2 May, 2026
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Una rete capillare di assistenza, più vicina ai cittadini e supportata dalla tecnologia: il Sulcis Iglesiente si prepara a cambiare volto alla sanità territoriale.
Tra maggio e giugno saranno inaugurate sei nuove Case di Comunità, organizzate secondo un modello “hub & spoke” con centri Hub a Carbonia (San Ponziano) e Iglesias (PO Santa Barbara) e sedi spoke a Carloforte, Giba, Sant’Antioco e Fluminimaggiore (presso le attuali Case della Salute). Strutture pensate per semplificare l’accesso alle cure e rafforzare il legame tra territorio e servizi sanitari nell’ottica di un nuovo e concreto coinvolgimento delle Comunità.
Un progetto che prende forma dopo settimane di sopralluoghi e confronti diretti con operatori sanitari, medici di medicina generale e amministratori locali. Un lavoro di ascolto e pianificazione condivisa, con un obiettivo preciso: costruire una sanità più moderna ed efficiente.
Le nuove Case di Comunità saranno dotate di servizi innovativi per telemedicina, teleconsulto e telemonitoraggio, strumenti destinati a rivoluzionare la presa in carico dei pazienti. Grazie a queste tecnologie, medici di famiglia e specialisti potranno collaborare in tempo reale, riducendo tempi di attesa e migliorando l’efficacia delle cure.
Al centro del progetto, la gestione delle patologie croniche: scompenso cardiaco, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e diabete. Il telemonitoraggio consentirà di seguire i pazienti a distanza in modo continuativo, intercettando precocemente eventuali peggioramenti e intervenendo prima che si trasformino in emergenze.
Una strategia che punta a ridurre ricoveri e accessi al pronto soccorso, alleggerendo la pressione sugli ospedali e migliorando al tempo stesso la qualità della vita dei cittadini.

Nello stesso periodo sarà operativo anche il primo Ospedale di Comunità presso il Presidio Santa Barbara di Iglesias: una struttura intermedia dedicata ai pazienti che non necessitano più di cure intensive, ma che hanno ancora bisogno di assistenza clinica e monitoraggio.
Un tassello fondamentale per garantire continuità nelle cure e accompagnare in modo sicuro il percorso di recupero.

Finanziati con fondi del PNRR, gli interventi in corso segnano un importante salto di qualità nei servizi sul territorio, puntando su innovazione e assistenza di prossimità per garantire cure più accessibili, continue ed eque.

Tradizione e folklore, fede e devozione, cultura e intrattenimento saranno ancora una volta i cardini su cui si regge la festa di Sant’Antioco Martire, patrono di Sardegna, giunta alla 667ª edizione. Dal 16 al 20 aprile prossimi Sant’Antioco si vestirà a festa per rendere omaggio al Santo di tutti i sardi, in un tripudio di colori e sapori. E se gli immancabili appuntamenti simbolo della tradizione e della spiritualità si ripetono da secoli (la processione de Is Coccois in programma sabato 18 e la processione Solenne di lunedì 20, giorno de Sa Festa Manna) il forbito cartellone di eventi laici si arricchisce e si rinnova di anno in anno, spaziando tra musica di qualità e iniziative che ambiscono a celebrare le eccellenze antiochensi, nel segno della tradizione più profonda.

Musica dal vivo con il concerto clou de “Le Vibrazioni” in piazza Ferralasco alle 21.30 di sabato 18 aprile, e con l’esibizione dell’armonicista sardo agli onori della ribalta Moses Concas, in piazza De Gasperi alle 20.00 di domenica 19 aprile. I due spettacoli saranno preceduti dal live della band antiochense Wa’ in bon’ora, che porterà sul palco di piazza Italia lo spettacolo “Furasantus”, venerdì 17 aprile alle 20.00. Non solo musica, grazie all’evento “Cammino dei sapori e delle tradizioni della festa di Sant’Antioco”: itinerario con stand enogastronomici e artigianali dedicati alle tradizioni ed eccellenze locali tra Piazza Italia, Corso Vittorio Emanuele, Piazza Umberto, Via Regina Margherita e Piazza De Gasperi. Un cammino ideale del gusto impreziosito dallo Show Cooking a cura dello chef antiochense premiato da “Gambero Rosso”, Achille Pinna, dall’incontro con Ylenia Parente, che proporrà una dimostrazione sulle tecniche di lavorazione della pasta fresca, dalla preparazione e degustazione di ricette tipiche della cucina antiochense a cura dell’Associazione Cuochi Cagliari Sud Sardegna, e dalla gara di cucina con gli allievi dell’Istituto Alberghiero di Sant’Antioco.

E poi cultura, folklore e tradizione a partire da giovedì 16, con il Convegno “Liturgia, devozione e santità nel Mediterraneo moderno”, presso l’aula consiliare, alle 17.30: nell’occasione, il giovane e talentuoso artista sardo Jacopo Scasselati presenterà la sua scultura raffigurante Antioco Martire; tre giornate di Cori e animazione folkloristica itinerante nelle vie del centro: nella sera di sabato 18 con il coro “Eufonia” di Gavoi e il coro “Priamo Galisay” di Nuoro e doppio appuntamento domenica 19, alle 10.30 e alle 18.30, con i cori “Eufonia” di Gavoi, “Priamo Galisay” di Nuoro, “Su BonuCaminu” di Ardauli e il gruppo Folk “Is Massaieddas” di San Nicolò D’Arcidano, insieme ai suonatori di launeddas. Infine, lunedì 20, dalle 17.30, “Aspettando la Processione”, intrattenimento folk con cori polifonici e suonatori di launeddas su cinque postazioni suddivise tra il lungomare Cristoforo Colombo, piazza Italia e piazza Umberto.

Tornano anche le bellissime Traccas, vere e proprie opere d’arte che ornate a festa verranno esposte nelle vie del centro sabato (alle 17.00) e domenica (alle 10.00). Menzione speciale per “Intrecci al Telaio” – Dimostrazione di tessitura con telaio dell’800 ed esposizione manufatti a cura delle sorelle Pes, presso il Palazzo del Capitolo – Piazza De Gasperi, sabato (dalle 17.00), domenica e lunedì dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00, e per “Giochi dei nonni” Animazione per bambini, attività ludiche della tradizione in Piazzetta Efisio Piria, dalle 17.00 di domenica 19.

Ma il giorno più importante al centro del considerevole programma, quello che stringe le maglie della comunità antiochense da 667 anni all’insegna della fede e della devozione, è “sa Festa Manna” del lunedì, che come da tradizione si celebra 15 giorni dopo Pasqua con la processione solenne in onore del Santo Patrono (trasmessa in diretta TV e in streaming su Videolina), in cui il simulacro di Antioco e le sue reliquie sfilano per le vie della città accompagnati da gruppi folkloristici e a cavallo, cori e suonatori di launeddas, preceduta dalla Solenne celebrazione eucaristica nella basilica di Sant’Antioco Martire presieduta dal Vescovo della Diocesi di Iglesias, monsignor Mario Farci. Chiuderà la giornata di “Festa Manna” lo spettacolo pirotecnico nel lungomare cittadino, alle 22.00.

«Come ogni anno ci siamo impegnati con devozione con lo scopo di offrire a cittadini e ospiti un ricco programma – commenta il sindaco Ignazio Locci – a partire dai consueti appuntamenti con la tradizione e la fede, dalla processione nelle principali strade del paese del simulacro e delle reliquie del Patrono, fino ai fuochi d’artificio che si specchiano in laguna. E poi musica di qualità, eventi nel segno della tradizione e del folklore. Mi preme, ancora una volta, porre l’accento su quanto sia dispendiosa l’organizzazione di questo momento di comunità e festa, l’appuntamento più importante per la comunità antiochense: si tratta di un’attività che dura mesi e che coinvolge diversi uffici comunali, nonché numerose associazioni, locali e non soltanto. Tutti chiamati a fornire il proprio impegno per assicurare che ogni singolo evento si svolga in sicurezza e nel migliore dei modi possibili. I miei ringraziamenti, a nome della comunità, vanno dunque a coloro che si adoperano per garantire questi giorni di festa.»

«Il “Cammino dei Sapori” nasce da un’idea semplice ma forte: mettere al centro la nostra Festa, l’Isola, le sue tradizioni e le persone che ogni giorno le tengono vive – dice l’assessora del Turismo e delle Attività produttive Roberta Serrenti – vogliamo valorizzare ciò che siamo, partendo dalle eccellenze enogastronomiche e artigianali che raccontano la nostra storia, come il vino Carignano e l’abito tradizionale, trasformandole in una risorsa concreta per il territorio. Attorno alla figura del Santo possiamo costruire qualcosa di ancora più grande: un attrattore turistico che unisca la fede, la devozione e il senso di comunità con i sapori, i prodotti e le tradizioni che rendono unica la nostra Terra. È un modo per accogliere visitatori non solo come turisti, ma come ospiti, offrendo loro un’esperienza vera e unica. Questa è anche una scelta politica chiara: investire nelle nostre radici per creare opportunità, lavoro e sviluppo sostenibile. Con una promozione sempre più mirata, vogliamo raccontare la festa come un’esperienza autentica e condivisa, capace di rafforzarne il valore, consolidarla nel panorama regionale e darle il riconoscimento che merita, portandola anche su scenari nazionali.»

«La festa di Sant’Antioco è l’appuntamento più sentito e identitario della nostra comunità, il momento in cui fede, tradizione e cultura si intrecciano e si rinnovano da secoli – aggiunge l’assessore della Cultura Luca Mereu – la 667ª edizione conferma il valore profondo di questa celebrazione, con al centro la solenne processione del Santo, espressione di una devozione popolare autentica e partecipata. Accanto alla dimensione religiosa, il programma valorizza anche il folklore e la cultura. Tra le novità di quest’anno spiccano le giornate dedicate al folklore con traccas itineranti nel centro cittadino, momenti musicali e balli tradizionali e la partecipazione di gruppi femminili per celebrare il centenario del Nobel di Grazia Deledda. Previsti inoltre momenti di musica liturgica dedicati al Santo, con l’esibizione di musicisti di fama come Moses Concas e un convegno storico sulla devozione popolare a Sant’Antioco, durante il quale verrà donata alla cittadinanza la statua del Santo. Un programma che racconta una comunità viva, orgogliosa delle proprie radici e sempre più consapevole del valore del proprio patrimonio identitario.»

Archiviato l’ultimo turno di riposo, il campionato di Eccellenza regionale riparte per la volata finale. Il pareggio imposto dal Carbonia alla capolista Ossese ha riaperto i giochi per la prima posizione che vale la promozione diretta al termine della stagione regolare, con tre squadre racchiuse in 4 punti: Ossese 52 punti, Ilvamaddalena 49, Nuorese 48. Oggi 4 aprile al Comunale “Franco Frogheri”, è in programma Nuorese-Ossese…

Alle spalle delle tre squadre di testa s’è creato il vuoto, con quattro squadre in corsa per gli ultimi due posti per i playoff, con l’attenzione rivolta al divario tra la seconda e la quinta e tra la terza e la quarta, perché il primo turno di play off si disputerà solo se il divario non sarà superiore ai 9 punti. Alla vigilia della 12ª giornata di ritorno, tra Ilvamaddalena (2ª) e l’Atletico Uri (5°) ci sono 9 punti, tra Nuorese (3ª) e Tempio (4°) 6 punti. Sperano ancora di riagganciare il 5° posto il Lanusei (6°, distanzato di 12 punti dall’Ilvamaddalena) e l’Iglesias (7ª), a 13 punti dall’Ilvamaddalena.

Gli ultimi risultati hanno allontanato sensibilmente l’Iglesias dal quinto posto. Quando è stato chiamato a ricoprire la guida della squadra dopo le dimissioni di Giampaolo Murru, Gianfranco Ibba ha ricevuto dal presidente Giorgio Ciccu un mandato preciso: portare la squadra ai playoff. Arrivato dopo la settima giornata con la squadra al 7° posto a 12 punti dalla capolista Ossese e 10 dall’Ilvamaddalena seconda, la squadra rossoblù ha centrato una vittoria sul campo del Sant’Elena, interrompendo un digiuno di vittorie che durava dalla 14ª giornata di andata, 2 a 1 sul Lanusei, e messo insieme tre pareggi consecutivi: 1 a 1 con il Tortolì, 1 a 1 a Buddusò, 0 a 0 con il Tempio. Per sperare ancora nei playoff l’Iglesias dovrebbe fare un filotto di quattro vittorie nelle ultime quattro giornate: a Carbonia, in casa con il Santa Teresa, a Lanusei e in casa con il Villasimius.

Il derby della vigilia di Pasqua al “Carlo Zoboli” di Carbonia promette emozioni, perché le ambizioni play off dell’Iglesias si scontrano con quelle salvezza del Carbonia, rilanciate da tre vittorie casalinghe e un pareggio esterno nelle ultime cinque giornate. Oggi Iglesias e Carbonia sono divise in classifica da soli tre punti, situazione che testimonia il grande equilibrio del campionato, nel quale con una vittoria o una sconfitta si passa dai margini della zona playoff a quelli della zona playout. Il Carbonia guarda avanti con fiducia e punta a mettere insieme nelle ultime quattro partite (dopo il derby, trasferta a Cagliari con la Ferrini, poi in casa con l’Atletico Uri e, infine, sul campo della vicecapolista Ilvamaddalena) i punti che mancano per arrivare alla salvezza diretta, ma nei giorni di riposo dello scorso fine settimana il pensiero di tanti è tornato alle numerose occasioni perse, in particolare alla clamorosa sconfitta interna subita con il Sant’Elena alla terza giornata di ritorno, oggi matematicamente retrocesso (dopo Carbonia ha raccolto 1 solo punto in 8 partite giocate).

Il derby, come sempre, sfugge a tutti i pronostici. All’andata, al Monteponi, il 30 novembre, si impose l’Iglesias per 2 a 1, ma il Carbonia lasciò il campo con tanti rimpianti. Nel primo tempo, sullo 0 a 0, la squadra di Graziano Mannu sciupò due grandi occasioni con Leonardo Boi e l’Iglesias sbloccò il risultato al 41’ con un calcio di rigore tra sformato da Joel Salvi Costa. Il Carbonia riportò il risultato in parità con un goal dell’ex Tomas Pavone al 77’, spinto dall’entusiasmo cercò il goal della vittoria e venne punito da Joel Salvi Costa, in goal di testa su assist di Nicolas Capellino, per la doppietta personale.

Negli ultimi giorni di vigilia è cresciuta l’attesa per una partita che promette di riportare sulla tribuna del “Carlo Zoboli” il pubblico delle grandi occasioni.

Il fischio d’inizio è fissato alle ore 16.00. Dirigerà Gabriele Dascola di Cagliari, assistenti di linea Mirko Pili e Giuseppe Puddu di Oristano.

Giampaolo Cirronis

Da Narcao, piccolo grande paese del Basso Sulcis, è arrivata una giornata che va oltre lo sport e parla direttamente all’anima.
Le Vecchie Glorie del calcio sardo, che per anni hanno fatto sognare sui campi, oggi continuano a lasciare il segno fuori dal terreno di gioco. Non più solo protagonisti di partite, ma testimoni di valori profondi: solidarietà, impegno e responsabilità verso gli altri.
È proprio grazie a loro e al loro instancabile spirito che ha preso vita un’importante iniziativa di sensibilizzazione sulla talassemia. Un momento intenso, reso possibile anche dalla sensibilità del Sindaco e dell’amministrazione comunale di Narcao, che hanno accolto con attenzione e partecipazione questo messaggio.
Le parole dei relatori, il dottor Pietro Manca, la dottoressa Maria Serrau e il moderatore, il dottor Paolo Porcella, hanno dato voce a una realtà che non può e non deve essere ignorata. Una realtà che chiede consapevolezza, vicinanza, ma soprattutto azione.
E proprio qui emerge il messaggio più forte: il bisogno di coinvolgere le nuove generazioni, troppo spesso distanti da queste tematiche. Perché donare il sangue non è solo un gesto medico, ma un atto d’amore, un legame invisibile che unisce chi dona a chi riceve.
Le Vecchie Glorie lo sanno bene: oggi come ieri, il vero valore non sta solo nel vincere, ma nel fare la differenza. E a Narcao, ancora una volta, hanno dimostrato che il cuore può battere forte anche lontano da uno stadio.
Donare è vita…diventa protagonista pure tu.
Antonio Mura

Pietro Cui, famiglia originaria di Desulo, nasce a Iglesias nel 1942 e fin da bambino, dopo aver frequentato solo la quarta classe di scuola elementare, viene avviato all’attività di pastorello.
Sono gli anni Cinquanta e la poesia estemporanea, con valenza di intrattenimento e talvolta come disputa competitiva, era un radicato fenomeno che alimentava in modo determinante la cultura orale del mondo pastorale e contadino. La poesia nasceva e veniva coltivata nella naturalezza e trasmessa con semplicità, da maturi poeti, nelle lunghe giornate trascorse al pascolo o nelle faccende agricole. La solitudine dei lavori di campagna erano spesso – almeno per i giovani più dotati e appassionati – occasione per improvvisare versi e familiarizzare nel costruttivo realizzo delle rime in endecasillabo: metrica regina delle otadas che animavano le esibizioni in su palcu dei rinomati poeti come tziu Remundhu Piras, e altri di qualità, in occasione delle gare strutturate a tema per le feste patronali. Sa gara era da considerare un distintivo evento sociale condiviso e per dimensione una vera forma di teatro sardo popolare, dopo la regolarizzazione operata nel 1896 dall’aedo ozierese Antoni Cubeddu.
Certamente anche il piccolo pastorello Pietro ascoltava sos mannos, i poeti de sa pinneta, e memorizzava la struttura dell’ottava, la rima e le diverse forme metriche in una libera formativa scuola di oralità che formerà il futuro poeta estemporaneo e a taulinu. Attraverso sistematiche letture acquisisce una vasta cultura letteraria e di conoscenze che, sapientemente e con intenso lirismo, riversa nella poesia sarda scritta e cantata.
Con l’idea di migliorare la propria condizione sociale, matura l’intenzione di emigrare. Dieci anni tra Torino e Milano, svolgendo il lavoro di carpentiere edile, fino a riconsiderare, nel 1978, il fattibile progetto di rientro nell’Isola; si ristabilisce, con moglie e i quattro figli, nel luogo identitario d’origine. Il rientro a Iglesias significa anche una determinata ripresa dell’attività poetica che lo porta a distinguersi come abile e apprezzato improvvisatore de sustantzia e di piacevole espressiva teatrale gestualità.
Di Pietro Cui, dotato di una voce melodiosa, energica e di vigoria espressiva, si ricordano memorabili disputas: a Nurachi nell’edizione 2013 de Sa Gara, documentata come video in You Tube; l’eccezionale concorso di poesia estemporanea, nel 1989 a Silanus, in cui conseguì un importante riconoscimento da una commissione giudicante composta, tra gli altri, dal silanese Francesco Mura e dall’illoraese Giovanni Antonio Carta e nella sua Iglesias, artefice di apprezzate gare poetiche in logudorese, in occasione dei festeggiamenti settembrini in onore della Madonna di Valverde. Tantissime le affermazioni e attestati ricevuti, in diversi premi letterari, che legittimano la qualità e concettualità delle composizioni meditate a taulinu.
La considerevole produzione lirica di Pietro Cui è raccolta nel volume “Umiles Poesias” e nella corposa silloge “Da Su Colle De Su Bonu Caminu”, pubblicata postuma, ma fedele alle scelte operate a suo tempo dallo stesso autore; l’opera, a cura del prof. Mario Urru, è stata fortemente voluta dalla figlia Susanna Cui che ne ha amorevolmente seguito la pubblicazione e così realizzato il sogno di immortalare i versi del genitore-poeta, scomparso il 30 settembre 2016.
Un lascito letterario, quello di Pietro Cui, con una vastità di argomenti, sentimenti e ricca gamma di emozioni esplorate; un autore sensibile che ha “sondato” con semplicità il mondo interiore ed esteriore con estrema versatilità poetica.

Cristoforo Puddu

A SA MADONNA DE SU BONU CAMINU
Da su Colle de su Bonu Caminu
O Madonna cun sa tua potentzia
Beneighe sa nostra residentzia
Ogni umanu e vivente cittadinu.
Laores animales cun terrinu
Cun sa sublime tua magnificentzia
Manda salude paghe e beneficentzia
Da s’altu chelu cun Deus divinu.
Domines ogni cosa ’e sa natura
Maria dae s’altu ’e sa collina
Terra ortos binzas e pastura.
Da sa nostra ariosa montagnina

Sas baddes cun tottu s’agricoltura
Da sos montes finas a sa marina.

MODA A SA SARDIGNA
Isterrida
Po render a sos posteros s’idea
Tue puru possedis un’istoria
As lassadu s’impronta in sa memoria
De un’era patida orrenda e fea.
Po sos dirittos tuos in pelea
As affrontadu lottas e cunflittos
Sentza paura de inimigas flottas
Mandande a monte sos disignos suos.
In pelea po sos dirittos tuos
As affrontadu lottas e cunflittos
In pelea po sos tuos dirittos
As affrontadu cunflittos e lottas.
Sentza paura de inimigas flottas
Mandande a monte sos suos disignos
De su sardu eroismu sos impignos
E s’ammentu de s’animu gagliardu
Sos impignos de s’eroismu sardu
Gagliardu de s’animu s’ammentu
In sas oras de su cumbattimentu
Non teniat paura ’e su nemigu.

Primu fiore
Sa Sardigna est famada in casu e trigu
Che granaiu de Roma fit giamada
Opera de su pastore e su massaiu
Chi l’an de custu onore fatta digna
Famada in casu e trigu est sa Sardigna
Che granaiu de Roma fit giamada
Sa Sardigna in casu e trigu est famada

Chi fit giamada de Roma su granaiu
Opera de su pastore e su massaiu
Chi l’an fatta digna de cust’onore
Opera de su massaiu e su pastore
Chi digna de cust’onore l’an fatta
Dedita a sas fadigas e cumpatta
Ospitale a personas amigas
Dedita e cumpatta a sas fadigas
A personas amigas ospitale
E cuss’antiga usantzia locale
Finas in custu tempus tenet dura.

Segunda retroga
Po render a sos posteros s’idea
………………………………..
De su nemigu non teniat paura.

Segundu fiore
As bella ammirativa posidura
Distinta de su mare in s’attrattiva
Cun ispiaggias de imbidiare
Chi non tenen sos mares sa gemella
As posidura e ammirativa bella
Distinta de su mare in s’attrattiva
As bella posidura ammirativa
Distinta in s’attrattiva de su mare
Cun ispiaggias de imbidiare
Chi sa gemella sos mares non tenen
Sos ch’amana sa marina si trattenen
Godindesi s’aera genuina
Si trattenen sos ch’aman sa marina
Genuina godindesi s’aera
Ca proite sa sarda atmosfera
In s’organismu benessere cria

Ultima retroga
Po render a sos posteros s’idea
………………………………..
Paura ’e su nemigu non teniat.

Ultimu fiore
Poetas importantes possediat
Chi an lassadu operas brillantes
Est Bustianu Satta numenadu
Chi s’est distintu in operas perfetas
Possediat importantes poetas
Chi an lassadu operas brillantes
Possediat poetas importantes
Chi operas brillantes an lassadu
Est Bustianu Satta numenadu
Ch’in operas perfetas s’est distintu
E d’appretzare est de Mossa s’istintu
Mereu e Montanaru a facca a pare
S’istintu de Mossa est d’appretzare
Mereu a facca a pare a Montanaru.

Dispedida
Tue Nurachi cun impignu raru
Ti ses disposta cun coro benignu
Chirchende de sas musas su tesoro
Battinde dilettantes da tottue
Nurachi cun impignu raru tue
Ti ses disposta cun coro benignu
Nurachi tue cun raru impignu
Ti ses disposta cun benignu coro
Chirchende de sas musas su tesoro
Battinde da tottue dilettantes
Cun s’ispera chi enzan importantes
Che sos poetas de s’era passada

S’opera ’ostra tantu appretziada
Potat sighire in s’andare ’e sos annos
E a tottu cantos sos iscultadores
Bos ringratzio tottu amada zente
E perdonade sos mios errores
Po cantu che nd’at minores e mannos
Su cumitadu cun su presidente
Ringratzio de sa ’ostra accoglientzia
Saludo a tottus e bona permanentzia.

BARANTABATOR'ANNOS COJADU
Fit s’undighi de austu su mese
Su seculu passadu sessantotto
Barantabator’annos narrer potto
A tie o lettore si mi crese.
In sa nostra imponente cattedrale
Intitulada a Santa Chiara
Deo cun sa mia isposa cara
Nos at unidu cun s’ostia sacrale.
Ammento su die subra ’e s’altare
Cantu bellu est istadu su momentu
Cun Lughia amus fatu giuramentu
Sos duos coros a unire a pare.
A Santa Chiara deo app’invocadu
De essere sa nostra protettora
Unida impare a Nostra Signora
S’invocatzione nos at accansadu.
Batoro fizas suni arrivadas
Tottas batoro las amus in coro
De nois cussu est su nostru tesoro
E las tenimos totus cojadas.
Noe feminas tra fizas e netas
Signu chi amus tentu sorte ona
Paren sas noe sorres ’e s’Elicona

Cuddas chi cantan tottus sos poetas.
Riposu cun Lughia mai un’ora
Deo in cantieri e issa in domo
Solu su riposu tenimos como
E paret differente s’aurora.
Amus nepodes cun pulidos pannos
Si nos assistit Gesus e sa Madonna
Nos an a faghet bisnonnu e bisnonna
Essende unu giovanu ’e vintibator’annos.
No amus tentu ne dinari ne oro
Ne mai ricchesa in cantidade
Ma tribagliu sa paghe e s’onestade
Sa ricchesa est custa e mi onoro.
Como so nonnu de sette nepodes
E cun muzere mia so serenu
Mi parzo padronu ’e s’arcubalenu
Lasso a sos ateros a tesser lodes.
Como chi so mannitu a pilos canos
Chelzo solamente trancuillidade
Gosare sa etzesa a tarda edade
Su disizu est de nois antzianos.
Ma ite narrer po sa gioventude
Amore e paghe cun tanta allegria
Mai chi molzat sa sarda poesia
Cun su tribagliu fortuna e salude.

A SU PROFESSORE MARIO PUDHU
De professores nde conosco tantos
E calecunu ma dadu batosta
Ma deo fattu l’appo sa proposta
Nendeli ca’ manch’issos suni Santos.

Ma tue Mariu as fattu ispantos
C’a m’as dadu lestru sa risposta

Si puru non l’as fattu per posta
Ca oe amus modernos’impiantos.

E sa risposta intro e s’ora
Si pode torrare sen’ingannos
Sena ch’ispunte s’ater’aurora.

Medas de custos si creene mannos
E risposta no m’an dadu ancora
E gai passan sos meses e annos.

Non ba passadu nemnc’una chida
Chi tue subitu ti ses fattu intendere
Ma deu Mariu ti potto comprendere
Ca tenes coro e anima pulida?

E sa risposta tua mes gradida
E s’omaggiu dae coro chelzo rendere
E noes ca mi chelzo difendere
Ma a t’augurare benes toda vida.

Sigas Mariu in camminu erettu
A insegnare s’amor’e sa paghe
Tantu l’as’afferradu su cuncettu.

A mi risponded’in manera faghe
Intantu ti saludo cun rispettu
Restami fort’e sanu che nuraghe.

Ti saludo Professore caramente

Da parte de Pedru Cui s’Iglesiente.

Mercoledì 8 aprile, dalle ore 7.30 alle ore 9.30, presso i cancelli della centrale ENEL di Portovesme si terrà l’assemblea generale dei lavoratori iscritti e simpatizzanti alla FIOM CGIL e alla UILM UIL, per discutere delle seguenti problematiche: 1) Crisi del territorio e iniziative in corso 2) Futuro della centrale e delle lavorazioni degli appalti 3) Varie ed eventuali.

Anche a Iglesias Poste Italiane celebra la Pasqua con un annullo filatelico speciale.

In città il prodotto filatelico è disponibile, fino al 7 aprile, nell’ufficio postale con sportello filatelico di Iglesias Centro (Serra Perdosa).

Con l’annullo filatelico speciale si potranno timbrare le corrispondenze presentate allo sportello filatelico, presso il quale saranno disponibili i francobolli per l’affrancatura.

Il prossimo martedì 7 aprile, dalle 10.30 alle 12.30, la Casa Circondariale di Uta ospiterà la Festa di Pasqua organizzata da Exmè & Affini nell’ambito del progetto Liberi dentro per crescere fuori, dedicato al sostegno alla genitorialità in ambito detentivo, e selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

L’iniziativa mira a offrire ai padri detenuti e ai loro figli uno spazio concreto di incontro e normalità, trasformando per alcune ore la biblioteca del carcere in un ambiente festoso e accogliente.

Il programma della mattinata prevede l’intrattenimento musicale con dj set e attività di animazione specificamente pensate per i bambini, con l’obiettivo di favorire il gioco e l’interazione spontanea tra genitori e figli. Al centro dell’evento ci sarà la distribuzione delle uova di cioccolato per tutti i partecipanti, un simbolo tradizionale scelto per rendere il momento della festa ancora più partecipato e inclusivo.

«Cerchiamo di far vivere momenti sereni e spensierati a bambini e ragazzi insieme ai propri genitori. Tenere saldi i legami familiari è fondamentale per il loro benessere e per il futuro reinserimento sociale degli adulti», spiega Ugo Bressanello per Exmè & Affini, evidenziando l’efficacia di interventi che mettono al centro la responsabilità educativa e l’affettività.

L’evento si inserisce in un percorso più ampio di riqualificazione sociale e culturale che vede il carcere non solo come luogo di pena, ma come spazio in cui attivare processi di cambiamento e cittadinanza attiva attraverso la tutela dei legami primari.

La rete di partenariato del progetto Liberi dentro per crescere fuori comprende la cooperativa Elan (capofila), insieme a Panta Rei Sardegna, Solidarietà Consorzio, Exmè & Affini, Casa delle Stelle, la Direzione del carcere di Uta, l’Uiepe, il comune di Cagliari, l’associazione Prohairesis e Aragorn S.r.l.

 

 

L’assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente ha chiesto integrazioni all’Ekosarda sul progetto di costruzione di un impianto di smaltimento per rifiuti speciali non pericolosi della volumetria netta di 323.164 metri cubi in località “Su Giri de sa Murta”, nel comune di San Giovanni Suergiu. La richiesta è stata formulata a seguito delle risultanze dell’istruttoria condotta dall’Ufficio e di quanto emerso dalla Conferenza di servizi istruttoria svoltasi lo scorso 27 gennaio.

L’assessorato richiede alla società proponente importanti chiarimenti su parametri e fattori ambientali e in merito all’analisi delle alternative, considerato che l’intervento proposto implica la mancata realizzazione del progetto di recupero/ripristino, esaminato/valutato nell’ambito della procedura di verifica, che prevedeva il riempimento dei vuoti di coltivazione, utilizzando (circa 182.000 metri cubi) materiale di provenienza prevalentemente esterna, e la restituzione delle aree all’originaria funzione agricola, di valutare, oltre l’opzione zero, di non realizzazione della discarica, con l’attuazione del progetto di recupero già approvato, altre alternative. La relazione dei tecnici dell’Assessorato continua sull’estensione dell’analisi costi-benefici ad altre possibili alternative e invita la società Ekosarda ad approfondire il censimento dei recettori presenti.

«Questo passaggioprecisa la sindaca Elvira Usai – è uno dei fattori su cui l’inchiesta pubblica con tutti i vari portatori d’interesse della nostra comunità ha da sempre indicato come sensibili e non superabili.»

Al fine di supportare la sostenibilità tecnico-finanziaria dell’intervento e giustificare il dimensionamento della discarica, viene chiesto di indicare attraverso una specifica indagine di mercato, i rifiuti speciali da conferire presso l’impianto, definendone bacino di provenienza, quantitativi e caratteristiche chimico-fisiche e conformità alle previsioni di legge in merito alla loro ammissibilità allo smaltimento nelle discariche per i rifiuti non pericolosi e rifiuti pericolosi stabili e non reattivi che soddisfano i criteri di ammissione previsti.

In riferimento alla relazione geologica-idrogeologica, viene rilevato che la collocazione dell’opera ai margini di un’area censita come Hg1 (pericolosità geologica moderata) e totalmente ricadente in area Hi1 (pericolosità idraulica moderata) del Piano di Assetto idrogeologico della Sardegna (P.A.I.), e non sono state reperite, all’interno della relazione, considerazioni circa la necessitò di eventuali opere di mitigazione della pericolosità, ovvero sull’eventualità che l’opera stessa possa aggravare tale pericolosità.

«In più segmenti dei vari documentiaggiunge Elvira Usaiil rimando alle osservazioni tecniche prodotte dal Comune, dal Comitato No alla discarica, dalle numerose associazioni ambientaliste, sociali e culturali, è una costante. Ciò significa che chi lotta da mesi contro la realizzazione di questa discarica, lo fa con cognizione di causa, in maniera consapevole e studiando a fondo le pieghe di questo scellerato progetto.»

L’obbligo di riscontro con ampia documentazione, da parte di Ekosarda, a tutte le schede parere degli enti coinvolti (oltre 15) dovrà necessariamente essere trasmesso entro il 30 aprile.

«Auspichiamoconclude Elvira Usai – che al più presto venga posta la definitiva parola fine a questo scempio ambientale e che la collina venga rinaturalizzata.»

La Biblioteca Centrale di Carbonia e le sedi periferiche di Barbusi, Cortoghiana, Is Gannaus e la sezione di Storia Locale (locali ex torneria della Grande Miniera di Serbariu), in occasione delle festività pasquali, saranno chiuse al pubblico nei seguenti giorni: sabato 4 e martedì 7 aprile 2026.