6 July, 2022
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UST CISL Sulcis Iglesiente: «Ad oltre un anno dall’inizio della pandemia, si continua a gestire le attività di tracciamento con modalità improvvisate ed emergenziali»

La comunicazione inviata ai sindaci nella giornata del 7 maggio, dall’ATS recante la “richiesta in via precauzionale di voler considerare la possibilità di chiusura” delle attività scolastiche e trasporti, riecheggia il suono di un’autodenuncia.
Ad oltre un anno dall’inizio della pandemia, si continua a gestire le attività di tracciamento con modalità improvvisate ed emergenziali, senza programmazione né potenziamento del servizio, contando sulla dedizione e sull’impegno del personale, appena sufficiente in condizioni normali è del tutto sottorganico in una situazione come quella attuale.
Questa inadeguatezza organizzativa si ripercuote gravemente sulle attività didattiche del territorio: proprio nel momento in cui nel resto del Paese si aprono spiragli di ripresa, i nostri bambini, ragazzi e giovani dovranno attendere ulteriori 14 giorni prima della ripresa.
A ciò si aggiunga il grave disagio che si reca alle scuole paritarie e, ancora di più, a quelle private, che rendono alle famiglie un importante servizio complementare rispetto all’istituzione pubblica, ma il cui tessuto economico si regge in prevalenza sulla frequenza degli iscritti sostenitori di retta, incrementando così nel territorio il novero delle imprese già in grave sofferenza.
I provvedimenti dei sindaci sono, in questa situazione, dovuti e necessari, ma è ormai evidente che l’attuale gestione non riesca a far fronte alle accelerazioni dei contagi, col rischio di portare la situazione fuori controllo, estendendo i blocchi anche alle altre attività produttive.
Le stesse criticità si rilevano nella conduzione della campagna vaccinale, che continua a palesare grosse falle, con intere categorie di popolazione che sono state lasciate indietro.
È il caso delle persone “fragili” e dei familiari che si prendono cura di loro (caregiver), i quali attendono la convocazione a valere su liste specifiche a loro dedicate, ma che in realtà stanno subendo pesanti ritardi rispetto al resto dei cittadini, nonostante la loro condizione che meriterebbe maggiore tutela e attenzione.
Per questi soggetti è necessario attuare le buone pratiche già avviate in altri presidi e ASSL, consentendo di effettuare le vaccinazioni direttamente all’interno dei centri di cura.
Occorre inoltre, per una maggiore efficacia, valutare se tra il personale medico e paramedico ci siano disponibilità per ampliare il parterre degli addetti alle vaccinazioni e, in caso contrario, trovare ogni soluzione idonea a superare la situazione attuale, garantendo tempi certi.
Da ultimo, ricordando che con Circolare interministeriale del 12 aprile 2021 sono state trasmesse le “Indicazioni ad interim per la vaccinazione nei luoghi di lavoro”, si auspica un incremento delle dosi in arrivo, in maniera tale da poter attivare dei punti vaccinali territoriali destinati alle lavoratrici e ai lavoratori.
La Segreteria UST CISL Sulcis Iglesiente

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giampaolo.cirronis@gmail.com

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