29 June, 2026
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Grande partecipazione ieri sera, nel borgo medievale di Tratalias per l’assemblea pubblica che ha segnato l’avvio ufficiale del percorso di costruzione del Piano strategico della Provincia del Sulcis Iglesiente “Giacimenti/Nutrimenti”.

Oltre 250 persone hanno preso parte all’iniziativa promossa dalla Provincia del Sulcis Iglesiente, confermando l’interesse e l’attenzione del territorio verso un processo che punta a definire una visione condivisa di sviluppo per i prossimi anni. All’incontro hanno partecipato il vescovo della diocesi di Iglesias monsignor Mario Farci, sindaci, assessori e amministratori locali, consiglieri regionali del territorio, rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, associazioni, stakeholder e cittadini.

La serata, coordinata dallo scrittore Flavio Soriga e dal giornalista Giampaolo Cirronis, è stata aperta dal presidente della Provincia Mauro Usai, che ha illustrato il significato e gli obiettivi del percorso strategico avviato dall’Ente.

Nel corso dei lavori sono intervenuti la direttrice generale della Provincia Speranza Schirru, che ha illustrato il ruolo dell’amministrazione provinciale e il lavoro affidato a un’équipe multidisciplinare, e i componenti del gruppo di lavoro Barbara Cadeddu, Mauro Coni, Simone Mangili, Barbara Argiolas e Marco Tortoioli Ricci, che hanno presentato il quadro conoscitivo del territorio, le principali criticità, le opportunità di sviluppo e le visioni raccolte attraverso il confronto con gli amministratori locali. Sono parte del team di progetto anche l’ing. Franco Piga e l’avv. Gianluca Atzori.

Dalle analisi presentate emerge il ritratto di un territorio che affronta sfide importanti – dal calo demografico alla crisi industriale, dalle infrastrutture all’accessibilità dei servizi – ma che al tempo stesso dispone di straordinarie risorse culturali, ambientali, produttive ed energetiche sulle quali costruire nuove prospettive di crescita. Il lavoro del Piano strategico si propone proprio di trasformare queste potenzialità in una visione condivisa e in una programmazione capace di orientare le scelte future della Provincia e dell’intero territorio.

«Abbiamo voluto aprire questo percorso con un grande momento pubblico perché crediamo che il futuro del Sulcis Iglesiente non possa essere scritto da una singola istituzione, ma debba nascere dal contributo di tutta la comunità ha dichiarato il presidente della Provincia Mauro Usai -. La partecipazione registrata a Tratalias è andata oltre le aspettative e rappresenta un segnale importante: esiste una forte domanda di confronto, ascolto e progettazione condivisa.»

Nel suo intervento il Presidente ha sottolineato il ruolo della Provincia come soggetto di coordinamento e di costruzione di una visione territoriale comune: «Il Sulcis Iglesiente è una terra che vive difficoltà profonde ma che possiede risorse straordinarie. Il nostro compito è mettere in relazione queste energie, costruire una regia territoriale unitaria e creare le condizioni affinché le opportunità diventino sviluppo concreto, lavoro e qualità della vita. Il Piano Strategico nasce per questo: per aiutare il territorio a ragionare come una comunità unica, capace di valorizzare le proprie differenze e trasformarle in una forza».

Il Presidente ha inoltre evidenziato il valore del metodo partecipativo adottato per la costruzione del Piano: «Non stiamo presentando un documento già scritto, ma aprendo un cantiere. Vogliamo che il Piano Strategico sia il risultato di un percorso condiviso con i Comuni, con il sistema produttivo, con il mondo della cultura, della scuola, del sociale e con tutti coloro che vivono e lavorano nel Sulcis Iglesiente. Le migliori strategie sono quelle che nascono dall’ascolto e dalla conoscenza reale dei bisogni e delle aspirazioni delle persone».

L’assemblea di Tratalias rappresenta il primo appuntamento pubblico di un percorso che proseguirà nelle prossime settimane con incontri tematici, tavoli di lavoro e ulteriori momenti di partecipazione dedicati ai diversi settori strategici individuati dal Piano.

L’obiettivo finale è arrivare alla definizione di uno strumento di programmazione capace di orientare le politiche territoriali, valorizzare le risorse esistenti e rafforzare la capacità del Sulcis Iglesiente di affrontare le grandi trasformazioni economiche, sociali ed energetiche dei prossimi anni.

 

 

 

Sabato 7 ottobre 2023 l’Amministratore Apostolico della diocesi di Iglesias, il Cardinale Arrigo Miglio, ha provveduto a nominare alcuni sacerdoti alla guida di quattro parrocchie diocesane. Le nomine sono in parte dovute al fatto che don Francesco Mannu alcune settimane fa ha lasciato le parrocchie di Tratalias e Villaperuccio, a soli cinque mesi dalla nomina, avvenuta il 15 aprile scorso.
Don Giorgio Uccheddu, 81 anni, ritorna alla guida della Parrocchia B.V. del Rosario in Villaperuccio, l’aveva guidata già in precedenza per ben trentaquattro anni, essendovi giunto nel 1982, nominato dal vescovo di allora, mons. Giovanni Cogoni, e lasciò Villaperuccio, senza cerimonia pubblica, nel 2016. Sarà Amministratore parrocchiale e manterrà l’incarico di officiale di curia in Iglesias; don Giorgio, inoltre, dal 2 aprile 2023, è canonico onorario del capitolo.
Don Mauro Coni, 56 anni il prossimo novembre, è il nuovo Arciprete Parroco della Parrocchia Vergine di Monserrato in Tratalias, mantiene l’incarico di parroco di Perdaxius e lascia l’ufficio di Amministratore parrocchiale della Parrocchia San Giuseppe in Rio Murtas, nella quale vi giunse nel 2018; don Diego Cerniglia, 35 anni, sacerdote da appena quattro mesi, essendo stato ordinato il 15 giugno scorso, è il nuovo assistente spirituale zonale dell’AGESCI e dell’UNITALSI per la sottosezione di Iglesias e Amministratore parrocchiale della Parrocchia San Giuseppe in Rio Murtas, lascia l’ufficio di Vicario parrocchiale della Parrocchia San Carlo Borromeo in Carloforte; don Luca Manconi, 44 anni, ex salesiano, mantenendo l’incarico di Amministratore parrocchiale di Nuraxi Figus, è nominato Amministratore parrocchiale della Parrocchia Sant’Elena Imperatrice in Matzaccara, coadiuvato dal diacono Domenico Grillo. Don Manconi subentra al compianto don Pietro Desogus, scomparso prematuramente, a soli 63 anni, il 13 maggio scorso.

Guido Cadoni

Il problema della mancanza di alternative all’utilizzo dell’automobile può essere almeno in parte risolto attraverso il trasporto pubblico condiviso a domanda. E’ quanto emerso a Iglesias durante il Convegno Nazionale e Sperimentazione pilota WEAKI TRANSIT. Il futuro dell’integrazione modale nelle aree a domanda debole, nel corso del quale sono stati presentati i risultati del Progetto di Rilevanza Nazionale, PRIN 2017, “Servizi innovativi di trasporto condiviso nelle aree a domanda debole, per le città italiane”.

L’iniziativa, organizzata e promossa dal corso di studi in Ingegneria Civile dell’Università di Cagliari, si è svolta nel Museo Minerario di Iglesias, ha fatto il punto sul futuro della mobilità condivisa e integrata ed in particolare sulla progettazione di servizi di “Demand Responsive Shared Transport” (DRST), in grado di fornire in tempo reale mobilità su richiesta, attraverso l’utilizzo di flotte di veicoli in condivisione che consentano a residenti e visitatori di raggiungere anche le destinazioni non servite dal trasporto pubblico locale urbano ed extraurbano.

Il progetto è portato avanti dal gruppo di ricerca dell’Ateneo cagliaritano, composto dai docenti del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura Mauro Coni, Chiara Garau, Francesca Maltinti e Francesco Pinna con le Università di Catania, Palermo, Enna Kore, le amministrazioni locali ed i privati.

Una prima verifica è stata fatta sul campo: i partecipanti sono partiti di mattina in treno da Cagliari e con un biglietto unico e hanno raggiunto Porto Flavia con bus dedicati, sperimentando quindi l’integrazione modale e la mobilità condivisa. Un risultato reso possibile dalla collaborazione tra Università di Cagliari, amministrazione comunale di Iglesias, Trenitalia e gli operatori privati della mobilità e dell’animazione territoriale, PlayCar e BeTools.

La ricerca presentata nel corso del successivo convegno riguarda i sistemi innovativi di mobilità condivisa nelle cosiddette aree a domanda debole, che sono poi i nostri paesi, le zone rurali o le zone urbane periferiche. Il tema assume, infatti, particolare rilievo in Sardegna, dove ampie parti del territorio sono a bassa densità abitativa e poco accessibili ai mezzi del trasporto pubblico, anche a causa delle infrastrutture stradali inadeguate.

«Il trasporto pubblico condiviso a domandaha precisato Matteo Ignaccolo, docente all’Università di Catania e coordinatore nazionale del progetto è importante per garantire adeguati livelli nel servizio pubblico e colmare il divario prestazionale delle regioni del Mezzogiorno. Il sistema della mobilità condivisa appare utile nei comuni piccoli con un servizio di trasporto insufficiente o inesistente, ma anche nelle zone periurbane e nelle stesse città in cui, a causa della pandemia, un’ampia fetta della popolazione ha abbandonato il trasporto pubblico ma non deve essere costretta a ripiegare definitivamente sul mezzo privato.»

Per Mauro Coni, docente del Corso di Ingegneria civile dell’ateneo cagliaritano e coordinatore locale del progetto, «integrazione dei sistemi di trasporto significa integrazione dei territori tra loro e quindi accessibilità. Il problema che affrontiamo è rilevante: si tratta di garantire la libertà di circolazione e di movimento anche a chi risiede nelle zone interne o difficilmente raggiungibili se non con l’auto privata, oltre ai turisti e ai visitatori. Il progetto WEAKI TRANSIT, grazie alla collaborazione tra atenei e alla partecipazione dei Comuni e dei soggetti privati che si occupano di trasporto, rappresenta un esempio di ricerca al servizio delle esigenze reali dei nostri territori».

Grazie all’adesione del comune di Iglesias al progetto è stato possibile realizzare il “Porto Flavia Link”, il collegamento treno+autobus di Trenitalia acquistabile su app, sito web e tutti i canali di vendita della Società. Il servizio garantisce 15 collegamenti quotidiani con autobus in partenza dalla stazione ferroviaria di Iglesias verso la località di Porto Flavia. Per il sindaco Mauro Usai «si tratta di un progetto totalmente innovativo perché, grazie alla sinergia tra vettori diversi, pubblici, privati, su rotaia e su gomma, permette per la prima volta di raggiungere con il servizio pubblico il sito minerario. E’ un servizio di grande valenza turistica per il nostro territorio».

«I collegamenti intermodali treno+bus di Trenitalia hanno come principale obiettivo quello di offrire un’esperienza di viaggio completa, sempre più conveniente e sostenibile – ha sottolineato Vincenzo Pullara, direttore regionale Trenitalia Sardegnain grado di rispondere alle differenti esigenze di chi sceglie il trasporto green anche per svago e turismo. Porto Flavia Link è, con l’Olbia Airlink, tra i primi collegamenti intermodali che abbiamo realizzato in Sardegna, ma ci auguriamo possa essere solo l’inizio di lunga serie per valorizzare tutte le attrazioni turistiche dell’Isola, dalla costa all’entroterra.»

Tra i partecipanti al convegno, oltre ai partner pubblici e privati, anche la Regione Sardegna rappresentata dal direttore generale dell’assessorato dei Trasporti, Gabriella Massidda, che ha evidenziato la sintonia tra il progetto e le politiche regionali in tema di trasporti interni e mobilità, dichiarando che «la Regione Sardegna ha da tempo definito un percorso per la tariffazione integrata multimodale. L’intervento nel Comune di Iglesias è pienamente in sintonia con la politica e la visione complessiva portata avanti già da qualche anno dalla RAS, anche con interventi e investimenti significativi sull’integrazione tariffaria».

 

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Don Andrea Zucca è il nuovo parroco della chiesa di San Ponziano, a Carbonia. Dopo l’improvvisa scomparsa di don Amilcare Gambella, don Andrea Zucca, fresco di nomina alla chiesa di San Giuseppe Lavoratore, a Villarios, a metà settembre era stato nominato dal vescovo mons. Giovanni Paolo Zedda, amministratore della parrocchia di San Ponziano, in attesa della nomina del nuovo parroco. Ieri, a distanza di due mesi e mezzo, alla vigilia di Natale, don Andrea Zucca è stato nominato ufficialmente dal vescovo nuovo parroco di San Ponziano.

Don Andrea Zucca, 39 anni, era stato nominato parroco di San Giuseppe Lavoratore, a Villarios, dopo l’esperienza maturata alla parrocchia del Sacro Cuore di Gesù di Cortoghiana, dove era giunto proprio dopo Amilcare Gambella, durata quasi cinque anni.

Oltre quella di don Andrea Zucca alla chiesa di San Ponziano, sono state ufficializzate altre nomine:

Sempre ieri, mons. Giovanni Paolo Zedda ha provveduto anche alla nomina del nuovo economo diocesano, il dott. Raffaele Noli che prende il posto di don Silvano Cani, ed alle seguenti nomine e trasferimenti nella cura delle parrocchie:

  • Don Maurizio Mirai parroco della Beata Vergine del Rosario in Villaperuccio
  • Don Nicola Fadda amministratore parrocchiale di San Giuseppe in Villarios
  • Don Mauro Coni amministratore parrocchiale di San Giuseppe in Rio Murtas
  • Don Gianfranco Nonnis vicario parrocchiale di San Ponziano e di Cristo Re in Carbonia
  • Don Marco Olianas vicario parrocchiale di San Paolo e del Sacro Cuore in Iglesias.