13 February, 2026
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«Quanto paventato già da tempo si sta purtroppo verificando. Air Italy sembrerebbe aver deciso di smantellare la base di Olbia mettendo a rischio oltre 500 posti di lavoro. Come si evince dal comunicato dei Cobas del Maintenance, infatti, i due hangar del Costa Smeralda sono stati completamente dismessi, per cui anche i lavori di routine sono stati spostati a Malpensa con affitto dell’hangar gestito da Lufthansa Technik con un ovvio e inaccettabile aggravio dei costi. I check più importanti sono stati spostati a Napoli dove opera la società Atitech che ha firmato un contratto per le manutenzioni con Air Italy. In tutta questa vicenda mi chiedo cosa stia facendo l’assessore dei Trasporti Giorgio Todde, quale sia la sua idea di trasporto aereo e se abbia iniziato quantomeno a pensare quali criteri debba avere il nuovo bando di continuità territoriale. L’assessore venga immediatamente in Aula a riferire come intende affrontare questo problema fondamentale per il diritto alla mobilità dei cittadini e in generale per l’economia della nostra regione.»

Il consigliere regionale del M5S Roberto Li Gioi, è il primo firmatario di una mozione del 16 maggio scorso sull’emergenza Air Italy-Alitalia, uno dei primi atti presentati dall’esponente del M5S dal suo insediamento in Consiglio.

«La grande maggioranza dei tecnici del Maintenance – aggiunge Roberto Li Gioi – è stata mandata in missione a Malpensa per svolgere i compiti che avrebbe potuto svolgere a Olbia a costi inferiori. Se non viene data la dovuta importanza a tecnici di riconosciuta eccellenza professionale, è evidente che la compagnia non ha alcun riguardo nei confronti dei suoi dipendenti. Air Italy inoltre non sta sostituendo gli aeroplani che sta restituendo al termine del leasing con nuovi aerei, di conseguenza se ad aprile i Boeing 737 non saranno sostituiti, la compagnia non avrà più aeromobili a corto e medio raggio. Attualmente quelli operativi sono soltanto quattro, due a Malpensa e due ad Olbia.»

A preoccupare sono gli spostamenti previsti a breve e dovuti alla chiusura temporanea dell’aeroporto di Olbia: «Dai primi di gennaio del 2020 – sottolinea Roberto Li Gioi – l’aeroporto di Olbia sarà chiuso per 45 giorni per consentire i lavori di allungamento della pista. I voli verranno spostati ad Alghero, ma fatto gravissimo è che Air Italy, secondo quanto appreso da fonti riservate, sembrerebbe non aver partecipato al recente incontro tenutosi tra la Sogeaal, società che gestisce lo scalo algherese, e le compagnie che dovranno traslocare per la sottoscrizione degli accordi commerciali. Chiedo all’assessore ai Trasporti di accertarsi di questo fatto e di mettere in campo tutte le armi a sua disposizione per far sì che Air Italy voli da Alghero rispettando gli accordi presi. Qualora Air Italy disertasse Alghero ci sarebbe un sovraccarico per Alitalia, mentre in caso contrario si verificherebbe il paradosso dell’esistenza di una doppia tariffa sulla stessa tratta. Questo perché sulla base di quanto deciso dal Governatore Solinas, da Alghero e Cagliari si vola con il vecchio bando, mentre da Olbia i non residenti risulterebbero penalizzati da una tariffa più costosa».

«Assessore – conclude Roberto Li Gioi – perché non cercare di coinvolgere nell’operazione di rilancio di Air Italy la Geasar, società di gestione dell’aeroporto Costa Smeralda, soggetta al controllo dello stesso Gruppo, da anni notoriamente in attivo, e che potrebbe contribuire a rinsaldare i rapporti tra la compagnia aerea e lo scalo di Olbia?»

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La carenza di personale fa sì che negli ospedali di Olbia non sia possibile nemmeno effettuare un prelievo di sangue, eccezion fatta per alcune categorie “urgenti”. Attualmente nel Punto Prelievi del San Giovanni di Dio infatti possono essere serviti soltanto i pazienti con impegnativa che presenta la dicitura “urgente”, quelli muniti di un codice di esenzione e le donne in gravidanza. Tutti i “non esenti” sono invece esclusi. Costretti a rivolgersi altrove.

La denuncia arriva dal consigliere regionale del M5S Roberto Li Gioi.

«Questa scelta obbligata, oltre a creare un inaccettabile disagio per i pazienti, danneggia enormemente l’ATS in quanto, come sottolineato più volte in questi mesi dal primario dr. Flavio Lai, integra un danno erariale quantificabile in circa 2 mila euro al giorno. A conti fatti però si tratta di un paradosso: basti considerare che il costo complessivo di un tecnico di laboratorio ammonta a circa 100 euro al giorno, e quindi, in concreto, l’assunzione di personale comporterebbe non un costo, ma un cospicuo guadagno. Diametralmente opposto è invece l’assurdo quadro attuale, frutto di quegli scriteriati tagli lineari lontani anni luce dalla realtà lavorativa della sanità pubblica», attacca Roberto Li Gioi che, accompagnato dal primario dr. Flavio Lai, questa mattina ha visitato il Laboratorio Analisi di Olbia dell’Ospedale Giovanni Paolo II. Un sopralluogo che ha permesso all’esponente dei Cinque Stelle di toccare con mano le gravi criticità che coinvolgono pazienti e operatori sanitari, che presto verranno sottoposte all’attenzione della Giunta attraverso un’interrogazione in Consiglio regionale.

«Il Laboratorio Analisi – aggiunge Roberto Li Gioi – opera in condizioni di continua emergenza con un organico notevolmente ridotto rispetto alle esigenze. Nelle parole del dr. Flavio Lai ho riscontrato una grande amarezza dato l’elevato numero di posti vacanti per quanto riguarda il personale tecnico. Ma non basta: si deve aggiungere il fatto che tra gli operatori in forze, due hanno bambini piccoli e quindi sono esentati dal turno di notte. Per poter adempiere all’enorme mole di lavoro quotidiana per Olbia la dotazione minima è di 16 unità: una per la notte, due per il turno dalle 14 alle 20, sette per la copertura del turno mattutino. A queste bisogna sommare le unità di personale a riposo, il recupero ore dei turni notturni e festivi, le assenze per congedo ordinario e malattia.»

«Ho potuto constatare che in ematologia opera un solo tecnico per sei macchinari; nell’area del “siero 1” un operatore deve agire su quattro macchine; nell’area “siero 2” le macchine da seguire da una sola persona sono addirittura cinque; mentre nella preanalitica, fondamentale per l’avviarsi delle operazioni, non c’è nessun addetto, e il personale se ne occupa a rotazione quando ha la possibilità di allontanarsi dal proprio settore. L’emergenza non riguarda però soltanto i presidi olbiesi – conclude Roberto Li Gioi -. Nel nosocomio di Tempio a tre pensionamenti non sono corrisposte nuove assunzioni. L’organico è quindi ridotto a sei unità rispetto alle nove previste. Un quadro a dir poco preoccupante in un’area che solo ieri ha registrato 916 accettazioni. Considerando una media di otto esami prescritti a ricetta si arriva a circa 7.500 analisi quotidiane. Un numero impressionante a cui fanno fronte con grande abnegazione e altrettanta professionalità i tecnici a disposizione di dr. Flavio Lai, protagonisti di turni massacranti che nel periodo estivo divengono infernali. Dall’inizio di quest’anno inoltre la turnazione variabile a seconda dei carichi di lavoro introdotta dal Dr. Lai è stata cancellata causando ulteriori problemi. Occorre intervenire immediatamente.»

La ridefinizione della rete ospedaliera della Regione Sardegna approvata dal Consiglio regionale a ottobre 2017 ha previsto lo sviluppo della rete delle malattie rare, e la creazione di nuovi punti di contatto tra la rete sanitaria e il cittadino in tutti i distretti territoriali dell’ATS. Un documento che ha inoltre previsto di dover procedere ad attivare il sistema informativo denominato Registro per le malattie rare, in collegamento con il Registro nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità. “A distanza di quasi due anni da quelle disposizioni il governo della Sardegna sta oggi mettendo a punto la riforma sanitaria. Per questo credo che in questo momento sia più che mai fondamentale ripartire dalle specifiche direttive della disposizione del 2017, che prevedono il coinvolgimento delle strutture territoriali nella predisposizione di percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali che permettano di diagnosticare la patologia e applicare il protocollo clinico in modo omogeneo in tutto il territorio regionale”. È la richiesta del consigliere regionale del M5S Roberto Li Gioi, che ha presentato un’interrogazione in Consiglio sulla necessità di rafforzare la struttura regionale dedicata alle malattie rare. Per quanto riguarda le malattie rare, Roberto Li Gioi sottolinea inoltre che in Sardegna, non si hanno dati certi sull’incidenza della cosiddetta “sindrome da microdelezione del cromosoma 22”, malattia rara caratterizzata dalla mancanza di un frammento (delezione) del cromosoma 22 che colpisce circa un bambino su 4.000.b“Un dato che balza agli occhi – fa notare il consigliere regionale del M5S – poiché per malattia rara di norma si intende quella che colpisce un soggetto su un milione”. La sindrome da microdelezione del cromosoma 22 che si manifesta con malformazioni cardiache, anomalie del palato, alterazioni del sistema immunitario o del metabolismo e particolari tratti del volto, necessità di specifici esami clinici e di figure professionali come neuropsichiatri, cardiologi e fisiatri appositamente formati. “Attualmente in Sardegna – denuncia Roberto Li Gioi -, come evidenziato dall’associazione nazionale Aidel 22, non esiste un Centro specifico a supporto delle famiglie dei pazienti affetti da tale sindrome. Occorre pertanto che all’interno del futuro Centro regionale dedicato alle malattie rare venga previsto un protocollo medico relativo alla sindrome della delezione del cromosoma 22”. Il consigliere Roberto Li Gioi chiede al presidente della Giunta ed all’assessore della Sanità, qual è lo stato di realizzazione della ridefinizione della rete ospedaliera approvata nel 2017 relativamente alle malattie rare e se nella bozza della riforma sanitaria a cui si sta lavorando è previsto un Centro regionale dedicato alle malattie rare all’interno del quale sia prevista una struttura dedicata alla diagnosi della sindrome della delezione del cromosoma 22 e alla presa in carico dei pazienti prevedendo anche un protocollo d’intesa con strutture specializzate ubicate nella Penisola.

La commissione urbanistica presieduta da Giuseppe Talanas (Forza Italia) ha ascoltato gli operatori del settore balneare sulle problematiche legate agli interventi edilizi sui litorali. Assente l’assessore Quirico Sanna, trattenuto da impegni istituzionali, gli operatori hanno sostanzialmente ribadito i contenuti di una precedente audizione svoltasi prima dell’estate, confermando in primo luogo la necessità di un intervento della Regione, anche a livello di linee-guida rivolte ai Comuni, che assicuri l’interpretazione uniforme della materia su tutto il territorio. Senza questo intervento, hanno lamentato, non si potrà eliminare l’attuale situazione di incertezza che determina forti disparità di trattamento nelle diverse realtà e l’aumento del contenzioso giudiziario amministrativo e penale, rendendo impossibile sia una programmazione di lungo termine che la ripresa degli investimenti nel settore. Secondo le organizzazioni di categoria, inoltre, sono necessarie anche una normativa regionale organica, che modifichi la legge 11/2017 nella parte in cui autorizza la presenza di strutture negli arenili per tutto l’anno solo se collegata alla pratica sportiva, ed una azione incisiva della Regione nei confronti della maggioranza dei Comuni sardi che non hanno ancora approvato i Pul (Piani urbani dei litorali). Nel dibattito hanno preso la parola numerosi consiglieri regionali: Stefano Schirru del Psd’Az, Michele Cossa dei Riformatori, Giorgio Oppi dell’Udc, Giuseppe Piu e Maria Laura Orrù dei Progressisti, Valter Piscedda del Pd, Michele Ennas della Lega e Roberto Li Gioi del M5S. Esponenti sia di opposizione che di maggioranza si sono espressi in modo critico nei confronti dell’assessore per i ritardi con cui è stato trattato un argomento complesso ma vitale per lo sviluppo del turismo in Sardegna: Ritardi che devono essere assolutamente recuperati per evitare, questa la sollecitazione comune, che anche la prossima stagione estiva cominci all’insegna dell’incertezza. Infine, i consiglieri hanno auspicato che la commissione svolga un ruolo attivo, formulando al suo interno una o più proposte. Nelle conclusioni, il presidente Talanas ha recepito l’indicazione ad accelerare il lavoro della commissione nel merito assicurando una nuova riunione a breve scadenza.

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Olbia.

L’on. Roberto Li Gioi (M5S) ha presentato un’interrogazione per chiedere lo sblocco delle opere di mitigazione del rischio idraulico del territorio di Olbia.

«Sono trascorsi quasi sei anni dalla tragica alluvione del 18 novembre 2013 che ha messo in ginocchio la città di Olbia e ancora i cittadini attendono che vengano realizzati gli interventi strutturali di messa in sicurezza del territorio. E se da un lato ascoltiamo la preoccupazione dei residenti nelle zone a rischio, dall’altro lato, da parte delle istituzioni, quali risposte sono arrivate? Ancora nessuna. Sullo stato dei lavori a regnare è un silenzio tombale. Sappiamo però che tanti soldi sono stati spesi per la predisposizione della progettazione ma la realizzazione delle opere non è ancora iniziata. In particolare 123 milioni e 300mila euro sono stati assegnati a tutte le opere per la mitigazione del rischio idraulico del territorio di Olbia. Di questi, 98 milioni sono stati sbloccati a gennaio 2019 dal Ministro Costa per l’esecuzione di opere immediatamente cantierabili.»

«Il paradosso – aggiunge Roberto Li Gioi – è che in realtà queste opere immediatamente cantierabili non sono: gli uffici dei Lavori pubblici infatti hanno completato la progettazione, seppure dopo vari anni. Quelli dell’assessorato all’Ambiente invece devono ancora rilasciare la definitiva autorizzazione affinché i lavori possano partire.E il presidente della Regione cosa sta facendo per sbloccare definitivamente questo infinito iter burocratico che lascia nell’ansia più totale migliaia di cittadini che vivono nell’incertezza più assoluta dopo aver subito pesantemente le conseguenze di due catastrofiche alluvioni?»

Roberto Li Gioi, attraverso un’interrogazione in Consiglio si rivolge al presidente Christian Solinas, all’assessore dei Lavori pubblici e all’assessore alla Difesa dell’Ambiente, affinché relazionino immediatamente sullo stato dell’arte degli interventi previsti in base all’Accordo di Programma siglato nel 2015.

«La stagione autunnale è alle porte – conclude Roberto Li Gioi – ed è urgente avere garanzie della messa in campo tempestiva degli interventi di cui i cittadini attendono la realizzazione come loro diritto sacrosanto.»

La preoccupazione è doppia: «Come sottolineato dal deputato del M5S Nardo Marino, Olbia rischia di perdere i finanziamenti a causa delle inaccettabili lungaggini delle istituzioni locali e regionali. E questo sarebbe un fatto gravissimo a danno dei cittadini che in queste ore vivono con il terrore del ripetersi di un evento che ha seminato distruzione e morte»”.

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«Già a fine luglio avevo espresso la mia grande preoccupazione per la sempre più grave situazione dei lavoratori Air Italy. Il comunicato stampa diffuso ieri dai Cobas del settore maintenance non può di certo sorprendere perché conferma la ormai reiterata volontà della compagnia di abbandonare lo scalo di Olbia. Nonostante le vuote rassicurazioni rilasciate dal vice presidente marketing della società Ashby.»

Il consigliere regionale del M5S Roberto Li Gioi rinnova il suo appello alla Giunta regionale guidata da Christian Solinas.

«L’ultimo episodio a dimostrazione di quanto denunciato è accaduto lunedì scorso quando il volo Olbia-Roma delle 7.00 è partito con quasi 4 ore e mezza di ritardo, alle 11.27 – aggiunge Roberto Li Gioi -. Cosa è accaduto? L’aeromobile in questione è stato interessato da un guasto, e non esistendo un vettore dedicato alle emergenze, la compagnia ha utilizzato, in sostituzione, quello destinato a coprire la tratta su Milano, accumulando pesanti ritardi per tutta la giornata. Un episodio gravissimo che è solo la punta dell’iceberg di una situazione complessiva assolutamente inaccettabile. La denuncia dei lavoratori del maintenance per cui l’unico check programmato per ottobre sarà affidato a una società di manutenzione esterna smaschera ulteriormente le reali intenzioni del management di Air Italy. Già ai primi d’agosto in commissione Trasporti ho sollecitato l’assessore Giorgio Todde ad interessarsi in maniera seria della questione. La temporanea convivenza con Alitalia sta arrivando al capolinea. È ora di mettersi a lavorare per predisporre il nuovo bando di continuità territoriale, passando dai proclami di campagna elettorale a fatti concreti.»

«Qual è la visione in merito della Giunta Solinas? È chiaro all’attuale amministrazione regionale che proseguire di questo passo significa andare incontro a una crisi certa, con l’abbandono di Air Italy della base olbiese e lo spettro licenziamento per i 600 lavoratori? Vorrei ricordare all’assessore Giorgio Todde che con l’accordo Air Italy-Alitalia per la condivisione delle tratte estive in continuità territoriale non si è assolutamente scongiurato il licenziamento dei dipendenti, come da lui dichiarato nell’elenco degli ipotetici risultati raggiunti nei primi 100 giorni del suo mandato. Non c’è più tempo da perdere – conclude Roberto Li Gioi -, il rischio che centinaia di famiglie vadano incontro ad un tristissimo destino cresce ogni ora di più.»

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«Documenti, informazioni e dati sull’attività difficili da reperire. Abbanoa, il gestore unico del Servizio idrico integrato della Sardegna, disattende puntualmente gli obblighi previsti dal decreto legislativo n. 33 del 2013 poiché non procede al tempestivo aggiornamento della sezione del proprio sito internet denominata “Società trasparente”. Per di più in numerose sezioni dello stesso sito, come quelle su attività, procedimenti, provvedimenti e performance, non è stato mai pubblicato alcun documento né alcuna informazione. Il sistema di informazione degli utenti non appare trasparente. Quanto descritto avviene nonostante l’Autorità Nazionale Anticorruzione abbia disciplinato gli obblighi di trasparenza che devono essere applicati dalle società e dagli enti di diritto privato controllati o partecipati da pubbliche amministrazioni, nelle quali rientra anche Abbanoa, interamente partecipata da enti pubblici e attualmente costituita da 345 comuni soci oltre che dal socio Regione Sardegna.»

Questo il quadro delineato dalla capogruppo del M5S Desirè Manca e dai consiglieri regionali Roberto Li Gioi e Michele Ciusa (M5S) firmatari di una interpellanza sulla mancata applicazione da parte di Abbanoa del decreto legislativo sul riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni. In altre parole, cercare informazioni utili agli utenti sul sito di Abbanoa risulta oggi molto complicato, e in certi casi addirittura impossibile dal momento che alcuni dati non sarebbero stati mai pubblicati sul web.

I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, attraverso questa interpellanza, chiedono quindi al presidente Christian Solinas e all’assessore ai Lavori pubblici se siano a conoscenza della mancata applicazione del decreto trasparenza da parte di Abbanoa. E soprattutto quali azioni intendano portare avanti con estrema urgenza per raggiungere il conseguimento di una reale trasparenza e di una reale accessibilità ai dati e alle informazioni utili da parte di tutti i cittadini della Sardegna.

 

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«Cosa accadrà quando, tra un mese esatto, cesserà l’accordo temporaneo tra Air Italy e Alitalia? Cosa accadrà da settembre quando il parco aerei di Air Italy verrà ridotto? All’orizzonte si intravede un grande punto interrogativo. Lo scenario non è per niente roseo. Ho apprezzato la soluzione approntata dal Presidente Solinas per far fronte all’emergenza ma dobbiamo ricordarci che si è trattato di una soluzione temporanea e che i posti di lavoro dei circa 600 dipendenti della compagnia aerea, ora dopo ora, sono sempre più in bilico. Non abbiamo garanzie per scongiurare l’ennesimo tentativo da parte di Air Italy di abbandonare la base di Olbia. Anzi, le condizioni attuali non fanno ben sperare: in primo luogo perché attualmente Air Italy dispone soltanto di cinque vettori di corto raggio che coprono le tratte su Roma e Milano, e dal primo settembre da cinque diventeranno tre; poiché due di questi dovranno essere restituiti alla compagnia bulgara dalla quale erano stati affittati. Questo già dimostra lo scarso interesse della compagnia nell’investire sulla base sarda. Non solo: anche per quanto riguarda la manutenzione, sappiamo che Air Italy ha già contattato l’Ati Tech di Napoli per effettuare il check previsto sui due vettori da restituire. In sostanza, i tecnici di Air Italy sono già stati esclusi da questo lavoro e in programma non c’è nessun’altra commessa. Occorre muoversi per tempo, e pensare già da oggi a come dovrà essere strutturato il nuovo bando di continuità territoriale.»

In commissione Trasporti si riaccendono i riflettori sulla vertenza Air Italy: il consigliere regionale del M5S Roberto Li Gioi, vicepresidente della Commissione, nella seduta di martedì, ha riportato all’attenzione dell’assessore Giorgio Todde e dei commissari il dramma che coinvolge le centinaia di dipendenti della compagnia.

Roberto Li Gioi ha chiesto che la Giunta inizi a pensare fin da oggi al nuovo bando di continuità territoriale e proposto l’inserimento di una clausola particolare: «Eventualmente potrebbe essere inserita una clausola di favore, che dia un vantaggio alla compagnia con sede legale o amministrativa nell’Isola. Un aspetto che avrebbe importanti ricadute sul territorio: garantirebbe il livello occupazionale, e dal punto di vista fiscale, il versamento delle imposte in Sardegna».

«All’aeroporto di Olbia – aggiunge Roberto Li Gioi – ci sono due hangar, uno di questi continua ad essere affittato al magnate Usmanov, mentre l’altro, secondo il MOE (Manuale aziendale dell’impresa di manutenzione), non risulta idoneo ad essere adibito alla manutenzione di aeromobili. In programma non c’è nessun lavoro di adeguamento da parte dell’azienda, l’hangar è addirittura ridotto a un immondezzaio. Inoltre lo scorso febbraio Mark Boraman, il responsabile del settore maintenance di Air Italy, aveva garantito che sarebbero stati destinati 300mila euro per la risistemazione dell’hangar uno, ma questi soldi non sono mai arrivati.»

Dal prossimo mese di gennaio si aggiungerà l’aeroporto di Olbia verrà chiuso per permettere l’esecuzione dei lavori di prolungamento della pista. Un intervento che verosimilmente si protrarrà per almeno un mese e che – secondo Roberto Li Gioi – potrà dare adito ad ulteriori pretesti da parte di Air Italy.

«Il quadro sopra descritto – conclude il consigliere regionale del M5S – conferma che a tutt’oggi non esiste uno straccio di piano industriale. La situazione resta allarmante non solo per i circa 600 lavoratori interessati ma anche per i pesantissimi risvolti che un eventuale abbandono di Air Italy avrebbe sul tessuto economico sociale di Olbia e dell’intera Gallura.»

 

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La commissione Trasporti del Consiglio regionale, presieduta da Giuseppe Talanas (Forza Italia), ha ascoltato l’assessore Giorgio Todde, il direttore generale dell’Arst Carlo Poledrini, i rappresentanti del Comitato Trenitalia e l’Associazione Utenti del Trasporto pubblico locale sui collegamenti ferroviari e stradali del Nuorese.

L’avv. Claudio Solinas, portavoce del Comitato Trenitalia che nel 2017 ha proposto una petizione sottoscritta da 10.000 utenti, ha lamentato che la provincia di Nuoro non ha un servizio pubblico efficiente, la linea ferroviaria Nuoro-Macomer copre la distanza di 57 km in 1 ora e 16 minuti e l’unica alternativa per raggiungere i porti e gli aeroporti della Regione sono i collegamenti con gli autobus. «Questa situazione – ha sostenuto – aggrava ancora di più l’isolamento di un intero territorio, già colpito da un costante processo di spopolamento». Solinas, che ha poi ricordato le mozioni sull’argomento approvate dal Consiglio regionale nella precedente legislatura, ha proposto di cedere la linea a RFI (Rete ferroviaria italiana) che potrebbe essere disposta ad investire nel rilancio della linea.

Successivamente Michele Vacca dell’Associazione utenti del trasporto pubblico locale ha messo l’accento sulle condizioni inefficienti di tutti i 139 km del trasporto pubblico locale su ferro, nel quale i treni marciano ad una velocità massima di circa 70 km all’ora, suggerendo per il Nuorese un collegamento con la zona industriale di Pratosardo.

In sede di replica, il direttore dell’Arst Carlo Poledrini ha precisato in apertura che sono stati effettuati importanti interventi sul tracciato (79 milioni) e sui mezzi (15 milioni) che consentiranno nei prossimi anni l’aumento della velocità dei treni in condizioni di sicurezza. Ma già attualmente, ha precisato, la Nuoro-Macomer è coperta da bus Arst e da mezzi sostitutivi nelle domeniche e nei festivi.

L’assessore dei Trasporti Giorgio Todde ha riconosciuto l’esistenza del problema del trasporto pubblico locale nell’area nuorese, sottolineando però che gli investimenti effettuati produrranno sicuramente un miglioramento significativo del servizio, stimolando anche la domanda dell’utenza. Sulla cessione della Nuoro-Macomer ad Rfi, ha osservato che «occorre capire se c’è un reale interesse della società perché in passato, per esempio, aveva rifiutato la proposta».

Affronteremo il problema in un’ottica di sistema, ha concluso l’assessore, potenziando le infrastrutture delle aree ora in sofferenza con progetti di qualità che però richiedono risorse consistenti.

Nel dibattito, hanno preso la parola i consiglieri regionali Laura Orrù e Antonio Piu (Progressisti), Roberto Li Gioi (M5S), Pierluigi Saiu (Lega) e Francesco Mura (Fdi).

Nella seconda parte della riunione l’assessore Giorgio Todde ha riferito alla commissione sugli sconti tariffari riservati agli studenti sardi e sulla vicenda di Air Italy.

Per quanto riguarda gli sconti l’assessore ha ricordato che, rispetto agli stanziamenti disposti nella precedente legislatura, esisteva una mancata copertura per circa 3,5 milioni, ora individuata con la collaborazione dell’assessore della Programmazione portando la disponibilità complessiva a 14 milioni. «Credo molto nel sostegno pubblico a queste spese per il diritto allo studio – ha dichiarato Todde -, anche perché provengo da una zona marginale della Sardegna dove questo problema è molto sentito dai giovani e dalle loro famiglie».

Su Air Italy l’assessore Giorgio Todde ha espresso apprezzamento per la forte iniziativa del presidente della Regione, intervenuto in modo incisivo e tempestivo raggiungendo un accordo con le compagnie, ed anche per i vettori che hanno mostrato realismo e buon senso. «L’accordo che è stato raggiunto tiene e funziona – ha concluso l’assessore dei Trasporti – ma dobbiamo concentrare tutto il nostro impegno verso il futuro, soprattutto sulla nuova gara della continuità».

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«Non soltanto i rifiuti di tutto il Nord Sardegna adesso anche gli scarti di macellazione, probabilmente provenienti dall’intera Isola, potrebbero presto finire a Olbia. È questo lo scenario futuro che si sta delineando nella triste e complessa vicenda che ruota attorno alla discarica di Spiritu Santu. Se appena qualche giorno fa, dopo le ultime dichiarazioni dell’assessore all’Ambiente Gianni Lampis, abbiamo appreso che la programmazione regionale prevede l’ampliamento della discarica, oggi è arrivata un’ulteriore mazzata: il Cipnes, titolare della discarica di Spiritu Santu, incasserà un finanziamento di 500mila euro dall’Argea per il completamento di un impianto che tratterà gli scarti di macellazione. In pratica, il grido d’allarme dei cittadini di Murta Maria e Porto San Paolo continua a cadere nel vuoto. Se da una parte i cittadini, esasperati dalle esalazioni e preoccupati per l’inquinamento delle loro terre, protestano da anni contro la discarica, dall’altra la Regione finanzia un nuovo impianto. Tutto ciò è gravissimo. Siamo arrivati oltre il sopportabile.»

A denunciare un altro peso insostenibile per la popolazione gallurese è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Roberto Li Gioi, impegnato nel braccio di ferro tra Cipnes e cittadini per la bonifica di una vera e propria bomba ecologica come la maxi discarica che sovrasta il mare cristallino di Tavolara.

Il finanziamento concesso al Cipnes è stato previsto da una delibera della precedente Giunta regionale, del 20 dicembre 2017, promossa dall’allora assessore dell’Agricoltura Pier Luigi Caria, e dettata dall’esigenza di correre ai ripari e dotare la Sardegna di un impianto di lavorazione degli scarti di macellazione dopo la chiusura dell’unico impianto sardo, quello dell’Agrolip di Macchiareddu, per violazione delle norme sanitarie e ambientali.

Nella delibera in questione, l’assessore all’Agricoltura ricorda alla Giunta che «alcuni comuni della Sardegna sono proprietari di strutture e/o impianti che opportunamente completati possono consentire il trattamento dei SOA».

«Assessore Lampis, le chiedo di guardare la vicenda da tutte le prospettive – conclude Roberto Li Gioi -. Di considerare i rischi derivanti dalla presenza di una quantità ingente di rifiuti in un’unica area. Valuti gli spaventosi risultati delle analisi dei pozzi piezometrici in relazione alla salute dei cittadini sardi.»