30 September, 2022
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Si è svolta ieri in Tribunale, a Cagliari, la nuova udienza dell’incidente probatorio davanti al GIP dr.ssa Gabriella Muscas, nell’ambito del procedimento penale R.G.N.R 6528/17 a carico di Valentina Pitzalis per omicidio volontario e incendio doloso del cadavere di Manuel Piredda. 

«Non ci sarebbero evidenti segni di violenza sul corpo di Manuel Piredda, muratore 27enne di Gonnesa, né ferite d’arma da fuoco o lesioni provocate da oggetti contundenti – riporta l’Ansa -. Nessuna frattura o danni al cranio: il giovane, quindi, non sarebbe morto per traumi esterni e neppure per avvelenamento, ma i periti del Gip di Cagliari, Elena Mazzeo e Claudia Trignano, tendono anche ad escludere che sia stato l’incendio ad ucciderlo, visto che nei resti dei polmoni non sono state trovate tracce di fumo. Questi, a quanto si è appreso, i primi esisti dell’incidente probatorio iniziato, a porte chiuse, davanti alla giudice Maria Gabriella Muscas dopo la riesumazione del cadavere

Il caso sulla morte di Manuel Piredda, morto il 17 aprile 2011 a Bacu Abis nell’incendio verificatosi nella sua casa, nel quale si salvò l’ex moglie, Valentina Pitzalis, rimasta sfigurata dalle fiamme, è stato riaperto nel mese di agosto 2017.

Valentina Pitzalis raccontò ai soccorritori che il suo ex avrebbe cercato di ucciderla cospargendola di benzina e dandole fuoco, rimanendo lui stesso avvolto dalle fiamme. La ricostruzione della giovane, venne ritenuta attendibile dalla Procura di Cagliari che dispose l’archiviazione del fascicolo aperto per tentato omicidio e incendio doloso, ma è stata sempre contestata dalla famiglia di Manuel Piredda, che ha presentato numerosi esposti alla stessa Procura di Cagliari, con la richiesta di riapertura del caso.

«Ora, con gli esiti della perizia degli esperti nominati dalla Gip, scatterà la battaglia dei consulenti di parte – riporta ancora l’Ansa -: da una parte quelli dell’avvocata Adriana Onorato, che difende la Pitzalis, dall’altra il pool incaricato dai legali che tutelano la madre del muratore, Flavio Locci e Stefano Marcialis. Conclusa l’udienza, la mamma del giovane ha dichiarato ai giornalisti: “Manuel era già morto quando è arrivato il fuoco”.»

Valentina Pitzalis e il suo avvocato, Adriana Onorato, oggi hanno diffuso un comunicato stampa.

«Sono stata accusata di essere una “assassina”, “ladra”, “falsa”, “finta invalida” e sono stati pubblicati il mio indirizzo di casa e minacciatele persone che mi aiutano e la onlus che da anni mi assiste per difendermi e continuare a trovare una ragione di vita quando mi sveglio la mattina e mi guardo allo specchio, cercando la forza per uscire di casa e continuare a lottare – scrive tra l’altro Valentina Pitzalis -. La mia pagina facebook Un sorriso per Vale è nata per questo. Per cercare attraverso le parole delle persone che mi seguono, quelle che io chiamo i miei angeli, la forza di continuare a sorridere, senza più la mia faccia, una mano e la mia identità. Ho preso tempo per scrivere perché sto male, perché non ho nulla da nascondere e perché dovevo ritrovare la forza di combattere. Nessuno mai mi toglierà questo, e come dico nel mio libro il sorriso, e condivido con l’opinione pubblica ciò che mi ha scritto il mio legale, perché solo questa è la MIA verità e solo questa per me è la modalità di scrivere e parlare. Prove, perizie, dibattimento. Il resto non me lo posso permettere. Grazie a chi mi è stato e starà vicino. Arrivederci a chi non vorrà esserci. Perché io so quanto sono bruciata, so quello che ho vissuto, io ho combattuto sei mesi in ospedale con decine di operazioni. Io c’ero…»

«Una conclusione sulla quale, concordano tutti, sia i periti che consulenti, è che dalla TAC effettuata su tutto il corpo di Manuel NON sono risultate lesioni traumatiche di alcun genere, neppure dunque quelle ipotizzate dai Consulenti dei Piredda-Mamusa (fori di proiettile nel cranio, ferite da armi da taglio o da fuoco sul corpo) che hanno costretto la Procura a riaprire l’indagine chiusa ormai da tempo (per morte del reo), per verificare, attraverso i suoi consulenti, la veridicità di quelle gravi affermazioni – scrive Adriana Onorato, legale di Valentina Pitzalis -. L’indagine del Pubblico Ministero (perché solo di indagine finora si tratta e non di imputazione per omicidio) è pertanto ancora in corso ed i risultati definitivi si conosceranno solo alla fine delle successive udienze.»

La prossima udienza è stata fissata per il 18 marzo 2019.

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Roberta Mamusa e Giuseppe Piredda, genitori di Manuel Piredda, il giovane deceduto nel rogo della sua abitazione a Bacu Abis il 17 aprile 2011, hanno organizzato una conferenza stampa per venerdì 1 febbraio 2019, alle ore 10.30, presso la Sala Meeting del T Hotel, a Cagliari. All’incontro con i giornalisti parteciperà il team difensivo dei Piredda così composto: avvocati Stefano Marcialis e Flavio Locci (del Foro di Cagliari), ing. Luciano Cadoni (ex Comandante provinciale dei Vv. Ff. di Cagliari), professor Vittorio Fineschi (medico legale, anatomopatologo), dottor Nicola Monni (medico legale specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva), Davide Sionis (esperto in fotografia incaricato dell’analisi del fascicolo fotografico della scena del crimine), dottor Davide Maiorca (ingegnere informatico), dottoressa Elisabetta Sionis (criminologo clinico che si è occupato di dirigere l’indagine difensiva). 

Oggetto della conferenza stampa saranno gli esiti peritali dell’incidente probatorio (discussi nel corso dell’udienza che si terrà in data 31 gennaio 2019, alle ore 10.00, presso il Palazzo di Giustizia di Cagliari davanti al gip Gabriella Muscas e al procuratore aggiunto Gilberto Ganassi) nell’ambito del procedimento penale R.G.N.R 6528/17 presso il Tribunale di Cagliari a carico di Valentina Pitzalis per omicidio volontario e incendio doloso del cadavere di Manuel Piredda. 

I risultati peritali sono relativi ai quesiti sulle cause della morte di Manuel Piredda, alle ustioni di Valentina Pitzalis, al contenuto del cellulare di Valentina Pitzalis, alla dinamica e alla tempistica dei fatti oggetto di indagine e ai punti di incendio sulla scena del crimine. 

Il caso sulla morte di Manuel Piredda, morto il 17 aprile 2011 a Bacu Abis nell’incendio verificatosi nella sua casa, nel quale si salvò l’ex moglie, Valentina Pitzalis, rimasta sfigurata dalle fiamme, è stato riaperto nel mese di agosto 2017.

Valentina Pitzalis raccontò ai soccorritori che il suo ex avrebbe cercato di ucciderla cospargendola di benzina e dandole fuoco, rimanendo lui stesso avvolto dalle fiamme. La ricostruzione della giovane, venne ritenuta attendibile dalla Procura di Cagliari che dispose l’archiviazione del fascicolo aperto per tentato omicidio e incendio doloso, ma è stata sempre contestata dalla famiglia di Manuel Piredda, che ha presentato numerosi esposti alla stessa Procura di Cagliari, con la richiesta di riapertura del caso.