11 August, 2022
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Piero Comandini 6

«Le bande musicali sarde rischiano di compromettere le attività per il mancato finanziamento anno 2014.»

La denuncia arriva da Piero Comandini, consigliere regionale del Partito Democratico.

Con la L.R. 64 del 18 novembre 1986, la Regione sostiene le attività delle associazioni e dei complessi musicali bandistici, dei gruppi strumentali di musica sarda, dei gruppi corali polifonici nonché dei gruppi folcloristici isolani. L’obiettivo è quello di riconoscere la funzione di promozione sociale e culturale della musica popolare e tradizionale sarda e contribuire alla sua diffusione nel territorio regionale.

Piero Comandini è il primo firmatario, assieme ad alcuni esponenti del Gruppo PD in Consiglio regionale, di un’interrogazione rivolta all’assessore regionale della Pubblica Istruzione sul mancato finanziamento della L.R. 64/86 per l’anno 2014. L’esponente del PD puntualizza che ha precedentemente manifestato all’assessore Claudia rino, le perplessità per i ritardi dell’erogazione dei saldi degli anni precedenti e la mancata programmazione delle risorse per l’anno 2014, sottolineando l’importanza di tali finanziamenti che, seppur esigui, consentono alle associazioni, che operano tra le tante difficoltà, di svolgere un ruolo sociale, culturale ed educativo all’interno del territorio e di rafforzamento e consolidamento di aggregazione sociale.

Piero Comandini ricorda che la L.R. 64/86, in accordo con le disposizioni della Convenzione dell’Unesco sulla salvaguardia dei patrimoni immateriali, approvata a Parigi il 17 ottobre 2003 e ratificata dal parlamento Italiano con la L. 167 del 27 novembre 2007, intende attribuire il meritato riconoscimento dal valore artistico, sociale, culturale e formativo delle bande musicali e dei cori.

Finanziando queste attività si vuole valorizzare adeguatamente un elemento fondamentale del patrimonio culturale “immateriale” della Sardegna, quello connesso alle attività musicali amatoriali bandistiche e corali non professionali basate sul volontariato che, negli ultimi anni, hanno costituito, oltre che alla valorizzazione della comunità locale, anche un importante fattore di promozione dell’immagine della Regione, sia in Italia che all’estero, rappresentando l’identità e la specificità delle popolazioni. Rappresentano un punto di riferimento fondamentale nella cultura locale e sono spesso un elemento di grande interesse, soprattutto nelle realtà lontane dai grandi eventi, per la diffusione della cultura musicale in tutti i suoi aspetti.

Fuori sede, rappresentano le comunità di provenienza, partecipando a manifestazioni e concorsi nazionali ed internazionali dove hanno conseguito significativi riconoscimenti, dando lustro alla Sardegna e costituendo, inoltre, un efficacissimo strumento di marketing territoriale a favore di un turismo culturale attento ai valori del territorio. Il finanziamento, peraltro molto esiguo per il 2012/2013, era di circa 1.000.000,00 di euro, drasticamente tagliato per il 2014, per cui la previsione era di circa 660.000,00 euro, ma la situazione pare sia ancora “peggio del peggio” perché pari a zero visto che per l’anno appena passato non sono stati deliberati i finanziamenti e quindi non impegnate le risorse.

Piero Comandini, infine,sollecita una risposta, da parte dell’assessore Firino, in merito alle motivazioni che hanno portato a questa scelta che ha visto inapplicata una legge che lo stesso assessore ha più volte sponsorizzata come di fondamentale importanza per le sue finalità, e nel contempo chiede quali provvedimenti l’esecutivo intenda intraprendere per il futuro.

Claudia Firino ha commentato l’approvazione della legge sull’istituzione di un servizio pubblico regionale per l’informazione televisiva locale e per la produzione e diffusione di programmi per la valorizzazione della lingua, della cultura e della identità sarda approvata dall’Aula.
«Si tratta del primo passo verso l’adeguamento a un mondo editoriale ormai diverso da quello contemplato dalla legge 22. Nell’epoca del digitale e del giornalismo on line, che interessa soprattutto giovani professionisti, serve una revisione profonda. Mi auguro che ciò avvenga nel più breve tempo possibile.»
Due i punti principali cui la legge risponde, secondo l’assessore della Giunta Pigliaru: «Il dato occupazionale, in quanto la legge tutela la stabilità dei dipendenti del mondo della comunicazione radio-televisiva e apre un importante spiraglio rispetto alla valorizzazione delle professione giornalistica, e la tutela della cultura e lingua sarda, elemento che ha sempre contraddistinto le emittenti regionali che in questi anni hanno grandemente sofferto della crisi del comparto».
Claudia Firino 5 copia

Consiglio regionale 2 copia

Il Consiglio regionale ha approvato il Dl 174 “Autorizzazione per l’Esercizio provvisorio della regione per il 2015”,  l’istituzione della Commissione d’inchiesta n. 1 sull’efficienza del sistema sanitario regionale e sull’adeguatezza dei suoi costi, l’Esercizio provvisorio del Consiglio regionale e la proposta di legge n. 76/ANorme per l’istituzione di un servizio pubblico regionale per l’informazione televisiva locale e per la produzione e diffusione di programmi per la valorizzazione della lingua, della cultura e della identità sarda”. 

La seduta si è aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito, il Consiglio ha iniziato l’esame dell’ordine del giorno, con l’esame del Dl n. 174 – “Autorizzazione all’esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l’anno 2015”, che ha ottenuto dalla conferenza dei capigruppo la corsia preferenziale in base all’art. 102 del regolamento. Il presidente ha poi comunicato che nel pomeriggio alle 16 si riunirà la commissione Finanze per l’esame delle eventuali norme intruse nella legge finanziaria, mentre da lunedì prossimo 12 gennaio la stessa legge sarà formalmente assegnata alle commissioni.

Successivamente ha preso la parola l’assessore delle Finanze, Raffaele Paci, per illustrare il disegno di legge in esame.

L’assessore ha definito il provvedimento una «norma tecnica che consente l’attuazione esercizio provvisorio; è stato poi predisposto un emendamento che consente di prolungarlo fino alla fine del mese di febbraio in modo da poter contare su un tempo più lungo sperando comunque di non doverlo utilizzare». Per quanto riguarda i ritardi, l’assessore ha spiegato che «sono stati causati dalle incertezze relative al quadro complessivo nazionale, che hanno condizionato sia i tempi di presentazione che i contenuti dei bilanci di molte Regioni».

Il consigliere Alessandra Zedda (Forza Italia) ha annunciato il voto favorevole del suo gruppo «con grande senso di responsabilità», ricordando però che durante il corso la maggioranza «aveva più volte annunciato una Finanziaria di rigore e sviluppo entro la scadenza stabilita». «Al netto delle difficoltà oggettive – ha proseguito – il ritardo è un fatto negativo per la Regione; quest’anno, oltretutto, ci sarà pareggio di bilancio e una minore rigidità nella spesa, ci auguriamo che ciò sia utile per il sistema regionale ma abbiamo non poche perplessità come diverse altre Regioni». Soffermandosi sulla questione delle entrate, il vice capogruppo di Forza Italia ha evidenziato che «il Governo non ha determinato il quantum da assegnare alla Sardegna e, nel frattempo, continua con politica di razzie mascherate: noi faremo molta attenzione anche perché la finanziaria ha necessità di certezze e la fretta sarebbe sbagliata, per noi la partita delle entrate non è ancora iniziata e non faremo passi indietro a cominciare dall’Irap».

Il consigliere Roberto Desini (Pd) ha affermato di aver percepito «un certo rammarico perché non si può andare in disavanzo ma questo per noi è un obiettivo; introdurre criteri stringenti su un bilancio verificato dal pareggio è risultato di buona amministrazione, ottenuto con l’accordo fra Giunta e Governo». «Eventuali altri accordi – ha sostenuto il consigliere del Pd – non possono mettere fra parentesi una grande conquista come l’uscita della Sardegna dal patto di stabilità, sottovalutare questo dato significa porsi al di fuori di una lettura storica obiettiva, negare l’evidenza di un lavoro portato avanti con una intensità mai registrata per cui vanno rivolti sinceri complimenti alla Giunta». «Lo stato dei conti della Regione – ha detto ancora Deriu – condizionato dalle entrate così come vengono riconosciute dallo Stato, ma ora abbiamo di fronte un quadro caratterizzato da una espressione compiuta di autonomia ed una agenda di governo fondata sul pieno controllo dello strumento contabile: prima di chiedere altro e di più bisogna valutare con correttezza ed obiettività quanto ottenuto anche come espressione di responsabilità e di oculata gestione che consentirà la realizzazione dei programmi di governo». «La Sardegna insomma – ha concluso Deriu – ha una nuova credibilità al di là della retorica del governo amico e la maggioranza è pronta ad assumersi le sue responsabilità nel nuovo contesto per riformulare le politiche andando al cuore dei problemi».

Il consigliere Michele Cossa (Riformatori sardi) si è limitato in apertura alla presa d’atto della situazione: «D’altra parte l’esercizio provvisorio è praticamente atto dovuto, ma crediamo che questi mesi l’assessore Paci abbia capito il vero contenuto dell’accordo firmato a luglio con lo Stato, come hanno confermato gli sviluppi successivi della situazione, il ripensamento su ritiro di alcuni ricorsi e la riflessione complessiva sulla capacità e sulla volontà dello Stato di rispettare gli impegni sottoscritti». «L’elemento più grave di questa vicenda – ha aggiunto Cossa – è stato quello di conferire in toto alla Ragioneria dello Stato il potere di determinare le entrate dovute alla Regione perché senza dialettica e senza confronto è lecito non aspettarsi niente di buono». Sul piano politico generale, il consigliere dei Riformatori sardi ha poi osservato che «a questo punto non significa più nulla parlare di agenzia sarda delle entrate mentre, attenendosi ai numeri del bilancio, sembrerebbe che il venir meno del patto di stabilità non si traduca in grandi vantaggi». Avviandosi alla conclusione, il consigliere Cossa ha dedicato un passaggio al problema della accise, oggetto il 23 gennaio di una udienza davanti alla Corte Costituzionale, affermando che «pur essendo consapevoli delle difficoltà attuali della finanza pubblica nazionale, come dimostra ad esempio l’aumento dell’Iva su pellet, riteniamo che la nostra pretesa sia fondata sulla base dello Statuto sardo e comunque la partita doveva essere giocata perché Sardegna deve fare la sua parte con tutti i mezzi consentiti dall’ordinamento».

Non essendoci altri iscritti a parlare, il presidente ha dato la parole all’assessore Paci per la replica.

L’assessore ha annunciato di non voler entrare nel merito dei tempi sollevati dal dibattito. «Prendo atto delle critiche e delle lodi arrivate dal Consiglio ma, trattandosi di un provvedimento tecnico come l’esercizio provvisorio, su tutta una serie di questioni come accise, Irap e pareggio di bilancio, ritengo più opportuno rinviare confronto e l’analisi a lunedì prossimo quando la finanziaria sarà assegnata alle commissioni; per ora rinnovo il ringraziamento a tutti i gruppi consiliari per aver consentito che questo disegno di legge venisse esaminato dall’Aula con procedura d’urgenza».

Il presidente ha quindi messo in votazione il passaggio agli articoli ma, al momento dello scrutinio, è stata constatata la mancanza del numero legale; la seduta è stata sospesa per consentire una riunione della conferenza dei capigruppo.

Il presidente del Consiglio ha quindi dichiarato aperti i lavori e posto in votazione il passaggio agli articoli del disegno di legge 174 che l’Aula ha approvato con 25 voti favorevoli su 42 votanti (44 consiglieri presenti). Posto in votazione l’emendamento sostitutivo parziale n.1 (Cocco Pietro e più), per autorizzare l’esercizio provvisorio del bilancio della Regione per il 2015 per il periodo di due mesi (dal 1 gennaio 2015 al 28 febbraio 2015), è stato approvato con 25 voti favorevoli su 25 votanti (43 consiglieri presenti). Approvato, quindi, con 26 favorevoli (44 votanti su 46 presenti) l’articolo 2 “entrata in vigore”, il presidente del Consiglio ha posto in votazione il testo finale della legge che è stato approvato dall’assemblea con 26 a favore, 18 contrari (46 presenti e 44 votanti).

Il presidente Ganau ha quindi concesso la parola al consigliere del Pd, Roberto Deriu, per l’illustrazione della richiesta, ai sensi dell’articolo 125 comma 4 del regolamento interno, di istituzione di una commissione d’inchiesta sull’efficienza del sistema sanitario regionale e sull’adeguatezza dei suoi costi.

L’esponente della maggioranza ha sottolineato l’opportunità della richiesta avanzata da un gran numero di consiglieri regionali per avere un quadro preciso e dettagliato su un settore che assorbe una grande parte delle risorse disponibili del bilancio regionale. «E’ un tema che riguarda l’intera finanza pubblica – ha spiegato Deriu – e la tenuta dei conti della Regione sarda».

Deriu ha quindi fatto riferimento alla recente legge sulla spesa sanitaria («una pre-riforma o una leggina») per ribadire l’impegno del Consiglio per procedere con una “vera” riforma sanitaria che non potrebbe realizzarsi – a giudizio dell’esponente dei democratici – senza una verifica precisa dei meccanismi di spesa in Sanità e dell’efficacia della stessa. Deriu ha ricordato quindi i tre miliardi di euro destinati al sistema sanitario sardo, sottolineando come ben 2,8 miliardi sono trasferiti direttamente alle aziende sanitarie. «Grande volume di spesa – ha proseguito il consigliere Pd – è destinata al personale ma un’altra parte della spesa deriva dalla contrattazione privata svolta dalle diverse Asl». «Su questa spesa – ha aggiunto Deriu – dovrà fare piena la luce la commissione speciale del Consiglio regionale».

Il consigliere della maggioranza ha quindi rimarcato l’importanza dello “strumento” di una commissione ad hoc per valutare e verificare la spesa sanitaria in Sardegna. «Non sarà un’inchiesta sugli atti di questo o quel governo – ha concluso Roberto Deriu – ma un’indagine sulla spesa pubblica in Sanità per procedere con una reale riforma del sistema sanitario sardo».

La consigliera del Pd, Daniela Forma, ha dichiarato di condividere e sostenere la richiesta dell’istituzione di una commissione consiliare d’inchiesta sulla spesa sanitaria nell’Isola. «Dobbiamo fare piena luce e chiarezza – ha dichiarato l’esponente della maggioranza – su ciò che è stata la gestione della sanità in Sardegna». Forma ha quindi ribadito l’opportunità della commissione d’inchiesta e ha definito la richiesta avanzata dal Consiglio “un percorso corretto” auspicato non solo dalla politica ma anche dalle stesse Asl. «Serve un’operazione verità sui costi della sanità sarda – ha insistito Daniela Forma – e sui conti delle Asl che non hanno raggiunto l’equilibrio di bilancio». La consigliera del Pd ha concluso auspicando “tempi celeri”, invitando la commissione a concludere i lavori prima della conclusione del mandato dei commissari nelle Asl.

Il consigliere di Forza Italia, Ignazio Locci, ha ricordato, in premessa, che la Regione sarda è l’unica tra quelle del Centro-Sud a non esser stata commissariata dal governo nella gestione della Sanità. Locci si è detto favorevole alla proposta così come illustrata dal consigliere Deriu (Pd). «Siamo favorevoli – ha spiegato Locci – ad una puntuale verifica della finanza regionale anche per superare le reciproche diffidenze rispetto alla gestione della Sanità». «Non serve – ha concluso il consigliere della minoranza – utilizzare la commissione come pretesto per puntare il dito contro i predecessori o come strumento per commissariare nei fatti la Giunta in materia di costi in Sanità».

Angelo Carta (Psd’Az), in apertura del suo intervento, si è chiesto il perché l’assessorato non sia ancora in possesso dei dati analitici sulla sanità. «Si verifica in questo settore ciò che si è verificato in provincia di Nuoro per il comparto dell’Industria. «Anche in quel caso – ha affermato Carta – non si è mai riusciti a capire che fine abbiano fatto gli investimenti statali per il rilancio dell’economia del centro Sardegna».  Il consigliere sardista ha quindi annunciato l’imminente proposta di costituzione di una specifica commissione d’inchiesta  per capire quante imprese del nuorese abbiano beneficiato di fondi pubblici, come siano stati gestiti e quali siano state le ricadute. «E’ la stessa filosofia – ha concluso Carta – che ispira la proposta avanzata dall’onorevole Deriu per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sul sistema sanitario sardo».

Luca Pizzuto (Sel) ha espresso soddisfazione per la decisione dell’on. Deriu di proporre una commissione d’inchiesta sulla sanità. «La verità è sempre rivoluzionaria – ha detto Pizzuto citando Pasolini – ci troviamo davanti a un dato di fatto: il bilancio della Regione è quasi interamente assorbito dalla spesa sanitaria. Se le risorse venissero spese solo nell’interesse dei cittadini avremmo la migliore sanità del mondo. Invece sono numerosi gli sprechi e le anomalie gestionali».

Luca Pizzuto ha quindi proposto che la commissione d’inchiesta svolga una’analisi a tutto campo per capire dove sono gli sprechi e le collusioni clientelari che per troppo tempo hanno condizionato la sanità sarda. «Occorre coraggio – ha concluso il consigliere di Sel – per andare a fondo. Per costruire una sanità migliore e liberare risorse per le politiche di sviluppo bisogna abbattere il sistema clientelare e distruggere le collusioni».

Giorgio Oppi (Udc) ha invece chiesto all’Aula di dare mandato al presidente del Consiglio per la nomina della Commissione d’inchiesta sulla sanità. «Sarà quella – ha detto Oppi – la sede deputata a svolgere tutte le verifiche necessarie per far luce su sprechi e incongruenze del sistema sanitario isolano».

Il capogruppo del Centro Democratico Roberto Desini ha attaccato il sistema di gestione della sanità in Sardegna . «Difficile non intervenire quando si sentono alcune affermazioni da parte di chi in passato ha gestito la sanità– ha detto Desini – non è un problema di carattere culturale, è un problema che riguarda tutti i cittadini sardi». L’esponente della maggioranza si è poi augurato che la commissione possa stanare, una volta per tutte, le inefficienze  che hanno caratterizzato il sistema sanitario isolano. «L’obiettivo – ha concluso Desini – è creare l’opportunità di mettere al centro della sanità il cittadino-paziente».

Il presidente ha dato la parola al capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, il quale ha ribadito il sostegno all’istituzione della Commissione sulle basi e con gli obiettivi illustrati dal consigliere Roberto Deriu. Fortemente critico verso l’atteggiamento del capogruppo del Cd, Roberto Desini, che con i suoi attacchi verso gli altri «non guarda a quanto accade a casa propria». Pittalis ha sottolineato che l’obiettivo della commissione resta quello di valutare i problemi, per trovare soluzioni, e non usarla come un tribunale, come strumento per lavare panni sporchi o ancora, per «atteggiamenti di rivalsa di qualcuno perché non è stato accontentato nella nomina dei commissari».

Il presidente ha poi dato la parola alla Giunta. L’assessore regionale della Salute, Luigi Arru ha dato parere favorevole e ha dichiarato di voler sostenere, attraverso il supporto degli uffici dell’assessorato, l’attività della Commissione. Arru ha annunciato di aver dato mandato agli uffici di predisporre l’atlante della sanità sarda con tutti i numeri e verrà messo a disposizione della Commissione. L’assessore ha anche annunciato che il 29 dicembre è stata approvata una delibera, grazie a un accordo con Federfarma, per distribuire nelle farmacie i farmaci da dare ai pazienti che devono proseguire le terapie a casa, inserendo anche i farmaci Nao (anticoagulanti). «Dobbiamo salvare il sistema sanitario nazionale – ha affermato Arru – che è un buon sistema. Ben venga questa commissione». Per quanto riguarda la trasparenza sugli appalti, Arru ha ricordato che con l’istituzione della Centrale unica d’acquisto la trasparenza sarà garantita.

Il presidente ha quindi annunciato che è stato presentato un ordine del giorno sottoscritto da tutti i capigruppo. Il primo firmatario, Pietro Cocco (Pd), ha illustrato il testo che delega il presidente del Consiglio regionale a nominare i componenti della Commissione d’inchiesta che entro sei mesi riferisca al Consiglio sui seguenti punti: «Quale sia l’incidenza della spesa farmaceutica, convenzionata e ospedaliera, quale sia il suo andamento di crescita, quale sia raffronto con la medesima spesa nelle altre regioni italiane; quali siano le differenze di spesa sanitaria alle diverse Asl della Sardegna; quale sia stata la rispondenza tra gli obiettivi aziendali e quelli effettivamente raggiunti; quale Sia la distribuzione delle risorse umane tra medici, paramedici, infermieri, operatori sociosanitari, farmacisti; quale sia stata la gestione delle gare pubbliche per l’acquisto di beni e servizi, quali gare abbiano avuto compimento e quali non siano state rese operative, nell’eventualità per quali ragioni; quali possono essere i margini operativi per una contrazione dei costi nel mantenimento dei livelli di assistenza».

Dopo aver avuto il parere favorevole della Giunta, il presidente ha messo in votazione l’ordine del giorno che è stato approvato. Il presidente ha messo poi in votazione l’autorizzazione dell’esercizio provvisorio del Consiglio regionale fino al 28 febbraio.

Proseguendo nell’esame dell’ordine del giorno, il presidente Ganau ha avviato la discussione generale della proposta di legge 76/A – “Norme per l’istituzione di un servizio pubblico regionale per l’informazione televisiva locale e per la produzione e diffusione di programmi per la valorizzazione della lingua, della cultura e dell’identità sarda”, dando la parola al relatore, il presidente della commissione Informazione Gavino Manca, del Pd.

Nella sua relazione, Manca ha ricordato l’articolato confronto svoltosi in commissione anche con il contributo positivo e costruttivo dei consiglieri di minoranza. Siamo consapevoli, ha detto Manca, «della necessità di una legge complessiva che risponda all’evoluzione normativa e tecnologica del mondo dell’informazione, che rende ormai superata la legge regionale del ‘98». Il settore, ha aggiunto Manca, «attraversa una crisi senza precedenti provocata in buona parte dall’avvento del digitale terrestre, dall’espansione di internet e dal calo della raccolta pubblicitaria». Rispetto al testo originario, ha detto ancora il consigliere Manca, «sono state introdotte alcune modifiche soprattutto per correggere una impostazione di una sorta di servizio pubblico che avrebbe comportato problemi sia con la normativa vigente che con il ruolo della Rai, ma il testo mantiene alcuni punti molto qualificanti: il contenuto del servizio richiesto, la concessione di contributi a fronte di pacchetto programmi legati all’informazione locale e a temi di grande rilevanza, come programmi di pubblica utilità, la conoscenza dell’Europa, i minori e i giovani». I criteri per l’attribuzione dei fondi, ha spiegato successivamente il relatore, «sono quelli della copertura territoriale, dell’utenza raggiunta, dei dipendenti a tempo pieno presenti nelle aziende, del ruolo incisivo del Corecom sui controlli relativi al possesso dei requisiti, della possibilità anche per le piccole emittenti associate di accedere ai contributi». Un provvedimento, ha infine sintetizzato Manca, «che auspichiamo possa alleggerire la crisi del comparto».

Il consigliere Stefano Tunis (Forza Italia) ha sostenuto che «il lungo lavoro sul testo svolto in commissione ci spinge a guardare con occhi diversi la normale dialettica interna del Consiglio regionale, impegnando tutti per una norma equilibrata, con interventi di sistema che senza dare un giudizio sull’editoria sarda nel suo complesso cerca di raggiungere un obiettivo alto». «Al di là di un bilancio dell’esperienza storica della tv locale in Sardegna – ha proseguito Tunis – è chiaro che l’introduzione del digitale è stato un evento di portata storica che ha prodotto risultati negativi in tutta Italia, un contesto che ha trascurato la peculiarità di queste aziende i cui capitali sono non solo economici ma soprattutto in termini di risorse umane tecniche e giornalistiche». Dopo aver ricordato l’intervento della Regione nella precedente legislatura, l’esponente di Forza Italia si è soffermato sui problemi del settore dell’informazione, ponendo l’accento sul fatto che «occorre puntare non solo al funzionamento delle imprese ma alla loro crescita, non basta in altre parole sostenere chi c’è già ma allargare gli spazi di pluralismo, dell’accesso libero all’informazione nel territorio regionale, per consolidare fra l’altro un sistema in grado di far dialogare positivamente istituzioni e i cittadini, fermo restando il valore di un sistema informativo fortemente legato alla nostra identità, alla nostra cultura ed alla nostra lingua».

Il consigliere Paolo Zedda (Soberania e Indipendetzia) ha assicurato il pieno appoggio alla legge per due ragioni fondamentali. «Noi pensiamo – ha affermato – che un settore che occupa in Sardegna circa 200 persone, con aziende i cui ricavi provengono per due terzi dal mercato pubblicitario, ha elementi non certo trascurabili anche perché in profonda crisi, dovuta al momento economico generale ma anche ad un deficit di credibilità per l’aumento progressivo degli spazi del digitale terrestre». C’è poi, ha dichiarato Zedda, «un fattore specifico della Sardegna dove il costo del personale e dei contratti ha avuto incidenza del 59% sulla spesa complessiva delle aziende, dato quasi doppio rispetto alla media nazionale». Il consigliere ha poi ricordato le difficoltà di reti televisive come Sardegna Uno, in forte ristrutturazione, di Videolina dove sono state avviate le procedure di mobilità, di Cinque stelle dove non vengono pagati da mesi gli stipendi, soffermandosi poi sul valore democratico e civile dell’informazione locale: «La tv garantisce fra l’altro – ha sostenuto – il diritto popoli a non uniformarsi ad un certo pensiero unico, è un grande veicolo di trasmissione informazioni, informa l’opinione pubblica, orienta scelte, comportamenti e linguaggi, rappresenta uno strumento importantissimo per l’affermazione della nostra identità, della nostra cultura, delle nostre differenze e specificità».

Il consigliere Mario Floris (Sardegna) ha espresso l’opinione che la legge sia «un’occasione da cogliere per riaprire su basi buone il rapporto della Regione con l’Europa, affermando con forza in quella sede che il riferimento all’identità sarda non è un espediente per attirare aiuti di Stato ma, a supporto di questa azione, occorre un ruolo politicamente incisivo della Giunta regionale senza la mediazione del Governo centrale». E’sbagliato, secondo Floris, «lasciare questo problema sullo sfondo, anche perché la Sardegna non parte affatto da zero; abbiamo fatto due conferenze sulle politiche regionali ed europee approvando il cosiddetto documento di Cagliari sui rapporti fra Europa, Regioni e Regioni speciali, partiamo da qui».

Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis ha messo in luce il ruolo importantissimo della stampa e dell’editoria anche nella ripresa economica, ideale e di valori della nostra società che tutti auspichiamo. «Il settore – ha ricordato – subisce gli effetti di una crisi profonda che ha il suo epicentro nel lavoro di diverse categorie produttive, ma proprio per questo non dobbiamo dimenticare che la libertà di stampa è un valore assoluto che deve restare libero da ogni condizionamento». «In commissione – ha continuato Pittalis – abbiamo fatto il possibile anche per avere iter accelerato del provvedimento ma forse velocità ci ha fatto perdere di vista la valutazione di alcuni aspetti e cioè che la legge doveva essere approvata entro il 2014 mentre oggi abbiamo qualche problema di copertura finanziaria». Speriamo che il governo non faccia obiezioni, ha concluso Pittalis, annunciando il voto favorevole del suo gruppo «nonostante la maggioranza sia a ranghi ridottissimi» ed insistendo su «uno sforzo ulteriore per dare alla Sardegna una legge organica di riforma dell’informazione».

Il presidente Ganau ha quindi concesso la parola all’assessore della Cultura, Claudia Firino, che ha evidenziato la situazione di crisi che investe il settore della emittenza televisiva privata ed ha confermato a questo proposito, l’impegno responsabile delle istituzioni e della Regione sarda, in particolare. L’assessore ha quindi dichiarato il parere favorevole dell’esecutivo per il provvedimento che – a suo giudizio – offre risposte in ordine a due temi fondamentali. Da una lato, la salvaguardia dei livelli occupazionali e dall’altro la tutela e la valorizzazione della lingua sarda.

L’assessore Firino ha definito la legge in discussione, un primo passo nel verso di una rivisitazione delle norme in materia di emittenza e editoria ed ha concluso evidenziando come l’attuale normativa non tenga conto della editoria on line.

Il consigliere di FdI (gruppo Sardegna), Paolo Truzzu, in sede di dichiarazione di voto, ha preannunciato il voto favorevole («non è la migliore delle leggi ma è una legge giusta e equa») al provvedimento, auspicando una riforma dell’intero sistema dell’editoria sarda.

Il consigliere del Psd’Az, Angelo Carta, nel ribadire i valori della libera informazione e della democrazia ha preannunciato voto favorevole «in memoria dei giornalisti morti a Parigi per difendere la libertà e la democrazia».

Il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, ha quindi proposto un minuto di silenzio in segno di lutto e solidarietà per le vittime dei tragici fatti di Parigi.

Il presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau, ha accolto l’invito del capogruppo Pittalis ed ha invitato i consiglieri ad alzarsi in piedi per il tributo dell’Assemblea sarda alle vittime di Parigi.

Terminato il minuto di raccoglimento l’Aula ha proceduto con la votazione del passaggio agli articoli (approvato) e di seguito con l’approvazione dell’articolo 1 (modifiche all’articolo 1 della legge regionale 22\98 – Finalità) e con 39 favorevoli su 39 votanti (40 presenti) ha dato disco verde anche all’articolo 2 (destinatari degli interventi).

Aperta a discussione sull’articolo 3 (requisiti) il presidente ha annunciato la presentazione di 7 emendamenti.

Il presidente della Seconda commissione, Gavino Manca ha quindi formulato parere favorevole per gli emendamenti, a firma Cocco Pietro e più, n. 3, 4, 5, 6, 7, 13  e parere contrario per l’emendamento n.2 (Truzzu). La Giunta ha espresso parere conforme a quello del relatore e l’Aula ha approvato l’emendamento n. 3 che sopprime il comma 2 dell’articolo 3; l’emendamento n. 4 che sostituisce la lettera c) del comma 1) dell’articolo 3) con la seguente dicitura: «c) possedere una stabile organizzazione redazionale dotata di giornalisti e personale tecnico amministrativo con rapporto di lavoro a tempo indeterminato assunto con contratto di categoria e un direttore responsabile»; e l’emendamento n. 5 che sostituisce la lettera d) del comma 1) dell’articolo 3) con la seguente dicitura: «d) essere in regola con il versamento degli oneri previdenziali e assistenziali attestato attraverso il Documento unico di regolarità contributiva (Durc) dall’Inpgi o, per il personale non giornalistico, dall’Inps».

Il presidente preso atto dell’approvazione dell’emendamento n. 5 ha dichiarato decaduto l’emendamento n. 2 (Truzzu). Posto in votazione e approvato il testo dell’articolo 3, il presidente Ganau ha proceduto con la votazione degli emendamenti aggiuntivi e l’Aula ha dato il via libera all’emendamento n. 6 che aggiunge, dopo la lettera “a bis”) del comma 1 la dicitura “essere società costituite da almeno 36 mesi”: l’emendamento n. 13 che alla lettera e) del comma 1 dell’articolo 3) dopo la parola “popolazione” aggiunge le seguenti: “a tal fine le emittenti televisive possono costituire un raggruppamento temporaneo di imprese o un consorzio”; e l’emendamento n. 7 che dopo il comma 1) dell’articolo 3 aggiunge il seguente: «1-bis) Alle emittenti che trasmettono in ambito locale televisivo in assenza del requisito di cui alla lettera e) del presente articolo la Giunta regionale, con delibera di cui al comma 3) dell’articolo 24 bis, riserva il 15 per cento delle risorse previste dalla presente legge, nel rispetto dei criteri e delle modalità stabilite nella medesima delibera».

Il presidente Ganau ha quindi messo in discussione l’articolo 4 per il quale sono stati presentati due emendamenti sostitutivi parziali e uno aggiuntivo. Per tutti, il presidente della Seconda Commissione, Gavino Manca, ha dato parere favorevole.

Il primo emendamento, presentato da diversi consiglieri di maggioranza e opposizione elimina la previsione di specifici programmi dedicati alle donne da parte delle emittenti beneficiare delle provvidenze. Il secondo, anche questo bipartisan, stabilisce che i contributi vengano erogati alle aziende editoriali in base al numero di giornalisti e tecnici assunti a tempo indeterminato. Il terzo emendamento, aggiuntivo, prevede l’obbligo da parte della Giunta di presentare una relazione dettagliata sull’attuazione degli interventi e dei risultati ottenuti. Gli emendamenti e il testo dell’articolo sono stati approvati dall’Aula.

L’Assemblea ha poi esaminato l’articolo 6 (norma finanziaria) al quale è stato presentato un emendamento sostitutivo totale che  individua la copertura finanziaria della legge negli stanziamenti ordinari di bilancio destinati alla legge regionale 22/1998 Legge per l’editoria). L’emendamento, per il quale il presidente della Seconda Commissione Gavino Manca ha dato parere favorevole, ha ottenuto il via libera dall’Aula.  Il Consiglio ha quindi approvato l’articolo 7 e votato il testo finale della legge.

Il presidente Ganau ha poi messo in discussione la mozione n. 58 «sulla richiesta di una moratoria internazionale sull’attività venatoria verso i turdidi maggiori (Tordo Bottaccio, Tordo Sassello, Storno, Merlo e Cesena) e sulla ridefinizione della normativa regionale in materia venatoria e di governo del territorio».

Modesto Fenu (Zona Franca), primo firmatario del documento, ha illustrato la mozione e chiarito il significato dell’iniziativa parlamentare. «C’è una palese ingiustizia subita dai cacciatori sardi, nonostante le competenza primaria in materia venatoria da parte della Regione – ha detto Fenu – la mozione punta a garantire alle doppiette nostrane le stesse opportunità date ai cacciatori delle altre regioni italiane». Fenu ha poi ricordato la recente sentenza della Corte di Strasburgo che riconosce alle associazioni venatorie un ruolo di primo piano nella gestione e difesa del territorio, un ruolo riconosciuto anche in Sardegna per l’abbattimento delle specie nocive. «L’attività delle associazioni venatorie è utile a garantire un migliore governo del territorio – ha sostenuto l’esponente della minoranza – non si capisce per quale motivo la caccia ai turdidi si deve concludere l’8 gennaio in Sardegna mentre nelle altre regioni si posticipa al 31 gennaio. Chiediamo che ai cacciatori sardi venga assicurato lo stesso trattamento riservato a quelli italiani ed europei».

L’assessore all’ambiente Donatella Spano ha chiarito che la Giunta è attenta a tutte le questioni che riguardano l’attività venatoria in Sardegna soffermandosi su alcuni punti della mozione. In particolare, Spano ha spiegato che la Giunta ha partecipato al tavolo tecnico con il Governo e ha fornito diversi spunti al Ministero. «Abbiamo chiesto un approfondimento per capire il perché delle differenze nel calendario venatorio tra Sardegna e Corsica e manifestato la necessità di un approfondimento per rivisitare le date in modo che i cacciatori sardi non siano discriminati, il primo principio da seguire, in ogni caso, è sempre quello della protezione della specie».

A conclusione del suo intervento, Donatella Spano ha annunciato la presentazione, a breve, del Piano faunistico regionale e del regolamento di attuazione della legge 23 in linea con le peculiarità del territorio sardo e in armonia con la normativa nazionale e internazionale.

 Il presidente ha dato quindi la parola per la replica a Modesto Fenu (Sardegna): «Penso che ognuno debba rendersi responsabile di quello che dice», ha affermato rivolgendosi a uno scambio avuto poco prima con il capogruppo del Pd, Pietro Cocco. «Credo che questa mozione sia meritevole di essere sostenuta dal Consiglio», ha aggiunto Fenu ricordando di aver manifestato la disponibilità a togliere i due punti che non convincono l’assessore e ha esortato l’Aula a votare la mozione in maniera unitaria. Pietro Cocco (Pd) è intervenuto per dichiarare di non sapere di cosa stesse parlando il collega Fenu e ha affermato di condividere appieno quanto affermato dall’assessore Spano. Il capogruppo di Sel, Daniele Cocco, ha chiesto la verifica del numero legale. Il presidente ha dato la parola al presidente della Quinta commissione, Luigi Lotto (Pd) il quale ha proposto di dare il tempo all’assessore di attuare l’impegno preso oggi, ritirare la mozione e, dopo la Finanziaria, riprendere l’esame della situazione in commissione.

Hanno poi annunciato voto favorevole Pietro Pittalis (FI), Angelo Carta (Psd’Az) e Attilio Dedoni (Riformatori sardi).

Il presidente ha messo in votazione la mozione con procedimento elettronico per la verifica del numero legale. Non essendoci il numero legale, il presidente Ganau ha dichiarato chiusa la seduta e convocherà il Consiglio a domicilio.

Il presidente Francesco Pigliaru e l’assessore Claudia Firino hanno ricevuto ieri mattina, nei locali dell’assessorato della Pubblica Istruzione, una rappresentanza di studenti universitari, in protesta per l’applicazione del decreto del 2012 che uniforma in tutta Italia le tasse regionali per il diritto allo studio universitario: un incremento annuo di 78 euro, solo per gli studenti il cui reddito supera i 25 mila euro e che non risultano idonei né beneficiari di borsa di studio. Sono esentati dal pagamento, infatti, oltre 12 mila studenti. Inoltre, l’intero ammontare resterà all’Ersu per coprire ulteriori borse di studio.

«E’ stato un incontro costruttivo in cui è emerso chiaramente, ancora una volta, che non si tratta di un aumento delle tasse universitarie tout court, ma di un adeguamento a un obbligo di legge, esito del decreto Gelmini», dichiara l’assessore Firino ribadendo che non si è in alcun modo trattato di una scelta della Giunta regionale ma di un obbligo che, se trascurato ancora, avrebbe comportato il pericolo di contenziosi e ricorsi.

«Credo che gli studenti abbiano capito – prosegue l’assessore Firino – che è nostra intenzione tracciare un cambio di rotta sul Diritto allo studio, come abbiamo d’altronde già dimostrato con gli interventi nel 2014 che hanno aggiunto 2 milioni di euro per le borse di studio. Non possiamo e non vogliamo perdere neanche uno studente. Al contrario, è preciso interesse di questa Giunta regionale incrementare il numero dei laureati. Stiamo lavorando, infatti, per realizzare un intervento composito e complessivo, che guarda con attenzione alla residenzialità, non solo per la manutenzione e la soluzione delle tante situazioni difficili delle Case dello Studente ma anche per sperimentare nuove forme di alloggio che si combinino con gli strumenti più avanzati dell’housing sociale e con la residenzialità non studentesca, prendendo anche dalle migliori pratiche sperimentate in Europa. Con gli studenti non mancheranno ulteriori confronti, anche a breve, sulle iniziative che verranno man mano messe in campo.»

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Nuova aria e nuova linfa per il cinema. L’assessorato regionale guidato da Claudia Firino terrà fede agli impegni e espleterà i bandi relativi a questa annualità utilizzando lo stesso metodo già sperimentato con le scuole civiche: i fondi saranno stanziati nella finanziaria 2015 ma potranno essere utilizzati per attività relative al 2014.
«Come già accaduto per altri settori, la situazione del bilancio ereditato dalla precedente giunta non ha permesso di programmare entro la fine dell’anno tutti gli interventi previsti – dichiara l’assessore Claudia Firino in risposta alle rimostranze di Movimentu -. Il comparto del cinema, sacrificato negli ultimi anni ma dalle enormi potenzialità, sia in termini artistici che occupazionali, capace come pochi altri mezzi di creare contenuti e raccontare l’immagine della nostra Isola nel mondo, troverà impegno e sostegno a partire da subito. Infatti già nella prossima riunione di Giunta verrà nominata la Consulta e perfezionata l’operatività della Film Commission, che permetterà di partire immediatamente con le attività.»

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L’assessore regionale dei Beni culturali, Claudia Firino, è intervenuta oggi in relazione alla decisione del comune di Castelsardo di chiudere il Museo dell’Intreccio e indire una gara d’appalto per la gestione.

«Il comune di Castelsardo – ha spiegato Claudia Firino – ha piena titolarità a chiudere il Museo dell’Intreccio nel Castello dei Doria, come accaduto nei giorni scorsi, e di procedere a nuovi appalti. Deve essere però chiaro che non si tratta di scelta dettata dalla mancanza degli stanziamenti regionali relativi ai costi del personale che saranno previsti, come ogni anno, nella Legge Finanziaria, e che anzi la Regione si era già espressa, lo scorso novembre, auspicando la prosecuzione dei servizi e la tutela degli attuali lavoratori delle cooperative che gestiscono i Beni Culturali.  Nell’attesa di attivare l’importante processo di riqualificazione, modernizzazione e sviluppo del sistema culturale e identitario della Sardegna, a cui stiamo lavorando – ha aggiunto l’assessore dei Beni culturali questo assessorato, infatti, ha inoltrato l’invito a confermare e mantenere attivi i progetti in essere fino a tutto il 2015, specificando “l’esigenza e l’auspicio che gli enti locali beneficiari dei finanziamenti regionali provvedano alla gestione dei servizi, ove possibile, con le modalità previste per la gestione dei servizi pubblici locali privi di rilevanza economica, in modo comunque da utilizzare i soggetti esecutori fin qui impegnati nei progetti.»

«Se la Giunta di Castelsardo ha deciso diversamente, deve assumersene per intero la responsabilità. Altri comuni, infatti – ha concluso Claudia Firino -, hanno optato per la proroga dell’affidamento del servizio alle cooperative già impegnate, come bene esemplificato dal caso dell’Antiquarium Arborense di Oristano.»

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La Giunta regionale ha approvato la ripartizione del fondo a favore delle sedi universitarie decentrate proposta dall’assessore Claudia Firino, alla luce dei rilievi della Corte dei Conti. Con 4.500.000 euro si coprono le spese di funzionamento già sostenute e le spese della didattica relative all’anno passato del Consorzio per la promozione degli studi universitari nella Sardegna centrale di Nuoro (circa 2 milioni di euro) e del Consorzio Uno di Oristano (circa 1 milione e 700mila euro) ripartiti in base al costo medio per studente, al numero di studenti laureati e immatricolati. Previsti 500 mila euro per il Corso universitario di economia e imprese del turismo di Olbia, attraverso il trasferimento diretto delle risorse all’Università di Sassari. Per il Consorzio AUSI di Iglesias, che pure non è considerata sede decentrata in quanto impegnata solo in ricerca e formazione post lauream, stanziati 300mila euro.
Due le delibere approvate, su proposta dell’assessore Luigi Arru, sulla medicina trasfusionale. La prima riguarda la modifica dei requisiti della dotazione organica nei servizi trasfusionali, con nuovi parametri più attinenti alla realtà odierna. Con la seconda si procede alla individuazione di un percorso strategico che ha come obiettivo la razionalizzazione del sistema trasfusionale regionale.
Per adeguarsi alla normativa comunitaria in tema di igiene alimentare, è stata approvata la revisione delle Linee guida per l’esecuzione dei controlli tesi a garantire la sicurezza alimentare nell’ambito della produzione e immissione sul mercato del latte destinato al trattamento termico e alla trasformazione. Nello specifico, si prevede il coordinamento tra i molteplici soggetti coinvolti e la prosecuzione dell’opera di formazione e aggiornamento dei produttori di latte.
E’ stato rimodulato un milione e mezzo di euro a favore dell’aumento del tetto di spesa per l’assistenza termale delle Asl 1 (700 mila per le Terme Aurora Benetutti; San Saturnino Benetutti, Santa Maria Coghinas), Asl 5 (300 mila euro per le Terme di Fordongianus) e Asl 6 (500mila euro per le Terme di Sardara)
Rideterminato il numero di posti letto di assistenza residenziale autorizzabili e accreditabili nel settore delle Dipendenze patologiche per gli anni 2015-2016, nelle more di un modello che contempli percorsi assistenziali che maggiormente incontrino i bisogni riabilitativi e terapeutici. Previsti anche moduli residenziali per madri tossicodipendenti in gravidanza e/o con bambino e per minori e giovani adulti dipendenti da sostanze d’abuso.
Introducendo criteri innovativi e sopperendo a lacune quali la mancanza di strutture dedicate al trattamento dei disordini alimentari e dello spettro autistico, è passata la proposta dell’assessore Arru sulla programmazione relativa alla Salute mentale per gli anni 2015-2016. Obiettivo è la creazione di strutture residenziali e semiresidenziali e l’implementazione di metodologie terapeutiche che integrino approcci multiprofessionali e multidisciplinari. Per l’assistenza residenziale e semiresidenziale sono state recepite le intese Stato-Regioni con la definizione delle tipologie di struttura, numero di posti letto e capacità operative.
Approvati i tetti di spesa per l’acquisto da soggetti privati accreditati di prestazioni di assistenza ospedaliera per l’anno 2015 e, in via preliminare, i criteri per il riparto delle risorse destinate al finanziamento indistinto del Servizio Sanitario Regionale tra le Aziende Sanitarie.
È stato approvato il rinnovo dell’accordo tra Regione e Federfarma Sardegna per la distribuzione di medicinali del PHT (Prontuario della Continuità Ospedale – Territorio), stipulato lo scorso 23 dicembre.
Infine, è stato formalizzato per l’anno 2014 il programma delle attività di interesse specifico per la Regione svolte dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna.
Su proposta dell’assessore dell’agricoltura Elisabetta Falchi è stata approvata la delibera che prevede il finanziamento statale per il miglioramento, adeguamento o realizzazione di strutture aziendali di allevamento nel comparto suinicolo. Gli aiuti saranno destinati con priorità alle aziende situate in zone di alto rischio, definite dal Piano di eradicazione della peste suina. Le risorse stanziate sono del bilancio pluriennale 2009-2013 e ammontano a 5,6 milioni di euro.
La Giunta, su delibera proposta dall’assessore Francesco Morandi, ha deciso di stanziare le risorse previste dalla legge regionale 19 del 2014 per azioni di promozione per la destagionalizzazione dei flussi turistici attraverso i servizi di trasporti. Si tratta di 6 milioni e 200 mila euro a valere sul 2014 destinate al canale di comunicazione del network delle compagnie aeree che collegano l’Isola e i mercati europei.
È nata l’Unità di progetto che coordinerà tutte le iniziative per la partecipazione della Sardegna a Expo 2015 . Il coordinamento politico è affidato all’assessore del Turismo.

La Giunta Pigliaru, infine, ha approvato l’Accordo Multiregionale di Programma tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e la Regione per l’attuazione di azioni complementari e funzionali allo sviluppo e alla valorizzazione dei Cluster Tecnologici Nazionali, in particolare “Chimica Verde”, “Agrifood”.

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La Giunta regionale guidata da Francesco Pigliaru ha approvato la revisione straordinaria dei residui attivi e passivi dell’Amministrazione regionale, e la norma di semplificazione amministrativa in materia di difesa del suolo.

Su proposta dell’assessore Elisabetta Falchi, è stato dato parere positivo alla delibera sul piano d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, e le relative direttive per l’attuazione nella Regione Sardegna, dell’attività di formazione e rilascio delle abilitazioni per gli utilizzatori professionali, i distributori e i consulenti di prodotti fitosanitari.

E’ stato modificato lo statuto dell’Ente acque della Sardegna, l’Enas, e approvato – su proposta dell’assessore Paolo Maninchedda – il programma di intervento per la concessione dei contributi per la realizzazione di opere finalizzate al superamento e all’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati.

Approvate le linee guida per l’attuazione della fase sperimentale dello Sportello Unico per l’edilizia il SUE, su proposta dell’assessore Maria Grazia Piras. Inoltre sono stati stanziati 7 milioni di euro per l’incentivo all’esodo dei 134 dipendenti della Carbosulcis, dopo analoghi interventi su Igea, Mineraria Silius e Consorzio industriale Sardegna centrale. Approvato l’intervento per la rete di distribuzione per la mobilità elettrica e l’efficienza energetica, in collaborazione con il comune di Cagliari saranno acquistate auto elettriche e posizionate centraline e distributori per le vetture.

L’Assessore Virginia Mura ha proposto, con approvazione da parte dell’Esecutivo, il processo di ricollocazione presso gli Enti pubblici del personale iscritto alla lista speciale ad esaurimento.

E’ stato approvato il censimento del patrimonio immobiliare dell’Azienda Sanitaria n. 6 di Sanluri e la compartecipazione finanziaria della Regione all’acquisto del vaccino veterinario per la prevenzione della febbre catarrale degli ovini (blue tongue), e la ripartizione dell’importo residuo tra le Asl della Sardegna. Sempre su proposta del titolare della Sanità, Luigi Arru, l’esecutivo approva il finanziamento straordinario di 1 milione di euro per sostenere gli interventi urgenti per l’affidamento di minori e anziani disposti dall’autorità giudiziaria, o di minori stranieri che non siano accompagnati. Del milione finanziato, ottocentomila euro sono del Fondo Regionale dei servizi integrati alla persona, 200 mila euro invece del Fondo nazionale per le politiche sociali 2014. E’ stata approvata anche la delibera che prevede il rinnovo del Comitato sanitario per l’emergenza -urgenza e il provvedimento che consente il trasferimento alla Regione del personale e delle risorse per la prevenzione e l’assistenza ai detenuti tossicodipendenti negli istituti penitenziari.

Saranno inoltre assegnate alle aziende sanitarie le risorse disponibili nel bilancio regionale 2014 pari a 800mila euro per realizzare gli obiettivi del piano delle vaccinazioni.

Su proposta dell’assessore degli Affari Generali, Gianmario Demuro, la Giunta ha approvato la delibera sulla nomina di un componente nel Consiglio di amministrazione della società Janna s.c.r.l. partecipata al 49 per cento dalla Regione. Inoltre, sempre su proposta del titolare degli Affari generali, la Giunta ha deliberato l’attivazione della procedura di riutilizzo delle risorse del fondo Fas/Fsc per la realizzazione di reti di videosorveglianza nei Comuni della Sardegna.

La Giunta ha inoltre approvato il finanziamento e l’incentivo per la gestione associata di funzioni comunali (Unioni dei comuni) e contributi per le spese del personale delle cessate Comunità montane che riguarda il programma di spesa del 2014. I fondi regionali ammontano a 14.543.550 euro. Le unioni di comuni devono, tramite rendicontazione, dimostrare di aver operato in gestione associata su tre funzioni: rifiuti, polizia locale, plus, manutenzione strade rurali e quant’altro.

Su proposta di delibera dell’assessore Donatella Spano, si approvano gli indirizzi operativi relativi agli interventi di bonifica e recupero ambientale sui siti minerari dismessi del Sulcis Iglesiente Guspinese. Vengono riprogrammate le risorse del Por Fesr 2007 – e le risorse Fsc (delibera CIPE 87/2012). Sottoposto a procedura di Via l’impianto eolico da 200 Kw a Nulvi (SS) in località Pala ‘e S’Ena. Approvato l’uso di esplosivi della cava di inerti vulcanici in località Ena ‘e Giorzi in Agro di Ploaghe (SS). Procedura di Via anche per la cava di inerti a Tempio Pausania in località Monti Ruju, ed esito negativo per incompatibilità ambientale per un progetto di impianto fotovoltaico a Solanas (Sinnai). Sempre su proposta della titolare dell’Ambiente viene autorizzato dalla Giunta l’utilizzo del personale dell’Ente Foreste per interventi di sistemazione straordinaria e la messa in sicurezza degli alberi nel parco “San Lorenzo” a Santulussurgiu, nelle aree non gestite dall’Ente Foreste.

Su proposta dell’assessore Claudia Firino la Giunta approva definitivamente il piano di interventi straordinari e imprevisti per il diritto allo studio per l’anno scolastico 2014-2015 per 1.500.000 euro. Ancora, approvazione definitiva dei criteri e delle modalità per gli assegni di merito a favore degli studenti universitari. Approvata dalla Giunta anche la variazione di bilancio dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico (ISRE).

Innalzare i livelli qualitativi di almeno l’80% degli edifici scolastici sardi, con architetture di qualità ed interventi di manutenzione. È quanto si propone il progetto Iscol@, che dallo scorso marzo ha già investito 13,5 milioni di euro dando soddisfazione alle richieste pervenute da parte di 223 scuole, e che è tornato quest’oggi all’ordine del giorno della giunta regionale. “Scuole del nuovo millennio” e “Interventi di messa in sicurezza e manutenzione programmata” sono gli assi di cui sono stati approvati gli atti di indirizzo che prevedono riqualificazione degli edifici esistenti, realizzazione di nuove scuole, interventi che trasformino le scuole in luoghi più confortevoli e sicuri, oltre al proseguimento del programma di manutenzione straordinaria. La delibera, proposta dal presidente Francesco Pigliaru e dall’assessore Claudia Firino, contempla interventi su progetti proposti dagli Enti locali che partecipano al cofinanziamento con una quota del 20%. Secondo un dettagliato sistema di premialità, il cofinanziamento sarà ridotto laddove si propongano aggregazioni ed accorpamenti degli edifici, piani sovracomunali per superare eventuali pluriclassi o edifici con un numero di studenti sottodimensionati e rispetto delle tempistiche dei cronoprogrammi di attuazione. La selezione degli interventi sarà effettuata attraverso una procedura negoziale.

«Confermiamo il nostro impegno sulla scuola con un intervento globale, che mira ad armonizzare nuovi ambienti scolastici con i più avanzati modelli didattici – dichiara il presidente Francesco Pigliaru -. Osservando i bisogni formativi e culturali dell’istruzione in Sardegna, siamo ben consapevoli dell’attenzione particolare che deve essere rivolta ai territori che maggiormente soffrono l’isolamento e lo spopolamento. E per raggiungere la maggiore incisività, abbiamo deciso di utilizzare in un’unica cornice programmatica le molteplici fonti finanziarie che concorrono a finanziare gli interventi di edilizia scolastica» Soddisfatta anche l’assessore Claudia Firino: «In tal modo si mettono a sistema, in maniera coerente, le azioni sull’edilizia scolastica. Mi auguro che i comuni colgano l’invito a cooperare, reso esplicito in delibera».

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Il governatore della Sardegna, Francesco Pigliaru, e alcuni assessori, ieri hanno partecipato all’incontro organizzato nella sede della Provincia di Nuoro con gli amministratori locali per affrontare i problemi della provincia di Nuoro.

Dall’incontro è emerso che ci sono oltre 89 milioni di euro già disponibili per il Nuorese fra cantieri e progetti e 116 milioni di euro circa non ancora spesi di fondi Fesr della programmazione 2007-2013 da riprogrammare sul territorio. Non solo: per il bando destinato a Province e Comuni per opere in avanzato stato di progettazione (devono essere consegnate entro settembre 2015) dopo il raddoppio da 20 a 40 milioni di fondi europei, l’assessore regionale della Programmazione del Bilancio, Raffaele Paci, ha annunciato che la Regione è pronta a raddoppiare ancora arrivando a mettere a disposizione fra 70 e 80 milioni di euro.

Il governatore, con gli assessori dell’Istruzione Claudia Firino, dell’Industria Maria Grazia Piras, del Lavoro Virginia Mura, degli Enti Locali Cristiano Erriu oltre che del Bilancio Paci, hanno articolato gli incontri della giornata in tre momenti legati a istruzione, sviluppo e riforme degli enti locali. Al dibattito hanno partecipato gli amministratori locali, con in testa il sindaco di Nuoro, Alessandro Bianchi, e il presidente della Provincia, Costantino Tidu, oltre ai sindaci delle Unioni dei Comuni.

«Questa assemblea è stata pensata per darci l’opportunità di condividere un’idea e scrivere un’intesa tra noi», ha detto il presidente Pigliaru in apertura dell’incontro, proseguendo con una sintesi dei tanti punti toccati nella giornata nuorese. Il percorso è partito dall’istruzione, ha toccato imprenditorialità e lavoro, mettendo l’accento sulle potenzialità di quest’area. Subito dopo, gli incontri con i sindacati, nello specifico quelli dei settori chimica e tessile, per finire con l’Università. «Mentre cerchiamo di mitigare i danni di una crisi devastante, che in questo territorio si sente molto forte, di una profonda crisi industriale nata da scelte sbagliate del passato, dall’altra parte lavoriamo per uno sviluppo che deve essere concreto e sostenibile – ha sottolineato Francesco Pigliaru -. Abbiamo detto quali sono gli strumenti, ora insieme dobbiamo condividere le scelte. Serve un’assunzione di responsabilità da parte di tutti. In alcune cose la Regione sinora è stata decisamente carente ora che siamo noi al governo vogliamo fare in modo che questo non succeda più. Ma il territorio deve fare la sua parte, deve affrontare con noi delle scommesse e noi ci saremo». In conclusione di dibattito, infine, il presidente Pigliaru si è soffermato sul rapporto tra Regione e territorio. «Per noi oggi è l’apertura di un dialogo, decidiamo insieme se siamo pronti a collaborare, come noi vorremmo, o se preferiamo guardarci con diffidenza. Qui dobbiamo vincere quel grande nemico che è lo spopolamento. Le persone restano in un comune se hanno possibilità di lavoro e prospettive di benessere, cioè vivere opportunità di sviluppo. Ma per avere tutto ciò bisogna crescere, e uno dei cardini del nostro programma elettorale, premiato dagli elettori, è l’Unione dei comuni. Se non ci uniamo rischiamo di morire di ‘piccolezza’. Il frazionamento crea isolamento e spopolamento, non il vero sviluppo – ha concluso il presidente – che non è distribuire soldi pubblici ma è capacità, idee, creatività, produrre e vendere qualcosa che qualcuno compra. Fateci proposte, attendiamo da voi un documento e siamo pronti ad essere al vostro fianco».

L’assessore Paci ha confermato che ci sono moltissime risorse per il Nuorese, alcune già sul territorio e altre pronte per la progettazione, suddivise fra Opere pubbliche cantierabili (3,8 milioni), Pacchetti integrati di agevolazione (5,3 milioni), Progetti di Filiera e Sviluppo Locale (23,7 alle imprese e 29 alle opere pubbliche), Progetti di pronta cantierabilità (27,2 milioni). In più, ci sono in cassa i 116 milioni di euro di Fondi europei Fesr non spesi dalla programmazione 2007-2013. «Sono somme importanti che consentiranno interventi decisivi sul territorio – ha detto il vicepresidente della Regione -. Voglio ribadirlo ancora una volta, le risorse ci sono, vanno utilizzate bene. Oggi siamo qui a Nuoro, ed è la prima tappa dopo aver presentato la nuova programmazione territoriale due settimane fa ad Abbasanta, per iniziare a essere concreti e operativi – ha detto l’assessore Paci – Andiamo nei territori ad ascoltare le loro esigenze, non a imporre le nostre proposte. Le risorse ci sono, dovete essere voi a dire che cosa serve al vostro territorio e come vorreste che fosse realizzato. Siete voi a doverci comunicare un’idea di sviluppo. Un progetto vincente. Noi siamo pronti, e siamo qui per ascoltare voi. C’è poi una manovra finanziaria che ci consentirà di spendere 800 milioni in più dell’anno scorso e che integrando i fondi europei rappresenta una novità assoluta, c’è un piano infrastrutture da 600 milioni. Abbiamo trovato protocolli sottoscritti nel passato senza copertura finanziaria – ha concluso Paci -. Adesso basta, sono metodi che non ci appartengono: noi mettiamo a correre tante risorse e ora aspettiamo le vostre proposte».

Il vicepresidente della Regione ha poi annunciato che la Giunta regionale sta ipotizzando di raddoppiare ulteriormente lo stanziamento dei fondi europei Fesr 2007-2013 messi in campo con una procedura semplificata a sportello lo scorso 25 novembre, già portati a 40 milioni dai 20 iniziali. Il bando in poche ore aveva ricevuto 283 richieste da Comuni e Province sardi per un totale di 139 milioni e mezzo di euro. «Stiamo pensando di portare il finanziamento del bando a 70-80 milioni di euro – ha detto l’assessore Paci -. Tutti soldi che stiamo facendo di tutto per non perdere visto che non sono stati spesi nella precedente legislatura. L’obiettivo è spendere i soldi bene, velocemente e a favore delle comunità locali, il che significa aprire cantieri, creare nuova occupazione e rimettere in moto l’economia locale».

«Si va in una direzione che porta inevitabilmente al ripensamento dei poteri locali che devono riorganizzarsi – ha detto l’assessore Erriu, replicando agli interventi in chiusura del dibattito e assicurando che ogni passaggio sarà graduale per tutelare al massimo i dipendenti -. Non lasceremo nessun dipendente della Provincia per terra, ma una cosa è certa: guardare nello specchietto retrovisore non porta da nessuna parte, e pensare di caricare i costi delle Province che non ricevono più soldi dallo Stato sul bilancio regionale non è realistico. Lo Stato taglia e bisogna prendere atto che le Province stanno andando a morire.»

«Le linee guida alla base della riforma delle istituzioni locali della Sardegna – ha spiegato il titolare degli Enti locali – sono la semplificazione amministrativa e la condivisione con i territori. Una riforma che dev’essere coerente con le dinamiche in atto. Per realizzare questa riforma noi ascolteremo tutti, in primo luogo l’Anci che abbiamo già più volte sentito, ci confronteremo, valuteremo le singole esigenze. In Sardegna serve assolutamente un testo unico sugli enti locali, cioè una legge organica che metta ordine far le tante, troppe che esistono oggi e che sono come i tempi bizantini con colonne parallele costruite in tempi diversi, con risorse diverse e materiali diversi che rendono l’intero sistema confuso e disorganizzato. Così non si va da nessuna parte. Noi vogliamo fare una riforma che migliori la vita dei cittadini – ha concluso Erriu –. Dunque puntiamo sulla scuola, sul welfare, sulla semplificazione della pubblica amministrazione, sulla qualità dei servizi. La Regione, in un nuovo contesto organizzativo che preveda il rafforzamento delle Unioni dei Comuni, deve poter decentrare sul territorio funzioni e competenze.»