del libro genealogico del cavallo anglo arabo sardo. L’esponente della minoranza si è quindi detto fiducioso nell’operato del neo commissario Agris ed ha concluso evidenziando la rilevanza economica del settore.

Il consigliere del gruppo “Soberania e Indipendentzia”, Pier Mario Manca, ha evidenziato come il problema della tenuta dei libri genealogici riguardi anche il settore delle razze ovine in Sardegna. «I libri genealogici dei cavalli come delle pecore e delle capre sono tenuti a Roma – ha dichiarato Piermario Manca – ed è necessario riportarli in Sardegna».

Il consigliere Oscar Cherchi (Forza italia) ha affermato di condividere la mozione, avvertendo però «che non sarà semplice arrivare a risultati concreti, ma ci dobbiamo impegnare, come ha ricordato il consigliere Manca, anche per ricoscere in modo tangibile il grandissimo lavoro fatto in questi anni dall’Istituto di incremento ippico per rilanciare la filiera».

Il consigliere Efisio Arbau, capogruppo di Sardegna Vera, ha detto che la mozione è legata ad un progetto di riordino del settore predisposta anch’essa dal consigliere Ledda e «riguarda da vicino l’economia reale della Sardegna, per la capacità del settore di creare effetti moltiplicatori su un vasto indotto; l’iniziativa è poi molto tempestiva perché proposta ad inizio mandato».

Il consigliere Pietro Pittalis, capogruppo di Forza italia, ha osservato che, ove fosse necessario un approfondimento, sarebbe opportuno rinviare ad un’altra seduta.

A nome della Giunta l’assessore dell’Agricoltura Elisabetta Falchi si è dichiarata favorevole alla mozione, «in linea con gli indirizzi del Governo regionale che ha individuato da tempo le grandissime potenzialità del comparto, in grande crescita sia nella disciplina dell’endurance che nell’equitazione, ma ancora privo di una programmazione incisiva».

In sede di replica, il consigliere Ledda (Sardegna Vera) ha espresso soddisfazione per l’andamento del dibattito ed ha sollecitato tutto il Consiglio ad impegnarsi per il raggiungimento di risultati concreti.

Non essendoci altri iscritti a parlare, il presidente Ganau ha messo in votazione la mozione che è stata approvata all’unanimità e, successivamente, ha dichiarato chiusa la seduta. I lavori del Consiglio riprenderanno martedi 28 ottobre alle 10.30 con la discussione generale della proposta di legge 71/A (misure urgenti per la riforma del sistema sanitario regionale) e proseguiranno nei giorni successivi.

Consiglio regionale 2 copia

Il Consiglio regionale ha approvato ieri l’assestamento alla manovra finanziaria e i disegni di legge istitutivi dei parchi di Gutturu Mannu e Tepilora.

La seduta si è aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito, l’Assemblea ha iniziato l’esame dell’ordine del giorno, con la votazione finale del DL n. 111/A (Giunta regionale) – Assestamento alla manovra finanziaria per gli anni 2014-2016. Per le dichiarazioni di voto, il presidente ha dato la parola al consigliere Daniela Forma, del Pd.

Prima dell’intervento del consigliere Forma, il capogruppo del Pd Pietro Cocco ha rivolto all’Aula un emendamento orale correttivo dell’emendamento n. 32, approvato nella seduta precedente. La proposta, preso atto che manca la copertura finanziaria per gli anni successivi, fissa al 31 dicembre di quest’anno il termine entro il quale i lavoratori dei consorzi potranno presentare domanda di pensionamento.

L’Assemblea ha approvato per alzata di mano la correzione proposta dal capogruppo del Pd.

Per dichiarazione di voto sul Dl in esame, il consigliere Forma ha affermato che si è trattato di «intervenire su un bilancio non approvato in questa legislatura che andava corretto, coprendo per 216 milioni il disavanzo di amministrazione a cominciare dai debiti sanità, e inoltre si è fatta una operazione giustizia nei confronti degli enti locali: dopo i tagli subiti ora ci sono 35 milioni di incremento e i Comuni potranno chiudere i loro bilanci, con in più un fondo di 5 milioni per evitare problemi nell’erogazione servizi da parte delle Provincie soprattutto nelle scuole». La manovra, ha poi aggiunto Forma, «ci ha consentito anche di fare un ragionamento nuovo su spesa e investimenti, proiettato in una visione pluriennale per arrivare bilanci più puliti, mentre nel quadro di alcune piccole e grandi risposte che è stato possibile dare con pochi margini di manovra, vanno ricordati i fondi al Museo Nivola e al Consorzio pubblica lettura della biblioteca Satta di Nuoro».

Il consigliere Roberto Deriu (Pd) ha rivolto in apertura il suo ringraziamento alle opposizioni «di cui va apprezzato il corretto e leale confronto in Aula, con molti rilievi ma senza ostruzionismo, anzi con una collaborazione proficua che non ha mai superato il confine della distinzione dei ruoli». «Con questo spirito – ha proseguito Deriu – può essere un arbitro della politica equanime piuttosto che uno spaccato su posizioni preconcette». Per il consigliere del Pd va inoltre apprezzato «il lavoro della Giunta e dell’assessore Paci per un documento certamente denso di complessità ma con una sua anima leggibile e concreta, che fra l’altro ha reso possibili valutazioni su alcuni grandi problemi della Sardegna e della pubblica amministrazione; non è documento veicolo delle nostre politiche e risponde all’attuale congiuntura ma il lavoro è stato fatto per il meglio».

Il consigliere Oscar Cherchi (Forza Italia) ha annunciato il voto contrario, precisando che «la disponibilità della minoranza su alcuni atti importanti non significa condividere i contenuti principali della manovra, che per noi costituisce una operazione ingiustizia ai danni della Sardegna». Fra gli esempi di questa ingiustizia, Cherchi ha citato, «l’Università per la quale Pigliaru spende parole di elogio ad Oristano ma 1.5 milioni vengono comunque tagliati ribaltando responsabilità su legislatura precedente, e ancora i tagli di 10 milioni all’agricoltura per il risarcimento dei danni causati dall’alluvione. Su tutto – ha concluso – resta la profonda incertezza sul futuro e su quanto potrà accadere di qui a fine anno».

Il consigliere Franco Sabatini (Pd) ha condiviso le argomentazioni svolte dal consigliere Deriu, sottolineando «il confronto sereno fra maggioranza e opposizione, auspicabile anche nella prossima Finanziaria». Soffermandosi sulla manovra, secondo Sabatini è stata «una scelta obbligata che nessuno avrebbe voluto fare, cominciando dalla spesa sanitaria e dal fondo unico per gli Enti locali». E’ stato tuttavia utile, ha continuato Sabatini, «anticipare i temi della Finanziaria 2015 con particolare riferimento proprio al confronto Governo – Regioni di questi giorni e del problema di dove individuare ulteriori risparmi nella spesa pubblica regionale. Secondo il presidente della commissione Bilancio, la nuova fase dell’azione di governo dovrà consistere nel «tenere il punto su vertenza entrate, riportare sotto controllo la spesa sanitaria anche senza agganciarla alla riduzione delle Asl come dimostra chiaramente il libro bianco del Ministero della Salute, definire con maggiore chiarezza il fondo unico per gli Enti locali, chiudendo la diatriba con la Regione e precisando competenze e importi senza rincorrere le emergenze». Va citata, infine, la riduzione delle spese del Consiglio, «da 112 a 52 milioni; tutti devono fare un passo avanti, c’è ulteriore spazio per tagli di spesa a favore delle politiche di sviluppo».

Il consigliere Marco Tedde (Forza Italia) ha parlato di «debolezza del presidente Pigliaru e della maggioranza perché il progetto presentato in campagna elettorale è molto ridimensionato». L’Assessore Paci, ha ricordato, «prima accusava il centro destra di essere la causa della manovra salvo poi dire in Aula tutt’altro, con atteggiamenti talvolta positivi, ma restano le contraddizioni che hanno comunque un peso». «Dal dibattito – ha detto ancora Tedde – emerge il senso di responsabilità dell’opposizione che non ha inchiodato il Consiglio con l’ostruzionismo, ha dato via libera ritirando centinaia di emendamenti e soprattutto ha fatto passare proposte qualificanti nell’interesse dei Sardi». Riconfermando le sue critiche di merito, il consigliere di Fi ha concluso dichiarando che «se il buon giorno si vede dal mattino in Sardegna c’è poco da stare allegri».

Il consigliere dei Riformatori, Michele Cossa, ha ricordato in apertura del suo intervento il contributo offerto dai gruppi della minoranza per approvare in tempi rapidi la manovra di assestamento al bilancio. Cossa nel dichiarare il voto contrario al Dl 111 ha confermato il giudizio “fortemente negativo”, già espresso nel corso del dibattito in Consiglio. L’esponente dell’opposizione ha quindi ribadito critiche per l’atteggiamento e le dichiarazioni del presidente del Consiglio dei Ministri verso le Regioni («Renzi vuole annichilire il governo regionale e fa ricorso ad accuse becere per screditarne l’operato»). Michele Cossa ha concluso sottolineando come il vero confronto tra maggioranza e minoranza in Consiglio, si avrà in occasione dell’imminente dibattito sulla legge finanziaria.

Il capogruppo di Sel, Daniele Cocco, ha dichiarato il voto convinto a sostegno dell’aggiustamento della manovra finanziaria e evidenziato che la legge Finanziaria sarà il vero banco di prova che attende l’esecutivo e la maggioranza consiliare. Cocco ha ricordato gli impegni assunti dall’assessore della Programmazione anche per qui temi che non hanno trovato risposta nel Dl. 111, ad incominciare dai cantieri verdi, dal servizio civile, dalla stabilizzazione dei precari dell’Ente foreste. Il capogruppo dei vendoliani in Consiglio ha quindi replicato alle affermazioni di alcuni consiglieri della minoranza e ha affermato che «la Giunta non si mostra né debole né incoerente rispetto al programma di governo ma è anzi impegnata a dare seguito e continuità all’azione amministrativa per portare la Sardegna fuori dalla drammatica crisi in atto».

Alessandra Zedda (gruppo Fi) ha sottolineato il riconoscimento della maggioranza per l’atteggiamento positivo mostrato nel corso dell’esame del Dl 111 dalle forze dell’opposizione e ha ricordato l’analogo comportamento costruttivo offerto dai consiglieri della minoranza nel corso dei lavori in commissione. La consigliere Zedda ha dichiarato il voto contrario all’assestamento alla manovra finanziaria e ha evidenziato “il peccato originale” che condiziona l’azione dell’esecutivo regionale: l’accordo sottoscritto col governo nazionale lo scorso luglio in materia di finanza pubblica. «Resta un accordo patacca», così ha incalzato Alessandra Zedda, che ha concluso il suo intervento in sede di dichiarazione di voto lamentando la scarsa capacità dimostrata dall’esecutivo regionale nell’impegnare le somme su alcune misure strategiche, come il piano straordinario del lavoro, il dissesto idrogeologico e l’impresa femminile.

Il capogruppo del Pd, Pietro Cocco, ha annunciato il voto favorevole del Partito democratico al Dl 111 e ha ricordato i principali interventi previsti nell’assestamento alla manovra finanziaria 2014-2016. Il consigliere della maggioranza ha sottolineato in termini critici i toni utilizzati nel corso del dibattito da alcuni esponenti della minoranza ma ha espresso soddisfazione per la tempestiva approvazione del provvedimento.

Il consigliere del gruppo Forza Italia, Ignazio Locci, ha dichiarato il voto contrario al Dl 111 e ha manifestato perplessità sulle misure contenute nell’assestamento («non sono presenti interventi strategici»). L’esponente della minoranza ha concluso ricordando la grande sofferenza della Sardegna e l’urgenza di interventi adeguati per il superamento della drammatica crisi che colpisce i sardi.

Il presidente ha dato la parola al capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis: «Qualcuno dai banchi della maggioranza e della Giunta ha voluto accreditare all’esterno che si trattasse di un atto tecnico. Non ci sono atti tecnici, ma politici. E questo è un atto politico importante». Se il Dl 111, ha proseguito, è un’anticipazione dei temi della Finanziaria il parere è negativo. «Si tratta di una manovra recessiva, è scomparso il lavoro, il sostegno alle piccole e medie attività, ad artigianato, commercio e cooperazione sono assenti. È una manovra che ha molto del tratto contabile ragionieristico». Un approccio che non va bene in una situazione di crisi così grave perché, secondo Pittalis, non si indicano soluzioni né una via d’uscita. Per l’esponente della minoranza non ci possono essere giustificazioni alla debolezza della Giunta nei confronti del governo nazionale che spende con i soldi degli altri. «Svegliatevi».

Anche Luigi Crisponi (Riformatori sardi) ha dichiarato il voto contrario, condividendo l’intervento del collega Pittalis, perché «dal grande vocabolario manca completamente l’impegno verso i comparti produttivi. E’ impensabile tutto questo». Per Crisponi l’attenzione esclusiva è verso il finanziamento il debito pubblico nazionale e  manca l’attenzione «necessaria verso l’unico comparto che può essere il volano dell’economia sarda: il turismo». Crisponi ha sottolineato che le 55mila persone impiegate nella filiera più produttiva della Sardegna vengono completamente dimenticate. Negativo anche il parere sulla manovra da parte del capogruppo dei Riformatori sardi, Attilio Dedoni, il quale ha condiviso l’intervento della collega Alessandra Zedda quando parla di “peccati originali”. Per Dedoni «un pareggio di bilancio dove non ci sono entrate non ci consente di spendere niente se non per l’ordinaria amministrazione».

Il presidente ha dato, poi, la parola a Christian Solinas (capogruppo del Psd’Az): «Noi sardisti abbiamo condiviso il fatto di voler arrivare a un’approvazione dell’assestamento di bilancio e abbiamo condiviso l’operazione che tende a riallineare la spesa della Regione, perché riteniamo sia una buona prassi». Solinas ha poi aggiunto che  «da quel punto di vista è una politica efficiente, ma non dal punto di vista dell’efficienza». Il voto sarà negativo perché non è stata data l’attenzione al tema della cultura e della lingua sarda e dell’emigrazione. «Abbiamo, comunque, visto la buona volontà di volere affrontare i temi nella prossima Finanziaria». Dello stesso parere anche Angelo Carta (Psd’Az) il quale ha sottolineato “la debolezza” della Giunta nei confronti dello Stato.

Il presidente Ganau ha messo in votazione il DL 111 che è stato approvato con  30 voti favorevoli, 22 contrari e 1 astenuto.

Il presidente Ganau, proseguendo nell’ordine del giorno, ha avviato la discussione generale del DL 38/A (Giunta regionale) – Istituzione del parco naturale di Gutturu Mannu, dando la parola al relatore del provvedimento, il presidente della commissione Governo del territorio Antonio Solinas (Pd).

Solinas ha ringraziato i componenti della Commissione per il voto unanime, «passaggio importante perché la procedura istitutiva dei parchi è iniziata nel 2005, dopo un periodo troppo lungo, fermo restano che la disciplina regionale generale è da cambiare adeguandola sia alla legge quadro nazionale n. 394 che alle norme ora in discussione nel parlamento nazionale, per aumentare il numero delle aree protette in Sardegna». Solinas ha poi messo l’accento «sulla piena partecipazione delle comunità locali per un progetto di tutela attiva del territorio e di uso responsabile ed ha annunciato un emendamento di tutta la commissione con cui sarà consentito al Wwf di sottoscrivere convenzioni con gli organi di gestione del parco». Sul piano dei contenuti, Solinas ha poi ricordato alcune modifiche del testo originario, che hanno riguardato soprattutto sul ruolo dei Comuni, «una norma-ponte in vista del nuovo assetto degli Enti locali, l’affidamento della vigilanza al corpo Forestale».

Il consigliere Marco Tedde (Forza italia), prendendo la parola sull’ordine dei lavori, ha sollecitato una pausa di riflessione sul contrasto fra la norma in esame ed il Decreto legislativo 39 del 2013 c.d. «anticorruzione», che vieta di ricoprire incarichi a quanti fanno parte di Giunte o Consigli di Provincie con una popolazione superiore a 10.000 abitanti. «Si tratta – secondo Tedde – di un contrasto palese che potrebbe provocare l’impugnazione e l’annullamento della legge regionale».

Il consigliere dei Riformatori, Michele Cossa, ha dichiarato di condividere le perplessità avanzate dal suo collega di Forza Italia, Marco Tedde ed ha criticato duramente la prevista partecipazione dei rappresentanti delle amministrazioni provinciali in seno all’assemblea del parco. L’esponente della minoranza consiliare ha ricordato come l’abolizione delle Province vada nel verso della riduzione dei costi della politica e di una generale semplificazione dei processi amministrativi. Cossa ha auspicato una modifica della Pl 38 e ha proposto che solo in una fase successiva, a conclusione del riordino del sistema degli Enti Locali, sia valutata l’opportunità di stabilire le modalità di partecipazione degli enti di raccordo territoriali in seno all’assemblea dell’istituendo parco del Gutturu Mannu.

Il consigliere del Pd, Luigi Lotto, ha espresso soddisfazione per la volontà manifestata dalla Giunta e dalla commissione per procedere, dopo anni di attese, con l’approvazione delle norme per l’istituzione dei parchi del Gutturu Mannu e Tepilora. L’esponente della maggioranza ha definito l’istituzione di due nuovi parchi in Sardegna come «un grande risultato politico» che contribuisce ad accrescere le potenzialità e le opportunità di sviluppo del comparto turistico sardo.

Il presidente della Quinta commissione ha dunque auspicato l’approvazione di una normativa generale che regoli i parchi naturali regionali ed ha sottolineato l’impegno per dare attuazione alle norme che il Consiglio si appresta a varare per realizzare i parchi del Gutturu Mannu e Tepilora.

Il consigliere dell’Udc, Giorgio Oppi, ha ricordato l’impegno profuso in occasione del suo mandato di assessore regionale dell’Ambiente all’inizio della precedente legislatura («ci siamo impegnati a fondo nel progetto per il Gutturu Mannu e abbiamo proceduto con le convocazioni delle amministrazioni interessate») e ha criticato i ritardi con cui il provvedimento istitutivo del parco approda in Aula. «E’ responsabilità di chi ha preceduto l’attuale assessore e per sei mesi è responsabilità dell’attuale assessore», ha affermato il leader dei centristi sardi che ha quindi approfondito alcune difficoltà relative al parco di Tepilora («mancava la continuità territoriale tra i Comuni del parco»). Oppi ha concluso auspicando che ai due istituendi parchi siano garantite adeguate risorse per il loro funzionamento.

Il presidente ha, quindi, dato la parola al capogruppo di Sel, Daniele Cocco, il quale ha dato atto all’on. Oppi, ex assessore dell’Ambiente, di essersi occupato molto di parchi e area marina protetta. «Ringrazio l’assessore Spano, che ha portato a termine questa operazione molto attesa dai territori, e la Commissione che ha portato il provvedimento in aula in tempi celeri».

Il presidente ha dato poi la parola all’assessore dell’Ambiente, Donatella Spano, per il parere della Giunta. «Non posso che esprimere parere favorevole – ha affermato l’assessore – dal momento dell’insediamento della Giunta non sono passati neanche due mesi e questo Disegno di legge è un segno di grande attenzione della Giunta verso la tutela ambientale e la potenzialità di sviluppo economico sostenibile». Spano ha ricordato: «Abbiamo trovato un processo già avviato nel 2005, poi nel 2007 e nel 2009, però è anche vero che la mancata approvazione di questi disegni di legge ha portato alla perdita della copertura finanziaria e noi ora l’abbiamo trovata». Per l’assessore il metodo utilizzato dovrebbe essere d’esempio per la costituzione degli altri parchi. «Credo che questa forte accelerazione consenta di superare piccole problematiche che si possono superare in aula. Sull’emendamento di convenzione con il Wwf sono favorevole». Per l’assessore Spano è necessario «svecchiare la legislazione generale in materia di parchi in un’ottica europea». E ha aggiunto, auspicando una rapida approvazione e ringraziando la Commissione quarta: «Voglio sottolineare che è un atto politico di grande importanza che nasce dalla volontà delle popolazioni e delle amministrazioni locali».

Successivamente l’Aula ha votato (46 favorevoli, un solo astenuto) il passaggio agli articoli del disegno di legge ed approvato, per alzata di mano, i primi 4 articoli.

Subito dopo, il presidente ha sospeso la seduta per consentire il riordino degli emendamenti collegati agli articoli successivi.

Alla ripresa dei lavori, è iniziato l’esame degli emendamenti all’art.5,

Il consigliere Michele Cossa (Riformatori sardi), illustrando quelli proposti dal suo gruppo, ha spiegato che la finalità è quella di «eliminare la presenza della Provincia sia nell’assemblea che nelle quote del parco, che vengono redistribuite fra i Comuni».

A nome della commissione, il relatore Antonio Solinas (Pd) ha espresso parere favorevole sull’emendamento n. 2 ma contrario sul n. 3 ed il n. 3, osservando che «da una lettura attenta la norma non contiene ambiguità perché si parla genericamente di soggetto intermedio».

Per la Giunta, l’assessore dell’Ambiente ha espresso parere conforme.

Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis, sull’ordine dei lavori, ha manifestato la sua contrarietà «ad aggiustamenti all’ultimo momento», osservando che occorre il rispetto dei termini per la presentazione degli emendamenti.

Il presidente ha ribadito che tutti gli emendamenti in discussione sono pervenuti nei termini.

Il capogruppo dei Riformatori sardi, Attilio Dedoni, ha ribadito che, pur comprendendo le argomentazione di Solinas «non c’è dubbio sul fatto che la Provincia del Sulcis sia stata soppressa, non capisco perché si continui a dire che le Province esistono».

Il consigliere Marco Tedde (Forza italia), rilevando che a suo avviso si sta procedendo «con un po’ di confusione» ha chiesto una breve sospensione della seduta.

Il presidente Ganau ha accolto la richiesta e ha convocato la conferenza dei capigruppo.

Al termine dell’interruzione, il presidente ha dato la parola al consigliere Luca Pizzuto, di Sel, il quale ha chiarito che alcune Province «non sono state abrogate ma commissariate; è chiaro inoltre che si parla di legali rappresentanti dell’Ente intermedio e non ci sono contraddizioni».

Il consigliere Modesto Fenu (Zona franca) ha ricordato al consigliere Pizzuto l’esito del referendum popolare che ha soppresso le Province, estendendo tale effetto anche a quelle cosiddette “storiche”: quindi le norme regionali successive «devono essere coerenti».

Il consigliere Michele Cossa (Riformatori sardi) ha ribadito con forza che «il referendum ha forza di legge, i commissari devono liquidare e non possono rappresentare le comunità».

Il consigliere Marco Tedde (Forza italia) ha manifestato soddisfazione per il fatto che la maggioranza ha accolto i suoi rilievi, ed ha annunciato il voto contrario all’emendamento.

Il consigliere Salvatore Demontis (Pd), premettendo di non voler passare per difensore Province, ha dichiarato che «è chiaro che la soluzione trovata evita ogni possibile rischio».

Concluse le dichiarazioni di voto, il presidente ha messo in votazione gli emendamenti all’art. 5: l’Aula ha approvato il n. 2, che sopprime le parole “al suo interno” e respinto il n. 3 ed il numero 4. Subito dopo è stato approvato il testo dell’art. 5.

Al termine di quest’ultimo scrutinio il Consiglio ha approvato gli articoli dal n. 6 al n. 15 ed un emendamento aggiuntivo  a quest’ultimo articolo che consente «la stipula di apposita convenzione per disciplinare i rapporti fra l’Ente Parco ed il Wwf». A seguire, l’Aula ha votato con esito positivo gli articoli dal n. 16 al n. 26 e, al termine, ha approvato il Disegno di Legge all’unanimità.

La consigliera del gruppo Pd, Daniela Forma, ha ricordato come con l’approdo in Aula del disegno di legge che istituisce il parco di Tepilora si conclude un processo che «parte da lontano e che è stato lungo e faticoso». Il provvedimento, a giudizio dell’esponente della maggioranza, esplicita le volontà delle popolazioni e dei territori della Baronia che hanno scelto un nuovo percorso di sviluppo ponendo al centro le ricchezze ambientali e paesaggistiche. La consigliera Forma ha sottolineato il percorso di condivisione condotto con le amministrazioni locali ed ha evidenziato il ruolo svolto dalle popolazioni che hanno, da sempre, salvaguardato “luoghi e valori”. «Vogliamo produrre buoni strumenti normativi – ha concluso Forma – che siano occasione di tutela e promozione, investendo risorse pubbliche per nuove occasioni di sviluppo».

Marco Tedde (gruppo Fi) ha dichiarato in premessa di non essere contrario ai parchi naturali pur evidenziandone alcuni limiti ed un utilizzo non sempre in linea con le finalità istitutive. Alla luce di tali considerazioni, l’esponente della minoranza, ha invitato ad una riflessione sul ruolo dei parchi in Sardegna e sui risultati conseguiti in ordine alle opportunità di crescita e sviluppo. In riferimento specifico alle norme contenute nel Dl 39, Marco Tedde, ha auspicato l’approvazione di un emendamento che impedisca ai rappresentanti degli enti locali indicati nell’assemblea del parco di poter ricoprire la carica di presidente («una norma analoga è stata approvata in occasione dell’esame del dl 38 che ha istituito il parco di Gutturu Mannu»).

Il consigliere del gruppo Pd, Roberto Deriu, ha sottolineato come l’istituzione del parco Tepilora non sia solo a vantaggio delle specie protette che abitano il territorio che va da Posada a Bitti, quanto un risultato storico che trasforma «il corso del Rio Posada in un alveo di vita anziché in un’area di pericolo e talvolta di morte come è accaduto nella tragica alluvione del novembre scorso». L’ex presidente della Provincia di Nuoro ha ricordato l’impegno degli Enti Locali e la volontà delle popolazioni interessate per arrivare all’istituzione del parco regionale, voluto dalle comunità costiere quanto da quelle che abitano nelle zone più interne. «Il parco Tepilora – ha concluso Deriu – non è solo amore per la natura e l’ambiente ma è amore per se stessi nonché una dimostrazione di volontà per trovare un futuro migliore come comunità».

Il consigliere Angelo Carta (gruppo Psd’Az) ha affermato che con l’approvazione delle norme istitutive del Tepilora si “sdogana” la parola “parco” in un territorio che ha visto nelle precedenti esperienze di tutela e salvaguardia (il riferimento è alla contestata istituzione del parco nazionale del Gennargentu) tentativi di “esproprio” e autentici “soprusi” dello Stato verso le comunità locali. «Con la legge che istituisce il Tepilora -ha dichiarato l’esponente della minoranza – i territori della Baronia e del nuorese dimostrano che hanno a cuore l’ambiente e un nuovo modello di sviluppo incentrato sulle bellezze naturalistiche e su un inestimabile patrimonio di cultura e valori».

Il capogruppo di “Sardegna Vera”, Efisio Arbau, ha espresso soddisfazione per l’approdo in Aula della norma istitutiva del parco di Tepilora. «Un provvedimento di fondamentale importanza per l’intero territorio e voluto dalle popolazioni e dalle amministrazioni locali», ha dichiarato il consigliere de “La Base”, che ha poi ricordato le contestazioni verso l’ipotesi del parco nazionale del Gennargentu. Arbau ha quindi rivolto un plauso alle amministrazioni interessate dal parco regionale del Tepilora ed ha auspicato (in riferimento alle critiche avanzate dai consiglieri dei Riformatori) la fine delle polemiche sulla presenza dei rappresentanti delle Province in seno all’assemblea dell’istituendo parco regionale. «La norma è ben scritta – ha precisato Arbau – e prevede la presenza del rappresentante dell’ente intermedio che, al termine del processo di riforma degli enti locali, succede nell’esercizio delle cessate funzioni provinciali».

Il presidente ha dato, quindi, la parola al consigliere del Pd, Giuseppe Meloni, il quale ha sottolineato che i disegni di legge in discussione in aula «sono caratterizzati da una condivisione tra i diversi enti locali, difficilmente raggiunta in passato». Meloni ha sottolineato che è vero che l’assessore ha trovato il lavoro già pronto, ma è stata rapida nel farlo arrivare in Commissione. «Il fatto più sorprendente è che la richiesta sia arrivata da parte dei sindaci e ritengo che abbiano già fatto un’ottima scelta». Il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis ha ricordato di essere «tra quelli che hanno sempre avversato il parco del Gennargentu imposto da Roma, un parco calato dall’alto». E’ ha rilevato che «qui siamo in un’altra situazione: un parco che nasce da un confronto con le comunità locali, quindi un parco fortemente voluto dagli amministratori e dalle comunità. Per questo, con determinazione, sosteniamo questo disegno di legge che è un segno tangibile dell’attenzione verso le zone interne».

Il presidente Ganau ha dato la parola alla Giunta. L’assessore Spano ha affermato che si tratta della conclusione di un processo di confronto con le comunità locali. Un processo lungo e interessante, ha continuato, un disegno di legge concordato con gli enti locali e i sindaci con l’obiettivo di tutelare il patrimonio ambientale di queste aree pregiate in previsione di un nuovo sviluppo. L’assessore ha sottolineato che si tratta di un parco che collega zone interne con zone costiere e utilizza il fiume come infrastruttura. L’esponente dell’esecutivo ha espresso parere favorevole e ha auspicato una rapida approvazione.

Il presidente Ganau ha messo in votazione il passaggio agli articoli e gli articoli, che sono stati approvati dall’Aula. Il disegno di legge è stato, poi, approvato all’unanimità con 53 voti favorevoli.

All’articolo 5 è stato approvato l’emendamento n. 6 (Pietro Cocco e più) che  prevede la soppressione delle parole “al suo interno” dal comma 3. All’articolo 6 è stato approvato l’emendamento n. 3 (Pietro Cocco e più) che sopprime le parole «è eletto tra i membri dell’assemblea» E’ stato approvato anche un emendamento orale del consigliere Deriu che prevede, per maggior chiarezza, l’inserimento, dopo “Il presidente del parco ” le parole «è eletto ai sensi dell’art. 5».

Gli articoli sono stati votati tutti all’unanimità, tranne l’articolo 5, che ha registrato due astenuti perché alcuni consiglieri della minoranza, in particolare Michele Cossa, Attilio Dedoni, Luigi Crisponi dei Riformatori sardi, Pietro Pittalis (Forza Italia), hanno affermato di essere contrari all’inserimento in legge delle Province ormai abolite.

Sull’articolo 24 il consigliere Crisponi ha poi chiesto di consentire i controlli e la vigilanza nel parco anche alla polizia municipale. Il presidente della Quarta commissione ha confermato che i vigili non hanno necessità di autorizzazioni per intervenire nel comune di appartenenza in caso di richiesta.

Sulla votazione finale sono intervenuti il consigliere di Forza Italia, Marco Tedde («Vorrei evidenziare che la minoranza ha dato prova di grande senso di responsabilità e si è arrivati celermente all’approvazione di questi due parchi»), il capogruppo dell’Udc, Gianluigi Rubiu («l’Udc voterà a favore del Dl 39 sull’istituzione del parco Tepilora anche perché come Udc ne siamo stati promotori attraverso l’opera  dell’ex assessore Oppi»). E’ intervenuto anche Luigi Crisponi, Riformatori, il quale ha ribadito l’importanza di questo parco che unisce le zone interne con quelle costiere: «Credo possa segnare un nuovo futuro anche per altre aree». Anche il consigliere del Pd, Roberto Deriu, ha ringraziato il presidente Solinas e l’assessore Spano, dichiarandosi fiero di far parte di questo Consiglio che ha dato gambe alle richieste dei territori. Anche Antonio Solinas (Pd) ha ringraziato la Commissione, maggioranza e opposizione. «Sono fiero di appartenere a questo Consiglio che ha approvato questi provvedimenti in tempi così celeri. Può essere d’esempio per gli altri territori», ha affermato il capogruppo di Sel, Daniele Cocco. Il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, ha sollevato il problema della dotazione finanziaria, ritenuta assolutamente insufficiente. Il capogruppo di Sardegna Vera, Efisio Arbau, infine, ha riconosciuto l’importante lavoro fatto all’on. Oppi.

Successivamente, proseguendo nell’ordine del giorno, l’Aula ha iniziato l’esame del DL n. 97/A (Giunta regionale) – Interventi urgenti per le spese di funzionamento e manutenzione delle sedi della formazione professionale e il completamento dei piani di formazione professionale.

Il presidente Ganau, aprendo la discussione generale, ha dato la parola al relatore del provvedimento, il consigliere Rossella Pinna (Pd).

Il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, intervenendo sull’ordine dei lavori, ha sollecitato la presenza in Aula dell’Assessore competente e, nell’attesa, una breve sospensione della seduta.

Il presidente Ganau ha accolto la richiesta.

Alla ripresa dei lavori, il presidente ha dato la parola al consigliere Rossella Pinna (Pd).

Nella sua relazione, Pinna ha ricordato che il provvedimento contiene disposizioni indispensabili per i centri di formazione anche per permettere la conclusione di corsi attualmente sospesi, evitando inoltre il rischio di chiusura di alcuni sedi sul territorio. L’art.1, ha ricordato l’esponente del Pd, «attribuisce la competenza per l’utilizzo delle risorse all’assessorato degli Enti locali ed integra la dotazione di fondi per il 2014 per un importo di 2.824 mila euro, mentre per le altre annualità è prevista la spesa di 3.4 milioni per anno fino al 2016, sempre per garantire il funzionamento e la manutenzione di strutture di fatto assimilabili ad edifici scolastici». «Occorre inoltre – ha aggiunto il consigliere Pinna – completare attività formative bloccate dal 2009 per mancanza di risorse e sbloccare ben per 8 progetti; il provvedimento, insomma, risolve una problematica aperta dal 2010 ed una buona amministrazione si misura anche con la capacità di spendere le risorse assegnate e rispondere alle aspettative di chi è in graduatoria da 3 anni». Si tratta in definitiva, ha concluso Pinna, «di un intervento in linea con l’azione avviata dal governo regionale per contrastare dispersione ed abbandono scolastico e restituire competitività al sistema regionale, nel quadro di una auspicabile riforma organica della formazione in Sardegna».

Ha assunto la presidenza dell’Assemblea il vice presidente Eugenio Lai.

Il consigliere Ignazio Locci (Forza Italia) ha sostenuto che «il relatore ha messo nella proposta di legge anche contenuti che non ci sono; in realtà siamo davanti solo ad un travaso di fondi per snellire le procedure burocratiche necessarie per la manutenzione degli edifici». Sullo sfondo, ha proseguito, «resta il problema del completamento del piano di formazione del 2009 e da qui deve partire il rilancio dei centri di formazione professionale, problema su cui deve impegnarsi a fondo tutto il Consiglio per mettere il sistema pubblico in condizioni di competere ad armi pari con quello privato».

Il consigliere Fabrizio Anedda (Sinistra sarda) ha ricordato che «fra adeguamento finanziario e individuazione dei fabbisogni formativi sono passati circa 7 anni, un tempo inaccettabile se si vuole immaginare una formazione che aiuta ad entrare nel mondo del lavoro; così non serve né alle aziende né tantomeno a disoccupati, fermo restando che l’adeguamento delle risorse è comunque dovuto». 

La consigliere Alessandra Zedda (gruppo Fi) ha preannunciato il voto di astensione al Dl 97 ed ha auspicato una riforma organica dell’intero settore della formazione professionale in Sardegna. L’esponente della minoranza ha ricordato le vicende che hanno interessato il comparto all’epoca della giunta Soru ed ha affermato che nei successivi cinque anni (Giunta Cappellacci) si è lavorato in un’ottica di “ricostruzione”. Alessandra Zedda ha dunque evidenziato le opportunità che derivano dai finanziamenti europei (Fse, in particolare) ed ha invitato la Giunta a scongiurare la dispersione delle risorse e di guardare a quelle professioni che sono richieste dal mercato del lavoro.

Il presidente della Seconda commissione, Gavino Manca (gruppo Pd) ha dichiarato di condividere le dichiarazioni rese dalla sua collega e relatrice di maggioranza in Aula, Rossella Pinna, ed ha preannunciato un lavoro approfondito del parlamentino del lavoro sul tema della formazione professionale. Gavino Manca ha quindi ribadito che le disposizione del Dl 97 sono urgenti e necessarie per sanare le situazioni critiche relative al piano formativo del 2009 e le problematiche inerenti le manutenzioni ordinarie e straordinarie delle sedi dei centri regionali della formazione professionale.

Il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, ha evidenziato l’assenza dall’Aula dell’assessore del Lavoro, Virginia Mura ed ha quindi richiesto alcuni chiarimenti rivolgendosi direttamente al vice presidente della giunta ed assessore della Programmazione, Raffaele Paci. L’esponente della minoranza ha chiesto di conoscere quali siano i centri interessati dagli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e se, l’esigenza di interventi nelle sedi si sia manifestata di recente. Pittalis ha domandato inoltre chiarimenti sui 621mila euro in riferimento ai piani formativi del 2009-2010 ed ha chiesto di conoscere finalità e destinatari delle risorse. Il capogruppo di Fi ha concluso affermando che «è ormai urgente e necessaria la riforma del settore della formazione professionale».

Il presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau, ha quindi concesso la parola alla Giunta per la replica nello spazio riservato all’esecutivo nella discussione generale al disegno di legge n. 97.

L’assessore della Programmazione, Raffaele Paci, ha portato al Consiglio le scuse dell’assessore del Lavoro, Virginia Mura, per l’impossibilità di essere presente in Aula perché impegnata a Roma nella difficile e delicata vertenza che riguarda la compagnia aerea Meridiana. Il vice presidente della Giunta ha quindi ricordato che l’assessore Mura ha avuto modo di fornire i chiarimenti richiesti in occasione dell’audizione tenuta nella Seconda commissione consiliare.

Nel merito del provvedimento, l’assessore Paci, ha dunque escluso che il disegno di legge in discussione possa essere considerato un testo di riforma ed ha affermato che il Dl 97 ha lo scopo di «sistemare alcune questioni». «In particolare – ha spiegato il delegato alla Programmazione – risolve il problema dell’attribuzione all’assessorato degli Enti Locali delle manutenzioni straordinarie ed ordinarie dei centri regionali della formazione, le cui spese, negli ultimi anni, sono rimaste in capo all’assessorato del Lavoro». «Ulteriore scopo del provvedimento – così ha affermato l’assessore Paci – è quello di procedere col completamento del piano formativo 2009-2010 che si realizza con un evidente ritardo». Il vice di Pigliaru in Giunta ha quindi affermato che sarà cura dell’esecutivo provvedere, all’interno del piano regionale di sviluppo, alla riorganizzazione complessiva del settore della formazione professionale, inserendolo nella cosiddetta filiera della “conoscenza” posta in stretta correlazione con il mondo delle imprese.

Il vice presidente del Consiglio, Eugenio Lai, ha quindi dichiarato l’intenzione di procedere con la votazione per il “passaggio agli articoli”.

Il capogruppo di Fi, Pietro Pittalis, ha chiesto la verifica del numero legale in Aula.

Il presidente Lai ha precisato che con la votazione a scrutinio elettronico si procederà anche alla verifica del numero legale in Consiglio.

Il presidente, Gianfranco Ganau, ripresa la conduzione dei lavori, ha quindi dichiarato aperta la votazione per il passaggio agli articoli del Dl 97, il cui risultato è stato: 32 presenti; 31 votanti; 31 a favore e un voto di astensione. Si è quindi passati alla votazione di articoli e emendamenti come da regolamento.

Il consigliere Pittalis ha voluto chiarire che il non voto della minoranza è un voto di dissenso politico e non di assenza. I capigruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, e Riformatori sardi, Attilio Dedoni, hanno espresso perplessità sullo spostamento di fondi, che vengono sottratti a formazione e lavoro. Sull’argomento è intervenuto il presidente della Seconda commissione, Gavino Manca, il quale ha chiarito che i capitoli di spesa avevano la sufficiente capienza per sopportare lo spostamento dei fondi senza intaccare i progetti già finanziati in materia di formazione e lavoro.

Il Consiglio ha approvato tutti gli articoli e l’emendamento 1 all’articolo 1 con i soli voti della maggioranza. L’emendamento prevede l’inserimento del comma 01, prima del comma 1, con la seguente dicitura: «E’ attribuita all’assessorato regionale degli enti locali, finanze e urbanistica la competenza relativa alle spese di funzionamento e manutenzione ordinaria dei Centri regionali e di formazione professionale».

Il Consiglio ha approvato il Disegno di legge con 33 voti favorevoli e 21 astensioni. Al termine dello scrutinio, il presidente Ganau ha dichiarato chiusa la seduta. I lavori del Consiglio riprenderanno domani alle 10.30.

Il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, l’assessore dei Trasporti Massimo Deiana, assieme con Antonio Solinas, presidente della Commissione Trasporti e i consiglieri Giuseppe Fasolino (FI) e Giuseppe Meloni (Pd), hanno ricevuto una delegazione dei rappresentanti sindacali dei lavoratori Meridiana. I rappresentanti del governo regionale hanno ascoltato le preoccupazioni e le proposte dei dipendenti della compagnia aerea ed hanno confermato la volontà di mettere in campo ogni azione possibile per scongiurare la perdita dei posti di lavoro. I presidenti, l’assessore e i consiglieri hanno, comunque, sottolineato che la situazione è molto difficile ma hanno confermato che l’attenzione sarà massima. I sindacati hanno dichiarato di essere disponibili a sedersi al tavolo con l’azienda senza alcun preconcetto.

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Il presidente della 4ª Commissione  del Consiglio regionale, on. Antonio Solinas (Pd), nome della Commissione, ha espresso «grande soddisfazione per il voto unanime con cui sono stati approvati i disegni di legge della Giunta per l’istituzione dei parchi regionali di #Tepilora e #Gutturu Mannu. Per i contenuti e per il metodo, si tratta di provvedimenti destinati ad aprire una fase nuova nel rapporto fra territori e tutela dell’ambiente».

«Sono entrambe iniziative che partono dal basso – ha aggiunto Antonio Solinas – con cui amministrazioni locali e comunità hanno saputo rappresentare in modo efficace la diffusa volontà di partecipare ad un iter legislativo per molti aspetti nuovo, che pone al centro il legame dei Parchi col territorio, le esigenze di sviluppo delle popolazioni, la tutela e la valorizzazione dell’ambiente».

«Inoltre – ha ricordato Solinas – la maggior parte dei terreni che fanno parte dei due Parchi appartengono all’Ente Foreste, che sarà presente negli organi di governo e gestione mettendo a disposizione anche infrastrutture e personale; una sinergia significativa fra organismi della Regione che può e deve essere di esempio per il futuro.»

Nella stessa seduta, la Commissione ha sentito l’assessore dell’Ambiente, Donatella Spano, che ha riferito sui contenuti del disegno di legge n°99 del 25 agosto 2014 con cui la Giunta ha deciso di commissariare l’Ente Foreste e, infine, ha approvato il provvedimento relativo al parere sulla manovra di assestamento del bilancio.

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Riprenderanno domani i lavori delle commissioni permanenti del Consiglio regionale.

La Prima commissione “Autonomia e ordinamento regionale”, presieduta da Francesco Agus (Sel) si riunirà alle 11.30. Tre i punti all’ordine del giorno:  l’elezione di un segretario, il parere finanziario all’assestamento di bilancio, l’esame del disegno di legge n. 72 (misure urgenti in materia di organizzazione della Regione). I lavori proseguiranno nel pomeriggio.

Sempre per domani, ma alle 10.30, è stata convocata dal presidente Gavino Manca (Pd) la Seconda commissione “Lavoro, cultura e formazione professionale”. All’esame dell’organismo consiliare, la proposta di legge n. 76 (norme per l’istituzione di un servizio pubblico regionale per l’informazione televisiva locale e per la produzione e diffusione di programmi per la valorizzazione della lingua, della cultura e della identità sarda) e le candidature #CORECOM. I lavori della Commissione occorrendo proseguiranno nel pomeriggio con il medesimo ordine del giorno e il giorno successivo, mercoledì 8 ottobre, con il seguente calendario di audizioni:

9.30 – Lavoratori precari dell’Amministrazione regionale;

10.00 – Lavoratori precari della Provincia di Cagliari;

10.30 – Lavoratori precari ARPAS;

11.00 – Idonei graduatorie ARPAS;

11.30 – Rappresentanti dirigenti scolastici Istituti professionali;

12.00 – Lavoratori in utilizzo presso le ASL;

15.30 – Accademia de su Sardu;

16.00 – Coordinamento per il Sardo Ufficiale;

16.30 – Comitato Bilinguismu Democraticu;

17.00 – Consulta dei Direttori delle Scuole Civiche di Musica della Sardegna;

17.30 – Movimento “Nessuno a casa” (lavoratori operanti nel settore Beni culturali);

18.00 – Rappresentanti Associazione Moviementu (cinema).

Giornata di lavoro anche per la Quarta Commissione “Governo del Territorio, ambiente, infrastrutture e mobilità” che si riunirà alle 10.00 per il parere finanziario all’assestamento del bilancio 2014-2016 e il via libera definitivo aIl’istituzione dei parchi naturali regionali di Gutturu Mannu e Tepilora. All’ordine del giorno anche il disegno di legge n. 99 (disposizioni transitorie in materia di riordino dell’Ente foreste della Sardegna).

I lavori del parlamentino presieduto da Antonio Solinas (Pd) proseguiranno giovedì 9 ottobre, alle 11.00. In programma l’esame del Testo Unico di semplificazione amministrativa in materia di difesa del suolo e del disegno di legge n. 99 (disposizioni transitorie in materia di riordino dell’Ente foreste della Sardegna).

Giovedì, alle 10.30, si riunirà anche la Quinta Commissione “Attività Produttive”, presieduta da Luigi Lotto (Pd), che prenderà in visione diversi  provvedimenti:

• disegno di legge n. 98 (soppressione dell’Agenzia governativa regionale Sardegna Promozione);

• proposta di legge n. 6 (soppressione dell’Agenzia governativa regionale Sardegna promozione);

• proposta di legge n. 12 (soppressione dell’Agenzia governativa regionale Sardegna promozione);

 • proposta di legge n. 58 (classificazione delle aziende agrituristiche);

• proposta di legge n. 79 (modifiche alle norme in vigore sull’agriturismo);

• proposta di legge n. 107 (nuove norme per l’esercizio dell’agriturismo) e nuove norme sulle fattorie didattiche e sociali);

• P.L. 115 (disciplina delle attività di ittiturismo e di pescaturismo). I lavori potrebbero proseguire nel pomeriggio alle ore 16.00.

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Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno sulla proroga del Piano Casa presentato dall’on. Gianluigi Rubiu (Udc).

Gianluigi Rubiu, primo firmatario della mozione, ha sottolineato in apertura che l’assessore dell’Urbanistica, Cristiano Erriu, ha annunciato una imminente modifica della legge, cosa che potrebbe rendere non necessaria la proroga proposta. In ogni caso, ha affermato, «il Piano ha portato benefici reali indiscutibili: 100.000 interventi per un controvalore di 54 milioni di euro, danaro fresco che ha fatto andare avanti le imprese di un settore trainante dell’economia sarda». «A parte i numeri – ha proseguito Rubiu – «ci sono stati grandi vantaggi sul piano ambientale, economico e sociale, dal risparmio energetico alla riduzione del consumo di suolo, dai benefici per le imprese, gli studi tecnici e l’indotto, all’emersione del lavoro nero che ruota attorno all’edilizia». In conclusione, esponente dell’Udc ha espresso alcuni dubbi sul possibile aggancio del Piano casa alla nuova legge urbanistica,«perché ciò provocherebbe un intollerabile slittamento dei tempi».

Il consigliere Ignazio Locci (Forza Italia) ha insistito nell’evidenziare la crisi del settore dell’edilizia, a suo giudizio «messo ko dal Piano paesaggistico di Soru, come dimostrano i dati del credito al settore con la Sardegna che registra un dato peggiore di 3 punti rispetto alla media nazionale». Locci si è detto poi preoccupato per quello che ha definito l’ennesimo «vorrei ma non posso della Giunta, perché non è accettabile un ragionamento al ribasso nei confronti di una legge che, in 4 anni, si è rivelata l’unico strumento di politica urbanistica in grado di tenere in piedi il settore delle costruzioni». «Inoltre – ha continuato il consigliere Locci – è auspicabile che il Consiglio possa partecipare al miglioramento del Disegno di Legge della Giunta, posto che il Piano è necessario ma non sufficiente e bisogna accelerare sulla pianificazione paesaggistica».

Il consigliere Antonio Solinas (Pd), dopo aver ricordato che quella in esame sarebbe la quarta o quinta proroga, ha riconosciuto che i risultati della legge non sono certamente negativi, come confermato anche dall’Assessore dell’Urbanistica». Tuttavia, ha dichiarato, «abbiamo scelto di non fare una proroga secca a ridosso della scadenza, privilegiando una strada diversa con la predisposizione di una norma chiara e definitiva che dia certezza ai cittadini, alle imprese ed agli operatori del settore». La nuova norma, ha poi annunciato, «recepirà molte disposizioni di quella vigente, ferme restando visioni diverse ed in qualche caso anche opposte; ora è tempo di una nuova legge sull’edilizia oltre che sull’urbanistica, individuando come priorità il recupero delle unità immobiliari esistenti». Quanto al cosiddetto «disastro di Soru», Solinas ha fermamente respinto l’interpretazione proposta dal consigliere Locci: «il Ppr non è responsabile del blocco dell’edilizia che va attribuito invece alla crisi che ha colpito in modo più forte quel comparto». Ora comunque, ha concluso il consigliere Solinas, «lavoriamo tutti nell’interesse della Sardegna per fare un buon servizio alla nostra comunità».

Per Mario Floris (Uds), la mozione fa proprio l’allarme economico e sociale lanciato dalle associazioni di settore e accoglie l’invito alla politica a dare ossigeno al comparto dell’edilizia. «Il Piano Casa è stato un volano importante per le costruzioni e i settori collegati – ha detto Floris –  ha consentito di rinnovare il patrimonio immobiliare pubblico e privato.  Dopo l’annullamento del Ppr, il Piano Casa è l’unico strumento a disposizione per l’edilizia. Per questo la mozione deve essere approvata». Floris ha poi ricordato all’Aula che il Piano scadrà il prossimo 29 novembre, sollecitando una proroga dello stesso.  «Crediamo sia un atto urgente – ha spiegato il consigliere dell’Uds –  il decreto “Sblocca Italia” introduce nuove norme per favorire la ripresa dell’edilizia. Non è però razionale aspettare la sua conversione in legge. Il Consiglio regionale farebbe una cosa saggia se approvasse una proroga dei termini del Piano Casa sia per l’inizio che la conclusione dei lavori senza entrare nel merito della nuova normativa». In conclusione del suo intervento, Floris ha sottolineato la complessità della materia: «Di una legge organica sull’urbanistica si parla da anni, segno evidente che si deve tener conto di tutti i passaggi. Per questo occorre procedere con i piedi di piombo, l’esperienza ci dice che bisogna agire con cautela». Secondo Gianni Tatti (Udc) il rilancio dell’economia della Sardegna passa anche attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio. «Il Piano Casa è stato pensato per venire incontro alle famiglie (“che hanno potuto rinnovare le proprie abitazioni”) e sostenere l’edilizia messa in ginocchio dalla crisi. Dopo 4 anni dal suo avvio, il Piano Casa ha fatto registrare un aumento di istanze». Tatti ha poi ricordato che sono quasi 22mila le nuove domande presentate. «I dati – ha detto l’esponente dell’Udc – confermano che il numero delle istanze, la loro distribuzione  e la tipologia degli interventi sono in linea con le finalità della legge: sostenere l’occupazione attraverso il rilancio dell’edilizia».

Sostegno alla mozione ha annunciato anche Marco Tedde (Forza Italia). «Il documento – ha detto – raccoglie l’intento di dare ossigeno al settore edilizio, principale attività industriale della Sardegna». Tedde ha ricordato che, dalla sua entrata in vigore, il Piano Casa ha consentito di autorizzare circa 35mila interventi che hanno portato investimenti per centinaia di milioni di euro. «La crisi ha provocato un crollo dell’edilizia in Sardegna – ha rimarcato il consigliere di Forza Italia – e una perdita di addetti impressionante: dal settembre 2012 al settembre 2013 sono 13600 i posti di lavoro di lavoro in meno. Dati allarmanti e preoccupanti da analizzare attentamente per trovare soluzioni e favorire un’inversione di tendenza». Tedde ha poi concluso il suo intervento dichiarandosi disponibile a discutere, ed eventualmente accogliere, proposte di modifica e arricchimenti all’attuale Piano: «Dopo i danni provocati dal PPR, che ha impedito ai comuni di elaborare i PUC, oggi la priorità è rilanciare l’edilizia e favorire l’occupazione – ha concluso il consigliere di minoranza – il PPR conteneva errori macroscopici e consentiva deroghe ad personam, ben vengano le modifiche e il confronto sui contenuti».

Il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, ha dato la parola al consigliere di Forza Italia, Giuseppe Fasolino, il quale, in apertura del suo intervento, ha enunciato i dati del piano casa: «Sono 21853 le istanze presentate per il piano casa, 35mila gli interventi realizzati, dando lavoro a70mila persone, creando 54milioni di euro di entrate per il settore edilizio». Secondo Fasolino i dati evidenziano la necessità di prorogare la legge. «Si tratta di un intervento a costo zero per la Giunta che crea economia. Un’azione che crea posti di lavoro – ha affermato Fasolino – senza rovinare il patrimonio ambientale, anzi ci ha dato la possibilità anche di migliore il nostro patrimonio immobiliare». L’esponente della minoranza, rivolgendosi al presidente della Quarta commissione, ha affermato che il Ppr, unito alla crisi, abbia contribuito a causare effetti disastrosi. «L’obiettivo era nobile ma ha creato un disastro. Oggi avete una grande possibilità: l’opportunità di creare un progetto per creare uno sviluppo economico che può dare posti di lavoro». Fasolino, in conclusione, ha affermato che l’opposizione è pronta ad aprire la discussione sul Ppr senza preconcetti. «Siamo un’opposizione pronta a dare un supporto per creare economia».

Per il consigliere di Fratelli d’Italia, Paolo Truzzu, è urgente prorogare la legge che scade il 29 novembre, ossia fra otto settimane. «Il piano casa ha costituito l’unica risorsa alla situazione tragica dell’edilizia. Ogni euro investito nell’edilizia – ha spiegato Truzzu – ha una ripercussione su altri settori». Truzzu ha ricordato che si tratta in media di interventi di 35mila euro e che il piano casa ha dato una risposta a quelle famiglie che aveva bisogno di una stanza in più per un figlio o un genitore.  «Oggi abbiamo 8 settimane e la legge non è neanche arrivata in commissione. La mia proposta alla maggioranza e all’assessore di pensare a una proroga in attesa di una nuova legge». Per il consigliere regionale di Forza Italia, Oscar Cherchi, «di questo argomento quest’aula ne ha discusso per 5 anni consecutivi». Cherchi ha ripercorso le difficoltà di fare approvare una legge in Consiglio che veniva vista come la legge degli speculatori. Una battaglia portata avanti dall’allora opposizione per dire no a un disegno di legge che ha invece dimostrato di essere in grado di dare risposte a un settore in grave difficoltà. «Ma i risultati ci sono stati, magari non il primo anno ma quando è entrata a regime». Cherchi ha chiesto all’assessore una proposta da parte della Giunta e nel frattempo, la possibilità di prorogare di 24 mesi la legge in vigore in attesa dell’approvazione del nuovo testo.

Il consigliere Antonello Peru (Forza Italia) ha manifestato soddisfazione «nel sentire la maggioranza che apprezza e dice che il Piano ha generato economia, dopo averci accusato di cementificazione e distruzione del paesaggio e delle coste sarde; siamo contenti di sentire l’Ance che dice “senza il Piano casa saremmo morti e sepolti”; segno che la maggioranza di allora è stata lungimirante mettendo in piedi l’unico strumento per rilanciare la nostra economia senza consumare suolo e senza devastare l’ambiente, puntando in modo forte sulla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, misura attualissima anche oggi come dimostrano gli incentivi introdotti dal Governo nazionale». Sulla possibile proroga del Piano e le modifiche relative alla fascia entro i 300 metri, Peru ha preso le distanze da interpretazioni dietrologiche: «io dico che le porcherie si possono fare al di quà e al di là di questa fascia e le tutele ci son: poi, credo che chi spende le sue risorse non sprechi e non distrugga, anzi riqualifichi e migliori l’architettura del territorio, spogliamoci dai pregiudizi ideologici e lavoriamo in modo costruttivo, spero che centro sinistra che prima ha sottovalutato il problema sia ora più attento».

Il capogruppo del Pd Pietro Cocco ha ricordato che «si è discusso tante volte di un Piano casa che ha sempre avuto carattere di straordinarietà senza una visione organica del problema di cui invece la Sardegna ha bisogno, intervenendo su riqualificazione e riduzione del consumo del territorio, dando al settore dell’edilizia un ruolo strategico nel rilancio della nostra economia». Però alcune cose vanno dette, secondo Cocco, a proposito del Piano paesaggistico varato a suo tempo della Giunta Soru: «quel Piano non è un provvedimento integralista, siamo nel campo delle idee e delle opinioni che hanno varcato i confini nazionali e, anzi, dovrebbero essere patrimonio di tutti». Non si può concepire l’edilizia come una zona franca dalle regole, ha sostenuto il capogruppo del Pd, «lo chiedono per primi i cittadini di Olbia e di tanti altri territori, l’edilizia in Sardegna ha sempre avuto un ruolo centrale, una storia ed una tradizione e buona parte dei suoi problemi sono legati soprattutto alla burocrazia: per questo siamo per un intervento legislativo strutturale che introduca una significativa semplificazione delle procedure».

Il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, ha detto di comprendere l’imbarazzo del centro sinistra, «che nasce dal pregiudizio ideologico sul Piano casa che quella parte politica ha sempre avuto; oggi si cambia rotta sulla via di Damasco? Ci fa piacere che accada oggi quando il centro sinistra ha responsabilità di governo, si tratta ora di capire in che direzione vuole andare il governo regionale». Noi, ha aggiunto Pittalis, «abbiamo presentato una proposta, se arriva quella della Giunta ben venga, sarà poi abbinata alla nostra, tanto più che i meriti saranno sempre i vostri come dice certa stampa: lo dico perché con riferimento alla legge in esame auspichiamo che sia l’occasione per rendere il Piano casa una misura permanente e stabile, superando il sistema delle proroghe, vi attendiamo alla prova privilegiando i contenuti».

L’assessore dell’Urbanistica, Cristiano Erriu, ha ricordato i dati diffusi dalla Confartigianato ed evidenziato i riflessi positivi, registrati nel settore dell’edilizia, per effetto delle disposizioni relative al cosiddetto “piano casa”. Il rappresentate dell’esecutivo ha quindi affermato che “la stabilizzazione permanente del piano casa è un’ipotesi che è tenuta nella dovuta considerazione” ma che non ci si può sottrarre dall’evidenziare anche “una serie di norme poco chiare e di non semplice applicazione”. «La Giunta – ha spiegato Erriu – ha esaminato le disposizioni vigenti ed ha individuato le fattispecie da portare a regime permanentemente ma altre ne sono escluse, come ad esempio la possibilità di ampliamenti in aree paesaggisticamente sensibili». L’assessore all’Urbanistica ha ribadito l’indisponibilità della Giunta a procedere con una semplice proroga del piano casa ed ha confermato l’ormai prossima presentazione di un apposito disegno di legge («con tutta probabilità sarà esaminato nella prossima riunione dell’esecutivo») sulla materia. Dl che conterrà norme efficaci per incentivare gli interventi di valorizzazione, riconversione e riqualificazione (edilizia e energetica) e sarà tale – a giudizio di Cristiano Erriu –  da superare le ambiguità presenti nella legge 4.

L’assessore ha quindi assicurato che il provvedimento della Giunta non sconvolgerà i principi cardine di una pianificazione ordinata del territorio. «Il disegno di legge su piano casa – ha dichiarato Erriu – rappresenta il primo passo di una strategia di più ampio respiro che ricomprende la legge di governo del territorio, il piano paesaggistico regionale e il testo unico per l’edilizia». Cristiano Erriu ha quindi spiegato che tra le priorità della Giunta c’è anche la semplificazione dell’apparato amministrativo e, nella parte conclusiva del suo intervento, ha dichiarato che le norme contenute nello “Sblocca Italia” consentiranno una “rapida evoluzione” del Disegno di legge e tempi di approvazione congrui della provoca.

Il presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau, ha quindi concesso la parola al primo firmatario della mozione n. 74, Gianluigi Rubiu, per la replica. Il capogruppo dell’Udc si è dichiarato “abbondantemente soddisfatto” del dibattito e delle conclusioni ed ha ringraziato l’assessore per la disponibilità mostrata.

Il capogruppo del Pd, Pietro Cocco, ha dunque chiesto una sospensione di cinque minuti per verificare la possibilità di predisporre un ordine del giorno.

Il presidente della Giunta ha accordato la sospensione e dopo pochi minuti ha annunciato la presentazione di un ordine del giorno sul quale la Giunta, con l’assessore dell’Urbanistica, Cristiano Erriu, ha espresso parere favorevole.

Alla ripresa dei lavori il presidente Ganau ha dato lettura dell’ordine del giorno unitario firmato da tutti i capigruppo. Sul documento sono intervenuti diversi consiglieri per dichiarazioni di voto.

Il capogruppo del Psd’Az Christian Solinas ha apprezzato il superamento dell’approccio ideologico che caratterizza da oltre un decennio  il dibattito sulla materia. «L’esigenza -ha spiegato Solinas – è quella di trovare una sintesi su una normativa farraginosa non sempre riconducibile a coerenza. Nel vissuto dei cittadini c’è il timore di imbarcarsi in una pratica edilizia che ha tempi lunghi e una insicurezza di fondo». Solinas ha poi invitato la Giunta a prevedere nel Dl sull’urbanistica un effettivo riutilizzo del patrimonio edilizio esistente. «Laddove esistono porzioni urbane edificate che rientrano in un centro storico o in una zona B c’è la tentazione di conservare lo status quo. Spesso però si tratta solo di rovine».

Il capogruppo del Psd’Az, infine, ha manifestato forti perplessità sui tempi di approvazione del disegno di legge della Giunta. «Il progetto organico della Regione rischia di essere anticipato da una normative nazionale. Alla scadenza del Piano Casa c’è il pericolo di rimanere scoperti».

Giuseppe Fasolino (Forza Italia) si è detto d’accordo sull’ordine del giorno ma ha chiesto l’aggiunta di un terzo punto: la proroga del Piano Casa nel caso in cui, entro il 28 novembre, non dovesse essere approvato il Dl della Giunta. «La proroga – ha detto Fasolino – è attesa da tutti».

Paolo Truzzu (Fratelli d’Italia) ha espresso dubbi sul fatto che il Dl della Giunta possa essere approvato prima della scadenza del Piano Casa. «In otto settimane difficilmente si riuscirà a trovare una soluzione di lungo periodo – ha detto Truzzu – alla scadenza del 29 novembre ci troveremo ad affrontare la stessa questione. Per questo dichiaro la mia astensione».

Critico anche Oscar Cherchi (Forza Italia): «Nell’ordine del giorno non si fa riferimento alla proroga – ha detto Cherchi – Siamo d’accordo sulla necessità di un Dl organico in materia urbanistica e pronti a dare il nostro contributo, oggi però si deve avere la certezza di una proroga del Piano Casa».

Il presidente ha dato la parola al consigliere regionale di Forza Italia, Stefano Tunis, il quale ha ribadito la necessità di mantenere in essere il piano casa, perché rinunciando a questo provvedimento si bloccherebbe l’economia. Per Efisio Arbau, capogruppo di Sardegna Vera, la discussione è stata importante perché ci ha dato la possibilità di capire quali siano gli intendimenti della Giunta. Arbau ha però chiarito all’Aula che l’edilizia in Sardegna non è stata messa in crisi  da una Giunta di centrosinistra, ma da una congiuntura economica devastante. L’esponente della maggioranza ha anche aggiunto che «su urbanistica e ambiente bisogna rispettare le regole e che il “piano casa” non è un piano casa vero e proprio, ma un provvedimento emergenziale per dare respiro all’edilizia e lo ha fatto». Secondo Arbau l’ordine del giorno evidenzia la volontà di prorogare il provvedimento.

Il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, ha proposto all’Aula e all’assessore Erriu di inserire un terzo punto nell’ordine del giorno in cui si può ipotizzare la proroga della legge nell’ipotesi in cui non sia possibile esitare la nuova legge entro la scadenza del 29 novembre. «Ho paura  – ha detto Pittalis – che con tutto il lavoro che abbiamo, tra assestamento di bilancio e riforma sanitaria, non si possa esitare un disegno di legge di questa portata in tempi brevissimi». Per il capogruppo di Sel, Daniele Secondo Cocco «questo ordine del giorno è di buonsenso, non si può sempre stravincere ma si può anche pareggiare. Noi voteremo solo questo ordine del giorno con questi due punti».

Il capogruppo del Pd, Pietro Cocco, ha rassicurato l’Aula che lo spirito dell’ordine del giorno è quello di prorogare il piano casa, visto che martedì arriverà in commissione. Cocco ha però affermato che l’ordine del giorno va approvato così come è stato sottoscritto. Perplesso Michele Cossa (Riformatori sardi): «La proposta dell’on. Pittalis è una proposta di buonsenso, perché approvare un ordine del giorno scritto in questa maniera manda all’esterno un messaggio controproducente, un messaggio negativo». E ha aggiunto: «Il Consiglio deve dare certezze alle aziende, ai professionisti e ai cittadini nel panico. Quest’ordine del giorno così come è scritto non è approvabile». Il capogruppo dei Riformatori sardi, Attilio Dedoni, ha spiegato di aver pensato, nel momento in cui ha sottoscritto l’ordine del giorno, che ci sarebbe stata la proroga e che sarebbe caduta al momento del licenziamento della nuova norma. Per il capogruppo del Centro democratico, Roberto Desini, l’impegno dell’assessore è stato chiaro e non richieda ulteriori precisazioni.  Desini ha annunciato il suo voto favorevole.

Il presidente del Consiglio ha quindi sospeso la seduta per cinque minuti.

Il capogruppo del Pd Pietro Cocco ha affermato che l’ordine del giorno deve essere votato, a suo avviso, così come è, tanto più, ha osservato «che è stato firmato da tutti, se poi qualcuno ci ha ripensato è un problema di altri».

Il capogruppo dei Riformatori sardi Attilio Dedoni ha annunciato invece il ritiro della sua firma dall’ordine del giorno perché, nell’attuale stesura, «inutile».

Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis ha dichiarato che, a suo giudizio, «il dibattito soffre ancora di qualche riserva, abbiamo detto che se non si riesce ad approvare il nuovo Disegno di Legge si proroga il Piano casa: tutto qua, abbiamo anche proposto una alternativa, a questo punto la maggioranza si assume in pieno la responsabilità di quanto succederà in caso di vuoto normativo, pertanto ritiro anche mia firma».

Il consigliere di Forza Italia Marco Tedde ha ricordato che il centro-destra «ha fatto sforzi immani per liberarsi dai panni degli oppositori per andare incontro agli interessi della Sardegna, purtroppo ci sono incrostazioni ideologiche che taluni non riescono a superare, ma il vuoto normativo non è tollerabile come ha compreso anche l’Assessore: gli impegni verbali vanno inseriti nel documento con una specifica clausola di salvaguardia».

Il capogruppo dell’Udc Gianluigi Rubiu ha confermato il voto favorevole del suo gruppo sull’ordine del giorno, precisando però di ritenere utile «una dichiarazione dell’Assessore e, perché no, anche del presidente Pigliaru, con un impegno per la proroga del Piano casa entro 29 novembre, nel caso di mancata approvazione della nuova legge».

Il consigliere del Pd Antonio Solinas ha ribadito il parere favorevole del Pd sull’ordine del giorno, fermo restando che «il centro sinistra è consapevole che alcune norme non possono essere disattese, il nuovo disegno di legge arriverà in Commissione martedì prossimo e siamo impegnati a dare priorità al suo iter e siamo favorevoli anche ad una proroga entro 29 novembre: in caso contrario il Consiglio ha tutti gli strumenti per intervenire». Deve essere chiaro, tuttavia, «che una proroga così com’è non esiste perché siamo e restiamo coerenti con quanto abbiamo sostenuto nella passata legislatura».

Il consigliere Mario Floris (Sardegna) ha chiesto alcune delucidazioni sul contenuto del documento e, dopo i chiarimenti del presidente Ganau, ha annunciato il suo voto favorevole, «prendendo atto delle dichiarazioni del capogruppo del Pd e dell’assessore».

Il consigliere di Forza Italia Ignazio Locci ha dichiarato il suo voto contrario, a causa «dell’ennesimo vorrei ma non posso della Giunta che, in modo inaccettabile, dice no ad una proroga del Piano casa, sia pure eventuale».

Il consigliere Giuseppe Fasolino, anch’egli di Forza Italia, si è detto contrario al documento con dispiacere «perché nella discussione è emersa una vera e propria fobia per la proroga, nonostante le dichiarazioni con cui la maggioranza ha riconosciuto che il Piano casa ha raggiunto il suoi obiettivo di rilanciare l’economia sarda». La proroga richiesta poi, ha continuato, «è solo eventuale, se siete sicuri di approvare la nuova legge in tempo non c’è motivo di non inserire un paracadute»

Il consigliere Stefano Tunis, sempre di Forza Italia, ha rilevato che «purtroppo nonostante le rassicurazioni del consigliere Pietro Cocco ricordo che la Giunta non si è riuscita a fare cose assai meno delicate ed importanti dal punto di vista politico, per colpa del capo del vostro partito». Immagino quanto sia avvilente, ha sostenuto, «dover sottostare ad un ordine forse telefonico, in queste condizioni non sarete in grado di dare una risposta e sarà difficile spiegare a migliaia di sardi che una cosa non si fa solo perché siete schiavi».

Il consigliere Luigi Ruggeri (Pd) ha affermato di voler ringraziare Tunis «che si preoccupa del nostro benessere, in realtà sarà difficile per lui spiegare perché si sia firmato un ordine del giorno per poi togliere le firme; noi non abbiamo intenzione di prorogare il vostro Piano casa, siamo per un aumento di volumi solo se finalizzato al recupero senza le norme intruse che ci avete appiccicato con un sistema di deroghe». La norma paracadute, ha concluso, «semmai può riguardare quelle parti del Piano che hanno funzionate, nel caso saranno prorogate solo quelle e sarà vostra responsabilità se ostacolerete la nuova legge».

Non essendoci altri iscritti a parlare, il presidente ha messo in votazione l’ordine del giornoe che l’Aula ha approvato con il seguente esito: presenti 55, votanti 54, favorevoli 39, contrari 13, astenuti 1.

Consiglio regionale B copia

Il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno unitario contro la paventata soppressione della sezione staccata di Sassari della #Corte d’Appello di Cagliari.

La seduta statutaria del Consiglio, prevista dall’art.20 dello Statuto, si è aperta sotto la presidenza del presente Gianfranco Ganau.

A prendere per primo la parola è stato il consigliere dei Riformatori sardi, Michele Cossa, primo firmatario dell’interpellanza del gruppo “sull’imposizione degli oneri di servizio pubblico per i collegamenti aerei minori in regime di continuità territoriale (c.d. CT2)”.

Il consigliere Cossa ha sottolineato la stretta attualità del tema «perché la situazione attuale prevede 3 giorni alla settimana senza alcun collegamento con importanti scali della Penisola, mentre dal 27 ottobre sarà operativa solo la linea Cagliari-Napoli che, secondo le intenzioni di Meridiana, dovrebbe diventare il suo nuovo hub del Mezzogiorno». «Per i passeggeri sardi – ha sostenuto Cossa – questa situazione è causa di gravissimi problemi soprattutto per i viaggi a scopo sanitario; quindi occorre sapere perché la Regione non ha ancora emanato il bando per queste rotte, bando che peraltro poteva interessare la compagnia Meridiana che ha sempre operato su questi scali.»

L’assessore dei Trasporti, Massimo Deiana, ha ricordato che «a fronte dei 10 collegamenti originari della c.d. CT2, 4 sono stati cancellati in questi anni e ne restano solo 6, in un regime privo di contribuzione e di copertura degli oneri di servizio pubblico». «La scelta della compagnia #Meridiana di fare base su Napoli – ha proseguito l’assessore – è stata unilaterale». «Per quanto riguarda il bando – ha poi precisato Deiana – è stato comunicato all’Unione europea che aveva aperto una procedura di informazione su presunti abusi nell’imposizione di oneri di servizio pubblico, su segnalazione di alcune low cost come Ryanair e della stessa Meridiana». «Nelle interlocuzioni con Bruxelles – ha ricordato Deiana – ci è stato raccomandato di evitare alcune criticità come la sovrapposizione di rotte onerate con rotte esistenti, soprattutto sull’area commerciale Firenze e Pisa con vettori in libero mercato, ma anche su Torino e in Sicilia». «Questi rilievi – ha concluso l’assessore dei Trasporti – ci hanno indotto a rivedere l’imposizione oneri di servizio pubblico ma la situazione è ancora in movimento perché non ci sono garanzie per il mantenimento delle rotte su 12 mesi.»

Nella sua replica il consigliere Cossa si è dichiarato “non soddisfatto”. «Comprendo l’impegno – ha detto – ma c’è la necessità di rivedere completamente il sistema di continuità compresa la la c.d. CT1 senza peraltro mettersi interamente nelle mani delle compagnie low cost, coniugando le esigenze del libero mercato con quelle della Sardegna, altrimenti la Sardegna marcerà sempre più velocemente verso l’isolamento.»

Il consigliere del Pd, Antonio Solinas, ha illustrato l’interpellanza n. 7 «sulla necessità di interventi di somma urgenza per la messa in sicurezza e la funzionalità del porto industriale di Oristano» ed ha rimarcato la necessità di azioni adeguate per salvaguardare operatività e funzionalità dello scalo marittimo oristanese. Il presidente della Commissione Infrastrutture del Consiglio regionale ha evidenziato inoltre l’assenza di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria insieme con le conseguenti penalizzazioni che ne derivano alle imprese concessionarie che operano nell’area. Il consigliere Antonio Solinas ha quindi ricordato il sopralluogo effettuato nell’infrastruttura oristanese con l’assessore regionale dei Trasporti e lo ha invitato a procedere con le interlocuzioni a livello ministeriale e ad informare il Consiglio degli eventuali sviluppi.

L’assessore dei Trasporti, Massimo Deiana, ha dichiarato di aver bene presente la situazione in cui versa il porto industriale di Oristano ed ha ricordato le carenze in ordine alle manutenzioni ad incominciare dai problemi inerenti l’illuminazione dei piazzali e quelli legati al cattivo funzionamento delle cosiddetta torre faro. Un problema, quest’ultimo, così ha affermato l’assessore, che impedisce l’utilizzo dello scalo oristanese nelle ore notturne.

L’esponente dell’esecutivo ha quindi spiegato che il porto di Oristano è stato classificato come scalo di rilevanza nazionale e come tale le competenze e le responsabilità delle manutenzioni sia ordinarie che straordinarie sono poste in capo allo Stato. Nonostante l’assenza di competenze dirette da parte della Regione sarda, l’assessore Deiana ha ribadito disponibilità e impegno per sensibilizzare il ministero sulla necessità di interventi urgenti e per favorire una soluzione tempestiva al problema delle torri faro. In particolare, l’assessore Deiana, ha mostrato favore per l’iniziativa concordata con il comandante del porto che prevede l’anticipazione dei costi necessari per la riparazione delle torri faro, da parte dei concessionari privati che operano nel porto di Oristano.

Nello spazio riservato alla replica è intervenuto il primo firmatario dell’interpellanza n .7, il consigliere del gruppo Pd, Mario Tendas che si è dichiarato soddisfatto della risposta della Giunta. L’esponente della maggioranza ha ribadito l’urgenza di interventi per garantire la piena operatività dello scalo marittimo di Oristano.(Am)

Ha quindi preso la parola il consigliere del Psd’Az, Christian Solinas per illustrare l’interpellanza n. 62/A “sulle politiche culturali e linguistiche e il progressivo depauperamento dei relativi capitoli di spesa del bilancio regionale”.

«Quello che proponiamo – ha esordito Solinas – non è un tema da salotto, si tratta di un’affermazione di principio che sta alla base di tutte le altre politiche di settore. Se non si capisce questo, sarà difficile fare sintesi su tutte le altre questioni

Solinas ha quindi elencato le criticità che impediscono di sviluppare una seria politica linguistica: «I tagli degli stanziamenti decisi nell’assestamento di bilancio per i settori della lingua e della cultura sono inquietanti – ha evidenziato Solinas – tutto questo avviene in un contesto di particolare difficoltà, oggi non si riesce a gestire nemmeno uno scavo come quello di Monte Prama». Secondo l’esponente del Psd’Az è necessario dare una svolta alla politica regionale e puntare sull’economia della cultura che in altre nazioni europee sta dando eccellenti risultati: «Si aprono vertenze in tutti i settori mentre per la lingua e la cultura non si fa nulla – ha detto ancora il consigliere sardista – oggi si propone come capitale della cultura Cagliari, città dove i registi teatrali riprendono a fare gli artisti di strada e dove si rinuncia all’insegnamento della lingua sarda». 

«I temi della cultura e della lingua sarda non sono né secondari né trascurati da questa giunta – ha replicato l’assessore regionale alla Cultura Claudia Firino – le difficoltà di bilancio hanno avuto come conseguenza la riduzione dei capitoli di spesa». Firino ha poi spiegato che il Piano triennale sulla lingua è scaduto nel 2013: «la precedente Giunta non ha avviato l’iter per l’adozione di quello nuovo, per cui sarà prorogato il piano triennale 2011-2013 in modo da programmare, con il coinvolgimento di tutti gli operatori, il nuovo piano triennale che vedrà la luce nel 2015».

L’assessore ha poi rivendicato gli interventi urgenti fatti dalla Giunta per consentire di programmare “a tempo di record” le iniziative per Sa Die de sa Sardigna e pagare gli stipendi agli operatori degli sportelli linguistici, che «rappresentano la struttura portante per la promozione della lingua nel territorio».  Sui tagli ai capitoli di spesa del bilancio regionale, Firino ha affermato che «non sono tagli veri e propri, si tratta di una riduzione di risorse che nel 2014 non potevano essere erogate. Il plafond a disposizione di ogni assessorato ci impedisce di far fronte a tutte le spese». In conclusione del suo intervento, Firino ha ribadito che la Giunta lavora per l’introduzione del sardo nelle scuole: «Una lingua rimane viva solo se le nuove generazioni se ne faranno carico – ha detto l’esponente dell’esecutivo – l’introduzione del sardo a scuola e la sperimentazione dell’insegnamento veicolare sono i punti caratterizzanti delle nostre politiche linguistiche. Ricordo che nella finanziaria 2014 la precedente Giunta non aveva previsto nessun stanziamento su questo versante».

Il consigliere Solinas, in sede di replica, ha dichiarato la propria insoddisfazione per la risposta dell’assessore. «Non ho colto nel suo intervento l’intenzione di nominare il direttore del servizio lingua sarda, posto oggi vacante, né l’intenzione di sostenere un settore spesso sacrificato per  le esigenze di bilancio».

«Dire che se la situazione è grave non è sufficiente – ha aggiunto Solinas – come se lo Stato, per difficoltà di bilancio rinunciasse a insegnare l’italiano. La lingua è una questione fondamentale. La Giunta regionale ha approvato un assestamento di bilancio che stabilisce una variazione di circa 200 milioni di euro. Nulla è stato stanziato per la lingua, secondo noi, si potevano fare valutazioni diverse». Il consigliere sardista ha poi evidenziato le difficoltà che stanno vivendo gli operatori del cinema e del teatro: «Le scelte della Giunta – ha concluso Solinas – metteranno a rischio tutto il sistema culturale della Sardegna». 

Il presidente Ganau ha dato la parola ad Alessandra Zedda, vice capogruppo di Forza Italia, per l’illustrazione dell’interpellanza n. 31 “sulle scuole dell’infanzia paritarie”. La prima firmataria del documento ha evidenziato come l’interpellanza sia stata presentata a giugno «ma come purtroppo sia ancora attualissima». Zedda ha ricordato all’assessore Firino che le scuole paritarie, 264, frequentate da 10mila bambini, siano in una situazione di grave difficoltà a causa dei ritardi accumulati dalla Regione nell’erogazione dei contributi dell’anno appena concluso e dell’anno in corso. «Con la Finanziaria 2014 credevamo di avere risolto il problema – ha spiegato Zedda – ma ancora oggi il problema è ancora attuale. Zedda ha ricordato che non esiste un’istruzione di serie a e di serie b, ma un’istruzione di qualità che viene offerta ai nostri bambini.»

Nel testo dell’interpellanza il vice capogruppo di Forza Italia ha ricordato che «risulta pertanto in forte ritardo l’erogazione della seconda parte dell’acconto (siamo a giugno) relativo all’anno scolastico 2013/2014;  risulta in ritardo l’erogazione del saldo, relativo all’anno scolastico 2012/2013, già rendicontato dalle scuole entro dicembre 2013» e che «tali ritardi ed inadempienze derivanti dalla trascuratezza da parte delle istituzioni pubbliche gravano sulle spalle di 264 scuole» che «sopperisce alla carenza di strutture pubbliche adeguate, che offre un servizio di qualità in conformità alle norme previste del MIUR, e che non ha finalità di lucro». Zedda ha anche evidenziato come ci siano situazioni di particolare emergenza a Olbia per i danni causati dall’alluvione e che «la spesa per le scuole dell’infanzia paritaria non risulta tra nessuna delle tipologie prioritarie indicate nella delibera n. 15/1 del 2014 relativa all’utilizzo del plafond sul patto di stabilità». Zedda ha annunciato all’assessore che molte di questi istituti stanno per chiudere, a causa dei ritardi della Regione che hanno costretto le scuole paritarie a contrarre mutui e sostenere ingenti interessi passivi.

Il presidente Ganau ha quindi dato la parola all’assessore della Pubblica Istruzione, Claudia Firino, la quale ha ricordato che «il tema delle scuole non è mai stato sottovalutato da questa Giunta, e che quando è stato possibile l’erogazione dei contributi è stato fatta con la massima celerità». L’assessore ha sottolineato che a luglio scorso è stato saldato l’anno 2012-2013, per quanto riguarda il 2013-2014 «stiamo predisponendo l’ulteriore erogazione del 17 per cento per arrivare all’80 per cento complessivo». Per quanto riguarda l’anno appena iniziato, la legge stabilisce che le scuole hanno tempo fino al 30 settembre per inviare all’assessorato la certificazione della riapertura, «quindi a breve sarà erogato l’acconto del 30 per cento per l’anno in corso». L’assessore ha garantito che non soltanto non si vuole mettere in crisi le scuole paritarie, ma potenziare la qualità dell’offerta.

Il consigliere Zedda si è detta parzialmente soddisfatta per gli annunci fatti dall’assessore, «in attesa di vedere la trasformazione degli annunci in atti concreti».

Successivamente il presidente ha dato la parola al consigliere Salvatore Demontis (Pd), primo firmatario dell’interpellanza «sul pericolo di inquinamento ambientale derivante dal fallimento della società Vinyls ubicata nella zona industriale di Porto Torres».

Il consigliere Demontis ha ricordato che la Vinyls è stata dichiarata fallita nel luglio 2013 e resterà in esercizio provvisorio fino al prossimo 7 dicembre, esprimendo preoccupazione sia per le decine di tonnellate di sostanze pericolose da smaltire sia per i pericoli di cedimento dei serbatoi che le contengono. «Il problema principale – ha affermato Demontis – è che il curatore fallimentare della società ha comunicato il 17 settembre scorso di non avere risorse per sicurezza del sito e la bonifica e inoltre, dal 7, provvederà a licenziare le unità ancora in organico». Ora, ha osservato il consigliere del Pd, «il Decreto legislativo n°152 dice che deve bonificare il sito inquinato il responsabile dell’inquinamento, altrimenti gli enti pubblici e in particolare il ministero dell’Ambiente devono esercitare poteri sostituitivi, essendo quello di Porto Torres un sito di interesse nazionale».  Demontis ha suggerito quindi l’attivazione di un tavolo presso il Ministero «per capire chi fa cosa in tempi rapidi».

L’assessore dell’Ambiente Donatella Spano ha dichiarato che quello della bonifica dei siti inquinati «è un problema aperto nei confronti del Ministero su cui occorre un forte impegno istituzionale e politico». «Alcuni impianti di Porto Torres – ha rilevato – sono stati tenuti in esercizio per ragioni di sicurezza ma è stata evidenziata una alta criticità ambientale, nonostante siano state completate le procedure di smaltimento di molti materiali pericolosi e la bonifica dei serbatoi, perché restano da bonificare altre aree a cura della società americana che ha acquisito l’impianto per lo smontaggio». «L’assessorato – ha concluso – ha chiesto al ministero dell’Ambiente già dal mese di giugno un incontro per la soluzione dei problemi più urgenti a partire dalla sostituzione in danno dello stesso Ministero in luogo dei responsabili, mentre a luglio è stato inviato un sollecito relativo alla accurata analisi del sito».

Il consigliere Demontis si è detto soddisfatto dell’esposizione dell’Assessore, mettendo in evidenza tuttavia che «occorre mantenere una forte attenzione presso il Ministero, del quale molto spesso abbiamo lamentato l’inerzia ad intervenire sui siti sensibili».

Il consigliere di Forza Italia, Marco Tedde, ha illustrato l’interpellanza n. 50 in tema di gestione delle Aziende sanitarie regionale ed ha contestato indebite ingerenze del governo regionale nell’attività di gestione delle Asl di competenza dei direttori generali. Al centro delle critiche del consigliere Tedde la delibera 28/17 approvata dalla Giunta lo scorso 17 luglio che ha imposto ai direttori delle Asl la sospensione dell’efficacia degli atti aziendali e di non adottare atti eccedenti l’ordinaria amministrazione in difetto di preventiva valutazione da parte dell’assessorato all’Igiene e Sanità.

Per Marco Tedde, tale provvedimento contraddice quanto contenuto nelle dichiarazioni programmatiche del presidente della Regione Pigliaru, in ordine alla necessità di scongiurare commistioni tra poteri di indirizzo e programmatori e compiti di gestione, per proteggere il servizio sanitario regionale da indebite pressioni ed ingerenze politiche. L’esponente della minoranza ha concluso l’illustrazione dell’interpellanza chiedendo alla Giunta il ritiro della deliberazione 28/17.

L’assessore alla Sanità, Luigi Arru, ha ribadito la correttezza dell’operato dell’esecutivo regionale e, dopo aver elencato le norme statali e regionali, ha ribadito l’efficacia e l’opportunità della deliberazione dello scorso luglio, con particolare riferimento alla necessità di contenere i costi del sistema sanitario e procedere con le necessarie iniziative per la razionalizzazione dei posti letto e l’individuazione dei così detti “standard” di costo e di qualità dei servizi.

«La deliberazione dello scorso 17 luglio – ha proseguito l’assessore Arru – è in linea con funzioni di governo attribuite dalla normativa nazionale e regionale». Il rappresentante dell’esecutivo ha concluso annunciando che il 30 settembre 2014, la Giunta ha approvato la costituzione di un comitato permanente di monitoraggio delle attività di gestione delle Asl in Sardegna.

Il consigliere Marco Tedde si è quindi dichiarato insoddisfatto della risposta articolata dall’assessore Luigi Arru ed ha ribadito le critiche alla deliberazione dello scorso luglio insieme con i pericoli di commistioni e condizionamenti politici verso i direttori delle aziende sanitarie. Tedde ha poi definito la costituzione di un comitato permanente di valutazione per le Asl «un preoccupante messaggio non perfettamente rettilineo verso i direttori generali».

Il presidente Ganau ha quindi deciso di procedere alla discussione congiunta dell’interpellanza n. 57/A (Arbau e più) e la mozione n.76 (Tedde e più) sul rischio chiusura della sezione staccata di Sassari della Corte d’Appello di Cagliari.

Efisio Arbau, capogruppo di “Sardegna Vera”, illustrando l’interpellanza, ha definito una “sciagura” la paventata soppressione della sede giudiziaria della Corte d’Appello nel Nord Sardegna. «Alcuni territori dell’Isola, come la provincia di Nuoro, sono già fortemente penalizzati – ha detto Arbau – il rischio è che si arrivi a un caso di giustizia negata». Secondo il consigliere regionale, la situazione della Sardegna per condizioni geografiche e alto tasso di criminalità in alcuni territori» merita un’attenzione particolare da parte dello Stato: «E’ necessario che la Giunta – ha concluso Arbau – intervenga presso il Governo per sollecitare scelte diverse».

Sullo stesso argomento è poi intervenuto Marco Tedde (Forza Italia) che ha invece illustrato la mozione firmata da tutti i gruppi d’opposizione. «La sezione distaccata di Sassari della Corte d’Appello di Cagliari  – ha ricordato Tedde – venne istituita nel ‘92 grazie alle sollecitazioni provenienti dai rappresentanti politici e istituzionali del Nord Sardegna. Nel 2011 gli ispettori del Ministero della Giustizia, riconoscendo le particolari condizioni della Sardegna, auspicarono l’istituzione di una Corte d’Appello autonoma a Sassari. Oggi si va in una direzione diversa. Si tratta di tagli lineari. C’è da temere in modo forte la chiusura della sezione. Noi puntiamo all’autonomia mentre il Ministero punta alla soppressione. Se questo accadesse si verificherebbe un arretramento dello Stato in alcuni territori dell’Isola». Tedde ha quindi sollecitato l’apertura di un tavolo istituzionale con la partecipazione di tutti i parlamentari sardi per impedire la soppressione della sede di Sassari. Dal consigliere azzurro, infine, anche la richiesta alla Giunta di intervenire con urgenza presso il ministero della Giustizia «per rappresentare le ragioni che stanno alla base della richiesta di autonomia per la sezione staccata di Sassari della Corte d’Appello di Cagliari.»

Il presidente Ganau ha dato la parola al consigliere del Pd, Salvatore Demontis, il quale si è detto favorevole sia alla mozione Tedde sia all’interpellanza Arbau sulla soppressione della sezione staccata di Sassari della Corte d’Appello di Cagliari. Demontis ha affermato di non vedere alcun vantaggio economico, ma soltanto svantaggi: il reperimento dei locali con l’eventuale onere della locazione, i costi dei trasferimenti del personale e dei detenuti, e un sicuro blocco delle attività. Demontis ha evidenziato i notevoli disagi che ci sarebbero anche dalla chiusura del Tribunale dei minori e del Tribunale di sorveglianza e ha infine esortato l’Aula a fare fronte comune e approvare un ordine del giorno unitario.

Per il consigliere del Centro Democratico, Annamaria Busia, è arrivato il momento che il presidente Pigliaru e tutto il Consiglio regionale si occupino della giustizia in Sardegna. «Non è pensabile – ha affermato – che la sezione di Sassari venga portata a Cagliari». Una decisione scellerata secondo l’esponente della maggioranza che ha sollecitato il presidente a chiedere conto al governo centrale di questa decisione, come di quella di portare in Sardegna un numero consistente di detenuti sottoposti al 41 bis, ossia al “carcere duro” per i delitti più gravi tra cui mafia, terrorismo e sequestri di persona. «La popolazione detenuta sarda è in crescente aumento, ma anche qualitativamente molto pericolosa e comporterà un aumento di lavoro per il Tribunale di sorveglianza», portando a un collasso del sistema. «Dichiaro il mio voto a favore – ha concluso Busia – ma chiedo anche che sia l’occasione per ridiscutere il sistema giustizia in Sardegna».  Favorevole alla mozione anche Peppino Pinna (Udc), il quale ha evidenziato come non ci sarebbe alcun risparmio, ma soltanto enormi costi legati ai trasferimenti dei detenuti e del personale. Pinna ha anche ricordato che la legge prevede che le diverse sedi della Corte d’Appello non devono essere distanti più di 150 chilometri e tra Sassari e Cagliari la distanza è superiore

Il consigliere Daniele Cocco (Sel) ha detto di condividere le considerazioni dei consiglieri che lo hanno preceduto per ragioni evidenti che sarebbe perfino inutile ripetere. «Non è sopportabile – ha sostenuto – che la cosiddetta spending review incida sulla legalità; da troppo tempo assistiamo in Sardegna ad uno stillicidio di provvedimenti che riguardano tribunali, caserme, presidi dello Stato». Il consigliere di Sel ha infine auspicato un ordine del giorno unitario del Consiglio condiviso da tutte le forze politiche, «in modo che il presidente Pigliaru possa rappresentare al meglio le istanze Sardegna in materia di diritti costituzionali e civili«.

A nome della Giunta, il presidente Pigliaru ha manifestato apprezzamento per i contenuti esposti nell’interpellanza. «Davanti ai tagli lineari – ha ribadito – abbiamo sempre una forte percezione di iniquità, come per il carcere Macomer dove i tagli sbagliati hanno indotto il Ministero ad una retromarcia». Quelli del Consiglio, ha continuato il presidente della Regione, «sono argomenti molto ragionevoli, non solo per 220 chilometri fra Sassari e Cagliari che sarebbero comunque tanti se avessimo treni normali, in realtà sono più di 600 se consideriamo gli attuali tempi di percorrenza; mentre da Milano è possibile raggiungere  Roma in poco più di 2 ore, da i tempi sono il triplo». «Sostenere una politica di tagli lineari – secondo Pigliaru – significa quindi essere ciechi rispetto alla Sardegna, per questo siamo pronti a fare la nostra parte per sostenere che la chiusura della sezione staccata della Corte d’Appello di Sassari sarebbe un probabile disastro per la giustizia nella nostra Regione».«Siamo il Paese che ha il grande problema di non riuscire ad attrarre investimenti dall’estero proprio a causa dell’inefficienza del nostro sistema giudiziario – ha concluso il presidente – ed è evidente che non possiamo sostenere costi molto più alti proprio per la giustizia; anche per questo è auspicabile un ordine del giorno di tutto il Consiglio, che certamente renderà più forte la nostra azione.»

Il consigliere Efisio Arbau (Sardegna Vera) è intervenuto per annunciare la sua rinuncia alla replica.

Il consigliere Marco Tedde (Forza Italia) ha espresso il suo apprezzamento per i precedenti interventi dei consiglieri a cominciare da quelli della maggioranza, aggiungendo che, in effetti, la sua mozione intendeva sollecitare il voto unanime di tutto il Consiglio. Tedde ha poi fornito alcuni dati numerici, qualitativi e quantitativi, che a suo giudizio confermano d al là di ogni interpretazione la necessità di mantenere a Sassari una sezione della Corte d’Appello. «A Cagliari sono in organico 21 magistrati e a Sassari 11 ma, nonostante questa differenza, la sezione di Sassari ha altissimi indici di produttività; gli uffici di Sassari hanno definito 184 fascicoli rispetto ai 174 di Cagliari, ed i fascicoli iscritti sono 200 a Sassari e 144 a Cagliari, Sassari ha un bacino di oltre 650.000 abitanti che rappresenta la maggioranza in Sardegna: sono numeri che segnalano una grande efficienza che merita riconoscimento». Avviandosi alla conclusione, l’esponente di Forza Italia ha invitato il presidente della Regione ad attivare proficui contatti con i magistrati sassaresi che hanno individuato una sorta di emendamento da trasferire ai parlamentari che, a breve, dovranno votare il progetto di riforma della giustizia.

Il presidente Ganau ha comunicato che la votazione dell’ordine del giorno unitario del Consiglio in materia di giustizia sarà posticipata alla fine della mattinata, al termine della discussione della mozione sulla compagnia Meridiana.

I lavori sono proseguiti con la discussione congiunta dell’interpellanza n.52 (Arbau e più) “sulla vertenza Meridiana e sulla necessità di costituire un sistema aeroportuale della Sardegna” e della mozione 77 (Busia e più) «sulle misure da adottare per far fronte alla crisi della compagnia aerea Meridiana e garantire la continuità territoriale».

Il capogruppo di “Sardegna Vera”, Efisio Arbau, ha sottolineato con favore l’istituzione del tavolo ministeriale sulla vertenza Meridiana e rimarcato l’impegno in tal senso della Giunta regionale e dell’assessore dei trasporti, in particolare.

L’esponente della maggioranza ha ricordato le varie fasi della vertenza ed ha invitato l’esecutivo e la politica sarda a richiamare la compagnia aerea alle proprie responsabilità. «Non possiamo permetterci di perdere le professionalità presenti in Meridiana – ha dichiarato Efisio Arbau – e ricordiamoci che dobbiamo partire dal capitale umano, cioè dai dipendenti che oggi sono in protesta».

Arbau ha inoltre illustrato la parte dell’interpellanza che chiede alla Ginuta regionale di lavorare per la creazione di un sistema aeroportuale sardo che comprenda anche gli scali di Tortolì e Oristano e non solo quelli di Cagliari, Sassari e Olbia.

Il presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau, ha quindi concesso la parola alla consigliere del Centro Democratico, Anna Maria Busia che ha illustrato la mozione n. 77 incentrata sulla crisi di Meridiana. La consigliere Busia ha rivolto pesanti critiche verso i contenuti del piano industriale che prevede il taglio delle rotte e, soprattutto, il licenziamento di migliaia di lavoratori sardi. L’esponente della maggioranza ha quindi dichiarato di condividere le denunce mosse dai dipendenti di Meridiana in ordine alla strategia dell’attuale management volta a trasferire le attività e le azioni di rilancio verso Air Italy.

«Serve un nuovo piano industriale – ha dichiarato Anna Maria Busia – che garantisca il diritto alla mobilità dei sardi e non faccia ricadere sui lavoratori sardi le responsabilità dell’attuale management».

La consigliere del Cd ha infine ricordato la disponibilità offerta dai dipendenti per ridiscutere la complessiva organizzazione del lavoro ed i relativi livello di costo.

Per Giuseppe Fasolino (Forza Italia), la difficile situazione della compagnia dell’#Aga Khan rischia di diventare drammatica. «E’ sufficiente pronunciare la parola Meridiana – ha detto Fasolino – per provocare emozioni e preoccupazioni. Meridiana è quel vettore che ci ha permesso di contare a livello internazionale. E’ l’azienda più importante dell’Isola, un gioiello creato dal principe ismaelita che ha consentito di rompere l’isolamento e internazionalizzare l’immagine della Sardegna. Oggi è però il simbolo della crisi». Fasolino ha poi espresso preoccupazione per i lavoratori di Meridiana: «Ci sono 1.600 posti di lavoro in ballo – ha rimarcato il consigliere della minoranza – e un intero sistema turistico a rischio. Inutile oggi analizzare le cause che hanno portato a questa situazione, però non si possono non ricordare gli incentivi per le compagnie low cost che hanno penalizzato Meridiana. La priorità, adesso, è evitare un collasso sociale ed economico».  Per Fasolino, infine, l’andamento negativo del mercato non può pesare esclusivamente sulle spalle dei lavoratori. «Serve un impegno straordinario – ha concluso l’esponente azzurro – Governo e Regione coinvolgano l’azionista di maggioranza per tentare di trovare una via d’uscita».

Edoardo Tocco (Forza Italia) ha sottolineato la necessità di difendere la nostra “compagnia di bandiera”. «Il marchio Meridiana è indissolubilmente legato alla Sardegna. Ci troviamo a combattere per difendere famiglie nate e cresciute con Meridiana. Il provvedimento annunciato dalla compagnia aerea produrrà effetti devastanti». Tocco ha quindi ricordato i numeri drammatici che riguardano Meridiana: «Servirebbero circa 120 milioni di euro all’anno per tamponare la falla, c’è bisogno di interventi straordinari». Il consigliere di Forza Italia, rivolgendosi all’assessore ai Trasporti e al presidente della Regione Francesco Pigliaru, ha auspicato per Meridiana una soluzione simile a quella adottata per il salvataggio di Alitalia: «Presidente e assessore – ha concluso Tocco – si facciano portatori di questa proposta. In certi momenti bisogna avere il coraggio di affrontare una strategia differente».

Secondo Michele Cossa (Riformatori sardi), la vicenda Meridiana sconta “importanti carenze gestionali”. «Ho sentito parlare di compagnia amica della Sardegna – ha detto Cossa – ma Meridiana non si è rivelata sempre amica dell’Isola. In passato ci sono state scelte strane, come quella di non partecipare ai bandi della continuità territoriale o di ricorrere al leasing di altri vettori da una compagnia aerea della Bulgaria». Il consigliere dei Riformatori sardi ha quindi avanzato una proposta: «La Giunta per sbloccare la situazione deve accelerare sulla CT2 (continuità territoriale verso gli scali minori). Questa operazione potrebbe rappresentare un’opportunità per Meridiana. Se la compagnia partecipa e si aggiudica queste rotte si creerebbe un vincolo più difficile da rompere. Il Governo – ha concluso Cossa – non può accettare un impoverimento così drammatico dell’offerta di collegamenti da e per la Sardegna. Non credo che non si possano applicare a Meridiana le stesse logiche applicate ad Alitalia. In quel caso sono state buttate cifre enormi, adesso occorre stanziare risorse per salvare i posti di lavoro». 

Il presidente ha dato la parola al consigliere dei Riformatori sardi, Luigi Crisponi, il quale ha sottolineato la necessità di non perdere la compagnia aerea e tutelare «i nostri 1600 fratelli che hanno diritto ad avere il loro posto di lavoro». Crisponi ha evidenziato che l’azienda ha fatto numerosi errori manageriali sia dal punto di vista dell’organizzazione sia per quanto riguarda le previsioni. Il consigliere di minoranza ha auspicato un intervento concreto della Giunta affinché #Meridiana mantenga i livelli occupazionali e garantisca una migliore circolazione dei passeggeri da e per la Sardegna con mezzi rinnovati e con un livello di sicurezza più elevato.

Per Stefano Tunis (Forza Italia) è fondamentale tutelare il capitale umano che fa parte di Meridiana, le tante professionalità che rischiano di essere perse. Tunis ha ricordato che è sicuramente una vertenza nazionale, ma la Sardegna deve fare la sua parte per garantire i livelli occupazionali. L’esponente di minoranza ha proposto di creare un gruppo di lavoro che possa seguire sul piano politico e tecnico questa vertenza. Per Paolo Truzzu (Fratelli d’Italia-Sardegna) stiamo pagando e stanno pagando i lavoratori scelte manageriali sbagliate. Il compito della politica in questa situazione e quella di creare il clima favorevole per creare impresa. Fondamentale per Truzzu è la tutela dei posti di lavoro dei dipendenti di Meridiana sardi.

Il consigliere Oscar Cherchi (Forza Italia) ha ringraziato l’Aula per aver affrontato, sia pure tardivamente, il problema del trasporto aereo e di Meridiana, in particolare, che ha scritto pagine importanti della storia della Sardegna. «Ci sono stati sicuramente errori del management – ha affermato – ma non va dimenticata la proficua collaborazione con la compagnia fin dal nascere della continuità territoriale». E’vero anche, ha riconosciuto Cherchi, che «in questi anni sono cambiati profondamente l’economia mondiale ed il comparto del trasporto aereo ma oggi l’obiettivo fondamentale è la salvaguardia dei posti di lavoro, perché Meridiana appartiene a tutti i Sardi». La Regione, quindi, secondo il consigliere di Forza Italia «deve essere presente, attivare tutte le sinergie possibili, anche se la vertenza è all’attenzione del livello nazionale». Su tutto, però, ha aggiunto Cherchi, «c’è l’esigenza di difendere la nostra autonomia, il nostro turismo, la nostra economia, evitando di perdere credibilità e specificità come purtroppo avviene da alcuni anni a questa parte». Ci aspettiamo dunque, ha concluso il consigliere, “la definizione di un percorso chiaro dal governo regionale perchè non possiamo permetterci di perderci una bandiera che ha volato in tutto il mondo; non basta limitarsi all’attivazione di un tavolo, peraltro partito in ritardo, chiediamo alla Giunta interventi concreti ed efficaci”.

Il capogruppo dei Riformatori sardi Attilio Dedoni ha richiamato l’attenzione dell’Aula sul fatto che, proprio ieri, «il Governo nazionale ha deliberato il piano aeroporti che prevede ad esempio, per la Sicilia, uno scalo orientale a Catania ed uno a Palermo per l’area occidentale dell’Isola. E’evidente che anche la Sardegna deve essere capace di gestire le sue infrastrutture aeroportuali con due scali forti, uno a nord e uno a sud, per dare risposte alle esigenze concrete di mobilità dei sardi, in quadro generale in cui la Sardegna non ha un sistema di trasporti efficiente». «Non dimentichiamo tuttavia – ha detto ancora Dedoni – che c’è in gioco il destino di 1600 persone e delle loro famiglie, giusto il richiamo alla necessità di una gestione regionale del trasporto aereo ma oggi serve una iniziativa di approfondimento, sollecitando una solidarietà reale dello Stato che in altre occasioni è mancata». 

Il consigliere Daniele Cocco (Sel), ha invitato il Consiglio a non dimenticare che «non stiamo parlando di numeri bensì di famiglie e di progetti di vita che sono a rischio». Cocco si è detto poi ottimista sull’esito del tavolo costituito presso il Governo nazionale, arricchito dalle conoscenze e dalle competenze espresse dalla nostra Regione. Per il consigliere di Sel «non è il momento delle dietrologie, che fanno perdere di vista il problema dei posti di lavoro: bisogna invece ripartire proprio da qui, perché i lavoratori di Meridiana non se ne fanno niente della nostra solidarietà». «La replica del presidente Pigliaru a proposito del problema della giustizia – ha dichiarato il consigliere Cocco – ci ha convinto e ci rassicura, per questo l’ordine del giorno unitario appare uno strumento in grado di far sentire, anche sulla vertenza Meridiana, la forza dell’unità del Consiglio regionale e di tutti i Sardi».

Il capogruppo del Psd’Az, Christian Solinas, ha ricordato come con la vertenza Meridiana si paga il conto di una serie di politiche errate messe in campo dai vertici aziendali. L’ex assessore dei Trasporti della giunta Cappellacci ha quindi rimarcato come la Regione sarda partecipi da socio con Meridiana nella gestione dello scalo aeroportuale di Olbia e alle attività della “Meridiana Maintenance”. Solinas ha poi evidenziato le pesanti criticità aziendali, ad iniziare dal costo passeggero pari a 180 euro contro i 153 euro dell’Alitalia, passando per l’inadeguatezza della flotta, fino al sottodimensionamento della rete internazionale dei collegamenti. L’esponente dell’opposizione ha quindi fatto riferimento al generale contesto di crisi del comparto aereo al livello europeo, insieme con la sempre più marcata presenza di compagnie mediorientali che vantano organici ridotti e possono contare sul basso costo di carburante. Ma al di là delle difficoltà e della crisi che minaccia il comparto, a giudizio di Christian Solinas, la vertenza Meridiana è frutto delle direttive comunitarie in materia di continuità territoriale. L’esponente sardista ha quindi concluso affermando che la vertenza #Meridiana deve essere rivolto con un intervento in sede europea che riconoscendo la condizione dell’isola e il diritto dei sardi alla mobilità, consenta un intervento di natura pubblica.

Il consigliere del Pd, Antonio Solinas, ha sottolineato come la crisi di Meridiana arrivi da lontano. «Il presidente della Quarta commissione consiliare ha invitato a considerare la realtà che vive la compagnia e che – così ha affermato Solinas – è quella emersa nel tavolo ministeriale. «Significa – ha spiegato l’esponente della maggioranza – avere ben presente che siamo davanti a 1.630 esuberi su un totale di 2500 dipendenti». Solinas ha quindi ricordato la decisione del tribunale di Tempio con la quale, di recente,  sono stati stabilizzati circa 1.400 lavoratori stagionali per ribadire che, dai dati presentati dal management i costi della compagnia Meridiana appaiano insostenibili. Antonio Solinas ha infine rimarcato il ruolo prettamente politico della Regione nella vertenza ed ha invitato l’assessore dei Trasporti e la Giunta a proseguire nella strada intrapresa.

Il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, ha chiesto all’esecutivo regionale di sgomberare il campo da “atteggiamenti di accondiscendenza” verso quelli che ha definito “atteggiamenti irresponsabili” condotti dai vertici della compagnia aerea. «Diteci – ha incalzato l’esponente dell’opposizione – se volete porvi come la stampella del management di Meridiana oppure al fianco dei dipendenti per difendere i posti di lavoro e il futuro dell’azienda».

Pittalis ha quindi ricordato come nel 2011 i dipendenti di Meridiana abbiano rinunciato a parte della retribuzione per favorire i progetti di rilancio della compagnia.

Pittalis ha concluso il suo intervento invitando il presidente della Giunta, Francesco Pigliaru, «a portare fino a Palazzo Chigi la vertenza Meridiana». «E’ una vertenza nazionale non una semplice crisi aziendale», ha dichiarato Pietro Pittalis, prima di offrire la disponibilità dell’opposizione a contribuire in modo unitario («ma senza posizioni e atteggiamenti al ribasso») ad una definizione della crisi. «Ma – ha ammonito Pittalis – l’azienda Meridiana può salvarsi solo se si salveranno i 1600 posti di lavoro».

Conclusi gli interventi dei consiglieri, il presidente Ganau ha dato la parola all’assessore dei Trasporti Massimo Deiana per la replica.

Prima di entrare nel merito della questione, l’esponente dell’esecutivo ha voluto precisare alcune questioni. «Non si giustifica un bel niente – ha detto Deiana rivolgendosi al capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis. A noi sono stati riferiti dei numeri e sulla base di quelli abbiamo detto che la situazione è difficile. La Regione – ha aggiunto – sta giocando fino in fondo il suo ruolo. Grazie al nostro impegno abbiamo messo intorno a un tavolo azienda, sindacati e istituzioni, cosa che non accadeva da tempo. Ciò ha consentito di raggiungere un importante risultato, seppur interlocutorio: convincere l’azienda a revocare le lettere di licenziamento». Deiana ha poi ricordato il calendario di incontri concordato nel tavolo istituzionale: dopo la prima riunione tecnica di ieri ce ne saranno altre due il 3 e 7 ottobre prossimi, il 14 ci sarà invece una verifica dello stato delle trattative, per poi arrivare all’incontro decisivo del 21 ottobre.

L’assessore ha poi ribadito che la Regione, dopo essere riuscita a bloccare la procedura di licenziamento, metterà in campo tutte le energie per difendere i posti di lavoro. «Siamo pronti – ha detto – a sostenere tutte le azioni per garantire la continuità aziendale e aprire prospettive di sviluppo e non di liquidazione. Con una precisazione: la Regione non predispone piani industriali di un’azienda privata». L’esponente dell’esecutivo ha quindi sottolineato la necessita di pensare a nuovi scenari che consentano a Meridiana di trovare partner internazionali e lavorare a un nuovo progetto. «Su un punto rassicuro il Consiglio – ha detto Deiana – abbiamo chiesto con forza al Governo di estendere ai lavoratori Meridiana gli ammortizzatori sociali utilizzati per #Alitalia».

Perplessità da parte dell’esponente esecutivo, invece, su alcuni interventi che hanno associato la vertenza Meridiana alla questioni relative alla continuità territoriale. «L’intera partita dei voli a tariffe agevolate – ha spiegato Deiana – garantirebbe solo un centinaio di posti di lavoro. Anche se la compagnia dell’Aga Khan partecipasse a tutti i bandi, vincendoli, non sarebbe sufficiente a risolvere la situazione».

Il lavoro della Regione – ha assicurato Deiana, continuerà nei tavoli tecnici. «Saranno messe in campo tutte le azioni necessarie per garantire lo sviluppo dell’azienda e scongiurare i tagli occupazionali. L’esito non dipende da noi ma dalla volontà dell’azienda. Il problema di Meridiana non è soltanto il costo del lavoro ma anche quello industriale. Il costo medio di “sedile per km” è attualmente al di fuori da qualunque media europea. Su questo noi abbiamo poca possibilità di incidere – ha concluso Deiana – ma faremo di tutto per creare le condizioni favorevoli perché si possa competere».

Il presidente Ganau ha dato la parola al consigliere Efisio Arbau (La Base – Sardegna vera) per la replica. Arbau si è detto formalmente soddisfatto della risposta dell’assessore, ma insoddisfatto della situazione in cui verte la compagnia Meridiana. «Una situazione drammatica che va affrontata in maniera unitaria, senza strumentalizzazioni». Arbau ha proposto un ordine del giorno, condiviso da tutti, e ha ribadito la necessità  di creare il sistema aeroportuale che sia in grado di attrarre i vettori, visto che il traffico di passeggeri da e per la Sardegna consente a qualunque compagnia di fare utili. Il consigliere del Centro Democratico, Annamaria Busia, ha chiesto la sospensione dell’esame della mozione per predisporre un ordine del giorno da portare in aula nel pomeriggio. Il presidente ha acconsentito e ha poi sospeso la seduta per cinque minuti in attesa dell’ordine del giorno sulla #Corte d’Appello di Sassari. Alla ripresa dei lavori, il presidente Ganau ha comunicato che era pervenuto l’ordine del giorno unitario, sottoscritto da maggioranza e opposizione, sulla «necessità di scongiurare la paventata soppressione della Sezione distaccata di Sassari della Corte d’Appello di Cagliari e sulla necessità di trasformarla in sezione autonoma».
Il documento impegna il presidente della Regione a «costituire un tavolo, con la partecipazione di tutti i parlamentari sardi, al fine di sostenere presso le competenti sedi istituzionali, compresa quella parlamentare, le istanze del Comitato per l’autonomia della Sezione distaccata di Sassari della Corte d’Appello di Cagliari; di intervenire con urgenza presso il ministero della Giustizia, rappresentando in maniera puntuale e forte le ragioni che stanno alla base della necessità dell’autonomia per la Sezione distaccata di Sassari della Corte d’Appello di Cagliari; promuovere, con la collaborazione del Consiglio regionale, tutte le iniziative politiche e culturali che riterrà utili per il raggiungimento dell’obiettivo; a porsi alla “guida” di azioni di “sensibilizzazione” verso il Governo italiano per la riconsiderazione delle ipotesi di riduzione al sistema giudiziario isolano per evitare un ulteriore disimpegno dello Stato dai nostri territori e l’ennesimo sopruso alla specialità della Sardegna».
L’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità (51 favorevoli e 1 astenuto).

Massimo Deiana 5 copia

La Quarta Commissione (Governo del territorio), presieduta dall’on. Antonio Solinas (Pd), ha sentito oggi in audizione l’assessore regionale dei Trasporti Massimo Deiana che ha rivolto a tutti i soggetti impegnati nella soluzione della vertenza #Meridiana, un appello al senso di responsabilità. Deiana, nella sua esposizione, ha ricordato che «subito dopo i licenziamenti decisi dall’azienda è stato avviato dalla Regione, in tempi molto rapidi, un confronto con il Governo che, come primo risultato, ha prodotto la revoca del provvedimento fino al 21 ottobre. Inoltre, è stato fissato un calendario serrato di incontri in cui saranno esaminati i vari aspetti della vertenza e alla fine, il 14 ottobre, sarà fatta una verifica. Occorre arrivare a quella scadenza tenendo presente che l’azienda ha bisogno di una profonda ristrutturazione e che vanno percorse tutte le strade in grado di portare ad una soluzione sostenibile e positiva».

L’assessore dei Trasporti ha sottolineato che «il mercato del trasporto aereo è molto cambiato in questi anni, come dimostra anche la vicenda Alitalia, e gli spazi di competitività si sono sempre più ridotti. Meridiana, in particolare, ha un problema strutturale: il costo dell’unità che misura il rapporto fra ciascun passeggero ed ogni chilometro percorso è di 9,1 centesimi, contro i 7,5 di Alitalia, i 7 di Air Italy e, a scendere, quelli delle altre compagnie. Questo indicatore, assieme ad altre voci di costo (anzianità e tipologia della flotta, manutenzione degli aeromobili etc) compresa quella del personale che non è comunque essenziale concorrono a determinare una situazione molto complicata».

«Gli oltre 1.600 esuberi rispetto alle 2.500 unità complessive del gruppo – ha proseguito Deiana – sono collegati all’accordo sottoscritto dall’azienda con i sindacati nel 2011 che prevedeva la proroga di 4 anni della Cassa integrazione straordinaria, con scadenza nel giugno 2015. Partendo da questo dato, si potrebbe ipotizzare ora l’applicazione della stessa procedura seguita per Alitalia: un piano di ristrutturazione con l’applicazione di ammortizzatori sociali per un periodo di 3/5 anni con l’80% dello stipendio. Naturalmente, tutto va verificato alla luce delle diverse situazioni dei lavoratori e degli spazi di azione previsti dalla normativa vigente; il compito, appunto, che il tavolo aperto a livello nazionale si è impegnato a portare a termine in tempi molto brevi.»

L’assessore Deiana, infine, ha escluso una relazione diretta fra il precipitare della crisi di Meridiana e la cosiddetta “continuità 2”. «Intanto – ha chiarito – stiamo parlando di una gara cui #Meridiana non ha nemmeno partecipato ed inoltre, in termini reali, avrebbe comunque avuto una incidenza molto scarsa: 3-4 aeromobili e circa un centinaio di addetti in totale, numeri ben lontani (purtroppo) da quelli di cui dobbiamo occuparci.»

Al termine della relazione dell’assessore dei Trasporti, hanno preso la parola i consiglieri regionali Modesto Fenu (Zona Franca), Giuseppe Fasolino (Forza Italia), Giuseppe Meloni e Salvatore Demontis, del Pd. Il presidente della Commissione Antonio Solinas, in sede di conclusioni, ha affermato fra l’altro che «la Giunta regionale ed il Governo nazionale si sono mossi con tempestività impostando un metodo di lavoro concreto e molto impegnativo, con scadenze precise e ravvicinate, che va apprezzato».

La commissione, dopo quella dell’assessore Deiana, aveva in programma anche l’audizione con i rappresentanti sindacali di #Meridiana ma i sindacalisti hanno comunicato di non poter essere presenti, per la concomitanza con un altro impegno.