17 June, 2021
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A causa di lavori di manutenzione delle condotte, programmati da Abbanoa presso la località Cuccuru Tiria, è possibile un’interruzione idrica alle utenze di Iglesias nell’orario notturno compreso tra le ore 22.00 dell’8 febbraio e le ore 6.00 del 9 febbraio.

Le possibili limitazioni non riguarderanno le frazioni minori del comune di Iglesias.

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Sono 169 i nuovi casi di positività al Covid-19 accertati nelle ultime 24 ore in Sardegna, 3.320 i test eseguiti. Salgono a 39.248 i casi di positività dall’inizio dell’emergenza. In totale sono stati eseguiti 596.329 tamponi. Si registrano 5 decessi (1.010 in tutto). Sono 403 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (+5 rispetto al dato di ieri), 29 (+1) i pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 14.274. I guariti sono complessivamente 23.303 (+217), mentre le persone dichiarate guarite clinicamente nell’Isola sono attualmente 229.

Sul territorio, dei 39.248 casi positivi complessivamente accertati, 9.065 (+50) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 6.320 (+13) nel Sud Sardegna, 3.300 (+34) a Oristano, 7.854 (+36) a Nuoro, 12.709 (+36) a Sassari.

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«Tutti gli impegni presi dall’assessore Fasolino e dal presidente Solinas sulla Sotacarbo sono stati disattesi.» E’ quanto emerso nel corso dell’assemblea generale tenutasi oggi per esaminare la grave situazione economica che sta attraversando il Centro Ricerche.
«Ad aggravare ulteriormente il quadro complessivo è il silenzio assordante da parte della RAS (socio al 50%) verso il Socio ENEA, i vertici Sotacarbo e le OO.SSsi legge in una nota firmata dai segretari Emanuele Madeddu, Gianrico Cuboni e Pierluigi Loi e dai rappresentanti della RSU Ivo Puddu, Alberto Plaisant ed Alberto Porcu -. Negli ultimi mesi TUTTI i tentativi formali ed informali fatti per affrontare i problemi strutturali della Sotacarbo con la RAS sono stati IGNORATI. Questo ha generato il quasi totale blocco delle attività di ricerca, METTENDO A RISCHIO GLI STIPENDI DEI LAVORATORI.»
«L’assemblea si interroga su come sia possibile che gli impegni assunti dalla massima carica del Governo regionale vengano disattesi nel silenzio generale, quando da parte di tutte le forze politiche (di maggioranza e opposizione) è sempre stata riconosciuta la qualità del lavoro svolto dai Ricercatori Sotacarbo e la valenza strategica che l’azienda riveste nel settore delle tecnologie a basse emissioni inquinanti a livello nazionale ed internazionaleaggiungono i rappresentanti dei lavoratori -. Un’ulteriore fonte di forte preoccupazione è la notizia che ad OGGI il socio RAS non ha confermato la presenza all’assemblea ordinaria e straordinaria convocata per l’11 febbraio (prima convocazione) e per il 15 febbraio (seconda convocazione) nella quale si deve formalizzare il passaggio al 51% delle quote da parte della RAS, come già ipotizzato nel mese di luglio.»
«L’Assemblea prende atto dell’immobilismo della RAS e concorda la necessità di intraprendere una iniziativa forte e duratura, volta a sensibilizzare le parti in causa a rispettare gli impegni presi, ed evitare che la Sardegna lasci morire nel silenzio un’eccellenza della ricerca. Sulla base di quanto descritto l’Assemblea di concerto con le OO.SS territoriali e regionali, decide di proclamare uno sciopero permanente, nel rispetto delle normative Covid-19, a partire dal 9 febbraio presso la presidenza della Regione Sardegna (villa Devoto Cagliari) e mercoledì 10 presso il Consiglio regionale della Sardegna al fine di sensibilizzare anche i Capigruppo sul fatto che nelle ultime settimane nulla è cambiatoconcludono i rappresentanti dei lavoratori -. Lo stato di agitazione non terminerà sino a quando non verrà affrontata concretamente la vertenza Sotacarbo, oramai in una condizione di forte drammaticità, per questo motivo si proseguirà con un Sit-In permanente presso la sede della Presidenza della Regione.»

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A distanza di poche ore dal burrascoso finale della partita Carbonia-Latina, con le accese contestazioni  al direttore di gara, Gabriele Sacchi di Macerata, per la mancata concessione del calcio di rigore per un intervento in area su Marco Piredda, ammonito per simulazione e quindi espulso dal campo perché già ammonito in precedenza, e per altre discusse decisioni assunte nel corso della partita. puntuali, sono arrivate le squalifiche. Il giudice sportivo ha inflitto tre giornate di squalifica al tecnico del Carbonia, Marco Mariotti, «per avere, al termine della gara, rivolto espressioni irriguardose all’indirizzo del Direttore di gara. Tale comportamento si protraeva per circa due minuti». Appiedati per una giornata Marco Piredda, per doppia ammonizione, e Riccardo Cestaro, per recidività in ammonizioni. La società Carbonia Calcio ha ricevuto inoltre un’ammenda di 500,00 euro, «per indebita presenza al termine della gara di persona non identificata ma chiaramente riconducibile alla società, la quale nei pressi dello spogliatoio, rivolgeva espressione irriguardosa all’indirizzo del direttore di gara».

Domenica, sul campo della Vis Artena, dunque, il Carbonia non avrà Marco Mariotti in panchina, che salterà anche la sfida successiva con la capolista Monterosi (14 febbraio) e il successivo derby di Sassari con la Torres (la sua ex squadra), in programma il 21 febbraio, a meno che, nel frattempo, non dovesse essere fissato il recupero della partita casalinga con l’Insieme Formia. E il tecnico dovrà ovviare alle assenze di Marco Piredda e Riccardo Cestaro.

Il giudice sportivo ha avuto la mano pesante anche nei confronti del tecnico del Muravera, Francesco Loi, squalificato anche lui per tre giornate, dopo essere stato «allontanato per avere rivolto espressioni irriguardose all’indirizzo del Direttore di gara. Al termine della stessa, all’ingresso nello spogliatoio rivolgeva ulteriori espressioni irriguardose all’indirizzo dell’arbitro».

Il giudice sportivo ha inflitto una giornata Marco Fresi, vice allenatore dell’Arzachena Academy, allontanato dal campo per doppia ammonizione.

Diversi i calciatori delle squadre sarde squalificati.

Calciatori espulsi dal campo:

Due giornate a Luis Kacorri dell’Arzachena Academy, espulso «per avere rivolto espressione irriguardosa all’indirizzo del direttore di gara mentre lanciava davanti a sè una borraccia piena d’acqua in segno di stizza».

Due giornate anche a Enrico Geroni del Muravera, «per avere, a gioco fermo, calciato il pallone con violenza all’indirizzo di un avversario che si trovava a terra colpendolo alla schiena».

Una giornata a Luca Manca dell’Arzachena Academy, «per intervento falloso su un calciatore avversario lanciato a rete senza ostacolo».

Una giornata a Riccardo Pinna della Torres, per doppia ammonizione.

Squalifiche per recidività in ammonizioni:

Samuel Bachini dell’Arzachena Academy

Daniele Bianchi del Latte Dolce Sassari

Ammoniti con diffida:

Augustin Olivera Scalabrini dell’Arzachena Academy

Christian Rutjens Oliva della Torres.

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Il Consiglio regionale ha votato in commissione un provvedimento che nei giorni scorsi ha destato molto scalpore e su cui vorrei fare una breve riflessione.
È assolutamente normale, nell’insediamento di una nuova Giunta, assumere uno staff di persone fidato che possa aiutarti nel difficile compito di governare una Regione. Tuttavia non bisognerebbe abusare di questo importante strumento e si dovrebbe assumere nuovo personale in un numero adeguato alle esigenze organizzative.
Invece, mentre la Sardegna è in ginocchio per gli effetti della Pandemia, il Presidente Solinas e la sua Giunta pensano bene di aumentare le spese per lo staff in modo spropositato; con una legge che verrà discussa in aula tra poche ore, assumerà 32 (TRENTADUE!) persone per un costo stimato di sei milioni di euro.
Una cosa fuori dal decoro.
Io e il partito che rappresento, Articolo Uno, siamo dalla parte di chi è impegnato dentro e fuori dall’aula del Consiglio Regionale per protestare contro questa misura assurda e inconcepibile.

Luca Pizzuto
Segretario Regionale di Articolo Uno

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Due giorni di trattamento anti larvale per prevenire il proliferare delle zanzare nel territorio comunale di Sant’Antioco. Lunedì 15 e martedì 16 febbraio è in un programma un piano di interventi inserirti nell’ambito della lotta alle zanzare, che verranno effettuati nei punti più sensibili del centro urbano di Sant’Antioco, là dove possono riprodursi le larve. Il trattamento è assicurato con continuità dalla “Proservice”, società in house della Provincia del Sud Sardegna e della Città Metropolitana di Cagliari.

Ma accanto al lavoro degli enti pubblici, si colloca quello di straordinaria importanza che ogni singolo cittadino può adottare con piccoli accorgimenti per contenere il fenomeno.  Alcune specie di zanzare presenti nel nostro territorio possono trasmettere malattie infettive, in particolare la zanzara tigre (Aedes albopictus) e la zanzara comune (Culex pipiens). Le zanzare, occorre tenerlo sempre a mente, compiono parte del loro ciclo vitale in acqua. La collaborazione dei cittadini, dunque, è molto importante.

Ecco alcune regole d’oro:

–          Metti al riparo dalla pioggia tutto ciò che può contenere acqua (barattoli, annaffiatoi, sottovasi, eccetera)

–          Provvedi alla pulizia periodica di sottovasi e contenitori dall’acqua in giardino e balcone;

–          Se possiedi una piccola vasca ornamentale inserisci piccoli pesci come gambusie, che si nutrono delle larve di zanzara;

–           Chiudi con coperchi o con contenitori in plastica bidoni e recipienti che non possono essere spostati;

–          Se possiedi una piscina sia privata che in impianto sportivo, quando non è utilizzata ricordati di svuotarla o coprirla con idonee strutture;

–          Sigilla e sistema i pozzetti fognari in modo che non perdano liquami;

–          Pulisci e fai manutenzione con frequenza in modo da evitare ristagni d’acqua in caditoie esterne, chiusini e grondaie presenti in cortile o giardino;

–          Ricopri con strutture idonee o reti zanzariere gli scarichi interni di locali quali vani ascensore, cantine e autorimesse;

–          Quando soggiorni all’aperto proteggiti con repellenti cutanei seguendo attentamente le indicazioni riportate sulle confezioni;

–          Non abbandonare oggetti quali contenitori di qualsiasi natura e dimensione dove possa accogliersi acqua piovana o d’irrigazione.

La consigliera comunale dei Riformatori sardi Valentina pistis ha presentato un’interpellanza al sindaco di Iglesias, Mauro Usai, e all’assessore competente, sul progetto “I giardini possibili” – ex orfanotrofio infanzia e patria – associazione Casa Emmaus impresa sociale.

Valentina Pistis sottolinea che il progetto per le finalità che si pone non può che essere ritenuto valido e che, dagli atti in suo possesso, non emerge finanziamento alcuno, a parte quello indicato con la delibera n. 10 del 2018 pari ad euro 10.000,00 e che non si comprende con quali somme vi sia copertura finanziaria. E ancora che dal 2018 ad oggi non si conoscono i risultati del progetto.

Valentina Pistis, infine, interpella il sindaco o l’assessore competente per materia per sapere:

  1. quali sono i risultati ottenuti dal 2018 ad oggi;
  2. quali somme sono state stanziate e dal 2018 ad oggi;
  3. con quali somme è prevista la copertura finanziaria del progetto di cui sopra;
  4. perché l’amministrazione comunale non ha programmato il recupero anche della struttura che insiste sul terreno dell’ex orfanotrofio pensando ad una riconversione totale del dell’intero compendio. 

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Un pensionato 69enne di Carbonia è stato denunciato a piede libero dai carabinieri per atti persecutori (stalking) nei confronti dell’ex convivente 64enne. L’uomo ha da tempo intrapreso una sistematica opera di persecuzione nei confronti della donna, residente a Carbonia, vedova, pensionata, e del 74enne nuovo compagno di lei. Le due vittime hanno denunciato ai carabinieri che il pensionato continua a render loro la vita impossibile, anche dopo che, terminata la propria custodia in carcere, in relazione ad analoghe pregresse vicende, il 69enne è tornato a tormentarli. Dal mese di settembre 2020 infatti, in più occasioni l’uomo avrebbe posto in essere condotte vessatorie e persecutorie nei loro confronti, con pedinamenti e appostamenti sotto la loro abitazione, cagionando alle vittime un costante, forte stato d’ansia e di timore. L’irriducibile persecutore, su disposizione del Tribunale di Cagliari – Sezione GIP, è stato altresì sottoposto alla misura dell’obbligo della presentazione alla P.G., nella speranza che le paternali dei carabinieri possano aver un effetto benefico su di lui, stimolandone una senile saggezza, ed altresì il “divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle parti offese”. Qualora dovesse perseverare in tali comportamenti vessatori, il prossimo passo potrebbe essere la detenzione domiciliare, in una spirale di progressivi aggravamenti delle misure cautelari impostegli.

 

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Sono ripresi gli sbarchi sulle coste del Sulcis. Dopo i 18 algerini bloccati dai carabinieri tra ieri sera e questa mattina a Sant’Antioco e Teulada, le motovedette della Guardia di finanza hanno bloccato altri tre barchini. Il primo, con 6 migranti a bordo, è stato intercettato al largo dell’Isola di Vacca intorno a mezzogiorno e gli algerini sono stati scortati fino al porto di Sant’Antioco. Un secondo barchino è stato intercettato dal guardacoste “Casotti” del Reparto operativo aeronavale di Cagliari, al largo di Teulada, con a a bordo 11 algerini, trasferiti in porto a Sant’Antioco. Il terzo barchino è stato raggiunto dalla motovedetta della Guardia di Finanza. A bordo aveva 12 persone, tra le quali una donna incinta.

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In questa situazione di grave difficoltà e sospensione per i lavoratori della Rwm, il Comitato Riconversione Rwm per la Pace ed il Lavoro sostenibile rinnova l’appello a tutti i soggetti interessati, affinché colgano le priorità per lo sviluppo, adesso che la pandemia ha evidenziato quanto la salute e la vita debbano essere alla base di ogni scelta.
«Ci rivolgiamo, ancora una volta, ai sindacati e ai politici regionali, ai sindaci, alle giunte e ai consigli comunali, ma anche alle autorità religiose delle diverse confessioni e alla società civile, perché guardino con lungimiranza alla situazione che si è creata in seguito al provvedimento del Governo relativo all’esportazione di missili e bombe d’aereo verso Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti e concorrano, ciascuno per ciò che gli compete, a dare una svolta pacifica all’economia del territoriosi legge in una nota -. La decisione del Governo non è un dispetto alla Sardegna, né un provvedimento “ad aziendam”, ma l’effetto dell’applicazione di una legge dello Stato, in linea con il Trattato internazionale sul commercio delle armi, diverse risoluzioni dell’ONU e la PESC (politica estera e di sicurezza comune) dell’UE. Il diritto internazionale non consente che si vendano armi a paesi in guerra o in palese violazione dei diritti umani. Il Governo, seguendo l’indirizzo del Parlamento, ha applicato la legge. Da anni, diversi schieramenti hanno dichiarato la loro contrarietà a quel tipo di esportazione, richiamando la L. 185/90. È il caso delle mozioni di M5S, PD, LEU, FdI, F.I., Lega.»
«Molti parlamentari, compreso il commissario della Lega in Sardegna, hanno firmato la mozione parlamentare del 24/06/2019, che ha generato la sospensione delle licenze verso l’Arabia Saudita a luglio 2019.
Le industrie belliche conoscono le norme internazionali e la legislazione italiana e, infatti, si organizzano, con la flessibilità e la precarietà della manodopera interinale, per assecondare le fluttuazioni della richiesta e i possibili mutamenti delle autorizzazioni governative. Si tratta infatti di lavoratori che possono essere scaricati in qualsiasi momento, ai quali, a scadenza di contratto, non spetta neppure la cassa integrazione.
Parliamo di industrie belliche perché riteniamo fuorviante l’etichetta “industria del settore difesa” applicata alla fabbrica di bombe di Domusnovas Iglesias. Si tratta di un’azienda che nel 2019 ha destinato all’Italia solo l’1% della produzione e all’UE il 3%, mentre la grande fetta della produzione è andata a nazioni più volte giudicate, da osservatori internazionali super partes, aggressive e non rispettose dei diritti umani, impegnate peraltro nel peggiore conflitto dalla seconda guerra mondiale ad oggi, in Yemen (fonte ONU).
Se Parlamento e Governo hanno ritenuto opportuno revocare la licenza di vendita all’Arabia Saudita è perché l’uso che quella nazione ha fatto delle bombe Rwm non è certamente difensivo.
Per appurarlo ci sono voluti giornalisti e politici coraggiosi e tenaci e una società civile attenta e ostinata. Dovevamo aspettare anni per arrivare alla conclusione di oggi? E in che modo possiamo avere garanzie che il lavoro delle nostre mani non concorra più a distruggere altri paesi del mondo, dai quali non dobbiamo certamente necessità di difenderci?
Risolvere la crisi dell’occupazione armiera aumentando il mercato interno delle bombe non ci sembra una buona idea: l’Italia deve proprio munirsi di migliaia di bombe, in un momento in cui la pandemia con i suoi drammi, e con le risorse europee in arrivo, indica decisamente altre direzioni?
Poniamoci nell’ottica del lavoro e non dell’impresa che, a fronte di pochi stipendi sicuri e di altri fluttuanti, realizza profitti enormi, solo in minima parte reinvestiti nel nostro territorio.
Serve davvero allo sviluppo della Sardegna ospitare un’attività che, anche quando rispetta tutti i parametri di sicurezza, è comunque ad alto rischio d’incidente, sia in loco che quando trasporta tonnellate e tonnellate di bombe attraverso le nostre strade e i nostri porti e aeroporti?
Siamo contrari alla guerra, provocata quasi sempre da motivi economici, tra cui la volontà di incrementare la vendita di produzioni belliche; siamo contrari alle vendite di navi e aerei da guerra e chiediamo da tempo che si fermino anche quelle.»
«La pace è fatta di scelte concrete, economiche e politiche e non nasce da sé. Auspichiamo che il nostro territorio e la nostra Isola siano nel mondo un faro di pace e che la nostra gente non debba vivere di guerreconclude la nota -appello -. Noi facciamo, da sempre, la nostra parte di cittadini attivi, ma le leve del territorio sono in mano alla politica che, in sinergia con i sindacati, avrebbe la possibilità di costruire un avvenire di pace e benessere. Naturalmente tutto questo può avvenire soltanto con scelte coraggiose, libere e lungimiranti, come quella della riconversione ad una produzione pacifica, duratura e sostenibile, di uno stabilimento pensato per produrre, a migliaia di pezzi l’anno, orribili ordigni di morte. Non perdiamo questa occasione! Che si inizi, finalmente, a lavorare tutti e tutte insieme, per dare ai lavoratori e al territorio, una nuova prospettiva di sviluppo!»