Forze Armate

Il colonnello Carlo Colaneri è il nuovo comandante del 1° Reggimento Corazzato di Teulada.

Questa mattina, sul piazzale antistante la palazzina comando della Caserma “S. Pisano” di Teulada, sede del 1° Reggimento Corazzato e del 3° Reggimento Bersaglieri, alla presenza del vice comandante del Comando Militare Esercito Sardegna, generale di Brigata Eugenio Martis, si è svolta la cerimonia di avvicendamento al vertice del 1° Reggimento Corazzato tra il colonnello Fabrizio Giardini cedente, ed il colonnello Carlo Colaneri subentrante.

Alla cerimonia hanno presenziato le massime autorità civili, religiose e militari locali, le rappresentanze delle associazioni combattentistiche e d’arma e i gonfaloni dei comuni delle comunità locali.

Nel suo breve intervento il generale Eugenio Martis, dopo aver rivolto un saluto a tutte le autorità presenti, agli ospiti, al personale schierato, allo stendardo del 1° Reggimento Corazzato e alle associazioni combattentistiche e d’arma, nel ringraziare il colonnello Fabrizio Giardini per l’ottimo lavoro svolto presso il 1° Reggimento Corazzato, ha sottolineato l’importanza delle molteplici attività da lui dirette nei due anni di comando, tra le quali spiccano le attività di supporto a favore delle unità in addestramento e le attività di approntamento del personale militare per le missioni in patria e nei principali teatri operativi all’estero, oltre la proficua opera di promozione e rinnovamento, dei già solidi protocolli d’intesa volti a favorire le comunità locali.

Il colonnello Fabrizio Giardini durante il suo intervento, ha riassunto brevemente il lungo ed intenso periodo trascorso alla guida del 1° Reggimento evidenziando gli sforzi e i traguardi raggiunti dal personale civile e militare del reggimento ed esprimendo parole di profonda gratitudine per l’incondizionato impegno e la straordinaria professionalità dimostrati durante i due anni di lavoro; al termine del suo intervento ha formulato un caloroso augurio di buon lavoro al colonnello Carlo Colaneri.

Il nuovo Comandante, il Colonnello Carlo Colaneri ha frequentato il 174° Corso “Coraggio” presso l’Accademia Militare di Modena e la Scuola di Applicazione di Torino, dove consegue la Laurea in Scienze politiche indirizzo Politico-Economico, e proviene dallo Stato Maggiore dell’Esercito.

La carriera del colonnello Carlo Colaneri

Il colonnello Carlo Colaneri è nato a Vercelli (VC) il 18 gennaio 1973 e, dal 1992, ha frequentato. Nominato tenente, nel 1997, è stato assegnato al Reggimento “Genova Cavalleria” (4°), in Palmanova, ove ha assolto l’incarico di Comandante di Plotone Blindo Pesante e Comandante di Squadrone partecipando, dal luglio all’ottobre del 2001, all’Operazione “Joint Guardian” in Kosovo quale Comandante di Squadrone Blindo. A dicembre del 2001, alla nomina al grado di capitano, è stato assegnato al Reggimento “Lancieri di Novara” (5°) dove è stato impiegato quale Comandante di Squadrone Blindo Esplorante fino al 2003 e, in seguito, come Ufficiale Addetto all’Ufficio O.A.I. del Reggimento e Capo Centro Ippico. In tale periodo, dal novembre 2002 all’aprile del 2003, ha partecipato, quale Comandante di Squadrone Blindo, all’Operazione “Decisive Endevour” in Kosovo.

Nel 2006, dopo aver frequentato il 132° Corso di Stato Maggiore e l’11° Corso Pluritematico (Master di II livello in scienze strategiche) presso la Scuola di applicazione di Torino, è stato confermato al Reggimento “Lancieri di Novara” (5°) dove ha svolto, tra l’altro, l’incarico di Capo Ufficio O.A.I. del Reggimento e, in Teatro Libanese, il Capo Cellula S2 nell’Operazione “Leonte 1”, nel 2006-2007 e il Capo Cellula S3 nell’Operazione “Leonte 5”, nel 2008-2009.

Nel biennio 2010-2011, ha frequentato il 13° Corso Superiore di Stato Maggiore Interforze (ISSMI) e il Master di I livello in Studi Internazionali Strategico-Militari presso il Centro Alti Studi della Difesa in Roma al termine del quale viene assegnato presso lo Stato Maggiore dell’Esercito con l’incarico di Ufficiale addetto presso il Dipartimento Impiego del Personale – Ufficio Impiego Ufficiali.

Nell’agosto 2013, con la nomina al grado di tenente colonnello, dopo aver servito gli Stendardi di “Genova” e “Novara”, ha l’onore di servire quello del Reggimento “Lancieri di Montebello” (8°) dove assume l’incarico di comandante di Gruppo presso e con il quale partecipa all’Operazione “Joint Enterprise” in Kosovo quale Comandante di Battaglione Multinazionale del MNBG West con alle dipendenze due compagnie Slovene, una Austriaca, una italiana e un plotone moldavo, per la prima volta impiegato in Teatro di Operazione. Per l’attività svolta nell’integrazione del personale dell’esercito moldavo all’interno del contingento italiano e di KFOR, viene insignito, a nome del Presidente della Repubblica Moldava, della medaglia “Consolidation of military cooperation” of the National Army (consolidamento della cooperazione militare dell’esercito nazionale). Nel 2015, al termine del periodo di comando, è stato assegnato allo Stato Maggiore dell’Esercito con l’incarico di Capo Sezione presso l’Ufficio Generale di Pianificazione Finanziaria – Ufficio Pro.Fi.Bi.Sta. in Roma.

Tra i principali corsi svolti dall’Ufficiale ci sono quelli di istruttore di educazione fisica, di ufficiale NBC presso la Scuola Interforze NBC di Rieti, del NATO Multinational Crisis Management Course, del NATO Open Source Intelligence Course e del NATO CIMIC Basic Course presso ACT NATO SCHOOL (NSO) a OBERAMMERGAU (Germania), il corso di perfezionamento di equitazione, con qualifica di “Speranza”, e di istruttore di equitazione militare e federale svolti presso la scuola di cavalleria/Centro Militare di Equitazione di Montelibretti. Grazie a quest’ultime qualifiche, durante il suo percorso professionale, il Colonnello Carlo Colaneri ha svolto anche attività di equitazione a livello agonistico conseguendo, tra l’altro, la medaglia di bronzo a squadre al “Melton Shield” a Londra con la rappresentativa militare dell’Italia (1999), la medaglia d’argento individuale ai campionati regionali assoluti di completo e la medaglia di bronzo alla Coppa delle Regioni di completo con la rappresentativa del Friuli Venezia Giulia (2003), il  1° posto al criterium di 1° grado ai campionati regionali del Friuli Venezia Giulia (2005) e vari piazzamenti nei concorsi ippici nazionali e internazionali fino alla categoria C130.

La storia del 1° Reggimento Corazzato

La Storia del 1° Reggimento Fanteria Carrista iniziò quando fù costituito in Vercelli il 15 settembre 1936 su I, II, III Battaglione Carri d’assalto (poi carri L) e IV Battaglione Carri di rottura (poi carri M). Il 1 gennaio 1938 ricevette il XXIII Battaglione Carri L ed il 30 novembre cedette al costituendo 32° Reggimento Fanteria Carristi il 4° Battaglione Carri M, mentre contemporaneamente gli vennero assegnati i Battaglioni Carri L IV e XXII del disciolto 2° Reggimento Fanteria Carristi.

Il 23 novembre 1939 cedette il III Battaglione Carri L al 32° Reggimento dal quale un mese dopo ricevette il CCCXXIII Battaglione Carri M; quest’ultimo trasformato nel 1940 in Battaglione Carri M 13/40, fu poi trasferito alla Brigata Corazzata in Africa Settentrionale.Sempre nel 1939 i Battaglioni Carri XXII e XXIII furono ceduti al 33 Reggimento Fanteria Carristi. Il 10 Giugno 1940, inquadrato nel raggruppamento Celere della 4° Armata, il 1° Reggimento prese parte alle operazioni sulle Alpi Occidentali e fu’ inizialmente dislocato in seconda schiera nell’alta Valle della Dora Riparia. Prima del termine delleostilita’alcunisuoi reparti operarono nel settore Moncenisio Bardonecchia.

Nell’agosto 1940 il 1° cedette i Battaglioni I e II al 32° Reggimento, mentre le rimanenti unità raggiunsero l’Africa Settentrionale. Nel dicembre del 1940 il IV Battaglione Carri L passò alle dipendenze del X Corpo d’Armata; il 20 luglio costituì il presidio di El Mechili ove rimase sino al ripiegamento del dicembre, che effettuò a stretto contatto con l’avversario.

In data 1 gennaio 1942 fu sciolto a causa delle perdite subite ed il suo personale fu assorbito dal Centro Carristi A.S. La 3° Compagnia nel frattempo, operò da luglio a settembre con la colonna Santamaria, quindi passò in rinforzo alla divisione ‘Savona’ e dovette essere considerata dispersa a seguito della caduta di Sollum. La 2° Compagnia operò a sua volta, a fine novembre, nella zona di Tobruk. Anche il Comando del 1° Reggimento nel gennaio del 1941 fu inviato in Africa Settentrionale, ove si sciolse a causa degli eventi bellici nel mese successivo, nel corso dei combattimenti determinati dalla prima offensiva britannica.

Il Comando del 1° Reggimento fu nuovamente costituito e mobilitato dall’ottobre del 1941 all’ 8 settembre 1943, ma non prese parte alle operazioni. Ne fece parte il XVI Battaglione Carri M 13/40. Il 10 luglio 1948 lo Stato Maggiore dell’Esercito ordino’ di costituire in Roma il Comando del 1′ Reggimento Carristi che, incorporato il II Battaglione e dislocatosi nella caserma di Pietralata, nel settembre passa alle dipendenze dell’Ariete.

Nei primi mesi del 1949 il 1° Reggimento Carristi, cambiata la numerazione in 132°, da Roma raggiunse, la sede di Aviano il 28 aprile, incorporando anche il I Battaglione Carri che da Casarsa si portò ad Aviano (28 aprile 1950). Il 26 marzo 1959 fu costituito il CAUC, in seguito all’esigenza dello Stato Maggiore dell’Esercito di creare un Campo di Addestramento per le Unità Corazzate, con sede a Capo Teulada, ove fu costituito il più importante ed esteso poligono permanente di tutta la Penisola. Il CAUC ereditava le glorie del 1° Reggimento Fanteria Carristi, il quale, il 1 Maggio 1974, fu ricostituito con il nome di 1° Reggimento Fanteria Corazzato, ora divenuto 1° Reggimento Corazzato, e ne ereditò la Bandiera di Guerra.

Il 3 ottobre 1999, a seguito dell’abolizione da parte dello Stato Maggiore dell’Esercito dei carristi come specialità dell’Arma di Fanteria, e con il conseguente passaggio di tutte le Unità carriste dall’Arma di Fanteria a quella di Cavalleria, il 1° Reggimento Corazzato, con solenne cerimonia tenutasi a Pinerolo alla presenza del Capo dello Stato, del Ministro della Difesa e del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, riceveva in consegna lo Stendardo, adottato dalle Unità dell’Arma di Cavalleria in luogo della Bandiera di Guerra.

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