10 October, 2026
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Dopo il grande successo dei primi tre concerti, volge al termine la decima edizione della rassegna musicale “I tramonti di Porto Flavia”, anteprima estiva del Festival Internazionale di Musica da Camera (in programma ad autunno ad Iglesias). La manifestazione, organizzata dall’associazione Anton Stadler, sotto la direzione artistica di Fabio Furia, bandoneonista e compositore, avrà luogo nello spazio antistante l’ingresso dell’ex Area mineraria di Masua, dove i presenti godranno non solo della musica più raffinata, ma anche di un’incantevole ambientazione affacciata sul panorama costiero del Sulcis Iglesiente, davanti al maestoso Pan di Zucchero, lo scoglio più alto d’Europa.

Il sipario sui Tramonti di Porto Flavia calerà domenica 9 agosto, alle 20.30 in concomitanza col tramonto, con l’Ensemble formato da Maurizio Pellegrini (voce), Valerio Fusillo (mandolino) e Nicola Nesta (chitarra), che presenterà il concerto “Nun me scetà. Napoli: poesia e sogni”, un intenso viaggio musicale nella grande tradizione napoletana.

Attraverso un repertorio ricco di fascino e suggestione, il pubblico sarà accompagnato tra melodie senza tempo, poesia e racconti che hanno reso Napoli una delle capitali musicali del Mediterraneo. La voce di Maurizio Pellegrini, accompagnata dalle sonorità del mandolino e della chitarra, darà vita a un percorso emozionante, capace di intrecciare musica colta e popolare, memoria e sentimento, in un dialogo continuo con lo straordinario scenario naturale di Porto Flavia.

Lo spettacolo attraversa la produzione poetica e musicale napoletana, dal Vincenzo De Pretore di eduardiana memoria ai versi di Salvatore Di Giacomo e Ferdinando Russo, alternati ai grandi classici della tradizione ottocentesca e a preziose gemme del repertorio umoristico firmato dalla coppia Pisano-Cioffi e da Armando Gill. Maurizio Pellegrini, attore e cantante dalla spiccata versatilità interpretativa, darà voce ai sogni, alle passioni e alle emozioni di questo spettacolo insieme al mandolino di Valerio Fusillo e alla chitarra di Nicola Nesta, ricordando come una canzone possa ancora commuovere fino alle lacrime o regalare un sorriso sincero.

Nell’ottica della valorizzazione non solo del territorio, ma anche dell’eccellenze locali, la rassegna concertistica dei Tramonti di Porto Flavia chiuderà i battenti della decima edizione, al termine del concerto all’interno del promontorio che domina Masua e sotto i colori di un delizioso tramonto, con una degustazione enogastronomica, compresa nel prezzo del biglietto, in collaborazione con il punto di ristoro da “Zio Lello”.

Con questo ultimo appuntamento si conclude un’edizione che ha saputo confermare il valore artistico e culturale della manifestazione, offrendo al pubblico esperienze capaci di coniugare musica, paesaggio e identità territoriale. “I Tramonti di Porto Flavia” salutano così la loro decima edizione, dando appuntamento al Festival Internazionale di Musica da Camera, che nei prossimi mesi porterà a Iglesias nuovi protagonisti della scena musicale nazionale e internazionale.

«In occasione dell’ultima seduta di Consiglio Comunale del 30 luglio scorso, ho segnalato una grave anomalia istituzionale derivante dal fatto che questa amministrazione non rispetta lo statuto comunale e quindi non rispetta le leggi. Lo statuto comunale all’art. 25, comma 1, in recepimento di quanto disposto dal TUEL 267/2000 all’art. 53, dispone che il vice-sindaco possa sostituire la Sindaca solo in caso di assenza o impedimento di quest’ultima; inoltre, il comma 3 dell’art. 25 dello statuto dispone che la sindaca debba dare comunicazione scritta della sua assenza al Segretario Comunale.»

Lo scrive, in una nota, il consigliere comunale di minoranza Mario Cocco.

«Spregevole e deludente è stata la replica del vice-sindaco, avv. Marco Zusa, che, dal posto normalmente riservato alla sindaca, ha dimostrato di non conoscere lo statuto comunale. avendo dichiarato che la sindaca era presente in aula e che avrebbe preso parte alla discussione dell’ordine del giornp. Di fatto si è assistito alla situazione paradossale, come se fossero presenti due sindaci in Consiglio comunale – aggiunge Mario Cocco -. Ha suscitato meraviglia il mutismo dei consiglieri comunali presenti su una questione di importanza vitale per il corretto funzionamento degli organi amministrativi. Il danno che potrebbe derivare è che tutti gli atti adottati in situazione di violazione dello statuto comunale potrebbero essere ritenuti non validi e, quindi, nulli.»

 

 

Nasce a Carbonia il nuovo Comitato di Futuro Nazionale, il referente è l’ex consigliere comunale Giuseppe Oliva

Nel Sulcis Iglesiente il numero dei comitati costituiti sale ora a quattro, presenti nei principali centri cittadini dell’area, tra i quali vi sono Carbonia, Iglesias e Sant’Antioco.

«Questo risultato è la testimonianza tangibile del lavoro costante e diuturno profuso dai vertici del Partito e, in particolare, dal Responsabile Provinciale Giovanni Locci, il cui impegno sul territorio sta producendo frutti concreti in termini di adesioni, presenza organizzata e vicinanza ai cittadini», si legge in una nota.

«Futuro Nazionale con Roberto Vannacci rivolge il proprio benvenuto al neo referente Giuseppe Oliva e a tutti gli iscritti del nuovo Comitato di Carbonia, confermando l’impegno del Partito a proseguire nel percorso di consolidamento della propria presenza in tutta la Sardegna e, in particolare, nel Sulcis Iglesiente.»

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore dell’Industria, Emanuele Cani, ha approvato lo schema di accordo di programma per la messa in sicurezza e la valorizzazione del complesso minerario Laveria La Marmora, situato in località Nebida nel territorio del comune di Iglesias.

«È un traguardo molto importante, frutto di un grande lavoro di riordino del patrimonio immobiliare di Igea portato avanti dagli uffici della società e dell’assessorato dell’Industria – sottolinea l’assessore Emanuele Cani -. L’approvazione dell’accordo ci mette ora nella condizione di valorizzare e restituire alla collettività uno dei luoghi più rappresentativi della cultura mineraria dell’Iglesiente, inserito nel sistema del Parco Geominerario della Sardegna riconosciuto dall’Unesco quale territorio di eccezionale valore storico, scientifico, culturale e paesaggistico. L’intervento intende favorire la fruizione pubblica del sito da parte di cittadini e visitatori, promuovendo forme di turismo culturale sostenibile e inclusivo fondate sulla conoscenza del patrimonio industriale, del paesaggio minerario e della memoria della comunità che ne hanno determinato lo sviluppo.»

L’accordo, che sarà sottoscritto tra Regione Sardegna, Comune di Iglesias, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna e Parco Geominenario, Storico e Ambientale della Sardegna, ha la finalità di disciplinare la collaborazione istituzionale tra le parti per perseguire gli obiettivi della messa in sicurezza, della valorizzazione del complesso e della realizzazione degli interventi.

Il programma prevede un investimento complessivo di 12.290.000 euro da finanziare attraverso il Programma Regionale FESR Sardegna 2021-2027, e includerà il recupero e il restauro della Laveria La Marmora e delle opere connesse, nonché l’installazione di una discenderia meccanizzata per l’accesso al sito.

La disponibilità del bene, attualmente parte del patrimonio immobiliare di Igea, sarà trasferita al comune di Iglesias tramite un contratto di locazione ultranovennale, con l’impegno all’utilizzo esclusivamente per finalità pubbliche, culturali, turistiche e di valorizzazione del patrimonio minerario.

La Regione avrà funzioni di coordinamento dell’accordo, monitoraggio e controllo dell’attuazione, mentre il Comune di Iglesias sarà il soggetto attuatore degli interventi. Alla Soprintendenza spetteranno le funzioni di tutela e il Parco Geominerario contribuirà alla valorizzazione culturale, scientifica e turistica del sito.

Il progetto di restauro della Laveria La Marmora rappresenta l’intervento principale del programma di recupero. L’obiettivo è quello di restituire alla fruizione pubblica uno dei manufatti più significativi dell’intero complesso, rendendolo accessibile, compatibilmente con le esigenze di tutela, attraverso percorsi di visita, attività culturali ed eventi.

La realizzazione della cremagliera permetterà di superare il dislivello di circa 125 metri che separa l’anello panoramico di Nebida dal sistema dei terrazzi minerari sottostanti, consentendo una migliore accessibilità anche a persone con ridotte capacità motorie. L’infrastruttura ripercorrerà il tracciato della storica discenderia che costeggiava il fianco della Laveria e che, durante il periodo di attività della miniera, consentiva il collegamento tra i diversi livelli dell’impianto, il movimento delle maestranze e il trasporto del minerale.

Il progetto includerà apparati informativi, strumenti multimediali e contenuti narrativi dedicati alla storia della Laveria, del sistema minerario di Nebida e dell’intero bacino metallifero Iglesiente. Saranno inoltre realizzati una piattaforma digitale e un sito web dedicato, attraverso i quali sarà possibile promuovere il sito, consultare i percorsi di visita e il calendario degli eventi, prenotare le visite guidate e l’utilizzo della discenderia meccanizzata, e accedere a contenuti di approfondimento.

Un nuovo progetto di interscambio tra Italia e Polonia è stato recentemente selezionato e finanziato dalla prestigiosa European Route of Industrial Heritage (ERIH), la rete europea che promuove e valorizza il patrimonio dell’archeologia industriale a livello continentale.
Il progetto
L’iniziativa, dal titolo “From the Miner’s Profession to Professional Mining Cultural Tourism: The Challenges We Face”, coinvolge due realtà di primo piano nel panorama internazionale della tutela e valorizzazione del patrimonio storico-minerario: il Museo dell’Industria Carbonifera di Zabrze, in Polonia, e il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna con i suoi siti minerari in cui si estraeva carbone.
Il progetto nasce dalla volontà di mettere in dialogo due territori accomunati da una storia mineraria di grande rilievo, con l’obiettivo di condividere competenze, esperienze e strategie legate al recupero, alla tutela e alla valorizzazione turistico-culturale dei siti di archeologia industriale.
ERIH on Tour: scambio e collaborazione tra i territori europei
Il finanziamento si inserisce nel quadro di ERIH on Tour, un programma di scambio e collaborazione internazionale promosso dalla rete ERIH e riservato alle realtà aderenti al suo network.
L’obiettivo del programma è offrire ai siti e alle reti regionali affini l’opportunità di conoscersi reciprocamente e di collaborare, favorendo:
  • lo scambio di esperienze e conoscenze;
  • lo sviluppo di nuove idee progettuali;
  • l’instaurazione di contatti di lungo periodo attraverso visite reciproche tra i partner coinvolti.
Attraverso queste azioni, ERIH on Tour intende contribuire in maniera concreta alla promozione e alla valorizzazione del patrimonio industriale europeo, rafforzando la rete di collaborazione tra i territori che ne custodiscono la memoria.
Nella foto di copertina gli impianti minerari di Zabrze, in Polonia (foto Miasto Zabrze)

Il Villaggio Normann e l’omonima associazione sono stati ufficialmente ammessi all’ERIH (European Route of Industrial Heritage), la rete del Consiglio d’Europa che promuove e valorizza il patrimonio dell’archeologia industriale nel Vecchio Continente. Questo riconoscimento rappresenta un traguardo fondamentale per il riscatto di un sito dimenticato fino a pochi anni fa, oggi pienamente integrato nell’eredità culturale industriale sarda ed europea.
Il successo di questo inserimento si deve al progetto di rigenerazione avviato dall’associazione Villaggio Normann OdV, che nel 2018 si è costituita come Comunità Patrimoniale ispirandosi ai principi della Convenzione di Faro del Consiglio d’Europa del 2005. Questa realtà unisce una fitta rete di partner pubblici e privati che concorrono alla tutela e alla valorizzazione dei beni comuni del territorio. Tra i principali sostenitori del progetto figurano il Comune di Gonnesa, il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, la Fondazione di Sardegna, l’Università degli Studi di Cagliari e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna. A questi si affiancano l’Agenzia Regionale Forestas, la Società Umanitaria e le associazioni culturali CISSA, Remo Branca, Pozzo Sella, A.Mi.Me., AssFort Sardegna Club Modellismo storico Cagliari e Venti di Cultura.
Il villaggio rientra nel piano del Parco Geominerario della Sardegna e costituisce un tassello a sé stante, ma strettamente integrato, dell’Itinerario Minerario della Sardegna sud-occidentale. Certificata come “Via Culturale del Consiglio d’Europa”, la rete ERIH funge da principale network di informazione turistica del patrimonio industriale europeo, contando circa 350 membri in 27 paesi e mappando oltre 2.400 siti di interesse. Il network si suddivide in 16 rotte tematiche, supportate da approfondimenti storici e oltre 300 biografie che collegano le radici industriali del continente. Tra questi siti spiccano più di 100 Anchor Points, intesi come punti di eccellenza storica e ricettiva, e diverse rotte regionali focalizzate sui paesaggi industriali più significativi.
Il Villaggio Normann gode ora di una vetrina internazionale grazie alla sezione ufficiale dedicata all’interno del portale europeo, consultabile direttamente sulla pagina ufficiale ERIH del sito.

Il grido d’aiuto degli agricoltori e delle comunità non è rimasto inascoltato. Con il Decreto deliberativo del presidente n. 98 del 7 agosto 2026, la Provincia del Sulcis Iglesiente ha adottato a tempi di record il Piano di gestione e controllo delle popolazioni di cinghiale per il periodo 2027-2032 e il relativo disciplinare tecnico.

La tempestività nell’adozione del provvedimento nasce dalla necessità di affrontare una problematica particolarmente sentita dagli agricoltori e dalle comunità locali. La presenza sovrabbondante di cinghiali causa infatti danni rilevanti alle produzioni agricole e zootecniche, aumenta il rischio di incidenti stradali e può compromettere l’equilibrio degli ecosistemi. Un’emergenza per la quale la Provincia si era già mossa per tempo con la recente nomina di 38 coadiutori con compiti di monitoraggio, prevenzione dei danni alle colture e contenimento numerico di specie problematiche, come i cinghiali, e pronti ad entrare in azione non appena il Piano fosse stato approvato.

L’approvazione in tempi rapidi di un Piano concreto ed efficace è il frutto dell’intenso lavoro svolto dalla Provincia che ha attivato sin da subito un confronto serrato con tutti gli interlocutori istituzionali coinvolti: il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, la ASL Sulcis Iglesiente, il tecnico faunistico incaricato e l’ufficio ambiente sono stati coinvolti in diverse riunioni di lavoro, che hanno permesso di definire in tempo record un piano condiviso e tecnicamente solido. Restano ora solo da acquisire i pareri dell’ISPRA e del Comitato regionale faunistico e, ove necessario, per la valutazione di incidenza ambientale.

«Con l’adozione del Piano diamo una prima risposta concreta e tempestiva alle preoccupazioni espresse dal mondo agricolo e dai cittadini – dichiara il presidente della Provincia, Mauro Usai -. La tutela delle produzioni, della sicurezza stradale e dell’equilibrio ambientale richiede interventi programmati, fondati su criteri scientifici e attuati nel rispetto delle norme. La formazione di nuovi coadiutori, organizzata direttamente dalla Provincia, rappresenta un passaggio essenziale per rendere pienamente operative le azioni previste.»

«Agricoltori e allevatori convivono da troppo tempo con danni che incidono pesantemente sul loro lavoro – sottolinea il consigliere provinciale delegato Gianluigi Loru -. Stiamo lavorando affinché ai Piani seguano interventi concreti. I corsi, organizzati interamente dalla Provincia sia per il contenimento dei cinghiali sia per il controllo dei corvidi, consentiranno di ampliare la squadra dei coadiutori abilitati, rafforzando la capacità dell’ente di intervenire in modo coordinato e responsabile.»

 

L’Unione delle Province Sarde (UPS) accoglie con favore lo stanziamento disposto dalla Regione Sardegna per sostenere le Province che, a causa dei pesanti accantonamenti imposti dallo Stato, si trovano oggi in una situazione di sofferenza finanziaria.
«Si tratta di un segnale importante di attenzione da parte della Giunta e del Consiglio regionale – dichiara il presidente dell’UPS, Mauro Usai – che riconosce le difficoltà in cui operano diversi enti di area vasta e contribuisce a restituire loro la capacità di garantire servizi essenziali ai cittadini.»
Al tempo stesso, il presidente dell’UPS richiama con forza la necessità di assicurare un principio di piena equità nei confronti di tutte le Province sarde, nessuna esclusa.
«È giusto intervenire a favore degli enti che, per effetto dei contributi alla finanza pubblica, hanno subito gravi squilibri di bilancio. Tuttavia – prosegue Mauro Usai – non possiamo in alcun modo dimenticare le Province che, pur tra sacrifici enormi e privazioni significative, hanno comunque rispettato i termini previsti dalla legge, accantonando le risorse necessarie e versando puntualmente all’Erario quanto dovuto. Questi enti hanno pagato un prezzo alto per la propria correttezza, e proprio perché hanno adempiuto, rischiano oggi di restare indietro rispetto a chi non vi è riuscito. Un sistema di sostegno che premia solo chi si trova in difficoltà, senza riconoscere il merito di chi ha tenuto i conti in ordine a costo di enormi sacrifici, rischia di produrre una disparità di trattamento inaccettabile e di disincentivare, in prospettiva, il rigore amministrativo.»
Per l’UPS, questa vicenda impone inoltre una riflessione più ampia e non più rinviabile sul peso complessivo che lo Stato scarica sugli enti intermedi.
«Il problema di fondo – sottolinea Mauro Usai – è l’entità stessa del contributo alla finanza pubblica richiesto alle Province, ormai da tempo eccessivo e insostenibile rispetto alle reali capacità di bilancio di questi enti. Non si tratta solo di redistribuire in modo più equo le risorse regionali disponibili, ma di porre finalmente la questione a monte: è il livello di quel prelievo a dover essere rivisto, perché è quella la causa reale delle sofferenze finanziarie che oggi colpiscono, chi più chi meno, l’intero sistema delle Province sarde.»
Per l’UPS è fondamentale, dunque, che le future scelte finanziarie della Regione tengano conto dell’intero sistema delle Province, evitando disparità di trattamento.
«L’obiettivo deve essere quello di garantire a tutte le Province le risorse necessarie per svolgere efficacemente le proprie funzioni, riconoscendo pari dignità a chi è stato costretto a chiedere sostegno e a chi, con enormi sacrifici, ha fatto fronte da solo ai propri obblighi. Solo enti solidi e adeguatamente finanziati possono assicurare manutenzione delle strade, edilizia scolastica, tutela del territorio e tutti quei servizi che incidono direttamente sulla qualità della vita delle comunità. La Regione ha compiuto un passo significativo; ora è necessario completare questo percorso, affinché nessuna Provincia venga penalizzata per aver adempiuto con correttezza ai propri obblighi nei confronti dello Stato – conclude Mauro Usai -. L’UPS continuerà a collaborare con la Regione e a farsi portavoce presso il Governo affinché si arrivi a una soluzione strutturale che, da un lato, garantisca pari dignità istituzionale e adeguate risorse a tutte le Province della Sardegna, e dall’altro affronti finalmente il tema del peso eccessivo del contributo alla finanza pubblica, nel rispetto dei principi di equità, responsabilità e buon andamento della pubblica amministrazione.»

Per Carbonia e Olbia si profila la ripartenza dalla 2ª Categoria con società di nuova costituzione.

Il Comitato regionale della FIGC Lega Nazionale Dilettanti oggi ha diffuso il comunicato ufficiale n° 9, all’interno del quale ha reso nota la composizione dei gironi di Prima e Seconda Categoria e ha evidenziato che «sono pervenute le istanze dei Sindaci dei Comuni di Carbonia e Olbia, con le quali è stata inoltrata la richiesta d’iscrizione ai campionati regionali di due nuove società sportive rappresentative dei rispettivi territori, a seguito della mancata iscrizione al Campionato di Eccellenza delle società Carbonia Calcio e Olbia Calcio 1905. Il Consiglio Direttivo del Comitato Regionale Sardegna, esaminate le suddette istanze e considerato il carattere del tutto eccezionale della situazione venutasi a determinare, sentito il parere favorevole della Lega Nazionale Dilettanti, tenuto conto della rilevanza storica delle due realtà sportive e ritenuto di favorire la continuità dell’attività calcistica nelle città di Carbonia e Olbia, senza ledere i diritti acquisiti o le aspettative legittime di altre società, si riserva ogni decisione in merito all’eventuale ammissione in soprannumero delle nuove società al campionato di Seconda Categoria per la stagione sportiva 2026/2027, rispettivamente nei gironi “B” e “H”, subordinandola al completo perfezionamento delle pratiche di affiliazione, alla conclusione del relativo iter istruttorio e al completamento di tutti gli adempimenti burocratici e amministrativi previsti».

In queste ore ho appreso di alcune dichiarazioni in merito ai fondi regionali per l’agricoltura che rischiano di creare un’inutile contrapposizione politica su un tema che, invece, richiede senso di responsabilità e rispetto della realtà dei fatti.

È opportuno, innanzitutto, chiarire un aspetto fondamentale: il provvedimento straordinario sui ristori per i danni causati dalla siccità nella stagione agraria 2025, oggetto del disegno di legge P/144 approvato dalla Quinta Commissione del Consiglio regionale prevede ristori per la siccità esclusivamente nel territorio della Nurra in una conseguenza delle condizioni oggettive previste nel provvedimento legislativo approvato dal Consiglio Regionale.

Come riportato nel parere approvato dalla Quinta Commissione, della quale  faccio parte in rappresentanza del Gruppo del Partito Democratico, in data 22 luglio 2026, il disegno di legge nasce per compensare i danni derivanti dalla sospensione della fornitura della risorsa idrica nella stagione agraria 2025 nei territori serviti dal Consorzio di Bonifica della Nurra e dal Comune di Ittiri, aree già delimitate e individuate nel provvedimento.

Proprio durante l’esame del testo, tuttavia, la Commissione ha preso atto che anche nella Sardegna meridionale si sono verificati gravi effetti dovuti alla carenza idrica.

Per questo motivo, nel proprio parere favorevole, la Commissione ha formalmente invitato la Giunta regionale a valutare l’estensione di interventi della stessa natura anche alle aziende agricole appartenenti al Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale, evidenziando come la scarsità della risorsa idrica abbia comportato l’esclusione dalla coltivazione di circa 5.000 ettari di terreni, decisione assunta proprio per evitare l’interruzione dell’erogazione dell’acqua alle colture già in atto.

Si tratta di un passaggio che smentisce qualsiasi ricostruzione secondo cui si sarebbe ignorato il Sud Sardegna.

Al contrario, è stata proprio la Quinta Commissione ad inserire nel proprio parere un’esplicita richiesta affinché il Governo regionale intervenga con un’ulteriore azione legislativa  a favore delle aziende agricole della Sardegna meridionale, riconoscendo la gravità della situazione vissuta anche dagli agricoltori di questo territorio.

La maggioranza continuerà a lavorare, insieme alla Giunta regionale, perché le misure di sostegno possano essere estese anche ai territori meridionali interessati dalla crisi idrica, nel rispetto delle procedure e delle evidenze tecniche, con l’unico obiettivo di garantire equità e tutela a tutte le imprese agricole della Sardegna.

Alessandro Pilurzu

Gruppo Consigliare Partito Democratico