26 July, 2021
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Anche il comune di Cagliari ha deciso di appoggiare la causa per inserire i nuraghi all’interno del patrimonio Unesco con l’iniziativa “Io apro all’Unesco”.
«Sappiamo beneha evidenziato il sindaco, Paolo Truzzuche durante Notti colorate una grande quantità di cagliaritani, sopratutto i più giovani, ha l’abitudine di frequentare le vie del centro. Quest’iniziativa permette di creare consapevolezza e conoscenza innanzitutto verso i nostri concittadini. Altro elemento importante è che Io apro all’Unesco diventa anche un’occasione per divulgare lo straordinario patrimonio della Sardegna a tutti i turisti, considerata la presenza turistica in città che si sta riavvicinando ai numeri del 2019 e che comunque sono più consistenti rispetto al 2020. Anche se a Cagliari non abbiamo “presenze nuragiche”, sono sempre stato convinto che Cagliari sia la porta della conoscenza della storia della Sardegna, anche per chi arriva nell’Isola.»
«Il Comune di Cagliari ha spiegato Michele Cossa, consigliere regionale dei Riformatori sardi e presidente dell’Associazione “la Sardegna verso l’Unesco” è stato uno dei primissimi Comuni che ha aderito all’iniziativa per il riconoscimento del patrimonio nuragico sardo nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità Unesco. Io apro all’Unesco funge anche da starter per un percorso che idealmente attraversa tutti i Comuni della Sardegna, perché settimanalmente questa mostra approderà in altri centri. E con Sassari e Olbia sono ormai più di quaranta.»
Antonio Caria

I sindaci delle città della Sardegna e l’Anci Sardegna in rappresentanza di tutti i Comuni dell’isola, hanno inviato una lettera al Presidente della Giunta regionale della Sardegna, Christian Solinas, «nella quale esprimono forte preoccupazione circa l’attuazione del PNRR nel nostro territorio».

Di seguito, il testo integrale.

«Come è noto, la Sardegna registra una condizione di rilevante arretramento e sottosviluppo su tutte le 6 Missioni del Piano che si evince dai dati drammatici sullo spopolamento, sulla disoccupazione, sulla dispersione e l’abbandono scolastico; condizione che potrebbe seriamente aggravarsi, pregiudicando ogni possibilità di Sviluppo Sostenibile e di ripartenza dell’isola se non si dovesse realizzare un’ adeguata e consistente crescita delle Fonti rinnovabili, incrementando anche la diffusione dell’Idrogeno Green, così come previsto dal PNRR nella Missione 2 “Rivoluzione verde e Transizione ecologica”. Per questo motivo, già qualche tempo fa, segnalavamo l’esigenza di puntare su un grande progetto di sviluppo della Rete Ferroviaria Sarda, a tutt’oggi non previsto all’interno del Piano di Rinascita e Resilienza.

I nostri primi timori, emersi al varo del Piano nazionale, hanno trovato purtroppo conferma una volta preso atto della situazione progettuale complessiva che, rimanendo sui temi della transizione ecologica e della mobilità sostenibile, prevedono uno sviluppo delle FER residuale e lontano dai bisogni energetici immediati e futuri e nessun progetto di sviluppo della Rete ferroviaria, in particolare per quelle zone dell’Isola prive di collegamenti o sottosviluppate sul piano strutturale.

Ulteriore motivo di preoccupazione e allarme è stato apprendere, dagli organi di stampa locale, della possibilità di un conflitto tra Regione e Stato, motivato da un possibile vulnus dell’Autonomia della Sardegna, qualora dovesse essere attivato l’art. 12 (Poteri sostitutivi) del D.L. 31 maggio 2021, n. 77 in caso di ritardi o impedimenti alla realizzazione del suddetto PNRR, segnatamente alla installazione di nuova potenza eolica o fotovoltaica nell’Isola.

In merito alla condizione di arretratezza citata in premessa riteniamo utile ricordare che la Sardegna sulle due Missioni citate sconta quanto segue:

Energia e Fonti rinnovabili

– Eolico e fotovoltaico sono sviluppati in misura inferiore a tutte le altre regioni meridionali e insulari;

– La produzione di energia elettrica è per il 76% da impianti termoelettrici tradizionali e la produzione da carbone si attesta sul 36%, la più alta d’Italia;

– Il phase out al 2025 sul carbone appare irrealizzabile non essendo previsti progetti per impianti di generazione di EE sostitutivi dei quasi 600 MW di produzione oggi a carbone o combustibile solido.

Infrastrutture ferroviarie

– L’isola non dispone di una rete ferroviaria elettrificata e a doppio binario (se non in una minima parte) e la trazione, conseguentemente, è prevalentemente a gasolio;

– I tempi di percorrenza sull’asse nord – sud si attestano sul ben oltre le tre ore e mezza;

– Il centro Sardegna e il suo capoluogo, scollegati dalla rete ferroviaria nella direttrice nord, verso il porto e l’aeroporto di Olbia ed è collegata all’asse ferroviario nord – sud con una vetusta linea a scartamento ridotto.

Quanto sopra dimostra la solidità delle nostre preoccupazioni e quanto l’Autonomia Sarda rischi di ritorcersi contro gli interessi dell’Isola se utilizzata, da una parte, per impedire la realizzazione di impianti FER indispensabili per sostituire la potenza termoelettrica e per la riconversione a idrogeno della trazione ferroviaria e locale e, dall’altra, per non rivendicare progetti di sviluppo del trasporto ferroviario.

Da convinti autonomisti, riteniamo che, al contrario, l’Autonomia della Sardegna, frutto di lotte e di sacrifici del Popolo sardo, sia stata concepita e sia ancora attuale solo se funzionale allo sviluppo e non, come invece appare, al ripiegamento di fronte alle sfide dei tempi e della modernità, all’incapacità di decidere oltre l’orizzonte dell’immediato consenso.

Da Amministratori locali, sui quali gravano pesanti oneri con scarsi mezzi e il rapporto diretto con i cittadini, riteniamo che l’Autonomia possa dirsi pienamente realizzata solo coinvolgendo le istanze locali, le comunità, nella programmazione e nella progettazione del futuro.

Siamo altresì convinti che tanti altri Sindaci e Amministratori locali della Sardegna condividano ed andranno a sottoscrivere questa lettera “appello” per recuperare al PNRR progetti concreti, utili e realizzabili per la nostra Isola, a partire da quelli già citati sullo sviluppo delle fonti rinnovabili, dell’idrogeno e dei trasporti ferroviari ma anche per le altre Missioni sulle quali si registrano forti carenze propositive sia di livello regionale che nazionale, imputabili al mancato coinvolgimento del territorio e al riconoscimento delle legittime istanze locali.»

Tarcisio Anedda (Sinnai), Gian Vittorio Campus (Sassari), Pier Luigi Concu (Selargius), Mario Conoci (Alghero), Emiliano Deiana (ANCI Sardegna), Francesco Dessì (Capoterra), Sabrina Licheri (Assemini), Tomaso Antonio Locci (Monserrato), Andrea Lutzu (Oristano), Paola Massidda (Carbonia), Graziano Ernesto Milia (Quartu Sant’Elena), Massimo Mulas (Porto Torres), Settimo Nizzi (Olbia), Paola Secci (Sestu), Andrea Soddu (Nuoro), Paolo Truzzu (Cagliari), Mauro Usai (Iglesias).

Si terrà venerdì 14 maggio, a partire dalle 17.30, un tavolo di discussione sulla proposta dell’Arcipelago del Sulcis inserita nell’ambito del Just Transition Fund: la Metropolitana di superficie Carbonia-Arcipelago del Sulcis, ovvero una proposta di sviluppo sostenibile e per la transizione energetica. L’evento, si svolgerà sul web, in diretta, nella pagina Facebook istituzionale del comune di Sant’Antioco.

Interverranno il presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Christian Solinas, l’assessore regionale dei Trasporti, Giorgio Todde, l’amministratore unico dell’ARST, Roberto Neroni, il sindaco di Cagliari e vice presidente nazionale Anci, delegato alla mobilità urbana, Paolo Truzzu, il presidente della Fondazione di Sardegna, Antonello Cabras.

E ancora i docenti dell’Università di Cagliari, Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura, Italo Meloni (professore ordinario) e Gianfranco Fancello (professore associato).

Parteciperanno inoltre i consiglieri regionali Michele Ennas e Fabio Usai. Infine, i Sindaci dei Comuni dell’Arcipelago: Sant’Antioco, Ignazio Locci; Calasetta, Claudia Mura; Carloforte, Salvatore Puggioni.

La Sardegna inizia il suo cammino verso Assisi per l’offerta dell’olio che alimenterà la lampada votiva sulla tomba di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia.

Giovedì 6 maggio, alle ore 10.00, nell’aula magna del Seminario regionale a Cagliari si terrà la conferenza stampa di presentazione del programma e delle tematiche che caratterizzeranno il pellegrinaggio regionale nella città umbra, i prossimi 3-4 ottobre.

L’incontro con la stampa, nel rispetto delle indicazioni sanitarie, prevede l’intervento di mons. Antonello Mura, presidente della Conferenza Episcopale Sarda, mons. Roberto Carboni, arcivescovo di Oristano ed amministratore apostolico di Ales-Terralba, on.le Paolo Truzzu, sindaco della città di Cagliari, dott. Emiliano Deiana, presidente Anci Sardegna, on.le Giovanni Chessa, assessore regionale al turismo, artigianato e commercio, on.le Christian Solinas, presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Fra Marco Moroni, custode del Convento di San Francesco in Assisi, Fra Massimo Travascio, custode del Convento di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola e fra Salvatore Morittu.

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Il Consiglio comunale di Cagliari ha dato il via libera al progetto per la riqualificazione dell’ex ospedale Marino.

«Per anniha dichiarato il sindaco, Paolo Truzzuci hanno detto che la “Colonia Dux” di Ubaldo Badas, l’ex Ospedale Marino, doveva essere una clinica, una classica residenza sanitaria. Insomma, l’unica struttura con vocazione “turistica”, sulla spiaggia del Poetto, aveva tutt’altra destinazione.»
«Non solo, abbiamo anche previsto che tutto il compendio che comprende anche l’Ippodromo e l’attuale Ospedale Marino abbia una destinazione turistico-ricettiva. È il nostro progetto ed intendiamo portarlo avanti con determinazione ha concluso il primo cittadino -. Siamo certi, inoltre, che a breve la Regione, proprietaria del complesso, procederà all’indizione della gara per individuare un progetto di riqualificazione in chiave turistica dell’ex Ospedale.»

Antonio Caria

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Garantire il futuro del lungomare cagliaritano. È, questo, l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato ieri a Palazzo Bacaredda, tra il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, e il dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, Massimo Deiana. Era presente anche il vicesindaco, Giorgio Angius.
Nel documento sono inserite tutte una serie di iniziative che vanno dalla formazione e l’approvazione del nuovo Piano Urbanistico Comunale, per valorizzare il Porto del capoluogo sardo e le aree fronte mare, alla collaborazione tavoli di consultazione permanente per gli interventi di riqualificazione urbana.
Le aree interessate saranno comprese tra la spiaggia di Giorgino e il Poetto, tra via La Plaja e il molo Rinascita, oltre che l’area della Fiera.
Per tutte queste è previsto il miglioramento dell’accessibilità, il rafforzamento del loro ruolo centrale nell’ambito del tessuto urbano, con particolare attenzione ai temi della sostenibilità ambientale; l’incremento delle condizioni di sicurezza e di vivibilità; l’accrescimento dell’attrattività, con l’inserimento di nuovi servizi e funzioni di interesse collettivo; la promozione della valorizzazione e del riuso di spazi e fabbricati esistenti.
«Il protocollo d’intesa tra Comune ed AdSP è un accordo strategico e storico per il futuro della città e della portualità di Cagliariha dichiarato Massimo Deiana -. Attraverso un dialogo istituzionale continuo e con un’analisi condivisa e particolareggiata sulle scelte pianificatorie future, puntiamo a dare, innanzitutto, maggiore certezza nella programmazione degli interventi infrastrutturali nelle aree oggetto dell’intesa e, allo stesso tempo, miriamo a garantire maggiore chiarezza e celerità nell’iter istruttorio di tutte quelle istanze di concessione demaniale che perverranno al nostro Ente.»
«Questo accordoha aggiunto Paolo Truzzu rappresenta non solo un passo fondamentale per dare un nuovo volto alla città, per il recupero e la valorizzazione delle aree che costituiscono il fronte del mare cittadino e la riqualificazione urbanistica di grandi spazi cittadini, ma assume anche una valenza strategica importante, quella della collaborazione interistituzionale per il processo di formazione del PUC, in adeguamento agli altri strumenti della pianificazione urbanistica. La realizzazione di una grande lungomare che dia un nuovo aspetto alla città di Cagliari, è uno degli obiettivi più qualificanti delle linee programmatiche di mandato di questa Amministrazione e realizzabile in accordo con l’Autorità di Sistema Portuale.»
Per Giorgio Angius è «l’inizio di un percorso che farà di Cagliari una città in simbiosi con il suo mare».
A.C.

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Sono iniziati i lavori per la riqualificazione e la messa in sicurezza della piazza del Parco della Musica. L’obiettivo è quello di creare uno spazio, gestito dal Teatro Lirico, in cui poter svolgere, già a partire dalla seconda metà di luglio, degli spettacoli all’aperto.
Si interverrà per eliminare le pavimentazioni spaccate o dissestate, oltre che effettuare vari interventi di manutenzione straordinaria. Saranno anche montati il palco, le torri faro, le sedute per il pubblico e altri tipi di servizi.
«Con questo intervento di recupero ci prepariamo così alla stagione estiva, per dare ai cagliaritani occasioni di cultura, svago e serenità. E far sentire loro tutta un’altra musica», ha dichiarato il sindaco Paolo Truzzu.
A.C.

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Anche lo stilista algherese Antonio Marras sposa Tramonti, il progetto che da domani (venerdì 5 giugno) vedrà il giovane cagliaritano Francesco Accardo attraversare il Bel Paese in bicicletta per documentare l’Italia post quarantena.

In vista del viaggio, il creatore di moda ha regalato a Francesco magliette, mascherine e camicie da lui disegnate, da usare durante la traversata.

Plausi al progetto arrivano anche dal sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, che oggi nel Palazzo Bacaredda ha incontrato il giovane per un saluto e un in bocca al lupo prima della partenza.

Francesco Accardo, 30 anni, ingegnere trasportista, operatore culturale e direttore della Fondazione Siotto, si imbarcherà domani alle 19,30 dal porto di Cagliari con destinazione Palermo, prima tappa del viaggio. E’ qui che sabato, poco dopo il suo arrivo, incontrerà i vertici del Comando regionale dei Carabinieri a cui regalerà un calendario dell’Arma scritto in sardo, pubblicazione che ormai da dieci anni è curata dalla Fondazione di ricerca “Giuseppe Siotto promotrice di Tramonti.

Il viaggio del giovane andrà avanti per circa un mese: tappa finale sarà la Valle Aurina, in Alto Adige, luogo del cuore di Francesco.

L’intero itinerario sarà documentato sui social attraverso video, foto e parole, in un’impresa che punta a promuovere il turismo intra e interregionale nella maniera più sostenibile possibile, un’idea di viaggio ad impatto zero e un ritorno al legame tra l’uomo e il territorio in cui vive e si muove, alla riscoperta della lentezza e dei mezzi semplici.

Il resto dipenderà soprattutto della partecipazione collettiva a questa grande sfida: sul profilo Facebookvagnerlove1989 e su quello Instagram frasquito_de_bobadilla volta per volta Francesco Accardo annuncerà le diverse tappe, chiedendo a chi lo segue consigli su dove mangiare, dormire e che cosa vedere. Giorno per giorno racconterà anche, attraverso video, foto e parole le sue impressioni suoi luoghi visitati e le persone incontrate. C’è anche un hashtag: #progettotramonti

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«Cagliari ha tutte le carte in regola per ripartire e diventare una delle capitali della prossima stagione turistica.»

Spande ottimismo il presidente del Consiglio comunale Edoardo Tocco, impegnato a trovare soluzioni per dare al popolo dei vacanzieri nuove occasioni di socialità e incontro nel rispetto delle regole dettate dall’emergenza sanitaria.

«Con l’assemblea civica siamo intenzionati a progettare e indicare alla giunta guidata dal sindaco Paolo Truzzu alcuni interventi per potenziare l’offerta turistica del capoluogo, con diverse attività che generano occupazione. In questa fase occorre dare priorità alla salvaguardia dell’occupazione nei settori chiave dell’economia cittadina.»

Una scommessa decisiva, vista l’importanza strategica dell’industria delle vacanze nella voce del bilancio: «Durante i lavori dell’assiste sono già emerse proposte destinate ad una maggiore fruizione degli spazi aperti che si ritagliano nei quartieri del capoluogoaggiunge Edoardo Tocco -. La capitale isolana può contare su bellezze ambientali e paesaggistiche che la portano alla ribalta nazionale e non solo. Si pensi al litorale del Poetto, con un riassetto funzionale alle nuove norme. Il centro storico e le stradine attorno ai rioni antichi della città, con diverse strutture ricettive da agevolare con l’estensione del suolo pubblico. C’è poi la posta in gioco legata alla valorizzazione dei siti culturali della città, con aree che possono consentire un utilizzo in linea con le nuove disposizioni».

Il numero uno dell’assemblea civica di palazzo Bacaredda, dunque, è fiducioso sulla ripartenza: «Un riavvioconclude Edoardo Tocco che deve esaltare il ruolo del consiglio comunale, che in modo compatto, sta conducendo un’azione condivisa per sostenere commercio, artigianato e attività ricettive per uscire senza ricadute negative dalla crisi dettata dal lockdown».

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Il Coronavirus ha cambiato radicalmente il nostro modo di vivere, è stata eccezionale la mobilitazione generale del personale medico schierato in modo massiccio con il supporto di infermieri, volontari e con l’ausilio delle forze dell’ordine adibite al controllo del movimento delle persone, per evitare quanto più possibile lo spostamento delle persone ed evitare il contagio, provvedimento imposto dal Governo su indicazioni della comunità scientifica.
Il quadro generale è di un grande sconforto per la perdita così massiccia di tante persone, soprattutto anziani.
Abbiamo rivolto alcune domande al sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, per fare il punto della situazione che si sta vivendo in Sardegna e in particolare a Cagliari.
Gli interventi della Regione Sardegna sono stati immediati e anche lei con la sua amministrazione ha messo in atto tutta una serie di interventi afferenti la diffusione del contagio.
Ritiene che gli interventi messi in atto siano stati esaustivi?
«La situazione è indubbiamente difficile, non dico niente di nuovo. Innanzitutto, abbiamo pensato di mettere in sicurezza sanitaria i cittadini. Numeri alla mano, riteniamo di aver raggiunto un risultato soddisfacente, usando il linguaggio della realtà. Siamo ovviamente preoccupati per l’impatto che questa epidemia sta già producendo sul tessuto economico e sociale. Rispetto ad un evento totalmente sconosciuto ed improvviso, ritengo che gli interventi siano stati esaustivi, guardando anche ai numeri dei contagi. Poi, con le attuali conoscenze maturate sul campo, certo si potrà fare meglio in futuro.»

Come Amministrazione comunale, quali ulteriori interventi avete in cantiere?

«Intanto, abbiamo affrontato l’emergenza alimentare e, in generale, quella sui beni di prima necessità, organizzando, attraverso le politiche sociali, la distribuzione di cibo e la consegna a casa per chi non aveva la possibilità materiale di muoversi. Abbiamo lavorato con la Croce rossa, la Caritas, le varie associazioni sul territorio, Mondo X, Domus del Luna, la Corisar in collaborazione con Coldiretti.

La risposta c’è stata ma molto dipende anche dalla durata di questa crisi e dagli aiuti che devono necessariamente arrivare da Governo in particolare e regione. I Comuni non hanno budget illimitati e quello che entra serve per i servizi essenziali. Io non voglio tagliarli.»

Un altro aspetto non meno importante è il blocco totale delle attività industriali ma non solo, anche il commercio in generale è in estrema sofferenza: a tal proposito, quali sono le vostre iniziative?

«Il lockdown non è deciso dal Comune. Noi abbiamo posticipato tutte le scadenze relative ai tributi locali. E’ chiaro che più fondi ho a disposizione e meglio sono in grado di aiutare le piccole imprese. Stiamo studiando sistemi per agevolare la ripresa, verificando gli spazi all’aperto e le relative concessioni. 

La situazione è in evoluzione e sono in contatto con tutti gli altri colleghi sindaci per fare una proposta unitaria a Governo e rRegione. Cagliari, soprattutto in questo periodo, fino ad ottobre inoltrato, vive di eventi, iniziative turistiche e culturali. E’ ovvio che la ripartenza sarà legata a quanto sarà possibile muoversi in libertà.

Stiamo comunque lavorando al bilancio, alla ricerca di altri fondi che vadano, da un lato a sostenere le attività imprenditoriali, dall’altro a chi ha davvero bisogno.»

Armando Cusa