28 March, 2026
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Il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu (Udc) interviene sulla vicenda sull’esclusione della Sardegna dagli ammortizzatori sociali.

«Nel provvedimento del Governo on vengono riconosciute nel provvedimento del Governo le aree di crisi di Portovesme e Porto Torres, già incluse in una delibera della Regione come zone in forte sofferenza – dice Rubiu -. S»i potrà pensare a un errore del Governo o della nostra Regione. Probabilmente alla solita, ormai consolidata, sottovalutazione delle problematiche industriali riguardanti la nostra isola da parte dell’esecutivo nazionale. Una cosa è certa. A causa dell’esclusione i lavoratori non potranno avvantaggiarsi della proroga della cassa integrazione straordinaria per tutto il 2017. Niente da fare anche per gli straordinari interventi di sostegno al reddito di 500 euro al mese per un anno da sommarsi ad ulteriori sussidi regionali legati alle politiche attive del lavoro.» 

Gianluigi Rubiu è stato convocato dal Prefetto sulla vertenza Alcoa, con appuntamento previsto lunedì, alle 10.00, a piazza Palazzo. «Non si comprende – attacca il consigliere regionale di Iglesias – cosa voglia fare il Governo della Sardegna. E’ probabile intenda trasformarla nell’Isola dei profughi, con una popolazione allo stremo per la mancanza di prospettive. E’ possibile che il presidente Pigliaru non abbia informato il ministro Poletti sulle drammatiche condizioni della Sardegna. E’ evidente che i lavoratori in mobilità attendano soluzioni immediate a questa discriminazione, visto che sin da settembre incombono diverse scadenze. Peccato -conclude Gianluigi Rubiu – che il Ministero non ha riconosciuto questo status per i territori che maggiormente soffrono per la chiusura delle fabbriche. E’ un segnale ulteriore dell’abbandono dell’Isola al suo destino, con la Sardegna sprofondata nel dimenticatoio».

Gianluigi Rubiu 5 copia

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«I ritardi sulla discarica di Genna Luas mettono a rischio i dipendenti della Portovesme srl».

Dopo i sindacati è ora il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu, a lanciare l’allarme «sulle attese infinite, lungaggini estenuanti che potrebbero pregiudicare la produzione dell’industria siderurgica». L’azienda della multinazionale svizzera Glencore aspetta il via libera per la costruzione del nono argine della discarica Genna Luas, senza il quale si andrebbe verso la chiusura degli impianti con il rischio di uno stop per i 1.200 lavoratori, tra diretti e imprese, del complesso.

«L’adempimento, previsto dalla legge, impone un ampliamento del sito destinato agli scarti industriali – spiega Gianluigi Rubiu -. L’innalzamento dell’argine è un passo obbligato per proseguire l’attività produttiva, poi i vertici dell’azienda si sono già mossi per la realizzazione di una nuova discarica sempre a Genna Luas. Lo scorso aprile si è svolta la presentazione del progetto per dotare la discarica del nuovo sistema di scarico degli scarti. Se non ci dovessero essere soluzioni positive il sito di Genna Luas potrebbe continuare ad accogliere i camion sino a dicembre, poi la “Portovesme Srl” sarebbe costretta a fermare la produzione. La situazione è preoccupante – conclude Gianluigi Rubiu – perché sta mettendo a rischio i dipendenti della fabbrica. Sin dai prossimi giorni porterò la questione in commissione sollecitando il presidente Francesco Pigliaru ad un’accelerata sull’iter per l’ampliamento del sito.»

Genna Luas 8

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Cinghiale 116 copia

«Il piano faunistico venatorio va revisionato, con l’annullamento degli ambiti territoriali di caccia». Lo sostiene il capogruppo regionale dell’Udc Gianluigi Rubiu con un’interpellanza urgente: «Con l’avviso pubblicato dall’assessore all’ambiente – spiega Gianluigi Rubiu – è partita la procedura inerente la valutazione ambientale strategica sul piano, senza considerare le gravi incongruenze presenti nel disegno che potrebbero produrre danni al paesaggio. Il modello proposto non risponde alle esigenze del mondo venatorio isolano, che si troverebbe sottoposto a vincoli immensi sul territorio con l’istituzione degli ambiti. L’istituzione e la gestione degli Ambiti Territoriali di Caccia, si è rivelata fallimentare nel 95% delle regioni italiane – aggiunge Gianluigi Rubiu -. Inoltre con tale misura si pongono le basi per l’introduzione di un concetto generale che annulla ed umilia il collaudato principio di interscambio sociale che da sempre studi antropologici e sociali hanno posto come base di crescita armonica tra le popolazioni, soprattutto per quanto riguarda l’antica arte della caccia che ha consentito la sopravvivenza di interi popoli. Non si può pensare che in una realtà come la Sardegna, dove l’insularità sfavorisce e limita l’interscambio, si possano creare ulteriori confini (del tutto artificiali ed illogici) che ghettizzerebbero  senza dubbio le persone che ci vivono. C’è poi un aggravio di costi per i cacciatori.»

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Campagne di Giba

La riduzione del carburante agricolo a costo agevolato rischia di essere l’ennesima beffa per un’agricoltura sarda in grave sofferenza. La denuncia arriva dal capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu: «Una decisione restrittiva della Giunta regionale assegna alle aziende una quantità minore di gasolio utilizzabile per le esigenze del lavoro nelle campagne – attacca Gianluigi Rubiu in un’interpellanza all’assessore – con il pericolo di dover restituire la quota di carburante in eccesso mediante il pagamento di una sorta di penale. Si tenga conto che in questo periodo solitamente si provvedeva ad assegnare un supplemento di carburante utile alle aziende agricole. Sono state però modificate le tabelle ed i parametri, con criteri restrittivi per le imprese rurali. Si registrano anche delle lungaggini per le autorizzazioni all’acquisto agevolato del carburante agricolo. Un ritardo assurdo, che viene imputato alle difficoltà nella gestione del costoso programma informatico – conclude Gianluigi Rubiu -. E invece di agevolare gli utenti e la tempistica di evasione delle pratiche, ha avuto per assurdo l’effetto di provocare un salasso, con ulteriore aggravio delle condizioni già assai tartassate di chi opera in agricoltura.»

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Ryanair 1

Massimo Deiana 11 53 copia 

L’assessore regionale dei Trasporti Massimo Deiana è stato sentito ieri in commissione Trasporti sulla privatizzazione dell’aeroporto di Alghero.

«Il Piano industriale per l’aeroporto di Alghero in vista della privatizzazione presenta una tendenza positiva – ha detto Massimo Deiana -: prevede una crescita dei volumi di traffico (anche del low cost) fin dal 2017, un nuovo assetto tariffario coerente con le indicazioni dell’autorità nazionale, investimenti infrastrutturali in parte già previsti, l’incremento dei ricavi non aviation, alcuni interventi di esternalizzazione e misure di razionalizzazione dell’organico che in questa fase potrebbero portare ad una quota di esuberi, cui si farà fronte anche con il ricorso alla cassa integrazione ed ai pre-pensionamenti.»

L’audizione, come ha chiarito in apertura il presidente della commissione Antonio Solinas, ha riguardato quindi non i contenuti del disegno di legge all’attenzione del Consiglio, sul quale la commissione si è espressa il 4 agosto scorso, ma le linee principali del Piano industriale della società di gestione dell’aeroporto algherese (la Sogeaal Spa) predisposto da un advisor privato. «Un documento di programmazione strategica – ha ricordato Deiana – che, essendo espressione di una società che opera sul mercato, contiene dati sensibili che non possono essere divulgati e, comunque, questo compito non spetterebbe alla Regione, come è stato detto nei giorni scorsi.»

Soffermandosi poi sulla parte del Piano relativa all’incremento dei ricavi, l’assessore dei Trasporti ha sottolineato l’importanza di quelli definiti “non aviation” (provenienti cioè dal traffico non di linea e dai servizi, come i parcheggi) che rappresentano «risorse fresche che le società di gestione possono utilizzare per investire e sviluppare accordi commerciali con i vettori». «Sotto questo profilo – ha precisato – la situazione dell’aeroporto di Alghero è deficitaria perché ha introiti non aviation appena superiori ai 2 euro per passeggero a fronte dei 6.5 di Cagliari e degli 11 di Olbia.»

«Anche per quanto riguarda gli organici – ha proseguito l’assessore – lo scalo algherese ha dati piuttosto complessi, con 242 addetti a fronte di un volume di traffico annuale di 1.600.000 passeggeri; ciò significa un addetto ogni 6000 passeggeri mentre lo stesso rapporto è di 1 a 9000 per Cagliari ed 1 a 10.000 per Olbia.»

Nel dibattito successivo hanno preso la parola i consiglieri Paolo Zedda (Rossomori), Gianluigi Rubiu (Udc) ed Alberto Randazzo (Forza Italia), che hanno sollecitato rispettivamente alcuni chiarimenti sulla strategia della Regione per i vettori low cost, il possibile ruolo degli Enti locali nella nuova compagine azionaria dell’aeroporto di Alghero e le prospettive dell’aeroporto di Cagliari.

Rispondendo ai quesiti dei consiglieri, l’assessore Deiana ha ribadito che la Regione punta su una strategia che poggia su un vettore stabile affiancato da soggetti cosiddetti sussidiari, azioni che saranno facilitate dall’ingresso di partner privati anche dal punto di vista della compatibilità con la normativa comunitaria di settore.

Quanto all’ingresso degli Enti locali nell’azionariato, Deiana si è dichiarato favorevole in linea di principio, ricordando però “in base all’esperienza” che «la presenza di vincoli di bilancio mette le amministrazioni pubbliche in una posizione piuttosto difficile in presenza di proposte di aumento di capitale».

Infine, sull’aeroporto di Cagliari, l’assessore ha messo l’accento sulle significative differenze rispetto a quello di Alghero. «Cagliari, ha concluso – ha conti in ordine e buone prospettive, anche per la quota di ricavi derivante dalla gestione di servizi, come i parcheggi, che aumenta la capacità contrattuale della società di gestione nei confronti dei vettori».

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Alcoa a Rioma 16 febbraio 2016 10

Il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu, ha inviato una lettera al prefetto di Cagliari, Giuliana Perrotta, sulla vertenza Alcoa.

«Vista la drammatica crisi del Sulcis Iglesiente – ha scritto Gianluigi Rubiu al prefetto di Cagliari – occorre una iniziativa forte nei confronti del Governo per sbloccare la situazione e scongiurare il tracollo del sistema economico sociale. L’epilogo definitivo della filiera dell’alluminio sul territorio rischia di trascinare nel baratro il tessuto industriale del Sulcis Iglesiente già messo sotto scacco con la chiusura di altre importanti attività produttive. La vertenza è stata avviata nel 2012 con l’interruzione delle attività, poi c’è stata la chiusura dello stabilimento nel 2014. In questi quattro anni si sono susseguiti solo annunci e promesse, con Governo e Regione incapaci di trovare una soluzione. E’, dunque, il momento di riunire le forze – ha concluso Gianluigi Rubiu – per non risucchiare nel tunnel della crisi migliaia di famiglie, già strangolate dalla mancanza di prospettive per il futuro.»

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Gianluigi Rubiu 5 copia

Il capogruppo Udc in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu, propone con un’interpellanza una proroga per i bandi agricoli relativi al programma di sviluppo rurale, con opportunità di finanziamenti per i giovani imprenditori e per le aziende agricole isolane. La data di apertura per la presentazione delle domande di sostegno, per tutti i bandi, è fissata per il 15 settembre. Un tempo ristretto per gli operatori del settore interessati ad accedere alle agevolazioni.

«Il bando pur essendo a sportello in realtà  – spiega Gianluigi Rubiu – è con scadenza immediata, in quanto la somma stanziata (pari a circa 20 milioni di euro) incrocia le esigenze per circa 500 domande. Una cifra esigua, visto che il bando, tanto pubblicizzato dall’assessorato all’agricoltura, ha prodotto troppe e molteplici aspettative. Gli importi finanziati sinora non sono sufficienti a soddisfare le migliaia di richieste che si ipotizzano per un settore così importante, con investimenti che potrebbero consentire di far decollare diverse aziende agricole sarde, in particolare con il primo insediamento dei giovani nelle campagne. In Liguria le somme erogate sono state esaurite in poche ore dall’apertura dal bando – aggiunge Gianluigi Rubiu -. E’ dunque necessaria una programmazione seria, concertata, con una proroga della scadenza che vada dai sessanta ai novanta giorni, anche per consentire agli uffici dell’assessorato, ai centri di assistenza e agli studi tecnici agronomici un’organizzazione più puntuale per elaborare i programmi.»

«Sarebbe opportuna una posticipazione dei bandi, in un periodo dell’anno in cui ci cono delle scadenze legate alle pratiche della politica agricola comunitaria, di fissazione dei titoli, connesse ai frazionamenti aziendali, procedure propedeutiche – conclude Gianluigi Rubiu – all’adesione ai bandi che potrebbero consentire la ripresa economica per molte aziende agricole.»

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Alcoa a Rioma 16 febbraio 2016 4

Il capogruppo dell’Udc, Gianluigi Rubiu, sollecita una convocazione immediata del Consiglio regionale sulla drammatica situazione di Alcoa. «L’annuncio del colosso americano che ha comunicato lo smantellamento della fabbrica di Portovesme – dice Gianluigi Rubiu – pone fine alle prese in giro del Governo. Una commedia durata quattro anni, con illusioni e promesse ai dipendenti, senza una mossa per invertire la tendenza e garantire un futuro per il territorio. In questa partita la Regione è stata incapace di dare una prospettiva ai lavoratori, con il tracollo definitivo della filiera dell’alluminio che rischia di trascinare nel baratro il tessuto industriale del Sulcis Iglesiente già messo sotto scacco con la chiusura di altre importanti attività produttive. Una decisione che Alcoa ha adottato con l’impossibilità a trovare un acquirente per la produzione di alluminio. La vertenza è stata avviata nel 2012 – sottolinea Gianluigi Rubiu – con l’interruzione delle attività, poi c’è stata la chiusura dello stabilimento nel 2014. In questi quattro anni si sono susseguiti solo annunci e promesse, con Governo e Regione incapaci di trovare una soluzione. Il pericolo è di un effetto domino sul territorio – conclude Gianluigi Rubiu – con migliaia di famiglie senza stipendio e prive del necessario sostegno economico. Per questo è necessario che la Regione si impegni per far ripartire il Sulcis con un apposito decreto del Governo.»

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Sbarco - Porto Botte

Gianluigi Rubiu (Udc) sollecita maggiori controlli sulle coste contro gli sbarchi di migranti irregolari. «La situazione nel Sulcis Iglesiente si sta trasformando in un vero e proprio allarme, vista la difficoltà di gestione dei profughi sul territorio – spiega Gianluigi Rubiu, che ha presentato un’interpellanza urgente al presidente Pigliaru -. Si tenga conto che in pochi mesi sono arrivati nei litorali del Sulcis quasi 400 migranti».

«E’ un dato di fatto – osserva ancora Gianluigi Rubiu –  che le coste del Sulcis, da Porto Pino a Cala Cipolla sino ai litorali attorno a Teulada e Maladroxia, non siano controllati, con gli sbarchi di disperati che avvengono senza difficoltà. Occorre attrezzare il territorio sotto l’ottica della prima ricezione dei migranti ma non si può certo pensare che il Sulcis Iglesiente possa trasformarsi in un territorio ripopolato dai profughi. Il territorio soffre già di drammi sociali e economici, considerato il declino del tessuto socio economico. Le strutture ricettive sono ormai al collasso con l’ospitalità di centinaia di migranti. La condizione sta diventando insostenibile, con il rischio connesso all’ordine pubblico. Sarebbe necessario l’intervento della Regione – conclude Gianluigi Rubiu – per evitare un’invasione senza controllo di disperati in cerca di un approdo, con un vertice con il Governo finalizzato al trasferimento dei profughi.»

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Il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu, lancia l’allarme sulla situazione della formazione professionale nell’Isola.

In un’interpellanza il consigliere regionale di Iglesias sottolinea che «la Regione non sta effettuando i pagamenti agli operatori, con il rischio che si blocchino le misure per le politiche attive del lavoro e migliaia di dipendenti finiscano in un tunnel senza certezza».

«Il settore è al tracollo – sottolinea Gianluigi Rubiu -. I lavoratori delle filiere della Formazione professionale in Sardegna sono ridotti alla fame per gli stipendi non retribuiti, sviliti dalle incertezze sul loro futuro. Non è più tollerabile e concepibile che le agenzie formative, vantando crediti esigibili per milioni di euro, possano essere private dei pagamenti dovuti con disagi che si allargano ai lavoratori, agli utenti e a tutto l’indotto occupazionale del comparto della formazione professionale, che porta avanti importanti attività svolte su affidamento della Regione, concluse già alla data del 31 dicembre 2015 – conclude Gianluigi Rubiu – i cui pagamenti non sono stati né effettuati né tantomeno si ha certezza dei tempi previsti per la loro erogazione. Sarebbe dunque opportuno garantire certezza al comparto, con lo stanziamento dei contributi dovuti.»

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