18 August, 2026
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CGIL, CISL e UIL Sardegna esprimono apprezzamento per il proseguimento del confronto periodico con la Regione, previsto dal Protocollo di relazioni sindacali del 4 agosto 2025, che conferma la volontà di mantenere un dialogo stabile sulle principali scelte riguardanti il sistema sanitario regionale. Accanto a questa volontà occorrerà che su queste scelte ci sia un confronto preventivo e non solo di comunicazione ex post o di presa d’atto.
Nel corso dell’incontro sono stati affrontati temi di grande rilevanza, a partire dalle politiche per il personale, dall’attuazione del PNRR, dal rafforzamento della sanità territoriale e dalla riduzione delle liste d’attesa.
Le organizzazioni sindacali valutano positivamente l’apertura della Regione rispetto all’introduzione di misure di incentivazione volte a favorire il reclutamento di medici, infermieri e personale del comparto nelle sedi più disagiate e nei reparti caratterizzati da maggiori criticità.
Si tratta di un primo passo che dovrà essere definito attraverso il confronto con il sindacato e accompagnato da un piano più ampio di assunzioni stabili, dal completamento delle dotazioni organiche, dall’accelerazione delle procedure concorsuali e da interventi strutturali capaci di rendere maggiormente attrattivo il servizio sanitario pubblico. Tutti elementi richiesti da tempo e il cui ritardo nella realizzazione ha accentuato le difficoltà generali del sistema sanitario.
Sul PNRR si prende atto dei risultati illustrati dalla Regione relativamente al raggiungimento dei target previsti. Tuttavia, l’obiettivo prioritario deve essere quello di rendere pienamente operative le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità, garantendo personale, servizi, tecnologie e un’effettiva presa in carico delle persone.
Le infrastrutture rappresentano un’opportunità solo se accompagnate dalle necessarie risorse umane e organizzative. Per questo CGIL, CISL e UIL ritengono indispensabile prevedere nuove assunzioni dedicate alle Case della Comunità e agli Ospedali di Comunità, affinché possano svolgere pienamente la funzione per cui sono stati programmati.
Positivo il percorso di digitalizzazione del sistema sanitario regionale e i risultati conseguiti sul Fascicolo Sanitario Elettronico, così come gli interventi annunciati per il contenimento delle liste d’attesa. Anche su questo versante sarà fondamentale verificare l’effettiva riduzione dei tempi di accesso alle prestazioni e il rafforzamento della capacità produttiva del sistema sanitario pubblico.
Nel corso del confronto le 0rganizzazioni sindacali hanno inoltre ribadito la necessità di accelerare sull’approvazione degli atti aziendali e hanno richiesto la presentazione del fabbisogno triennale del personale, strumento indispensabile per programmare le assunzioni e garantire una corretta organizzazione dei servizi. È stata inoltre evidenziata l’urgenza di completare il processo di riorganizzazione del sistema sanitario regionale, rafforzare la medicina territoriale, investire nell’edilizia sanitaria e assicurare strutture moderne, sicure ed efficienti.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al sistema dell’emergenza-urgenza. CGIL, CISL e UIL hanno evidenziato la necessità di individuare rapidamente soluzioni stabili che garantiscano la piena operatività dei Pronto Soccorso e dell’intera rete dell’emergenza, soprattutto nella fase di superamento del ricorso ai medici cosiddetti “gettonisti”. È indispensabile evitare che tale cambiamento determini ulteriori criticità nell’assistenza alle persone, prevedendo strumenti e incentivi che valorizzino il personale dipendente e rendano più attrattivo il lavoro nei servizi di emergenza-urgenza.
CGIL, CISL e UIL confermano la propria disponibilità a proseguire il confronto con spirito costruttivo, nella convinzione che il metodo del confronto e della condivisione preventiva rappresenti uno strumento fondamentale per migliorare il sistema sanitario regionale. Allo stesso tempo ribadiscono che agli impegni assunti dovranno seguire decisioni rapide, investimenti adeguati e risultati concreti, nell’interesse delle lavoratrici, dei lavoratori e di tutti i cittadini della Sardegna.

Lunedì 6 luglio 2026, alle ore 21.30, l’Arena Mirastelle di Carbonia ospiterà la presentazione di “Stelle nel Pozzo”, il nuovo cortometraggio scritto e diretto da Paolo Carboni, prodotto da Areavisuale Film con Terra de Punt (Salvatore Cubeddu) e Art&Show Srl (Maria Elena Garau). L’evento è organizzato dal Centro Servizi Culturali della Società Umanitaria di Carbonia in collaborazione con la casa di produzione Areavisuale Film, e si avvale del contributo della Regione Autonoma della Sardegna e del comune di Carbonia, con il sostegno del Centro Servizi Culturali della Società Umanitaria Cineteca Sarda di Cagliari. L’ingresso alla proiezione è gratuito e aperto alla cittadinanza.

La storia. Carbonia, fine anni ’80. Dopo la chiusura delle miniere, la città vive gli effetti della crisi postindustriale: disoccupazione, degrado, senso di abbandono. In questo contesto, Caterina (interpretata da Elisa Luciano) e Cinzia (interpretata da Manuela Cambuli), sedici anni, amiche unite dalla passione per la pallavolo, cercano un futuro diverso da quello che la loro terra sembra riservare loro. Caterina nasconde una fragilità dietro un carattere forte: la crisi mineraria ha segnato la sua famiglia e lei sogna di allontanarsi da una realtà che sente soffocante. Cinzia condivide lo stesso desiderio di fuga. Le due ragazze finiscono così coinvolte in situazioni rischiose, in una spirale da cui diventa sempre più difficile uscire, fino a un epilogo drammatico. Liberamente ispirato a una vicenda sarda rimasta a lungo senza una piena risoluzione, il film racconta amicizia e ricerca di dignità in un contesto di marginalità, offrendo uno sguardo sulla Sardegna post-industriale e sulle sue contraddizioni, tra ferite sociali e capacità di resistenza.

Lo sguardo del regista. «Stelle nel Pozzo nasce dal desiderio di tornare su una storia già raccontata più volte, ma di farlo da una prospettiva diversa: quella della condizione di vita delle giovani coinvoltespiega il regista Paolo Carboni -. Mi interessa meno la cronaca e più ciò che la cronaca lascia spesso fuori: l’adolescenza in una Sardegna post-industriale di fine anni ’80, fatta di amicizie profonde, sogni di fuga e fragilità acuite dal contesto sociale.»

La regia segue un approccio naturalistico – luce naturale, ambienti reali, una macchina da presa discreta che osserva senza giudicare. Il montaggio, essenziale e con tempi dilatati, lascia spazio alle protagoniste e alla loro forza espressiva. Il formato anamorfico dona al racconto un respiro cinematografico, allontanandolo dai toni della cronaca nera per restituire dignità alle protagoniste come personaggi, non come casi di cronaca.

 

Il GAL Sulcis Iglesiente Capoterra e Campidano di Cagliari ha organizzato l’evento “Generare Territorio – storie risultati e alleanze che raccontano dieci anni di sviluppo locale nel Sul Ovest della Sardegna”, dedicato alla condivisione degli esiti e delle prospettive della strategia di sviluppo locale attuata nel territorio attraverso un approccio integrato e plurifondo.

L’incontro si terrà venerdì 17 luglio 2026, dalle ore 9.00 alle ore 13.30, presso la Cantina Santadi e rappresenterà un’importante occasione di confronto istituzionale sul percorso di sviluppo promosso dal GAL nell’ultimo decennio, ripercorrendo, attraverso le esperienze più significative, sfide, opportunità e risultati nati dalla collaborazione tra istituzioni, imprese, comunità locali e partenariato territoriale.

Saranno presentate le principali azioni realizzate nella programmazione 2014-2022, evidenziando il valore aggiunto generato dall’integrazione tra fondi, strumenti e politiche di sviluppo.

L’incontro rappresenterà, inoltre, un’occasione per condividere alcune riflessioni sulle sfide della nuova programmazione 2023–2027 e sul ruolo dei GAL nello sviluppo delle aree rurali della Sardegna, valorizzando l’esperienza maturata e promuovendo modelli più efficaci di governance e cooperazione territoriale.

«Il rischio di chiusura del Punto di Primo Intervento dell’ospedale di Iglesias è oggi concreto e imminente a seguito della cessazione dei contratti dei cosiddetti medici “a gettone” nei servizi di emergenza-urgenza. Una criticità ampiamente prevedibile e nota da mesi, rispetto alla quale la Giunta regionale non ha evidentemente messo in campo misure sufficienti a garantire la continuità del servizio e la tenuta della rete dell’emergenza sanitaria territoriale.»

Lo scrive, in una nota, Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

«Le conseguenze di questa situazione rischiano di essere immediate e gravi per un territorio già fortemente penalizzato, con l’imminente pericolo di un depotenziamento dei servizi essenziali e di
un sovraccarico degli altri presidi ospedalieriaggiunge Gianluigi Rubiu -. Preoccupante situazione anche per il Pronto Soccorso dell’ospedale “Sirai” di Carbonia, che già opera in condizioni di forte pressione e che rischia un ulteriore aggravio dei carichi di lavoro a seguito dell’eventuale chiusura del Punto di Primo Intervento dell’0spedale di Iglesias. Il presidio, infatti, non risulta adeguatamente rafforzato e registra in questi giorni anche il trasferimento di una unità medica, con ulteriore peggioramento della situazione organizzativa.»

«Serve un intervento immediato per evitare il collasso della rete dell’emergenza-urgenza nel Sulcis Iglesienteconclude Gianluigi Rubiu -. Per queste ragioni, in queste ore è stata presentata un’interrogazione alla Presidente della Regione e all’assessore della Sanità per chiedere chiarimenti urgenti sulle misure adottate e sulla reale capacità di garantire la continuità assistenziale nei presidi interessati.»