31 January, 2023
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Si è conclusa sabato 19 ottobre, in concomitanza con l’ArcheoFestival 2019, la quarta edizione del Gonnostramatza Project, ricerche archeologiche in Marmilla.

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Passione per il territorio e per il patrimonio archeologico-culturale isolano, da studiare, valorizzare e promuovere: questi gli ingredienti del Gonnostramatza Project, evento nato per ricostruire la vita nelle comunità della Marmilla tra la fine dell’età del Rame e del Bronzo. Con un punto di partenza d’eccezione: la Tomba di Bingia e Monti, uno dei più importanti siti d’Europa.

Si è concluso sabato 19 ottobre, in concomitanza con l’ArcheoFestival 2019, la quarta edizione del Gonnostramatza Project, ricerche archeologiche in Marmilla. Il via al progetto è stato dato lo scorso 30 settembre: un team di studenti e archeologi dell’Università di Cagliari è arrivato in paese per portare avanti attività di ricognizione archeologica.

«Il Gonnostramatza Project – spiega il sindaco del paese Alessio Mandis – è ancora una volta un’occasione unica per proiettare Gonnostramatza oltre i confini geografici, nel tempo e nello spazio, alla ricerca di chi siamo e da dove proveniamo. Perché i nostri comuni non sono solo strade e piazze, conclude il primo cittadino, ma comunità dal respiro lungo, che sognano e guardano alla cultura come valore identitario.»

Il lavoro degli archeologi – Gli studenti, in queste tre settimane di studio si sono impegnati nell’indagare la relazione con tutto il contesto territoriale dell’Alta Marmilla – Monte Arci – Parte Montis.

Dal territorio al laboratorio – Il frutto delle ricerche, i campioni repertati, verranno studiati in laboratorio nei prossimi mesi. I dati raccolti serviranno per ricostruire la presenza umana in queste zone della Marmilla.

Obiettivi del progetto – La collaborazione multidisciplinare di studiosi di ambiti differenti e di diverse provenienze è orientata in primo luogo alla ricostruzione della vita nelle comunità della Marmilla tra la fine dell’età del Rame e del Bronzo. Il fine, oltre a quello puramente storico-archeologico, è quello di sensibilizzare la cittadinanza all’importanza della conoscenza del territorio; della promozione del patrimonio archeologico-culturale; dello sviluppo turistico dell’entroterra sardo.

Tomba di Bingia Monti – La tomba, a seguito di uno scavo realizzato dal prof. Enrico Atzeni, restituì nel 1986 oltre 11mila frammenti ossei e l’unica Torque (collier, girocollo) in oro rinvenuta in Italia. La Torque di Bingia Monti è una delle pochissime ritrovate in Europa relativamente a quel periodo (III millennio a.c.) ed è stata esposta nel 2016 a Cagliari alla mostra Eurasia tenutasi a Palazzo di Città, come uno dei più antichi e preziosi reperti.

Nell’ambito del pr
A Guasila, la terza

giampaolo.cirronis@gmail.com

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