Ancora incendi in Sardegna, dieci, a Siliqua e Sindia sono dovuti intervenire anche i mezzi aerei della flotta regionale e nazionale.
A Siliqua, in località Serra Cannisoni, lo spegnimento è stato coordinato dal personale della stazione del Corpo forestale di Siliqua, coadiuvato dal personale a bordo degli elicotteri provenienti dalle basi del CFVA di Pula. Sono intervenute una squadra dell’Agenzia Forestas del cantiere di Siliqua-Sa Marchesa e due squadre di volontari di Siliqua-Pan e Santadi-V.E.A. Le operazioni di spegnimento dei mezzi aerei si sono concluse alle ore 16.37.
A Sindia, in località Nuraghe Moresa, lo spegnimento è stato coordinato dal personale della stazione del Corpo forestale di Macomer coadiuvato dal personale a bordo dell’elicottero della base CFVA di Bosa. Sono intervenuti i barracelli della Compagnia di Sindia ed una squadra dell’Agenzia Forestas del cantiere di Macomer-Sant’Antonio.
In occasione delle festività estive dedicate a San Sebastiano, Elmas si prepara ad accogliere venerdì 30 e sabato 31 agosto una serie di eventi religiosi e civili che coinvolgeranno l’intera comunità e i visitatori.
L’evento curato dal Comitato di San Sebastiano è il quinto appuntamento del calendario di Elmas in Festa, manifestazione organizzata dal comune di Elmas e promossa dalla Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, con il sostegno della Fondazione di Sardegna e il coordinamento dell’associazione Enti locali per le Attività culturali e di Spettacolo. L’obiettivo è rispondere alle esigenze della cittadinanza e valorizzare il territorio attraverso una varietà di manifestazioni, che spaziano dallo spettacolo comico alla musica, includendo eventi culturali profondamente radicati nella tradizione locale.
«Sono molto felice che quest’anno si riprendano i festeggiamenti di San Sebastiano in questa veste estiva. Solitamente – dichiara la Sindaca di Elmas Maria Laura Orrù – la festa si tiene nel periodo invernale, essendo San Sebastiano il nostro patrono, ma quest’anno, grazie all’impegno del rinnovato Comitato di San Sebastiano, composto in gran parte da giovani ragazzi, possiamo celebrare questa importante occasione anche in estate. Un ringraziamento speciale va a Don Marco, che ha creduto molto in questo progetto, e a tutti i ragazzi che stanno lavorando con entusiasmo per rendere questo evento un successo.»
«Siamo un comitato di giovani costituitosi nel dicembre 2023, su richiesta di Don Marco Orrù, parroco di Elmas, con l’obiettivo di riportare la festa del nostro Patrono, San Sebastiano, nella nostra comunità – racconta Federico Mura, componente del Comitato per i Festeggiamenti di San Sebastiano -. La festa ufficiale di San Sebastiano si celebra il 20 gennaio, ma abbiamo deciso di organizzare anche una ricorrenza estiva, scegliendo una stagione più favorevole dal punto di vista climatico. Per questo motivo, abbiamo ideato una serie di spettacoli di intrattenimento adatti a tutte le età, con l’intento di far conoscere e apprezzare questa tradizione anche nei paesi dell’hinterland metropolitano e a tutti coloro che desiderano unirsi ai festeggiamenti.»
Il programma religioso vedrà il suo culmine sabato 31 agosto, con la celebrazione della santa messa alle ore 19:00 presso la chiesa di San Sebastiano Martire. Subito dopo, alle 20.00, la tradizionale processione attraverserà le vie del paese, offrendo un momento di raccoglimento e partecipazione collettiva che unisce la comunità attorno alla figura del Santo Patrono.
Parallelamente, il programma civile si svolgerà nella piazza antistante la chiesa di Elmas. La serata di venerdì 30 agosto sarà animata dal dj Sandro Murru, che a partire dalle 21:30 coinvolgerà il pubblico con il suo dj show. Sabato 31 agosto invece, sempre alle 21.30, la compagnia teatrale filodrammatica Lasalliana presenterà lo spettacolo “Is Tres Testamentus”, offrendo un momento di cultura e intrattenimento per tutti i presenti.
«Come Amministrazione comunale non potevamo che sostenere questo evento e speriamo che possa essere l’inizio di un percorso sempre più importante e significativo – conclude la sindaca di Elmas -. Il programma che è stato organizzato è davvero interessante sia dal punto di vista religioso che civile con momenti di intrattenimento come il dj show di Sandro Murru, che sta riscuotendo grande successo nelle piazze. È davvero gratificante vedere come un gruppo di giovani, giovanissimi addirittura, stia facendo un lavoro così brillante e appassionato. Questo dimostra quanto sia viva la nostra comunità e quanto possiamo ancora fare insieme.»
Si chiama “Pula Letteraria, oltre i confini” ed è la seconda edizione di un Festival culturale che, nello spazio di tre giorni, dal 29 al 31 agosto, vuole ripetersi e superarsi nell’obiettivo, già centrato bene lo scorso anno, di tracciare e regalare un nuovo indirizzo, un sentiero di conoscenza e scoperta che possa abbattere le barriere di qualsiasi natura ed essere percorso da chiunque, a prescindere dalle abilità personali, portando così lo spettatore oltre ogni confine.
Oltre ogni confine è un concetto davvero ampio, che vuole includere tutto e tutti/e: confini e barriere fisiche, psicologiche, confini reali e immaginari, sociali e convenzionali. La cultura ha infatti il grande potere – diciamo anche terapeutico – di essere inclusiva e andare oltre tutto ciò che l’uomo tendenzialmente prova a catalogare, inscatolare, definire, circoscrivere, confinare.
Il Festival è stato fortemente voluto dalla Fondazione Pula Cultura diffusa in collaborazione con il Comune. Durante le tre giornate dell’evento saranno presenti autori di libri, artisti, istituzioni e associazioni.
Il Festival ha il potere di trasformare il centro di Pula in un vivace crocevia di idee, riflessioni, ispirazioni artistiche, dove le persone non solo si incontrano per celebrare la magia delle parole scritte, del linguaggio dei segni e della musica, ma diventano esse stesse parte di questa espressione artistica.
La manifestazione si presenta quest’anno con un ricco programma, che sarà itinerante sia per i vari punti di incontro di Pula che nel sito di Nora – che spazia dalla narrativa alla saggistica, dalla poesia alla grafica, garantendo momenti di riflessione, scoperta e intrattenimento per tutti i gusti. L’obiettivo è quello di creare un ambiente accogliente e stimolante dove la cultura possa fiorire e diffondersi, promuovendo il dialogo e lo scambio tra diverse generazioni e culture.
Tra gli ospiti presenti, nomi di spicco isolani e nazionali. Torna per il secondo anno a condurre magistralmente il Festival Dario Vergassola, che si era già affermato vero mattatore delle serate dello scorso anno. Ad aprire la manifestazione a Nora due nomi di tutto rispetto come Giuseppe Cruciani, che porterà il suo controverso “Via Crux” libro nel quale esplora con audacia il tema dell’egoismo come motore del progresso e della società; e Cecilia Sala con“L’incendio”un reportage tra Iran, Ucraina e Afghanistan.
All’ex Pretura Regia di Pula saranno ospiti Elisa Pila, Collettivo Elias Madreu, Mario Fadda e Umberto Oppus, e l’amatissima Elvira Serra che porta“L’Altra. Storia di un’amante” romanzo che affronta il tema dell’infedeltà e delle relazioni clandestine e di tutto ciò che porta questo nella vita delle persone, nelle loro riflessioni e nel loro stare appesi ai sentimenti, ma oltre i confini definiti dai contratti stabiliti dentro le relazioni umane.
Il 30 agosto a Nora spazio ai racconti di illustri personaggi come Oscar Farinetti, con il suo libro“Dieci mosse per affrontare il futuro”, e Pif. Quest’ultimo incanterà il pubblico con la sua ultima fatica, il romanzo “La disperata ricerca d’amore per un povero idiota”. Già il titolo promette grandi dibattiti.
A casa Amat a Pula invece potete trovare: Paolo Roversi, Piergiorgio Pulixi, Roberto Pili.
Il 31 agosto Dario Vergassola presenta a Nora “Liguria, terra di mugugni e di bellezza”, una guida per la sopravvivenza divertente e ricca di dritte imperdibili per tutti i forestieri che vogliano visitare l’affascinante Liguria. A seguire Andrea Vitali e Sara Bilotti.
Mentre Vanessa Roggeri, Lorenza Gentile e Lorenzo Scano accoglieranno il loro pubblico all’ex Pretura Regia di Pula.
Conto alla rovescia per il Marballu’s festival, virtuosismi circensi, teatro di narrazione, musica e buon cibo da giovedì 29 a sabato 31 agosto nella splendida cornice del Parco del Canale del Generale a Carloforte per l’organizzazione dell’associazione Bötti du Shcöggiu con la direzione artistica di Susanna Mannelli.
Domani, martedì 27, e mercoledì 28 agosto si comicia però a scaldare i motori con i Prodromi del festival, due appuntamenti in due luoghi amatissimi del borgo tabarkino: la Vecchia tonnara e la spiaggia di Lucaise.
Domani si parte dalla Vecchia tonnara dove alle 19,45 sarà presentato Ma Chair Monde, una performance di teatro danza dell’artista visivo e coreografo di origini afro-caraibiche Alexandre Fandard. Un viaggio immersivo all’interno dello studio di un pittore che realizzerà un’opera dal vivo usando una frusta come pennello, a simoboleggiare tutte le condizioni di schiavitù. Lo spettacolo è una vera novità per il festival, che per la prima volta dedica spazio all’arte figurativa.
Mercoledì l’appuntamento è alle 19,30 nella spiaggia di Lucaise dove nella residenza A Cova la compagnia Circo el Grito presenterà Il noto e L’ignoto, spettacolo tra narrazione, virtuosismi circensi, musica dal vivo e illusionismo che vedrà sul palco Giacomo Costantini, considerato tra i pionieri del circo contemporaneo in Italia, insieme all’attrice Clio Gaudenzi. Si tratta di un work in progress che utilizza il “veroscopio”: vedere una cosa significa disvederne delle altre, e con il veroscopio si può.
La poesia è tra i tanti doni di scrittura che il compianto Paolo Pulina (Ploaghe 1948 – Pavia 2024) ha prodotto ed elargito con generosità, riscuotendo sempre crediti di grande considerazione.
La sua competente, appassionata e disponibile attenzione per l’arte della poesia ha significato anche la valorizzazione o la riscoperta di diverse voci e forme poetiche della tradizione sarda (gosos, atitidos, etc.) e dell’attualità lirica in limba ed in italiano. Significativo interesse poetico, già espresso in età giovanile con il saggio “La poesia dialettale in Sardegna negli anni 1963-1965”, e premiato nel 1966 all’undicesima edizione del “Città Ozieri”. Il saggio, con la “storica” intervista-conversazione al poeta Giommaria Pulina ‘Ranzolu’, venne pubblicato nel 1982 dalla Nuova Tipografia Popolare di Pavia.
Paolo Pulina, figura di intellettuale e attiva personalità nel mondo dell’emigrazione sarda organizzata, ha vissuto pienamente e intensamente l’attività pubblicistica; innumerevoli le pubblicazioni di carattere storico, saggistico e letterario relative a Ploaghe, la Sardegna e la provincia di Pavia.
Da custode e conoscitore del patrimonio poetico degli autori ploaghesi, si è prodigato ad alimentarne la conoscenza con studi critici, articoli biografici e le ricorrenti mirate citazioni e ricordi nei suoi molteplici volumi di memorie su Ploaghe e Logudoro. In assoluto disinteresse alla “materialità” ha lavorato con totale impegno alla valorizzazione e tutela della limba, facendo veicolare complessivamente tutta la poesia delle diverse parlate dell’Isola. Particolarmente attento, e non poteva essere altrimenti, ai poeti di Ploaghe: Lorenzo Ilieschi, Foricu Paba, Antonio ‘Giorgio’ Satta, Antonio Spensatellu, Elias Busellu, Giommaria Pulina ‘Ranzolu’, Antonio Michele Salis, Baingio Sini, Salvatore Budroni, Gerolamo Zazzu, Luca Mele e ai popolari aedi locali dell’Ottocento (Francesco Brandino, Francesco Fais, Luigi Marongiu, Gavino Luigi Salis).
Da poeta è stato interprete razionale e sensibile nell’immaginare versi a misura e nel metro dell’umanità; creati come elementi di senso, tra sonorità e ritmi, da collocare nel rapporto di equivalenza tra significanti e significati. Una democrazia di parole “ordinate”, i suoi versi dal linguaggio vitale e dinamico, per costruire le operazioni della poesia ed offrire un messaggio e un orientamento critico da sviluppare nel segno della memoria storica e culturale.
Di assoluto valore poetico i componimenti contenuti in “Versi d’occasione e testi per canzoni”, il titolo della silloge poetica in cui ripercorre con puntuali riferimenti storici e personali gli eventi che vanno dal 1993 al 2020; l’occasione è spesso l’augurale componimento per le più importanti festività che caratterizzano il calendario.
Il volume, quarantaduesima perla nella “Piccola collana di memorie” della “Soter Editrice” di Villanova Monteleone, ideata da Salvatore Tola e curatore della presentazione, è opera capace di catturare l’attenzione con l’energia di versi che contemplano l’esperienza della quotidianità e l’attraversamento fiducioso verso i sentieri del divenire; l’autore comunica la parola poetica come segno profondo di sé per gli altri, tesse un inno al presente e alla memoria con componimenti che scandiscono il tempo e lo scorrere degli anni ricchi di eventi personali e collettivi.
Il titolo, che sottolinea il genere di elaborati “d’occasione”, non è certo riduttivo, direi invece un arricchimento e segno ulteriore della genuinità e istintività poetica, raffinata e colta, che caratterizza gran parte dei versi della silloge di intensa testimonianza ed umanità.
I “testi per canzoni”, come da titolo e pubblicati bilingui, sono quelli noti di Nuraghes e monumentos de Pavia, Sardos semus fintzas nois (è auspicabile che ora diventi l’inno ufficiale de sos disterrados, come sognava lo stesso autore), Pro sos mortos de Buggerru 1904; musicati e cantati da Antonio Carta hanno dato vita ad originali ballate nello stile cantautorale. La forza testuale e realistica, sostenuta da ricchezza di immagini, donano versi di alto senso sociale e storico che “rompono il silenzio” su degrado artistico ed archeologico, su rivendicazioni identitarie e memorie storiche.
Paolo Pulina, nell’unica sua pubblicazione lirica, propone anche le traduzioni in sardo del Logudoro l’universale testo Imagine (Immàgina), di John Lennon e l’intramontabile ed emozionante La canzone di Marinella (Sa cantone de Marinella), di Fabrizio De André. È doveroso evidenziare che l’opera poetica di Pulina si presenta come libro tipograficamente valido: coglie e garba subito per il suo formato pratico-tascabile con ottima rilegatura e sovraccoperta in carta avoriata; per caratteri e grafica realizza un senso di grande cura e l’amorevole impegno lavorativo del sapere artigianale… che tanto apprezzava! La selezione delle composizioni, pubblicate e proposte all’attenzione, evidenziano anche attraverso i versi il primario impegno e “missione” del poeta per il mondo dell’emigrazione sarda. Caratterizzazione e segno distintivo di tutta la vita di Paolo Pulina.
Cristoforo Puddu
Si chiude con una partecipazione di quasi 120 musicisti in 30 concerti e diverse location il 24° Festival Internazionale “Musica sulle Bocche”, manifestazione ideata da Enzo Favata e organizzata da Jana Project che punta da sempre il suo sguardo sui nuovi linguaggi musicali e sulle sonorità “diverse” provenienti da diverse parti del mondo. Da Lituania, Ungheria, Germania, Giappone, India, Slovenia, Argentina, Marocco, varie parti d’Italia e l’immancabile Sardegna, si sono alternati concerti organizzati in cornici scenografiche uniche, per far rivivere il significato della commistione tra Uomo, Arte e Natura.
Dai concerti all’alba fino ai tramonti nel belvedere del castello di Castelsardo o dell’isola dell’Asinara, ai conventi, rocche e monumenti storici di Chiaramonti, Ploaghe, Tergu, Bulzi, alle spiagge, foci del fiume o più semplicemente palchi da concerto nel cuore di Alghero, il festival diffuso ha orientato l’attenzione di un pubblico diversificato su una musica condita di storia, emozione, talento e partecipazione, coinvolgendo artisti che, frequentando l’intero periodo della manifestazione, si sono trovati anche ad improvvisare insieme entusiasmanti performance. Come nel caso della violoncellista della ECM Records Anja Lechner, insieme ai componenti del progetto “Atlantico”, riuniti dopo 25 anni, o come la vocalist premiata a Bollywood Bindhumalini Narayanaswamy, che ha cantato con il gruppo pugliese Kalàshima, formazione che reinventa la tradizione rituale del tarantismo con un mix di massicce dosi di elettronica e beat lisergici, melodie originali e atmosfere folk.
«Un festival prefestivo, in attesa di festeggiare il nostro quarto di secolo di attività – ha commentato Enzo Favata – per continuare ad offrire ad un pubblico più vasto e in location suggestive un caleidoscopio di eccezionali proposte musicali lontane dall’ambito mainstream ma altamente comunicative.»
Era il 9 agosto 2024 quando “mani ignote” hanno attentato col fuoco il Parco Archeologico di Monte Sirai. Un vasto incendio, partito da un rogo, dalla zona di Flumentepido, ha scavalcato la strada e, a causa della fitta vegetazione, è salito velocemente sul Monte Sirai. Sul posto sono intervenute numerose squadre a terra, un elicottero proveniente da Pula e due Canadair. Paura per il personale in servizio, che è stato prontamente evacuato dai vigili del fuoco, fortunatamente, in quel pomeriggio, non erano presenti visitatori. Nei giorni successivi, sono state attivate operazioni di bonifica da parte dei volontari della Protezione civile e del Corpo forestale.
L’area archeologica non è stata “colpita” dalle fiamme, ma tutto intorno al complesso e alla zona ristoro, da quel terribile pomeriggio, regna uno scenario dai toni grigi e neri, che “prepotentemente” hanno preso il posto delle tonalità verdi tipiche della macchia mediterranea.
Appena scendi dall’auto, ad oggi, ti assale l’odore acre e distruttivo del fuoco ed i primi sentimenti che affiorano sono tristezza mista a rabbia, incomprensione, impossibile capire come non si possa avere rispetto per la natura, per la storia che il sito archeologico racconta. Le zone bruciate si alternano a quelle che ancora brillano di un verde sano e libero di crescere rigoglioso.
Arrivando in cima, le emozioni si mescolano e vagano tra dispiacere e meraviglia, così come racconta una famiglia veneta in visita presso il Parco venerdì 23 agosto: «Non eravamo mai venuti, salendo e cominciando a vedere le ampie zone bruciate, abbiamo provato un grande dispiacere che poi è stato sostituito dalla bellezza che questo sito ancora narra, peccato però che oltre al bruciato ci sia un’altra cosa che rovina il panorama di questa terra meravigliosa: le pale eoliche! Peccato non poter andare anche noi a votare contro…»
Nonostante tutto, il Parco archeologico già dopo qualche giorno è stato riaperto al pubblico che ha ripreso a visitarlo e ad apprezzarne il valore a livello storico e culturale.
Monte Sirai è un altopiano edificato dai Fenici di Tiro, provenienti da Sulci, oggi Sant’Antioco. La storia di Monte Sirai inizia nel 1962, quando un ragazzo di Carbonia, città ai suoi piedi, Antonio Zara (allora 16enne, recentemente scomparso all’età di 78 anni), ritrova una stele del Tofet con una figura femminile scolpita. Nel 1963, dopo ulteriori sopralluoghi, iniziano gli scavi che procedono affiancati a vari studi e primi riconoscimenti dal punto di vista archeologico.
L’insediamento punico acquisisce con gli anni un valore crescente per via delle testimonianze archeologiche, ma anche del valore paesaggistico a livello ambientale. L’insediamento comprende l’abitato, la necropoli ed il Tofet che si affacciano su un panorama mozzafiato, ad oggi in parte disturbato dalle zone arse e dalla lunga fila di pale eoliche.
Quel che ci si auspica è che, di fronte ad un simile oltraggio, viste le dolorose conseguenze, nessun’altra mano incosciente possa compiere un gesto simile, una villania che offende la natura e tutti gli uomini che lottano per preservarla, mettendo a repentaglio la propria vita.
Nadia Pische