5 July, 2022
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«800 insegnanti a casa e 8mila ragazzi in tutta la Sardegna non potranno più frequentare le scuole civiche di musica. E’ questo il risultato della decisione dell’assessore alla Pubblica Istruzione, Claudia Firino, che a tradimento ha cancellato un’esperienza apprezzata in tutta la Sardegna e che stava dando grandi frutti, consentendo a tanti ragazzi che non se lo possono permettere di imparare a suonare uno strumento e di avvicinarsi e apprezzare la musica e la cultura musicale.» 

La denuncia arriva dal coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Michele Cossa, che ha predisposto una mozione con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio regionale.

«Questo – dice Cossa – è l’ennesimo abbaglio dell’assessore Firino che sta distruggendo quanto resta del tessuto culturale della Sardegna. Ma la cancellazione dei fondi per le scuole civiche di musica è ancora più grave perché colpisce i bambini e i giovani sardi che stanno per perdere una delle cose buon fatte dalla politica in questi anni: dare la possibilità a tutti di avvicinarsi all’arte e alla musica a prescindere dal censo e dal reddito.»

«Dal 1999 a oggi – dice ancora Cossa – le scuole civiche di musica sono entrate a pieno titolo nella filiera didattica degli istituti d’alta formazione. Senza dimenticare che ricoprono un ruolo importante contro la dispersione scolastica, il bullismo, recuperano tanti ragazzi che trovano in queste scuole sparse in tutti i Comuni sardi una grande occasione e un’opportunità di riscatto.»

«Ecco perché – conclude Cossa – chiediamo all’assessore di fare immediatamente retromarcia, ripristinando i fondi cancellati e continuando a far vivere e potenziare un’esperienza che non ha colore politico ma un altissimo valore sociale e culturale per i giovani sardi.»

Un investimento di due milioni di euro per la valorizzazione del complesso scultoreo di Mont’e Prama. I fondi, stanziati grazie a un Accordo di Programma Quadro tra Regione, il ministero dei Beni e delle Attività Culturali e il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica, saranno utilizzati per l’ampliamento del Museo Civico di Cabras e l’allestimento introduttivo dei reperti. Ancora, rientrano nell’accordo il progetto scientifico-culturale di musealizzazione, la progettazione e realizzazione dell’allestimento dei contenuti museali, il piano di gestione e quello di comunicazione e promozione delle statue a livello internazionale.
L’Accordo di Programma Quadro rafforzato in materia di Beni e attività culturali, centrato sulla valorizzazione del complesso scultoreo di Mont’e Prama, è stato firmato lunedì 3 novembre a Roma e illustrato oggi ai giornalisti, nella sala Giunta di viale Trento, dal presidente della Regione Francesco Pigliaru, il sottosegretario del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Francesca Barracciu, e l’assessore regionale della Cultura, Claudia Firino.

«Questo Accordo è un esempio di leale e fattiva collaborazione con il Ministero – ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru presentando l’APQ alla stampa. – Le statue di Mont’e Prama sono un attrattore straordinario e siamo ben consapevoli di avere tra le mani un grande potenziale non solo dal punto di vista culturale, ma anche economico. Nel 2015, pur nelle difficoltà del bilancio, uno spazio adeguato sarà riservato alla valorizzazione del complesso scultoreo di Mont’e Prama e di tutta la nostra cultura nuragica. Mont ‘e Prama e la Sardegna devono ritrovare il posto che spetta loro nei libri di testo delle scuole.»

L’attenzione del Ministero è stata evidenziata dal Sottosegretario dei Beni e delle Attività Culturali Francesca Barracciu. «Il complesso di Mont’e Prama non è solo un tesoro culturale ma anche una grande occasione per creare reddito e sviluppo non solo per la Sardegna ma per tutto il Paese – ha spiegato Francesca Barracciu. – Sarà nostro preciso impegno fare in modo che questo grande ritrovamento archeologico, che contribuisce a scrivere una parte della storia del Mediterraneo, sia reso noto ai visitatori dell’Expo 2015, magari attraverso il sistema digitale elaborato dal CRS4: l’obiettivo è quello di spingere i tanti turisti che arriveranno in Italia a visitare la Sardegna. Vogliamo dare impulso anche a scavi e ricerca, assicurando la massima collaborazione con le Università sarde».

L’assessore regionale Claudia Firino ha sottolineato come oggi si scriva «un ulteriore e importante passo nel processo di valorizzazione delle statue: nonostante i primi reperti siano stati rinvenuti negli anni ’70 l’accelerazione per la valorizzazione è stata impressa negli ultimi mesi. La situazione finanziaria è molto difficile – ha detto l’assessore – ma l’APQ testimonia la volontà comune di Regione e Ministero di valorizzare il patrimonio isolano, così come di puntare sulla promozione internazionale. Vogliamo investire con decisione nel nostro patrimonio, ancora poco valorizzato a causa delle poche risorse: abbiamo tanti giovani che hanno investito in una preparazione nell’ambito dei Beni culturali e che aspettano l’opportunità di lavorare. Per ciò che concerne il sito di Mont’e Prama, infine, c’è un’importante novità: stiamo mettendo a punto un programma di vigilanza costante che non sia più vincolato all’emergenza del momento».

Claudia Firino 5 copia

La Giunta regionale ha adottato una procedura d’urgenza, attraverso l’approvazione di una delibera, per agevolare le società sportive. La presentazione delle domande, a seguito della pubblicazione degli avvisi, dovrà essere effettuata entro il 14 novembre.
«La pubblicazione degli avvisi per i contributi regionali per le società sportive – spiega l’assessore della Pubblica Istruzione, Sport e Cultura Claudia Firino – non sono stati pubblicati sino a oggi a causa di passaggi istituzionali e tecnici. La delibera approvata garantisce invece l’assunzione degli impegni di spesa entro il 31 dicembre 2014». L’assessore Firino ha messo in evidenza il ruolo strategico dello sport per l’integrazione sociale dei giovani.
«Questa procedura – precisa Firino – è stata adottata per agevolare le società in questo anno di grande difficoltà. I vincoli di bilancio e di patto di stabilità hanno causato ritardi nella programmazione per le società sportive.»
Il dispositivo adottato dalla Giunta è una modifica al piano triennale, concordata tra l’assessorato regionale dello Sport e il Comitato regionale dello Sport, durante l’incontro del 22 ottobre 2014.

Il presidente Francesco Pigliaru e l’assessore regionale della Pubblica Istruzione Claudia Firino, sono intervenuti, sabato mattina, ai lavori del convegno “Parliamo di scuola. Possibile. Attuale. Futuribile” organizzato nel corso di Cagliari CodeWeek 2014 all’Open campus di Tiscali. In chiusura del convegno, il presidente Pigliaru ha rimarcato ha citato una recente statistica dell’Ocse che indica la Sardegna al primo posto per la qualità ambientale ma ultima per istruzione. «La debolezza sull’istruzione è un retaggio storico che non possiamo più accettare. Appena il 54% delle persone che oggi lavorano in Sardegna ha almeno un diploma di scuola secondaria”, ha detto il presidente della Regione. Francesco Pigliaru ha additato poi alla necessità di portare innovazione e modernizzazione per cambiare il modo di stare a scuola non solo inserendo le nuove tecnologie ma anche investendo per colmare l’asimmetria e l’incomprensione che troppo spesso esiste nel passaggio delle informazioni tra docenti e alunni. «Siamo interessatissimi all’innovazione nelle scuole. Oggi si può intervenire con apporti tecnologici molto semplici e ottenere grandi risultati. In Sardegna, pur avendo alcune esperienze avanzatissime, c’è l’urgenza di intervenire subito nelle scuole periferiche. Ci sono situazioni, soprattutto all’interno, in cui assieme al contatto con la modernità si rischia di perdere popolazione e speranza. Abbiamo molte risorse da dedicare alla scuola e le stiamo investendo con celerità.»

Sulla modernizzazione della didattica è intervenuta l’assessore Claudia Firino, in apertura del convegno. «La tecnologia e l’informatizzazione nelle scuole non è solo questione di strumenti – ha detto – ma implica anche un lavoro di innovazione didattica con i docenti, ed è proprio ciò a cui stiamo lavorando.»

La Giunta regionale, riunitasi sotto la presidenza del governatore, Francesco Pigliaru, ha approvato la delibera proposta dal governatore che prevede indirizzi e direttive per la predisposizione di un disegno di legge di razionalizzazione sulle società partecipate della Regione.
Sono state approvate le delibere proposte dall’assessore degli Enti locali, Cristiano Erriu, sul progetto di ricerca per la conoscenza e l’identificazione dei paesaggi rurali e sul rafforzamento delle competenze delle amministrazioni impegnate nella tutela del paesaggio. Approvate in via definitiva anche le delibere sul patto di stabilità 2014, dopo il parere delle commissioni consiliari competenti.
Con le delibere presentate dall’assessore della Difesa dell’Ambiente, Donatella Spano, sono stati ripartiti i fondi per le attività di soccorso della fauna selvatica terrestre e marina, autorizzati i lavori di recupero ambientale e riqualificazione delle infrastrutture del Bruncuspina-Gennargentu e approvate alcune varianti relative all’attività di cave nei comuni di Donori, Serdiana, Orosei e Lula.
Dall’assessore della pubblica istruzione, Claudia Firino, l’impegno di fondi nazionali disponibili per le politiche giovanili atti a migliorare le forme di aggregazione: 97 mila euro per progetti che verranno legati alla lotta contro la dispersione scolastica.
In materia di sanità è stata approvata la delibera dell’assessore, Luigi Arru, che integra con 3.870.370 euro il Fondo regionale per la non autosufficienza per interventi rivolti a persone affette da particolari patologie. Stanziato inoltre un milione e 260mila euro (fondi Fers) a sostegno delle problematiche motorie per persone con handicap, per il centro regionale di Settimo San Pietro. Con carattere di urgenza e di inderogabilità è stato deciso il finanziamento a favore dei comuni di un milione per i servizi integrati alla persona, per progetti che perverranno entro il 28 novembre 2014. Concesso il contributo a favore della ASL n. 6 di Sanluri e della ASL n. 7 di Carbonia per l’acquisto di un’autoemoteca e rettificata ed integrata la ricognizione del patrimonio immobiliare dell’Azienda Sanitaria n. 5 di Oristano. Prorogato, fino al mese di dicembre, l’incarico del Commissario straordinario dell’Agenzia regionale della Sanità. Decisa anche la ricostituzione della Consulta regionale della diabetologia e malattie metaboliche correlate e costituito il Coordinamento Interaziendale Regionale. Approvata la delibera per la frequenza delle Scuole di specializzazione in discipline mediche.
Dall’assessorato dei trasporti, Massimo Deiana, la sostituzione componenti supplenti dimissionari del Collegio sindacale dell’ARST.
La Giunta ha deciso il finanziamento, proposto dall’assessore dei Lavori pubblici, Paolo Maninchedda, a favore degli interventi emergenziali destinati agli inquilini morosi e non colpevoli: 1 milione e 267mila euro da attribuire in base a criteri individuati dalla legge nazionale. Destinati a Olbia, a valere sulle risorse 2016, tre milioni per far fronte da subito alle esigenze idrogeologiche. Arrivato finalmente in porto, dopo nove anni, l’accordo di programma per Sant’Elia: la firma congiunta di Regione e comune di Cagliari consentirà di procedere ai lavori per la sistemazione dell’area.

Giunta regionale 90

Claudia Firino 5 copiaScuola G. Marconi 2 copia

Entro ottobre la Giunta regionale approverà le linee guida per il dimensionamento delle istituzioni scolastiche. Sono questi i tempi previsti dall’assessore della Pubblica istruzione e Cultura, Claudia Firino, a margine dell’incontro inter-istituzionale tenutosi ieri ad Oristano, insieme ai rappresentanti delle Province, per presentare la bozza delle linee guida. 

«Stamane è stata illustrata ai rappresentanti delle Province la bozza delle linee guida del dimensionamento – ha spiegato l’assessore Firino – e sono state messe in evidenza le criticità e le esigenze emerse dal territorio”. 

All’interno delle linee guida presentate, uno dei punti principali di discussione al tavolo è stato il tema delle pluriclassi. «L’obiettivo – ha precisato l’esponente della Giunta Pigliaru – è diminuirne sensibilmente il numero, oggi sono 177. Questo intento ha trovato il favore di tutte le parti, Regione e Province». 

L’assessore Firino ha sottolineato, inoltre, il fatto che il processo di adozione del piano sia iniziato in tempi utili, rispetto al ritardo dello scorso anno, e questo consentirà di lavorare con tranquillità. «L’anticipo con cui abbiamo inziato questo processo ci porterà a fare un piano di dimensionamento condiviso e con la giusta attenzione su tutte le diverse situazioni che caratterizzano la rete scolastica regionale. Vogliamo che i ragazzi abbiano la migliore offerta didattica possibile. Non resta che fare un ultimo passaggio con le Province – ha concluso l’assessore della Pubblica istruzione e Cultura – e poi le linee potranno essere portate in Giunta entro la fine del mese. Il clima di cooperazione che si è creato tra Regione e Province fa ben sperare per il futuro della scuola.»

Consiglio regionale B copia

Il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno unitario contro la paventata soppressione della sezione staccata di Sassari della #Corte d’Appello di Cagliari.

La seduta statutaria del Consiglio, prevista dall’art.20 dello Statuto, si è aperta sotto la presidenza del presente Gianfranco Ganau.

A prendere per primo la parola è stato il consigliere dei Riformatori sardi, Michele Cossa, primo firmatario dell’interpellanza del gruppo “sull’imposizione degli oneri di servizio pubblico per i collegamenti aerei minori in regime di continuità territoriale (c.d. CT2)”.

Il consigliere Cossa ha sottolineato la stretta attualità del tema «perché la situazione attuale prevede 3 giorni alla settimana senza alcun collegamento con importanti scali della Penisola, mentre dal 27 ottobre sarà operativa solo la linea Cagliari-Napoli che, secondo le intenzioni di Meridiana, dovrebbe diventare il suo nuovo hub del Mezzogiorno». «Per i passeggeri sardi – ha sostenuto Cossa – questa situazione è causa di gravissimi problemi soprattutto per i viaggi a scopo sanitario; quindi occorre sapere perché la Regione non ha ancora emanato il bando per queste rotte, bando che peraltro poteva interessare la compagnia Meridiana che ha sempre operato su questi scali.»

L’assessore dei Trasporti, Massimo Deiana, ha ricordato che «a fronte dei 10 collegamenti originari della c.d. CT2, 4 sono stati cancellati in questi anni e ne restano solo 6, in un regime privo di contribuzione e di copertura degli oneri di servizio pubblico». «La scelta della compagnia #Meridiana di fare base su Napoli – ha proseguito l’assessore – è stata unilaterale». «Per quanto riguarda il bando – ha poi precisato Deiana – è stato comunicato all’Unione europea che aveva aperto una procedura di informazione su presunti abusi nell’imposizione di oneri di servizio pubblico, su segnalazione di alcune low cost come Ryanair e della stessa Meridiana». «Nelle interlocuzioni con Bruxelles – ha ricordato Deiana – ci è stato raccomandato di evitare alcune criticità come la sovrapposizione di rotte onerate con rotte esistenti, soprattutto sull’area commerciale Firenze e Pisa con vettori in libero mercato, ma anche su Torino e in Sicilia». «Questi rilievi – ha concluso l’assessore dei Trasporti – ci hanno indotto a rivedere l’imposizione oneri di servizio pubblico ma la situazione è ancora in movimento perché non ci sono garanzie per il mantenimento delle rotte su 12 mesi.»

Nella sua replica il consigliere Cossa si è dichiarato “non soddisfatto”. «Comprendo l’impegno – ha detto – ma c’è la necessità di rivedere completamente il sistema di continuità compresa la la c.d. CT1 senza peraltro mettersi interamente nelle mani delle compagnie low cost, coniugando le esigenze del libero mercato con quelle della Sardegna, altrimenti la Sardegna marcerà sempre più velocemente verso l’isolamento.»

Il consigliere del Pd, Antonio Solinas, ha illustrato l’interpellanza n. 7 «sulla necessità di interventi di somma urgenza per la messa in sicurezza e la funzionalità del porto industriale di Oristano» ed ha rimarcato la necessità di azioni adeguate per salvaguardare operatività e funzionalità dello scalo marittimo oristanese. Il presidente della Commissione Infrastrutture del Consiglio regionale ha evidenziato inoltre l’assenza di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria insieme con le conseguenti penalizzazioni che ne derivano alle imprese concessionarie che operano nell’area. Il consigliere Antonio Solinas ha quindi ricordato il sopralluogo effettuato nell’infrastruttura oristanese con l’assessore regionale dei Trasporti e lo ha invitato a procedere con le interlocuzioni a livello ministeriale e ad informare il Consiglio degli eventuali sviluppi.

L’assessore dei Trasporti, Massimo Deiana, ha dichiarato di aver bene presente la situazione in cui versa il porto industriale di Oristano ed ha ricordato le carenze in ordine alle manutenzioni ad incominciare dai problemi inerenti l’illuminazione dei piazzali e quelli legati al cattivo funzionamento delle cosiddetta torre faro. Un problema, quest’ultimo, così ha affermato l’assessore, che impedisce l’utilizzo dello scalo oristanese nelle ore notturne.

L’esponente dell’esecutivo ha quindi spiegato che il porto di Oristano è stato classificato come scalo di rilevanza nazionale e come tale le competenze e le responsabilità delle manutenzioni sia ordinarie che straordinarie sono poste in capo allo Stato. Nonostante l’assenza di competenze dirette da parte della Regione sarda, l’assessore Deiana ha ribadito disponibilità e impegno per sensibilizzare il ministero sulla necessità di interventi urgenti e per favorire una soluzione tempestiva al problema delle torri faro. In particolare, l’assessore Deiana, ha mostrato favore per l’iniziativa concordata con il comandante del porto che prevede l’anticipazione dei costi necessari per la riparazione delle torri faro, da parte dei concessionari privati che operano nel porto di Oristano.

Nello spazio riservato alla replica è intervenuto il primo firmatario dell’interpellanza n .7, il consigliere del gruppo Pd, Mario Tendas che si è dichiarato soddisfatto della risposta della Giunta. L’esponente della maggioranza ha ribadito l’urgenza di interventi per garantire la piena operatività dello scalo marittimo di Oristano.(Am)

Ha quindi preso la parola il consigliere del Psd’Az, Christian Solinas per illustrare l’interpellanza n. 62/A “sulle politiche culturali e linguistiche e il progressivo depauperamento dei relativi capitoli di spesa del bilancio regionale”.

«Quello che proponiamo – ha esordito Solinas – non è un tema da salotto, si tratta di un’affermazione di principio che sta alla base di tutte le altre politiche di settore. Se non si capisce questo, sarà difficile fare sintesi su tutte le altre questioni

Solinas ha quindi elencato le criticità che impediscono di sviluppare una seria politica linguistica: «I tagli degli stanziamenti decisi nell’assestamento di bilancio per i settori della lingua e della cultura sono inquietanti – ha evidenziato Solinas – tutto questo avviene in un contesto di particolare difficoltà, oggi non si riesce a gestire nemmeno uno scavo come quello di Monte Prama». Secondo l’esponente del Psd’Az è necessario dare una svolta alla politica regionale e puntare sull’economia della cultura che in altre nazioni europee sta dando eccellenti risultati: «Si aprono vertenze in tutti i settori mentre per la lingua e la cultura non si fa nulla – ha detto ancora il consigliere sardista – oggi si propone come capitale della cultura Cagliari, città dove i registi teatrali riprendono a fare gli artisti di strada e dove si rinuncia all’insegnamento della lingua sarda». 

«I temi della cultura e della lingua sarda non sono né secondari né trascurati da questa giunta – ha replicato l’assessore regionale alla Cultura Claudia Firino – le difficoltà di bilancio hanno avuto come conseguenza la riduzione dei capitoli di spesa». Firino ha poi spiegato che il Piano triennale sulla lingua è scaduto nel 2013: «la precedente Giunta non ha avviato l’iter per l’adozione di quello nuovo, per cui sarà prorogato il piano triennale 2011-2013 in modo da programmare, con il coinvolgimento di tutti gli operatori, il nuovo piano triennale che vedrà la luce nel 2015».

L’assessore ha poi rivendicato gli interventi urgenti fatti dalla Giunta per consentire di programmare “a tempo di record” le iniziative per Sa Die de sa Sardigna e pagare gli stipendi agli operatori degli sportelli linguistici, che «rappresentano la struttura portante per la promozione della lingua nel territorio».  Sui tagli ai capitoli di spesa del bilancio regionale, Firino ha affermato che «non sono tagli veri e propri, si tratta di una riduzione di risorse che nel 2014 non potevano essere erogate. Il plafond a disposizione di ogni assessorato ci impedisce di far fronte a tutte le spese». In conclusione del suo intervento, Firino ha ribadito che la Giunta lavora per l’introduzione del sardo nelle scuole: «Una lingua rimane viva solo se le nuove generazioni se ne faranno carico – ha detto l’esponente dell’esecutivo – l’introduzione del sardo a scuola e la sperimentazione dell’insegnamento veicolare sono i punti caratterizzanti delle nostre politiche linguistiche. Ricordo che nella finanziaria 2014 la precedente Giunta non aveva previsto nessun stanziamento su questo versante».

Il consigliere Solinas, in sede di replica, ha dichiarato la propria insoddisfazione per la risposta dell’assessore. «Non ho colto nel suo intervento l’intenzione di nominare il direttore del servizio lingua sarda, posto oggi vacante, né l’intenzione di sostenere un settore spesso sacrificato per  le esigenze di bilancio».

«Dire che se la situazione è grave non è sufficiente – ha aggiunto Solinas – come se lo Stato, per difficoltà di bilancio rinunciasse a insegnare l’italiano. La lingua è una questione fondamentale. La Giunta regionale ha approvato un assestamento di bilancio che stabilisce una variazione di circa 200 milioni di euro. Nulla è stato stanziato per la lingua, secondo noi, si potevano fare valutazioni diverse». Il consigliere sardista ha poi evidenziato le difficoltà che stanno vivendo gli operatori del cinema e del teatro: «Le scelte della Giunta – ha concluso Solinas – metteranno a rischio tutto il sistema culturale della Sardegna». 

Il presidente Ganau ha dato la parola ad Alessandra Zedda, vice capogruppo di Forza Italia, per l’illustrazione dell’interpellanza n. 31 “sulle scuole dell’infanzia paritarie”. La prima firmataria del documento ha evidenziato come l’interpellanza sia stata presentata a giugno «ma come purtroppo sia ancora attualissima». Zedda ha ricordato all’assessore Firino che le scuole paritarie, 264, frequentate da 10mila bambini, siano in una situazione di grave difficoltà a causa dei ritardi accumulati dalla Regione nell’erogazione dei contributi dell’anno appena concluso e dell’anno in corso. «Con la Finanziaria 2014 credevamo di avere risolto il problema – ha spiegato Zedda – ma ancora oggi il problema è ancora attuale. Zedda ha ricordato che non esiste un’istruzione di serie a e di serie b, ma un’istruzione di qualità che viene offerta ai nostri bambini.»

Nel testo dell’interpellanza il vice capogruppo di Forza Italia ha ricordato che «risulta pertanto in forte ritardo l’erogazione della seconda parte dell’acconto (siamo a giugno) relativo all’anno scolastico 2013/2014;  risulta in ritardo l’erogazione del saldo, relativo all’anno scolastico 2012/2013, già rendicontato dalle scuole entro dicembre 2013» e che «tali ritardi ed inadempienze derivanti dalla trascuratezza da parte delle istituzioni pubbliche gravano sulle spalle di 264 scuole» che «sopperisce alla carenza di strutture pubbliche adeguate, che offre un servizio di qualità in conformità alle norme previste del MIUR, e che non ha finalità di lucro». Zedda ha anche evidenziato come ci siano situazioni di particolare emergenza a Olbia per i danni causati dall’alluvione e che «la spesa per le scuole dell’infanzia paritaria non risulta tra nessuna delle tipologie prioritarie indicate nella delibera n. 15/1 del 2014 relativa all’utilizzo del plafond sul patto di stabilità». Zedda ha annunciato all’assessore che molte di questi istituti stanno per chiudere, a causa dei ritardi della Regione che hanno costretto le scuole paritarie a contrarre mutui e sostenere ingenti interessi passivi.

Il presidente Ganau ha quindi dato la parola all’assessore della Pubblica Istruzione, Claudia Firino, la quale ha ricordato che «il tema delle scuole non è mai stato sottovalutato da questa Giunta, e che quando è stato possibile l’erogazione dei contributi è stato fatta con la massima celerità». L’assessore ha sottolineato che a luglio scorso è stato saldato l’anno 2012-2013, per quanto riguarda il 2013-2014 «stiamo predisponendo l’ulteriore erogazione del 17 per cento per arrivare all’80 per cento complessivo». Per quanto riguarda l’anno appena iniziato, la legge stabilisce che le scuole hanno tempo fino al 30 settembre per inviare all’assessorato la certificazione della riapertura, «quindi a breve sarà erogato l’acconto del 30 per cento per l’anno in corso». L’assessore ha garantito che non soltanto non si vuole mettere in crisi le scuole paritarie, ma potenziare la qualità dell’offerta.

Il consigliere Zedda si è detta parzialmente soddisfatta per gli annunci fatti dall’assessore, «in attesa di vedere la trasformazione degli annunci in atti concreti».

Successivamente il presidente ha dato la parola al consigliere Salvatore Demontis (Pd), primo firmatario dell’interpellanza «sul pericolo di inquinamento ambientale derivante dal fallimento della società Vinyls ubicata nella zona industriale di Porto Torres».

Il consigliere Demontis ha ricordato che la Vinyls è stata dichiarata fallita nel luglio 2013 e resterà in esercizio provvisorio fino al prossimo 7 dicembre, esprimendo preoccupazione sia per le decine di tonnellate di sostanze pericolose da smaltire sia per i pericoli di cedimento dei serbatoi che le contengono. «Il problema principale – ha affermato Demontis – è che il curatore fallimentare della società ha comunicato il 17 settembre scorso di non avere risorse per sicurezza del sito e la bonifica e inoltre, dal 7, provvederà a licenziare le unità ancora in organico». Ora, ha osservato il consigliere del Pd, «il Decreto legislativo n°152 dice che deve bonificare il sito inquinato il responsabile dell’inquinamento, altrimenti gli enti pubblici e in particolare il ministero dell’Ambiente devono esercitare poteri sostituitivi, essendo quello di Porto Torres un sito di interesse nazionale».  Demontis ha suggerito quindi l’attivazione di un tavolo presso il Ministero «per capire chi fa cosa in tempi rapidi».

L’assessore dell’Ambiente Donatella Spano ha dichiarato che quello della bonifica dei siti inquinati «è un problema aperto nei confronti del Ministero su cui occorre un forte impegno istituzionale e politico». «Alcuni impianti di Porto Torres – ha rilevato – sono stati tenuti in esercizio per ragioni di sicurezza ma è stata evidenziata una alta criticità ambientale, nonostante siano state completate le procedure di smaltimento di molti materiali pericolosi e la bonifica dei serbatoi, perché restano da bonificare altre aree a cura della società americana che ha acquisito l’impianto per lo smontaggio». «L’assessorato – ha concluso – ha chiesto al ministero dell’Ambiente già dal mese di giugno un incontro per la soluzione dei problemi più urgenti a partire dalla sostituzione in danno dello stesso Ministero in luogo dei responsabili, mentre a luglio è stato inviato un sollecito relativo alla accurata analisi del sito».

Il consigliere Demontis si è detto soddisfatto dell’esposizione dell’Assessore, mettendo in evidenza tuttavia che «occorre mantenere una forte attenzione presso il Ministero, del quale molto spesso abbiamo lamentato l’inerzia ad intervenire sui siti sensibili».

Il consigliere di Forza Italia, Marco Tedde, ha illustrato l’interpellanza n. 50 in tema di gestione delle Aziende sanitarie regionale ed ha contestato indebite ingerenze del governo regionale nell’attività di gestione delle Asl di competenza dei direttori generali. Al centro delle critiche del consigliere Tedde la delibera 28/17 approvata dalla Giunta lo scorso 17 luglio che ha imposto ai direttori delle Asl la sospensione dell’efficacia degli atti aziendali e di non adottare atti eccedenti l’ordinaria amministrazione in difetto di preventiva valutazione da parte dell’assessorato all’Igiene e Sanità.

Per Marco Tedde, tale provvedimento contraddice quanto contenuto nelle dichiarazioni programmatiche del presidente della Regione Pigliaru, in ordine alla necessità di scongiurare commistioni tra poteri di indirizzo e programmatori e compiti di gestione, per proteggere il servizio sanitario regionale da indebite pressioni ed ingerenze politiche. L’esponente della minoranza ha concluso l’illustrazione dell’interpellanza chiedendo alla Giunta il ritiro della deliberazione 28/17.

L’assessore alla Sanità, Luigi Arru, ha ribadito la correttezza dell’operato dell’esecutivo regionale e, dopo aver elencato le norme statali e regionali, ha ribadito l’efficacia e l’opportunità della deliberazione dello scorso luglio, con particolare riferimento alla necessità di contenere i costi del sistema sanitario e procedere con le necessarie iniziative per la razionalizzazione dei posti letto e l’individuazione dei così detti “standard” di costo e di qualità dei servizi.

«La deliberazione dello scorso 17 luglio – ha proseguito l’assessore Arru – è in linea con funzioni di governo attribuite dalla normativa nazionale e regionale». Il rappresentante dell’esecutivo ha concluso annunciando che il 30 settembre 2014, la Giunta ha approvato la costituzione di un comitato permanente di monitoraggio delle attività di gestione delle Asl in Sardegna.

Il consigliere Marco Tedde si è quindi dichiarato insoddisfatto della risposta articolata dall’assessore Luigi Arru ed ha ribadito le critiche alla deliberazione dello scorso luglio insieme con i pericoli di commistioni e condizionamenti politici verso i direttori delle aziende sanitarie. Tedde ha poi definito la costituzione di un comitato permanente di valutazione per le Asl «un preoccupante messaggio non perfettamente rettilineo verso i direttori generali».

Il presidente Ganau ha quindi deciso di procedere alla discussione congiunta dell’interpellanza n. 57/A (Arbau e più) e la mozione n.76 (Tedde e più) sul rischio chiusura della sezione staccata di Sassari della Corte d’Appello di Cagliari.

Efisio Arbau, capogruppo di “Sardegna Vera”, illustrando l’interpellanza, ha definito una “sciagura” la paventata soppressione della sede giudiziaria della Corte d’Appello nel Nord Sardegna. «Alcuni territori dell’Isola, come la provincia di Nuoro, sono già fortemente penalizzati – ha detto Arbau – il rischio è che si arrivi a un caso di giustizia negata». Secondo il consigliere regionale, la situazione della Sardegna per condizioni geografiche e alto tasso di criminalità in alcuni territori» merita un’attenzione particolare da parte dello Stato: «E’ necessario che la Giunta – ha concluso Arbau – intervenga presso il Governo per sollecitare scelte diverse».

Sullo stesso argomento è poi intervenuto Marco Tedde (Forza Italia) che ha invece illustrato la mozione firmata da tutti i gruppi d’opposizione. «La sezione distaccata di Sassari della Corte d’Appello di Cagliari  – ha ricordato Tedde – venne istituita nel ‘92 grazie alle sollecitazioni provenienti dai rappresentanti politici e istituzionali del Nord Sardegna. Nel 2011 gli ispettori del Ministero della Giustizia, riconoscendo le particolari condizioni della Sardegna, auspicarono l’istituzione di una Corte d’Appello autonoma a Sassari. Oggi si va in una direzione diversa. Si tratta di tagli lineari. C’è da temere in modo forte la chiusura della sezione. Noi puntiamo all’autonomia mentre il Ministero punta alla soppressione. Se questo accadesse si verificherebbe un arretramento dello Stato in alcuni territori dell’Isola». Tedde ha quindi sollecitato l’apertura di un tavolo istituzionale con la partecipazione di tutti i parlamentari sardi per impedire la soppressione della sede di Sassari. Dal consigliere azzurro, infine, anche la richiesta alla Giunta di intervenire con urgenza presso il ministero della Giustizia «per rappresentare le ragioni che stanno alla base della richiesta di autonomia per la sezione staccata di Sassari della Corte d’Appello di Cagliari.»

Il presidente Ganau ha dato la parola al consigliere del Pd, Salvatore Demontis, il quale si è detto favorevole sia alla mozione Tedde sia all’interpellanza Arbau sulla soppressione della sezione staccata di Sassari della Corte d’Appello di Cagliari. Demontis ha affermato di non vedere alcun vantaggio economico, ma soltanto svantaggi: il reperimento dei locali con l’eventuale onere della locazione, i costi dei trasferimenti del personale e dei detenuti, e un sicuro blocco delle attività. Demontis ha evidenziato i notevoli disagi che ci sarebbero anche dalla chiusura del Tribunale dei minori e del Tribunale di sorveglianza e ha infine esortato l’Aula a fare fronte comune e approvare un ordine del giorno unitario.

Per il consigliere del Centro Democratico, Annamaria Busia, è arrivato il momento che il presidente Pigliaru e tutto il Consiglio regionale si occupino della giustizia in Sardegna. «Non è pensabile – ha affermato – che la sezione di Sassari venga portata a Cagliari». Una decisione scellerata secondo l’esponente della maggioranza che ha sollecitato il presidente a chiedere conto al governo centrale di questa decisione, come di quella di portare in Sardegna un numero consistente di detenuti sottoposti al 41 bis, ossia al “carcere duro” per i delitti più gravi tra cui mafia, terrorismo e sequestri di persona. «La popolazione detenuta sarda è in crescente aumento, ma anche qualitativamente molto pericolosa e comporterà un aumento di lavoro per il Tribunale di sorveglianza», portando a un collasso del sistema. «Dichiaro il mio voto a favore – ha concluso Busia – ma chiedo anche che sia l’occasione per ridiscutere il sistema giustizia in Sardegna».  Favorevole alla mozione anche Peppino Pinna (Udc), il quale ha evidenziato come non ci sarebbe alcun risparmio, ma soltanto enormi costi legati ai trasferimenti dei detenuti e del personale. Pinna ha anche ricordato che la legge prevede che le diverse sedi della Corte d’Appello non devono essere distanti più di 150 chilometri e tra Sassari e Cagliari la distanza è superiore

Il consigliere Daniele Cocco (Sel) ha detto di condividere le considerazioni dei consiglieri che lo hanno preceduto per ragioni evidenti che sarebbe perfino inutile ripetere. «Non è sopportabile – ha sostenuto – che la cosiddetta spending review incida sulla legalità; da troppo tempo assistiamo in Sardegna ad uno stillicidio di provvedimenti che riguardano tribunali, caserme, presidi dello Stato». Il consigliere di Sel ha infine auspicato un ordine del giorno unitario del Consiglio condiviso da tutte le forze politiche, «in modo che il presidente Pigliaru possa rappresentare al meglio le istanze Sardegna in materia di diritti costituzionali e civili«.

A nome della Giunta, il presidente Pigliaru ha manifestato apprezzamento per i contenuti esposti nell’interpellanza. «Davanti ai tagli lineari – ha ribadito – abbiamo sempre una forte percezione di iniquità, come per il carcere Macomer dove i tagli sbagliati hanno indotto il Ministero ad una retromarcia». Quelli del Consiglio, ha continuato il presidente della Regione, «sono argomenti molto ragionevoli, non solo per 220 chilometri fra Sassari e Cagliari che sarebbero comunque tanti se avessimo treni normali, in realtà sono più di 600 se consideriamo gli attuali tempi di percorrenza; mentre da Milano è possibile raggiungere  Roma in poco più di 2 ore, da i tempi sono il triplo». «Sostenere una politica di tagli lineari – secondo Pigliaru – significa quindi essere ciechi rispetto alla Sardegna, per questo siamo pronti a fare la nostra parte per sostenere che la chiusura della sezione staccata della Corte d’Appello di Sassari sarebbe un probabile disastro per la giustizia nella nostra Regione».«Siamo il Paese che ha il grande problema di non riuscire ad attrarre investimenti dall’estero proprio a causa dell’inefficienza del nostro sistema giudiziario – ha concluso il presidente – ed è evidente che non possiamo sostenere costi molto più alti proprio per la giustizia; anche per questo è auspicabile un ordine del giorno di tutto il Consiglio, che certamente renderà più forte la nostra azione.»

Il consigliere Efisio Arbau (Sardegna Vera) è intervenuto per annunciare la sua rinuncia alla replica.

Il consigliere Marco Tedde (Forza Italia) ha espresso il suo apprezzamento per i precedenti interventi dei consiglieri a cominciare da quelli della maggioranza, aggiungendo che, in effetti, la sua mozione intendeva sollecitare il voto unanime di tutto il Consiglio. Tedde ha poi fornito alcuni dati numerici, qualitativi e quantitativi, che a suo giudizio confermano d al là di ogni interpretazione la necessità di mantenere a Sassari una sezione della Corte d’Appello. «A Cagliari sono in organico 21 magistrati e a Sassari 11 ma, nonostante questa differenza, la sezione di Sassari ha altissimi indici di produttività; gli uffici di Sassari hanno definito 184 fascicoli rispetto ai 174 di Cagliari, ed i fascicoli iscritti sono 200 a Sassari e 144 a Cagliari, Sassari ha un bacino di oltre 650.000 abitanti che rappresenta la maggioranza in Sardegna: sono numeri che segnalano una grande efficienza che merita riconoscimento». Avviandosi alla conclusione, l’esponente di Forza Italia ha invitato il presidente della Regione ad attivare proficui contatti con i magistrati sassaresi che hanno individuato una sorta di emendamento da trasferire ai parlamentari che, a breve, dovranno votare il progetto di riforma della giustizia.

Il presidente Ganau ha comunicato che la votazione dell’ordine del giorno unitario del Consiglio in materia di giustizia sarà posticipata alla fine della mattinata, al termine della discussione della mozione sulla compagnia Meridiana.

I lavori sono proseguiti con la discussione congiunta dell’interpellanza n.52 (Arbau e più) “sulla vertenza Meridiana e sulla necessità di costituire un sistema aeroportuale della Sardegna” e della mozione 77 (Busia e più) «sulle misure da adottare per far fronte alla crisi della compagnia aerea Meridiana e garantire la continuità territoriale».

Il capogruppo di “Sardegna Vera”, Efisio Arbau, ha sottolineato con favore l’istituzione del tavolo ministeriale sulla vertenza Meridiana e rimarcato l’impegno in tal senso della Giunta regionale e dell’assessore dei trasporti, in particolare.

L’esponente della maggioranza ha ricordato le varie fasi della vertenza ed ha invitato l’esecutivo e la politica sarda a richiamare la compagnia aerea alle proprie responsabilità. «Non possiamo permetterci di perdere le professionalità presenti in Meridiana – ha dichiarato Efisio Arbau – e ricordiamoci che dobbiamo partire dal capitale umano, cioè dai dipendenti che oggi sono in protesta».

Arbau ha inoltre illustrato la parte dell’interpellanza che chiede alla Ginuta regionale di lavorare per la creazione di un sistema aeroportuale sardo che comprenda anche gli scali di Tortolì e Oristano e non solo quelli di Cagliari, Sassari e Olbia.

Il presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau, ha quindi concesso la parola alla consigliere del Centro Democratico, Anna Maria Busia che ha illustrato la mozione n. 77 incentrata sulla crisi di Meridiana. La consigliere Busia ha rivolto pesanti critiche verso i contenuti del piano industriale che prevede il taglio delle rotte e, soprattutto, il licenziamento di migliaia di lavoratori sardi. L’esponente della maggioranza ha quindi dichiarato di condividere le denunce mosse dai dipendenti di Meridiana in ordine alla strategia dell’attuale management volta a trasferire le attività e le azioni di rilancio verso Air Italy.

«Serve un nuovo piano industriale – ha dichiarato Anna Maria Busia – che garantisca il diritto alla mobilità dei sardi e non faccia ricadere sui lavoratori sardi le responsabilità dell’attuale management».

La consigliere del Cd ha infine ricordato la disponibilità offerta dai dipendenti per ridiscutere la complessiva organizzazione del lavoro ed i relativi livello di costo.

Per Giuseppe Fasolino (Forza Italia), la difficile situazione della compagnia dell’#Aga Khan rischia di diventare drammatica. «E’ sufficiente pronunciare la parola Meridiana – ha detto Fasolino – per provocare emozioni e preoccupazioni. Meridiana è quel vettore che ci ha permesso di contare a livello internazionale. E’ l’azienda più importante dell’Isola, un gioiello creato dal principe ismaelita che ha consentito di rompere l’isolamento e internazionalizzare l’immagine della Sardegna. Oggi è però il simbolo della crisi». Fasolino ha poi espresso preoccupazione per i lavoratori di Meridiana: «Ci sono 1.600 posti di lavoro in ballo – ha rimarcato il consigliere della minoranza – e un intero sistema turistico a rischio. Inutile oggi analizzare le cause che hanno portato a questa situazione, però non si possono non ricordare gli incentivi per le compagnie low cost che hanno penalizzato Meridiana. La priorità, adesso, è evitare un collasso sociale ed economico».  Per Fasolino, infine, l’andamento negativo del mercato non può pesare esclusivamente sulle spalle dei lavoratori. «Serve un impegno straordinario – ha concluso l’esponente azzurro – Governo e Regione coinvolgano l’azionista di maggioranza per tentare di trovare una via d’uscita».

Edoardo Tocco (Forza Italia) ha sottolineato la necessità di difendere la nostra “compagnia di bandiera”. «Il marchio Meridiana è indissolubilmente legato alla Sardegna. Ci troviamo a combattere per difendere famiglie nate e cresciute con Meridiana. Il provvedimento annunciato dalla compagnia aerea produrrà effetti devastanti». Tocco ha quindi ricordato i numeri drammatici che riguardano Meridiana: «Servirebbero circa 120 milioni di euro all’anno per tamponare la falla, c’è bisogno di interventi straordinari». Il consigliere di Forza Italia, rivolgendosi all’assessore ai Trasporti e al presidente della Regione Francesco Pigliaru, ha auspicato per Meridiana una soluzione simile a quella adottata per il salvataggio di Alitalia: «Presidente e assessore – ha concluso Tocco – si facciano portatori di questa proposta. In certi momenti bisogna avere il coraggio di affrontare una strategia differente».

Secondo Michele Cossa (Riformatori sardi), la vicenda Meridiana sconta “importanti carenze gestionali”. «Ho sentito parlare di compagnia amica della Sardegna – ha detto Cossa – ma Meridiana non si è rivelata sempre amica dell’Isola. In passato ci sono state scelte strane, come quella di non partecipare ai bandi della continuità territoriale o di ricorrere al leasing di altri vettori da una compagnia aerea della Bulgaria». Il consigliere dei Riformatori sardi ha quindi avanzato una proposta: «La Giunta per sbloccare la situazione deve accelerare sulla CT2 (continuità territoriale verso gli scali minori). Questa operazione potrebbe rappresentare un’opportunità per Meridiana. Se la compagnia partecipa e si aggiudica queste rotte si creerebbe un vincolo più difficile da rompere. Il Governo – ha concluso Cossa – non può accettare un impoverimento così drammatico dell’offerta di collegamenti da e per la Sardegna. Non credo che non si possano applicare a Meridiana le stesse logiche applicate ad Alitalia. In quel caso sono state buttate cifre enormi, adesso occorre stanziare risorse per salvare i posti di lavoro». 

Il presidente ha dato la parola al consigliere dei Riformatori sardi, Luigi Crisponi, il quale ha sottolineato la necessità di non perdere la compagnia aerea e tutelare «i nostri 1600 fratelli che hanno diritto ad avere il loro posto di lavoro». Crisponi ha evidenziato che l’azienda ha fatto numerosi errori manageriali sia dal punto di vista dell’organizzazione sia per quanto riguarda le previsioni. Il consigliere di minoranza ha auspicato un intervento concreto della Giunta affinché #Meridiana mantenga i livelli occupazionali e garantisca una migliore circolazione dei passeggeri da e per la Sardegna con mezzi rinnovati e con un livello di sicurezza più elevato.

Per Stefano Tunis (Forza Italia) è fondamentale tutelare il capitale umano che fa parte di Meridiana, le tante professionalità che rischiano di essere perse. Tunis ha ricordato che è sicuramente una vertenza nazionale, ma la Sardegna deve fare la sua parte per garantire i livelli occupazionali. L’esponente di minoranza ha proposto di creare un gruppo di lavoro che possa seguire sul piano politico e tecnico questa vertenza. Per Paolo Truzzu (Fratelli d’Italia-Sardegna) stiamo pagando e stanno pagando i lavoratori scelte manageriali sbagliate. Il compito della politica in questa situazione e quella di creare il clima favorevole per creare impresa. Fondamentale per Truzzu è la tutela dei posti di lavoro dei dipendenti di Meridiana sardi.

Il consigliere Oscar Cherchi (Forza Italia) ha ringraziato l’Aula per aver affrontato, sia pure tardivamente, il problema del trasporto aereo e di Meridiana, in particolare, che ha scritto pagine importanti della storia della Sardegna. «Ci sono stati sicuramente errori del management – ha affermato – ma non va dimenticata la proficua collaborazione con la compagnia fin dal nascere della continuità territoriale». E’vero anche, ha riconosciuto Cherchi, che «in questi anni sono cambiati profondamente l’economia mondiale ed il comparto del trasporto aereo ma oggi l’obiettivo fondamentale è la salvaguardia dei posti di lavoro, perché Meridiana appartiene a tutti i Sardi». La Regione, quindi, secondo il consigliere di Forza Italia «deve essere presente, attivare tutte le sinergie possibili, anche se la vertenza è all’attenzione del livello nazionale». Su tutto, però, ha aggiunto Cherchi, «c’è l’esigenza di difendere la nostra autonomia, il nostro turismo, la nostra economia, evitando di perdere credibilità e specificità come purtroppo avviene da alcuni anni a questa parte». Ci aspettiamo dunque, ha concluso il consigliere, “la definizione di un percorso chiaro dal governo regionale perchè non possiamo permetterci di perderci una bandiera che ha volato in tutto il mondo; non basta limitarsi all’attivazione di un tavolo, peraltro partito in ritardo, chiediamo alla Giunta interventi concreti ed efficaci”.

Il capogruppo dei Riformatori sardi Attilio Dedoni ha richiamato l’attenzione dell’Aula sul fatto che, proprio ieri, «il Governo nazionale ha deliberato il piano aeroporti che prevede ad esempio, per la Sicilia, uno scalo orientale a Catania ed uno a Palermo per l’area occidentale dell’Isola. E’evidente che anche la Sardegna deve essere capace di gestire le sue infrastrutture aeroportuali con due scali forti, uno a nord e uno a sud, per dare risposte alle esigenze concrete di mobilità dei sardi, in quadro generale in cui la Sardegna non ha un sistema di trasporti efficiente». «Non dimentichiamo tuttavia – ha detto ancora Dedoni – che c’è in gioco il destino di 1600 persone e delle loro famiglie, giusto il richiamo alla necessità di una gestione regionale del trasporto aereo ma oggi serve una iniziativa di approfondimento, sollecitando una solidarietà reale dello Stato che in altre occasioni è mancata». 

Il consigliere Daniele Cocco (Sel), ha invitato il Consiglio a non dimenticare che «non stiamo parlando di numeri bensì di famiglie e di progetti di vita che sono a rischio». Cocco si è detto poi ottimista sull’esito del tavolo costituito presso il Governo nazionale, arricchito dalle conoscenze e dalle competenze espresse dalla nostra Regione. Per il consigliere di Sel «non è il momento delle dietrologie, che fanno perdere di vista il problema dei posti di lavoro: bisogna invece ripartire proprio da qui, perché i lavoratori di Meridiana non se ne fanno niente della nostra solidarietà». «La replica del presidente Pigliaru a proposito del problema della giustizia – ha dichiarato il consigliere Cocco – ci ha convinto e ci rassicura, per questo l’ordine del giorno unitario appare uno strumento in grado di far sentire, anche sulla vertenza Meridiana, la forza dell’unità del Consiglio regionale e di tutti i Sardi».

Il capogruppo del Psd’Az, Christian Solinas, ha ricordato come con la vertenza Meridiana si paga il conto di una serie di politiche errate messe in campo dai vertici aziendali. L’ex assessore dei Trasporti della giunta Cappellacci ha quindi rimarcato come la Regione sarda partecipi da socio con Meridiana nella gestione dello scalo aeroportuale di Olbia e alle attività della “Meridiana Maintenance”. Solinas ha poi evidenziato le pesanti criticità aziendali, ad iniziare dal costo passeggero pari a 180 euro contro i 153 euro dell’Alitalia, passando per l’inadeguatezza della flotta, fino al sottodimensionamento della rete internazionale dei collegamenti. L’esponente dell’opposizione ha quindi fatto riferimento al generale contesto di crisi del comparto aereo al livello europeo, insieme con la sempre più marcata presenza di compagnie mediorientali che vantano organici ridotti e possono contare sul basso costo di carburante. Ma al di là delle difficoltà e della crisi che minaccia il comparto, a giudizio di Christian Solinas, la vertenza Meridiana è frutto delle direttive comunitarie in materia di continuità territoriale. L’esponente sardista ha quindi concluso affermando che la vertenza #Meridiana deve essere rivolto con un intervento in sede europea che riconoscendo la condizione dell’isola e il diritto dei sardi alla mobilità, consenta un intervento di natura pubblica.

Il consigliere del Pd, Antonio Solinas, ha sottolineato come la crisi di Meridiana arrivi da lontano. «Il presidente della Quarta commissione consiliare ha invitato a considerare la realtà che vive la compagnia e che – così ha affermato Solinas – è quella emersa nel tavolo ministeriale. «Significa – ha spiegato l’esponente della maggioranza – avere ben presente che siamo davanti a 1.630 esuberi su un totale di 2500 dipendenti». Solinas ha quindi ricordato la decisione del tribunale di Tempio con la quale, di recente,  sono stati stabilizzati circa 1.400 lavoratori stagionali per ribadire che, dai dati presentati dal management i costi della compagnia Meridiana appaiano insostenibili. Antonio Solinas ha infine rimarcato il ruolo prettamente politico della Regione nella vertenza ed ha invitato l’assessore dei Trasporti e la Giunta a proseguire nella strada intrapresa.

Il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, ha chiesto all’esecutivo regionale di sgomberare il campo da “atteggiamenti di accondiscendenza” verso quelli che ha definito “atteggiamenti irresponsabili” condotti dai vertici della compagnia aerea. «Diteci – ha incalzato l’esponente dell’opposizione – se volete porvi come la stampella del management di Meridiana oppure al fianco dei dipendenti per difendere i posti di lavoro e il futuro dell’azienda».

Pittalis ha quindi ricordato come nel 2011 i dipendenti di Meridiana abbiano rinunciato a parte della retribuzione per favorire i progetti di rilancio della compagnia.

Pittalis ha concluso il suo intervento invitando il presidente della Giunta, Francesco Pigliaru, «a portare fino a Palazzo Chigi la vertenza Meridiana». «E’ una vertenza nazionale non una semplice crisi aziendale», ha dichiarato Pietro Pittalis, prima di offrire la disponibilità dell’opposizione a contribuire in modo unitario («ma senza posizioni e atteggiamenti al ribasso») ad una definizione della crisi. «Ma – ha ammonito Pittalis – l’azienda Meridiana può salvarsi solo se si salveranno i 1600 posti di lavoro».

Conclusi gli interventi dei consiglieri, il presidente Ganau ha dato la parola all’assessore dei Trasporti Massimo Deiana per la replica.

Prima di entrare nel merito della questione, l’esponente dell’esecutivo ha voluto precisare alcune questioni. «Non si giustifica un bel niente – ha detto Deiana rivolgendosi al capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis. A noi sono stati riferiti dei numeri e sulla base di quelli abbiamo detto che la situazione è difficile. La Regione – ha aggiunto – sta giocando fino in fondo il suo ruolo. Grazie al nostro impegno abbiamo messo intorno a un tavolo azienda, sindacati e istituzioni, cosa che non accadeva da tempo. Ciò ha consentito di raggiungere un importante risultato, seppur interlocutorio: convincere l’azienda a revocare le lettere di licenziamento». Deiana ha poi ricordato il calendario di incontri concordato nel tavolo istituzionale: dopo la prima riunione tecnica di ieri ce ne saranno altre due il 3 e 7 ottobre prossimi, il 14 ci sarà invece una verifica dello stato delle trattative, per poi arrivare all’incontro decisivo del 21 ottobre.

L’assessore ha poi ribadito che la Regione, dopo essere riuscita a bloccare la procedura di licenziamento, metterà in campo tutte le energie per difendere i posti di lavoro. «Siamo pronti – ha detto – a sostenere tutte le azioni per garantire la continuità aziendale e aprire prospettive di sviluppo e non di liquidazione. Con una precisazione: la Regione non predispone piani industriali di un’azienda privata». L’esponente dell’esecutivo ha quindi sottolineato la necessita di pensare a nuovi scenari che consentano a Meridiana di trovare partner internazionali e lavorare a un nuovo progetto. «Su un punto rassicuro il Consiglio – ha detto Deiana – abbiamo chiesto con forza al Governo di estendere ai lavoratori Meridiana gli ammortizzatori sociali utilizzati per #Alitalia».

Perplessità da parte dell’esponente esecutivo, invece, su alcuni interventi che hanno associato la vertenza Meridiana alla questioni relative alla continuità territoriale. «L’intera partita dei voli a tariffe agevolate – ha spiegato Deiana – garantirebbe solo un centinaio di posti di lavoro. Anche se la compagnia dell’Aga Khan partecipasse a tutti i bandi, vincendoli, non sarebbe sufficiente a risolvere la situazione».

Il lavoro della Regione – ha assicurato Deiana, continuerà nei tavoli tecnici. «Saranno messe in campo tutte le azioni necessarie per garantire lo sviluppo dell’azienda e scongiurare i tagli occupazionali. L’esito non dipende da noi ma dalla volontà dell’azienda. Il problema di Meridiana non è soltanto il costo del lavoro ma anche quello industriale. Il costo medio di “sedile per km” è attualmente al di fuori da qualunque media europea. Su questo noi abbiamo poca possibilità di incidere – ha concluso Deiana – ma faremo di tutto per creare le condizioni favorevoli perché si possa competere».

Il presidente Ganau ha dato la parola al consigliere Efisio Arbau (La Base – Sardegna vera) per la replica. Arbau si è detto formalmente soddisfatto della risposta dell’assessore, ma insoddisfatto della situazione in cui verte la compagnia Meridiana. «Una situazione drammatica che va affrontata in maniera unitaria, senza strumentalizzazioni». Arbau ha proposto un ordine del giorno, condiviso da tutti, e ha ribadito la necessità  di creare il sistema aeroportuale che sia in grado di attrarre i vettori, visto che il traffico di passeggeri da e per la Sardegna consente a qualunque compagnia di fare utili. Il consigliere del Centro Democratico, Annamaria Busia, ha chiesto la sospensione dell’esame della mozione per predisporre un ordine del giorno da portare in aula nel pomeriggio. Il presidente ha acconsentito e ha poi sospeso la seduta per cinque minuti in attesa dell’ordine del giorno sulla #Corte d’Appello di Sassari. Alla ripresa dei lavori, il presidente Ganau ha comunicato che era pervenuto l’ordine del giorno unitario, sottoscritto da maggioranza e opposizione, sulla «necessità di scongiurare la paventata soppressione della Sezione distaccata di Sassari della Corte d’Appello di Cagliari e sulla necessità di trasformarla in sezione autonoma».
Il documento impegna il presidente della Regione a «costituire un tavolo, con la partecipazione di tutti i parlamentari sardi, al fine di sostenere presso le competenti sedi istituzionali, compresa quella parlamentare, le istanze del Comitato per l’autonomia della Sezione distaccata di Sassari della Corte d’Appello di Cagliari; di intervenire con urgenza presso il ministero della Giustizia, rappresentando in maniera puntuale e forte le ragioni che stanno alla base della necessità dell’autonomia per la Sezione distaccata di Sassari della Corte d’Appello di Cagliari; promuovere, con la collaborazione del Consiglio regionale, tutte le iniziative politiche e culturali che riterrà utili per il raggiungimento dell’obiettivo; a porsi alla “guida” di azioni di “sensibilizzazione” verso il Governo italiano per la riconsiderazione delle ipotesi di riduzione al sistema giudiziario isolano per evitare un ulteriore disimpegno dello Stato dai nostri territori e l’ennesimo sopruso alla specialità della Sardegna».
L’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità (51 favorevoli e 1 astenuto).

Palazzo della Regione 1 copia
La Giunta regionale ha approvato oggi le linee guida per la #Riforma degli Enti locali: dalla primavera del 2015 giungono a scadenza naturale le Province. L’esecutivo, infatti, ha approvato la delibera di indirizzo proposta dall’assessore Cristiano Erriu che prevede principi e finalità dei provvedimenti che andranno a costituire il cuore della Riforma.

L’esecutivo, riunitosi nel palazzo di viale Trento a Cagliari, ha approvato inoltre una delibera di indirizzo, proposta sempre dall’assessore degli Enti locali Erriu, sulla realizzazione di un unico strumento elettronico, una piattaforma informatica, che governerà l’acquisizione di beni servizi e appalti e coinvolgerà anche l’assessorato della Sanità e dei Lavori pubblici. Uno strumento di questo tipo gestirà servizi per un miliardo e 400mila euro e porterà, appunto, alla istituzione del Mercato Elettronico della Regione Sardegna.

Sempre dall’assessore Erriu è stata presentata la delibera sui progetti pilota per il riutilizzo turistico delle borgate marine. Nello specifico si tratta di un investimento di 2 milioni di euro per Alghero Fertilia. Il progetto per Fertilia prevede il recupero di immobili in stato fatiscente come l’ex cinema, l’ex casa del fascio e la ex torre littoria. L’attuazione del piano si articola in tre fasi: la prima e la seconda comprendono immobili da destinare a strutture pubbliche, mentre la terza comprende sia immobili per attività commerciali che a residenze.

La Regione, infine, ha dato il via libera alla delibera del titolare dell’Urbanistica, per l’alienazione a favore del comune di Villanovatulo, al prezzo simbolico di un euro, di alcune aree e immobili da destinare ad attività turistica. La zona interessata si trova nei pressi del Lago Flumendosa e del percorso del Trenino Verde.

La Giunta ha inoltre approvato una delibera con la quale si ottempera alla sentenza del Tar che, accogliendo un ricorso di un cittadino, ha disposto che si ridisegnasse – correggendolo e riducendolo – per la prima volta in Sardegna, il perimetro del centro storico di San Teodoro. L’esecutivo ha deciso di impugnare la sentenza con richiesta di sospensiva.

In materia di lavoro l’assessore Virginia Mura, di concerto con l’assessore della Sanità Luigi Arru, ha proposto la programmazione il finanziamento di percorsi formativi per le qualifiche di operatori socio-sanitari. L’intervento finanziario è di 6 milioni di euro.

Via libera dalla Giunta regionale anche all’istituzione del Comitato di monitoraggio dell’andamento della gestione delle aziende sanitarie e della qualità dell’erogazione dei LEA, proposta dall’assessore Luigi Arru. Sempre in materia di sanità, approvato il censimento degli immobili della Asl 4 di Lanusei e il riordino dell’Istituto Zooprofilattico.

Finanziate infine borse di studio per le scuole di specializzazione in discipline non mediche e della Scuola di Farmacia ospedaliera, per un totale di 230 mila euro. Mentre le risorse assegnate per borse di studio per la frequentazione di Scuole di specializzazione della facoltà di Veterinaria di Sassari ammontano a 174mila euro.

Oltre due milioni e 700mila euro sono destinati alla fornitura gratuita o semi-gratuita dei libri di testo per l’anno scolastico 2014-2015 per le scuole secondarie di primo grado e per il biennio di secondo grado. Grazie all’approvazione della delibera presentata dall’assessore della Cultura e Istruzione Claudia Firino, i libri di testo saranno consegnati alle famiglie in base a dei criteri di reddito stabiliti dall’indicatore Isee.

La delibera proposta dall’assessore Paolo Maninchedda e approvata dall’esecutivo evidenzia la carenza di ingegneri e geologi nei servizi tecnici periferici dell’assessorato. Con la delibera si chiede di riconoscere tali esigenze al fine di potersi avvalere di dirigenti della Regione o provenienti da Enti e Agenzie. Sempre su proposta dell’assessore Maninchedda sono stati stanziati 600mila euro per la messa in sicurezza di invasi montani.

Su proposta dell’assessore Elisabetta Falchi sono stati approvati sia il conto consuntivo 2013 dell’agenzia Argea, sia il rendiconto consuntivo dell’agenzia Agris. Nulla osta alla previsione di Bilancio da parte della Giunta Pigliaru per la variazione di Bilancio di previsione 2014 dell’agenzia Laore. Un milione di euro infine per il miglioramento della qualità delle carni bovine, attraverso l’acquisto di capi di bestiame altamente selezionati.

Dall’assessore dell’Ambiente Donatella Spano arriva la proposta di una procedura di verifica per due cave, la prima nel comune di Telti e la seconda nel comune di Santa Giusta.

Approvata, infine, la delibera dell’assessore Raffaele Paci per il recupero e la riscossione dei crediti regionali e la definizione delle direttive per rinegoziare le convenzioni con le Banche incaricate della gestione dei crediti della Regione.

 

Claudia Firino 5 copia

La Giunta regionale ha approvato una delibera proposta dall’assessore della Cultura e dell’Istruzione, Claudia Firino, che prevede lo stanziamento di 80.000 euro per la a XIV edizione della #Fiera del libro di Macomer, in programma nel prossimo mese di novembre, e di altri 149mila euro per sostenere le case editrici dell’Isola.

«La fiera del libro di Macomer – ha detto l’assessore Firino – è un’iniziativa consolidata e ormai molto amata e apprezzata nell’isola. E’ importante sostenerla in quanto costituisce un volano di promozione del libro sardo e, contestualmente, un ottimo biglietto da visita e un manifesto della stessa Sardegna.»

L’obiettivo è dare maggiore solidità al mercato editoriale sardo che, negli anni, ha dato dimostrazione di avere grandi potenzialità ancora inespresse. «Mi ero impegnata a intervenire – chiarisce l’assessore Firino – ed ho mantenuto fede all’impegno preso alla prima occasione possibile.»

Il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, ha ricevuto questa mattina i rappresentanti degli studenti di #UniCa 2.0. Assieme all’assessore dell’Istruzione, Claudia Firino, ed al presidente dell’Ersu di Cagliari, Antonio Funedda, il presidente Pigliaru ha riconfermato l’impegno prioritario dichiarato in campagna elettorale sul diritto allo studio, rilevando come il basso numero di laureati sia una delle fragilità maggiori della Sardegna.

«Siamo consapevoli dell’emergenza e della valenza strategia del diritto allo studio, per il quale abbiamo già confermato lo stanziamento in Bilancio, senza alcun taglio» ha dichiarato il Presidente della Regione, rilevando, sul tema specifico avanzato dai rappresentanti degli studenti, l’esistenza di uno squilibrio ingiustificato nella distribuzione del finanziamento, che destina un terzo delle borse di studio agli iscritti al primo anno e i due terzi agli iscritti agli anni successivi.

«Nell’emergenza, ci impegniamo a cercare le risorse per aumentare le borse di studio per le matricole, che attualmente costituiscono l’anello più debole e a rischio di abbandono. È un problema di equità e stiamo facendo il possibile per trovare una soluzione in tempi brevissimi. Vorremmo che l’Università non perdesse neanche una potenziale matricola», ha concluso Francesco Pigliaru, assicurando che allorquando si predisporrà il nuovo Bilancio, per il 2015, l’intera filiera dell’istruzione, dalle scuole per l’infanzia all’Università, sarà valorizzata al meglio.