14 August, 2022
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La lista Sardi Liberi, collegata alla candidatura dell’ex governatore e deputato Mauro Pili, ha ufficializzato la lista dei candidati della circoscrizione di Carbonia Iglesias per le elezioni Regionali del prossimo 24 febbraio. Ne fanno parte due candidati di Iglesias e due di Carbonia. Si tratta di Rita Melis, casalinga di Iglesias; Paolo Aureli, avvocato di Iglesias; Silvia Ibba, laureata in Scienza delle Comunicazioni, di Carbonia; e Luciano La Mantia, imprenditore di Carbonia.

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I Riformatori Sardi hanno ufficializzato la lista dei candidati della circoscrizione di Carbonia Iglesias, per le elezioni Regionali del prossimo 24 febbraio, nelle quali sosterranno la candidatura alla presidenza di Christian Solinas. Sono: Giuseppe La Rosa, noto Peppino (ex consigliere regionale); Patrizia Mattioni (dirigente presso il Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale); Giovanni Melis noto Gianni (ex sindaco di Narcao); Alessandra Murru (assessore in carica del comune di Musei). Con l’introduzione della legge sulla parità di genere, come è noto, i candidati devono essere suddivisi equamente tra i due generi.

I termini per la presentazione delle liste scadono questa sera alle 20.00, mentre giovedì 24 in Corte d’Appello, a Cagliari, dalle 8.00 alle 12.00, dovranno essere presentate le candidature dei sette aspiranti alla carica di governatore della Regione Sardegna: Massimo Zedda per il centrosinistra, Christian Solinas per il centrodestra, Francesco Desogus del Movimento 5 stelle, Paolo Maninchedda per il Partito dei Sardi, Andrea Murgia per Autodeterminatzione, Mauro Pili per Sardi liberi e Vindice Lecis per Rifondazione-Comunisti Italiani-Sinistra Sarda. Non sarà della partita Ines Pisano che qualche.

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Saranno sette i candidati che il 24 febbraio si contenderanno la carica di governatore della Sardegna per i prossimi cinque anni. Dopo l’annuncio della candidatura del giornalista-scrittore Vindice Lecis con la lista di Sinistra Sarda, infatti, oggi Ines Simona Pisano, magistrato del Tar del Lazio che aveva presentato il contrassegno elettorale “Sardegna di Ines Pisano”, ha annunciato la sua rinuncia alla competizione elettorale.

«In bocca al lupo a tutti ma, in particolare, il mio incoraggiamento va a Massimo Zedda – ha detto Ines Pisano dopo aver ufficializzato la sua rinuncia, nell’aria già da qualche giorno -: pur nella recentissima conoscenza ho potuto apprezzare la mia stessa visione del futuro della Sardegna e l’onestà dell’uomo indisponibile a cedere a facili compromessi.»

«Quando ho dato la mia disponibilità, ad animarmi erano due obiettivi – ha aggiunto Ines Simona Pisano -: la possibilità di costruire un progetto innovativo ed alternativo alle vecchie logiche, ed unire il più possibile tutti coloro che si riconoscevano in una nuova idea di futuro per la Sardegna. La legge elettorale vigente non consente l’emersione di soggetti che non siano parte del sistema e già strutturati, e il rischio reale è quello di contribuire esclusivamente all’eccesso di frammentazione che dobbiamo superare. Faccio un passo indietro – ha concluso Ines Simona Pisano – come atto d’amore verso la Sardegna: non è una diserzione o una fuga, al contrario, un gesto di umiltà e passione per la nostra terra.»

Con la rinuncia di Ines Simona Pisano, viene a mancare l’unica donna tra i candidati alla carica di governatore, ora tutti di genere maschile: Andrea Murgia (Autodeterminatzione), Christian Solinas (centrodestra), Massimo Zedda (centrosinistra), Francesco Desogus (M5s), Mauro Pili (Sardi uniti), Paolo Maninchedda (Partito dei sardi), Vindice Lecis (Sinistra sarda).

 

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Con il giornalista-scrittore Vindice Lecis (Sinistra Sarda), sono 8 i candidati alla carica di governatore che si confronteranno nelle elezioni regionali in programma il 24 febbraio.

61 anni, sassarese, ex giornalista della Nuova Sardegna e del gruppo l’Espresso, Vindice Lecis è il candidato di Sinistra sarda, lista formata da Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, che verrà presentata ufficialmente in una conferenza stampa in programma a Sassari giovedì 17 gennaio, nel corso della quale verranno presentati anche i principali punti programmatici che verranno portati al centro della campagna elettorale.

Le liste che saranno protagoniste della competizione elettorale saranno 26, 11 a sostegno della candidatura di Christian Solinas (centrodestra), 9 per Massimo Zedda (centrosinistra), ed uno per ciascuno degli altri 6 candidati: Andrea Murgia (Autodeterminatzione), Francesco Desogus (M5S), Mauro Pili (Sardi Liberi), Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi), Ines Pisano (Sardegna di Ines Pisano) e Vindice Lecis (Sinistra Sarda).

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Mauro Pili è il sesto candidato alla presidenza della Regione Sardegna. Lo ha designato l’assemblea di “Sardi liberi”, l’aggregazione formata dai movimento Unidos e Progres e da alcuni ex del Partito Sardo d’Azione (tra i quali il consigliere regionale Angelo Carta e l’ex presidente Giovanni Columbu), nel corso della riunione tenuta ieri mattina alla Torre aragonese di Ghilarza.

52 anni (è nato a Carbonia il 16 ottobre 1966), giornalista professionista dal 1990, leader di Unidos, di formazione socialista (è figlio di Domenico, più volte consigliere ed assessore regionale) ha iniziato la sua attività politica a Iglesias, sua città d’adozione, prima da consigliere comunale di minoranza, poi da sindaco. Eletto una prima volta primo cittadino all’età di 27 anni il 5 dicembre 1993 alla testa di un’aggregazione civica, al ballottaggio, con una clamorosa rimonta sul candidato del centrosinistra Nico Grillo (passò dal 22% del primo turno al 53%), venne rieletto nel novembre 1997, quando si impose al ballottaggio ancora sul candidato del centrosinistra, Marco Marras, dopo aver sfiorato la vittoria al primo turno (si fermò al 49,15%).

Nel 1999, dopo aver aderito a Forza Italia, si dimise dalla carica di sindaco il 5 luglio e venne candidato alla presidenza della Regione, ottenendo 151.962 preferenze al primo turno e superando al ballottaggio il candidato del centrosinistra Gian Mario Selis ma, dopo una serie di contrastate vicende politiche interne al centrodestra, riuscì ad essere eletto alla massima carica solo il 15 novembre 2001 e restò in carica fino al 25 agosto 2003. Nel 2004 si ricandidò alla presidenza della Regione e con il 44,18% perse il confronto con Renato Soru, candidato del centrosinistra, che venne eletto con il 45,89%.

Nel 2006 è stato eletto alla Camera dei deputati nelle liste di Forza Italia, confermato prima nel 2008, poi nel 2013, con il neonato Popolo della Libertà. Il 30 settembre 2013, a pochi mesi dall’inizio della XVII legislatura, ha lasciato il gruppo del Popolo della Libertà ed ha formato il movimento autonomo Unidos, aderendo a Montecitorio al gruppo Misto.

Nel febbraio 2014 si è candidato alla presidenza della Regione alla testa di una coalizione di quattro liste (Unidos, Mauro Pili Presidente, Fortza Paris Azione Popolare Sarda e Soberania), ottenendo 42.236 voti (5,72%) da presidente e 37.059 voti (5,43%) con le liste, fallendo l’ingresso di suoi rappresentanti in Consiglio regionale perché la legge elettorale prevede per le coalizioni uno sbarramento al 10%, contro uno al 5% per le singole liste (Mauro Pili, comunque, non sarebbe stato eletto, perché la stessa legge prevede l’elezione automatica in Consiglio solo per i due candidati alla presidenza più votati).

Ora, a distanza di cinque anni, il leader di Unidos sarà nuovamente candidato alla presidenza, alla testa di una singola lista: “Sardi liberi”.  Ad oggi la sua è la sesta candidatura, dopo quelle di Andrea Murgia (Autodeterminatzione), Massimo Zedda (Centrosinistra), Christian Solinas (Centrodestra), Francesco Desogus (Movimento 5 Stelle) e Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi). Nei prossimi giorni dovrebbe essere ufficializzata anche la settima, quella del magistrato del Tar del Lazio Ines Pisano, che ha annunciato recentemente la sua “discesa in campo” per le elezioni regionali che, quasi certamente, si terranno il 24 febbraio 2019.

 

 

 

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In attesa di conoscere l’esito delle Primarias del Partito dei Sardi che si concluderanno domani 16 dicembre, oggi è stata ufficializzata la partecipazione di un quinto candidato alla presidenza della Regione per le elezioni del prossimo mese di febbraio, che guiderà la lista “Sardi Liberi”, nata dall’accordo tra il movimento Unidos guidato da Mauro Pili ed il movimento Progres guidato da Gianluca Collu, entrambi già presenti cinque anni fa a sostegno delle candidature, rispettivamente, di Mauro Pili e della scrittrice Michela Murgia. Al progetto hanno già dato la loro adesione il consigliere regionale Angelo Carta, che lascia il Partito Sardo d’Azione, nel quale ha militato per circa trent’anni, e l’ex presidente dello stesso PSd’Az, Giovanni Columbu.

L’accordo è stato ufficializzato questa mattina, nella sala Search, a Cagliari. Non è stato annunciato chi sarà il candidato alla carica di governatore, anche se appare assai probabile che possa essere Mauro Pili, 52 anni, già presidente della Regione dal 25 ottobre 2001 al 25 agosto 2003. Il prescelto, si confronterà con gli altri quattro candidati già in campo, Christian Solinas (centrodestra), Massimo Zedda (centrosinistra), Francesco Desogus (M5s), Andrea Murgia (Autodeterminatzione) e con il candidato del Partito dei sardi che scaturirà dalle Primarias, a meno che nei prossimi giorni non si inseriscano nuove coalizioni e nuovi candidati.

 

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Domani, martedì 4 dicembre, gli iscritti abilitati a votare sulla piattaforma Rousseau residenti in Sardegna, saranno chiamati a scegliere il candidato presidente del Movimento 5 Stelle per le prossime elezioni regionali. L’annuncio ufficiale è stato pubblicato stamane nel sito www.ilblogdellestelle.it , nel quale si ricorda che, da Statuto, possono votare gli iscritti entro il 22 giugno 2018 con documento certificato.
I 5 candidati che sono risultati più votati al termine del primo turno ed ammessi al secondo turno di ballottaggio, sono (in ordine alfabetico): Cherchi Marcello, Desogus Francesco, Forcillo Donato, Mandas Gianluca e Sulis Anna. I partecipanti al primo turno erano 26.
Ogni iscritto avrà a disposizione una preferenza.
La votazione è attiva sulla piattaforma Rousseau, nella giornata di domani, dalle ore 10.00 alle 19.00.
I risultati, con l’indicazione del candidato governatore del Movimento 5 Stelle, che prenderà il posto di Mario Puddu, vincitore della prima consultazione tra gli iscritti e poi uscito di scena per rinuncia spontanea, a seguito della condanna ad un anno inflittagli dal Tribunale di Cagliari, per una vicenda di abuso d’ufficio, in riferimento ad una vicenda verificatasi quando era sindaco di Assemini, dovrebbero conoscersi già in serata.
Il candidato del Movimento 5 Stelle a governatore della Sardegna sarà il quarto, dopo Andrea Murgia per Autodeterminatzione, il senatore sardista Christian Solinas per la coalizione di centrodestra ed il sindaco di Cagliari Massimo Zedda per la coalizione di centrosinistra.
I candidati alla carica di governatore dovrebbero essere sei. Dal 6 al 16 dicembre il Partito dei Sardi sceglierà il suo con le “Primarias” (i candidati sono cinque: Gian Paolo Casula, Paolo Maninchedda, Matteo Murgia, Giovanni Panunzio ed Antonio Sardu). Mauro Pili dovrebbe scendere in campo, infine, come cinque anni fa, con il suo movimento Unidos, questa volta, con ogni probabilità, alleato con alcuni movimenti che si battono per l’autonomia della Sardegna.

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https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10218117678001385/

L’ex deputato di Unidos Mauro Pili ha tenuto stamane una conferenza stampa, con Luciano La Mantia, per l’avvio della raccolta di firme per l’opposizione al progetto di sopraelevazione (6° e 7° argine) della discarica in esercizio in località “Serra Scirieddus”, in seguito al conferimento dei rifiuti provenienti da altre regioni, denunciato dallo stesso Mauro Pili nelle scorse settimane. Nell’opposizione al progetto, Mauro Pili elenca una lunga serie di contestazioni e rimarca che il 22 novembre, in seguito alla sua denuncia pubblica, «la direzione generale della Difesa dell’Ambiente, Servizio di tutela dell’atmosfera e del territorio, ha inviato all’Arpas e all’Area Ambiente della provincia del Sud Sardegna una nota che rileva l’arrivo, lo stoccaggio e l’interramento nella discarica di rifiuti di vario genere e non verificati nella classificazione, provenienti da territori extraregionali, fattispecie non autorizzata e vietata dall’autorizzazione all’esercizio della stessa discarica».

Prima dell’inizio della conferenza stampa, abbiamo intervistato Mauro Pili.

    

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La direzione sanitaria dell’AREUS ha diramato un protocollo sperimentale per i trasporti primari urgenti ATS/AREUS da condividere con l’azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari, l’azienda ospedaliera universitaria di Cagliari e l’azienda ospedaliera universitaria di Sassari.

«Al fine di garantire al massimo la sicurezza dei pazienti e l’appropriatezza delle cure – si legge nel protocollo – stante l’attuale assetto organizzativo di AREUS e ATS, si conviene quanto segue:

• i soccorsi primari per di codici di elevata gravità (rossi e gialli) vengono indirizzati prioritariamente presso i Pronto Soccorsi dei centri Hub e Spoke (DEAI di II e I livello) che saranno di seguito elencati;

• i soccorsi per patologie di bassa gravità (codici verdi) sono indirizzati presso i Pronto Soccorsi di base e dei presidi di Area disagiata oltre che naturalmente ai centri Hub e Spoke di competenza territoriale.

Tali disposizioni valgono per i mezzi di soccorso avanzato. Per i mezzi di soccorso di base per i codici verdi vale il Pronto Soccorso dello stabilimento ospedaliero più vicino, mentre per i codici rossi e gialli valgono le indicazioni da parte della centrale operativa del 118 privilegiando l’ospedale più idoneo.

Definizione degli ospedali:

• Area Centrale Operativa Cagliari.

(1) Hub AO Brotzu

(2) Spoke San Martino di Oristano, Nostra Signora di Bonaria di San Gavino Monreale: SS Trinità – Marino di Cagliari (traumi minori), Policlinico Universitario dell’AOU Cagliari, Sirai di Carbonia, CTO di Iglesias (Ginecologia e Ostetricia)

(3) altri stabilimenti (gestione di soli codici verdi) San Giuseppe di Isili, San Marcellino di Muravera e Mastino di Bosa

(4) Punto di primo intervento diurno: stabilimento di Ghilarza (No urgenze)

• Area Centrale Operativ Sassari

(1) Hub SS Annunziata AOU Sassari

(2) Spoke San Francesco di Nuoro (DEA di I livello con funzioni di Hub per alcune specialità di riferimento). Civile di Alghero, Segni (solo codici verdi) di Ozieri, Giovanni Paolo II di Olbia, Nostra Signora della Mercede di Lanusei

(3) altri stabilimenti (gestione di soli codici verdi): Dettori di Tempio Pausania, Paolo Merlo di La Maddalena, San Camillo di Sorgono

(4) Punto di primo intervento diurno: Marino (No urgenze) di Alghero.

In casi eccezionali e particolari (es. difficile intubazione delle vie aeree), previo allerta da parte della Centrale Operativa i Pronto Soccorsi di tutti gli stabilimenti ospedalieri collaborano col personale dei mezzi di soccorso ai fini di stabilizzare il paziente e reindirizzarlo all’ospedale più idoneo.

Tale protocollo sarà oggetto di revisione successivamente alla piena implementazione del servizio di elisoccorso.»

Il protocollo della direzione sanitaria dell’AREUS è datato 20 aprile 2018.

Le reazioni nei centri interessati, nello specifico a Iglesias, non si sono fatte attendere.

«La decisione di chiudere il pronto soccorso di Iglesias è racchiusa in un provvedimento dell’azienda del 118 – denuncia l’ex deputato Mauro Pili, leader di Unidos -. Disposizione folle: tutti i codici rossi e gialli da Buggerru sino al Basso Sulcis vengano trasferiti al Sirai di Carbonia. Con questa scandalosa decisione non solo si mette a repentaglio la vita di tutti coloro che orbitano nel bacino iglesiente ma finirà per congestionare in modo gravissimo il già sovraccarico Pronto Soccorso di Carbonia. Un provvedimento che ha un solo obiettivo: risparmiare sulla pelle dei cittadini. La disposizione diramata qualche giorno fa e già operativa e le ambulanze medicalizzate possono trasportare pazienti al CTO solo per le emergenze ginecologiche ed ostetriche. Quella che viene definita un’operazione sperimentale non è altro che la prova generale della chiusura del pronto intervento dell’ospedale iglesiente. Ancora una volta si registra un provvedimento teso a ridurre la sicurezza e la salute dei cittadini mettendo a repentaglio in questo caso proprio la vita umana. È semplicemente inaccettabile che questa Giunta regionale – aggiunge Mauro Pili – continui a tagliare elementi essenziali come il pronto soccorso e il primo intervento. Tutto questo compare in un quadro d’insieme che in tutta la Sardegna mina alla radice la vita dei pazienti. Questo provvedimento va revocato immediatamente senza ulteriori perdite di tempo. Si abbia il coraggio di riconoscere il fallimento e ripristinare i servizi essenziali come l’assistenza ai codici rosso e giallo. Solo una Giunta regionale di incapaci e i responsabili può aver deciso una follia simile. Ci sono gli elementi per far venir meno il rispetto dei livelli essenziali di assistenza e pertanto la violazione dei diritti fondamentali dei pazienti. Se non ci sarà l’immediata revoca di questo il responsabile provvedimento – conclude Mauro Pili – mi farò carico di promuovere azioni anche in altre sedi per contrastare questa grave violazione dei diritti del malato.» 

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Le delegazioni di ProgReS e Unidos – presenti i segretari nazionali Gianluca Collu (ProgReS) e Mauro Pili (Unidos) – hanno avviato un confronto sulle strategie politiche per valutare le condizioni di una collaborazione sui temi condivisi. 

Dal dialogo tra le parti è emersa l’esigenza di mettere in atto iniziative comuni per una più efficace difesa degli interessi nazionali sardi propedeutico alla realizzazione di un ampia convergenza nazionale delle forze politiche sarde, anche in vista dei prossimi importanti appuntamenti elettorali.

Agli incontri politici con Fronte Indipendentista Unidu, Partito dei Sardi e Unidos ne seguiranno degli altri all’interno del quadro di consultazioni a tutto campo.