9 December, 2022
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Archeologia, conoscenza e cultura che fanno rima col mondo dei social e della divulgazione ai cittadini: questi i punti di forza del “Gonnostramatza Project – ricerche archeologiche in Marmilla”, evento nato per ricostruire la vita nelle comunità della Marmilla tra la fine dell’età del Rame e del Bronzo. Con un punto di partenza d’eccezione: la “Tomba di Bingia e Monti”, uno dei più importanti siti d’Europa. Il via al progetto, alla sua quarta edizione, è stato dato lo scorso 30 settembre: un team di studenti e archeologi dell’Università di Cagliari è arrivato in paese per portare avanti attività di ricognizione archeologica.

«Si tratta di un qualcosa di totalmente nuovo – spiega Riccardo Cicilloni, archeologo dell’Università di Cagliari e direttore scientifico dei lavori -. Non si tratta di un semplice censimento del territorio ma di Field Walking, uno studio eseguito a tappeto attraverso tecniche sistematiche e statistiche il cui frutto dovrà portare ad avere un quadro d’insieme della situazione archeologica della zona presa in esame. Abbiamo utilizzato sistemi scientifici avanzati volti a produrre delle pubblicazioni per riviste d’eccellenza.»

Ma la novità e l’unicità del progetto sta nell’affiancare il progetto scientifico a quello della divulgazione. Secondo Marco Cabras, l’archeologo che coordina le operazioni sul campo, «la comunità deve essere sempre più informata e coinvolta nelle attività che facciamo. E se per far conoscere i nostri studi c’è bisogno dei socialben venga, li usiamo e li useremo, così come abbiamo già fatto». Basti pensare che anche YouTube è entrato a far parte del progetto attraverso il docufilm dal titolo “Gonnostramatza Project: the movie”, realizzato da Nicola Castangia. In questo cortometraggio i responsabili scientifici e i ragazzi del team hanno potuto raccontare, in maniera semplice e divulgativa, quanto avvenuto durante la campagna di ricerca archeologica. Il documentario racconta nel dettaglio le fasi di ricerca ma anche semplici momenti della vita del team. Insieme a questa modalità divulgativa “social” (Facebook e Instagram) sono state organizzate conferenze, mostre, laboratori didattici per i più piccoli, visite guidate ai siti: il tutto culminato nell’Archeofestival, tenutosi lo scorso 19 ottobre, un evento a carattere scientifico-divulgativo che annualmente si tiene a fine lavori.

L’Università, tiene a precisare inoltre Riccardo Cicilloni, ha tre missioni: didattica, ricerca, divulgazione. «Tra le altre cose lavoro coi bambini è stato uno dei focus su cui abbiamo maggiormente puntato. La scoperta, l’azione, la gioia del riunire i pezzi di ciò che si è o non si è trovato, ai piccoli entusiasma parecchio. E, chi lo sa, magari qualcuno di loro, grazie al Gonnostramatza Project, sarà un archeologo di domani!».

Il progetto – Il Gonnostramatza Project nasce dalla collaborazione, iniziata dal 2016, tra l’Amministrazione comunale di Gonnostramatza e l’Insegnamento di Preistoria e Protostoria dell’Università di Cagliari. L’Amministrazione comunale, e in particolar modo il sindaco, Alessio Mandis, ha fortemente voluto intraprendere l’iniziativa con l’intento di approfondire lo studio delle risorse archeologiche del territorio ai fini della loro valorizzazione. Il territorio di Gonnostramatza offre infatti numerosi ed interessanti contesti archeologici di pregio, una su tutti la tomba ipogeico-megalitica di Bingia’e Monti scoperta e scavata da Enrico Atzeni. Le indagini effettuate dall’archeologo negli anni ’80 del secolo scorso hanno messo in luce, presso l’omonimo nuraghe, una tomba preistorica dalle caratteristiche straordinarie, sia per la formula architettonica ipogeico-megalitica che per l’eccezionalità dei ritrovamenti, riferibili ad una fase di transizione tra l’Eneolitico e l’età del Bronzo Antico. Alcuni dei siti nuragici erano già segnalati in letteratura, ma la raccolta di segnalazioni da parte della comunità locale riguardanti altre emergenze sconosciute in bibliografia ha portato a nuove scoperte, tra cui, ad esempio il nuraghe complesso in località “Procilis”.

Il contesto funerario della tomba di Bingia’e Monti ha restituito un prezioso spaccato archeologico relativo al momento di passaggio tra l’età del Rame e del Bronzo; dialto interesse scientifico, lo scavo della tomba ha restituito materiali archeologici di grande pregio, tra cui una preziosa torque (collier, girocollo) in oro.

Le ricerche, effettuate su autorizzazione della competente Soprintendenza archeologica, si sono articolate in quattro anni e hanno visto un collaudato team di allievi di diverse università (Cagliari, Bologna, Granada) al lavoro sul campo alla ricerca dei siti già segnalati a cui si è provveduto, però, ad una nuova schedatura. Il lavoro, oltre ad essere finalizzato ad aggiornare lo stato delle condizioni attuali dei siti e dei monumenti, ha costituito una proficua attività didattica tramite l’esercizio, per gli studenti assistiti sul campo da tutor, di schedatura dei monumenti. Le attività del primo anno hanno permesso al team di familiarizzare con il contesto territoriale al punto di progettare in maniera pertinente la ricerca da svolgere durante gli anni successivi. Durante la seconda annualità, infatti, l’indagine si è concentrata su un’area campione del territorio comunale nel quale in precedenza non erano state segnalate emergenze archeologiche.Si è proceduto all’indagine sistematica di un transetto di ca. 150 ettari. Anche durante la terza e quarta annualità l’approccio è stato quello della raccolta sistematica e si è concentrato su alcune aree già oggetto di ricognizione durante le precedenti campagne. L’intento dell’equipe di ricerca e dell’amministrazione comunale è sempre stato quello di ricostruire il rapporto tra le persone e il territorio tramite la scoperta del passato.

Precisione scientifica e linguaggio adatto a tutti: il Gonnostramatza Project ha puntato, punta e punterà ad unire questi due obiettivi, lo studio attento e scrupoloso e la divulgazione ai cittadini, ormai sempre più partecipi e attenti al lavoro degli archeologi, nell’ottica della valorizzazione del territorio.

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Passione per il territorio e per il patrimonio archeologico-culturale isolano, da studiare, valorizzare e promuovere: questi gli ingredienti del Gonnostramatza Project, evento nato per ricostruire la vita nelle comunità della Marmilla tra la fine dell’età del Rame e del Bronzo. Con un punto di partenza d’eccezione: la Tomba di Bingia e Monti, uno dei più importanti siti d’Europa.

Si è concluso sabato 19 ottobre, in concomitanza con l’ArcheoFestival 2019, la quarta edizione del Gonnostramatza Project, ricerche archeologiche in Marmilla. Il via al progetto è stato dato lo scorso 30 settembre: un team di studenti e archeologi dell’Università di Cagliari è arrivato in paese per portare avanti attività di ricognizione archeologica.

«Il Gonnostramatza Project – spiega il sindaco del paese Alessio Mandis – è ancora una volta un’occasione unica per proiettare Gonnostramatza oltre i confini geografici, nel tempo e nello spazio, alla ricerca di chi siamo e da dove proveniamo. Perché i nostri comuni non sono solo strade e piazze, conclude il primo cittadino, ma comunità dal respiro lungo, che sognano e guardano alla cultura come valore identitario.»

Il lavoro degli archeologi – Gli studenti, in queste tre settimane di studio si sono impegnati nell’indagare la relazione con tutto il contesto territoriale dell’Alta Marmilla – Monte Arci – Parte Montis.

Dal territorio al laboratorio – Il frutto delle ricerche, i campioni repertati, verranno studiati in laboratorio nei prossimi mesi. I dati raccolti serviranno per ricostruire la presenza umana in queste zone della Marmilla.

Obiettivi del progetto – La collaborazione multidisciplinare di studiosi di ambiti differenti e di diverse provenienze è orientata in primo luogo alla ricostruzione della vita nelle comunità della Marmilla tra la fine dell’età del Rame e del Bronzo. Il fine, oltre a quello puramente storico-archeologico, è quello di sensibilizzare la cittadinanza all’importanza della conoscenza del territorio; della promozione del patrimonio archeologico-culturale; dello sviluppo turistico dell’entroterra sardo.

Tomba di Bingia Monti – La tomba, a seguito di uno scavo realizzato dal prof. Enrico Atzeni, restituì nel 1986 oltre 11mila frammenti ossei e l’unica Torque (collier, girocollo) in oro rinvenuta in Italia. La Torque di Bingia Monti è una delle pochissime ritrovate in Europa relativamente a quel periodo (III millennio a.c.) ed è stata esposta nel 2016 a Cagliari alla mostra Eurasia tenutasi a Palazzo di Città, come uno dei più antichi e preziosi reperti.

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La segreteria nazionale del Partito Democratico, per il tramite di Matteo Ricci, Responsabile del Dipartimento Autonomie ed Enti Locali, fa propria l’istanza presentata da 52 segretari provinciali del Pd che sollecitano l’impegno dei propri rappresentanti governativi e parlamentari nel trovare soluzioni idonee a porre rimedio all’insostenibile carenza di risorse finanziarie in cui versano le Province di tutta Italia.

Nel documento è presente anche un richiamo specifico agli Enti intermedi delle Regioni a Statuto speciale, il cui inserimento è stato richiesto dai Segretari Provinciali del PD della Sardegna: Daniela Forma (Nuoro), Gian Piero Cordedda (Sassari), Daniele Reginali (Sulcis Iglesiente), Stefano Musanti (Medio Campidano), Tomaso Visicale (Olbia), Davide Burchi (Ogliastra), Francesco Lilliu (Cagliari) ed Alessio Mandis (Oristano).

«La richiesta di impegno sul fronte delle Province – dichiarano i segretari provinciali del Partito Democratico – è stata formalizzata nell’incontro convocato a Roma dal responsabile Enti locali della segreteria nazionale per il 6 di luglio.»

In tale sede, unitamente alle questioni prettamente interne del partito, i segretari provinciali del Pd hanno rappresentato la situazione di difficoltà nella quale versano i rispettivi Enti intermedi e hanno sottolineato come questa si traduca in maniera sempre più visibile in disservizi per tutti i cittadini.

«Risulta fondamentale – proseguono i segretari provinciali del Partito democratico – garantire maggiore sicurezza sulla viabilità secondaria, adeguate manutenzioni per le Scuole superiori e per la cura del territorio. Per poter raggiungere questo obiettivo, le Province Italiane devono essere messe nelle condizioni di poter chiudere in equilibrio i loro Bilanci per il 2017 e gli anni successivi.»

«Per queste ragioni – sottolineano ancora i segretari provinciali del Pd – abbiamo richiesto e ottenuto dalla segreteria nazionale del Partito Democratico un impegno preciso da parte dei nostri rappresentanti nel Governo.»

«Accogliamo pertanto favorevolmente – concludono i segretari provinciali del Partito Democratico – l’impegno del Governo, su dichiarazione della sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Maria Elena Boschi, a garantire ulteriori 100 milioni di euro alle Province e alle città metropolitane per far fronte alla delicata situazione finanziaria nella quale versano. Tali risorse aiuteranno i nostri Enti Intermedi a garantire il rispetto dei diritti essenziali dei cittadini dei nostri territori.»

 

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250 giovani hanno risposto all’appello di “Agorà – Energie Democratiche” al Teatro Massimo di Cagliari, da dove hanno chiesto un congresso straordinario del partito, possibilmente prima del referendum costituzionale.

«Questo è un luogo aperto al confronto che da tanto tempo manca in questo partito – ha spiegato in chiusura uno dei promotori, Pietro Morittu, consigliere comunale a Carbonia e segretario particolare dell’assessore regionale dei Trasporti, Massimo Deiana – vogliamo richiamare il popolo delle primarie a decidere ed eleggere la nuova classe dirigente. Spero che da qui esca il futuro candidato alla segreteria del Pd.»

Il primo a intervenire è stato Yuri Marcialis, assessore dello Sport del comune di Cagliari: «Sinora come Pd sardo abbiamo parlato tra di noi e su di noi, ma non della Sardegna, le discussioni devono ritornare a farsi negli organismi di partito e non in direttorii». «Sul rinnovamento – ha aggiunto – ce n’è stato uno iniziale dei gruppi dirigenti locali, alcuni di noi sono stati chiamati a ricoprire incarichi di partito, anche importanti, ma è stato reso inaccessibile il Partito regionale, firmamento inarrivabile composto da stelle fisse».

«E’ arrivato il momento – ha sottolineato Mauro Usai, presidente del Consiglio comunale di Iglesias  e segretario regionale dei giovani democratici – di chiedere con forza il congresso, anche prima del referendum: quale migliore occasione per parlare della Riforma costituzionale? Riprendiamo il contatto con la base e gli elettori.»

«L’assemblea del 19 settembre risulta completamente delegittimata – ha detto Alessio Mandis, segretario del Pd provincia di Oristano – chi ha la guida del partito è stanco, noi abbiamo invece la forza e il coraggio.»
«Se il quadro dirigente non ce la fa, allora va cambiato – ha sottolineato Davide Burchi, segretario democratico ogliastrino – per questo occorre far partire la fase congressuale già nei territori.»

I lavori sono stati conclusi da Pietro Morittu: «E’ bello vedere la sala piena, da oggi bisogna costruire una proposta, nelle prossime settimane molti di noi saranno impegnati in iniziative di questo tipo».

Pietro Morittu e Mauro Usai.

Pietro Morittu e Mauro Usai.