18 August, 2026
Home2026Luglio (Page 18)

Avrebbe potuto salutare in qualunque modo, ma ha simpaticamente iniziato la sua splendida performance dicendo “Ajo”! Così venerdì 3 luglio si è presentato al pubblico il grande Fausto Leali, sul palco di piazza Matteotti, a Domusnovas, in piazza Matteotti, organizzato dalla Pro Loco di Domusnovas, con il contributo del Comune di Domusnovas e della Regione Autonoma della Sardegna.

Un artista simbolo del panorama musicale italiano e non solo, esordisce giovanissimo negli anni ’60 facendosi subito apprezzare per il suo stile che abbraccia pop, beat e rhytm and blues. La sua voce dal timbro soul e graffiante gli ha permesso di partecipare a 13 festival di Sanremo.

 

Nella sua carriera incide 26 album ed arriva a collaborare con mostri sacri della musica internazionale come Ray Charles. Il folto pubblico presente a Domusnovas lo ha acclamato con affetto sin dalle prime note, mostrando ancora una volta la grandezza dell’artista. Ha cantato insieme a lui successi che non saranno mai dimenticati per la profondità dei testi e l’interpretazione squisitamente passionale. Dal melodico al ritmo incalzante, ha regalato un bellissimo spettacolo. Con lui sul palco anche la compagna Germana, con la quale ha duettato nel famosissimo brano “Ti lascerò”, per poi esibirsi da sola sfoderando una voce straordinaria.

A sorpresa è salito sul palco per cantare con lui un successo indimenticabile, Marco Carta stimato da Fausto sin dalla partecipazione di Marco al programma “Tale e Quale”, in cui impersonò proprio Fausto Leali.

Applausi a non finire per il brano “Io amo” che i due artisti hanno cantato, insieme accompagnati dal pubblico che non ha perso occasione per cantare con loro. Un omaggio a Toto Cutugno con la canzone “L’italiano” eseguita a cappella dal pubblico sotto “la direzione artistica” dell’artista Fausto Leali.

Una serata che Fausto Leali ha voluto chiudere facendo selfie con i tanti fan arrivati numerosissimi per seguire il suo concerto.

E come una magia la musica ha spazzato via ogni pensiero lasciando spazio al piacere indescrivibile che suscita la musica live.

Nadia Pische

Si è conclusa con una grande partecipazione di pubblico l’edizione 2026 di SarrochArt – Festival delle Arti Visive, che sabato 4 e domenica 5 luglio ha vissuto a Casa Mascia il suo momento finale.

Le due serate di sabato 4 e domenica 5 luglio hanno restituito alla cittadinanza il lavoro realizzato nelle settimane precedenti: un’occasione di incontro, partecipazione e condivisione che ha confermato la vitalità culturale di Sarroch e la capacità del festival di coinvolgere generazioni diverse intorno al linguaggio del cinema.

Durante gli appuntamenti conclusivi, il pubblico ha potuto assistere alla proiezione dei cortometraggi realizzati nei laboratori di cinema e incontrare i registi Matteo Incollu e Matteo Manunta, ospiti delle serate con i cortometraggi Blu Oltremare e Fratelli. Il clima delle due giornate ha reso evidente il valore di un progetto che non si limita alla proposta culturale, ma diventa esperienza collettiva, occasione di relazione e dimostrazione concreta di vitalità per tutta la cittadina.

Promosso dal Comune di Sarroch, con il sostegno della Fondazione di Sardegna, dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione della Regione Sardegna e organizzato dall’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo, SarrochArt 2026 ha saputo trasformare il paese in un grande laboratorio diffuso di immagini, storie e racconti audiovisivi.

Il percorso, avviato nei primi giorni di giugno, ha coinvolto bambini, ragazzi e adulti in due laboratori pensati per avvicinare la comunità al linguaggio cinematografico e costruire un racconto collettivo di Sarroch attraverso la cinepresa. Il primo laboratorio ha visto la partecipazione di circa 15 bambini, mentre il secondo ha coinvolto circa 10 partecipanti tra adolescenti e adulti. Non semplici attività formative, ma esperienze di osservazione, ascolto e condivisione, capaci di far emergere luoghi, memorie, identità e punti di vista diversi.

Durante il percorso sono stati realizzati due piccoli film, nati dal confronto tra i partecipanti e i professionisti che hanno guidato i laboratori. Le opere sono state presentate al pubblico nelle serate conclusive insieme ai cortometraggi dei due registi ospiti, in un programma che ha unito cinema breve, racconto del territorio e dialogo con gli autori.

 

Venerdì 3 luglio il Rotary Club di Iglesias ha celebrato il tradizionale passaggio del collare, momento che segna l’avvio del nuovo anno rotariano. La guida del Club è passata dal presidente uscente Paolo Aureli, che ha concluso l’anno 2025/2026 ispirato dal motto internazionale “Uniti nel fare del bene”, al presidente entrante Davide Ballarin, che inaugura l’anno 2026/2027 sotto il tema “Creiamo un impatto duraturo”.

Prima del passaggio delle consegne, il Club ha conferito alla professoressa Silvana Nieddu la prestigiosa onorificenza Paul Harris Fellow (PHF), riconoscimento attribuito dal Rotary International a chi si distingue per impegno, servizio e contributo alla comunità.

Nel suo intervento, il presidente uscente Paolo Aureli ha ripercorso le attività svolte nel corso dell’anno, mentre il presidente entrante Davide Ballarin ha illustrato le linee guida del nuovo anno, puntando su progetti ad alto impatto sociale, continuità delle iniziative avviate e maggiore coinvolgimento dei giovani e delle professioni.

Il Rotary Club Iglesias apre così l’anno rotariano 2026/2027 con rinnovato entusiasmo, confermando la propria presenza attiva nel territori e l’impegno a “creare un impatto duraturo” attraverso progetti concreti e sostenibili con una particolare attenzione a quelli rivolti alle nuove generazioni.

Le buone notizie, sono solo limitate alle interlocuzioni tenute con e tra il Ministero e l’Assessorato del Lavoro, che hanno portato alla soluzione parziale della mobilità e di tutte le casse integrazioni richieste. Ma la crisi determinata da quanto sta avvenendo nel polo industriale di Portovesme, è lontana da essere risolta.

Un disastro economico e sociale di proporzioni immani si sta abbattendo nel territorio: si assiste alla chiusura delle fabbriche, con fermate imminenti per la centrale Enel e nessuna prospettiva di rilancio per la SiderAlloys, Portovesme srl e probabilmente Eurallumina. Uno scenario catastrofico, che non può subire ulteriori rinvii.

Le promesse roboanti del ministro Urso nei cancelli delle fabbriche, in cui sosteneva di non lasciare indietro nessuno e garantiva il rilancio industriale dove sono finite?

Il MIMIT, convochi subito il Tavolo per l’ex Alcoa e ci spieghi quali motivi spingono a tenere ancora in piedi la guida dello stabilimento alla Sider Alloys, dopo i danni creati?

Quali sono i motivi per cui Invitalia, costola dello stato, continua a sostenere l’attuale proprietà nonostante il fallimentare progetto?

Soprattutto si risponda del perché davanti a proposte concrete di disponibilità a rilanciare le produzioni (l’azienda greca Metlen non è una novità, ma adesso c’è anche l’interessamento ufficiale confermato dal MIMIT), si continui a dare credibilità e fiducia a questa gestione e non si accelera sui possibili rilanci?

Si colgano le possibilità di rilancio produttivo senza ulteriori perdite di tempo, subito. In caso contrario, la politica a tutti i livelli si assuma la responsabilità di trovare le dovute soluzioni a tutti i lavoratori, diretti e indiretti, si chiarisca il futuro dei tanti in cassa integrazione e mobilità, che presto rischiano di rimanere senza reddito, senza prospettive e senza ammortizzatori. Si convochino i tavoli appositi a partire dall’ex Alcoa e seguire quelli per l’indotto di Portovesme, in cui deve trovare spazio specifico, il futuro della centrale Enel di Portovesme e dei suoi lavoratori, in particolare degli appalti. FIOM, FSM e UILM denunciano ancora una volta l’immobilismo del Governo e del MIMIT, ma si dichiarano fortemente preoccupati per il silenzio della Regione e dell’assessorato dell’Industria, davanti alle non risposte.

Una volta per tutte si colleghino richiesta e offerta di lavoro, e su queste, si imposti la formazione (il rilancio dell’alluminio primario è sicuramente l’opportunità più importante, ma anche quella legata alla nautica, annunciate nell’ultimo incontro con l’assessore dell’Industria, va perseguita con la massima attenzione).

FIOM FSM e UILM vista la drammaticità del momento, convocano l’assemblea generale dei Lavoratori in mobilità, della Sider Alloys e della GMS, il giorno 9/07/2026 dalle ore 9.00, nel corso della stessa terranno una conferenza stampa per annunciare le prossime imminenti iniziative in conseguenza delle gravi responsabilità da attribuire alla politica.

Segreterie territoriali

FIOM-FSM-UILM

Si è svolto martedì 30 giugno, presso la sede del Consorzio Industriale di Portovesme, un incontro istituzionale tra il Consorzio Industriale Provinciale del Sulcis Iglesiente, CONFAPI Sardegna e i rappresentanti del territorio. Per CONFAPI Sardegna erano presenti il presidente Giorgio Delpiano, la responsabile Donne CONFAPI Sardegna Betty Tesi, Sandro Atzori, direttore di CONFAPI Sardegna. Per il Consorzio hanno partecipato il presidente Pietro Morittu, i componenti dell’Assemblea Ignazio Atzori, Romeo Ghilleri e Andrea Padricelli, e il direttore generale Filippo Baghino.
L’incontro ha consentito di approfondire alcune delle principali questioni che riguardano il sistema produttivo e industriale locale, con particolare attenzione alle prospettive di sviluppo dell’area industriale, al ruolo delle piccole e medie imprese e alle opportunità legate ai programmi di investimento e innovazione. Nel corso della riunione è stata condivisa la necessità di rafforzare il dialogo tra istituzioni, associazioni di categoria e imprese, in un momento in cui il territorio è chiamato ad affrontare trasformazioni rilevanti sul piano industriale, economico e occupazionale.
Particolare attenzione è stata dedicata alle criticità che interessano il comparto produttivo del Sulcis Iglesiente, con riferimento ai processi di riconversione, al potenziamento delle infrastrutture materiali e immateriali, alla valorizzazione delle competenze e alla tutela dell’occupazione locale.
Le parti hanno condiviso l’impegno a mantenere aperto un tavolo di confronto permanente, finalizzato a individuare proposte operative e iniziative comuni a sostegno della competitività delle imprese e accompagnare il percorso di rilancio dell’intero territorio.
L’incontro si inserisce nel più ampio percorso di dialogo istituzionale promosso dal Consorzio Industriale Provinciale del Sulcis Iglesiente per rafforzare la cooperazione tra attori economici, sociali e istituzionali e valorizzare le potenzialità produttive del territorio.

Sono ufficialmente iniziati oggi i lavori per la realizzazione del canale navigabile di Sant’Antioco, un’infrastruttura strategica destinata a rafforzare il sistema della portualità e a valorizzare il patrimonio ambientale e turistico dell’isola. All’avvio del cantiere hanno preso parte il presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, e il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci, che hanno voluto essere presenti in un momento particolarmente significativo per il territorio.

L’intervento rappresenta un’opera di grande rilievo, attesa da anni, che contribuirà a migliorare l’accessibilità via mare e ad accrescere le opportunità di sviluppo economico, turistico e occupazionale del Sulcis.

Nel corso della visita al cantiere, il presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente Mauro Usai ha dichiarato: «Un’opera strategica che l’intero Sulcis Iglesiente attendeva da tempo. 220.000,00 euro che permetteranno di ripristinare un’infrastruttura al servizio di tutti, in particolare dei diportisti e pescatori. Si attendeva da anni questo passo ed è stato possibile compierlo grazie alla collaborazione tra Provincia e comune di Sant’Antioco».

La presenza congiunta del presidente della Provincia e del sindaco di Sant’Antioco testimonia la piena sinergia istituzionale nel sostenere un’opera considerata strategica per il futuro del territorio e per la valorizzazione delle sue potenzialità.

L’avvio dei lavori segna l’inizio di una nuova fase per Sant’Antioco e per l’intero Sulcis Iglesiente, con l’obiettivo di dotare il territorio di un’infrastruttura capace di favorire sviluppo, competitività e nuove prospettive di crescita.

Un teatro sul mare, un palco, uno spettacolo dal sapore internazionale. Gli ingredienti sono sempre gli stessi, e il risultato… non delude mai. È di nuovo tempo di emozioni a Carbonia per il secondo appuntamento stagionale di ‘Notti a Monte Sirai’, il festival internazionale che giunge quest’anno alla XVIII edizione. Nell’area archeologica sulcitana serata tra musica e poesia con il grande Gianmarco Tognazzi, che nell’occasione, coadiuvato dall’Orchestra Saverio Mercadante, racconta il mito di Fabrizio De André.
Il secondo appuntamento della rassegna carboniese, il primo nel mese di luglio, è in programma sabato 4 alle ore 21.30. Una serata dedicata alla storia della musica, con il racconto de La favola di Fabrizio De André, considerato da gran parte della critica uno dei più grandi cantautori di tutti i tempi.
Conosciuto anche con l’appellativo di Faber, l’artista genovese amava raccontare storie di emarginati, ribelli, prostitute in brani che vengono ancor oggi considerati come vere e proprie poesie. Nato in Liguria, si innamorò della Sardegna e la scelse per la seconda parte della sua vita. Nel 1975, infatti, acquistò uno stazzo in Gallura e lo trasformò in rifugio: da lì in poi l’Isola ha influenzato profondamente la sua musica, la sua vita privata e la sua poetica.
A guidare il pubblico in questo fantastico viaggio nella musica d’autore italiana sarà Gianmarco Tognazzi. Figlio d’arte e diplomato all’Istituto per la Cinematografia ‘Rossellini’ di Roma, è stato protagonista in televisione, al cinema e a teatro, lavorando con i migliori registi d’Italia.
Gli esordi in tv nell’intrattenimento domenicale, accanto a veri e propri maestri come Pippo Baudo, Mike Bongiorno, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, lo portarono fino alla conduzione, nel 1989, del Festival di Sanremo, insieme ad altri cognomi celebri (Danny Quinn, Rosita Celentano e Paola Dominguin). Nello stesso anno conobbe Beatrice Bracco, insegnante di recitazione che cambiò radicalmente il suo percorso interpretativo. Si dedicò infatti al teatro e pochi anni dopo avviò una lunga collaborazione con Alessandro Gassmann. Al cinema ha recitato in molti film, guidato, tra gli altri, da Ricky Tognazzi, Leonardo Pieraccioni, Neri Parenti, e ha conquistato anche una nomination ai Nastri d’Argento come miglior attore.
Sul palco di Monte Sirai sarà accompagnato dall’Orchestra Saverio Mercadante, guidata dal M° Rocco Debernardis, per riproporre i brani di maggior successo del cantautore genovese, rielaborati con grande maestria dal compositore Damiano D’Ambrosio. L’ensemble ha al suo attivo più di 100 concerti collaborando con artisti, solisti e direttori di fama internazionale. Particolare interesse ed apprezzamento della critica ha avuto la produzione discografica con l’uscita degli album ‘Seirenes’, ‘The Breaths’ e ‘Ammore e niente cchiù’. Nel settembre 2015 è stata inoltre protagonista a Matera nel concerto del leggendario tenore José Carreras quando la città è stata capitale europea della cultura.
La XVIII edizione di Notti a Monte Sirai prevede complessivamente 4 date nel Parco Archeologico più 1 fuori sede, programmata in collaborazione con le scuole di danza di Carbonia.
Dopo il tutto esaurito fatto registrare nel primo appuntamento, con Roberto Giacobbo, e la seconda tappa in programma sabato, sabato 11 luglio ci sarà spazio per un’altra icona del cinema italiano, Laura Morante, che omaggerà la regina della letteratura sarda, Grazia Deledda, a 100 anni esatti dall’assegnazione del Premio Nobel. Sabato 1 agosto sarà invece il giorno di ‘Resounding’, spettacolo dedicato alla danza proposto dal Gruppo e-Motion. E infine, nella serata extra, giovedì 6 nell’Anfiteatro di piazza Marmilla, nel centro città, ecco ‘Pre-Giudizio’, di Ilenja Rossi.
Il festival internazionale ‘Notti a Monte Sirai’, promosso dal Comune di Carbonia, si inserisce all’interno del più ampio programma del Festival Multidisciplinare Sardegna ‘Dancing Histor(y)ies’, curato dall’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo, finanziato dal Ministero della Cultura – Direzione Generale dello Spettacolo e dalla Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato al Turismo. Gode inoltre del sostegno della Fondazione di Sardegna.
Come sempre il pubblico avrà anche la possibilità di recarsi nella sede di spettacolo tramite navetta, lasciando quindi a casa il proprio mezzo privato. Il bus, gratuito per i possessori di ticket per lo show, parte dal centro di Carbonia alle 20 e attende l’utenza al termine delle iniziative per fare ritorno al punto di partenza. Inoltre prosegue anche la collaborazione con il sistema museale locale (www.carboniamusei.it): anche per questa edizione infatti i possessori di biglietto per il festival hanno diritto all’accesso gratuito, entro il 31 agosto 2026, al Parco Archeologico.

Foto LaPresse – Fabio Ferrari26 Luglio 2020 Cagliari, Italia spettacoloPhoto call “Filming Italy Sardegna Festival” – 3a edizione – Day 4.Nella foto: Gianmarco TognazziPhoto LaPresse – Fabio FerrariJuly 26, 2020 Cagliari, ItalyentertainmentPhoto call “Filming Italy Sardegna Festival” – 3rd edition – Day 4.In the pic: Gianmarco Tognazzi

Reti da pesca abbandonate, attrezzature disperse sui fondali e altri materiali rimasti intrappolati per anni nelle acque del Sulcis sono tornati oggi a terra grazie al lavoro delle cinque imbarcazioni impegnate nelle attività del progetto sperimentale dedicato al recupero delle cosiddette “reti fantasma”, finanziato nell’ambito del Programma FEAMPA Italia 2021-2027.
I recuperi. Dal porto di Teulada si è svolta una delle giornate operative previste dal progetto promosso da Coldiretti Cagliari, capofila dell’iniziativa, insieme a Uecoop Sardegna, alle cooperative di pesca Luna Crescente, Audace, Cavalluccio Marino e Il Pesce Azzurro, con il coinvolgimento del comune di Teulada, delle società specializzate nelle attività subacquee e di Ecoserdiana per le operazioni di smaltimento. Le attività di recupero hanno consentito di riportare in superficie attrezzature da pesca disperse e altri rifiuti presenti sui fondali, materiali che continuavano a rappresentare un rischio per la biodiversità marina e per l’equilibrio degli ecosistemi.
I danni Un intervento che si inserisce all’interno di un progetto sperimentale finalizzato all’individuazione, alla mappatura, alla valutazione dell’impatto ambientale e al successivo recupero e smaltimento dei rifiuti marini. Le attrezzature da pesca disperse e i rifiuti abbandonati sui fondali rappresentano infatti una delle principali minacce per gli ecosistemi marini. Le cosiddette “reti fantasma” continuano a esercitare per lunghi periodi la loro capacità di cattura, provocando una mortalità accidentale che coinvolge non solo pesci e invertebrati, ma anche tartarughe marine e mammiferi.
La presenza di questi materiali può causare, inoltre, la sottrazione di superfici utili alla colonizzazione degli organismi marini, ostacola gli scambi gassosi tra le masse d’acqua ossigenate e il fondale e può provocare la morte di specie marine e di altri organismi che vivono stabilmente negli habitat acquatici. A questi effetti si aggiungono i rischi legati all’inquinamento prodotto dai materiali stessi e dai prodotti utilizzati per la loro conservazione, mentre la deriva delle reti, trasportate dalle correnti marine, può favorire la diffusione e l’introduzione di specie aliene.
Il progetto. Proprio per questo il progetto ha previsto una fase preliminare di individuazione, mappatura e valutazione dell’impatto ambientale dei relitti presenti sui fondali, seguita dalle attività di recupero e dal successivo smaltimento, con l’obiettivo di contribuire concretamente al recupero ambientale delle aree marine interessate dalle attività di pesca professionale e sportiva. Protagonisti dell’iniziativa sono stati gli stessi pescatori professionali, che hanno scelto di mettere a disposizione competenze, mezzi e conoscenza del mare per contribuire alla tutela dell’ambiente marino nel quale operano quotidianamente. Un ruolo che conferma come il pescatore sia il primo custode del mare e delle risorse naturali da cui dipende la sua stessa attività.
Le voci. «Questo progetto sperimentale rappresenta un modello di collaborazione tra imprese della pesca, organizzazioni, istituzioni e operatori specializzatidicono il presidente e il direttore di Coldiretti Cagliari, capofila del progetto, Giorgio Demurtas e Giuseppe Casu -. Un esempio concreto di come sia possibile trasformare l’esperienza e la conoscenza del mare dei pescatori in un’azione di tutela ambientale, di valorizzazione del territorio e di promozione di un bene collettivo.»
Per Davide Di Pinto, Coldiretti Pesca nazionale, «il pescatore è il primo custode del mare – sottolinea – chi vive il mare ogni giorno sa bene che tutelare l’ecosistema marino significa difendere il proprio lavoro, il proprio futuro e quello delle generazioni che verranno. Questa iniziativa dimostra come il mondo della pesca possa essere protagonista della sostenibilità ambientale».
«Le reti fantasma rappresentano una minaccia silenziosa ma concreta per la biodiversità marina conclude Marino Illotta, coordinatore regionale Uecoop Sardegnarecuperarle significa restituire spazio e vita agli ecosistemi, ridurre la mortalità accidentale delle specie marine e contribuire alla salvaguardia delle risorse ittiche. Il progetto che proseguirà per altre giornate, punta a contribuire al recupero ambientale delle aree marine interessate dalle attività di pesca, favorendo l’incremento della biodiversità, della biomassa delle specie ittiche e la valorizzazione del patrimonio naturale e turistico del territorio, confermando il ruolo centrale della pesca professionale nella tutela e nella gestione sostenibile del mare.»

Il presidente Federico Fantinel ha convocato il Consiglio comunale di Carbonia presso la sala consiliare del Centro polifunzionale, in Piazza Roma, in seduta straordinaria e pubblica nella giornata di venerdì 10 luglio, alle ore 15.00, in prima convocazione, ed alle ore 17.00, in seconda convocazione, per la trattazione del seguente ordine del giorno:
1. Mozioni e ordini del giorno e a seguire interrogazioni e interpellanze (per un tempo massimo di un’ora e mezza);
2. Assestamento generale di bilancio e salvaguardia degli equilibri per l’esercizio 2026 ai sensi degli artt. 175, comma 8 e 193 del D.lgs. n. 267/2000. Provvedimenti di riequilibrio;
3. Adesione alla rottamazione quinquies – definizione agevolata di cui all’articolo 1, commi da 82 a 101, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199, ai sensi dell’articolo 10-quinquies del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, convertito dalla legge 22 maggio 2026, n. 88.

Ottava edizione per FestArtes-Sulky Jazz Festival, la rassegna multidisciplinare che ogni estate trasforma Sant’Antioco in un vibrante palcoscenico diffuso. “Un festival capace di far dialogare con naturale continuità la musica con le diverse espressioni artistiche” ha commentato il sindaco Ignazio Locci, sottolineando la valorizzazione dell’isola e delle sue bellezze. Dal 10 luglio al 28 agosto, la spiaggia di Cala Sapone ma anche Piazza Umberto e l’Arena Fenicia sono pronte ad accogliere artisti da tutto il mondo.

Tra i tanti spettacoli, due gli appuntamenti speciali legati alla danza internazionale che animeranno l’Arena Fenicia nelle notti d’estate. Il 18 luglio (ore 21.30) l’anima flamenca di Sergio Bernal, il danzatore spagnolo più amato dagli italiani, scende nel teatro dell’arena per incantare con le sue coreografie e un programma dal titolo “Rango, Bolero, Suite Flamenca“. Dal fruscio degli strumenti e dal battere del ”taconeo” della Bernal Dance Company emerge l’unicità di Bernal, bailarín (ballerino classico) e bailaor (danzatore di flamenco). Tra le étoile più applaudite della danza spagnola contemporanea, Bernal salirà sul palco con musicisti dal vivo che animeranno la scena con chitarra, percussioni e canti dal vivo. In scaletta due coreografie di Rafael Aguilar, “Rango”, ispirato a La Casa di Bernarda Alba, opera teatrale di Federico García Lorca, e “Boléro”, considerato da molti la versione più emozionante del celebre balletto di Maurice Ravel. La danza andalusa esplode infine con tutto il suo vigore in “Suite Flamenca”, opera che completa il trittico: un intimo dialogo tra lo scattante e magnetico Bernal e i suoi musicisti.

Sabato 8 agosto (ore 21.30), cambio di atmosfere con The National Dance Company of Ireland e il suo “Rhythm of the Dance“, spettacolo diretto da Shane Moran con coreografie di Dane McKiernan. Andato in scena per la prima volta nel 1998, “Rhythm of the Dance” ha riscontrato negli anni un grande successo di critica a livello internazionale, grazie anche alla sua continua evoluzione, dovuta dalla costante ricerca della perfezione. Uno spettacolo straordinario dal vivo che inaugura una nuova era nell’intrattenimento irlandese, riunendo un’incredibile schiera di talenti: ballerini campioni del mondo e d’Irlanda, oltre ad alcuni dei migliori musicisti e cantanti di musica tradizionale. Unendo danza e musica della tradizione alle più moderne tecnologie sceniche, questo show che ha già incantato 7 milioni di spettatori in cinquanta paesi, accompagnerà il pubblico in un viaggio nel tempo coinvolgente e ricco di energia.

Si comincia il 10 luglio in Piazza Umberto con Luisa Briguglio e il suo progetto “Truvatura”, voce e chitarra classica per un viaggio nella canzone d’autrice italiana. Una settimana dopo, il 17 luglio, la rassegna si sposta sulla spiaggia di Cala Sapone per accogliere il Manou Gallo Quintet, quintetto guidato dalla bassista e cantante ivoriana che fonde jazz, afrobeat e musica del mondo. Il 24 luglio Cala Sapone ospita DuOud, il duo francese formato da Medhi Haddab e Smadj, due oud elettronici in dialogo tra Mediterraneo e sperimentazione. Il 31 luglio è la volta di Ëda Diaz, cantante e contrabbassista colombiana accompagnata da un quartetto che mescola jazz contemporaneo, elettronica e radici sudamericane. La stagione regolare si chiude il 28 agosto in Piazza Umberto con “Il re dei ciarlatani – Le canzoni di Dario Fo”, spettacolo con Jacopo Fo, Elena Pau e la voce narrante di Enrico De Angelis, ideatore del progetto: un omaggio musicale e teatrale all’eredità di Dario Fo, su musiche di Fiorenzo Carpi, Enzo Jannacci e altri. Produzione La Fabbrica Illuminata ETS, in collaborazione con la Fondazione Dario Fo e Franca Rame ETS.

Il festival è promosso dal Comune di Sant’Antioco nell’ambito del Festival Multidisciplinare Sardegna, programma curato dall’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo e finanziato dal Ministero della Cultura –- Direzione Generale dello Spettacolo e dalla Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato al Turismo, con il sostegno della Fondazione di Sardegna.