24 April, 2024
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La FSM-CISL denuncia: «Oltre 1.000 nuovi disoccupati nel Sulcis Iglesiente».

Rino Barca.

Rino Barca, segretario regionale della FSM-CISL.

“In questi giorni la conta dei lavoratori delle realtà produttive dirette e indirette del Sulcis Iglesiente che sono definitivamente fuoriusciti dai cicli produttivi lavorativi e sono stati collocati in mobilità, ha superato quota mille. I lavoratori diretti e indiretti dello stabilimento Alcoa, quelli ex Ila e degli appalti Eurallumina e di tutte le officine e realtà dell’indotto industriale, sono stati licenziati.”
La denuncia arriva dalla segreteria regionale della FSM-CISL.

«Da anni si paventava da più parti questo drammatico epilogo e nonostante le urla d’allarme – aggiunge la segreteria regionale della FSM-CISL – le iniziative di lotta sindacali e il continuo pressing verso i massimi rappresentanti istituzionali regionali e nazionali, l’attuale drammatica situazione di incertezza e tracollo non è stata scongiurata. Questi licenziamenti arrivano in un particolare contesto storico economico che vede il territorio del Sulcis Iglesiente annoverato tra i più poveri d’Italia con una disoccupazione giovanile che le statistiche indicano intorno al 74% e una globale che è oltre il doppio della media nazionale. Questi licenziamenti rappresentano un ulteriore colpo mortale per il Sulcis Iglesiente. Pur riconoscendo che attualmente molte delle vertenze aperte nel territorio, dopo anni persi tra reticenze, scarso impegno, incapacità e lassismo, sono arrivate a una fase cruciale e fondamentale, – e naturalmente ribadendo la richiesta di accelerare i tempi di risoluzione delle stesse per permettere l’indispensabile recupero delle buste paga propedeutico al rilancio dei consumi e della domanda aggregata economica territoriale -.»

«Vogliamo esprimere un fortissimo richiamo alla classe dirigente politica regionale e nazionale – sottolinea ancora la segreteria regionale della FSM-CISL – perché intervenga immediatamente e massicciamente rispetto ai gap storici, strutturali e infrastrutturali alla base della mancata competitività e appetibilità del Sulcis Iglesiente verso gli investimenti privati interni ed esterni. Gap rappresentati dalla burocrazia, dall’incertezza del diritto, dai costi dei trasporti e dalla mai risolta questione legata alle infrastrutture stradali, portuali, telematiche e ovviamente energetiche essendo la nostra isola l’unica in Italia a non avere il metano.»

«Il Sulcis Iglesiente sta sprofondando – conclude la segreteria regionale della FSM-CISL – bisogna fare presto!» 

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