28 June, 2026
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Il 6 e 7 giugno scorso la Pineta Candiani di Porto Pino, nel comune di Sant’Anna Arresi, ha ospitato il campo del progetto “Sardegna2030: conoscere e comunicare la sostenibilità”. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Direzione Generale della Difesa dell’Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna e il Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente (DISVA) dell’Università di Cagliari.

Il progetto, avviato grazie a un accordo del 2025 all’interno della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile Sardegna2030, coinvolge la componente studentesca del corso di laurea in Scienze della Comunicazione e l’interclasse delle Scienze Naturali per creare modi di raccontare la sostenibilità attraverso lo scambio di competenze tra chi studia discipline diverse ma complementari.

«Il campo di Pineta Candiani spiega la professoressa Marignani, responsabile scientifica del progetto ha rappresentato un importante momento di confronto e di avanzamento delle attività. Durante il percorso, i partecipanti hanno lavorato insieme alla realizzazione di un video-lessico e di un vocabolario minimo condiviso sui temi della sostenibilità, con l’obiettivo di costruire un linguaggio comune e più comprensibile per tutti, capace di mantenere il rigore scientifico. Questo progetto nasce dalla consapevolezza che la tutela degli ecosistemi e della biodiversità svolge un ruolo fondamentale nell’affrontare le sfide ambientali e sociali del nostro tempo. Conservare il patrimonio naturale significa contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e migliorare concretamente la qualità della vita delle persone.»

Nel corso delle due giornate, il dialogo e la contaminazione tra le scienze naturali e della comunicazione hanno permesso di sviluppare linguaggi, strumenti e narrazioni capaci di rendere i temi della sostenibilità accessibili, concreti e più vicini alle giovani generazioni.

«Questo percorso dimostra che la Strategia Sardegna2030 è un processo vivo, che cresce nel territorio grazie a un approccio di coinvolgimento delle giovani generazioni evidenzia Emanuela Manca, del Gruppo di coordinamento della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile -. Insieme all’Università di Cagliari, imparando direttamente sul campo, nel prezioso ecosistema di Porto Pino, al fianco di docenti e testimoni competenti, si è lavorato sul contributo che la conservazione della biodiversità può fornire al contrasto ai cambiamenti climatici, con conseguente miglioramento della qualità della vita. L’apprendimento diventa quindi un’esperienza profonda e partecipata, capace di diventare narrazione rigorosa e accessibile a tutta la società nell’ottica dell’Educazione alla Cittadinanza Globale.»

Le attività si sono svolte nella Pineta Candiani di Porto Pino, area ricompresa nella Zona Speciale di Conservazione (ZSC) “Promontorio, dune e zona umida di Porto Pino”, appartenente alla rete ecologica europea Natura 2000.

A fare gli onori di casa il sindaco di Sant’Anna Arresi, Paolo Luigi Dessì: «Ospitiamo con orgoglio questo importante campo formativo qui a Sant’Anna Arresi e, in particolare, sul compendio di Porto Pino e della Pineta Candiani. Per la nostra amministrazione e la nostra comunità, accogliere questo laboratorio è la conferma di quanto sia prezioso il nostro patrimonio naturale. Vedere la popolazione studentesca dialogare con le istituzioni e studiare forme innovative di comunicazione della sostenibilità direttamente sul nostro territorio rappresenta una straordinaria opportunità di crescita culturale, capace di unire la conoscenza e salvaguardia degli ecosistemi con le esigenze di tutta la cittadinanza».

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Campagne di informazione, ricerca, sensibilizzazione e azioni concrete per liberare il mare dalla plastica. Il messaggio, lanciato da Greenpeace Italia per il “Mayday Sos plastica tour”, recepito dalla Regione Sardegna e inserito nel “Festival dello Sviluppo Sostenibile”, ha trovato nell’Area Marina Protetta di Tavolara – Punta Coda Cavallo un partner valido e convinto. Il pianeta senza plastica non è solo un appello che viene divulgato attraverso specifiche campagne anti inquinamento dei mari, ma è un’esigenza, una necessità impellente che il mondo non può più ignorare. In Gallura, con l’Amp di Tavolara a fungere da cassa di risonanza, il progetto “plastica zero” ha riscosso un ampio consenso sia da parte del pubblico che del privato.

Se ne è parlato venerdì sera, nella sede dell’Amp, durante la presentazione del programma di monitoraggio delle acque, che unisce Greenpeace Italia, The Blue Dream Project, Cnr-Ias e Università Politecnica delle Marche nell’obiettivo comune di stabilire l’incidenza delle microplastiche sull’ecosistema marino. La situazione è preoccupante. “Abbiamo deciso di raccogliere il grido d’allarme che arriva dal pianeta – ha spiegato Giuseppe Ungherese, responsabile Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia -. Ogni minuto nel mondo un camion di plastica viene riversato in mare, riciclare non basta più, è necessario diminuire la produzione”. Immagini drammatiche che hanno trovato conferma nelle parole di Stefania Gorbi, ricercatrice dell’Università Politecnica delle Marche: «Lo studio delle microplastiche consente di vedere ciò che ad occhio nudo non si scorge. I dati che abbiamo raccolto certificano che una percentuale elevatissima di pesci, tra il 70 e il 90 per cento di quelli analizzati, ingeriscono la plastica. Il danno ambientale è evidente». A quantificarlo sono gli studi del Cnr-Ias: «I campionamenti dell’acqua, dei sedimenti marini e dei microrganismi – ha spiegato la ricercatrice Francesca Garaventa – dimostrano la preoccupante evoluzione delle microplastiche e delle nanoplastiche nell’ambiente e nello specifico nelle foci dei fiumi e nelle Aree protette».

L’allarme è reale e l’Amp di Tavolara ha deciso di schierarsi in prima linea per affrontare il problema con programmi di educazione ambientale e di sensibilizzazione rivolti alla popolazione. Hanno trovato il convinto sostegno dell’opinione pubblica, come sottolineato da Augusto Navone ed Alessandro Casella – rispettivamente direttore dell’Amp e presidente del Consorzio di Gestione dell’Amp di Tavolara – le ordinanze emesse dai sindaci galluresi che hanno imposto i divieti di fumo e di utilizzo di plastiche monouso nelle spiagge. E’ il caso dei primi cittadini di Olbia, Settimo Nizzi; di San Teodoro, Domenico Mannironi e di Francesco Lai, sindaco di Loiri Porto San Paolo. Tutti hanno firmato dei provvedimenti che, nelle differenti misure e ambiti di applicazione, guardano con decisione alla lotta all’inquinamento e alla protezione dell’ambiente. I primi cittadini lo hanno sottolineato durante i loro interventi all’interno della serata di venerdì. «A breve i sindaci saranno chiamati a comporre la cabina di regia della strategia di Sviluppo Sostenibile – ha poi chiarito Emanuela Manca, del Servizio Sasi dell’assessorato regionale all’Ambiente -. La Regione sta definendo nei particolari un modello che vedrà il coinvolgimento anche della popolazione».

Il programma dell’evento è proseguito sabato mattina con l’iniziativa “Verso un’isola senza plastica” con la pulizia della spiaggia Spalmatore di Terra a Tavolara da parte degli studenti delle scuole e la liberazione di una tartaruga Caretta caretta. Questa specie, ha rivelato Andrea De Lucia dello Iamc-Cnr di Oristano, è considerata un indicatore di salute dei nostri mari: «Ultimamente le casistiche ci dicono che la plastica – ha rivelato Andrea De Lucia – è il primo problema che affligge questi animali. Il 100 per cento degli esemplari recuperati ingeriscono microplastiche».

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IED Cagliari e Museo MAN inaugurano stasera, 5 luglio 2018, “List”, un progetto di mappatura digitale che verrà proiettato sulla facciata di una delle sedi del MAN, l’ex Casa Deriu in Piazza Sebastiano Satta, nel cuore della città di Nuoro. LIST è un lavoro analitico su alcune opere di Henri De Toulouse – Lautrec che fanno parte della attuale mostra del MAN “La Bohéme”, collezione litografica dell’artista francese e dei suoi predecessori e contemporanei, visitabile da giugno a ottobre.

“List” è una opera ispirata a Davide Boriani, artista e fondatore dei movimenti di arte cinetica degli anni ’60 e in particolare al suo lavoro “Grafiche Programmate”. Ideata e realizzata da Luca Scarlatta, videoartista e docente IED e da Marco Santaniello, studente IED del Corso di Media Design, con la collaborazione di Alessio Trudu, Raffaello Mossa e Fabrizio Torchia, neodiplomati IED Cagliari, è stata curata per la parte artistica dalla storica dell’arte del MAN, Emanuela Manca. Un progetto site specific realizzato a partire da una minuziosa mappatura della facciata in cui viene visualizzato il sistema di dati inerenti le caratteristiche cromatiche di cinque opere di Toulouse – Lautrec: “Jane Avril – 1899”; “Jardin de Paris – Jane Avril”; “Alcazar Lyrique – Aristide Bruant”; “Divan Japonais”; “Tournée du Chat noir”.

Arte, architettura e coding si fondono per segnare lo spazio fisico della facciata del Museo MAN. «Si tratta di un lavoro di mapping condiviso con il MAN che mi auguro possa essere l’inizio di una fertile collaborazione fra l’Istituto Europeo di Cagliari e il museo nuorese, fra i più importanti nell’isola», commenta Monica Scanu, la Direttrice di IED.

“List” nasce da una sperimentazione didattica effettuata durante lo sviluppo della tesi di Diploma in Media Design di Alessio Trudu, Raffaello Mossa, Fabrizio Torchia e Marco Santaniello, successivamente sviluppata da quest’ultimo e da Luca Scarlatta, docente dello IED. Sarà Luca Scarlatta con la coordinatrice del Corso di Media Design Angela Cotza ad intervenire durante il prossimo IED Open Day – previsto per il pomeriggio del 12 luglio 2018 a Cagliari – per raccontare queste competenze vicine all’arte contemporanea e tutte le altre che vanno a comporre la figura del media designer, così come viene formato allo IED di Cagliari. 

“List” sarà visibile dal 5 al 15 luglio al museo MAN (ex Casa Deriu) in piazza Sebastiano Satta, dalle 21.30 – 00.30. La proiezione di stasera avrà un sottofondo musicale.