17 June, 2024
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Il Festival Nuoro Jazz propone domani sera, mercoledì 28 agosto, l’esibizione di Tom Harrell con il suo quartetto: Danny Grissett al pianoforte, Ugonna Okegwoal contrabbasso e Adam Cruz alla batteria. Impegnati da lunedì scorso nella masterclass internazionale ai Seminari Jazz in corso alla Scuola Civica di Musica in via Mughina, il trombettista statunitense ed i suoi musicisti saliranno sul palco dell’Ex Artiglieria alle 21.00. I biglietti, come per tutti i concerti con ingresso a pagamento della rassegna, si possono acquistare in prevendita online sul sito Ciaotickets e a Nuoro al CTS (Centro Turistico Sardo) in piazza Mameli, 1.

Classe 1946, con una discografia di oltre 280 registrazioni (di cui 34 da leader) e una carriera artistica che supera i cinquant’anni, Tom Harrell è annoverato tra gli strumentisti e compositori jazz più creativi e dinamici del nostro tempo, come certificato anche dal titolo di “Trombettista dell’anno” che la Jazz Journalists Association (JJA) gli ha riconosciuto per il 2018, il più recente alloro in una bacheca che comprende riconoscimenti da parte della critica e dei lettori delle riviste Down Beat e JazzTimes, e varie nomination ai Grammy Awards.

Tanti i grandi nomi del jazz con cui ha lavorato: musicisti del calibro di Stan Kenton, Woody Herman, Horace Silver, Bill Evans, Sam Jones (col quale ha co-diretto una big-band negli anni Settanta), Lee Konitz, Phil Woods, del cui quintetto ha fatto parte dal 1983 al 1989. Da allora lo ritroviamo prevalentemente alla testa di propri gruppi, impegnato in concerti e tour internazionali, e in una produzione discografica che si è fatta particolarmente intensa e variegata negli ultimi due lustri, con una media di un nuovo album all’anno: il più recente è “Infinity”, pubblicato lo scorso marzo dall’etichetta HighNote. Il suono caldo della sua tromba e del suo flicorno, la raffinatezza melodica, armonica e ritmica della sua musica, allo stesso tempo intelligente, piena di sentimento, fresca e accessibile, hanno fatto di Tom Harrell un’icona del jazz sia per il pubblico che per i musicisti.

La giornata di domani (mercoledì 28), come spesso accade a Nuoro Jazz, ha però in serbo anche altri appuntamenti di rilievo. Mentre alla Scuola Civica di Musica “Antonietta Chironi” proseguono le lezioni dei seminari jazz in vista dell’importante saggio/concerto finale di venerdì sera (30 agosto) a Posada, in mattinata, alle 10.00, è in programma un “classico” dell’iniziativa organizzata dall’Ente Musicale di Nuoro: il concerto nel carcere di Badu ‘e Carros, un evento che si rinnova per la sedicesima volta, grazie alla collaborazione della direzione e dei lavoratori della casa circondariale nuorese. Protagonista quest’anno un trio di musicisti che fanno parte del corpo docente dei seminari: il sassofonista Emanuele Cisi, il pianista e trombettista Dino Rubino ed il contrabbassista Salvatore Maltana.

Nel pomeriggio, invece, il musicista e musicologo Enrico Merlin completa le sue conferenze divulgative “Quattro passi nel jazz”: si comincia alle 16.45 a I Grani, il locale in via Fratelli Bandiera.

 

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La Luna di Dromos splende ancora nel cielo del Barigadu, illuminando il cammino della ventunesima edizione del festival che, come consuetudine, fino a Ferragosto propone i suoi appuntamenti tra Oristano e altri centri e località della sua provincia.
Protagonista della serata odierna, a Ula Tirso, sarà Carmen Souza, una delle voci più interessanti della nuova scena world music internazionale, in concerto alle 22.00, in piazza IV Novembre, con ingresso gratuito. La cantante portoghese approda al festival alla testa dei Silver Messengers, ovvero Gordon Deschanel al pianoforte, Theo Pascal al basso e al contrabbasso ed Elias Kacomanolis alla batteria, con l’obiettivo di onorare – come suggerisce il nome della formazione – il repertorio del grande pianista e compositore statunitense Horace Silver, uno dei pilastri dell’hard bop, che nel corso della sua carriera ha “venato” le sue composizioni di numerose influenze tra gospel, musica africana e latinoamericana.
Anche Carmen Souza, come altri protagonisti di questa edizione (Alfa Mist, Kokoroko e Nubya Garcia), arriva da Londra (dove risiede stabilmente) e si caratterizza per il suo personalissimo stile, capace di condensare le influenze della tradizione di Capo Verde con elementi del jazz, spaziando sapientemente tra differenti generi musicali, come la morna, il batuke e il soul. Il punto di partenza delle sue esplorazioni musicali sono sempre le sue radici (la sua stirpe è capoverdiana di estrazione cristiana), e il suo modo di cantare è una sintesi del tutto personale della verve di Billie Holiday, Nina Simone e Casara Evoria, muovendosi tra melodie inusuali, umori esotici, africanismi, scat jazz, vibrati controllati e frasi dall’andamento imprevedibile.
Il concerto di Carmen Souza fa idealmente da chiusura ai festeggiamenti del centennale della costruzione della diga di Santa Chiara sul Tirso (1918/2018); in programma per l’occasione un annullo filatelico speciale in collaborazione con Poste Italiane, e la vendita di un album con riproduzioni di cartoline, fotografie e immagini storiche dell’epoca.
Tre appuntamenti caratterizzano la giornata di Dromos di lunedì 12 agosto: alle 21.00, il festival varca i confini della provincia di Nuoro approdando a Ortueri per un evento proposto in collaborazione con il festival Mamma Blues, costola di Dromos che quest’anno celebra la sua dodicesima edizione dal 13 al 15 agosto, come sempre a Nureci. Presso la Cantina Bingiateris (sponsor della serata), sarà di scena il duo blues del cantante e armonicista Fabio Treves, portavoce della musica del diavolo in Italia e inventore del “blues delle masse”, affiancato dal chitarrista Alex “Kid” Gariazzo, musicista che lo accompagna da oramai un quarto di secolo nella Treves Blues Band (attesa poi sul palcoscenico di Mamma Blues a Nureci martedì 13). La serata (biglietti esauriti), che prende il nome del tipico vino prodotto dalla cantina, si intitola Lollore & Blues, ed è presentata in collaborazione con l’associazione Viva Mandrolisai. Al termine del concerto, ancora musica con un dj set di De Li Soul.
Alle 21.30, ma nel giardino del Museo Archeologico di San Vero Milis, Dromos dedica un nuovo appuntamento alla Luna, ispiratrice di questa edizione del festival nel cinquantenario dal primo sbarco dell’uomo sul nostro satellite, con la proiezione del film di fantascienza “Moon” (2009), del regista Duncan Jones (ingresso libero), in sostituzione del previsto “Il diritto di contare“.
Alle 22.00, a Nureci, infine, come consuetudine, a fare da battesimo all’imminente edizione di Mamma Blues saranno i giovani musicisti della Music Academy di Isili, impegnati nel concerto dal titolo “The two faces of Woodstock”, chiaro omaggio ai cinquant’anni dal festival di Bethel (omaggiato quest’anno da Dromos) svoltosi nel 1969 al culmine della diffusione della cultura hippie.

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Il vento dell’Africa soffia sul Barigadu nella decima giornata di Dromos, il festival organizzato dall’omonima associazione culturale, che quest’anno spegne ventuno candeline diramandosi tra Oristano e altri centri e località della sua provincia.

Questa sera (sabato 10 agosto) tappa a Neoneli con Manou Gallo, la brillante bassista e cantante ivoriana, in concerto in piazza Barigadu a partire dalle 22.00 (ingresso a 10 euro più diritti di prevendita) alla testa della sua band con cui fonde in modo fresco e moderno il cuore e l’anima dell’Africa con la cultura occidentale: Gaspard Gierse al sassofono, Pauline Leblond alla tromba, Matthieu Vandenabeele alle tastiere, Yannick Werther alla chitarra ed Edwin Dharil Denguemo alla batteria.

Classe 1972, nativa di Divo, una piccola città nella regione centro-occidentale della Costa d’Avorio, Manou Gallo è una virtuosa del basso elettrico e un talento che trae linfa dal ricco patrimonio delle sue origini nella tribù Djiboi. Fin da bambina si è dimostrata diversa e autonoma, suonando il tambour, uno strumento a percussione normalmente riservato solo agli uomini, nella cultura ivoriana. Un giorno vede un basso elettrico e capisce che sarà il suo strumento, quello che nelle sue mani si trasforma in una percussione, da cui estrae sfrenati ritmi groovy. La sua carriera musicale la porta presto a suonare con il famoso gruppo Zap Mama, e con questo approda in Belgio, facendo base a Bruxelles dal 2003, dove ha messo in mostra le sue doti di cantante e bassista in tanti gruppi e progetti che ha sviluppato e con cui ha suonato. Dopo le sue prime uscite discografiche – “Dida” (del 2005), “Manou Gallo” (2006) e “Lowlin” (2010) -, l’anno scorso ha firmato “Afro Groove Queen”, un album prodotto da Bootsy Collins, il grande bassista e cantante americano salito alla ribalta nei primi anni Settanta con James Brown e poi con i Parliament e i Funkadelic di George Clinton; un album che è come un triangolo amoroso tra Africa, Europa e America, tra funk, jazz e afro groove.

I ritmi e le suggestioni del Portogallo caratterizzeranno, invece, la serata successiva di Dromos: domenica 11, a Ula Tirso (a conclusione dei festeggiamenti per il centennale della costruzione della diga di Santa Chiara sul Tirso), è di scena Carmen Souza; accompagnata dai suoi Silver Messengers, la cantante lisbonese (di origine capoverdiana) renderà omaggio al repertorio del grande pianista e compositore statunitense Horace Silver. Riflettori e microfoni accessi alle 22.00, in piazza IV Novembre, con ingresso gratuito.