18 May, 2024
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Adeguare i rispettivi Statuti di Autonomia, come previsto dalla riforma della Costituzione in discussione in Parlamento e con le dovute “intese” per salvaguardare la specialità e le diversità dei territori interessati; rafforzare il rapporto con lo Stato in materia finanziaria mediante il ricorso a strumenti pattizi; garantire il pieno coinvolgimento delle assemblee legislative regionali e delle province autonome per dare forza al processo di riforma; rilanciare tutte le autonomie regionali secondo i più avanzati modelli e principi costituzionali europei, insieme con la condivisione delle richieste delle Regioni ordinarie in applicazione dei principi di differenziazione e adeguatezza.

Sono questi, in sintesi, i contenuti della “dichiarazione di Cagliari”, il documento sottoscritto nel capoluogo sardo dai presidenti delle assemblee elettive delle regioni autonome di Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Sicilia, Trentino Alto Adige e delle province autonome di Trento e Bolzano, a conclusione della giornata di riflessione e confronto sui temi della specialità statutaria.

Sotto il coordinamento del presidente dell’assemblea friulana, Franco Iacop, Gianfranco Ganau (presidente del Consiglio della Sardegna), Roberto Bizzo (vice della provincia autonoma di Bolzano), Girolamo Fazio (presidente gruppo Misto, Sicilia), Chiara Avanzo (presidente assemblea Alto Adige), Bruno Dorigatti (presidente provincia autonoma di Trento) e Marco Vierin (presidente dell’assemblea valdostana), hanno  ribadito l’attualità delle specialità e ne hanno rimarcato il fondamento non soltanto storico, sottolineando come le Regioni e le province autonome, pur godendo di un differente regime finanziario abbiano, nel tempo, assicurato un più ampio arco di funzioni ed abbiano contribuito fattivamente al conseguimento degli obiettivi del patto di stabilità e della solidarietà nazionale.

«Sbaglia chi pensa che l’Autonomia sia un privilegio – ha dichiarato il presidente dell’assemblea sarda, Gianfranco Ganau, alla presenza dei vice Antonello Peru e Eugenio Lai – o peggio, costituisca una sottrazione di poteri e competenze alle altre Regioni, perché con l’abolizione di quelle a Statuto speciale non ci sarebbe alcun vantaggio per le regioni ordinarie ma semmai si assisterebbe al complessivo indebolimento dell’intero sistema regionale in Italia». Il presidente del Consiglio della Sardegna ha quindi evidenziato come gli Statuti dell’Autonomia “siano in larga parte inattuati” ed ha auspicato forme avanzate di coordinamento nelle procedure che caratterizzano le attività delle commissioni paritetiche nelle diverse Regioni.

Il sostanziale fallimento delle commissioni paritetiche come strumento di attuazione delle previsioni statutarie è stato al centro dell’intervento del presidente della provincia autonoma di Bolzano, Roberto Bizzo, mentre il numero uno dell’assemblea della Valle d’Aosta, Marco Vierin, ha ricordato la gestione diretta di competenze e servizi da parte delle Regioni speciali e l’assunzione di nuove funzioni con i relativi oneri in capo alle amministrazioni regionali e non allo Stato.

«Non siamo qui per difendere presunti privilegi – ha dichiarato il coordinatore delle autonomie speciali, Franco Iacop – ma per rilanciare il tema dell’Autonomia in tempi in cui è aperto il dibattito sulla permanenza delle condizioni stesse delle specialità statutarie». «Noi – ha aggiunto il presidente del Friuli Venezia Giulia – affermiamo che le condizioni di peculiarità delle nostre Regioni permangono ma non conduciamo una battaglia solo in difesa dei nostri statuti, quanto lavoriamo per promuovere un confronto aperto sul regionalismo in Italia, mentre assistiamo a una serie di politiche di stampo centralista che in nome dell’emergenza economica puntano a comprimere spazi di libertà e autonomia».

La “dichiarazione di Cagliari” sarà sottoposta all’attenzione della conferenza dei presidenti delle assemblee elettive delle Regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano, convocata a Roma per il prossimo 18 giugno.

«Auspichiamo un confronto costruttivo con tutti i presidenti delle assemblee regionali – ha concluso Gianfranco Ganau – per poi presentarci uniti nel confronto con lo Stato sul tema strategico del regionalismo differenziato che grazie anche all’esperienza delle Regioni autonome può rappresentare una vera opportunità di crescita e sviluppo per l’intero sistema Paese.»   

Palazzo del Consiglio regionale 3 copia