15 September, 2026
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Le primarie del centrosinistra domenica 29 settembre hanno designato l’europarlamentare Francesca Barracciu candidata alla carica di Governatore alle elezioni regionali del 2014 e, a distanza di cinque giorni, non si sono ancora spente le polemiche accese dal deputato Francesco Sanna che, a seggi ancora aperti, domenica ha diffuso un comunicato stampa nel quale denunciava che «numerose e convergenti segnalazioni riferiscono a Domusnovas di una pesantissima attività di voto organizzato da forze inequivocabilmente estranee al centrosinistra nelle primarie per la candidatura a Presidente della Regione Sardegna. Stanno prendendo parte al voto persone che non lo riconfermeranno nelle elezioni vere, indirizzate da amministratori locali già candidati in liste a sostegno dell’onorevole Cappellacci nella precedente elezione – ha aggiunto Sanna -. Penso che tale fatto non solo disturba e inquina la libera e volontaria espressione democratica dei cittadini di quella comunità, ma altera – qualunque esso sarà – il risultato della consultazione. Per questo – ha concluso Sanna – mi appresto a chiedere agli organi di garanzia delle primarie di bloccare l’attività del seggio e di non procedere allo spoglio delle schede».

Sulla vicenda hanno presso posizione altri esponenti del centrosinistra, tra i quali l’ex presidente della Provincia di Carbonia Iglesias, Tore Cherchi, le cui parole hanno scatenato una durissima reazione di Emanuele Cani, deputato e segretario della federazione del Sulcis Iglesiente, compagno di partito di Tore Cherchi.

«Reagire al malcostume è un dovere di tutti e in particolare della federazione del Partito Democratico che deve scegliere a Domusnovas e altrove fra l’evidente ambiguità e la sperimentata serietà.»

«Con questa dichiarazione – tuona Emanuele Cani – Tore Cherchi si inserisce in maniera tardiva e inopportuna in una discussione, dimostrando di non conoscere i fatti e il modo con cui in questi anni hanno operato i rappresentanti della federazione. Vorrei ricordare a Tore Cherchi che le primarie non sono state organizzate dalla Federazione del Partito Democratico ma dal centro sinistra e che il presidente del seggio di Domusnovas è comunque un esponente del Partito Democratico che bene potrà lavorare in prospettiva con i dirigenti storici locali del Partito Democratico a cui rinnovo la mia stima e gratitudine per il loro costante impegno in questi anni.»

«Tore Cherchi lasci fuori il partito provinciale da questa vicenda – aggiunge Emanuele Cani – e non si permetta a fare insinuazioni attribuendo responsabilità a chicchessia seguendo metodi obsoleti di becera politica. Se vuole, il partito provinciale è pronto a una discussione approfondita sul tema delle primarie, le ultime e le passate, e sul rispetto delle decisioni in tema di alleanze politiche assunte nelle elezioni locali e sul rapporto del Partito e di alcuni suoi dirigenti con ambienti del centrodestra. Indipendentemente dalla sua volontà mi sento in dovere di promuovere una discussione su questi argomenti. Cosa che farò entro breve tempo.»

Le dichiarazioni di Emanuele Cani aprono una lacerazione interna al Partito Democratico che rischia di avere ripercussioni difficilmente prevedibili. Non è la prima volta, come evidenzia lo stesso Emanuele Cani, che le primarie sono motivo di scontro interno e, anziché elemento di unione, rischiano ancora una volta di trasformarsi in motivo di divisione se non addirittura di lacerazione. Martedì scorso, commentando i risultati delle primarie, abbiamo sottolineato che è lo stesso regolamento delle primarie a creare i presupposti per polemiche e divisioni, dal momento che all’articolo 7 apre la partecipazione al voto a “tutte le elettrici e gli elettori in possesso dei requisiti previsti dalla legge” e “ai giovani che, alla data del voto delle primarie, abbiano compiuto il sedicesimo anno di età” e “alle cittadine/i dell’Unione Europea residenti in Sardegna e le cittadine/i di altri Paesi in possesso di permesso di soggiorno e di carta di identità”.

E’ evidente che con questo regolamento non si può vietare a nessuno, neppure a quanti abitualmente non votano i partiti del centrosinistra e quindi alle prossime elezioni voteranno partiti e candidati antagonisti del centrosinistra, di partecipare alle primarie; così come lo stesso regolamento apre la strada alle discussioni con la partecipazione al voto delle primarie di giovani minorenni che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età e che alle prossime elezioni regionali non potranno replicare il voto per le liste dei partiti del centrosinistra. Nel centrosinistra la discussione è sempre accesa tra i sostenitori di questo regolamento e quanti, viceversa, sostengono la tesi di un regolamento che ponga paletti più precisi sulla partecipazione al voto, riservata ai tesserati ai partiti del centrosinistra e ai maggiorenni.

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Giorgio Alimonda 86 copia

Giorgio Alimonda, sindaco di Portoscuso, è il nuovo presidente del Consorzio industriale provinciale di Carbonia Iglesias. La sua elezione, come previsto già da alcune settimane, è maturata nel corso della riunione del Consiglio d’amministrazione svoltasi questa mattina nella sede del Consorzio, nell’area industriale di Portovesme, preceduta dalle dimissioni volontarie del presidente uscente, Giuseppe Casti. Il sindaco di Carbonia aveva dato la propria disponibilità a lasciare la carica per consentire l’elezione di Giorgio Alimonda, con la quale il Comune di Portoscuso esprime nuovamente il presidente come concordato tre anni fa, dopo il rinnovo del Consiglio provinciale e l’elezione alla presidenza della Provincia di Tore Cherchi. Allora venne eletto Adriano Puddu, sindaco rimasto in carica sino alle note vicende giudiziarie che portarono anche alla sua decadenza in Comune. Il Cda sostituì Adriano Puddu con Giuseppe Casti che da allora ha guidato il Consorzio fino a stamane, con l’interruzione di cinque mesi determinata dal commissariamento deciso dalla Giunta regionale, poi annullato dal Tar, a seguito del ricorso presentato dalla Provincia di Carbonia Iglesias e dal Comune di Carbonia.

Dopo l’elezione a sindaco di Portoscuso, Giorgio Alimonda era entrato recentemente nel Cda al posto di Federico Palmas, sindaco di San Giovanni Suergiu, dimessosi anch’egli volontariamente per consentire al collega di arrivare poi all’elezione alla presidenza.

Alla riunione di stamane erano presenti tutti i componenti del Consiglio d’amministrazione: Roberto Neroni, commissario della Provincia di Carbonia Iglesias, subentrato nel corso della precedente riunione all’ex presidente della Provincia, Tore Cherchi; Giuseppe Casti, sindaco di Carbonia; Giorgio Alimonda, sindaco di Portoscuso; Sergio Ciccu, rappresentante del Comune di Gonnesa, subentrato proprio nell’occasione al dimissionario Pietro Cocco; e, infine, Iosto Puddu, rappresentante della Camera di Commercio di Cagliari.

Giorgio Alimonda, 50 anni, è sindaco di Portoscuso dal 23 maggio 2012. In precedenza è stato consigliere comunale e assessore ai lavori pubblici e vicesindaco del Comune di Portoscuso nella prima parte della precedente consiliatura.

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Il 23 settembre, salvo imprevisti, Giorgio Alimonda, sindaco di Portoscuso, verrà eletto nuovo presidente del Consorzio industriale provinciale di Carbonia Iglesias. L’avvicendamento tra l’attuale presidente, il sindaco di Carbonia Giuseppe Casti, ed il primo cittadino di Portoscuso, nell’aria ormai da alcuni mesi, è stato confermato nel corso dell’ultima riunione del Consiglio d’amministrazione, svoltasi lunedì mattina nella sede di Portovesme. Alla riunione ha partecipato anche il commissario della Provincia di Carbonia Iglesias, Roberto Neroni, subentrato all’ex presidente della Provincia, Tore Cherchi.

Nella prossima riunione del Cda Giuseppe Casti dovrebbe rassegnare le dimissioni, volontarie, per consentire l’elezione di Giorgio Alimonda, con la quale il Comune di Portoscuso tornerà ad esprimere il presidente come concordato tre anni fa dopo il rinnovo del Consiglio provinciale e l’elezione alla presidenza della Provincia di Tore Cherchi. Allora venne eletto Adriano Puddu, sindaco rimasto in carica sino alle note vicende giudiziarie che portarono anche alla sua decadenza in Comune. Il Cda sostituì Adriano Puddu con Giuseppe Casti che da allora guida il Consorzio con l’interruzione di cinque mesi determinata dal commissariamento deciso dalla Giunta regionale, poi annullato dal Tar a seguito del ricorso presentato dalla Provincia e dal Comune di Carbonia.

Dopo l’elezione di Giorgio Alimonda a sindaco di Portoscuso, Giuseppe Casti ha dato la sua disponibilità a restituire al Comune di Portoscuso la guida del Consorzio ed il 23 settembre si dovrebbe arrivare all’ufficializzazione del cambio alla presidenza. Giorgio Alimonda è entrato recentemente nel Cda al posto di Federico Palmas, sindaco di San Giovanni Suergiu, dimessosi volontariamente per consentire al collega di arrivare all’elezione alla presidenza.

Francesca Barracciu.

Francesca Barracciu.

Gianfranco Ganau.

Gianfranco Ganau.

Roberto Deriu.

Roberto Deriu.

Simone Atzeni.

Simone Atzeni.

 

Saranno cinque i candidati che si confronteranno il 29 settembre alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato Governatore alle elezioni regionali del 2014. E’ il risultato emerso dalla verifica delle firme presentate entro il termine fissato, in base al quale è rimasto escluso dalla competizione Maurizio Piras, ex consigliere IDV della Provincia dell’Ogliastra, che non è riuscito a raggiungere il numero minimo di firme previsto dal regolamento,  fissato in 5.000 (si è fermato a circa 2.000).

I cinque candidati ammessi non hanno avuto alcun problema a raccogliere le firme, anzi in diversa misura sono andati molto oltre, anche se poi, sempre per regolamento, non hanno potuto depositarne più di 5.500.

Ad aver raccolto il maggior numero di firme è stata l’europarlamentare del Partito Democratico Francesca Barracciu, che ha raggiunto quota 24.221, mentre il sindaco PD di Sassari Gianfranco Ganau ed il presidente della Provincia di Nuoro nonché presidente dell’Unione delle Province Sarde Roberto Deriu (PD) si sono attestati sulle 10.000 firme; l’economista Andrea Murgia (PD) ha raggiunto quota 8.000. In campo per le primarie del centrosinistra c’è anche il socialista Simone Atzeni,

Tutti i candidati sono già in campagna elettorale. Simone Atzeni si è già presentato nel Sulcis il 31 agosto, nella sezione di San Giovanni Suergiu. Il 7 settembre Francesca Barracciu sarà a Carbonia, alle ore 17.00, nella sala convegni del Lù Hotel.

La campagna elettorale vede impegnati anche tutti i rappresentanti dei partiti nelle istituzioni. Nel Sulcis è forte la competizione tra i sostenitori di Francesca Barracciu, tra i quali ci sono l’ex presidente della Provincia di Carbonia Iglesias, Tore Cherchi, ed il presidente del Consiglio comunale di Carbonia, Ignazio Cuccu; e di Gianfranco Ganau, tra i quali ci sono il sindaco di Carbonia, Giuseppe Casti, ed il presidente della Fondazione Banco di Sardegna, Antonello Cabras.

Tore Cherchi.

Tore Cherchi, ex presidente della Provincia di Carbonia Iglesias.

Sede Provincia via Mazzini.

La sede della Provincia, in via Mazzini a Carbonia.

A distanza di poco più di due mesi dal commissariamento deliberato lo scorso 30 giugno dal Consiglio regionale, l’ex presidente Tore Cherchi interviene sulle conseguenze prodotte della soppressione della Provincia, con un intervento che ricalca quello fatto sul n° 260 del “La Provincia del Sulcis Iglesiente” del 25 luglio 2013 e che riportiamo integralmente.

«I mesi di luglio e agosto sono trascorsi  senza che il Consiglio regionale, responsabile la maggioranza di centrodestra, abbia deliberato la riforma degli enti locali sardi. Altri mesi trascorsi invano cosi come l’intero precedente anno. I fatti confermano che il Commissariamento non è funzionale alla riforma ma all’occupazione di istituzioni contro il voto popolare.

Diradato il polverone delle polemiche sulle poltrone, è bene che i cittadini abbiano chiare le conseguenze della soppressione della Provincia. Questa era  innanzitutto un ente che produceva  ed erogava servizi ai cittadini e investiva nel  territorio, nelle materie di competenza (programmi di sviluppo , ambiente,protezione civile, trasporti, istruzione, servizi per il lavoro, cultura etc).

Con la soppressione della nostra Provincia, il territorio ritornerà come prima, un luogo di consumo di servizi prodotti altrove, a Cagliari verosimilmente. L’impatto sull’occupazione diretta, indiretta e indotta è stimabile  in non meno di 400 unità di lavoro. L’effetto  del bilancio provinciale  sull’economia locale, considerando i normali moltiplicatori, è stimabile in non meno di 80 milioni euro /anno.  Non basta: i  servizi consumati nel Sulcis  ma prodotti altrove, saranno pagati con le tasse dei  cittadini del Sulcis;  per esempio  le tasse sull’autotrasporto e sulle assicurazioni non resteranno più nel territorio ma finiranno nelle casse cagliaritane o romane.

Questi sono gli effetti diretti più facilmente misurabili. Ma c’è qualcosa di più complesso da misurare di maggiore valore. Mi riferisco al ruolo di rappresentanza politica. In una situazione di grave emergenza sociale, la Provincia non è stata solo a fianco del mondo del lavoro ma ha proposto e presentato nei modi dovuti un Piano di sviluppo che è diventato la base per il Piano Sulcis, finanziato con 575 milioni di  euro di risorse pubbliche che muoveranno altre risorse per investimenti privati. Il Piano Sulcis non è merito esclusivo della Provincia ma questa ha svolto il ruolo cruciale di  programmazione e di iniziativa politica.

Si dice che i costi della politica sono elevati e che bisogna tagliare. Questo è giusto ma ristabiliamo la verità. Secondo la Corte dei Conti, la nostra Provincia ha avuto i costi  più bassi in Sardegna  per la gestione degli organi (costi onnicomprensivi della politica). L’ultimo anno certificato (2011) dalla Corte dei Conti, indica per il totale dei costi, questa situazione: Sulcis Iglesiente, 618.653 euro; Ogliastra, 778.953 euro; Medio Campidano, 878.713 euro; Nuoro, 874.666 euro; Gallura 1.161.234 euro; Oristano,1.910.554 euro; Sassari, 1.784.968  euro; Cagliari, 2.781.879 euro. Se questi costi a fronte dei benefici per il territorio, fossero ritenuti eccessivi, esisteva  il modo per azzerarli lasciando in piedi la Provincia. Bastava adottare il modello spagnolo, dove il Consiglio provinciale è formato da Sindaci dei Comuni. Attenzione la Provincia è cosa diversa da un’Unione comunale che gestisce in forma associata funzioni e servizi comunali. Parliamo dunque di Provincia e non di Unione comunale.

Quando vi dicono che le Province saranno tutte soppresse, vi raccontano una cosa non vera. Le Province sono, infatti, in Costituzione. Per sopprimerle tutte non basterà cambiare lo Statuto sardo. Bisognerà cambiare la Costituzione. Ammesso che nel tempo minimo di un anno, si cambi la Costituzione, al posto delle Province si  inventerà un altro Ente poiché non sono sopprimibili i bisogni,  i servizi e i piani alla scala di area vasta.  Non è un caso che le Province esistano in tutti gli Stati europei, tranne in quelli di piccola dimensione. In Spagna  si chiamano Province; in Francia, Dipartimenti; in Gran Bretagna, Contee; in Germania, Landkreis. Ma sempre di Province si tratta.

La conclusione di questo processo sarà l’accentramento su Cagliari.

Attenzione, l’accentramento su Cagliari non riguarderà solo i servizi provinciali. La soppressione delle Province faciliterà la smobilitazione di altri servizi. Così è per i Tribunali e i Giudici di Pace. I Servizi sanitari sono già depotenziati e si annuncia la soppressione della Asl. Si inizia a discutere anche della riduzione dei servizi di sicurezza. Si perde di ruolo. Sarà mica un caso se la proposta di candidatura a Capitale europea della cultura dal Sulcis Iglesiente è finita a Cagliari?

Il territorio e i cittadini sono penalizzati due volte: la prima perché  si perdono aziende di servizi importanti  (economia e lavoro) e la seconda perché  dovranno sostenere  maggiori costi per recarsi a Cagliari.

Da Sindaco di Carbonia  con tutta l’Amministrazione, ci siamo battuti  perché nascesse la Provincia. Con Olbia siamo stati in prima fila. Oggi si ritorna indietro per rappresentanza istituzionale e servizi e investimenti prodotti nel territorio. Non sono un pentito di quelle battaglie. Bisogna non disperderne il senso più profondo anche nella situazione presente.

In concreto significa che  il nuovo ordine istituzionale che dovrà nascere, dovrebbe potenziare e non ridurre  i servizi nel territorio e organizzare la rappresentanza istituzionale in modo tale che la specificità del Sulcis Iglesiente non sia cancellata.

Spetta innanzitutto a chi ha voluto questa situazione, dimostrare che  dalla cancellazione di rappresentanza provinciale  e di servizi,  derivi un concreto e misurabile beneficio ai cittadini. Spetta innanzitutto al centro-destra che governa la Regione, produce Commissari e non riforme, spreca risorse e mortifica territori. Ma spetta anche al Centrosinistra  (a dire il vero piuttosto confuso sulla materia, almeno a livello regionale) inchiodare il Consiglio regionale sulle contraddizioni della maggioranza , imponendo un‘agenda di lavoro che porti alla riforma senza ulteriori indugi. Almeno questo è dovuto al territorio.»

Tore Cherchi

2/09/2013

La sala convegni di “Soccorso Iglesias”, in via Barbagia 1, a Iglesias, ospiterà mercoledì 4 settembre, alle 17.00, un convegno sul tema: “Come i cittadini del Sulcis Possono essere protagonisti della sanità del loro territorio”, organizzato da “Sardegna in cammino” e “Amici della vita”.

Il programma prevede l’intervento di Tonio Barracca su “La rete ospedaliera della Sardegna – Un sistema complesso che è necessario adeguare ai bisogni dei cittadini” e quello di Giorgio Madeddu su “Gli ospedali del Sulcis – Una grande risorsa. Servono però nuove proposte per un loro rilancio”.

Seguiranno una discussione con confronto di opinioni tra i presenti.

Sono previsti gli interventi di: mons. Giovanni Paolo Zedda, vescovo di Iglesias; Giuseppe Casti, sindaco di Carbonia; Tore Cherchi, ex presidente della Provincia di Carbonia Iglesias; Cristiano Erriu, sindaco di Santadi e presidente dell’Anci Sardegna; Roberto Frongia, ex assessore regionale del Turismo; Emilio Gariazzo, sindaco di Iglesias; Gianfranca Mannu, consigliere comunale di Iglesias; Mondino Ibba, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Cagliari; Maria Marongiu, vicesindaco e assessore delle Politiche sociali del Comune di Carbonia; Andrea Pilurzu, consigliere comunale di Iglesias; Luca Pizzuto, ex assessore delle Politiche sociali della Provincia di Carbonia Iglesias.

Parteciperanno inoltre cittadini, associazioni di volontariato, rappresentanti sindacali, amministratori pubblici, operatori della sanità, medici ed infermieri.

Tore Cherchi.

Tore Cherchi.

Tore Cherchi con i lavoratori il 13 novembre 2012.

Tore Cherchi con i lavoratori il 13 novembre 2012.

Claudio De VIncenti.

Claudio De VIncenti, sottosegretario dello Sviluppo economico.

Firma del Piano Sulcis.

Firma del Piano Sulcis, Grande miniera di Serbariu – 13 novembre 2012.

 

Il Governo Letta ha designato Tore Cherchi, ex presidente della Provincia di Carbonia Iglesias, suo rappresentante nel coordinamento interistituzionale per l’attuazione del Piano Sulcis, sottoscritto il 13 novembre 2012 alla Grande Miniera di Serbariu, tra il ministero dello Sviluppo economico, il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, il ministro per la Coesione territoriale, la Regione autonoma della Sardegna, la Provincia di Carbonia Iglesias, i 23 Comuni del Sulcis Iglesiente.

La designazione di Tore Cherchi, nell’aria da alcuni mesi, è stata ufficializzata con decreto ministeriale del 28 giugno 2013 del sottosegretario di Stato Claudio De Vincenti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 luglio 2013, n. 177.

Il punto 1.1.4. del Protocollo d’Intesa prevede un apposito coordinamento rappresentativo di tutte le istituzioni nazionali, regionali e territoriali al quale dovranno pervenire, per le opportune valutazioni, i progetti generali in materia di politiche ambientali, occupazionali e sviluppo economico; il sottosegretario De Vincenti «ha ritenuto di individuare il rappresentante del Governo previsto dal Protocollo, con la designazione di una professionalità in possesso di conoscenza ed esperienza sul contesto economico e sociale dell’area del Sulcis» ed «ha individuato nel profilo curricolare del dott. Salvatore Cherchi il soggetto esperto per il conferimento del ruolo di rappresentante del Governo in attuazione del Protocollo d’Intesa sottoscritto il 13 novembre 2012».

Loriana Pitzalis.

«Le vicende regionali che hanno portato alla soppressione delle Province lasciano l’amaro in chi ha creduto nella buona politica e si vede scippare, da un processo poco limpido e con pratiche anticostituzionali, un’istituzione legittimamente votata dal popolo. Ma non è questo il motivo che mi spinge ad intervenire, che la gente ha ben capito di quale pasta siano fatti i politici ai livelli alti della nostra Regione.»

Loriana Pitzalis, assessore alla Cultura del Comune di Carbonia, è durissima sulla decisione adottata dalla Giunta regionale il 28 giugno scorso con il commissariamento di cinque Province, tra le quali quella di Carbonia Iglesias.

«Intervengo – aggiunge Loriana Pitzalis – per esprimere la mia indignazione su un atto bulgaro che porterà il nostro territorio ad una inesorabile regressione. Non credo che  altre istituzioni o altri enti che potranno scendere in campo, possano fare di più e meglio di quanto la Giunta Cherchi abbia fatto. Sono l’assessore alla Cultura e al turismo del Comune di Carbonia, un Comune che ha un ruolo strategico nel territorio e lo ha dimostrato e lo dimostra quotidianamente e che ha trovato nella Provincia di Carbonia Iglesias un supporto fondamentale. Un territorio che non si preoccupa di promuovere la cultura, che abbandona la gente e abbandona il patrimonio in suo possesso, è destinato a retrocedere, ed è questo quello che mi preoccupa.»

«La Provincia di Carbonia Iglesias – sottolinea ancora Loriana Pitzalis – in tutti questi anni, non ha mai smesso d sostenere le iniziative culturali dei comuni del territorio, si pensi ai grandi eventi: sta passando quasi in sordina la notizia che il festival Jazz di Sant’Anna Arresi potrebbe saltare, la stagione teatrale del mio Comune rischia di subire la stessa sorte o di essere ridimensionata, il Mediterraneo Film Festival e la Summer School di Archeologia chissà che fine faranno; le mostre, le sagre, gli eventi sportivi agonizzeranno. Che dire, poi, del Carignano Music Experience, che ha dato lustro al territorio con la felice combinazione di vino, cibo e musica?»

«Invito ad una riflessione pubblica tutti i cittadini e i politici del Sulcis Iglesiente – conclude Loriana Pitzalis –:perché tutti tacciono?»

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Il presidente della Provincia di Carbonia Iglesias, Salvatore Cherchi, ha tenuto una conferenza stampa nella tarda mattinata odierna, nella sala consiliare del comune di Iglesias, in presenza degli assessori e di alcuni consiglieri di maggioranza e di opposizione, per l’esposizione del lavoro fatto e dei risultati raggiunti nei tre anni di consiliatura, a poche ore dalla nomina del commissario regionale da parte della Giunta regionale, dopo l’approvazione (avvenuta venerdì 28 giugno 2013 in Consiglio regionale) della legge che prevede il commissariamento delle quattro nuove province e della Provincia di Cagliari.
Prima di entrare nello specifico del provvedimento di commissariamento, Tore Cherchi ha evidenziato i punti salienti del lavoro svolto.

1) Atti di pianificazione e programmazione

• approvazione del Piano urbanistico provinciale

• approvazione del Piano della mobilità

• approvazione del Piano strategico provinciale

• numerosi studi di fattibilità (porti, viabilità, variante ferroviaria) approvati a valle degli atti di pianificazione.

Dal Piano strategico provinciale – ha sottolineato Tore Cherchi – è nato il Piano Sulcis, con una dotazione finanziaria di 580 milioni di euro.

Il presidente della Provincia ha poi sottolineato come anche quest’anno il bilancio preventivo sia stato approvato entro il 31 dicembre, quello consuntivo a febbraio, siano stati sempre rispettati l’equilibrio finanziario ed il Patto di stabilità e non sia stato contratto nessun debito.

Circa la trasparenza dell’attività amministrativa – ha aggiunto Cherchi – il sito internet della Provincia di Carbonia Iglesias rispetta totalmente i parametri ed è al primo posto a livello nazionale, insieme a quello di altre amministrazioni, ma davanti a quelli delle altre province sarde, nella speciale classifica della trasparenza. Ha poi aggiunto che riguardo i costi della politica, l’indagine della classifica in euro/abitante sui costi delle istituzioni, pone la Provincia di Carbonia Iglesias al primo posto come la più economica (era già tra le più economiche in termini di risparmio anche nella precedente gestione – ha rilevato – ma abbiamo lavorato per andare ancora oltre).

Tore Cherchi si è poi soffermato sull’attività in corso ed i servizi erogati: istruzione e formazione 6,4 milioni di euro; cultura 700.000 euro; turismo 480.000 euro; sport 490.000 euro; ambiente 3,7 milioni di euro; politiche sociali 860.000 euro;

sui programmi per il lavoro nei diversi settori (5,5 milioni di euro) e sugli investimenti in lavori pubblici:

• sono in corso effettivo 16 programmi per i quali al 30 giugno sono stati pagati 6,4 milioni di euro;

• sono cantierabili entro 6/12 mesi, 23 opere per 8,790 milioni di euro;

• sono cantierabili entro 12/24 mesi, 21 opere per 13,163 milioni di euro.

Sia Tore Cherchi, sia il presidente del Consiglio Elio Sundas, che ha sottolineato come gli enti regionali abbiano un costo ben superiore al costo complessivo delle otto province sarde, pur rimarcando i forti dubbi di illegittimità e la particolarità del dispositivo di legge che non cancella le province ma, di fatto, sostituisce gli organismi democraticamente eletti con i commissari, hanno detto che non presenteranno ricorso contro la decisione del Consiglio regionale, anche perché non vorrebbero che un’eventuale azione in questa direzione potesse apparire come una difesa strenua di posizioni personali, sottolineando che dovrebbero essere i comuni a farlo, come è accaduto nella provincia di Olbia Tempio.

Al termine dell’esposizione di Cherchi e Sundas, sono intervenuti diversi assessori e consiglieri, unanimi nel contestare il commissariamento deciso dal Consiglio regionale. Il consigliere Angelo Cremone, pur rimarcando il lavoro svolto dal presidente Cherchi e dalla sua Giunta, ha criticato la decisione presa di non presentare ricorso, annunciando una sua azione in tal senso, per la quale ha auspicato di avere il sostegno dei colleghi, con un riferimento esplicito al comportamento tenuto dal presidente della Regione, Ugo Cappellacci, in tutta la vicenda.

Giampaolo Cirronis

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Il Contratto d’Area sottoscritto il 22 giugno 1999 ai sensi della L. 662/96 art. 2 comma 203 lett.c) e della delibera CIPE del 21 marzo 1997 punto 3, venne salutato con grande fiducia e speranza per il rilancio economico di un territorio in crisi qual’era alla fine del secolo scorso il Sulcis Iglesiente. L’obiettivo era la realizzazione di 14 nuove iniziative imprenditoriali in grado di creare 370 nuovi posti di lavoro a regime, mediante investimenti per 116 miliardi di lire (poco meno di 60 milioni di euro), dei quali 67 da erogare mediante contributi pubblici (60 di fondi CIPE). Il 7 giugno del 2001 venne sottoscritto il Primo Protocollo aggiuntivo, il quale a sua volta è stato oggetto di completamento nel 2005.

Il Contratto d’Area comprende complessivamente 27 iniziative imprenditoriali. Con il primo Protocollo aggiuntivo, infatti, è stata prevista la realizzazione di ulteriori 11 nuove iniziative imprenditoriali, con investimenti per 71,74 milioni di euro, di cui 44,05 milioni di euro di contributi pubblici, e una occupazione a regime di 440 unità.

Il completamento al primo Protocollo aggiuntivo, sottoscritto nel 2005, riguarda 2 iniziative produttive per 14,67 milioni di euro di investimento, di cui 9,60 milioni di euro di contributi pubblici e con l’obiettivo di creare 64 nuovi posti di lavoro.

Complessivamente sono quindi state stanziate risorse pubbliche per euro 84.607.802 (a fronte di investimenti per complessivi euro 137.273.727) al fine di conseguire un incremento occupazionale a regime di  781 unità.

Il presidente della Provincia di Carbonia Iglesias, Tore Cherchi, qualche giorno fa ha convocato una conferenza stampa, per illustrare lo stato di attuazione del Contratto d’Area in fase di chiusura.

A fronte degli investimenti, sono state oggetto di revoca (per problemi  di varia natura verificatisi in sede di attuazione dell’iniziativa) 8 interventi e 2 sono stati oggetto di rinuncia.
Complessivamente non sono andati a buon fine contributi pubblici per euro 66.337.306,79 con una perdita occupazionale potenziale di 499 unità.

Oggi le imprese in attività sono sei, per un numero complessivo di 255 occupati.

Su 84.607.802 milioni di euro di contributi pubblici concessi, ne sono stati erogati effettivamente 47.848.392. Complessivamente soltanto 15.857.375 di euro di contributi pubblici sono stati utilizzati per iniziative ancora operative a distanza di dieci anni.

Tore Cherchi ha spiegato che questi dati, anche alla luce del medesimo andamento constatato negli altri contratti d’area, dimostrano una scarsa funzionalità del sistema di finanziamento.
Nel caso specifico le principali criticità sono derivate dalle carenze infrastrutturali delle aree individuate per la realizzazione delle iniziative e dai tempi, assolutamente inadeguati, necessari per il rilascio delle autorizzazioni amministrative preliminari alla realizzazione degli insediamenti. In particolare le problematiche connesse alla caratterizzazione ed alla bonifica delle aree si sono rivelate determinanti per il fallimento di molti investimenti. Questa criticità è peraltro presente a fronte di qualunque iniziativa che si debba insediare nelle zone del territorio del Sulcis Iglesiente per le quali è prevista la caratterizzazione ed eventuale bonifica del sito prescelto. Si tratta di un costo aggiuntivo, spesso elevatissimo, del quale le aziende non sempre sono a conoscenza.
La circostanza che il piano di caratterizzazione debba essere approvato dal Ministero dell’Ambiente, pregiudica ulteriormente il rapido insediamento delle iniziative, compromettendo, a volte definitivamente, il business plan delle aziende.

La concessione di finanziamenti in ragione del numero di occupati (piuttosto che in funzione della fattibilità e sostenibilità economica degli interventi) – ha sottolineato ancora Tore Cherchi – ha portato molti imprenditori a ipotizzare una occupazione difficilmente conseguibile e mantenibile nel medio periodo, con conseguente chiusura dell’attività nel quinquennio dal completamento dell’investimento. Ha inoltre pesato negativamente l’isolamento dell’area individuata rispetto al restante tessuto produttivo nazionale e internazionale, che non ha permesso il decollo di molti investimenti.
Numerosi sono stati anche i fenomeni patologici legati ad un non corretto utilizzo dei fondi pubblici con conseguenti interventi delle autorità di recupero delle somme erogate.

Il presidente della Provincia, infine, ha messo in evidenza come i risultati pesantemente negativi registrati dal Contratto d’Area, meritino una profonda riflessione anche sulle cose da fare a breve e medio termine con i progetti di attuazione del Piano Sulcis.