14 April, 2021
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Europa di Kivu Ruhorahoza (lungometraggio) e So What if the Goats Die di Sofia Alaoui (cortometraggio) hanno vinto il Carbonia Film Festival 2020 che, nonostante le incertezze e le difficoltà di questo anno così particolare, si è conclusa con successo, proponendo ancora una volta una ricca selezione internazionale incentrata su due grandi temi della contemporaneità, ovvero lavoro e migrazioni. Il primo successo è stato quello di riportare il pubblico ad avvicinarsi alla sala cinematografica per seguire gli appuntamenti del palinsesto cittadino. Il secondo successo è stato quello della sala virtuale del festival, la piattaforma streaming del CFF, che ha permesso ai film in concorso di varcare i confini regionali rendendoli fruibili gratuitamente in streaming su tutto il territorio nazionale.

«Possiamo considerare vinta la sfida che abbiamo accolto di realizzare il festival malgrado il difficile contesto italiano e internazionale. Lo streaming si è rivelato una scelta vincente. Lo dimostrano le migliaia di persone che hanno affollato la nostra sala virtuale, la ricchezza delle conversazioni registrate con gli autori della competizione e l’altissima media che tutti i film del concorso hanno registrato con il voto del pubblico -. dichiara il direttore del Carbonia Film Festival, Francesco Giai Via -. Nel panorama nazionale dei festival cinematografici di qualità Carbonia c’è, ha guadagnato un suo posto grazie alla capacità progettuale di un gruppo di lavoro radicato nel territorio ma che ha le competenze e la voglia di ampliare costantemente i propri orizzonti.»

«È stata un’edizione “complicata” ma comunque di grande interesse e partecipazione! Il lavoro profuso in tutti questi mesi ha portato i suoi frutti: lo testimoniano le tante presenze in sala durante le proiezioni e le visualizzazioni dei film del concorso sulla piattaforma streaming, cresciute in modo costante e progressivo. Un’esperienza che, ci siamo già detti, contiamo di ripetere, anche senza i condizionamenti dettati dalla pandemia! – aggiunge Paolo Serra, Direttore del Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria -. Ci confortano le numerose attestazioni di stima e i complimenti per la macchina organizzativa che è stata approntata e che ha garantito la partecipazione in sicurezza, merito di un intenso lavoro condiviso. Un successo, quello dell’edizione 2020 che appartiene non solo al CSC Carbonia della Società Umanitaria/Fabbrica del Cinema ma anche alla Cineteca Sarda, alla Regione Sardegna, al comune di Carbonia e alla Fondazione Sardegna Film Commission, al Mibact e, naturalmente a tutti quelli che, a vario titolo, vicini o lontani, hanno sentito “come proprio” il Carbonia Film Festival.»

16 film in concorso per 13 paesi, dalla Cina all’Africa, dagli Usa al Sud America passando per l’Europa. E poi ancora 7 eventi speciali2 mostreuna performance live, 8 conversazioni con i registi (in collaborazione con Eja TV e Fondazione Sardegna Film Commission) e un’assemblea digitale pubblica in partnership con LaComune.

Oltre al calore del pubblico in sala, che con grande interesse e desiderio di tornare al cinema ha partecipato alle proiezioni e agli appuntamenti del CFF, tante sono state le persone che hanno seguito la programmazione del festival online.

Un’edizione riuscita che ha visto trionfare EUROPA, “BASED ON A TRUE STORY” di Kivu Ruhorahoza come Miglior Film del Concorso Internazionale Lungometraggi. Il Premio Ucca CFF è andato a OVERSEASdi Sung-A Yoon, mentre BLOODY NOSE, EMPTY POCKETS di Bill & Turner Ross ha conquistato la Menzione Speciale della giuria Ucca oltre al Premio del Pubblico. Per il Concorso Internazionale Cortometraggi, il Premio al miglior corto è andato a SO WHAT IF THE GOATS DIE di Sofia Alaoui; acclamato anche GENIUS LOCI di Adrien Mérigeau, che ha ricevuto la Menzione Speciale della Giuria Sardegna Film Network, il Premio Giuria Cinema Giovani e il Premio Giuria CFF Scuole. 

TUTTI I FILM PREMIATI

La Giuria del Concorso Internazionale Lumgometraggi composta da Paolo Bertolin, Marcello Sannino e Manuela Buono, ha assegnato il Premio Miglior Film, del valore di 4.000 euro, a EUROPA, “BASED ON A TRUE STORY” di Kivu Ruhorahoza con la seguente motivazione: «La giuria ha deciso di segnalare un’opera che incorpora dialetticamente nella sua forma la riflessione personale e politica del cineasta. Il suo film interroga il ruolo del cinema nella discussione contemporanea sull’identità e la rappresentazione del migrante. Gli interrogativi e le contraddizioni che il regista solleva attraverso il testo filmico attivano un dialogo aperto e fruttuoso con lo spettatore».

Vince il Premio Ucca Carbonia Film Festival per il miglior film del Concorso Internazionale Lungometraggi del valore di 1.000 euro, attribuito da una giuria nominata dall’Unione Circoli Cinematografici dell’Arci e composta da Antonio Borrelli, Marino Canzoneri e Chiara Malerba, OVERSEAS di Sung-A Yoon con la seguente motivazione: «Per la capacità di raccontare con ironia ed empatia attraverso uno spaccato inconsueto – una scuola di formazione alla migrazione – la condizione di donne costrette a sottomettersi ad un regime di lavoro disumano in una terra straniera, il tutto restituito con una cifra stilistica consapevole, che, mediante l’uso della camera e la cura della composizione, riesce a raccogliere la sintesi di quella esperienza». 

La giuria ha assegnto inoltre una Menzione Speciale a: BLOODY NOSE, EMPTY POCKETS di Bill & Turner Ross, «Per l’idea di mostrare come un luogo possa diventare spazio di confronto e incontro di un’umanità ai margini, spesso oscurata nella narrazione contemporanea degli Stati Uniti e in straordinaria contrapposizione al “sogno americano”».

Il Premio del Pubblico, del valore di 1.000 euro, attribuito dagli spettatori che hanno potuto votare anche online, va a BLOODY NOSE, EMPTY POCKETS di Bill & Turner Ross .

Sono tre i premi assegnati ai film del Concorso Internazionale Cortometraggi.

La Giuria Sardegna Film Network composta dalla rete dei festival di cinema sardi – riuniti sotto l’egida della Fondazione Sardegna Film Commission – di cui fanno parte Joe Bastardi, Dolores Calabrò, Massimiliano Mazzotta, ha assegnato il Premio Concorso Internazionale Cortometraggi, di 1.000 euro, a SO WHAT IF THE GOATS DIE di Sofia Alaoui, «Per la capacità di mettere in scena lo spettro delle urgenze umane, e al contempo ribaltare gli equilibri, relativizzando il senso della nostra esistenza; e per averlo fatto utilizzando un linguaggio fresco e mai lusinghiero». 

La giuria ha assegnato inoltre una Menzione  speciale a GENIUS LOCI di Adrien Mérigeau «Per la forza estetica impetuosa attraverso la quale restituisce il mondo interiore della protagonista; per averci portato in un mondo fatto di sensazioni, paure e angosce dandoci la possibilità di visualizzarle».

lI Premio Giuria Cinema Giovani al miglior cortometraggio, assegnato da una giuria composta dalle partecipanti e dai partecipanti al Programma Carbonia Cinema Giovani che quest’anno si è svolto online, per un valore di 500 euro, va a GENIUS LOCI di Adrien Mérigeau Per il sapiente e raffinato uso di un’animazione  sorprendente, vibrante e Kandinskyana. Lo spettatore viene catapultato all’interno della psiche di una giovane ragazza, divisa fra pregiudizi culturali e classismo sociale, persa nel caos della città, gabbia nemica ma anche non-spazio antropomorfo in cui tutto è possibile. Viaggio mistico e surreale che diventa liberazione, catarsi, scioglimento dell’io nel magma dell’esistente, oltrepassando la questione identitaria. Un perfetto connubio di magia e perturbamento rendono quest’opera un esempio di ciò che il cinema può fare: divenire-tutto di forme e suoni in perenne metamorfosi. 

Una giuria composta da studenti e studentesse degli istituti di istruzione superiore “Gramsci Amaldi” e “Angioy” di Carbonia e “Lussu” di Sant’Antioco ha assegnato il Premio Giuria CFF Scuole del valore di 500 euro a GENIUS LOCI di Adrien Mérigeau «Per l’animazione fluida e intensa che evidenzia la grande sensibilità dell’autore e la capacità di rappresentare, attraverso l’atmosfera caotica della metropoli, l’inquietudine del genio umano. Interessante il riferimento al “Genius Loci” dell’antica cultura Greco-Romana».

Fotografie di Fabio Dongu

 

 

 

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E’ stato presentato stamane, a Cagliari, il Carbonia Film Festival 2020, in programma dal 6 all’11 ottobre, organizzato dal Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria – Fabbrica del Cinema e Cineteca Sarda, insieme alla Regione Autonoma della Sardegna e al comune di Carbonia, con il sostegno di Fondazione Sardegna Film Commission e Mibact – Direzione Generale Cinema.

Da Carbonia a tutta Italia con un semplice click. Sarà un’edizione ibrida quella del Carbonia Film Festival 2020, che in un anno di restrizioni e distanziamento sociale abbatte i confini regionali presentando la sua programmazione sia in presenza, come sempre al Teatro Centrale di piazza Roma, sia sul web: gratuitamente online in tutto il territorio nazionale all’indirizzo online.carboniafilmfest.org. 

Da martedì 6 a domenica 11 ottobre il meglio della produzione cinematografica internazionale sulle tematiche di lavoro e migrazioni. Organizzato dal Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria e dalla Cineteca Sarda, il Festival presenta 16 film in concorso da tutto il mondo nelle due sezioni competitive, dedicate rispettivamente ai lungometraggi e cortometraggi che meglio hanno saputo raccontare i temi cardine della manifestazione.

«In questo 2020 fatto di incertezze e di scenari ineditispiega il direttore artistico Francesco Giai Via le sezioni competitive del Carbonia Film Festival porteranno in Italia in prima nazionale quanto di meglio il nuovo cinema d’autore internazionale ha prodotto nell’ultimo anno. Sedici film a nostro avviso assolutamente imperdibili per una selezione compatta e di alto profilo che, con una ricerca attenta sui nuovi talenti del cinema mondiale. Grazie poi alla nostra piattaforma streaming finalmente potremo mostrare la nostra selezione anche al di fuori dei confini isolani, permettendo così al pubblico di tutta Italia di apprezzare un lavoro di programmazione fatto con attenzione e da sempre improntato alla qualità non solo cinematografica, ma anche politica e umana.»

«Il Carbonia Film Festival sarà un viaggio, una volta ancora, tra quanto di più interessante è proposto dalla produzione cinematografica internazionale dedicata alle tematiche del lavoro e delle migrazioni, toccando le due americhe ma anche il continente asiatico, quello africano e molti paesi europeiaggiunge Paolo Serra, direttore del Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria –. La formula di questa edizione è figlia dell’incertezza che caratterizza il nostro presente, ma che ci ha consentito di non disperdere il lavoro fatto prima del lockdown e, al tempo stesso, di proporci a un pubblico diverso, extra regionale, al quale offrire l’opportunità di godere, senza complicati spostamenti, della programmazione pensata per questa edizione 2020.»

Il Festival in streaming – Tutti i film in concorso saranno disponibili per 48 ore dal momento di messa online. Per accedere alla piattaforma sarà sufficiente una semplice registrazione con indirizzo mail e password. Per restituire in maniera esaustiva l’esperienza del Festival, saranno online nella stessa piattaforma anche le conversazioni con i registi dei lungometraggi in concorso.

Il Festival in città – Il Teatro Centrale di piazza Roma, nel rispetto delle misure anticontagio, ospiterà la proiezione di tutti i titoli del Concorso Internazionale Cortometraggi e di quattro lungometraggiUna serie di eventi speciali contribuiranno poi ad arricchire il cartellone. A partire dai due film in arrivo a Carbonia direttamente dalla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia: mercoledì 7 ottobre Spaccapietre dei fratelli De Serio, alla presenza del regista Gianluca De Serio; e venerdì 9 ottobre Assandira, l’ultimo di film di Salvatore Mereu tratto dall’omonimo romanzo di Giulio Angioni – saranno presenti il regista Salvatore Mereu e gli attori Marco Zucca e Corrado Giannetti.

Mentre sabato 10 è la volta di Rosa Pietra Stella di Marcello Sannino, che sarà presente in sala anche in veste di componente della Giuria Ufficiale del Festival. Domenica 11, infine, nell’ambito di “Spazio Sardegna” si proiettano Padenti di Marco Antonio Pani, Inferru di Daniele AtzeniProgresso Renaissance di Marta Anatra. Tutti i registi incontreranno il pubblico in sala al termine delle proiezioni.

Fanno parte degli eventi in presenza del CFF anche le performance dal vivo. Sabato 10 ottobre, alle 23.00, al Nuovo Caffè del Portico di piazza Roma, sarà protagonista Riccardo Massidda con Tender – Spartito dissonante per una drag queen, una riflessione sulla difficoltà di dare forma concreta alle idee e ai sogni che si sviluppa tra narrazione, quiz televisivo e dj set.

Domenica 11 spazio invece al teatro con Oltre il Velo: in scena Preziosa Salatino, attrice, regista e cofondatrice del Teatro Atlante di Palermo, che tuttora dirige. Uno spettacolo, il suo, che affronta i pregiudizi sui giovani musulmani di seconda generazione, i cosiddetti “nuovi italiani”. Sipario alle 16.00, al Teatro Centrale.

Le mostre – Il manifesto dell’edizione 2020 del Carbonia Film Festival è firmato da Sarah Mazzetti, illustratrice e fumettista bolognese conosciuta in tutto il mondo per le sue collaborazioni con il New York Times, il New Yorker e il Guardian. Una sua personale sarà ospitata a Carbonia alla Mediateca Comunale. Negli stessi spazi verrà allestita anche l’esposizione di Banditi a Orgosolo – Immagini dal film, curata dal docente di Cinema Fotografia e Televisione all’Università di Cagliari Antioco Floris. In mostra una selezione di immagini del film, fotogrammi e foto di scena, rappresentative dello stile di Vittorio De Seta e capaci di esprimere uno spaccato visivo del mondo barbaricino dei primi anni ’60. Entrambi gli allestimenti saranno visitabili sino al 23 ottobre (con orario 16.00-19.00 dal lunedì al venerdì, e 10.00-12.00/17.00-20.00 il sabato e la domenica).

Carbonia Cinema Giovani – Anche per l’edizione 2020 il Carbonia Film Festival conferma la sua vocazione formativa, invitando gli spettatori di età compresa tra i 20 e i 30 anni a far parte della Giuria Carbonia Cinema Giovani che assegnerà online il premio al miglior cortometraggio del Concorso Internazionale. Un momento di approfondimento, che non solo permetterà ai giurati di vivere il festival “dall’interno”, ma che si avvarrà di un programma di formazione dedicato, con webinar e masterclass tra cui un incontro virtuale in forma di assemblea realizzato in collaborazione con il collettivo LaComune.

Partnership con LaComune – Grazie all’accordo di partnership con LaComune – Osservatorio cinematografico sulla contemporaneità, il CFF ospiterà un’assemblea digitale pubblica sulla pagina  facebook.com/CarboniaFilmFestival nel corso della quale si dibatterà dei film della selezione. Il fil rouge che accomuna gli otto lungometraggi in concorso – il tema del corpo e ai cambiamenti socio-politici a cui è sottoposto – sarà il punto di partenza di questa conversazione assembleare ideata dal team de LaComune e mediata dal filosofo e curatore Leonardo Caffo con l’intervento di Giulia Blasi, docente e scrittrice. Il gruppo di discussione seguirà una serie di regole comunitarie che verranno enunciate all’inizio dell’assemblea al fine di rideclinare il tema in una nuova “ridefinizione”. Interverranno durante l’assemblea Irene Dionisio, tra i fondatori de LaComune, e il direttore artistico del festival Francesco Giai Via attraverso dei brevi estratti di Q&A con i registi degli otto lungometraggi in concorso. Al termine degli interventi programmati sarà aperto il dibattito assembleare per i partecipanti al webinar, oltre che al pubblico che potrà intervenire con domande scritte nei commenti o brevi interventi che saranno rilanciati all’assemblea.

Concorso Internazionale Lungometraggi – Otto i titoli per un vero e proprio viaggio attraverso le culture e le contraddizioni della nostra contemporaneità. C’è l’America di BLOODY NOSE, EMPTY POCKETS di Bill e Turner Ross, i gemelli “prodigio” del documentario targato Usa, che costruiscono un mosaico di vite nel corso dell’ultima notte alcolica in un bar di Las Vegas prima della chiusura definita. Presentato all’ultimo Festival di Berlino e acclamatissimo anche al Sundance, il film è stato girato durante le ultime fasi della campagna elettorale che ha portato all’elezione di Trump e racconta perfettamente uno spaccato di vita americana. E poi la Colombia di LOS CONDUCTOS di Camilo Restrepo, vincitore del premio per la Miglior Opera Prima all’ultimo Festival di Berlino, storia di un uomo in fuga da una setta che, nel tentativo di ritornare a una vita normale, è costretto a confrontarsi con i fantasmi del passato per un racconto fantastico sulla strumentalizzazione della religione e della violenza. Il confronto tra cultura ancestrale e modernità è centrale, seppur con linguaggi e storie completamente differenti, in due pellicole del concorso: MOGUL MOWGLI di Bassam Tariq che vede Riz Ahmed (Venom, The Night of) nei panni di Zed, un giovane rapper britannico trasferito a New York che alla vigilia del suo tour mondiale scopre di essere affetto da una malattia autoimmune che lo costringe a tornare a casa dalla sua famiglia in un costante dissidio tra desiderio di carriera e rispetto delle tradizioni; e DAYS OF CANNIBALISM di Teboho Edkins, documentario che è una sorta di western contemporaneo sulla globalizzazione capitalista e la presenza economica cinese nel mercato del bestiame in Africa, in uno scontro tra tradizioni locali e supremazia economica. Pellicola al femminile è WORKING GIRLS di Anne Paulicévich e Frédéric Fonteyne, storia di tre donne francesi unite da un crimine, tre eroine del quotidiano che conducono una doppia vita per sbarcare il lunario e che ogni mattina si ritrovano in un parcheggio per attraversare insieme il confine e raggiungere il bordello in cui prende vita la loro seconda identità. Anche OVERSEAS di Sung-a Yoon offre uno sguardo sulla condizione femminile, con un documentario girato all’interno di un centro di formazione ai lavori domestici nelle Filippine, che racconta la vita di queste donne disposte ad abbandonare talvolta per sempre il loro paese. Trova spazio anche la commedia, con l’esordio dell’indiano Prateek Vats, EEB ALLAY OOO!, una riuscita satira sulla condizione dei migranti attraverso le vicissitudini del protagonista, ingaggiato per scacciare le scimmie fastidiose di Nuova Delhi fuori dagli edifici governativi, riuscendo con umorismo a raccontare le dinamiche di potere nella capitale indiana. Chiude la selezione EUROPA “BASED ON A TRUE STORY” di Kivu Ruhorahoza, una storia d’amore che rispecchia le tensioni sociali e razziali in Gran Bretagna e in Europa, in cui la finzione narrativa si alterna ad immagini di scontri sociali e manifestazioni per le strade di Londra. Girato prima del voto alla Brexit, il film offre una visione dello stato socio-politico della città documentando tensioni legate all’immigrazione e violenze che negli ultimi mesi hanno portato alla nascita del movimento Black Lives Matter.

Concorso Internazionale Cortometraggi – Un percorso che va dai Paesi Arabi attraverso l’Europa, passando per l’Africa fino a Buenos Aires. Mahdi Fleifel con 3 LOGICAL EXITS torna in Libano, dopo il suo lavoro precedente, per far visita ad un amico in un campo profughi, compiendo una riflessione sociologica sulle scelte dei giovani palestinesi che ci vivono. Anche THE BLUE STAR di Valentin Noujaïm è la storia di un uomo libanese, stanco di sentirsi straniero, che implora il cielo affinché lo aiuti a trovare il proprio posto nel mondo. Vincitore del Gran Premio della Giuria al Sundance 2020, SO WHAT IF THE GOATS DIE di Sofia Alaoui segue il giovane pastore Abdellah che vive in alta montagna con il padre. Per far fronte ad un’epidemia di capre, Abdellah deve raggiungere il villaggio più vicino, dove scopre che si sono verificati strani fenomeni soprannaturali. Riflette sul potere della voce individuale e collettiva SOUTH di Morgan Quaintance, prendendo come spunto di partenza due movimenti di protesta antirazzisti e antiautoritari nel sud di Londra e nel South Side di Chicago. GENIUS LOCI, animazione diretta da Adrien Mérigeau, segue la giovane Reine attraverso il caos urbano di una città notturna. Realizzato intrecciando estetiche differenti, questo lavoro prodotto su carta con inchiostro e acquerello ha richiesto oltre tre anni di lavorazione. Il risultato è un lavoro delicato fatto di animazioni fluide. Mark Metcalf, noto per i celebri villain e i caratteri autoritari che ha interpretato nella sua carriera sia al cinema che in tv, da Animal House a Buffy l’Ammazzavampiri, è il protagonista di CHARACTER. In questo corto la regista Vera Brunner-Sung offre uno sguardo critico dell’attore che riflette sulla sua carriera e sul concetto di potere. La cultura musicale come collante tra le persone è al centro di SALSA di Igor Dimitri, il racconto di un normale pomeriggio nel salone di un parrucchiere dominicano a Buenos Aires, dove clienti, artisti, attori e cantanti si incontrano a ritmo di musica. Ultimo dei corti in concorso è THE NAMES HAVE CHANGED, INCLUDING MY OWN AND TRUTHS HAVE BEEN ALTERED in cui Onyeka Igwe cerca di ricostruire la storia di suo nonno a partire dal materiale trovato negli archivi personali, coloniali e televisivi della Nigeria, alla ricerca di una verità che, come suggerisce il titolo del film, può essere modificata.

Giurie e premi – Diverse giurie assegneranno i premi alle opere in competizione del Carbonia Film Festival 2020. Per il Concorso Internazionale Lungometraggi un premio di 4.000 euro all’opera vincitrice da parte della “Giuria Ufficiale” composta Paolo Bertolin, produttore, critico e collaboratore di importanti festival tra cui Venezia e Locarno; Marcello Sannino, regista, documentarista e operatore culturale; e Manuela Buono, produttrice e fondatrice della Slingshot Film. 

Due ulteriori premi, entrambi del valore di 1.000 euro, saranno assegnati dalle spettatrici e spettatori del Festival e dalla “Giuria Ucca” composta da Marino Canzoneri, presidente di ARCI Sardegna; Chiara Malerba, esercente cinematografica, programmatrice e selezionatrice per il Festival Corto Dorico; e Antonio Borrelli, vicepresidente nazionale Ucca e dirigente dell’associazione cinematografica Arci Movie Napoli.

Per il Concorso Internazionale Cortometraggi, il premio ufficiale di 1.000 euro per il miglior film sarà attribuito dalla “Giuria Sardegna Film Network”, composta dalla rete dei festival di cinema sardi – riuniti sotto l’egida della “Fondazione Sardegna Film Commission” – di cui faranno parte Joe Bastardi, regista e direttore artistico dell’Andaras Film Festival; Dolores Calabrò, operatrice culturale e direttrice artistica del Festival Passaggi d’Autore; e Massimiliano Mazzotta, regista e ideatore del Festival Life After Oil.

Anche per i corti due premi aggiuntivi: quello assegnato dalle partecipanti e dai partecipanti alla “Giuria Cinema Giovani” e quello della “Giuria Scuole” composta da studenti e studentesse degli istituti di istruzione superiore, Entrambi avranno un valore di 500 euro.

 

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Giunge alla quindicesima edizione Passaggi d’Autore: intrecci mediterranei, il festival del cortometraggio organizzato a Sant’Antioco dal Circolo del Cinema “Immagini”: da martedì 3 a domenica 8 dicembre, tiene banco nella cittadina sulcitana l’appuntamento con il cinema in forma breve prodotto nell’area del Mare Nostrum, quest’anno testimoniato da film provenienti da diciassette Paesi, con un focus in particolare sul Portogallo.

Nutrito e assortito, come da tradizione, il programma del festival che si rinnova senza interruzioni dal 2005 e che si avvale della direzione artistica del regista bosniaco Ado Hasanović e di Dolores Calabrò, del Circolo del Cinema “Immagini”. Sono oltre sessanta i film (in lingua originale, con sottotitoli in italiano e in inglese) che si potranno vedere nell’Aula consiliare del comune di Sant’Antioco nelle sei giornate di Passaggi d’Autore. Film che spaziano tra i generi – dalla fiction al documentario, dalle web series al cinema d’animazione fino a quello sperimentale – selezionati tra quelli che hanno ricevuto premi e riconoscimenti o partecipato a importanti festival nazionali e internazionali, come il Sarajevo Film Festival (SFF) e il francese Clermont-Ferrand Film Festival, che rinnovano la loro collaborazione con la rassegna sarda attraverso una selezione dei cortometraggi presentati nelle rispettive edizioni di quest’anno e la partecipazione di alcuni dei registi ospiti: Foued Mansour, Sajra Subašić e Stefan Djordjevic.

Ma il fulcro di Passaggi d’Autore è la sezione “Intrecci mediterranei”, che nell’arco di quattro serate (martedì 3, mercoledì 4, sabato 7 e domenica 8 dicembre) proporrà ventisei cortometraggi, con la presenza di alcuni dei registi che presenteranno le loro opere e dialogheranno con il pubblico: Erenik Beqiri, Sirio Sechi, Younes Ben Slimane, Andrea Murgia, Elena Bouryka, Randa Maroufi, Riccardo Cara, Eitan Pitigliani e Azedine Kasri.

Il festival dedica in questa edizione numero quindici un focus al Portogallo con un intero pomeriggio di proiezioni, giovedì 5, che vedrà la partecipazione, anche in questo caso, di alcuni dei registi dei nove cortometraggi in programma: Diogo Costa Amarante, Regina Pessoa e Mónica Santos. Poi, in serata, musica con il violoncellista Davide Zaccaria, la cantante lusitana Maria Anadon ed il chitarrista André Dias. Gli stessi musicisti faranno anche parte integrante del Mediterranean Ensemble, formazione internazionale costituita ad hoc, con la direzione artistica di Emanuele Contis, al centro dei riflettori la sera di domenica 8 per la festa di chiusura.

Passaggi d’Autore riserva un’attenzione particolare anche a uno dei fenomeni innovativi degli ultimi anni: le webseries, storie a episodi appositamente concepite per la rete, che costituiscono la rivoluzione digitale delle tanto amate serie tv. Ma c’è spazio pure per i video musicali, il cinema d’animazione e varie attività laboratoriali rivolte ai giovani, studenti (ma non solo), dalla scuola primaria all’università, su temi e esperienze come la critica radiofonica, la traduzione dei dialoghi e la sottotitolazione dei film, la fotografia, l’animazione in stop motion con la tecnica della puppet animation.

Aggiunge prestigio al festival la partecipazione di un regista del calibro di Daniele Luchetti, che sabato 7 si racconterà al pubblico, partendo dalla visione del suo primo film, “Domani accadrà”, del 1988.


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Giunge alla quindicesima edizione Passaggi d’Autore – Intrecci mediterranei, il festival del cortometraggio mediterraneo organizzato a Sant’Antioco (Sud Sardegna) dal Circolo del Cinema “Immagini”. Da martedì 3 a domenica 8 dicembre, la cittadina sulcitana torna a essere la casa del cortometraggio mediterraneo, rappresentato da diciassette Paesi, quest’anno con un focus in particolare sul Portogallo.
 
Nutrito e assortito, come da tradizione, nel festival che si ripete senza interruzioni dal 2005, il programma delle proiezioni, spaziando dalla fiction al documentario, dalle “web series” al cinema d’animazione fino a quello sperimentale. Sono una sessantina i cortometraggi in lingua originale, con sottotitoli in italiano e in inglese, selezionati tra quelli che hanno ricevuto premi e riconoscimenti, o partecipato a prestigiosi festival nazionali ed internazionali, per approfondire la conoscenza dei Paesi del Mediterraneo affrontando le tematiche più varie: l’interscambio culturale, l’emigrazione, le differenze culturali e l’integrazione, le tradizioni comuni, i mestieri, l’ambiente e altro ancora.
 
Le proiezioni del festival – che si avvale della direzione artistica del regista bosniaco Ado Hasanović e di Dolores Calabrò, del Circolo del Cinema “Immagini” – sono arricchite dagli incontri con alcuni tra i registi dei film programmati e altri ospiti di rilievo, mentre diversi laboratori e due eventi musicali completano il cartellone.

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Il viaggio e la migrazione verso un nuovo inizio, l’importanza dell’istruzione nei contesti di crisi e la sua funzione vitale per l’educazione delle giovani generazioni alla pace, il coraggio delle donne curde, la guerra e il prezzo imposto ai bambini e alle loro famiglie. Nella Giornata Mondiale dei Diritti Umani il festival “Passaggi d’Autore: Intrecci Mediterranei”, da sempre sensibile ai problemi che affliggono i paesi devastati dal conflitto e dalla violenza, dedica oggi a queste problematiche la sezione Eventi. Dalla mattina alla sera una serie di incontri a favore della difesa dei diritti umani e alcuni momenti di riflessione e di dibattito intorno a questi temi, con incontri, proiezioni di corti, presentazioni di artwork, recital, mostre.

Si parte alle 10.30 con il corto “Migration” di Sylvaine Jenny e Philippe Vu, Francia, 2016, 13: l’attraversamento del deserto, i campi, il mare, la fuga dalla morte. Subito dopo la presentazione ai bambini della scuola primaria della graphic novel “Il viaggio”, opera prima di Francesca Sanna. Illustratrice cagliaritana emigrata in Svizzera, con questo libro si è aggiudicata l’Oscar della “Society of Illustrators di New York”.

Attraverso gli occhi di un bambino siriano, il libro racconta la fuga dalla guerra, il viaggio che cambia la vita per sempre. Nel pomeriggio, dalle 17.00 in poi, la proiezione di cinque cortometraggi con autori provenienti da Italia, Francia, Siria e Slovenia, i cui temi spaziano su diversi argomenti di grande attualità: dalla vita nei campi profughi alla fuga dai paesi in guerra, fino alla speranza di un approdo nelle coste europee e di una nuova vita. Il tema del confine e delle differenze invece apre la sequenza nel brevissimo “Border” di Paolo Zucca, Italia, 2016, 1’; la replica di “Migration” di Sylvaine Jenny e Philippe Vu, Francia; “Another

kind of girl” di Khaldiya Jibawi, Siria, 2015, 10’; “Borders” di Damjan Kozole, Slovenia, 2016, 10’; “Babbo Natale” Alessandro Valenti, Italia,2016, 15’.

Alle 18.00 Francesca Sanna presenterà il suo libro “Il viaggio” al pubblico adulto e introdurrà il suo lavoro di ricerca, portato avanti con lo scopo di indagare il significato intrinseco di “migrazione”, attraverso interviste ai rifugiati alloggiati nei centri di accoglienza in Svizzera e in Italia, provenienti dalla Siria, Eritrea, e Somalia. Alle 18.30 l’incontro speciale con una giovane ambasciatrice impegnata, in collaborazione con UNICEF_Italia, nella campagna di sensibilizzazione #EmergyLessons: la diciannovenne Jovana Kuzman. Nata in Serbia, vive a Roma. Non ha mai vissuto in un campo profughi, ma conosce la guerra e sa quale terribile prezzo imponga ai bambini e alle loro famiglie. Per questi motivi è stata scelta come Youth Ambassador dell’Unicef. La sua mission, quella di recarsi in Giordania per documentare l’impegno di Unicef e Unione Europea per l’istruzione nelle emergenze umanitarie, dove ha incontrato tanti giovani nel campo profughi di Za’atari che ospita 80.00 rifugiati siriani, e portare al mondo il messaggio chiaro di Malak, un suo coetaneo profugo: «La scuola è vita, a scuola si impara prima di tutto a vivere, e senza istruzione non c’è vita».

Alle 19.00 la slide show con le immagini “Figli del Medio Oriente” di Linda Dorigo, fotografa-giornalista specializzata sul Medio Oriente (Le Monde, L’Espresso, Die Zeit, Marie Clarie). Uno sguardo speciale sul mondodell’infanzia nella regione curda, in particolare della Siria, Iraq e Iran. Paesi che si trovano a vivere una guerra endemica da anni, il cui prezzo lo pagano il più delle volte i bambini, costretti a crescere in città sotto le bombe e sotto assedio, come Aleppo. Molti di loro diventano profughi e vivono in campi con scuole e case di fortuna. Linda è attualmente impegnata anche ad un progetto a lungo termine sul Grande Kurdistan e l’identità curda.

Non solo problemi legati ai diritti umani dei bambini, ma anche delle donne e del loro straordinario coraggio, come quelle di Kobane ed il loro ruolo nella guerra contro l’ISIS. Sarà presente anche la regista curda Leyla Toprak, che alle 21.30 affronterà il tema delle donne curde nel suo cortometraggio “Uzak Mi …”. Un film che ritrae le conseguenze di questa efferata guerra nella città, tra la sua gente e l’ambiente, così come la resistenza delle donne alle scritture antiche che impongono loro modelli prescritti di comportamento e di sottomissione.

Subito dopo in chiusura il recital cantato Azad/Libertà di Marco Rovelli, cantautore e scrittore (testi, chitarra e voce) e Serhat Akbal (saz baglama e voce). Uno spettacolo che riprende l’ultimo romanzo dello stesso Rovelli, “La guerriera dagli occhi verdi” (Giunti Editore), che racconta la storia di Avesta, una guerrigliera curda morta nella lotta contro Daesh. Una storia dedicata a tutta l’umanità e a chi cerca la libertà.

Il Festival “Passaggi d’autore: Intrecci Mediterranei” per tutta la sua durata, ospita i ragazzi del Centro Accoglienza di Narcao, gestito dall’Associazione DIOMIRA Onlus, Centri di Accoglienza, che in questo momento dà ospitalità a 120 migranti richiedenti asilo. Provenienti da diversi paesi, hanno potuto assistere in questi giorni alle proiezioni dei cortometraggi in lingua originale, scoprire nuovi mondi e arricchire il loro bagaglio culturale, così come da tanti anni accade a chi segue e apprezza il festival.

Passaggi d’Autore: Intrecci Mediterranei è un progetto culturale importante che da dodici anni lavora per superare barriere e confini, oggi più che mai un esercizio necessario per non cadere nei facili dualismi e contrapposizioni mediatiche. Il festival è anche un’occasione per vedere film che raramente passano nei normali circuiti cinematografici, piccoli capolavori racchiusi in pochi minuti di lavoro appassionato.

L’ingresso a tutte le giornate del festival è gratuito e aperto a tutti.

La direzione artistica è affidata per il secondo anno consecutivo al regista bosniaco Ado Hasanović e a Dolores Calabrò, del “Circolo del Cinema – Immagini”, responsabile della programmazione, che cura la manifestazione fin dalla sua prima edizione.

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Prosegue il Festival “Passaggi d’Autore: Intrecci Mediterranei”, domani venerdì 9 dicembre, con la sezione dedicata alle Web Series, una nuova frontiera della fiction seriale. Un nuovo modo di raccontare storie che sperimenta generi, forme narrative, linguaggi e che ha il centro nel Web e nei media digitali. Un modello di fiction narrativa con una struttura seriale che viene fruita attraverso il computer, i cellulari e i tablet. Un nuovo formato mediale che richiama i modelli della serie tv ma integrandoli con le caratteristiche specifiche della Rete quali l’interattività, la possibilità di condividere e di rendere partecipi gli utenti, fino alla viralità, configurando un nuovo mercato dell’audiovisivo e della creatività. L’idea al centro di questa quarta serata del festival del Cortometraggio Mediterraneo è quella di ospitare alcuni autori e registi i cui prodotti esprimono diverse possibilità nel raccontare le storie attraverso le web series. Tra questi la scelta di portare alcuni tra i più interessanti le cui opere denotano la maestria, l’originalità ed il talento made in Italy e made in Sardinia in questo campo. In arrivo quindi nella sala consiliare del comune di Sant’Antioco, a partire dal pomeriggio, quattro web series (con registi al seguito).

Alle 16.30 il via con The Bomb” di Paolo Bernardelli, la prima serie online su scala internazionale realizzata in realtà virtuale, fruibile attraverso un visore (su prenotazione) da indossare sul viso. Un ampio campo visuale permette infatti allo spettatore di immergersi nella scena, con un movimento a 360°. Si tratta di una tecnologia ad alto valore innovativo, poiché mette insieme due sistemi di ripresa e montaggio a ora mai utilizzati insieme, soprattutto nella fiction. Partecipa a Passaggi d’Autore il regista e l’autore Roberto Venturini.

Alle 17.30 “Tutte le ragazze di una certa cultura” di Felice V. Bagnato che racconta, in otto episodi, la storia d’amore tra due casi disperati che si amano, si odiano, si amano e poi si odiano ancora, mettendo a nudo le nevrosi, le idiosincrasie di questo furioso e schizofrenico secondo decennio del 2000. Tra finti intellettuali, ragazze “Amelie” e fotografe, tra artiste commesse cerchiobottiste ed imprenditrici vegane, tra citazioni cinematografiche, letterarie e musicali, la generazione BimBumBam viene raccontata con ironia spietata e comicità dissacratoria. In sala saranno proiettati gli episodi 1, 2, 3, 4 e 7.

Alle 18.30 “Quella sporca sacca nera” di Mauro Aragoni, regista ogliastrino, nominato tra i dieci film western di Rolling Stone Magazine 2015. Uno Spaghetti Western crudo e spietato in cui il regista omaggia e riprende la vecchia scuola del grande Sergio Leone pur tenendo fede  al suo personale stile cupo e horror. La serie ha riscosso numerosi premi e nomination nei festival internazionali dedicati alla web series (Los Angeles Web fest 2015; Miami Web Fest 2015; Festival Internazionale Roma Web Fest, per citarne solo alcuni), un ottimo successo di critica in Italia e all’estero, e grandi complimenti da parte di alcuni importanti esponenti del genere cinematografico quali Giancarlo Santi ed Ennio Morricone. La trama: un freddo e spietato cacciatore di taglie è alla ricerca di due banditi, le tracce lo portano in terra di confine dove i problemi saranno i primi ad arrivare, il contenuto della sacca nera che porta con sé verrà scoperto dalle persone sbagliate che faranno di tutto per averlo …

Alle 21.30 la serata si chiude con la web series “Lost in Sardinia” diretta dal regista Davide Melis. Un progetto di comunicazione innovativo del territorio che ha fatto guadagnare alla Regione Sardegna, ente promotore dell’iniziativa, l’assegnazione del 2° premio per la comunicazione pubblica in Europa. La Serie web di 25 episodi e il cortometraggio (ideati e realizzati da Karel) raccontano il mondo rurale sardo attraverso un impianto di fiction in cui la giovane protagonista Sibylle, una ragazzina punk molto urbana, verrà mandata in giro per le campagne della Sardegna per raccontare in modo non convenzionale come è cambiato il mondo dell’agricoltura, evidenziandone e valorizzandone i nuovi aspetti tra sperimentazione, nuove tecnologie e rispetto delle tradizioni. Saranno proiettati per questa occasione i primi dieci episodi.

Durante la serata saranno presenti in sala tutti i registi delle opere in programma, a disposizione per eventuali domande e dialogare con il pubblico. La serata è coordinata e presentata da Mirko Lino, fondatore e caporedattore di EmergingSeries Journal.

Il Festival “Passaggi d’autore: Intrecci Mediterranei” per tutta la sua durata, ospita i ragazzi  del Centro Accoglienza di Narcao, gestito dall’Associazione DIOMIRA Onlus, Centri di Accoglienza, che in questo momento dà ospitalità a 120 migranti richiedenti asilo. Provenienti da diversi paesi, hanno potuto assistere in questi giorni alle proiezioni dei cortometraggi in lingua originale, scoprire nuovi mondi e arricchire il loro bagaglio culturale, così come da tanti anni accade a chi segue e apprezza il festival.

Un progetto culturale importante che da dodici anni lavora per superare barriere e confini, oggi più che mai un esercizio necessario per non cadere nei facili dualismi e contrapposizioni mediatiche. Il festival è anche un’occasione per vedere film che raramente passano nei normali circuiti cinematografici, piccoli capolavori racchiusi in pochi minuti di lavoro appassionato.

L’ingresso a tutte le giornate del festival è gratuito e aperto a tutti.

La direzione artistica è affidata per il secondo anno consecutivo al regista bosniaco Ado Hasanović affiancato da Dolores Calabrò, del “Circolo del Cinema – Immagini” (presidente Luciano Cauli), responsabile della programmazione, che cura la manifestazione fin dalla sua prima edizione.