28 March, 2026
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Il capogruppo Udc in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu, ha presentato una mozione sui lavoratori del Parco Geominerario. «Auspichiamo una proroga dell’intesa con la Regione per altri dodici mesi, per  scongiurare che i lavoratori possano entrare nel tunnel della disoccupazione con il licenziamento collettivo – spiega Gianluigi Rubiu -. Poi occorre pensare ad accelerare i tempi per il bando internazionale».

L’intesa è stata già trovata anche all’interno della conferenza dei capigruppo, che si è riunita due settimane fa per dare delle risposte agli operai che hanno inscenato una manifestazione di protesta sotto il palazzo di via Roma. A rischio ci sono oltre 500 lavoratori, impegnati nei programmi di valorizzazione della cultura mineraria e nelle attività di bonifica dei siti inseriti nel Parco. Il progetto del Geoparco volge al termine, con la scadenza della convenzione prevista per il 31 dicembre.

«Basta con le attese ed i rinvii. La Giunta prenda posizione sul progetto e sui lavoratori Ati-Ifras. I territori del Sulcis Iglesiente e del Medio Campidano non possono permettersi nuove crisi al buio, con la perdita di centinaia di posti di lavoro. Sarebbe una catastrofe. Si pensi invece alle bonifiche ambientali dei siti minerari dismessi e alla valorizzazione del patrimonio ambientale ora in stato di abbandono. E, considerato che il bando internazionale ipotizzato non potrà essere pronto in tempi ragionevoli, con le pubblicazioni che si bruceranno almeno sei mesi – conclude Gianluigi Rubiu -, diventa urgentissimo prorogare di almeno dodici mesi il programma per il Geoparco, con l’allungamento dell’appalto per l’Ati-Ifras.»

Nuraghe Sirai 3

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Il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu, esprime netta contrarietà all’ospitalità dei migranti nelle strutture sociali di Iglesias. Da giorni si parla della residenza per anziani di Casa Serena, nella spianata di Serra Perdosa, come prossimo approdo dei migranti che diverrebbe un vero e proprio centro per l’accoglienza dei profughi al posto dell’attuale casa per la terza età. Si parla anche dell’adeguamento del vecchio ospedale Fratelli Crobu e degli spazi nell’ex carcere di Iglesias.

«Non ci stiamo – attacca l’esponente centrista – Iglesias diventerebbe un ghetto per i profughi, senza i necessari servizi per soggetti che hanno necessità di assistenza e sostegno. La residenza per gli anziani di Casa Serena, l’ex nosocomio Fratelli Crobu e il vecchio penitenziario – aggiunge Gianluigi Rubiu – non sarebbero certo adatte ad accogliere al loro interno centinaia di migranti. C’è poi il fattore negativo del peso sociale. Iglesias, come tutto il territorio del Sulcis Iglesiente, sta attraversando un momento di forte difficoltà economica e sociale, con una crisi senza precedenti.»

Il prefetto di Cagliari, Giuliana Perrotta ha effettuato un sopralluogo nelle strutture cittadine e Gianluigi Rubiu ribadisce il «no ad un’accoglienza imposta dall’alto, senza il coinvolgimento dei cittadini. D’accordo, la situazione dei migranti è ormai al collasso anche in Sardegna. Non si possono però tollerare delle decisioni che mirano a desertificare i servizi sul territorio, per ospitare poi i migranti nelle strutture abbandonate».

L'ingresso dell'ex carcere di Iglesias.

L’ingresso dell’ex carcere di Iglesias.

Le strutture dell'ex carcere di Iglesias.

Le strutture dell’ex carcere di Iglesias.

 

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La commissione Attività produttive, presieduta dall’on. Luigi Lotto (Pd) ha tenuto un intenso ciclo di audizioni per raccogliere dai diversi portatori di interesse indicazioni utili per la predisposizione della nuova legge sul turismo.

Confindustria, Confapi, Confcommercio e Confesercenti hanno ribadito, in un documento unitario, le loro perplessità sulla legge che ritengono eccessivamente rigida. Il presidente di Confindustria Sardegna Alberto Scanu, in particolare, ha auspicato «una profonda modifica del testo per renderlo più semplice ed efficace, in grado anche di sviluppare di sviluppare una nuova domanda di Sardegna nei mercati internazionali con una governance integrata delle politiche di settore». Scanu ha insistito anche sulla necessità di contrastare l’abusivismo, ricordando che «il 65% del turismo in Sardegna non transita presso le strutture ufficiali e rappresenta una sommerso che, in termini reali, potrebbe superare 20 milioni di presenze».

Passando al fronte sindacale Michele Carrus della Cgil ha definito la legge «da un lato troppo dettagliata e dall’altro priva di grandi novità rispetto al dibattito pubblico di molte parti della società sarda sulle prospettive del turismo, anche se non mancano aspetti positivi come l’osservatorio sulle politiche di settore ed il Piano strategico regionale». Carrus ha poi messo l’accento «sull’intollerabile precariato che caratterizza il turismo, comparto che assorbe circa un quarto dei voucher mentre bisognerebbe invece prestare attenzione a quelle imprese che utilizzano lavoro buono». «Fra i soggetti del partenariato – ha concluso – è un errore non inserire le rappresentanze dei lavoratori, errore che del resto non compare nel Piano strategico nazionale dove si sindacati sono presenti anche nella cabina di regia».

Per la Cisl Giuseppe Atzori ha evidenziato la necessità di una maggiore semplificazione, sottolineando che «l’approccio al turismo va allargato ai sistemi territoriali e locali superando il perimetro strettamente alberghiero». Secondo Andrea Lai della Uil, infine, «occorre privilegiare la qualità del lavoro esigendo il rispetto di standard elevati soprattutto dalle aziende che utilizzano risorse pubbliche».

Il segretario generale dell’Anci Umberto Oppus, annunciando un documento dei Comuni sardi, ha formulato alcune proposte migliorative. «Condividiamo l’impianto della legge – ha affermato – e ci sembra utile specificare meglio alcune parti, differenziando gli itinerari del turismo religioso dai cosiddetti cammini, affiancando al turismo culturale anche quello letterario legato ad autori sardi e ad intellettuali che hanno parlato della Sardegna, classificando in modo diverso i B&B a seconda che si tratti di dimore storiche o rurali».

A nome della Fish (associazione portatori di handicap) Carmelo Addaris ha ricordato che «in Europa il turismo dei disabili e dei loro accompagnatori muove 80 milioni di persone e la Sardegna intercetta questo mercato solo in minima parte; colpa delle strutture alberghiere (come dei portali web) che per l’85% non sono accessibili e della scarsa formazione degli operatori della ricettività».

Di potenzialità sottovalutate ha parlato anche Italo Senes di Assonautica, mettendo l’accento sul fatto che «nei nostri porti turistici non solo mancano dotazione essenziali come distributori di carburante e servizi igienici ma soprattutto si avverte l’assenza di un aggancio col territorio, nonostante il turista nautico sia da sempre disponibile a prolungare il suo soggiorno se adeguatamente interessato e motivato». Senes ha poi fatto un cenno a tendenze emergenti come quella del Boat&Breakfast, «dove il turista risiede e pernotta in barca utilizzando servizi che trova nei dintorni attraverso una rete di accordi fra gli operatori portuali e i pubblici esercizi; il porto, insomma, diventa una specie di albergo diffuso».

Casa artigiani, rappresentata da Salvatore Carvone, ha espresso una valutazione positiva sulla legge, invitando la commissione a prestare attenzione alla mobilità interna che «in Sardegna è molto carente e potrebbe essere potenziata dall’inserimento nei pacchetti di offerta del noleggio di un’auto, che oggi ha costi contenuti». Carvone ha poi proposto il riordino della toponomastica in chiave turistica e di richiamo per i prodotti tipi dell’Isola.

Giacomo Attardi, presidente regionale del Cai (Club alpino italiano) si è soffermato sul turismo escursionistico, ricordando che l’organizzazione ha stipulato alla fine del 2015 un protocollo d’intesa con l’Ente foreste (oggi Agenzia Forestas) «che prevede la realizzazione di una rete escursionistica regionale di oltre 500 km nei territori di 15 Comuni, mentre per il 2017 è prevista la sistemazione del tratto sardo del cosiddetto Sentiero Italia, da Santa Teresa di Gallura a Cagliari, lungo una dorsale di circa 500 km». Per quanto riguarda il testo della legge, Attardi ha sollecitato classificazione fra le strutture ricettive di aree escursionistiche come «rifugi non presidiati, capanne e antichi cuiles dismessi, prevedendo in questi siti anche aree di campeggio per soste non superiori ai 5 giorni».

Di utilizzo degli ovili «ovviamente in accordo con i pastori» ha parlato anche il presidente regionale dell’Uisp Salvatore Farina, che ha suggerito poi la separazione fra le rete escursionistica ed i percorsi su vie ferrate e di arrampicata «che sono una tipologia sportiva per la quale sono necessarie competenze ed abilità specifiche». Farina ha segnalato inoltre la necessità di una maggiore qualificazione professionale e culturale delle guide turistiche, secondo indirizzo di studio definiti dal Ministero affiancati da tirocini formativi.

Nel dibattito sono intervenuti i consiglieri regionali Marco Tedde (Forza Italia), Angelo Carta (Psd’Az), Piero Comandini, Gianmario Tendas e Giuseppe Meloni (Pd), Pier Mario Manca (Pds), Luigi Crisponi (Riformatori) e Gianluigi Rubiu (Udc).

Palazzo del Consiglio regionale 2 copia

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Il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu, definisce «una schizofrenia normativa senza precedenti, che alimenta insicurezza tra i dipendenti e un groviglio di interrogativi sul nuovo assetto territoriale» il riordino del sistema degli enti locali avviato con l’istituzione della Città metropolitana di Cagliari e dintorni.

«La realtà – spiega Gianluigi Rubiu in un’interpellanza rivolta all’assessore degli Enti locali, Cristiano Erriu – è che anche nel vecchio distretto del Sulcis Iglesiente regna solo caos e incertezza su funzioni, servizi e personale. Si tenga presente che il territorio dovrebbe essere inserito nella Provincia del Sud Sardegna, ma ancora non c’è nessuna certezza sull’effettiva costituzione dell’ente. Sarebbe opportuno delineare chiaramente l’effettivo inquadramento del personale dipendente, formalizzando le amministrazioni cui assegnare l’organico e l’eventuale cambiamento per i lavoratori – conclude Gianluigi Rubiu -. C’è poi l’incognita sull’efficacia giuridica ed economica della nuova Provincia. Altre note dolenti riguardano le premialità ed i fondi di contrattazione decentrata per i dipendenti. Sarebbe auspicabile dare certezza ai lavoratori della vecchia Provincia del Sulcis Iglesiente, garantendo al personale la continuità del percorso lavorativo, senza la perdita dei diritti sinora acquisiti.»

Sede Provincia via Mazzini

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Il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu, chiede l’intervento dell’assessore regionale dei Trasporti, Massimo Deiana, per trovare soluzioni all’emergenza presente sulla tratta ferroviaria Villamassargia – Cagliari, con treni sovraffollati e i vagoni insufficienti per trasportare studenti e lavoratori pendolari.

«E’ l’ennesima disavventura per i pendolari del Sulcis Iglesiente, costretti quotidianamente a viaggiare su treni vecchi e da rottamare – denuncia Gianluigi Rubiu -. Vagoni troppo piccoli per trasportare i passeggeri, con decine di studenti costretti ad attendere per ore nelle banchine. Abbiamo presentato un progetto di legge per la riduzione dei biglietti ferroviari per i bimbi e gli anziani che quotidianamente affollano i treni – conclude Gianluigi Rubiu -. Ancora non è stato fatto nulla. L’assessore dei trasporti dovrebbe tenere conto dei disagi e sollecitare Trenitalia a trovare soluzioni immediate per venire incontro agli utenti del Sulcis Iglesiente».

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Il piano di riorganizzazione dei servizi sanitari è il principale motivo di confronto e scontro tra le forze politiche e sociali del territorio. Da tutte le parti si invoca una battaglia unitaria per la difesa dei servizi e per porre un freno al preoccupante fenomeno della mobilità passiva, ma alla fine l’unità resta un traguardo lontano, come confermano le polemiche di questi giorni sul trasferimento del reparto di ostetricia e ginecologia dall’ospedale Sirai di Carbonia al CTO di Iglesias. Oggi interviene ne dibattito il consigliere regionale Gianluigi Rubiu, capogruppo dell’Udc e consigliere comunale a Iglesias.

«Dopo lo smantellamento della sanità pubblica è indispensabile un riequilibrio dei servizi – spiega Gianluigi Rubiu  -. Il punto nascite di Iglesias è stato trasferito in seguito ad un accordo. Non dimentichiamo che la città ha scritto la storia sarda e del Sulcis anche in campo sanitario e sociale. Si tengano presenti le eccellenze del centro traumatologico e del polo pneumologico infantile dell’ospedale Crobu, il più importante presidio nell’Isola, sino al Santa Barbara. Il Sulcis Iglesiente – aggiunge Gianluigi Rubiu – deve ottenere pari dignità con il resto della Sardegna. E’ necessario che il punto nascite di Iglesias possa diventare il fiore all’occhiello per il distretto, accentrando e completando i servizi di chirurgia pediatrica, emodinamica e chirurgia.»

Anche Gianluigi Rubiu rimarca la necessità di una battaglia unitaria. «Perché – conclude il capogrupoo dell’Udc – Carbonia e Iglesias sono due realtà diverse, distanti dai Comuni periferici dell’ex provincia, ma insieme hanno la necessità di proteggere i cittadini dalla fuga dei servizi sanitari. Nel frattempo, ci auspichiamo si ponga fine a questa agonia voluta da un governo regionale distratto e superficiale, attento solo ai calcoli ragionieristici e completamente distante dai veri problemi dei cittadini del Sulcis Iglesiente».

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«I ritardi relativi ai bandi per il piano di sviluppo rurale, con le sottomisure inerenti gli investimenti per le aziende agricole, il primo insediamento e il pacchetto giovani ancora in attesa di un decollo, sono inaccettabili.»

Lo scrive in una nota Gianluigi Rubiu, capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale. «I bandi non partiranno neppure questi giorni. E, ancora una volta, si assiste ad una presa in giro per gli imprenditori rurali, visto che si è provveduto a pubblicizzare l’avvio delle domande mentre è materialmente inaccessibile il materiale per procedere ai bandi. Una situazione ridicola, che mette in discussione l’attività dell’assessore che più volte ha annunciato la partenza dei bandi, ma senza dare seguito ai proclami. L’ulteriore beffa è per il pacchetto giovani – conclude Rubiu – con diversi ragazzi pronti ad investire nel settore agricolo, ma sulla soglia dei 40 anni. Le continue dilazioni dei bandi rischiano di sottrarre diverse risorse utili ad una vasta platea di giovani, che potrebbero essere tagliati fuori dalle domande.»

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Precipita, con l’invio delle prime lettere di licenziamento, la situazione di crisi che investe i 530 lavoratori del l’Ati Ifras, impiegati nei siti del Parco Geominerario, Storico e Ambientale della Sardegna. Il 31 prossimo dicembre, infatti, scade la convenzione con la Regione per la valorizzazione del patrimonio minerario dismesso e per le bonifiche e, al momento, non ci sono ancora certezze sul suo rinnovo. Stamane, per sollevare l’attenzione della Giunta e del Consiglio regionale, i lavoratori sono scesi in piazza a Cagliari, davanti al Palazzo del Consiglio regionale, in via Roma, dove una delegazione ha incontrato i capigruppo.

I capigruppo di maggioranza ed opposizione al termine dell’incontro con i rappresentanti dei lavoratori ed una delegazione dei sindaci dei territori coinvolti nelle attività di recupero e valorizzazione dei siti minerari, si sono impegnati per la pubblicazione di un bando internazionale e, in attesa dell’espletamento delle procedure di gara, per una proroga della convenzione con Ati Ifras.

Domani mattina, alle 11.00, la commissione Lavoro, presieduta da Gavino Manca (Pd), sentirà in audizione l’assessore del Lavoro, Virginia Mura. I capigruppo, nell’immediato, proporranno un intervento in sede di assestamento di bilancio.

I rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno ricordato che «ci sono a disposizione 28 milioni di euro ma ancora non c’è un progetto chiaro della Giunta su come utilizzare i lavoratori del Geoparco». I sindaci hanno sottolineato che «l’Ati Ifras ha lavorato in sintonia con i Comuni ed è impensabile disperdere le professionalità che operano al suo interno. In gioco non c’è solo il futuro di 525 famiglie ma la capacità delle comunità locali di operare a tutela del proprio territorio». «Siamo in ritardo ma c’è il tempo per rimediare – ha detto il presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau – è importante che oggi sia emersa una volontà unanime delle forze politiche per arrivare rapidamente a una proroga e attivare le procedure per la gara internazionale».

«Si auspica una proroga dell’intesa con la Regione per altri dodici mesi, per  scongiurare che i lavoratori possano entrare nel tunnel della disoccupazione con il licenziamento collettivo – ha detto il capogruppo dell’Udc Gianluigi Rubiu -. Poi si pensi ad accelerare i tempi per il bando internazionale. Non vorremmo che con il bando si possa dare vita ad una cooperativa a danno dei lavoratori, venendo meno alle finalità del Geoparco. Non dimentichiamo che la maggior parte dei dipendenti è impegnata nei programmi di sviluppo dei territori del Parco Geominerario con professionalità che sono state utilizzate dai Comuni anche per la realizzazione ed il rifacimento di diverse opere pubbliche.»

«Occorre garantire la clausola sociale che consenta di mantenere livelli occupazionali e retributivi e la proroga dei servizi nelle more del nuovo appalto – ha sottolineato Ignazio Locci, consigliere regionale di Forza Italia -. Non dobbiamo rinunciare nemmeno a un posto di lavoro. Lo tengano a mente e si comportino di conseguenza. Di parole al vento i lavoratori ne hanno sentito fin troppe: si passi ai fatti senza tergiversare ulteriormente.»

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Voli low cost: incontro tra i sindaci del Nord Ovest

e la conferenza dei capigruppo

La Giunta regionale esaminerà nei prossimi giorni un disegno di legge proposto dall’assessore dei Trasporti, Massimo Deiana, che prevede la ricapitalizzazione della Sogeaal (la società di gestione dell’aeroporto di Fertilia) ma attenderà, in ogni caso, la conclusione della procedura di privatizzazione, la cui ultima proroga scade il prossimo 28 novembre. Ma i sindaci del Nord Ovest, con in testa il primo cittadino di Alghero, Mario Bruno, chiedono l’annullamento del  bando per l’ingresso dei privati in Sogeaal e la procedura d’urgenza (articolo 102 del regolamento del Consiglio regionale) per una legge ad hoc che ricapitalizzi Sogeaal (servono circa undici milioni di euro) così da consentire l’immediata attivazione del sistema per garantire gli incentivi ai vettori aerei che operano collegamenti internazionali.

È questo, in sintesi, il punto di non accordo tra la Giunta regionale e gli amministratori locali sul cosiddetto “caso Alghero” che ha registrato, nel corso dell’incontro con la conferenza dei capigruppo, anche una sostanziale diversità di vedute tra l’assessore Massimo Deiana e il capogruppo del Pd, Pietro Cocco; il vice capogruppo di Forza Italia, Marco Tedde; il capogruppo del Psd’Az, Angelo Carta; quello dell’Udc, Gianluigi Rubiu e quello dei Riformatori, Attilio Dedoni; il presidente dell’Anci, Piersandro Scano e della Coldiretti, Battista Cualbu: tutti schierati sulle posizioni dei primi cittadini (stop alla privatizzazione, ricapitalizzazione di Sogeaal e incentivi alle compagnie sulla base del principio del “pubblico investitore in economia di mercato – Piem”).

Amministratori e sindaci arrivati, oltreché dal sassarese anche dalle province di Oristano e Nuoro, hanno ribadito le ragioni della protesta, sfociata oggi con una manifestazione sotto il palazzo del Consiglio regionale e nel rimarcare i danni milionari causati dalla fuga di Ryanair, hanno argomentato le loro proposte per il salvataggio immediato della società di gestione dell’aeroporto di Fertilia e dei collegamenti delle compagnie low cost. «È questo l’obiettivo anche della Giunta – ha dichiarato il vice presidente dell’esecutivo, Raffaele Paci – e per ottenerlo procediamo su piani paralleli: la privatizzazione  e il disegno di legge per la ricapitalizzazione della Sogeaal, così da poter incentivare le compagnie aeree, nel pieno rispetto delle normative statali e comunitarie».

A conclusione dell’incontro, il presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau, si è detto a favore della proposta per un ulteriore incontro, da tenersi la prossima settimana tra i capigruppo e la delegazione dei sindaci, per valutare i contenuti del disegno di legge proposto dalla Giunta, prima dell’eventuale esame in Aula con procedura d’urgenza, ed ha auspicato la definizione del “caso Alghero” in linea con le indicazioni degli amministratori locali e dei rispettivi territori.

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Un milione di euro nella prossima manovra di assestamento del bilancio e la raccomandazione alla Giunta perché sia emanata a breve una circolare esplicativa sul trattamento da riservare ai cosiddetti “lavoratori in utilizzo” che prestano la loro opera nelle amministrazioni locali della Sardegna e che sono però esclusi dai percorsi di stabilizzazione. Sono questi, in sintesi, i principali impegni assunti dalla conferenza dei capigruppo, esplicitati dal presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau, a conclusione dell’incontro, tenutosi nella tarda serata di ieri, con una delegazione dei lavoratori che hanno manifestato il loro disagio sotto il palazzo del Consiglio regionale.

Una soluzione per le problematiche esposte dai circa 380 lavoratori, provenienti dalle diverse aree dell’Isola e che negli ultimi due anni hanno prestato la loro opera nei cosiddetti “cantieri verdi” con contratti a tempo della durata di quattro o sette mesi, è stata sollecitata dai tutti i capigruppo del Consiglio intervenuti nel corso dell’incontro (Pietro Cocco, Pd; Pietro Pittalis, Fi; Gianluigi Ruibiu, Udc; Daniele Cocco, Sel; Attilio Dedoni, Riformatori) con l’auspicio che l’annosa questione dei “lavoratori in utilizzo” possa trovare una soluzione stabile, pur nella consapevolezza delle difficoltà derivanti dall’applicazione della normativa statale in materia.