5 February, 2026
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Domani, mercoledì 28 agosto, è in programma il nono e ultimo appuntamento con “Nottinsieme 2024”, l’evento clou della stagione più calda dell’anno, organizzato dalla Pro Loco Carbonia con il patrocinio e il contributo economico del comune di Carbonia.
“Nottinsieme 2024” sarà, come di consueto, caratterizzato dalla presenza di musica, spettacoli di animazione per bambini, hip hop dance ed esposizione di prodotti tipici. Il pezzo forte della serata sarà l’esibizione musicale del famoso complesso “Equipe 84”, che in piazza Roma, dalle 22.00, allieterà cittadini e visitatori con i più grandi successi della loro storia musicale: da “Bang Bang” a “Casa Mia”, da “Il maestro” a “Un angelo blu” fino a “Tutta mia la città” e “Ed ho in mente te”.
«Dopo i concerti di Petit e di Mr. Rain, siamo davvero onorati di poter offrire alla città di Carbonia una nuova serata musicale di alto livello con un gruppo storico, “Equipe 84”, formazione evergreen che ha fatto cantare e ballare milioni di italiani ed ha unito diverse generazioni di cittadini. Tengo a ringraziare la Pro Loco Carbonia e tutti coloro che hanno contribuito fattivamente all’organizzazione di questo evento», ha detto l’assessora dello Spettacolo Giorgia Meli.
Il complesso musicale fondato a Modena sarà presente a Carbonia con il quartetto composto da Marco Di Marco, Tony Mione, Giuliano De Leonardis, Roberto De Vincentis.

Ancora incendi in Sardegna, dieci, a Siliqua e Sindia sono dovuti intervenire anche i mezzi aerei della flotta regionale e nazionale.

A Siliqua, in località Serra Cannisoni, lo spegnimento è stato coordinato dal personale della stazione del Corpo forestale di Siliqua, coadiuvato dal personale a bordo degli elicotteri provenienti dalle basi del CFVA di Pula. Sono intervenute una squadra dell’Agenzia Forestas del cantiere di Siliqua-Sa Marchesa e due squadre di volontari di Siliqua-Pan e Santadi-V.E.A. Le operazioni di spegnimento dei mezzi aerei si sono concluse alle ore 16.37.

A Sindia, in località Nuraghe Moresa, lo spegnimento è stato coordinato dal personale della stazione del Corpo forestale di Macomer coadiuvato dal personale a bordo dell’elicottero della base CFVA di Bosa. Sono intervenuti i barracelli della Compagnia di Sindia ed una squadra dell’Agenzia Forestas del cantiere di Macomer-Sant’Antonio.

In occasione delle festività estive dedicate a San Sebastiano, Elmas si prepara ad accogliere venerdì 30 e sabato 31 agosto una serie di eventi religiosi e civili che coinvolgeranno l’intera comunità e i visitatori.

L’evento curato dal Comitato di San Sebastiano è il quinto appuntamento del calendario di Elmas in Festa, manifestazione organizzata dal comune di Elmas e promossa dalla Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, con il sostegno della Fondazione di Sardegna e il coordinamento dell’associazione Enti locali per le Attività culturali e di Spettacolo. L’obiettivo è rispondere alle esigenze della cittadinanza e valorizzare il territorio attraverso una varietà di manifestazioni, che spaziano dallo spettacolo comico alla musica, includendo eventi culturali profondamente radicati nella tradizione locale.

«Sono molto felice che quest’anno si riprendano i festeggiamenti di San Sebastiano in questa veste estiva. Solitamentedichiara la Sindaca di Elmas Maria Laura Orrù la festa si tiene nel periodo invernale, essendo San Sebastiano il nostro patrono, ma quest’anno, grazie all’impegno del rinnovato Comitato di San Sebastiano, composto in gran parte da giovani ragazzi, possiamo celebrare questa importante occasione anche in estate. Un ringraziamento speciale va a Don Marco, che ha creduto molto in questo progetto, e a tutti i ragazzi che stanno lavorando con entusiasmo per rendere questo evento un successo.»

«Siamo un comitato di giovani costituitosi nel dicembre 2023, su richiesta di Don Marco Orrù, parroco di Elmas, con l’obiettivo di riportare la festa del nostro Patrono, San Sebastiano, nella nostra comunitàracconta Federico Mura, componente del Comitato per i Festeggiamenti di San Sebastiano -. La festa ufficiale di San Sebastiano si celebra il 20 gennaio, ma abbiamo deciso di organizzare anche una ricorrenza estiva, scegliendo una stagione più favorevole dal punto di vista climatico. Per questo motivo, abbiamo ideato una serie di spettacoli di intrattenimento adatti a tutte le età, con l’intento di far conoscere e apprezzare questa tradizione anche nei paesi dell’hinterland metropolitano e a tutti coloro che desiderano unirsi ai festeggiamenti.»

Il programma religioso vedrà il suo culmine sabato 31 agosto, con la celebrazione della santa messa alle ore 19:00 presso la chiesa di San Sebastiano Martire. Subito dopo, alle 20.00, la tradizionale processione attraverserà le vie del paese, offrendo un momento di raccoglimento e partecipazione collettiva che unisce la comunità attorno alla figura del Santo Patrono.

Parallelamente, il programma civile si svolgerà nella piazza antistante la chiesa di Elmas. La serata di venerdì 30 agosto sarà animata dal dj Sandro Murru, che a partire dalle 21:30 coinvolgerà il pubblico con il suo dj show. Sabato 31 agosto invece, sempre alle 21.30, la compagnia teatrale filodrammatica Lasalliana presenterà lo spettacolo “Is Tres Testamentus”, offrendo un momento di cultura e intrattenimento per tutti i presenti.

«Come Amministrazione comunale non potevamo che sostenere questo evento e speriamo che possa essere l’inizio di un percorso sempre più importante e significativoconclude la sindaca di Elmas -. Il programma che è stato organizzato è davvero interessante sia dal punto di vista religioso che civile con momenti di intrattenimento come il dj show di Sandro Murru, che sta riscuotendo grande successo nelle piazze. È davvero gratificante vedere come un gruppo di giovani, giovanissimi addirittura, stia facendo un lavoro così brillante e appassionato. Questo dimostra quanto sia viva la nostra comunità e quanto possiamo ancora fare insieme.»

Si chiama “Pula Letteraria, oltre i confini” ed è la seconda edizione di un Festival culturale che, nello spazio di tre giorni, dal 29 al 31 agosto, vuole ripetersi e superarsi nell’obiettivo, già centrato bene lo scorso anno, di tracciare e regalare un nuovo indirizzo, un sentiero di conoscenza e scoperta che possa abbattere le barriere di qualsiasi natura ed essere percorso da chiunque, a prescindere dalle abilità personali, portando così lo spettatore oltre ogni confine.

Oltre ogni confine è un concetto davvero ampio, che vuole includere tutto e tutti/e: confini e barriere fisiche, psicologiche, confini reali e immaginari, sociali e convenzionali. La cultura ha infatti il grande potere – diciamo anche terapeutico – di essere inclusiva e andare oltre tutto ciò che l’uomo tendenzialmente prova a catalogare, inscatolare, definire, circoscrivere, confinare.

Il Festival è stato fortemente voluto dalla Fondazione Pula Cultura diffusa in collaborazione con il Comune. Durante le tre giornate dell’evento saranno presenti autori di libri, artisti, istituzioni e associazioni.

Il Festival ha il potere di trasformare il centro di Pula in un vivace crocevia di idee, riflessioni, ispirazioni artistiche, dove le persone non solo si incontrano per celebrare la magia delle parole scritte, del linguaggio dei segni e della musica, ma diventano esse stesse parte di questa espressione artistica.

La manifestazione si presenta quest’anno con un ricco programma, che sarà itinerante sia per i vari punti di incontro di Pula che nel sito di Nora – che spazia dalla narrativa alla saggistica, dalla poesia alla grafica, garantendo momenti di riflessione, scoperta e intrattenimento per tutti i gusti. L’obiettivo è quello di creare un ambiente accogliente e stimolante dove la cultura possa fiorire e diffondersi, promuovendo il dialogo e lo scambio tra diverse generazioni e culture.

Tra gli ospiti presenti, nomi di spicco isolani e nazionali. Torna per il secondo anno a condurre magistralmente il Festival Dario Vergassola, che si era già affermato vero mattatore delle serate dello scorso anno. Ad aprire la manifestazione a Nora due nomi di tutto rispetto come Giuseppe Cruciani, che porterà il suo controverso “Via Crux” libro nel quale  esplora con audacia il tema dell’egoismo come motore del progresso e della società; e Cecilia Sala con“L’incendio”un reportage tra Iran, Ucraina e Afghanistan.

All’ex Pretura Regia di Pula saranno ospiti Elisa Pila, Collettivo Elias Madreu, Mario Fadda e Umberto Oppus, e l’amatissima Elvira Serra che porta“L’Altra. Storia di un’amante” romanzo che affronta il tema dell’infedeltà e delle relazioni clandestine e di tutto ciò che porta questo nella vita delle persone, nelle loro riflessioni e nel loro stare appesi ai sentimenti, ma oltre i confini definiti dai contratti stabiliti dentro le relazioni umane.

Il 30 agosto a Nora spazio ai racconti di illustri personaggi come Oscar Farinetti, con il suo libro“Dieci mosse per affrontare il futuro”, e Pif. Quest’ultimo incanterà il pubblico con la sua ultima fatica, il romanzo “La disperata ricerca d’amore per un povero idiota”. Già il titolo promette grandi dibattiti.

A casa Amat a Pula invece potete trovare: Paolo Roversi, Piergiorgio Pulixi, Roberto Pili.

Il 31 agosto Dario Vergassola presenta a Nora “Liguria, terra di mugugni e di bellezza”, una guida per la sopravvivenza divertente e ricca di dritte imperdibili per tutti i forestieri che vogliano visitare l’affascinante Liguria. A seguire Andrea Vitali e Sara Bilotti.

Mentre Vanessa Roggeri, Lorenza Gentile e Lorenzo Scano accoglieranno il loro pubblico all’ex Pretura Regia di Pula.

 

Mercoledì 28 agosto, presso Piazza San Giovanni Paolo II, Miniera di Monteponi Iglesias, Argonautilus presenta “Un anno sottoterra: la lotta di Giampiero Pinna nella miniera di Monteponi”: un libro scritto da Daniela Palumbo e Andrea Mattei, che saranno presenti all’incontro.
Il libro ripercorre la storia di Giampiero Pinna: prima minatore, poi dirigente minerario e, infine, consigliere regionale, fu soprattutto un uomo innamorato della Sardegna. Così, quando nel 2000 cessarono le estrazioni e centinaia di lavoratori rischiarono di cadere in miseria insieme alle loro famiglie, compì un gesto eroico: scese sottoterra e per un anno visse nella Sala Argani di Pozzo Sella, nella miniera di Miniera di Monteponi. Fu la più lunga occupazione nella storia dell’isola. Giampiero Pinna voleva che il Parlamento approvasse il progetto del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, essenziale per portare turismo e avviare la bonifica ambientale. Intraprese così una lotta dura e coraggiosa, raccontata in prima persona in queste pagine.
Interverrà, tra gli altri, Daniele Reginali, assessore del Bilancio, Programmazione e Attività produttive del comune di Iglesias.
L’evento è realizzato con il patrocinio del comune di Iglesias e del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna.

Il cuore del narratore, il battito del lettore, il ritmo che governa il mondo, la natura, la narrazione, la colonna sonora del palpito dell’universo.  Il  “ritmo” è il tema scelto e il filo conduttore di tutta  la XII edizione del Festival della Letteratura Bimbi a Bordo.
La manifestazione, ormai appuntamento atteso e conosciuto in tutta Italia, torna per il secondo anno e a pieno “Ritmo”, è il caso di dirlo, nei locali del cantiere minerario di Montevecchio, dove si coniugano archeologia industriale e ambiente incontaminato. Il ricco programma del Festival si svolgerà dal 29 agosto al 1’ settembre a Montevecchio. Sono previsti concerti, dibattiti, presentazioni di libri, incontri con gli/le  autori/trici e gli/le ospiti, la formazione per gli adulti, i laboratori per grandi e piccini. Per questa edizione 2024 sono state potenziate le attività ludico-didattiche 0-6 anni. L’organizzazione auspica di riportare il Festival BaB a Guspini già dal prossimo anno, a conclusione dei lavori di messa in sicurezza delle Case a Corte.
«Il Festival Bab è arrivato alla sua XII edizione e in questi anni si è confermato come evento nel territorio – molto atteso e sentito in Sardegna – e si è anche distinto a livello nazionale come una perla rara – ha detto l’assessora della Pubblica Istruzione della Regione Sardegna Ilaria Portas -. Un festival letterario per bambini, che ospita narratori e illustratori nazionali e internazionali, aperto alla formazione di adulti e piccini, che offre occasioni di incontro e confronto e ancora di riflessione su temi di attualità. Credo che nelle altre regioni d’Italia non ci siano tante manifestazioni di questo tipo, che raccontano la letteratura anche alle fasce di bimbi da zero ai 6 anni. Ho sempre partecipato al Festival e ho portato le mie figlie ai laboratori sia da piccole che adesso che sono ragazze. Quest’anno sono orgogliosa di partecipare al BaB anche in veste di assessora regionale della Cultura: questo genere di manifestazioni rendono grande la nostra isola, dando un’altra immagine di noi – che non  sia solo quella patinata delle vacanze marittime – ed è per questo che dobbiamo aiutare il Festival a crescere e portare sempre più visitatori a conoscerlo.»
«Quest’anno abbiamo deciso di dare spazio a più piccoli, concentrandoci anche sul linguaggio non verbale affidandoci a professionisti capaci di lavorare coi bimbi dagli 0 ai 3 anniha spiegato Francesca Romana Motzo, musicista e musicoterapeutail FerstivalBab sarà un luogo molto accogliente, abbiamo creato la tana per i più piccoli nel transito tra un laboratorio e un altro.»
Grazie alla collaborazione e all’impegno attivo di tutto il territorio – Ente Parco geominerario e Comune di Guspini – quest’anno il Festival BaB si svolgerà in concomitanza con la sagra del miele: diversi laboratori saranno attivati nel bosco di Montevecchio, creando così una suggestiva interazione tra le diverse manifestazioni. Si rinnova inoltre la collaborazione, iniziata lo scorso anno, tra il BaB e Time in Jazz “Insulae Lab”.
La direzione scientifica del BaB 2024 raddoppia e sarà condotta a quattro mani.
Ad affiancare il professor Martino Negri, illustre docente dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, ci sarà il collega Francesco Cappa, professore associato che si occupa di teatro e formazione, guidando da oltre vent’anni la compagnia teatrale del quartiere.
Quando lo scorso anno il Festival è approdato in miniera, la scelta del luogo ha ispirato il tema: Ombra e Luce (edizione 2023). Quest’anno si è deciso invece di spostare l’attenzione dalla percezione visiva alla percezione uditiva e di esplorare il tema del RITMO. (Il cuore del narratore, il battito del lettore).
Il Festival della letteratura Bimbi a Bordo andrà in scena in un territorio denso di storia e storie, ricco di bellezze naturali e di archeologia industriale, dove gli spazi consentiranno agli autori-ospiti di spaziare su tantissimi argomenti legati al RITMO. Il silenzio e i rumori di un luogo come la miniera hanno un loro ritmo, la natura circostante e il suo respiro, la voce che narra o che canta o decanta un testo: tutto ha un ritmo proprio e intimo. E se l’autore plasma con ingegno e capriccio il ritmo della narrazione, il battito del cuore del lettore segue quel movimento e danza fino alla fine del racconto. E, a volte, capita di continuare a danzare, nell’intino, anche dopo la fine della storia.
Il ritmo è il cuore pulsante di ogni narrazione, siano parole o figure, pagine a stampa o canti accompagnati dai suoni di strumenti musicali, siano narrazioni teatrali, intessute anche di gesti e di movimenti o danze spettacolari o minime che siano. Ogni narrazione ha un suo ritmo interno, e a volte anche più di uno.
Gli ospiti di questa edizione del Festival si dedicheranno all’analisi della molteplicità di forme che il ritmo può assumere nei racconti rivolti all’infanzia. Il ritmo – si ricollega anche al tema della luce e dell’ombra – perché fra pieni e vuoti, fra neri e bianchi, è ciò che all’inizio dell’avventurosa relazione con la lettura e con la scrittura dice qualcosa di tutti e tutte noi. Disvela tantissimo del modo in cui ognuno/a incontra il mondo, gli altri e la sua stessa persona.
«Alcuni studiosi e antropologi la chiamano “la danza della vita”ha spiegato Martino Negri – e questa danza è cadenzata dallo spirito e dal fuoco della narrazione: dai modi di ascoltare e narrare. Il ritmo del respiro, per esempio, così legato a molte delle nostre attività quotidiane, riflette le nostre emozioni. Il nostro corpo è portatore di un ritmo continuo che corrisponde al ritmo della nostra vita: quello del battito del cuore. Esiste, a proposito dei ritmi del corpo, una verità che tendiamo a dimenticare. Nonostante l’impatto delle tecnologie sull’uomo e sulle sue facoltà e, nonostante le nuove realtà digitali e le suggestioni cibernetiche, noi continuiamo ad avere un corpo che ancora si avvale di un sistema nervoso autonomo dal funzionamento involontario, interdipendente e dal ritmo lento, estremamente più lento e qualitativamente di altra natura rispetto al ritmo forsennato della società degli impulsi e del consumo.»
      

Conto alla rovescia per il Marballu’s festival, virtuosismi circensi, teatro di narrazione, musica e buon cibo da giovedì 29 a sabato 31 agosto nella splendida cornice del Parco del Canale del Generale a Carloforte per l’organizzazione dell’associazione Bötti du Shcöggiu con la direzione artistica di Susanna Mannelli.

Domani, martedì 27, e mercoledì 28 agosto si comicia però a scaldare i motori con i Prodromi del festival, due appuntamenti in due luoghi amatissimi del borgo tabarkino: la Vecchia tonnara e la spiaggia di Lucaise.

Domani si parte dalla Vecchia tonnara dove alle 19,45 sarà presentato Ma Chair Monde, una performance di teatro danza dell’artista visivo e coreografo di origini afro-caraibiche Alexandre Fandard. Un viaggio immersivo all’interno dello studio di un pittore che realizzerà un’opera dal vivo usando una frusta come pennello, a simoboleggiare tutte le condizioni di schiavitù. Lo spettacolo è una vera novità per il festival, che per la prima volta dedica spazio all’arte figurativa.

Mercoledì l’appuntamento è alle 19,30 nella spiaggia di Lucaise dove nella residenza A Cova la compagnia Circo el Grito presenterà Il noto e L’ignoto, spettacolo tra narrazione, virtuosismi circensi, musica dal vivo e illusionismo che vedrà sul palco Giacomo Costantini, considerato tra i pionieri del circo contemporaneo in Italia, insieme all’attrice Clio Gaudenzi. Si tratta di un work in progress che utilizza il “veroscopio”: vedere una cosa significa disvederne delle altre, e con il veroscopio si può.

La poesia è tra i tanti doni di scrittura che il compianto Paolo Pulina (Ploaghe 1948 – Pavia  2024) ha prodotto ed elargito con generosità, riscuotendo sempre crediti di grande considerazione.

La sua competente, appassionata e disponibile attenzione per l’arte della poesia ha significato anche la valorizzazione o la riscoperta di diverse voci e  forme poetiche della tradizione sarda (gosos, atitidos, etc.) e dell’attualità lirica  in limba ed in italiano. Significativo interesse poetico, già espresso in età giovanile con il saggio “La poesia dialettale in Sardegna negli anni 1963-1965”, e premiato nel 1966 all’undicesima edizione del “Città Ozieri”. Il saggio, con la “storica” intervista-conversazione al poeta Giommaria Pulina ‘Ranzolu’, venne pubblicato nel 1982 dalla Nuova Tipografia Popolare di Pavia.

Paolo Pulina, figura di intellettuale e attiva personalità nel mondo dell’emigrazione sarda organizzata, ha vissuto pienamente e intensamente l’attività pubblicistica; innumerevoli le pubblicazioni di carattere storico, saggistico e letterario relative a Ploaghe, la Sardegna e la provincia di Pavia. 

Da custode e conoscitore del patrimonio poetico degli autori ploaghesi, si è prodigato ad alimentarne la conoscenza con studi critici, articoli biografici e le ricorrenti mirate citazioni e ricordi nei suoi molteplici volumi di memorie su Ploaghe e Logudoro. In assoluto disinteresse alla “materialità” ha lavorato con totale impegno alla valorizzazione e tutela della limba, facendo veicolare complessivamente tutta la poesia delle diverse parlate dell’Isola. Particolarmente attento, e non poteva essere altrimenti, ai poeti di Ploaghe: Lorenzo Ilieschi, Foricu Paba, Antonio ‘Giorgio’ Satta, Antonio Spensatellu, Elias Busellu, Giommaria Pulina ‘Ranzolu’, Antonio Michele Salis, Baingio Sini, Salvatore Budroni, Gerolamo Zazzu, Luca Mele e ai popolari aedi locali dell’Ottocento (Francesco Brandino, Francesco Fais, Luigi Marongiu, Gavino Luigi Salis).

Da poeta è stato interprete razionale e sensibile nell’immaginare versi a misura e nel metro dell’umanità; creati come elementi di senso, tra sonorità e ritmi, da collocare nel rapporto di equivalenza tra significanti e significati. Una democrazia di parole “ordinate”, i suoi versi dal linguaggio vitale e dinamico, per costruire le operazioni della poesia ed offrire un messaggio e un orientamento critico da sviluppare nel segno della memoria storica e culturale.

Di assoluto valore poetico i componimenti contenuti in “Versi d’occasione e testi per canzoni”, il titolo della silloge poetica in cui ripercorre con puntuali riferimenti storici e personali gli eventi che vanno dal 1993 al 2020; l’occasione è spesso l’augurale componimento per le più  importanti festività che caratterizzano il calendario. 

Il volume, quarantaduesima perla nella “Piccola collana di memorie” della “Soter Editrice” di Villanova Monteleone, ideata da Salvatore Tola e curatore della presentazione, è opera capace di catturare l’attenzione con l’energia di versi che contemplano l’esperienza della quotidianità e l’attraversamento fiducioso verso i sentieri del divenire; l’autore comunica la parola poetica come segno profondo di sé per gli altri, tesse un inno al presente e alla memoria con componimenti che scandiscono il tempo e lo scorrere degli anni ricchi di eventi personali e collettivi.

Il titolo, che sottolinea il genere di elaborati “d’occasione”, non è certo riduttivo, direi invece un arricchimento e segno ulteriore della genuinità e istintività poetica, raffinata e colta, che caratterizza gran parte dei versi della silloge di intensa testimonianza  ed umanità.

I “testi per canzoni”, come da titolo e pubblicati bilingui, sono quelli noti di Nuraghes e monumentos de Pavia, Sardos semus fintzas nois (è auspicabile che ora diventi l’inno ufficiale de sos disterrados, come sognava lo stesso autore), Pro sos mortos de Buggerru 1904; musicati e cantati da Antonio Carta hanno dato vita ad originali ballate nello stile cantautorale. La forza testuale e realistica, sostenuta da ricchezza di immagini, donano versi di alto senso sociale e storico che “rompono il silenzio” su degrado artistico ed archeologico, su rivendicazioni identitarie e memorie storiche. 

Paolo Pulina, nell’unica sua pubblicazione lirica, propone anche le traduzioni in sardo del Logudoro l’universale testo Imagine (Immàgina), di John Lennon e l’intramontabile ed emozionante La canzone di Marinella (Sa cantone de Marinella), di Fabrizio De André. È doveroso evidenziare che l’opera poetica di Pulina si presenta come libro tipograficamente valido: coglie e garba subito per il suo formato pratico-tascabile con ottima rilegatura e sovraccoperta in carta avoriata; per caratteri e grafica realizza un senso di grande cura e l’amorevole impegno lavorativo del sapere artigianale… che tanto apprezzava! La selezione delle composizioni, pubblicate e proposte all’attenzione, evidenziano anche attraverso i versi il primario impegno e “missione” del poeta per il mondo dell’emigrazione sarda. Caratterizzazione e segno distintivo di tutta la vita di Paolo Pulina. 

Cristoforo Puddu

Si chiude con una partecipazione di quasi 120 musicisti in 30 concerti e diverse location il 24° Festival Internazionale “Musica sulle Bocche”, manifestazione ideata da Enzo Favata e organizzata da Jana Project che punta da sempre il suo sguardo sui nuovi linguaggi musicali e sulle sonorità “diverse” provenienti da diverse parti del mondo. Da Lituania, Ungheria, Germania, Giappone, India, Slovenia, Argentina, Marocco, varie parti d’Italia e l’immancabile Sardegna, si sono alternati concerti organizzati in cornici scenografiche uniche, per far rivivere il significato della commistione tra Uomo, Arte e Natura.

Dai concerti all’alba fino ai tramonti nel belvedere del castello di Castelsardo o dell’isola dell’Asinara, ai conventi, rocche e monumenti storici di Chiaramonti, Ploaghe, Tergu, Bulzi, alle spiagge, foci del fiume o più semplicemente palchi da concerto nel cuore di Alghero, il festival diffuso ha orientato l’attenzione di un pubblico diversificato su una musica condita di storia, emozione, talento e partecipazione, coinvolgendo artisti che, frequentando l’intero periodo della manifestazione, si sono trovati anche ad improvvisare insieme entusiasmanti performance. Come nel caso della violoncellista della ECM Records Anja Lechner, insieme ai componenti del progetto “Atlantico”, riuniti dopo 25 anni, o come la vocalist premiata a Bollywood Bindhumalini Narayanaswamy, che ha cantato con il gruppo pugliese Kalàshima, formazione che reinventa la tradizione rituale del tarantismo con un mix di massicce dosi di elettronica e beat lisergici, melodie originali e atmosfere folk.

«Un festival prefestivo, in attesa di festeggiare il nostro quarto di secolo di attivitàha commentato Enzo Favata per continuare ad offrire ad un pubblico più vasto e in location suggestive un caleidoscopio di eccezionali proposte musicali lontane dall’ambito mainstream ma altamente comunicative.»

 

Era il 9 agosto 2024 quando “mani ignote” hanno attentato col fuoco il Parco Archeologico di Monte Sirai. Un vasto incendio, partito da un rogo, dalla zona di Flumentepido, ha scavalcato la strada e, a causa della fitta vegetazione, è salito velocemente sul Monte Sirai. Sul posto sono intervenute numerose squadre a terra, un elicottero proveniente da Pula e due Canadair. Paura per il personale in servizio, che è stato prontamente evacuato dai vigili del fuoco, fortunatamente, in quel pomeriggio, non erano presenti visitatori. Nei giorni successivi, sono state attivate operazioni di bonifica da parte dei volontari della Protezione civile e del Corpo forestale.

L’area archeologica non è stata “colpita” dalle fiamme, ma tutto intorno al complesso e alla zona ristoro, da quel terribile pomeriggio, regna uno scenario dai toni grigi e neri, che “prepotentemente” hanno preso il posto delle tonalità verdi tipiche della macchia mediterranea.

Appena scendi dall’auto, ad oggi, ti assale l’odore acre e distruttivo del fuoco ed i primi sentimenti che affiorano sono tristezza mista a rabbia, incomprensione, impossibile capire come non si possa avere rispetto per la natura, per la storia che il sito archeologico racconta. Le zone bruciate si alternano a quelle che ancora brillano di un verde sano e libero di crescere rigoglioso.

Arrivando in cima, le emozioni si mescolano e vagano tra dispiacere e meraviglia, così come racconta una famiglia veneta in visita presso il Parco venerdì 23 agosto: «Non eravamo mai venuti, salendo e cominciando a vedere le ampie zone bruciate, abbiamo provato un grande dispiacere che poi è stato sostituito dalla bellezza che questo sito ancora narra, peccato però che oltre al bruciato ci sia un’altra cosa che rovina il panorama di questa terra meravigliosa: le pale eoliche! Peccato non poter andare anche noi a votare contro…»

Nonostante tutto, il Parco archeologico già dopo qualche giorno è stato riaperto al pubblico che ha ripreso a visitarlo e ad apprezzarne il valore a livello storico e culturale.

Monte Sirai è un altopiano edificato dai Fenici di Tiro, provenienti da Sulci, oggi Sant’Antioco. La storia di Monte Sirai inizia nel 1962, quando un ragazzo di Carbonia, città ai suoi piedi, Antonio Zara (allora 16enne, recentemente scomparso all’età di 78 anni), ritrova una stele del Tofet con una figura femminile scolpita. Nel 1963, dopo ulteriori sopralluoghi, iniziano gli scavi che procedono affiancati a vari studi e primi riconoscimenti dal punto di vista archeologico.

L’insediamento punico acquisisce con gli anni un valore crescente per via delle testimonianze archeologiche, ma anche del valore paesaggistico a livello ambientale. L’insediamento comprende l’abitato, la necropoli ed il Tofet che si affacciano su un panorama mozzafiato, ad oggi in parte disturbato dalle zone arse e dalla lunga fila di pale eoliche.

Quel che ci si auspica è che, di fronte ad un simile oltraggio, viste le dolorose conseguenze, nessun’altra mano incosciente possa compiere un gesto simile, una villania che offende la natura e tutti gli uomini che lottano per preservarla, mettendo a repentaglio la propria vita.

Nadia Pische