22 February, 2026
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San Giovanni Suergiu ancora in festa per i suoi centenari. Oggi, 1 luglio, a tagliare il meraviglioso traguardo del secolo di vita è Grazietta Cadeddu, nata a Santadi nel 1925. Il matrimonio l’ha condotta nel paese sulcitano e ha avuto una sola figlia che è mancata molto giovane. Ma il carattere di ferro di zia Grazietta ha superato i lutti del marito e della figlia e la simpatica nonnina è arrivata a spegnere le sue cento candeline circondata dall’affetto della nipote, del genero e delle amorevoli badanti che si prendono cura di lei giorno e notte. Benché allettata, la super nonnina di via Vittorio Emanuele ha una memoria ancora fervida e, soprattutto, una grande ironia. Curiosa, spiritosa, di battuta pronta, ha accolto gli ospiti con il suo proverbiale garbo e con tanta dolcezza. A portarle l’affetto e gli auguri dei suoi compaesani sono state la sindaca Elvira Usai e l’assessora dei Servizi sociali Alessandra Manca che le hanno donato una targa ricordo di questa memorabile giornata. E non poteva mancare la torta che zia Grazietta ha mangiato con gusto e felicità.

Il dottor Serafino Ponti è il nuovo direttore del Presidio ospedaliero Sirai di Carbonia, figura centrale per l’organizzazione, il rilancio e il rafforzamento della struttura.
Con oltre trent’anni di esperienza nella sanità pubblica, ha ricoperto ruoli apicali in diverse aziende sanitarie sarde, tra cui, ultimo in ordine di tempo, Direttore Sanitario della ASL di Nuoro e, in
precedenza, della ASL di Oristano. Particolarmente significative le sue direzioni di Presidi Ospedalieri come il San Martino di Oristano, il Delogu di Ghilarza e lo stesso Sirai di Carbonia.
Esperto riconosciuto nei processi di autorizzazione e accreditamento, ha svolto numerosi incarichi tecnici per la Regione Sardegna presso l’assessorato regionale della Sanità.
Già attivo in passato nel territorio del Sulcis Iglesiente con incarichi sia ospedalieri che territoriali, torna oggi con solide competenze nella gestione tecnico-sanitaria, nell’organizzazione dei servizi e nella valorizzazione delle risorse.

Dopo il grande successo della Serata per lo Strega Tour a Quartu Sant’Elena, prende il via il Festival estivo “Chiavi di Volta” – Argonautilus Estate 2025.

Ad inaugurarlo, una madrina d’eccezione. Cristina Caboni nella serata di giovedì 3 luglio, ore 21.00, nella suggestiva cornice dell’Antica Tonnara Su Pranu di Portoscuso, con la presentazione del romanzo “La ragazza senza radici” edito da Garzanti.

Cristina Caboni è una delle scrittrici più amate dal pubblico sardo, italiano e internazionale. I suoi romanzi – tradotti in numerose lingue – hanno conquistato lettrici e lettori grazie a uno stile riconoscibile e coinvolgente, capace di intrecciare con delicatezza emozioni, natura, identità e storie di donne forti, complesse e profondamente umane. Con La ragazza senza radici, Cristina Caboni ci conduce ancora una volta in una narrazione intensa e raffinata, dove i legami con la terra, con le origini e con se stessi diventano il cuore pulsante del racconto.

L’evento è organizzato da 011Solution e realizzato con il patrocinio del comune di Portoscuso.

Un pool di zanzare è risultato positivo a Oristano alla Febbre del Nilo. La conferma della positività sul gruppo di zanzare catturato nella zona di via Rockefeller è arrivata dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo e il servizio di Sanità Animale della Asl 5 di Oristano ha già inviato la comunicazione all’amministrazione comunale di Oristano e avviato tutte le procedure per evitare la diffusione del virus nell’area circostante e in tutto il territorio comunale.

«La situazione è sotto controllo», hanno sottolineato il dottor Enrico Vacca, direttore del servizio di Sanità Animale e la dottoressa Maria Valentina Marras, direttrice del Dipartimento di Igiene e Prevenzione dell’azienda sanitaria oristanese.

Nelle scorse settimane due le cornacchie risultate positive al virus della Febbre del Nilo, la prima ad Arborea, la seconda ad Oristano, nell’area di via Ponente.

La dottoressa Maria Valentina Marras ha ricordato alcune regole fondamentali per prevenire il contagio dal virus della Febbre del Nilo: «È importante che i cittadini, in particolare anziani e fragili, si proteggano adottando una serie di precauzioni  In primo luogo occorre evitare i ristagni d’acqua, dove proliferano le larve di zanzara. Per questo è necessario svuotare di frequente sottovasi di fiori, secchi, copertoni, barili; cambiare spesso l’acqua delle ciotole per animali; tenere le piscine per bambini vuote o coprirle quando non sono usate; trattare con prodotti larvicidi tombini e pozzetti di sgrondo delle acque piovane, zone di scolo e ristagno; verificare che le grondaie siano pulite e non ostruite; coprire le cisterne e i contenitori dove si raccoglie l’acqua piovana con coperchi ermetici, teli o zanzariere. Per difendersi dalle punture è poi consigliato schermare porte e finestre con zanzariere, utilizzare repellenti cutanei per allontanare gli insetti, evitare di sostare in zone in cui sono presenti laghetti artificiali e ristagni d’acqua, come giardini e parchi, in particolare all’imbrunire e di notte, quando le zanzare sono più attive».

«A Maladroxia e Coa Cuaddus, mete turistica di qualità, tra le eccellenze d’Italia, da oggi sventolano le Bandiera Blu, riconoscimento internazionale attribuito da Fee Italia, sinonimo di salubrità delle acque, di accessibilità e sostenibilità. Caratteristiche che quest’anno ci sono state confermate, per così dire, anche dalla natura in maniera diretta: una tartaruga caretta-caretta ieri ha infatti scelto Maladroxia per deporre le sue uova. Un evento eccezionale, che peraltro è indicato come elemento che attribuisce punteggio in sede di compilazione del “Questionario Bandiera Blu”, documento articolato che ogni anno presentiamo per ottenere il riconoscimento. Non lo abbiamo mai potuto “flaggare”, ma l’anno prossimo potremo farlo!»
Lo ha scritto stamane su Facebook il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci.
«Per ora ci godiamo il settimo anno consecutivo di Bandiera Blu per la spiaggia di Maladroxia e la quarta conferma per Coa Cuaddusha aggiunto Ignazio Locci -. Buona stagione a tutti!»

I vigili del fuoco del distaccamento di Carbonia sono intervenuti intorno alle 7.00 di questa mattina, in soccorso di un operaio di 58 anni, che per cause ancora da accertare, mentre effettuava dei lavori di manutenzione, è rimasto ferito all’interno della stiva di una nave, ormeggiata nelle acque della banchina principale di Portovesme.
Gli operatori dei vigili del fuoco con manovre e tecniche SAF (Speleo Alpino Fluviali), si sono calati nella stiva e hanno stabilizzato e recuperato l’infortunato, per poi affidarlo al personale medico sanitario giunto sul posto che con l’elisoccorso l’ho ha poi trasferito in ospedale. L’uomo non risulta in pericolo di vita.
Sul posto è intervenuta anche la Capitaneria di Porto, per gli adempimenti di sua competenza.

Sabato 5 luglio, alle ore 21.30, si terrà il primo appuntamento di “Notti a Monte Sirai”, rassegna giunta alla 17ª edizione. Apre la stagione 2025 un trio eccellente: l’opera dello scrittore e intellettuale Italo Calvino viene letta dalla voce suadente di Sergio Rubini, con l’accompagnamento musicale del pianista Michele Fazio.
Nel suo vasto amore per la letteratura italiana, Italo Calvino riprende i due protagonisti de Il Milione, Marco Polo e Kublai Kan, per farli dialogare sulle città dell’Impero di Kublai, città che l’imperatore non ha visto e che invece Marco Polo ha visitato. Il titolo dell’opera, “Le città invisibili”, fa riferimento al fatto che Marco Polo descrive all’imperatore città che non esistono, città ricche di pregi e virtù laddove il kan sa che il suo regno è, invece, in rovina.
L’opera, scritta negli anni Sessanta e pubblicata nel 1972, permette a Calvino di esprimere la disillusione, vissuta in quegli anni, sulle attese e le speranze indotte dal boom economico. L’industrializzazione dell’Italia, l’inurbamento dalle campagne alle città, il benessere economico, la larga disponibilità di beni di consumo portavano con sé anche l’altra, triste, faccia della medaglia: la speculazione edilizia, la competizione, l’individualismo, la solitudine, l’alienazione.
Sabato 5 luglio il pubblico sarà il quarto protagonista della serata, in quanto ognuno potrà dare a sé stesso la propria interpretazione dei significati dell’opera, avvalendosi della percezione dell’arte drammatica del grande Sergio Rubini – attore, regista, sceneggiatore e docente – e del pianista, maestro Michele Fazio, nella lettura di un testo che è allegoria di paure e desideri e che i due artisti potrebbero svelarci sotto nuove prospettive da scoprire così come Kublai Kan che “solo nei resoconti di Marco Polo riusciva a discernere, attraverso le muraglie e le torri destinate a crollare, la filigrana d’un disegno sottile da sfuggire al morso delle termiti” (I. CALVINO, Le città invisibili, capitolo I).
Per ulteriori informazioni consultare il sito www.nottiamontesirai.it .

Simona Pirosu

Un filo di pace realizzato con il lino della Normandia ei fili delle reti dei pescatori del Sulcis. Lo hanno realizzato gli alunni e le alunne dell’Istituto Comprensivo “Taddeo Cossu” di Sant’Anna Arresi e Teulada insieme ai loro coetanei della Tunisia, della Francia e del Galles con lo scopo di unire simbolicamente le sponde dei mari su cui si affacciano i quattro paesi coinvolti nel progetto e creare un ponte di pace.

Questa mattina i bambini e le bambine dell’Istituto “Taddeo Cossu”, accompagnati dai loro insegnanti, sono stati ricevuti nel giardino di Villa Devoto dalla Presidente della Regione Alessandra Todde e dall’assessora della Pubblica Istruzione Ilaria Portas e hanno avuto modo di raccontare il progetto di educazione alla cittadinanza globale che attraverso l’arte dà un segnale di grande speranza.

«Spesso i conflitti sono causa dalla paura e dalla mancanza di conoscenza dell’altro», ha detto ai bambini e alle bambine il presidente Todde, evidenziando l’importanza di costruire la pace, ogni giorno ed in ogni circostanza. «Scegliere il dialogo è più difficile che alzare muri ha aggiunto la Presidente della Regionema è l’unica strada che ci rende umani. Il Filo di Pace è un’opera collettiva, simbolica e concreta. Un ponte tra sponde lontane, un messaggio di speranza che parte dalle scuole.»

«La Pace è l’elemento più rivoluzionario in un tempo di guerre e di riarmoha aggiunto l’assessora Ilaria Portas -. La voce delle bambine e dei bambini, che in questo particolare momento storico subiscono l’orrore della guerra, si alza attraverso un’opera delle loro mani e racconta la loro e la nostra speranza.»

La presidente Alessandra Todde ha poi ringraziato il Corpo forestale della Regione Sardegna, che con i propri mezzi ha accompagnato la delegazione e ha menzionato la docente Daniela Selis, che con intensità e delicatezza ha interpretato il canto Juste quatre lettres di Malika Bazega. «La sua voceha detto Alessandra Toddeha ricordato a tutti noi che la pace si insegna, si coltiva, si trasmette.»

Inserito nel Piano triennale dell’offerta formativa (Ptof), il progetto Un filo di Pace è un percorso di sensibilizzazione e di educazione alla pace che si inserisce all’interno di una formazione più ampia per l’educazione della cittadinanza e la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu. In questi mesi ha coinvolto circa 800 alunni sardi. Il manufatto, esposto all’inizio di giugno nella spiaggia di Porto Pino, sarà donato dalla scuola ad una personalità che si è impegnata per la costruzione della pace.

È stato presentato questa mattina nel Centro Intermodale di Carbonia, il servizio bus Arst che da domani, 1° luglio 2025, fino al 31 dicembre 2026, sostituirà i treni lungo le tratte del Sulcis interessate da importanti lavori di ammodernamento della rete. I bus saranno operativi tra le stazioni di Decimomannu e Carbonia/Iglesias.

Nel corso della presentazione del servizio sono stati mostrati i nuovissimi autobus ibridi e dotati di tutti i comfort che saranno utilizzati in tutto il Sulcis. Uno sforzo economico che la Regione ha compiuto per garantire il migliore servizio possibile e che sarà utile anche dopo la riapertura del servizio ferroviario.

«Assicurare la mobilità dei cittadini del Sulcis durante il periodo dei lavori ferroviari è stata per noi una priorità assoluta, non solo per limitare i disagi ma per riaffermare un principio fondamentale: il diritto alla connessione, anche e soprattutto nei momenti più complessi», ha detto l’assessora regionale dei Trasporti, Barbara Manca.

«Abbiamo realizzato un sistema temporaneo che non è un semplice servizio sostitutivoha spiegato l’assessora – ma un’operazione strutturata per essere efficiente, sostenibile e il più possibile integrata con la rete regionale. L’obiettivo è garantire continuità negli spostamenti quotidiani, nel lavoro, nello studio e nella vita delle persone, senza compromessi sulla qualità. Si tratta di un servizio che può essere implementato anche con i suggerimenti dei cittadini quindi invito tutti gli utenti a segnalare prontamente tutti gli aspetti potenzialmente migliorabili. Questo intervento di ammodernamento della rete si inserisce nella visione più ampia di una Sardegna moderna, che punta a colmare i divari storici e a costruire un sistema di mobilità realmente vicino ai bisogni dei territori e delle comunità.»