Cronaca

A distanza di quasi mezzo secolo dalla tragedia del Fusina, ieri sera si è rischiata un’altra tragedia del mare a Capo Sperone.

A distanza di quasi mezzo secolo dalla tragedia del Fusina, il mercantile naufragato il 16 gennaio 1970 al largo di Punta delle Oche, nell’Isola di San Pietro, costato la vita a 18 marittimi (se ne salvò uno solo, Ugo Freguja), ieri sera si è rischiata un’altra tragedia del mare a Capo Sperone, nell’Isola di Sant’Antioco. A causa delle cattive condizioni meteo-marine, una nave mercantile, la CDRY BLUE, battente bandiera italiana, partita dal porto di Cagliari, dove aveva scaricato un carico di caffè, era ripartita alla volta della Spagna ma il mare molto mosso ed il forte vento hanno consigliato il comandante di fare rientro in porto, operazione nel corso della quale ha urtato gli scogli e si è incagliata. La Capitaneria di porto di Sant’Antioco, guidata dal tenente di vascello Francesco S.M. d’Istria, ed i volontari della Protezione civile sono intervenuti immediatamente, dopo aver ricevuto l’SOS ed hanno rapidamente messo in salvo i 12 membri dell’equipaggio, avvalendosi di due mezzi navali della Guardia costiera ed un elicottero. Hanno collaborato ai soccorsi anche i sommozzatori, un equipaggio dei vigili del fuoco di Cagliari ed un’ambulanza del 118. Non dovrebbero esserci feriti.

Nella foto allegata, scattata da Fabio Murru, le operazioni di salvataggio dei componenti dell’equipaggio. Nei due brevi filmati, la nave incagliata.

 

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