31 January, 2023
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La proposta di legge n.550 in materia di attività di cava e miniera non è stata discussa dal Consiglio regionale. Il testo, entrato in Aula con la procedura d’urgenza prevista dall’art.102 del Regolamento era stato rinviato in Commissione la scorsa settimana per alcuni approfondimenti.

Nella seduta odierna del parlamentino delle “Attività Produttive”, maggioranza e opposizione non hanno trovato l’accordo sulle proposte emendative presentate dalla Giunta. La minoranza ha quindi chiesto il rispetto dei termini previsti dal Regolamento (10 giorni) per presentare la propria relazione alla legge.

Il presidente Luigi Lotto, sentito il presidente del Consiglio Gianfranco Ganau, ha deciso di aggiornare i lavori della.

Deluso il consigliere di Art.1 – Mdp Luca Pizzuto, ispiratore del provvedimento: «Prendo atto della decisione – ha detto – oggi si decide di rinviare la discussione nonostante gli accordi raggiunti in Aula. In ogni caso non avremmo accolto gli emendamenti della Giunta che andavano contro lo spirito originario della proposta. Il nostro intento era quello di riempire un vuoto normativo che impedisce alla Regione di intervenire nel caso in cui una società titolare di una concessione non rispetti i diritti dei lavoratori». Come nel caso della Polar, azienda di Piscinas da tempo al centro di una dura vertenza sindacale: «Oggi in Sardegna può accadere che un’azienda licenzi 13 dipendenti e non rispetti l’obbligo di reintegro deciso dal Tribunale del Lavoro – ha aggiunto Luca Pizzuto – questa norma serve per evitare che si ripetano situazioni simili».

Contro la proposta di legge si sono invece schierati tutti i rappresentanti della minoranza Luigi Crisponi (Riformatori), Gianluigi Rubiu (FdI) e i forzisti Marco Tedde ed Alberto Randazzo. Secondo gli esponenti dell’opposizione la legge interviene su un caso specifico e non rispetta il principio di generalità e astrattezza: «Per risolvere un singolo caso si rischia di mettere in difficoltà decine di aziende e migliaia di lavoratori – hanno detto – la materia, oggi regolata da leggi ormai superate, ha bisogno di una revisione organica». Per i consiglieri di minoranza, inoltre, la proposta contiene profili di illegittimità costituzionale che la espongono a un’impugnazione certa da parte del Governo.

Dubbi sono stati espressi anche dall’assessore all’Industria, Maria Grazia Piras, che ha illustrato alla Commissione gli emendamenti della Giunta. «Abbiamo cercato di riscrivere la legge per evitare che alcune norme vadano in contrasto con la normativa nazionale – ha affermato Maria Grazia Piras – la Regione ha l’obbligo di vigilanza sull’attività di cava e miniera che esercita attraverso la polizia mineraria. Nel caso in cui non vengano rispettate le prescrizioni contenute nell’atto di concessione, l’azienda va incontro a pesanti sanzioni. La Regione può avviare la procedura di revoca della concessione ma non può chiudere l’attività. Sulla tutela dei diritti dei lavoratori, credo che la normativa vigente sia esaustiva. Ho paura che la proposta di legge faccia crescere i contenziosi, da parte nostra c’è la disponibilità a lavorare a una legge organica di settore».

Contro la proposta n.550 si sono schierate, infine, Confindustria, Confapi e Confartigianato sentite in audizione dalla V Commissione. I rappresentanti delle associazioni Federico Fiorelli (presidente della Commissione “Cave e miniere” di Confindustria), Silvana Manuritta (direttore generale di Confapi), Stefano Mameli (segretario regionale Confartigianato) e Marco Fuscello (presidente del Consorzio lapideo) hanno chiesto il ritiro della legge. «E’ un provvedimento che anziché proteggere i lavoratori rischia di lasciarli per strada – hanno detto in coro – le sanzioni contro le aziende che non rispettano le norme esistono già. Si lavori piuttosto a una legge di riforma organica che superi l’attuale normativa ormai non più adeguata ai tempi».

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Franco Meloni e Emilio Gariazzo

Si è svolto da venerdì 27 a sabato 28 giugno ad Iglesias, presso l’Aula Magna del Consorzio #AUSI nel Palazzo Bellavista della miniera di Monteponi, il simposio internazionale “#Attività minerarie nel bacino del Mediterraneo: stato dell’arte”.

Il simposio si è tenuto sotto il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna e del comune di Iglesias ed hanno concesso il loro patrocinio anche l’Associazione Nazionale Tecnici Liberi Professionisti (ANTEC), l’Associazione Periti Minerari e Minerari Geotecnici, l’Assomineraria, il Consorzio AUSI, l’E.Bi.Pro., l’Ordine dei Chimici di Cagliari, Nuoro e Oristano, le società Portovesme srl e SGS. Inoltre, l’evento è stato condiviso con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cagliari, che ha riservato sei crediti formativi ai propri iscritti regolarmente partecipanti.

L’evento è stato organizzato dall’#Associazione Mineraria Sarda per fare il punto sullo stato dell’attività mineraria e metallurgica nell’area del Mediterraneo, in ciò comprendendo le nuove attività esplorative (Arabia Saudita), la gestione degli scarti di processo (Turchia), la coltivazione mineraria, il trattamento mineralurgico, il riprocessamento e la innocuizzazione dei materiali costituenti le strutture di deposito (Sardegna), con particolare riguardo sia alla compatibilità dei processi che al recupero ambientale delle aree minerarie dismesse, seppur nel contesto complessivo della disciplina normativa europea e implicazioni economiche legate alla sostenibilità dell’industria estrattiva.

Alle tre sessioni di lavori – due nella giornata di venerdì ed al mattino in quella di sabato – hanno partecipato numerosi professionisti ed addetti ai lavori, così affollando l’aula magna del Palazzo Bellavista.

La prima giornata si è aperta con i saluti di Enrico Contini, presidente dell’Associazione Mineraria Sarda, e di Angelo Loggia, consigliere dell’Ordine degli Ingegneri di Cagliari, seguiti dal Sindaco di Iglesias Emilio Gariazzo, dal Direttore Generale del Consorzio AUSI Franco Meloni, dal Commissario straordinario del Parco Geominerario Gianluigi Pillola, dal Presidente per la Sardegna dell’Associazione Nazionale Tecnici Liberi Professionisti Paolo Deidda e da Gabriella Zonnedda, per l’Ordine dei Chimici di Cagliari, Nuoro e Oristano.

È poi intervenuto, aprendo così la serie delle relazioni, Nicola Giulini (Servizio Attività Estrattive e Recupero Ambientale della Regione Sardegna) sui contributi regionali per gli interventi di recupero ambientale delle aree interessate da attività estrattive dismesse. Dopo di lui, Sandro Tocco (Università di Cagliari, DICAAR) ha presentato un’attesa seguita analisi del deposito di Fanghi Rossi di Monteponi, facendo il punto sui rischi ambientali ed ecologici da essi rappresentati e come queste discariche possano ancora rappresentare una risorsa da sfruttare. Ha infine chiuso la prima mattina il contributo di Pier Paolo Manca, (Università di Cagliari, DICAAR) che ha presentato i fenomeni di subsidenza nelle miniere dell’anello metallifero dell’Iglesiente, in previsione del reimpiego in sotterraneo degli scarti mineralurgici.

Nel primo pomeriggio, Roberto Dessì (ARPA Sardegna) ha ripreso i lavori con una comunicazione sulla normativa applicativa sulle gestione delle terre e rocce da scavo, seguito da Mario Ragona (Centro Ricerche Ecotec Gestione Impianti srl), intervenuto sul trattamento dei residui industriali minerari ed il recupero delle materie utili mediante l’applicazione del Plasma termico. Ha poi preso la parola, in lingua inglese, Hans Zijlstra (Geo Chem Tec), appositamente giunto ad Iglesias dall’Olanda per presentare gli aspetti tecnici e legali del recupero e bonifica delle miniere e discariche abbandonate in Turchia, dove l’attiva estrattiva è tuttora intensamente attiva. La prima giornata si è successivamente chiusa con la relazione di Angelo Bosu, Pierpaolo Pinna e Federico Fiorelli (Maffei Sarda Silicati S.p.A) sulla flottazione del feldspato sodico di Orani per la produzione di materie prime a basso tenore in ossidi di ferro e titanio e la testimonianza di Fabio Granitzio (Exploration Manager Kefi Minerals) sulle attività esplorative per preziosi e metalli di base in corso in Arabia Saudita, dove operano numerosi tecnici italiani.

Sabato mattina, il simposio è ripreso con il contributo di Elisabetta Fois (Carbosulcis) e Antonio Lallai (Università di Cagliari, DIMCM) sulla ottimizzazione dei nuovi impianti e la ricerca applicata nel bacino carbonifero del Sulcis, ricordando il grande patrimonio di competenze e tecnologie ancora operante nel nostro bacino industriale. Immediatamente dopo è intervenuto Tore Cherchi, stavolta nella veste di ingegnere/tecnico più che di uomo politico, presentando il progetto del Centro di Ricerca Tecnologica per la bonifica di acque e terreni che dovrà nascere a Monteponi con il Piano Sulcis. Cherchi ha ricordato l’impegno storico dell’Associazione Mineraria Sarda per la promozione della cultura mineraria e delle competenze e delle professionalità ad esse legate, formulando i personali auguri per questa rinnovata fase operativa dell’associazione ed auspicando che il futuro Centro di Ricerca riesca a mettere insieme le migliori risorse del territorio, a partire da Igea.

Hanno completato l’ampio programma del simposio, gli interventi della seconda parte della mattina: Alessandro Carbini (Baueddu s.r.l.) ha presentato il progetto di coltivazione sotterranea finalizzato alla valorizzazione del giacimento baritico di Bruncu Molentinu nel comune di San Vito; Fabio Canziani (SGS Minerals Services Manager) ha illustrato il supporto ambientale, commerciale e tecnico offerto dalla società SGS per le attività estrattive; Francesco Manca (Progemisa S.p.A. in liquidazione) ha parlato della sperimentazione in sotterraneo propedeutica allo stoccaggio nei vuoti minerari di materiali di scarto provenienti da processi di arricchimento dei grezzi fluoritici. A questi oltre il programma previsto, si è aggiunta la testimonianza di Sandro Putzolu.

Il simposio, dopo tre intense sessioni, si è concluso verso le 13 con i saluti finali ed i ringraziamenti del presidente Contini: l’appuntamento è per il prossimo anno, nella tradizione dei simposi dell’Associazione Mineraria Sarda, punto di incontro e confronto sullo stato dell’industria estrattiva e metallurgica nel contesto internazionale. Come ha ricordato Contini, lo sforzo è di presentare e promuovere la realtà di un panorama aziendale e professionale vivo ed operante, oltre l’immagine di una miniera sovente ricordata solo in termini nostalgici e di memoria passata e da conservare. Al contrario, con le competenze di questo territorio – su tutte quelle espresse dall’Istituto Minerario, come ricordato dal commissario del Parco Geominerario – si può e si deve ancora lavorare, come testimonia anche l’ottimo riscontro avuto con la collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri ed altre associazioni/enti di categoria.