Vertenza Eurallumina: interrogazione di Francesca Ghirra e Silvio Lai (PD-Progressisti) ai ministri delle Imprese e dell’Economia
«Il Governo deve intervenire prima che la crisi di Eurallumina produca conseguenze irreversibili. Sono in gioco il futuro dei lavoratori, la sicurezza del sito e la tutela dell’ambiente. Il Sulcis ha bisogno di decisioni e risorse, accompagnate da una prospettiva industriale credibile.»
Lo dichiarano Francesca Ghirra e Silvio Lai hanno firmato una interrogazione a risposta scritta presentata ai ministri dell’Economia e delle finanze e delle Imprese e del made in Italy.
«Nel dicembre scorso il Governo aveva annunciato 9,6 milioni di euro per garantire sei mesi di continuità aziendale, in attesa di una soluzione strutturale. Oggi il quadro riportato nell’interrogazione è allarmante: al 23 settembre la società disponeva di circa 984 mila euro di liquidità, a fronte di quasi 2 milioni di obbligazioni scadute o in scadenza e di un fabbisogno minimo mensile di circa 1,6 milioni», aggiungono Silvio Lai e Francesca Ghirra.
La mancanza di risorse mette a rischio anche le attività indispensabili che devono proseguire in assenza di produzione: trattamento delle acque, interventi ambientali, manutenzione, sicurezza e conservazione degli impianti. Il consiglio di amministrazione ha segnalato che, qualora il risanamento risultasse impraticabile, potrebbe essere necessario ricorrere alla liquidazione giudiziale.
«Chiediamo al Governo di chiarire gli esiti del tavolo tecnico del 13 ottobre e quali soluzioni intenda mettere in campo. Secondo quanto riportato nell’atto, non sarebbero state individuate risposte né per lo sblocco degli asset né per le ulteriori risorse necessarie. È indispensabile coinvolgere le organizzazioni sindacali e assicurare un coordinamento effettivo tra i ministeri – rimarcano Silvio Lai e Francesca Ghirra -. È soprattutto il MEF del ministro Giorgetti che deve scendere in campo e smettere di fare lo spettatore. Serve una gestione straordinaria della crisi e un’interlocuzione del MEF con il Comitato di sicurezza finanziaria, per verificare le autorizzazioni e le deroghe consentite dalla normativa europea e rendere possibili le operazioni necessarie alla continuità aziendale e alla tutela ambientale.»
«Il rispetto delle sanzioni deve accompagnarsi alla ricerca di tutte le soluzioni consentite per proteggere lavoratori e territorio. La filiera dell’alluminio e il polo di Portovesme hanno un valore nazionale. Il Governo indichi con quali strumenti, con quali risorse e in quali tempi intende salvaguardarli», concludono Silvio Lai e Francesca Ghirra.

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