1 February, 2023
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«Il rigetto, da parte del TAR Lazio, dell’istanza di misura cautelare avanzata da RWM Italia non è affatto un GAME OVER. Il processo davanti al Tribunale amministrativo continua, mentre prepariamo l’appello al Consiglio di Stato contro l’ordinanza resa dal TAR in sede cautelare.»
Lo afferma l’amministratore delegato di RWM Italia, Fabio Sgarzi, dopo il primo atto del processo avviato dall’Azienda contro la revoca delle licenze di esportazione di bombe di aereo verso Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, decisa dal ministero degli Affari Esteri.
«Avevamo chiesto ai giudici di considerare la misura cautelare più idonea: non si pretendeva l’immediata ripresa delle esportazioni, ma uno strumento che, in attesa della decisione finale, aiutasse l’azienda a evitare la cancellazione dei contratti. Invece il TAR ha scelto la via più semplice e veloce del rigettoaggiunge Fabio Sgarzi -. Inoltre, le revoche decise a gennaio 2021, a Governo Conte 2 dimissionario, sono state motivate con documenti che il ministero degli Affari esteri si è rifiutato di mostrare e che il TAR non ha esaminato e ci ha negato di vedere.»
«Chiederemo subito al Consiglio di Stato che riveda le decisioni del TAR e, in particolare, intervenga contro il negato accesso agli atti del ministero degli Affari esteri, perché ci venga garantito il diritto di difenderci adeguatamenteprosegue l’amministratore delegato di RWM Italia -. Un autorevole articolo di stampa di questi giorni informa che, a causa delle revoche delle licenze di esportazione alla RWM Italia, gli Emirati Arabi uniti e l’Arabia Saudita stanno prendendo le distanze dall’industria italiana della Difesa, non dando seguito a importanti commesse in discussione con la nostra industria di Stato. La cosa non mi sorprende.»
«Nel 2019 qualcuno ha pensato che fare di RWM Italia il capro espiatorio dell’intero comparto, per mantenere attivo il resto delle esportazioni verso tutti i Paesi della coalizione occupata in Yemen a supporto del governo legittimo e per ricavarne ritorni di politica interna, non avrebbe avuto conseguenze. Con le revoche definitive di gennaio, il ministero degli Affari esteri ha di fatto intrinsecamente espresso anche un chiaro giudizio negativo nei confronti di Arabia Saudita e Emirati Arabi uniti, quasi fossero Stati canaglia. Quale reazione ci si poteva aspettare? Eppure, soluzioni alternative, capaci di conciliare tutti gli interessi, anche quelli contrapposti, sono sempre esistite, ma fino a oggi non si sono volute prendere in considerazioneconclude Fabio Sgarzi -. Noi non ci rassegniamo e non rinunciamo ad agire in difesa delle nostre posizioni. Siamo fiduciosi che il nostro Giudice a Berlino, ovvero il Consiglio di Stato, metterà la vicenda sotto lente d’ingrandimento e che dalla sua analisi potranno uscire ristabilite verità e giustizia.»

«Revocare le licenze di esportazione a RWM Italia era proprio l’unica soluzione? Esistevano alternative meglio ponderate, che consentissero di tenere insieme tutti gli interessi in gioco, senza cioè creare così gravi pregiudizi all’Azienda e al suo Territorio? Il ministero degli Affari Esteri ha mai dialogato con l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti per trovare una via che rassicurasse su un utilizzo degli armamenti in accordo alle norme internazionali? Si è tenuto conto del danno economico (almeno 250 milioni di euro) derivante all’Azienda dalla cancellazione di contratti in corso che seguirà alle revoche? Queste sono tutte domande alle quali solo una giustizia che riteniamo attenta ed imparziale potrà dare risposte chiarificatrici.»
Lo ha dichiarato Fabio Sgarzi, amministratore delegato di RWM Italia, alla vigilia della prima udienza sul ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio contro il provvedimento del ministero degli Affari Esteri che ha revocato le licenze di esportazione di bombe d’aereo verso Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.
«Se l’obiettivo era evitare l’uso di armamenti in Yemen, si poteva chiedere un formale impegno da parte dei Paesi coinvolti nelle operazioni in quella regione. Una prassi che impone regole precise, per ogni tipologia di armamento esportata, a tutte le aziende italiane. Senza distinzioni, al contrario di quanto accaduto per le esportazioni di RWM Italia», spiega Fabio Sgarzi, che aggiunge: «O l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, così come gli altri Paesi della coalizione intervenuta a supporto del legittimo governo dello Yemen, sono, per l’Italia, partner affidabili, e allora è giusto che, con le cautele del caso, a tutte le aziende della Difesa sia consentito di esportare in tali Paesi, oppure questi non meritano più la fiducia dello Stato italiano e allora l’esito dev’essere, a rigore di logica, lo stop di tutte le forniture militari italiane verso di loro». 
«Il blocco definitivo delle nostre esportazioni è poi arrivato, paradossalmente, a fronte di una situazione in costante e quanto mai rapida evoluzione: l’Arabia Saudita sta proponendo ai ribelli Houthi un accordo di pace e la comunità internazionale si sta mostrando negli ultimi mesi più attiva che in passato nel promuovere fattivamente la pacificazione dell’area. Non è proprio questo quel cambiamento di scenario che richiedeva la mozione parlamentare per evitare la revoca delle licenze a RWM Italia? In questa vicendaconclude l’amministratore delegatola RWM Italia, e con essa il Territorio del Sulcis e dell’Iglesiente, è stata oggetto, senza necessità, di una evidente disparità di trattamento che è giusto cancellare.»

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Il 1° marzo ripartirà l’attività di produzione alla RWM di Domusnovas, per alcuni mesi, per soddisfare alcune commesse urgenti di un paese europeo. Questa mattina la RWM Italia, durante una riunione in Confindustria, ha comunicato alle Parti Sociali che sospenderà nei prossimi giorni il ricorso agli ammortizzatori sociali per gli 80 lavoratori dello stabilimento di Domusnovas in Cassa Integrazione da settembre 2020.

«L’acquisizione tra dicembre e gennaio di alcune commesse urgenti da parte di un Paese europeo – ha dichiarato l’amministratore delegato di RWM Italia, l’ing. Fabio Sgarziconsentirà qualche mese di continuità lavorativa a tutti i lavoratori dello stabilimento di Domusnovas. È tuttavia evidente che non basta una rondine a fare primavera: la ripresa, purtroppo, è solo temporanea. Siamo ben lontani dai volumi produttivi e dal numero di lavoratori di due anni fa e, soprattutto, dalle previsioni di crescita, della produzione e dell’occupazione, collegate alle autorizzazioni prima concesse e ora revocate.»  
«Chi ha gridato al ricatto occupazionale. licenziamenti in caso di cancellazione delle licenze di esportazione. dovrebbe ricredersi. La RWM Italia non pratica questo genere di condotte; al contrario, dove ci sono occasioni di business le coglie, anche a beneficio dei lavoratori e del territorio. Come è normale che sia. Ora lo Stato, il Governo e la Regione devono fare la loro parte, dopo 18 mesi di incomprensibile immobilismoaggiunge Fabio Sgarzise oggi è giusto essere soddisfatti per chi torna al lavoro, è altrettanto giusto non dimenticare chi rimarrà, comunque, senza lavoro in conseguenza di una decisione dello Stato.»
«I lavoratori senza occupazione a causa della revoca delle licenze di esportazione verso l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti non sono diversi da quelli di altre aziende italiane per le quali lo Stato si è prodigato, a fronte, peraltro, di problemi causati da cattiva gestione o distorte logiche di profitto. Nel nostro caso, al contrario, i problemi nascono da scelte governative non ponderate e, dunque, è doveroso, adesso, l’impegno anche dello Stato nella ricerca di soluzioni. Lo Stato, se vuole, può farlo. RWM Italia farà tutto il possibile per restare in Italia e restare a fianco dei lavoratori, ma non vuole e non può galleggiare.»

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RWM Italia annuncia ricorso contro il Governo per la revoca delle licenze di esportazione verso l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi.

«Siamo di fronte ad un provvedimento “ad aziendam”, che di fatto colpisce duramente solo RWM Italiaha dichiarato l’Amministratore Delegato, Fabio Sgarzi, dopo la notifica ricevuta da UAMA della revoca delle autorizzazioni all’esportazione di bombe d’aereo rilasciate tra il 2016 e il 2018 -. Pur riconoscendo la complessità della situazione yemenita, il periodo 2019-2020 ha registrato molti passi concreti nella direzione di una stabilizzazione e pacificazione dell’area, contrariamente a quanto accaduto negli anni precedenti. Troviamo, quindi, la decisione del Governo contraria alla verità dei fatti e a quanto stabilito nella mozione nr. 1-00204 approvata dalla Camera il 26 giugno 2019.»

«La decisione, arrivata sul filo di lana, in un momento delicato per l’economia del paese in piena pandemia e con un Governo dimissionario, risulta inaccettabile anche per la strumentalizzazione che se ne sta facendo a fini politici. È inoltre incomprensibile la disparità di trattamento rispetto alle altre aziende italiane del comparto Difesa. Per questo, non può essere scacciato, ad oggi, un cattivo pensiero: bisognava sacrificare RWM Italia per lasciare intoccate le esportazioni delle altre società? In ogni caso – ha aggiunto Fabio Sgarzi -, l’interruzione, per la prima volta, di contratti autorizzati da anni, fatta in maniera tale da colpire solo certi prodotti e solo certi Paesi, deve mettere in allarme tutta l’industria della Difesa e non solo: un precedente grave, sintomo di scarsa considerazione degli effetti generali delle decisioni prese, che perciò rischia di minare la credibilità dell’industria nazionale, a tutto vantaggio della concorrenza estera. Insomma, un colpo a un pezzo importante della nostra economia con sicuri riflessi negativi sul resto.»

«Ora, chi si trova a sopportare le conseguenze di tutto questo, insieme all’azienda, sono le centinaia di lavoratori del territorio e le loro famiglie. Lo Stato ha prima reso possibile la crescita, autorizzando contratti pluriennali, e poi ha annullato tutto, come se niente fosse. E nei diciotto mesi di sospensione il Governo è stato totalmente inerte, non avviando alcuna iniziativa per contenere i gravissimi danni economici e occupazionali derivanti dalle sue decisioni”.  “Faremo, quindi, ricorso nelle sedi opportune, anche a tutela delle centinaia di lavoratori dell’azienda, molti dei quali già finiti in cassa integrazioneha concluso Fabio Sgarzi -. Ai lavoratori e alle loro famiglie l’Azienda assicura che farà l’impossibile per ottenere l’annullamento di un provvedimento ingiusto e punitivo.»

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Nuova ferma presa di posizione della Confederazione Sindacale Sardabe dell’Assotziu Consumadoris Sardegna contro l’ampliamento degli stabilimenti della RWM.

«La Confederazione Sindacale Sarda e l’Assotziu Consumadoris SardignaOnlus ribadiscono la loro posizione di assoluta contrarietà rispetto alla possibilità che gli stabilimenti della RWM vengano ampliati», sostengono il segretario della CSS Giacomo Meloni ed il presidente dell’ACS – Onlus Marco Mameli in seguito alle indiscrezioni di un’imminente autorizzazione da parte del comune di Iglesias alla realizzazione dei reparti R200 e R210 oggetto di procedimento SUAP. «Un intervento capace di aumentare sino a tre volte la capacità degli stabilimenti di confezionare bombe, come rivelato dall’amministratore Fabio Sgarzi a La Nuova in un’intervista dello scorso luglio. Un progetto – quello dell’ampliamento dei due reparti – che si somma ai numerosi altri presentati nel corso degli ultimi due anni.»

«I documenti delle Nazioni Unite e numerose prove fotografiche dimostrano che gli ordigni prodotti a Domusnovas ed esportati dall’Arabia Saudita vengono utilizzati nell’atroce guerra dello Yemen che ha già fatto registrare oltre 17mila vittime civili, tra cui oltre 10.400 causati dagli attacchi aerei della coalizione a guida saudita, secondo le ultime stime dell’ONU – aggiungono Giacomo Meloni e Marco Mameli -. Questa è la prima ragione per cui l’ampliamento della Rwm e la produzione di bombe tout court realizzata a Domusnovas è inaccettabile. L’altra ragione alla base del nostro rifiuto è l’inaccettabile idea che una parte dei lavoratori sardi dipenda dall’economia di guerra, un vero e proprio ricatto simile alla dicotomia lavoro-salute che osserviamo nel caso delle lavorazioni industriali impattanti. Non si può, cioè, pensare di lavorare per morire, pregiudicare la vita del prossimo o addirittura confezionare ordigni utilizzati in contesti di guerra.»

«Ecco perché la CSS e l’ACS Onlus rivolgono un appello al sindaco di Iglesias Mauro Usai, al governatore Francesco Pigliaru e a tutta la classe politica sarda affinché – concludono Giacomo Meloni e Marco Mameli – la Regione ed il comune di Iglesias, gli enti, cioè, che si trovano a dover decidere sulle richieste della RWM rifiutino il ricatto sotteso ai progetti della RWM e facciano un primo passo concreto verso un’economia di pace adoperandosi per la riconversione della fabbrica delle bombe.»

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Italia Nostra Sardegna ha presentato una richiesta di accesso agli atti con relativa costituzione nel procedimento e una diffida al comune di Iglesias affinché non vengarilasciata alcuna autorizzazione in attesa della risoluzione degli uffici regionali preposti alla  Valutazione di Impatto Ambientale.

«Da un’intervista rilasciata la scorsa settimana dall’amministratore delegato della RWM Italia spa – si legge in una nota di Italia Nostra Sardegna – si è appreso, per voce dell’Amministratore delegato Fabio Sgarzi, di un’ulteriore richiesta di ampliamento dello stabilimento RWM di Domusnovas-Iglesias che prevede la realizzazione di sei nuovi locali (tra gli altri i reparti R200 ed R210) in aggiunta al Nuovo Campo Prove 140 e alle numerose opere richieste nei mesi precedenti. L’intervista rilasciata conferma l’esistenza di un progetto integrato di ampliamento e di potenziamento dell’impianto industriale esistente ed il discutibile comportamento della società RWM che ha spezzettato il progetto di ampliamento della sua attività industriale in lotti minori al fine di rendere men  impattante il progetto stesso.»

«Al Settore Valutazione Impatti del Servizio della Sostenibilità Ambientale della Regione Sardegna si è chiesto se la società RWM Italia spa ha integrato la documentazione presentata nell’ambito della procedura di Verifica di Assoggettabilità a VIA con i nuovi progetti per i quali chiede l’autorizzazione al comune di Iglesias – aggiunge Italia Nostra Sardegna -. Queste ultime dichiarazioni della RWM confermano le Osservazioni presentate lo scorso 9 aprile 2018 da Italia Nostra Sardegna al Settore Valutazione Impatti del Servizio della Sostenibilità Ambientale della Regione Sardegna e al Sindaco di Iglesias in merito alla Verifica di Assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per la realizzazione del Nuovo Campo Prove R140 (reparto R140 e casamatta X140) con le quali si è richiesto la sottoposizione a procedura di Valutazione di Impatto Ambientale di tutte le attività in corso o richieste dalla società RWM Italia spa e l’intero processo produttivo dello stabilimento ubicato nei comuni di Domusnovas e Iglesias.»

«Appare inoltre sempre più evidente che l’attuale procedura di assoggettabilità a VIA risulti viziata e compromessa dalle nuove richieste autorizzative avanzate senza tener conto del procedimento in corso presso gli uffici regionali e che sia oltremodo inopportuno e di dubbia legittimità – conclude Italia Nostra Sardegna – che il comune di Iglesias rilasci autorizzazioni in questa delicata fase della procedura di Verifica di Assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale dell’impianto RWM, attualmente in istruttoria e in attesa della risoluzione degli uffici preposti alla VIA.»