30 January, 2023
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Più di 40 imprenditori edili di Sardegna e Veneto, in rappresentanza di oltre 100 aziende, si sono confrontati ieri a Cagliari nel workshop interregionale sull’edilizia sostenibile, avviando progetti e sottoscrivendo accordi di cooperazione tra le due regioni.

I produttori di serramenti, materiali edili, impianti o case in legno, e i laboratori prove e gli studi ingegneria, riuniti in consorzi o metadistretti, di Belluno, Venezia, Padova, Dolo, Mestre, Thiene, Marostica e Schio e Sedico hanno lavorato “gomito a gomito” con le imprese di Cagliari, Carbonia, Guspini, Olbia, Oristano e Sassari, scambiandosi idee su nuovi materiali, tecnologie innovative ed eco design, promuovendo lo scambio di buone pratiche e, soprattutto, creando innovative reti d’impresa tra le diverse realtà.

Per questo, ieri la sede di #Confartigianato Imprese Sardegna è diventata la “casa delle idee artigiane sarde e venete” per edilizia ecosostenibile e innovativa, settore che apre nuovi mercati, crea lavoro e consolida i rapporti tra imprese. Costruire e ristrutturare con canoni nuovi e compatibili con l’ambiente, infatti, produce business, forma aziende più solide e irrobustisce un mercato in crescita.

Già dai prossimi giorni le aziende cominceranno a operare concretamente sui progetti, avviando le procedure per realizzare delle le reti imprenditoriali.

Nelle due regioni, infatti, sono circa 75mila le imprese edili che competono in un mercato in continua mutazione, che chiede di essere al passo con l’utilizzo di materiali “green” e, soprattutto, con sistemi efficaci di risparmio energetico. Per dare risposte a tali richieste, quindi per crescere e aggredire la crisi, sono necessari l’innovazione, la conoscenza di nuovi materiali e le tecnologie avanzate, ma soprattutto è necessario creare opportunità di aggregazione in filiere o reti d’impresa per conquistare nuovi mercati.

«L’impresa deve entrare nella rete se c’è un valore aggiunto e se ci sono mercati favorevoli», ha sottolineato Stefano Mameli, coordinatore del progetto per Confartigianato Sardegna, che ha aggiunto come «le associazioni di categoria rappresentino la piattaforma fertile per la creazione dell’humus utile allo sviluppo di tali progetti e della vera crescita delle imprese». Enrico Cancino, coordinatore di progetto di Confartigianato Veneto, ha aggiunto come «le vere reti che funzionano sono quelle che le imprese vogliono fortemente, non quelle costruite in base ai vari incentivi».

L’incontro dal titolo “Reti di business per l’edilizia sostenibile”, è stato organizzato dalle Associazioni datorali sarde di Confartigianato Imprese, Confcooperative e Confindustria, e fa parte delle attività del “Progetto di Cooperazione Interregionale per l’Innovazione Sostenibile”, ideato e finanziato dalle Regioni Sardegna e Veneto.

Nel frattempo in Sardegna crescono le ristrutturazioni.

Nel 2012, infatti, quasi 100mila i sardi hanno usufruito delle detrazioni per recupero del patrimonio edilizio e risparmio energetico, generando per il settore un valore aggiunto del 3,7% e per i contribuenti un risparmio di 54 milioni di euro.

I dati sono sulla Sardegna emergono dal dossier dell’Ufficio Studi di Confartigianato (rielaborazione statistiche MEF e ISTAT su detrazioni IRPEF 2013-anno di imposta 2012) relativi al giro d’affari su ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico. Nel 2011, le detrazioni superarono i 42 milioni, i contribuenti furono 82.600 e l’incidenza sul valore aggiunto sulle Costruzioni arrivò al 2,4%.

Scendendo nel particolare, sono stati 77.559 i contribuenti sardi (il 7,2% dei residenti) che nel 2012 hanno portato in detrazione circa 34 milioni di euro per il recupero del patrimonio edilizio, contribuendo così a generare un valore aggiunto sulle costruzioni del 2,3% (nel 2011 furono 67mila per oltre 29 milioni). Per gli interventi per il risparmio energetico, sempre nel 2012, sono stati 20.012 i contribuenti sardi (l’1,8% dei residenti) che hanno richiesto sgravi per 20 milioni di euro, incidendo per lo 1,4% sul valore aggiunto del settore. (nel 2011 furono oltre 15mila, per oltre 12 milioni di euro di detrazioni).