7 July, 2026
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È stata una giornata che persino uno sceneggiatore di Hollywood avrebbe faticato a immaginare, ma per i beniamini di casa di Luna Rossa è stata un misto di grande euforia e cocente delusione davanti ai loro incredibili tifosi, che hanno reso questa prima regata preliminare della “Road to Naples” davvero indimenticabile.

La Sardegna e la città portuale di Cagliari hanno saputo accogliere in modo eccellente la Louis Vuitton 38ª America’s Cup, e l’ultima giornata di regate ha visto condizioni praticamente perfette nel Golfo degli Angeli, con un vento costante tra i 10 e i 14 nodi, un moto ondoso leggero e un cielo di un azzurro splendente.

È stata una giornata che persino uno sceneggiatore di Hollywood avrebbe faticato a immaginare, ma per i beniamini di casa di Luna Rossa è stata un misto di grande euforia e cocente delusione davanti ai loro incredibili tifosi, che hanno reso questa prima regata preliminare della “Road to Naples” davvero indimenticabile.

All’inizio della giornata, in banchina non si parlava d’altro che della straordinaria forma di Luna Rossa 1, il Women & Youth Team di Marco Gradoni e Margherita Porro. Sembrava quasi inevitabile che si assicurassero almeno un posto in finale dopo una performance strepitosa nelle prove precedenti – ma gli dei dello sport avevano idee ben diverse. Alle prese con problemi tecnici sui display time-on-distance di bordo, il team italiano è stato richiamato per aver tagliato la linea di partenza in anticipo nella prima regata e, non riuscendo a scontare la penalità in tempo, è stato infine squalificato. Era ancora in testa alla classifica generale all’inizio dell’ultima prova, ma un altro OCS ha messo fine alla sua corsa.

La lotta per il titolo assoluto è quindi passata alle squadre senior di Luna Rossa ed Emirates Team New Zealand, una prospettiva allettante che ha visto gli ex compagni di squadra Nathan Outteridge e Peter Burling affrontarsi in una battaglia spietata per il magnifico trofeo realizzato dallo scultore sardo Roberto Ziranu.

Un raro errore di Nathan Outteridge a 52 secondi dal segnale di partenza, mentre era in posizione di vantaggio puntando la linea di partenza, ha regalato una partenza pulita a Luna Rossa al centro della linea, mentre Emirates Team New Zealand lottava contro il tempo in una corsa a distanza verso l’estremità di sinistra (a sinistra) della linea. Mentre il tempo passava, i kiwi hanno sbagliato i calcoli di una frazione di secondo e hanno tagliato la linea in anticipo, costretti ad arretrare di 75 metri dietro Luna Rossa che andava al massimo, e ha avuto in pugno i sei lati successivi. Per quanto ci provassero, i kiwi non sono mai riusciti a rientrare pienamente in gara, mentre gli italiani li hanno marcati stretti lungo tutto il percorso, dimostrando una strepitosa abilità e grande acume tattico. Il distacco al traguardo è stato di 33 secondi e lo slancio in questo ciclo dell’America’s Cup è passato decisamente a favore di Luna Rossa.

Quando Luna Rossa ha tagliato il traguardo, in tutto il Golfo degli Angeli sono risuonate le sirene che la flotta degli spettatori in acqua ha suonato in segno di riconoscimento per gli eroi della città, e a bordo si è svolto un momento di celebrazione, tra spruzzi di champagne e il tradizionale striscione “winners” esposto in bella vista sul ponte dall’equipaggio.

Peter Burling, tre volte vincitore della Coppa, è poi sceso a terra euforico per la vittoria davanti al tifo festante della città che Luna Rossa ha scelto come casa, dicendo: «Penso che per tutta la settimana abbiamo sentito di navigare molto meglio di quanto le prestazioni e la classifica abbiano mostrato. In entrambi i giorni precedenti abbiamo commesso solo un paio di piccoli errori che però ci hanno impedito di avere una giornata al top, rendendola di fatto una giornata da secondo o terzo posto. Quindi, sono davvero orgoglioso di come con il gruppo abbiamo continuato a lottare per ottenere quella prestazione e a migliorare il nostro approccio, e oggi abbiamo messo a punto un piano davvero solido, siamo usciti in mare e l’abbiamo eseguito; e sono super orgoglioso di come l’abbiamo fatto sotto una pressione non indifferente. Eravamo davvero scoraggiati dal fatto di non poter affrontare il nostro Women and Youth team nel match race finale. Per tutta questa settimana hanno davvero fissato lo standard di ciò che si può fare con un AC40, ma ovviamente oggi hanno avuto una giornata difficile; sono entusiasta di aver portato una vittoria a Luna Rossa nella mia prima regata».

Max Sirena, AD di Luna Rossa, ha riflettuto su quella che è stata una giornata eccezionale per la squadra nel complesso, nonostante la delusione per il team Women and Youth, dicendo: «Quando hai la possibilità di avere due barche in finale, vuoi coglierla, no? Quindi è una vittoria un po’ agrodolce, perché avremmo potuto avere due barche in finale. Ma questo è lo sport, fa parte del gioco. Faremo un’analisi. Di sicuro abbiamo commesso alcuni errori, di sicuro abbiamo avuto qualche problema con il software tecnico e quello di regata, ma non è una scusa. Ma va bene. È bello. Ogni volta che si vince, bisogna godersi la vittoria, e tutto è una lezione per il futuro».

Circondato dalla folla, Max Sirena ha aggiunto: «Stavo dicendo ad alcune persone mentre eravamo al molo che non potrò mai ringraziare abbastanza Cagliari, la Sardegna e tutti i fan per essere venuti qui questo fine settimana. Non ho mai visto così tanta folla per un evento velico e quindi sono super grato alla gente di Cagliari, agli organizzatori, alle autorità, alla gente del posto, ai volontari – a tutti loro. È fantastico. Penso che sia un ottimo inizio. È un buon inizio per questo nuovo ciclo».

Il finalista sconfitto Nathan Outteridge era livido e rimpiangeva una giornata in cui non sono riusciti a coprire la mossa di Luna Rossa a 52 secondi dal segnale di partenza e poi sono partiti in anticipo all’estremità opposta della linea: «Siamo partiti con circa 0,8 secondi di anticipo rispetto al pin, purtroppo. Ma fino a quel momento, la fase pre-partenza era stata piuttosto interessante. C’erano molte manovre in corso, e dovevamo semplicemente seguirli (quando hanno virato) – ed è stato quello l’errore. È questa la differenza tra pensare alle regate di flotta per una o due settimane intere e poi trovarsi catapultati nel match race. Sono sicuro che se fossimo stati un po’ più preparati, concentrandoci solo sulle regate di match race, avremmo saputo cosa fare trovandoci in quella situazione. Perché se avessimo virato in quel momento, loro sarebbero stati in grande difficoltà, avrebbero avuto molto lavoro da fare. Ed è per questo che me la prendo con me stesso, perché ho fatto quella mossa con Pete (Burling) diverse volte e oggi l’abbiamo lasciato andare via. Ma avremo molte altre occasioni per affrontarci testa a testa».

Marzio Perrelli, amministratore delegato di America’s Cup Partnership, ha commentato quella che è stata una regata spettacolare in Sardegna, dicendo: «Regata fantastica, organizzazione fantastica. Questo è l’inizio di un nuovo viaggio che ci porterà da Cagliari fino a Napoli a settembre, e poi nel giugno del prossimo anno. Quindi, penso che sia un ottimo inizio e l’asticella è stata posta piuttosto in alto, e sono estremamente fiducioso che questa Louis Vuitton 38a America’s Cup sarà un grande successo».

Giù al Race Village, dopo una giornata ricca di eventi ed emozioni, il team Luna Rossa Women & Youth composto da Margherita Porro, Maria Giubilei, Marco Gradoni e Giovanni Santi ha ritirato il trofeo Women & Youth davanti a un pubblico entusiasta e riconoscente, prima che il team senior salisse sul palco. L’equipaggio composto da Peter Burling, Ruggero Tita, Umberto Molineris e Vittorio Bissaro, insieme alle riserve Gigi Ugolini e Federico Colaninno, ha accolto sul palco l’allenatore Josh Junior e l’AD del Team Max Sirena. Con un bel gesto, il team ha fatto sfilare anche i membri dello shore team e l’equipaggio Women & Youth dietro il banner “winners” dei vincitori e ha sollevato il magnifico trofeo a nome dell’intera famiglia Luna Rossa.

La Sardegna ha ospitato una delle regate più ad alto livello in termini di azione in acqua, mentre a terra la città ha vissuto intensamente l’America’s Cup con folle enormi che ogni giorno hanno animato sia il Race Village che la FanZone Lazzaretto. Indubbiamente la regata ha alzato l’asticella in vista della seconda Louis Vuitton 38ª America’s Cup Preliminary Regatta, in programma a Napoli dal 24 al 27 settembre 2026.

I leader in carica Luna Rossa 1 Women & Youth cercavano di capitalizzare sui buoni risultati di venerdì, ma hanno fatto fatica nella prima regata quando una manovra scadente nel pre-partenza li ha fatti cadere dai foil; hanno anche segnalato problemi di telemetria, e questa situazione complessiva li ha lasciandoli indietro a cercare di recuperare posizioni. Davanti però, i due team potenti di Luna Rossa 2 con il tre volte vincitore dell’America’s Cup Peter Burling come skipper, ed Emirates Team New Zealand con skipper Nathan Outteridge, hanno avuto quello che può essere descritto solo come un ‘braccio di ferro’ di proporzioni epiche. I Kiwi ne sono usciti vincitori e hanno preso in mano il loro destino verso la fine della prima prova e hanno proseguito con risultati solidi nelle due regate successive, per finire nell’ambita seconda posizione, alla vigilia di altre due regate domani che decideranno i due avversari che si sfideranno in finale.

La storia del giorno è stata Athena Pathway, che nella seconda regata ha mostrato compostezza e nervi d’acciaio dopo aver capitalizzato sugli errori degli altri equipaggi, e ha mostrato una delle migliori performance conducendo in testa arrivando a ottenere una vittoria con un vantaggio di 37 secondi – enorme a questo livello in AC40 monotipi completamente equalizzati. Una volta a terra, il ventenne Sam Webb, che oggi era al trim, era semplicemente elettrizzato e ha detto: «Penso di aver sorriso parecchio dopo quella regata fantastica, abbiamo semplicemente navigato bene come squadra, e i ragazzi hanno fatto un ottimo lavoro. Quindi sì, tutto è andato al posto giusto. È un vero privilegio navigare con tutti questi ragazzi, ed è fantastico vedere che l’allenamento sta dando i suoi frutti». Ellie Aldridge, medaglia d’oro olimpica e timoniera di sinistra a bordo dell’AC40, ha riassunto le emosioni provate a bordo: «Erano decisamente condizioni nelle quali, quando sei in testa e sei in grado di navigare la tua regata, ti senti molto più comodo. Abbiamo cercato di navigare nel miglior modo possibile ma le condizioni erano molto variabili, ma avreste dovuto vedere la faccia di Sam alla fine: aveva un sorriso gigante!»

La vittoria di Athena Pathway è stata una convalida degli sforzi del team negli ultimi cinque anni, guidati da Hannah Mills OBE, ed è stata una vittoria accolta con grande entusiasmo dal pubblico del Race Village nel centro di Cagliari. I favoriti di casa tuttavia, Luna Rossa hanno usato la seconda prova per rientrare decisamente in regata. Marco Gradoni e Margherita Porro hanno portato Luna Rossa 1 al secondo posto per poi andare a vincere in grande stile nell’ultimo lato della terza prova, per mettere al sicuro il proprio posto in cima alla classifica, e farsi notare per la performance migliore vista qui in Sardegna. Hanno dovuto lavorare sodo per ottenere questo risultato, con Emirates Team New Zealand 1 che spingeva forte, e i loro compagni di scuderia Luna Rossa 2 (il team principale) sempre in lizza.

Rientrato a terra, Marco Gradoni puntava alla finale con una concentrazione laser che smentisce i suoi 22 anni di età, dicendo: «Oggi non è stata una giornata facile. Siamo riusciti a fare bene dopo il grande errore che abbiamo fatto nella prima partenza. Quindi sono orgoglioso, non è stato facile. Riguardo alla finale, penso che dobbiamo ancora fare una buona regata. Questo è il nostro obiettivo. Saremo ancora concentrati sulle regate di flotta, e poi se avremo la possibilità di andare in finale, penso che ci prepareremo per performare nel match race».

A proposito della pressione che deve sentire navigando contro la temibile Emirates Team New Zealand, attuale Defender dell’America’s Cup, Marco è stato inequivocabile, dicendo: «Penso che siano i migliori al mondo, ma anche noi, siamo i migliori al mondo. Quindi è una guerra tra titani ora. Hanno molta esperienza. Sono di gran lunga i migliori nel gioco, ma noi abbiamo la nostra chance, abbiamo la nostra abilità come squadra, e dimostreremo loro di cosa siamo capaci. Per noi, è come un grande onore, molta pressione, ma ci piace. Amo la pressione. Amo avere questo privilegio».

E’ stata una giornata difficile per molti team, con molte lezioni da imparare, in un giorno in cui le squadre hanno usato tutti e tre i loro fiocchi, mentre la brezza aumentava e calava e il vento attesa diminuiva.

Una delle performance più notevoli della settimana è arrivata dal Emirates Team New Zealand Women & Youth Team che non hanno mai finito tra i primi tre, ma sono sempre stati lì in testa al gruppo alle spalle. Con la star dei foil Jake Pye come skipper, con Erica Dawson come co-timoniera e l’olimpionico Josh Armit e Serena Woodall al trim, la squadra è quarta in classifica generale.

Rientrata a terra, Serena Woodall ha messo la performance del team in prospettiva dicendo: «Siamo arrivati qui senza aspettative, ed è stato tutto un gran imparare ad ogni ogni regata e crescere come squadra e fare del nostro meglio. Per noi, il focus è più sul lungo termine, consolidare alcune cose che abbiamo imparato e vedere cosa possiamo portarci dietro per il resto della campagna, cercando di avere risultati stabili e migliorare regata dopo regata».

Una delle donne al vertice nell’America’s Cup, Serena ha aggiunto: «È un’opportunità incredibile, e sembra che sia un momento di transizione davvero interessante in questo sport. Immagino che il fatto di togliere l’aspetto fisico dei ruoli a bordo, consenta di avere più donne a bordo, e questo non è più uno svantaggio. Quindi penso che si tratti davvero di colmare il divario al momento, ed Emirates Team New Zealand sta facendo un lavoro fantastico in questo senso, ci sta davvero coinvolgendo, cercando di farci acquisire più competenze possibile. Quindi super grata per l’opportunità, e spero di poterla consolidare per le generazioni a venire».

Per La Roche-Posay Racing Team, è stata una giornata altalenante, dove è emerso mostrato molto potenziale e alcuni lampi di brillantezza. Diego Botín, medaglia d’oro olimpica, è stato realistico su come stava andando il team dicendo: «Lo spirito del team è molto buono. Abbiamo alcuni momenti davvero buoni, e la ragione è che la squadra sta lavorando correttamente. Siamo usciti in acqua su queste barche meno di 25 giorni, includendo oggi, quindi è normale. Ovviamente siamo frustrati perché vorremmo essere più in alto in classifica, e vorremmo non fare quegli errori, ma fa parte del processo, e siamo contenti di dove siamo».

Tudor Team Alinghi ha avuto una giornata impegnativa, che ha visto persino una scuffia a seguito di un errore di comunicazione durante una strambata. Phil Robertson, co-timoniere, ha riassunto la giornata dicendo: «Abbiamo combattuto con la barca tutto il giorno ed eravamo concen cercato solo di trovare alcune soluzioni e ai nostri problemi e semplicemente non siamo riusciti a trovarle. E poi anche come velisti, abbiamo davvero faticato a trovare il ritmo. È stato difficile su tutti i fronti».

Per GB1, il Challenger of Record, la giornata è finita prima ancora di iniziare la regata, e sono stati costretti a ritirarsi dopo aver perso il controllo del flap sul foil di sinistra. Il Team ha dichiarato: «Dopo le dovute ricerche, è stato rapidamente stabilito che l’AC40 non era utilizzabile per la regata». GB1 spera che il suo eccellente shore team sia in grado di risolvere il problema durante la notte, per poter completare le ultime due regate di flotta della serie.

La Sardegna si sta preparando per quello che potrebbe essere uno dei giorni più significativi nella storia moderna dell’America’s Cup, con il team Women & Youth di Luna Rossa che si trova sull’orlo di una vittoria che stupirà il mondo della vela. Emirates Team New Zealand uscirà combattendo nelle prime due regate di flotta. Per la finale certamente si guarderà a una serie di skill molto diverse, quando il campo sarà sgombro delle altre sei barche e le due finaliste si batteranno in match race testa a testa in cui il vincitore prende tutto, per decidere il destino della prima Regata Preliminare, qui nella bellissima Sardegna.

Con i fly-by in programma alle 14.00 a pochi metri dal lungomare della FanZone Lazzaretto, e un vivace Race Village in centro su via Roma, Cagliari è il cuore pulsante del mondo della Coppa. È uno spettacolo che offre qualcosa per tutti i gusti.

© Ricardo Pinto

Luna Rossa Women e Youth guida la classifica, a Cagliari, al termine della prima giornata delle regate preliminari della Louis Vuitton 38/a America’s Cup. L’imbarcazione guidata da Marco Gradoni e Margherita Porro s’è imposta in due regate su tre. In seconda posizione c’è Luna rossa senior, con Peter Burling al timone, grazie a due terzi posti.
I giovani e le donne di Luna Rossa si sono imposti con ampio margine nella prima regata con 36″ di margine sui francesi di La Roche-Posay Racing Team. Nella seconda regata si sono classificati al secondo posto dietro il defender New Zealand, podio completato dall’imbarcazione di Luna Rossa senior.

Nella terza regata New Zealand è stata a lungo ma una manovra sbagliata nel finale l’ha penalizzata e Luna Rossa Women e Youth ne ha approfittato, imponendosi e balzando nettamente in testa alla classifica con 29 punti. Luna Rossa senior s’è ripetuta con un altro terzo posto che le ha consentito di piazzarsi al secondo posto della classifica generale con 20 punti, stesso punteggio di Emirates Team New Zealand Women & Youth, Tudor Team Alinghi ed Emirates Team New Zealand.

La classifica della prima giornata di regate è completata da La Roche-Posay Racong Team (19 punti), Athena Pathway Women & Youth Team (10) e GB1 (9).