10 October, 2026
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Dopo il Carbonia anche l’Olbia è fuori dal campionato di Eccellenza, ripescate Villacidrese e Usinese. La Lega nazionale dilettanti ha ufficializzato poco fa la composizione del campionato di Eccellenza 2026/2027.

«Alla scadenza dei termini, fissati per lunedì 20 luglio 2026 (termine ordinatorio) e giovedì 30 luglio 2026 (termine perentorio), hanno provveduto a perfezionare l’iscrizione al Campionato in oggetto 14 delle 16 Società “aventi diritto”. Non hanno infatti regolarizzato la domanda di iscrizione le Società Carbonia Calcio e Olbia Calcio 1905 che pertanto devono ritenersi rinunciatarie al Campionato in oggetto; il Consiglio Direttivo delibera il ripescaggio delle seguenti Società: Villacidrese Calcio e Usinese, posizionatesi dal 1° al 2° posto (playoff) nella graduatoria dei ripescaggi delle Società non aventi diritto pubblicata sul Comunicato Ufficiale n° 7 del 3 agosto 2026.

Il girone unico del Campionato di Eccellenza 2026/2027 risulta pertanto così composto: Alghero, Atletico Uri, Santa Teresa Gallura, Bonorva, Taloro Gavoi, Calcio Lanusei, Terralba Francesco Bellu, Calcio Tortolì, US Tempio, Calangianus, Usinese, Iglesias Calcio, Villacidrese Calcio, Ilvamaddalena, Villasimius.»

Il campionato di Eccellenza regionale 2026/2027 avrà inizio domenica 13 settembre 2026.

 

Sono meritevoli di un plauso sentito e corale, i giovani dell’associazione Zenit APS, Emanuele Didu, Daniele Mulas, Eugenio Cara, Matteo Delussu, Michela Palmas, Michela Cadeddu, Claudia Leone, tutti di Teulada, che di Teulada stanno facendo un luogo di manifestazioni culturali di alto livello, legando il nome del paese ad eventi appaganti per chi dell’Arte e dell’Arte innovativa, ne fa motivo di crescita personale e sociale. Un programma, quello di questa estate, realizzato nell’ambito del progetto Bisus 2026 con il contributo del Comune di Teulada e della Fondazione Sardegna, sul filo di idee assolutamente originali, accattivanti nella realizzazione, espressione di creatività non comune, frutto di intuito e di una genialità educata grazie a studi di alto livello, ad esperienze artisticamente formative in ambiti i più diversi, che hanno permesso una peculiare capacità di “guardare alla realtà in maniera originale e stimolante”. E quanto stimolante possa essere una tale visione dell’Arte, lo abbiamo ben visto con la mostra “Oltre la Soglia”, allestita in luoghi diversi del paese, in edifici antichi, disabitati da tempo ma pieni di quel fascino che solo l’essere antico sa conferire ai luoghi. Una mostra in cui 13 artisti di “provenienza, formazione e background differenti” hanno acceso la curiosità dei visitatori, stimolandone la riflessione su quanto l’artista avesse voluto intendere e raggiungere con la sua creazione.

Tante le realizzazioni pittoriche, i video, i giochi di luce, le prove di maestria nella creazione scenica, che hanno suscitato ammirazione per come abbiano saputo conferire la dignità di luoghi ‘custodi della creazione artistica’ persino ad edifici che non avresti mai immaginato ne celassero le qualità, tanto meno i requisiti. E come se non bastasse, è tale e tanta la passione per Teulada di questi giovani eccezionali, tanto fermo il loro desiderio di promuoverne le tante opportunità, da averli spinti, nell’ambito dell’altro momento del progetto Bisus 2026, Cinema sotto le Stelle, a chiedere al regista Riccardo Milani la proiezione in Piazza di Chiesa dell’ormai famosissimo film, girato proprio a Teulada “La Vita va così”, una commedia sociale ormai diventata emblema mondiale – il film si sta proiettando ovunque – della difficile scelta fra “sviluppo economico, lavoro e tutela ambientale”. Un film alla cui proiezione, quella sera, era presente lo stesso regista, gentilissimo e gioviale con tutti, insieme all’ormai mitico protagonista principale, Giuseppe Ignazio Loi, con tutta la accattivante simpatia dei suoi ottantaquattro anni di semplice ed umile pastore, e a tanti Teuladini che nel film hanno recitato altre parti o ne sono stati comparse, anche solo per brevi momenti. Una grande festa di popolo per un film che ha voluto “dare voce alle ragioni di tutti” senza emettere giudizi divisivi, in cui i veri protagonisti sono Teulada e la sua gente. E che Zenit ha inteso riproporre quale omaggio al proprio paese! Che incanto, alla fine del film, il live set di Moses Concas!

Un momento Cinema sotto le stelle in cui i giovani di Zenit APS hanno dato ancora significato e prova della propria vicinanza ai più fragili, agli emarginati, agli ultimi ed agli esclusi dal successo economico, con “Città di Pianura”, road movie con cui il regista Francesco Sassoi ha inteso gettare luce sullo smarrimento post industriale in Veneto, una situazione tanto assimilabile a quella che si sta vivendo anche in alcuni siti della Sardegna. Per non dire, poi, dell’altro film, l’ultimo della serie, Arco – Un’amicizia per salvare il futuro, favola fantascientifica che si traduce in un «inno all’immaginazione ed all’empatia come uniche tecnologie per salvare il nostro domani”».

Un messaggio corale formidabile, ancora una manifestazione di profonda sensibilità e partecipazione alle tante problematiche della nostra epoca da parte di giovani che ci fanno veramente esclamare: «Non disperiamo, il futuro in mani simili ci sorride!». Perché sono giovani colti e preparati, che hanno lavorato alacremente, con tanto entusiasmo, indefessamente, che hanno messo a disposizione del paese e della sua gente saperi e capacità, conoscenza ed inventiva, creatività, amore e dedizione, che lavoreranno ancora ed ancora, come fin’ora dimostrato, da anni, ormai…cosa vogliamo di più?

Lucia M. Tanas

Prosegue il programma del Festival Argonautilus 2026 “Naviganti” con uno degli appuntamenti più originali della rassegna. Mercoledì 5 agosto, alle ore 21.30, il Villaggio Normann di Gonnesa ospiterà Mauro Palmas per una serata che unirà letteratura e musica in un unico racconto.

Protagonista dell’incontro sarà Tra le mie corde (Edizioni Isolapalma), il libro in cui Maria Gabriela Ledda ripercorre la vita, la ricerca artistica e il percorso umano di Mauro Palmas, musicista tra i più autorevoli interpreti della tradizione musicale sarda e mediterranea. Il racconto del libro si intreccerà con un concerto dal vivo, in un dialogo continuo tra parole e musica.

Sul palco, insieme a Mauro Palmas, saranno presenti Alessandro Foresti al pianoforte e Marco Argiolas al clarinetto e al sax, per accompagnare il pubblico in un viaggio attraverso le sonorità che hanno segnato il percorso artistico del musicista.

L’incontro con il patrocinio del comune di Gonnesa,  si terrà nel giardino di Villa Stefani a Villaggio Normann, un luogo che è ormai diventato simbolo di occasioni di incontro e valorizzazione culturale.

L’ingresso è libero e gratuito.

La Giunta comunale di Carbonia ha deliberato l’avvio dell’intervento di manutenzione e adeguamento del Teatro di Bacu Abis, con un investimento complessivo di 545mila euro, finanziato attraverso due contributi regionali da 150mila e 395mila euro.
Il teatro, parte dello storico complesso dell’ex Cinema – OND – Casa del Fascio e riconosciuto come bene identitario di valore storico e culturale, è chiuso per inagibilità dal 2020. Il progetto punta a restituirlo alla piena fruibilità, nel rispetto delle sue caratteristiche architettoniche e del ruolo che da sempre ricopre nella vita sociale e culturale della frazione.
Gli interventi riguarderanno innanzitutto la copertura, con la rimozione dell’attuale struttura metallica e il ripristino della configurazione piana originaria, accompagnato da un nuovo sistema di impermeabilizzazione, coibentazione e smaltimento delle acque meteoriche.
Sono inoltre previsti il risanamento delle facciate e delle murature interne, il recupero degli infissi e degli elementi lapidei, il rifacimento delle parti ammalorate di pavimentazioni e controsoffitti, interventi strutturali localizzati e la riqualificazione degli impianti elettrico, antincendio e di condizionamento.
«Con questo progetto compiamo un passo decisivo per restituire a Bacu Abis un luogo che appartiene alla sua storia e alla sua comunità. Il Teatro non è soltanto un edificio da recuperare, ma uno spazio di incontro, cultura e partecipazione che vogliamo riportare al centro della vita della frazione», dichiara il sindaco Pietro Morittu.
«L’intervento affronta in maniera organica le criticità che negli anni hanno compromesso la struttura, a partire dalle infiltrazioni e dal deterioramento della copertura. Il progetto è stato costruito per garantire sicurezza, funzionalità e durabilità, preservando allo stesso tempo l’identità architettonica del bene», sottolinea l’assessore ai Lavori Pubblici Manolo Mureddu.
«La riapertura del Teatro di Bacu Abis permetterà di restituire alla città uno spazio prezioso per spettacoli, laboratori, rassegne e attività culturali. È un investimento sul patrimonio, ma soprattutto sulle persone, sulle associazioni e sulle energie che animano il territorio», afferma l’assessore della Cultura Giorgia Meli.
Un intervento atteso, che restituirà a Bacu Abis e a tutta Carbonia un presidio culturale accessibile e nuovamente aperto alla comunità.

Prosegue giovedì 6 agosto la rassegna «Cinema in valigia – Ciak si gira nei medaus», la prima edizione della manifestazione che per tutta l’estate porta il grande schermo nelle piazze dei Medaus e delle frazioni di Carbonia. La Terza proiezione si sposta a Medau Desogus, nella Piazza dell’Amicizia Antonio Proietti. L’appuntamento, a ingresso libero e gratuito, è per le ore 21.30 e sarà presentato da Myriam Mereu. Ospite della serata il regista Mario Piredda.

«L’Agnello» (2019) è l’opera prima di finzione di Mario Piredda, regista originario di Badesi già premiato con il David di Donatello 2017 per il cortometraggio «A casa mia». Anita ha diciassette anni e vive sola con il padre Jacopo, malato di leucemia e in urgente bisogno di un trapianto. I tempi per trovare un donatore sono troppo lunghi e nessuno dei parenti più prossimi – né la ragazza né il nonno Tonino, un vecchio pastore dell’altopiano – risulta compatibile. L’unica speranza è Gaetano, il fratello di Jacopo che vive dall’altra parte dell’isola e che con lui non parla da anni, dopo un aspro litigio mai ricomposto. Con l’aiuto del nonno, Anita decide di presentarsi a casa dello zio, determinata a ricucire gli strappi del passato pur di convincerlo a sottoporsi alle analisi che potrebbero salvare la vita del padre.

Girato tra Teulada e Quirra, il film intreccia il dramma familiare con il ritratto di una Sardegna interna e agropastorale segnata dalla presenza delle servitù militari e dalla contaminazione del territorio. Un racconto asciutto e privo di retorica, che ha imposto all’attenzione della critica la giovanissima protagonista Nora Stassi, al suo esordio.

Presentato in anteprima ad Alice nella città – Festa del Cinema di Roma nel 2019, «L’Agnello» ha vinto il Premio Suso Cecchi D’Amico e ha collezionato riconoscimenti in numerosi festival in Italia e all’estero, tra cui i premi per la miglior interpretazione (a Nora Stassi) e per il miglior lungometraggio al Festival International du Film di Aubagne.

Giovedì 6 agosto 2026 i tecnici di Abbanoa eseguiranno una manutenzione straordinaria all’interno dell’impianto di potabilizzazione di San Giovanni Suergiu. Per poter effettuare i lavori, dalle 7 fino al loro completamento, previsto intorno alle 16.00, si renderà necessario sospendere l’erogazione idrica alle utenze situate nelle località di Is Urigus, Is Pusceddus, Campu Frassoi e Funtanona. Potranno, pertanto, verificarsi cali di pressione e temporanee interruzioni dell’erogazione. Il servizio riprenderà a pieno regime a conclusione delle operazioni.

Sarà cura dei tecnici del Gestore contenere quanto più possibile l’orario di interruzione e anticipare il riavvio dell’erogazione qualora l’intervento dovesse essere concluso in anticipo. Qualsiasi anomalia potrà essere segnalata al servizio di segnalazione guasti di Abbanoa tramite il numero verde 800.022.040 attivo 24 ore su 24. Abbanoa segnala che alla ripresa dell’erogazione l’acqua potrebbe essere transitoriamente torbida a causa dello svuotamento e successivo riempimento delle tubazioni.

Sotto il cielo di Carbonia il corpo torna a farsi linguaggio universale. Il Festival Multidisciplinare Sardegna ‘Dancing Histor(y)ies’ si apre ancora una volta al dialogo col mondo, stavolta con uno special event dedicato alla danza, per guidare lo sguardo del pubblico oltre la superficie delle cose. Nello spettacolo Pre-Giudizio, che vedrà la partecipazione di una scuola di danza locale, i corpi dei danzatori scavano nella memoria, tracciano movimenti che restituiscono al presente la bellezza di un’arte senza tempo, capace di parlare senza parole.
L’appuntamento è per giovedì 6 agosto. Pre-Giudizio, presentato da Uda Company, è ideato e coreografato da Ilenja Rossi, Direttrice della Urban Dance Academy di Roma. Il pregiudizio travisa e piega la realtà, insinua il dubbio, muta l’ambiente, genera opinioni già scritte, pronte a diventare ingiuste. Questo atteggiamento radicato nutre il pregiudizio silente, che striscia tra le persone, sviluppando opinioni invisibili che separano, condannano, vincolano, come i corpi che danzano sul palco, in un progetto coreografico di movimenti drammatici: legami ingiusti, imposizioni false, verità negate. Ogni passo diventa resistenza, ogni gesto una lotta contro le catene del pensiero precostituito.
È uno show ricco di contenuti introspettivi e psicologici che si esprimono col linguaggio dell’urban, tramite un unico strumento in grado di parlare a tutte le generazioni: il corpo. I danzatori protagonisti dello spettacolo diventano così veri e propri creativi, ognuno artigiano di sé stesso e della propria arte, ma parte di un insieme, di una coreografia capace di lanciare un unico messaggio.
L’evento vedrà la partecipazione della scuola di danza Tersicore Carbonia, i cui allievi saranno coinvolti in un workshop intensivo promosso dalla UDA Dance Company, per poi regalare una restituzione sul palco in occasione dello spettacolo. I 3 giorni di percorso, in programma il 4, 5 e 6 agosto, rappresentano un ponte tra la formazione accademica e il professionismo della scena contemporanea. I partecipanti verranno infatti guidati passo dopo passo nella creazione della performance che aprirà la serata: il giorno 1 sarà dedicato a ‘Incontro, tecnica e fondamenta del lavoro’, il giorno 2 a ‘L’approfondimento tecnico e la costruzione coreografica’, il giorno 3 a ‘La scena, la prova generale, il debutto’.
La rappresentazione finale, con inizio previsto per le 21.30, è in programma nell’Anfiteatro di piazza Marmilla, nel centro città; e vedrà in scena Giulia Brunori, Carmelo D’Agostino, Giuseppe D’Avanzo, Rebecca Rossi e i danzatori della Tersicore Carbonia, con la regia di Ilenja Rossi. Le musiche sono di Byetone, Roger Goula, Zosia Jagodzinska e Muted.
L’appuntamento rientra nel Festival Multidisciplinare Sardegna ‘Dancing Histor(y)ies’ ed è promosso dal comune di Carbonia. È curato dall’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo ed è finanziato dal Ministero della Cultura – Direzione Generale dello Spettacolo e dalla Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato al Turismo. Gode inoltre del sostegno della Fondazione di Sardegna.

Il Dicembre Letterario porta un mese nel nome e ormai attraversa tutto l’anno.
Prima dell’inverno entra nelle scuole, apre i circoli di lettura, porta gli autori nei paesi, costruisce rassegne con biblioteche e amministrazioni. Il festival arriva a dicembre con una storia già piena: libri letti insieme, ragazzi incontrati, pubblico che torna, territori che scelgono la letteratura come forma di presenza civile.
Da febbraio a oggi il Club Jane Austen Sardegna ha realizzato sedici laboratori dei circoli letterari, dieci percorsi dedicati a Grazia Deledda tra scuole e festival, incontri con gli autori che hanno coinvolto circa settecento persone, sessantacinque partecipanti a
Passeggiando con Gabriele D’Annunzio e una prima parte delle Anteprime estive capace di raggiungere circa milletrecento persone in cinque città.
Il primo fronte è quello dei circoli letterari. A Cagliari, Nuoro, Sassari e Galtellì circa quattrocento lettori si sono ritrovati attorno ai romanzi. Il dato racconta una pratica semplice e forte: leggere insieme cambia la temperatura di un libro. Un classico torna nel presente, un romanzo contemporaneo apre domande sul tempo che viviamo, una pagina già nota prende voce diversa quando passa attraverso chi la legge accanto a noi. A settembre i circoli ripartiranno, con nuovi lettori e con una comunità che negli anni ha dato continuità al progetto.
La scuola è l’altro luogo decisivo. Il percorso dedicato a Grazia Deledda ha raggiunto duecentocinquanta ragazze e ragazzi con laboratori realizzati a Cagliari, Villacidro, Arbus, L’Aquila, Iglesias e al Salone Internazionale del Libro di Torino, ai quali. si sono aggiunti gli appuntamenti di Ussaramanna e Rebeccu. Portare Deledda tra gli studenti significa restituirle corpo: paesaggio, conflitto, desiderio, colpa, libertà, destino. La letteratura funziona quando una voce lontana arriva dentro una domanda di oggi.
Gli incontri con gli autori hanno dato sostanza alla stessa direzione. Piergiorgio Pulixi, Giovanni Floris, Bibbiana Cau, Dario Urigu e Claudia Sarritzu hanno incontrato i lettori in diversi centri della Sardegna. Accanto a loro, il Giardino della Poesia e Passeggiando con Gabriele D’Annunzio hanno ampliato il perimetro del lavoro culturale. Qui si vede una cosa precisa: il pubblico segue il progetto, si sposta, riconosce un appuntamento e lo cerca ancora.
L’estate ha aperto la prima parte delle Anteprime del Dicembre Letterario con otto incontri con gli autori, due spettacoli e appuntamenti in cinque città. Il nome resta Dicembre
Letterario, il progetto ha preso spazio ben oltre il calendario.
Accanto al festival cresce anche il lavoro di progettazione culturale nei territori. Giuditta Sireus, direttrice artistica e manager culturale del Club Jane Austen Sardegna, è stata chiamata negli ultimi anni da amministrazioni comunali, biblioteche e associazioni per ideare, accompagnare o dirigere nuove rassegne. Il Venerdì Letterario, Letture in Chiostro, Aperitivo con l’autore i progetti sviluppati con Tortoli, Villasor e Sant’Antioco raccontano un metodo preciso: partire dal luogo, capirne il passo, costruire un programma con una ragione, una voce, un pubblico.
«I numeri contano quando mostrano un movimento reale – osserva Giuditta Sireus -. Dietro ogni dato ci sono scelte molto concrete: un ragazzo che cerca un’autrice dopo un laboratorio,
un lettore che cambia paese per seguire un incontro, un’amministrazione che investe sui libri per dare qualità alla vita culturale. Il nostro lavoro è dare struttura a questa energia. Farla crescere, città dopo città, incontro dopo incontro.»
Il bilancio dei primi sei mesi racconta un festival già attivo, con una rete che tiene insieme scuole, circoli, autori, lettori, biblioteche, realtà culturali e amministrazioni. Il Dicembre Letterario 2026 arriverà con una base già costruita: luoghi coinvolti, pubblico in movimento e un progetto culturale che ha imparato ad allargare il proprio tempo.

Entra nel vivo la macchina concorsuale a Sanluri per il reclutamento di nuovi agenti di Polizia locale, una selezione attesa che sta già richiamando l’attenzione di numerosi giovani intenzionati a investire sul proprio futuro occupazionale. C’è tempo fino al prossimo 7 agosto 2026 per presentare la domanda di partecipazione al concorso pubblico, i cui dettagli e requisiti integrali sono consultabili sul sito internet ufficiale del Comune di Sanluri oppure dal portale del reclutamento della Pubblica Amministrazione attraverso il link:

https://www.inpa.gov.it/bandi-e-avvisi/dettaglio-bando-avviso/?concorso_id=9d01cb68d3e04bafbf6491cc43fcf635

Proprio per rispondere a questa importante opportunità, l’associazione culturale Scuola di Formazione professionale della Spezia, realtà leader a livello nazionale fin dal 2007 nella preparazione specifica per le forze di Polizia locale, ha attivato una tempestiva iniziativa didattica sul territorio, giungendo all’importante traguardo della sua 121° edizione.

La scuola, infatti, ha strutturato un percorso di preparazione intensivo che si terrà direttamente nel comune di Sanluri da lunedì 7 a mercoledì 9 settembre 2026, sviluppato attraverso una formula full-immersion di venti ore complessive. Questa impostazione logistica e oraria è stata studiata specificamente per andare incontro sia alle esigenze di chi proviene da fuori zona, sia di chi possiede già un’altra occupazione ma desidera acquisire o perfezionare le competenze giuridiche necessarie per superare le prove e migliorare la propria posizione professionale.

Il programma formativo si presenta estremamente denso e completo, mirando a coprire la quasi totalità delle materie d’esame previste dai bandi. Durante i tre giorni di docenza si spazierà dall’analisi metodologica delle fonti del diritto fino all’illecito amministrativo disciplinato dalla legge 689/81. Ampio spazio verrà dedicato ai codici penale e di procedura penale, alla normativa del Codice della Strada, alla riforma del commercio e al Testo unico degli Enti locali, senza tralasciare il diritto amministrativo con relative prove pratiche, il Tulps e la legge quadro sulla Polizia Municipale. A coronamento del percorso, i partecipanti affronteranno una simulazione d’esame teorico-pratica con un test mirato ad abituare l’allievo alla gestione del tempo e dello stress della prova reale.

La cattedra del corso sarà affidata al dr. Andrea Prassini, comandante della Polizia locale di Fivizzano (MS) e Vice Comandante della Polizia locale di Santo Stefano di Magra (SP), già comandante di Bonassola (SP) e stimato relatore che ha già guidato questo specifico percorso formativo in decine di località italiane, da Ventimiglia a Ragusa, passando per importanti tappe come Catanzaro, Crotone, Pescara, Genova e Messina ed in particolare in Sardegna 12° Corso negli ultimi 5 anni.

Al termine delle lezioni, oltre al rilascio dell’attestato di partecipazione, a tutti gli iscritti verrà fornito l’intero compendio della normativa di riferimento, un supporto didattico completo che renderà superfluo l’acquisto di ulteriori manuali o testi di preparazione. Per garantire la massima efficacia didattica e consentire al docente di seguire con attenzione ogni candidato, la scuola ha stabilito un rigido numero chiuso: verranno accettate esclusivamente le prime 20 iscrizioni.

Per richiedere maggiori informazioni o per riservare uno dei posti disponibili, è possibile inviare una e-mail all’indirizzo di posta elettronica scuolaformazione.corsi@gmail.com oppure contattare direttamente il numero 328.5467479.

 

Le donne del Sulcis al timone di un veliero come metafora di una forma di “governo” differente per rileggere, in chiave contemporanea, la figura della Giudicesse. Il tutto documentato da un’opera audiovisiva capace di generare nuovi immaginari verso nuove forme di guida femminile.

È il senso della quarta edizione di Giudicesse2030, la residenza artistica realizzata dalla Società Umanitaria Carbonia in collaborazione con U-BOOT Lab e Ottovolante Sulcis, su fondi cineportuali della Regione e con il patrocinio del comune di Sant’Antioco. La restituzione del progetto è in programma mercoledì 5 agosto, all’Arena Fenicia di Sant’Antioco a partire dalle 21.00, nell’ambito della rassegna CineSulky curata dal circolo Arci Il Calderone.

Durante la serata sarà proiettato l’esito della residenza sviluppata dal 22 luglio al 5 agosto dal collettivo composto da Marta Anatra e Claudia Mollese. Le registe hanno declinato il tema dell’edizione 2026, “politica fuori dalla politica”, attraverso una navigazione condivisa nell’arcipelago del Sulcis a bordo del veliero Dragut, che ha coinvolto un piccolo gruppo di donne in un’esperienza relazionale performativa.

Il progetto ha spostato quest’anno il baricentro della residenza dalla terraferma al mare a bordo del veliero Dragut, goletta classica in legno disegnata da Carlo Sciarrelli, costruita nel 1986 come replica della goletta St. Ann del 1736, capitanata dalla comandante Claudia Fadda.

Durante la navigazione, il veliero è diventato il luogo di una comunità temporanea, uno spazio in cui mare, corpi e parole hanno concorso a delineare una figura contemporanea delle Giudicesse, in un’opera audiovisiva capace di generare nuovi immaginari verso nuove forme di guida femminile condivisa.

La ricerca si è sviluppata attorno a un parallelismo tra il concetto di governo e l’atto del governare un’imbarcazione. La dinamica partecipativa si è concretizzata attorno all’azione fisica e simbolica di affidare il timone del veliero a donne che non avevano mai timonato, e nel passaggio di timone da una mano all’altra l’imbarcazione è diventata dispositivo di creazione di una piccola comunità temporanea, all’interno della quale mettere in relazione voci ed esperienze di ‘governo’ differenti, fuori dal contesto della politica ‘istituzionale’.

Ne è scaturito un atto performativo all’interno di uno spazio, quello di una barca, che è di per sé luogo di cura e responsabilità, attenzione reciproca, pratica ecologica. Il lavoro ha così riattualizzato la figura delle Giudicesse attraverso la definizione di un concetto di governo che, a bordo, è necessariamente condiviso e collettivo, esercitato non su qualcuno, ma insieme a qualcuno.

Accanto a questo lavoro, nella serata di mercoledì, verranno proiettate le opere realizzate nelle precedenti edizioni del progetto: Vive nel bosco dove c’è sempre luce (2023), di STUDIOLANDA (Vittoria Soddu e Giorgia Cadeddu); Persino le spine sono spilli (2024), del Collettivo EFFE (Antonio Careddu, Giulia Odetto, Camilla Soave con Inés Panizzi); Il Rais oggi resta a casa (2025), del collettivo GIACINTA (Sara Basta, Miriam Goi, Maria Luisa Usai).

Attraverso pratiche di ricerca situata queste opere, negli anni, hanno attraversato il tema di progetto secondo declinazioni diverse: l’assenza iconografica delle Giudicesse come possibilità per elaborare nuove narrazioni; il costume tradizionale femminile come spazio intimo e collettivo di identità e autodeterminazione; le relazioni femminili con il contesto insulare come forme di resistenza dietro narrazioni prevalenti.

Quattro opere audiovisive, esito di un processo di coinvolgimento delle comunità locali, che reinterpretano la figura delle Giudicesse sarde come lente critica per interrogare il presente.

Il progetto rilegge in chiave contemporanea la figura delle Giudicesse e il loro ruolo nello sviluppo della Sardegna tra IX e XV secolo, alla luce dei principi di sostenibilità, innovazione, giustizia sociale ed estetica del cambiamento definiti dall’Agenda 2030, dal New Green Deal e dal New European Bauhaus.

Giudicesse2030 è una residenza artistica realizzata dalla Società Umanitaria Carbonia in collaborazione con U-BOOT Lab e Ottovolante Sulcis, su fondi cineportuali della Regione Autonoma della Sardegna (L.R. 28 dicembre 2018 n.48, art.11 comma 26) e con il patrocinio del comune di Sant’Antioco.