Adolfo Urso: «Il progetto Glencore procede, ora interventi mirati a supporto. Sarà polo strategico per riciclo e raffinazione materie prime critiche»
Si è svolto stamane un nuovo tavolo al Mimit dedicato ad un aggiornamento della vertenza della Portovesme Srl. Nel corso dell’incontro, inserito nel quadro dei tavoli di crisi del Sulcis Iglesiente – una delle principali aree minerarie del Paese – l’azienda ha confermato il proseguimento del progetto litio-black mass, incluso tra gli interventi strategici europei previsti dal Critical Raw Materials Act, pur in presenza di criticità normative e di mercato che ne rallentano l’attuazione. Prosegue, inoltre, la collaborazione con il Ministero e Invitalia volta a individuare nuovi soggetti industriali interessati alle aree sottoutilizzate del sito. La società ha altresì rappresentato lo stato di avanzamento del progetto sul bismuto che procede secondo le fasi tecniche previste.
«Abbiamo creduto fin dall’inizio in Portovesme quale polo strategico per il riciclo e la raffinazione delle materie prime critiche. Il progetto Glencore procede, ma ora servono interventi mirati per accelerarne l’attuazione e rafforzarne la sostenibilità industriale – ha affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso -. L’autonomia europea si costruisce anche trattenendo nel continente le risorse necessarie alle nostre filiere. Non possiamo parlare di economia circolare se lasciamo uscire dal nostro sistema produttivo batterie esauste, pannelli fotovoltaici e altri rifiuti industriali che contengono materie prime critiche. Ci stiamo muovendo in Europa per fermare questa dispersione strategica e, allo stesso tempo, in Italia con un intervento normativo che presenteremo a breve che favorisca riciclo, raffinazione e riutilizzo dei materiali. È la stessa visione che sostiene la candidatura italiana a ospitare il primo sito pilota europeo di stoccaggio delle materie prime critiche, che discuterò domani a Porto Marghera con il vicepresidente esecutivo Stéphane Séjourné.»
In parallelo, prosegue anche il progetto per il recupero delle materie prime critiche da residui minerari, coordinato dal Ministero e sviluppato con Regione Sardegna, Portovesme Srl, Carbosulcis, IGEA ed Ecotec, nell’ambito del quale la Regione Sardegna ha recentemente stanziato le risorse necessarie per avviare il campionamento degli abbancamenti contenenti materie prime critiche. Parallelamente è in corso una revisione del quadro normativo per consentire l’utilizzo di tali materiali e rafforzare il coordinamento con il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, così da accelerare l’attuazione degli interventi.
L’obiettivo è trasformare il Sulcis in un polo avanzato di economia circolare, capace di rappresentare un modello al livello nazionale ed europeo.