7 May, 2021
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Esiste una tecnica contabile che rende il capitale naturale economicamente misurabile. Un valore monetario tangibile, reale. Secondo questi complessi calcoli l’Amp di Tavolara potrebbe valere un miliardo di euro. Ma il vero capitale naturale, quello intangibile, legato a un patrimonio unico di bellezze e alla loro salvaguardia, diventa non quantificabile. È possibile stabilire il valore economico della Gioconda o quantificare l’eventuale prezzo di una Pompei? La risposta è no. «La filosofia dell’Amp di Tavolara è che il capitale naturale nella sua unicità non ha prezzo», sottolinea Augusto Navone, direttore dell’Area Marina protetta. Nasce proprio applicando questo ragionamento al bene ambientale la missione dell’Area marina protetta di Tavolara – Punta Coda Cavallo, quella della salvaguardia di beni tanto più preziosi quanto legati a un criterio di quantificazione economica, che solo teoricamente è in grado di tracciarne il valore. Perché quello intrinseco, in realtà, non può corrispondere a un’unità di misura monetaria.

Sarà questo argomento affascinante e, in parte, complesso, il protagonista del convegno “Lo sviluppo territoriale sostenibile-Il capitale naturale e la gestione delle risorse ambientali. La contabilità ambientale dell’AMP di Tavolara Punta Coda Cavallo”, che si svolgerà venerdì 12 aprile, dalle 9,30, nell’aeroporto “Costa Smeralda”, aula magna “Robert F. Engle” del polo universitario di Olbia. L’apertura del convegno sarà dedicata proprio alla gestione di questo capitale naturale e delle straordinarie risorse ambientali dell’Amp di Tavolara. Tra i relatori Paolo Guidetti, professore ordinario all’Università di Nizza, che esporrà la sua relazione sul valore socio-ecologico della fauna ittica costiera e le potenzialità delle Aree marine protette. Tra gli interventi previsti anche quello di Riccardo Cattaneo Vietti, ordinario di Ecologia all’università di Genova; Paolo Vassallo, docente dell’università di Genova e Giovanna Spano dell’Area marina protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo.

La seconda parte del convegno sarà dedicata specificamente alle relazioni tecniche sul valore economico e strategico della conservazione. Nel parterre dei relatori nomi che contano come quello di Maria Carmela Giarratano, direttore generale per la Protezione della natura e del mare del ministero dell’Ambiente. Insieme a lei, per trattare la parte con le relazioni tecniche sul valore economico e strategico della conservazione, ci saranno il docente di Economia dell’ateneo sassarese, Antonio Usai, con Federico Niccolini, professore di Organizzazione aziendale all’Università di Macerata. Interverrà anche Francesca Visintin, ricercatrice della società Eframe.  Il progetto di contabilità ambientale nasce proprio per dare valenza economica al capitale naturale (si pensi ai fondali di Tavolara e le biomasse che li popolano) e ai servizi ecosistemici, come i beni delle spiagge e in generale dei litorali costieri. Per fare un esempio, questo valore legato al turismo balneare nei tre Comuni consorziati (Olbia, Porto San Paolo e San Teodoro) equivarrebbe a circa 300 milioni di euro. I servizi ecosistemici comprenderebbero anche il turismo subacqueo e quello diportistico.

Alla tavola rotonda finale dedicata al tema dei beni ambientali e della crescita dei territori, moderata da Francesco Morandi, docente di Economia del turismo dell’università di Sassari, parteciperà anche il neo assessore regionale dell’Ambiente, Gianni Lampis.

Il Programma

Workshop

Lo sviluppo territoriale sostenibile
Il capitale naturale e la gestione delle risorse ambientali
La contabilità ambientale dell’AMP di Tavolara Punta Coda Cavallo

12 aprile 2019
ore 9.30
Polo Universitario di Olbia
Aula Magna “Robert F. Engle”

9.15 Registrazione partecipanti

9.30 Indirizzi di saluto (ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, AMP Tavolara PCC, comune di Olbia, Geasar)

9.45 I parte – le relazioni tecniche: la contabilità ambientale e i beni naturali. Le best practices

Moderatore: Antonio Usai

9.45 Augusto Navone, La contabilità ambientale il progetto del MATTM

10.00 Giovanna Spano, L’AMP di Tavolara e il valore dei beni naturali

10.15 Paolo Guidetti, Il valore socio-ecologico della fauna ittica costiera e le potenzialità delle AMP

10.30 Riccardo Cattaneo Vietti, La ricchezza e la complessità del coralligeno di Tavolara

10.45 Paolo Vassallo, Il Capitale naturale dell’AMP TPCC

11.00 Coffee break

11.15 II parte – le relazioni tecniche: il valore economico e strategico della conservazione

Moderatore: Augusto Navone

11.15 Federico Niccolini, Dimensioni socio economiche delle AMP e sviluppo sostenibile costiero

11.30 Sergio Bucci, Monitoraggio attività produttive e relativi volumi economici

11.45 Antonio Usai, La qualità della vita e i beni ambientali: i BES e la performance dei territori

12.00 Francesca Visintin, La contabilità economica – ambientale dell’Amp TPCC.

12.15 Maria Carmela Giarratano, Direttore Generale PNM ministero dell’Ambiente (MATTM)

12.30 III parte – Tavola rotonda: beni ambientali e crescita dei territori

Moderatore: Francesco Morandi

Partecipano: Sindaci Olbia, Loiri-Porto San Paolo, San Teodoro, La Maddalena, Santa Teresa, imprenditori e associazioni di categoria, presidente AMP TPCC e presidente Parco La Maddalena.

13.00 Conclusioni

La Quarta commissione oggi ha fatto un sopralluogo a Olbia, per la verifica dell’attuazione degli interventi post alluvione.

«Lavoreremo insieme al comune di Olbia – ha dichiarato il presidente Antonio Solinas (Pd) concludendo la riunione – per la piena attuazione del Piano di riassetto idrogeologico della città a partire dalla prossima Legge finanziaria e, nello stesso tempo, ci attiveremo in tutte le sedi istituzionali e politiche, a partire dalla Giunta regionale e dai parlamentari sardi, per sollecitare il Governo nazionale a concedere una deroga che consenta il superamento del patto di stabilità ai Comuni più virtuosi.»

Amtonio Solinas ha annunciato inoltre che a brevissima scadenza arriveranno i contributi provenienti dalle donazioni private. «La #Protezione civile – ha spiegato – ha definito un piano di ripartizione delle risorse e, a partire dalla prossima settimana, potranno essere presentate le domande.»

In precedenza, il sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli, ha esposto alla Commissione il #Piano di riassetto idrogeologico predisposto dall’amministrazione comunale con il supporto di un “pool” di tecnici. Il programma, diviso in 14 schede progettuali suddivise a loro volta in “lotti funzionali”, prevede una spesa complessiva di 120 milioni di euro. Un Piano, ha detto Giovannelli, «che non potremmo portare a termine senza il sostegno della Regione senza dimenticare però che il Comune di Olbia ha già oggi la disponibilità di 50 milioni, che non possiamo usare a causa del #Patto di stabilità».

Gianni Giovannelli ha poi ricordato che, in apparenza, «Olbia, in qualche modo, ha ripreso a vivere, ma qui ci sono 500 famiglie che hanno perso tutto, decine di aziende in gravissima difficoltà: in altre parole c’è una popolazione di 15.000-16.000 persone ancora senza risposte e senza una prospettiva concreta. Sullo sfondo c’è una comunità di 50-60.000 persone che deve e vuole ripartire e non può essere lasciata sola; per questo c’è bisogno di un piano straordinario per la città di Olbia. Finora abbiamo sentito tante promesse – ha concluso – ma non hanno avuto seguito, “ora è il momento di fare”».

Al termine dell’intervento del Sindaco, si è sviluppato un dibattito cui hanno preso parte i consiglieri regionali Giuseppe Meloni (Pd), Giuseppe Fasolino (Forza Italia), Daniele Cocco (Sel), Ignazio Tatti (Udc), oltre agli assessori del comune di Olbia Davide Bacciu (Lavori Pubblici), Carlo Careddu (Urbanistica) e Giovanna Spano (Ambiente). In tutti gli interventi è stata sottolineato che Olbia, dal punto di vista quantitativo e qualitativo, è stata colpita da un disastro di dimensioni straordinarie e, per certi aspetti, è ancora vulnerabile. Oggi, anzi, è la città della Sardegna che, per popolazione residente, è senz’altro quella più a rischio.

Dopo la chiusura dei lavori nella sala consiliare del comune di Olbia la Commissione, accompagnata da amministratori e tecnici del Comune, ha effettuato un sopralluogo in alcuni dei siti interessati dall’alluvione.

Nella prima parte della seduta la Commissione ha sentito in audizione Francesco Bandiera e Fabio Fois, rappresentanti Bonifacio Strait Pilots. Si tratta dei “piloti” che, con mezzi e personale specializzato attivo nei porti di Olbia e Porto Torres, aiutano le navi di grandi dimensioni nelle manovre di ingresso e di attracco in porto. Alla Commissione hanno sottoposto la situazione dei rischi legati al traffico navale nelle Bocche di Bonifacio, area di grandissimo pregio ambientale sede del c.d. “santuario dei cetacei”, patrimonio dell’Unesco e parco internazionale di Italia e Francia.

La grande attenzione per questa area marina e naturalistica, hanno sottolineato Bandiera e Fois, è però in pericolo perché considerata “libero passaggio strategico” per la navigazione e senza alcun controllo sulle navi straniere, che sono poi la maggioranza delle oltre 3.000 navi (dati 2013) che transitano ogni anno sullo stretto. Di qui la proposta di superare la normativa vigente che prevede solo la “raccomandazione” dell’utilizzo dei “piloti” e renderlo obbligatorio. I dati, ha affermato Fabio Fois, dimostrano che è necessario: «Dal ’72 ad oggi si sono verificati nelle Bocche 29 incidenti, quasi sempre dovuti ad errore umano, provocati spesso da navi che trasportavano sostanze pericolose. Incidenti che sarebbero stati in buona parte evitati dalla presenza dei piloti che conoscono quel tratto di mare, salgono a bordo, mantengono le comunicazioni con le strutture di controllo a terra ed assicurano il mantenimento della rotta».

La Quarta commissione, con tutti i suoi componenti, ha assicurato tutto il suo impegno per individuare una soluzione ad un problema sicuramente complesso che richiede l’intervento dello Stato e, come sarebbe auspicabile, dell’Unione europea e degli organismi internazionali che regolano la navigazione. Il presidente Solinas, in particolare, ha dichiarato che la Commissione predisporrà una risoluzione sulla materia da sottoporre al Consiglio regionale.

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