Raccolta differenziata

Michele Cossa (Riformatori sardi): «Arrivano le feste, Cagliari satura l’impianto del Tecnocasic, Comuni in ginocchio».

«Basta che si smaltisca l’umido di Cagliari: chi se ne frega se gli altri affogano nei rifiuti? Il sindaco di Cagliari è sindaco metropolitano solo quando gli fa comodo, cioè quando si tratta di arraffare i finanziamenti. Per il resto quando può non fa altro che umiliare gli altri comuni della Città metropolitana, ricordando loro che sono pur sempre comuni di serie B. Che si tratti di trasporto pubblico locale o di gestione dei rifiuti.»

Lo scrive, in una nota, Michele Cossa, consigliere regionale dei Riformatori sardi.

«È di lunedì 17 la comunicazione ai comuni che dal 19 dicembre (ben due – 2! – giorni dopo) il Tecnocasic non sarebbe più stato in grado di accogliere l’umido. Il motivo: l’introduzione della raccolta differenziata nella città di Cagliari – con dieci anni di ritardo – costringe l’impianto del Tecnocasic a lavorare al massimo regime e ne ha saturato la capacità. Morale: gli altri comuni si arrangino – aggiunge Michele Cossa -. Un fatto gravissimo, praticamente senza preavviso e sotto le feste, quando le quantità di rifiuti tendono ad aumentare, che li ha costretti – nella più totale indifferenza della Città metropolitana e del suo sindaco – a cercare soluzioni immediate per evitare situazioni tipo Roma o comuni della Campania, con rifiuti accatastati sui marciapiedi e cani randagi, ratti e gabbiani nelle strade cittadine.»

«Chissà se Francesco Pigliaru quando dice di aver lasciato una Sardegna migliore si riferisce anche alla gestione di un settore delicato come quello dei rifiuti, che richiede un’accurata pianificazione e che invece è stato lasciato da questa Giunta regionale all’improvvisazione. Mentre i comuni devono mandare i compattatori a Villacidro (trasporto ovviamente a carico del contribuente dei comuni più virtuosi), fino a quando anche l’impianto di Villaservice non collasserà. Scelta tuttavia obbligata – conclude Michele Cossa -, visto che la Regione si guarda bene dal concedere alle piattaforme private che lavorano l’umido l’aumento delle quantità trattabili.»

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