10 October, 2026
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La nuova Iglesias di Daniele Porcu s’è radunata questo pomeriggio al campo ex Casmez per l’avvio della preparazione in vista della nuova stagione agonistica 2026/2027. Alle 17.00 i calciatori hanno ricevuto l’attrezzatura, alle 18.00 il tecnico li ha accompagnati sul terreno di gioco per il primo confronto, la conoscenza per i tanti volti nuovi e la prima sgambata.

Oltre allo staff tecnico, erano presenti il presidente Giorgio Ciccu, il direttore sportivo Andrea Marras, il segretario Carlo Cruccas e i dirigenti Franco Madeddu e Pierpaolo Casula.

Nel gruppo si respira un clima di grande fiducia per quella che sarà la nuova stagione, dopo che quella scorsa ha regalato la grande gioia della conquista della Coppa Italia, novità assoluta nella bacheca dell’Iglesias Calcio.

Nei prossimi giorni si aggregheranno alcuni dei nuovi acquisti, in arrivo dal Sudamerica.

Giampaolo Cirronis

 

Le recenti e quotidiane difficoltà dei Pronto Soccorso (PS) dei piccoli Ospedali di Isili, Sorgono, Tempio, di Ospedali più importanti come quelli di Olbia, Nuoro, Oristano, Sulcis e di quelli dei grossi centri di Sassari, Cagliari e di tutte le ASL, ci indicano un quadro alquanto preoccupante della sanità pubblica in Sardegna.
In questo contesto, il Servizio Sanitario Regionale deve porsi due obiettivi prioritari per il medio e lungo periodo. Il primo è quello di garantire adeguati livelli di assistenza di fronte alle reali e non-evitabili istanze di salute della popolazione. Il secondo è quello di implementare politiche che portino a una graduale riduzione delle richieste di assistenza da parte della popolazione, sia attraverso la prevenzione primaria, sia attraverso l’utilizzo dello strumento essenziale della medicina territoriale, e in particolare della figura del MMG, che deve svolgere una funzione di ascolto, analisi e selezione, limitando richieste inappropriate.
Le iniziative intraprese dalla Regione Autonoma Sardegna (RAS) in materia sanitaria si rivelano insufficienti e inadeguate per affrontare l’emergenza e garantire il diritto alla salute per tutti i cittadini. Le carenze della medicina territoriale non hanno precedenti: interi territori sono sguarniti di medici e operatori sanitari (in alcuni comuni da circa 10 anni). La sanità territoriale ha sempre svolto un ruolo fondamentale per sostenere il Servizio Sanitario Nazionale e quello Regionale (SSN e SSR).
Oggi un terzo della popolazione sarda è privo persino dell’assistenza di base (Medici di medicina generale e Pediatri di libera scelta). I concorsi per gli incarichi vacanti per la Medicina generale spesso vanno deserti: nell’ultimo bando, quello del 2026 per oltre 500 posti, ci sono state solo 50 domande di idonei, nonostante i generosi incentivi economici della Regione nelle zone disagiate per carenza di assistenza, con livello di criticità grave e gravissimo. Interi territori sono privi dell’assistenza pediatrica.
La crisi della Medicina territoriale mette in discussione un pilastro fondamentale e la stessa esistenza del SSN. La figura del Medico di Medicina generale (MMG) è centrale nella prevenzione primaria. Essa è insostituibile. Rappresenta il primo accesso alle cure. La riorganizzazione della sanità territoriale in applicazione del PNRR e del DM 77/22, prevede l’apertura delle Case della comunità (CdC) e degli Ospedali della comunità.
Noi valutiamo criticamente l’avvio della realizzazione di queste CdC che non sono il risultato di una seria programmazione regionale e nazionale, bensì imposte dalle scadenze del PNRR. Esse sono lo sviluppo in negativo della Case della salute. Nel 2008 furono istituite le prime Case della salute in Sardegna, che trovarono limitata applicazione. Esse si basavano sulla prevenzione, partecipazione dei cittadini alle scelte, programmazione e sulla modifica dei determinanti di salute. Le Case della comunità (CdC) si basano su prestazioni senza una visione unitaria e olistica della salute, senza un riferimento alla prevenzione primaria. Valutiamo negativamente le politiche sanitarie attuate sia a livello nazionale sia a livello regionale sulle tematiche della salute: la prevenzione e programmazione sono assenti.

Riteniamo che le risorse economiche e finanziarie destinate alle CdC debbano essere spese a favore del Servizio sanitario pubblico, e che esse non possano essere mai destinate ad una gestione privata e si evitino ulteriori processi di mercificazione della salute. Il SSN e la legge di Riforma n. 833/78 riconosce un ruolo centrale al Medico di Medicina generale, medico di libera scelta, questo ruolo deve essere confermato e rafforzato. Esso deve assumere il ruolo di attore principale nella gestione delle cure di prossimità e delle malattie croniche. Gli Ospedali della comunità previsti devono garantire la post acuzie e dare servizi aggiuntivi e non sostitutivi di reparti ospedalieri. Tali strutture non possono essere delle scatole vuote, con personale insufficiente, carenze tecniche e organizzative. Il PNRR ha finanziato l’edilizia e la digitalizzazione, ma non ha previsto finanziamenti per il personale: ciò è un grave errore. Le scadenze del PNRR hanno imposto forzature amministrative e creato delle criticità che vanno superate. Le CdC rappresentano una proposta che deve trovare applicazione solo con adeguato personale e integrazione con la medicina generale in applicazione degli Accordi Collettivi Nazionali e Integrativi Regionali (ACN e AIR). Il decreto del ministro Schillaci prevedeva l’abolizione della contrattazione e dei precedenti accordi sindacali. Questo decreto è stato ritirato, in seguito alle proteste, si è trovata una proposta di mediazione: i Medici di medicina generale (MMG) dovrebbero praticare almeno 6 ore alla settimana nelle nuove strutture (CdC). I MMG possono scegliere di svolgere il proprio lavoro anche all’interno della CdC e mantenere il rapporto di lavoro libero professionale convenzionato. Le Associazioni dei MMG, le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) sono un ulteriore strumento di aggregazione e integrazione tra MMG e strutture territoriali.
Le nuove strutture non possono sostituire i MMG, che rappresentano la principale risorsa.
La sanità territoriale deve garantire ascolto, accoglienza, presa in carico e assistenza di tipo socio-sanitario, con un lavoro di equipe multiprofessionale, ambulatori infermieristici e specialistici, garantire la gestione delle malattie croniche e le cure di prossimità, in collaborazione con i MMG e i Distretti socio-sanitari che vanno riorganizzati. Inoltre le CdC devono svolgere il fondamentale compito di prima diagnosi e selezione, per dare risposte di prossimità e indicare il percorso di cura.
Per le patologie a maggior rilevanza sociale vanno attivati i Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PDTA) previsti nella nostra regione per: diabete, malattie oncologiche, scompenso cardiaco, malattie respiratorie e renali croniche, sclerosi multipla e malattie rare. Gli assistiti inseriti in tali piani dovrebbero essere prenotati per i controlli dalle stesse strutture: ciò consentirebbe di ridurre il ricorso al CUP. Il MMG deve svolgere il ruolo di regia nella gestione delle cure primarie di prossimità, delle malattie croniche, grazie al rapporto fiduciario con gli assistiti e alla necessaria presenza capillare nel territorio.
Inoltre, solo se funziona la medicina territoriale e di prossimità si potrà ridurre il ricorso improprio al Pronto Soccorso, oggi in grave sofferenza. Le istituzioni hanno il dovere di salvaguardare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
La sanità territoriale deve svolgere un’azione di integrazione e sinergia con i Dipartimenti di Igiene pubblica e della Salute mentale, specie in materia di prevenzione; praticare la prevenzione dei luoghi di vita e di lavoro; ripristinare la rete di prevenzione e cura della salute mentale e nutrizionale, fin dall’età infantile e giovanile.
Il Servizio sanitario pubblico deve garantire la partecipazione attraverso il coinvolgimento dei Sindacati, delle Associazioni dei cittadini, del Volontariato, dei Comitati, con le rispettive e specifiche competenze. Essi sono insostituibili e preziosi collaboratori per una sanità innovativa che trasformi in protagonista responsabile il Paziente, oggi sempre più Utente passivo. Va incentivata la partecipazione dei cittadini e delle associazioni in ciascuna ASL, nei Distretti, nelle CdC e negli appositi comitati di partecipazione.
L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha sollecitato da tempo l’abolizione della pratica dei medici a gettone e recentemente ha denunciato che, nel periodo 2024/25, la Sardegna ha speso 328 milioni di euro per questa pratica: il dato più alto in Italia, da approfondire e verificare.
Va scongiurato il rischio della chiusura dei PS, che resta elevato specie nel periodo estivo, anche dopo gli ultimi interventi della Regione. Circa 500mila abitanti – un terzo della popolazione – sono privi del medico di famiglia. Per questo motivo sono stati istituiti gli Ambulatori Straordinari di Continuità Territoriale (ASCOT) per i cittadini privi di medico di libera scelta, come soluzione di emergenza. Ma gli ASCOT non possono essere definitivi e sostituire la medicina territoriale, che garantiva e garantisce la presenza capillare e un rapporto fiduciario col proprio medico di medicina generale (MMG).
Manca una programmazione a breve e lungo termine. È compito anche della Regione individuare una riorganizzazione della medicina territoriale garantendo la formazione di nuovi MMG, aprendo le Università.
Oggi i MMG devono dedicare quasi la metà del proprio lavoro al disbrigo di un carico burocratico a causa di una cattiva organizzazione dei Distretti e di una forte pressione, impropria e talora illegittima, di altri settori, specie della sanità privata.
Il carico burocratico aumenta anche per l’elevato numero di assistiti per ciascun medico, che arriva ad essere superiore ai 1.800 assistiti, quando il rapporto ottimale è da tempo definito entro i 1.000, numero che non andrebbe superato, anzi diminuito.
Le Case della comunità sono un’opportunità e devono garantire la presa in carico, la prevenzione, la partecipazione dei cittadini per un’adeguata programmazione territoriale nei 27 Distretti sanitari della Sardegna.
Servono nuovi finanziamenti pubblici e assunzioni straordinarie, nonché una seria programmazione della formazione del personale medico e sanitario. Nell’immediato va valutata la proposta di convenzione con i medici cubani, come richiesto da intere comunità, sindaci, loro associazioni, Comunità montane e Comitato SOS Barbagia M. Le Università devono essere aperte e non avere posti limitati. Solo così si potrà superare la
carenza epocale degli operatori nella sanità pubblica, sia dipendenti che convenzionati, nei territori privi dell’assistenza.
Va finalmente istituita la specializzazione Universitaria per la Medicina generale territoriale e delle cure primarie, equiparata alle altre specializzazioni (attualmente esistono solo corsi regionali) Bene ha fatto la Regione Sardegna (tra le prime in Italia) ad aumentare le borse di studio per i corsi esistenti.
I laureati e gli specializzandi dovrebbero impegnarsi a dedicare almeno 5 anni del proprio lavoro nel Servizio sanitario pubblico, affinché comprendano le finalità dello stesso.
I finanziamenti pubblici devono sostenere primariamente la sanità pubblica. Assistiamo ad un aumento preoccupante delle esternalizzazioni e delle convenzioni col ricorso a personale privato, anche per l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). In tal modo si aggrava la crisi della sanità pubblica. Ricordiamo che la sanità privata deve avere una funzione integrativa e non sostitutiva della sanità pubblica. Quest’ultima, se ben organizzata, è di gran lunga meno costosa e più efficace, deve garantire la prevenzione e un Servizio equo e solidale, per tutti. La sanità privata garantisce le singole prestazioni e non si interessa di prevenzione primaria.
Ingiuste leggi impongono un assurdo limite di spesa per le assunzioni del personale strutturato, mentre nel settore “beni e servizi” non ci sono limiti di spesa. Questi aspetti sono stati denunciati dall’ANAC per i medici a gettone e dalla stessa Corte dei conti nelle relazioni annuali sui bilanci regionali e dello Stato.
Riteniamo che i Direttori generali delle ASL debbano essere assunti da apposite graduatorie nazionali e regionali, con criteri oggettivi e non discrezionali. La durata dell’incarico deve essere stabilita per legge e non va modificata col cambio di Amministrazione regionale né di Assessore. Le frequenti sostituzioni delle Direzioni generali delle ASL aggravano in modo significativo la crisi della sanità pubblica.
Determinano rapporti di fedeltà politica, non il buon funzionamento del Servizio pubblico, che mostra gravi ed epocali carenze organizzative non più rinviabili. Il Servizio pubblico è condizionato e bloccato da lobby affaristiche e clientelari che nulla hanno a che fare con gli interessi della collettività e dei cittadini, impediscono la crescita della sanità pubblica a favore degli interessi finanziari della sanità privata. La mancata programmazione favorisce tali tendenze.
Bisogna prendere atto del fallimento della gestione “aziendalistica” della sanità fin dalla applicazione della L. 502/92, che ha introdotto criteri di mercificazione della salute che impediscono l’applicazione dei principi ispiratori della L. 833/78.
In conclusione chiediamo alla Regione una inversione di tendenza delle politiche in atto a danno del Servizio pubblico: interventi strutturali per risolvere le emergenze, studio e approvazione di un Piano socio-sanitario triennale che preveda una riorganizzazione della Medicina territoriale, rafforzamento della Medicina generale, dei Distretti, dei presidi territoriali (di prossimità), ospedalieri e della sanità nel suo complesso, per garantire prevenzione (soprattutto quella primaria), cura e riabilitazione.
Questo Piano deve essere elaborato dopo attenta analisi della situazione reale esistente oggi, con le sue criticità e potenzialità, garantendo una reale partecipazione delle associazioni dei cittadini, dei malati e operatori sanitari.

Medicina Democratica Sardegna

Grande partecipazione per la settima edizione della manifestazione. Diverse migliaia di persone hanno animato le vie e le piazze del paese, per una notte reso vive dalle postazioni musicali, dai profumi dello street food, dalla musica e dal concerto conclusivo di eroCaddeo.

Una folla delle grandi occasioni ha riempito ieri sera, venerdì 31 luglio, il centro storico di Guspini per la settima edizione di Inistrada, la manifestazione dedicata alla musica, allo spettacolo, alla gastronomia e alla valorizzazione delle attività economiche e degli spazi urbani del paese.

Fin dalle prime ore della serata, un pubblico numeroso e trasversale ha attraversato le vie e le piazze coinvolte dall’iniziativa, trasformando il centro storico di Guspini in un grande palcoscenico a cielo aperto. Famiglie, giovani, cittadini e visitatori provenienti anche dai centri vicini hanno partecipato a una lunga serata di musica, condivisione e intrattenimento.

Le sei postazioni musicali distribuite lungo il percorso hanno accompagnato il pubblico attraverso generi e repertori differenti, creando un flusso continuo di persone tra una piazza e l’altra.

Dai grandi successi internazionali dei Beatles, reinterpretati dai The Vaghi, alle canzoni di Zucchero proposte dai The Lords, passando per il repertorio della musica italiana dei Rock Side, le sonorità country dei The Highwayman, l’omaggio ai Nomadi dei Mercanti e Servi e l’energia della band locale Ognissanti Blues Band, ogni postazione ha saputo coinvolgere il pubblico e creare momenti di partecipazione collettiva.

In più occasioni le vie del centro storico si sono trasformate in grandi cori spontanei, con centinaia di persone riunite davanti ai palchi per cantare e ballare insieme.

Street food e attività commerciali protagonisti della serata

Grande partecipazione anche negli spazi dedicati allo street food, che hanno rappresentato uno degli elementi centrali dell’edizione 2026.

Lungo il percorso il pubblico ha potuto scegliere tra una vasta selezione di finger food. Molto frequentate anche le drink station dedicate ai cocktail e alle birre artigianali, con la partecipazione, tra gli altri, del Birrificio Quattromori e del Birrificio BAM di Mogoro.

Non sono mancati i tradizionali torronai, dolciumi, dolci sardi e prodotti di pasticceria secca, che hanno contribuito ad arricchire l’atmosfera della manifestazione.

Fondamentale anche il coinvolgimento delle attività commerciali presenti lungo le vie interessate dall’evento. Panifici, pizzerie, bar, locali e altri esercizi sono rimasti aperti fino a tarda sera, partecipando direttamente alla manifestazione e contribuendo a costruire una proposta gastronomica diffusa in tutto il centro storico.

La grande affluenza ha generato movimento e partecipazione lungo l’intero percorso, confermando la capacità di Inistrada di sostenere il commercio di prossimità e valorizzare le realtà produttive locali.

Un centro storico vissuto da famiglie e bambini

La serata ha coinvolto pubblici di tutte le età. Le attività di animazione e intrattenimento curate dalle associazioni locali hanno richiamato numerose famiglie, offrendo ai bambini spazi e momenti pensati appositamente per loro.

La presenza delle famiglie, insieme a quella dei giovani e degli adulti, ha confermato la natura trasversale di Inistrada, capace di unire generazioni differenti all’interno di un’unica grande festa collettiva.

«La straordinaria partecipazione registrata ieri sera conferma quanto Inistrada sia ormai entrata nel cuore della comunità – dichiara l’assessora alla Cultura del comune di Guspini, Miriam Floris -. Vedere il centro storico attraversato da così tante persone, famiglie e giovani è il risultato più bello. La manifestazione ha saputo creare incontro, condivisione e partecipazione, valorizzando allo stesso tempo gli spazi pubblici e le tante energie presenti nel nostro paese.»

«Inistrada ha dimostrato ancora una volta quanto cultura, musica, commercio e gastronomia possano lavorare insieme per rendere vivo il centro urbano – afferma Federico Pilloni, assessore alle Attività produttive e al Commercio del comune di Guspini -. La grande affluenza ha coinvolto gli stand, gli operatori e le attività commerciali presenti lungo il percorso. Il risultato è stato un centro storico pieno, dinamico e capace di accogliere migliaia di persone.»

Piazza XX Settembre gremita per eroCaddeo

Il momento conclusivo della manifestazione si è svolto in una Piazza XX Settembre gremita, dove a mezzanotte è salito sul palco eroCaddeo, introdotto dalla musica del dj set di NicoP e dal vocalist Angelo.

Il giovane cantautore sardo ha conquistato il pubblico di Guspini con un live show intenso e coinvolgente. Sul palco, a sorpresa, anche PierC, Piercesare Fagioli, cantautore e pianista italiano noto per la sua partecipazione a X Factor 2025.

Al termine del live show, la festa è proseguita con il DJ set conclusivo di Norman DJ, che ha fatto ballare Piazza XX Settembre fino a tarda notte.

«La risposta del pubblico è stata straordinaria e ha restituito pienamente il senso del progetto – sottolinea il direttore artistico Giorgio Cinus -. In collaborazione con l’Associazione culturale musicale Peter’s Day abbiamo costruito un percorso nel quale ogni postazione fosse parte di un unico grande spettacolo diffuso. La folla che ha attraversato il centro storico e riempito Piazza XX Settembre ha dimostrato che la musica può diventare uno strumento potente di incontro, partecipazione e valorizzazione del territorio.»

Un risultato costruito attraverso la collaborazione

La settima edizione di Inistrada è stata promossa dal Comune di Guspini, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna, la collaborazione della Pro Loco Guspini e l’organizzazione dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo.

La direzione artistica è stata affidata a Giorgio Cinus, in collaborazione con l’Associazione culturale musicale Peter’s Day.

Il successo della serata è stato reso possibile anche grazie al lavoro delle associazioni, degli operatori, degli artisti, degli espositori, delle attività commerciali, dei tecnici, del personale impegnato nei servizi e di tutte le persone che hanno contribuito all’organizzazione e alla gestione della manifestazione.

Con la grande partecipazione registrata venerdì sera, Inistrada si conferma come uno degli appuntamenti più attesi non solo dell’estate guspinese ma dell’intero territorio come un progetto capace di valorizzare i centri della Sardegna, rafforzare il legame tra comunità e territorio e generare nuove occasioni di socialità, cultura e sviluppo economico locale.

La Regione Sardegna avvia “L’Isola che accoglie”, un’iniziativa dedicata al turismo accessibile e inclusivo. Il progetto racconta gli interventi di accessibilità realizzati in alcune spiagge pilota della Sardegna, con l’obiettivo di far conoscere le informazioni e i servizi disponibili per una fruizione più semplice, sicura e autonoma. L’iniziativa è cofinanziata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso il Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità e dalla Regione Sardegna con risorse del FESR.

“L’Isola che accoglie” segue i principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e si ispira all’Agenda ONU 2030, alla Strategia europea per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030 e alle linee guida dell’Organizzazione Mondiale del Turismo.

«L’accessibilità rappresenta un elemento importante per una fruizione più ampia e consapevole del patrimonio balneare sardo – dichiara Franco Cuccureddu, assessore del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna -. Con ‘L’Isola che accoglie’ raccontiamo un’esperienza realizzata in quattro destinazioni turistiche rilevanti e affermate, replicabile nel breve periodo in tanti altri Comuni costieri. Il progetto valorizza sia il lavoro svolto dalle amministrazioni comunali coinvolte che il contributo diretto delle persone con disabilità coinvolte. L’iniziativa – conclude l’assessore – restituisce un quadro concreto degli interventi realizzati e degli strumenti informativi sviluppati per conoscere i servizi disponibili nelle spiagge interessate dal progetto.»

Il progetto coinvolge quattro territori della Sardegna: Alghero, Carloforte, La Maddalena e Orosei.

Questi Comuni sono i primi protagonisti di un percorso pilota dedicato all’accessibilità delle esperienze balneari.

L’iniziativa rappresenta un’esperienza pilota dedicata all’accessibilità delle esperienze balneari nei Comuni coinvolti, attraverso attività, strumenti informativi e pratiche sviluppate nell’ambito del progetto.

Le persone con disabilità partecipano alla costruzione del progetto.

“L’Isola che accoglie” mette al centro la partecipazione.

Le persone con disabilità contribuiscono allo sviluppo dell’iniziativa attraverso le loro esperienze, i loro suggerimenti e il loro punto di vista.

Questo contributo è fondamentale per migliorare i servizi e rendere le spiagge e le informazioni turistiche più vicine alle esigenze di tutti.

Il progetto promuove anche nuove opportunità di inclusione e crescita professionale.

Nei Comuni coinvolti sono stati attivati tirocini nel settore turistico, che permettono di acquisire nuove competenze con il supporto di un tutor. In alcuni casi, il percorso ha portato anche ad assunzioni a tempo determinato.

L’iniziativa prevede inoltre attività di formazione dedicate agli operatori turistici, per rafforzare le competenze sull’accoglienza accessibile e favorire una cultura inclusiva.

Al termine del percorso è previsto un evento finale durante il quale i tirocinanti racconteranno la propria esperienza e il contributo dato alla realizzazione del progetto.

Per ogni spiaggia coinvolta saranno realizzate schede informative chiare e complete, che permetteranno di conoscere in anticipo i servizi disponibili.

Le schede indicheranno, ad esempio, la presenza di passerelle di accesso, ausili per la balneazione, servizi igienici accessibili, spogliatoi dedicati, parcheggi riservati e servizi di assistenza.

Le informazioni saranno pubblicate sui siti dei Comuni coinvolti, sul portale SardegnaTurismo.

I contenuti saranno realizzati secondo gli standard internazionali di accessibilità digitale WCAG 2.1 – livello AA, per garantire una consultazione semplice da parte del maggior numero possibile di persone.

“L’Isola che accoglie” nasce nei quattro Comuni pilota, ma raccoglie un’esperienza che potrebbe essere condivisa.

L’iniziativa prevede anche la realizzazione di materiali di comunicazione, tra cui un documentario, una versione breve del video e uno spot dedicato ai risultati raggiunti.

 

Nell’ambito delle celebrazioni del primo agosto in onore del patrono di Sardegna, questa mattina il sindaco Ignazio Locci ha ricevuto nel municipio due valenti artisti che hanno donato al comune di Sant’Antioco altrettante opere celebrative del culto del Santo Mauritano: una statua in terracotta e un dipinto su travertino. Gli artisti hanno così voluto omaggiare il Santo medico arricchendo l’iconografia che, declinata in diverse espressioni, è già presente nel Palazzo comunale.

Gli artisti, come hanno raccontato questa mattina, sono entrambi intimamente legati al Santo e alla sua città: Enrico Schirru, autore della statua, è originario di Sant’Antioco e da anni è emigrato nella città di Bologna, dove pratica la sua arte scultorea, mentre Maria Rosaria Esposito, di Napoli, da sempre ha eletto Sant’Antioco a sua città del cuore, dove peraltro trascorre le sue vacanze. La donazione dell’artista partenopea si è inserita nel progetto avviato in occasione de “Sa Festa Manna”, che prevedeva la realizzazione di due statue originali raffiguranti Antioco nel rispetto dell’iconografia tradizionale, con l’intento di offrire una reinterpretazione artistica unica e originale. La prima statua è stata realizzata dall’artista Jacopo Scassellati e consegnata alla città nei giorni della festa che si celebra quindici giorni dopo Pasqua. Quest’oggi, invece, in occasione dei festeggiamenti del primo agosto, giorno della dedicazione della Basilica, è stato il turno di Enrico Schirru, che ha offerto la sua rappresentazione di Antioco richiamando tutti i simboli identitari del Santo venuto dal mare. Non a caso, il simulacro si erge su un “ciu”, ovvero la barca tipica antiochense, mentre il Santo è accostato alla palma del martirio e tiene tra le mani il libro della medicina con inciso il bastone di Asclepio e il Vangelo raffigurante un pesce, simbolo di Gesù. Nel basamento, invece, è presente lo stemma del Comune di Sant’Antioco su ogni facciata e, giacché Patrono di Sardegna, anche i Quattro Mori.

«Ringrazio i due artisti per la dedizione e la passione con cui hanno realizzato queste due opere – commenta il sindaco Ignazio Locci – si tratta di due donazioni, dunque frutto del loro rispettivo amore per il nostro patrono e per Sant’Antioco.»

Dopo i trionfi romani, l’Italia Green Film Festival che ha premiato Papa Francesco e il premio Oscar Giuseppe Tornatore, presenta la sua prima “Summer Edition”: un ritiro boutique nell’Isola di San Pietro in Sardegna per riscoprire un “nuovo umanesimo”.
«Ci sono festival che occupano gli spazi e festival che li trasformano. L’Italia Green Film Festival appartiene da sempre a questa seconda categoria. Siamo stati abituati a vederlo abitare le architetture solenni della Capitale: il taglio del nastro tra le navate del Parlamento, le serate di gala al Teatro dell’Opera o al Teatro Argentina, le idee lanciate da Palazzo delle Esposizioni, Palazzo Valentini e Villa Altieri. Un percorso istituzionale altissimo, impreziosito da un Albo d’Oro che pare una mappa del pensiero globale: dalla guida spirituale di Papa Francesco alla sensibilità pionieristica di Re Carlo III, dalla poesia visiva del Premio Oscar Giuseppe Tornatore, a Franco Nero, al maestro Silvano Agosti, alla tutela della biodiversità rappresentata dalla Tenuta del Presidente della Repubblica di Castelporziano», afferma il fondatore e direttore artistico dell’Italia Green Film Festival, Pierre Marchionne.
Ora, per la sua prima estensione estiva, annunciata dalla Direttrice Esecutiva del Festival, Silvia Armeni, già dallo scorso 30 aprile alla Camera dei deputati in occasione del Taglio del Nastro, l’Italia Green Film Festival ‘sbarca’ nel Sud Sardegna, all’Isola di San Pietro, Carloforte, di cui ella stessa è originaria.

«Fin dal momento della nomina – afferma Silvia Armeni – ho fortemente desiderato portare il festival in questo luogo speciale, in cui i miei avi hanno realizzato gesta rilevanti, come la bonifica di varie parti del territorio locale. Affezione personale a parte, San Pietro è oggettivamente una location che si sposa perfettamente con i valori dell’Italia Green Film Festival: nel 2025, infatti, è stata classificata come l’isola più sostenibile d’Italia, oltre ad essere Oasi LIPU, ribattezzata ‘l’isola dei falchi’ per la presenza del Falco della Regina, che migra ogni anno dal Madagascar per nidificare proprio qui. Va da se’ che l’Isola costituisca una location ideale per ospitare una manifestazione estiva di sensibilizzazione su questioni ambientali e sociali, che costituiscono il focus del Festival.»
A tal proposito, Pierre Marchionne afferma: «Quando la tentazione del mainstream avrebbe potuto suggerire palcoscenici più mondani, il Festival ha scelto la via della natura più incontaminata e selvaggia. Una decisione che non è solo geografica, ma profondamente filosofica. Carloforte si configura come una boutique destination, la cornice ideale per un evento riservato, esclusivo non per censo, ma per consapevolezza. Una community di ‘eletti’ – intesi nel senso più nobile di menti illuminate, amministratori locali visionari, artisti, registi e studenti – chiamata a raccolta in un vero e proprio incubatore di idee al centro del Mediterraneo, da dove è ancora possibile ascoltare il silenzio, ritornare a vedere le stelle, in una natura selvaggia e incontaminata. L’Isola di San Pietro con i suoi 400 ettari di oasi protetta, è “un’isola nell’isola”, una rotta che impone ‘un viaggio nel viaggio’. In un’epoca dominata dall’ anestesia mentale’ causata dallo scrolling continuo sui social network, l’Italia Green Film Festival propone qui il proprio rimedio per un Nuovo Umanesimo: la riscoperta delle emozioni concretamente vissute e condivise con gli altri nella
quotidianità. L’obiettivo reale e morale al tempo stesso è uno solo: ritornare ad essere umani. E per farlo, sembra dirci questo Festival, è necessario disconnettersi dal rumore di fondo, ritornare ad ascoltare il silenzio della natura selvaggia, ritornare a vedere le stelle. E questo lo si può fare solo da questo luogo unico e magico, come l’Isola di San Pietro».
La manifestazione ideata e organizzata in loco dalla Direttrice Esecutiva del Festival, Produttrice e Sociologa, Silvia Armeni, in accordo con il direttore artistico Pierre Marchionne, prevede il trattamento di tematiche ambientali e sociali in chiave multidisciplinare : la mostra d’Autore sul randagismo ‘Attraverso i nostri occhi’ della fotografa Alessandra Cossu, allestita al CineTeatro Cavallera assieme al fotografo e videomaker Fabrizio Bibi Pinna – divenuta anche un omonimo documentario andato in onda su Rai Tre lo scorso 17 maggio – prodotta e presentata dall’attrice sarda di fama internazionale Caterina Murino – già premiata nella scorsa edizione del Festival per il suo impegno Green e social-, la cui raccolta fondi verrà devoluta all’associazione animalista locale ‘A.C.U’.A.”; i due Green Talk: con Chiara Vigo, Maestro di bisso e Piero Addis, biologo marino e professore associato di Ecologia dell’Università degli Studi di Cagliari nonché la presentazione della serie ‘Sardinia Green Trip’, prodotta dalla Sardegna Film
Commission, alla presenza del regista Andrea Mura e della produttrice esecutiva Chiara Andrich; le proiezioni dei film ‘Milarepa’ di Louis Nero e ‘La terra delle donne’ di Marisa vallone, entrambi girati totalmente in Sardegna e vincitori rispettivamente dei premi ‘Miglior regia’ e ‘Miglior Film’ nella categoria Green Set, durante le ultime edizioni del festival, alla presenza del regista Louis Nero e di parte dei relativi cast: Diana Dell’Erba e Hal Yamanouchi, Paola Sini e Syama Rayner; i laboratori di EcoArte per bambini diretti dagli artisti Massimo Lumini e Marco Nateri; lo spettacolo di Clowntherapy ‘Io e me’ dell’attrice e autrice Isabel Sardu; la presentazione della saga editoriale ‘ Sandahlia’ dello scrittore Stefano Piroddi, sulla storia nuragica delle Sardegna, curata dalla giornalista Susanna Lavazza; il Gala finale ‘Return to Human: l’Arte che sostiene la Vita’, a offerta libera con raccolta fondi in favore della Croce Azzurra di Carloforte, condotto dal noto presentatore Anthony Peth, con esibizioni e premi alle eccellenze artistiche regionali che operano a sostegno dell’ambiente e dei valori sociali fondamentali, come l’attore e regista Jacopo Cullin, noto al grande pubblico per il film ‘L’uomo che compro’ la luna’ di Paolo Zucca e la serie RAI di successo ‘Lolita Lobosco’, l’autore, conduttore televisivo e regista teatrale e cinematografico Gianluca Medas, il regista emergente Paolo Lubinu, il talento cinematografico emergente, Rose Aste, originarla proprio di Carloforte, distintasi nell’intensa interpretazione in ‘Anna’ di Marco Amenta, l’apprezzata attrice Sabina Zicconi, nonché la sfilata di Alta Sartoria Etica di tradizione settecentesca con la stilista sarda di origine greca Marinella Staico e quella della nota Maestra orafa Maria Conte; e ancora il previsto premio alla Carriera e alla divulgazione scientifica al noto autore e conduttore Roberto Giacobbo; il riconoscimento alla conduttrice tv Tessa Gelisio per il suo impegno in favore dell’ambiente tramite la For Planet Onlus; atteso, infine, il premio alla Carriera all’attore giapponese Hal Yamanouchi, protagonista oltre che dei film in programma, di decine di film nazionali ed internazionali, tra cui il famoso ‘Wolverine L’immortale’ della Marvel, ma altresì attivo da anni con numerose attività artistiche finalizzate all’integrazione culturale tra l’Italia e il Giappone.
Non mancheranno ovviamente la danza e la musica ispirate al cinema e alle tematiche del festival con le coreografie delle maestre Michela Borghero e Lia Marocci con Fabio Morrocu; le esibizioni live del sassofonista Renzo Durante; del cantante Sebastiano Mocci, vincitore del Festival Mogol Battisti nel 2022; della cantante Elsa Cherchi, concorrente dello show RAI ‘Standing Ovation’ nel 2017; della soprano Tiziana Cherchi accompagnata dalla pianista, compositrice nota anche in Spagna e Direttrice del coro di Carloforte, Bianca Albezzano, che renderanno omaggio alla memoria della soprano lirico internazionale Limbania Leoni di Carloforte; del giovane pianista prodigio Pietro Granara, terzo classificato al concorso internazionale WPTA Italy – World Piano Competition; ed un finale coinvolgente con il ‘Movie Dance Party’ – DJ set di Tore Saliu.
L’Italia Green Film Festival – Carloforte 1st Summer Edition, che si svolgerà il 6, 7 e 8 agosto tra le storiche locations carlofortine del CineTeatro Cavallera – messo gentilmente a disposizione per le tre giornate – e di Piazza Pegli, è realizzata grazie al contributo del Comune e della Pro Loco di Carloforte e di tantissime aziende che hanno sostenuto con entusiasmo l’iniziativa.
La manifestazione è patrocinata dalla Regione Sardegna, dalla Provincia del Sulcis Iglesiente, dal WWF – partner storico del Festival- dal Dipartimento Sardegna dell’Associazione Nazionale Sociologi, dalla Croce Azzurra di Carloforte e dall’Associazione contro la violenza ‘Donne al Traguardo’.

Santadi in festa per la 58ª edizione del Matrimonio Mauritano. Ad unirsi in matrimonio, secondo il tradizionale rito, sono stati Federica Pinna, 31enne di Teulada, e Federico Acca, 42enne di Santadi. Fidanzati da otto anni, in presenza del figlio.

La giornata è iniziata alle 7.00 al Museo Etnografico “Sa Domu Antiga”, in via Mazzini, con la vestizione della sposa e della famiglia, e alla Casa Museo Sa Domu ‘e Paxi, in via Umberto I, con la vestizione dello sposo e della famiglia. Gli sposi si sono in contrati alle 8.30 al Museo Etnografico Sa Domu Antiga in via Mazzini ed è quindi partito dall’Istituto Agrario di via Cagliari il corteo nuziale, presentato da Emanuele Garau, che ha visto la partecipazione di gruppi folk, traccas, launeddas e cavalieri, diversi sindaci dei Comuni del territorio, dei comandanti del 1° Reggimento Corazzato e del 3° Reggimento Bersaglieri di Teulada e degli sposi con le loro famiglie, che da via Cagliari si è sviluppato per le strade del centro del paese, fino alla piazza Marconi, dove si è svolto il rito religioso, preceduto da un incontro degli sposi con il sindaco di Santadi Massimo Impera e i sindaci di Teulada Angelo Milia, di Nuxis Romeo Ghilleri e di Villaperuccio Marcellino Piras.

Al termine della celebrazione eucaristica con parti in lingua sarda presieduta da padre Gianluca D’Achille OFM Cap, direttore della rivista “Voce Serafica della Sardegna”, concelebrata da don Fulvio Sanna, e animata dal coro polifonico Canto De Jara di Gesturi, sempre carica di emozioni sia per gli sposi, sia per i parenti e tutti i presenti, il rito de “Sa Gratzia”.

In serata, dalle 20.00, in Piazza Marconi, fronte Chiesa, si è tenuto“Su cumbidu”, l’invito degli sposi alla popolazione, con la torta nuziale, i dolci tipici degli sposi e bibite. Alle 21.30, i balli e i canti della tradizione, con la partecipazione dei gruppi folk e lo spettacolo “Tempus de Ballu – sonos e can tos de Sardigna”, presentato da Emanuele Garau.

Giampaolo Cirronis

Se hai voglia di vivere una serata unica e indimenticabile accarezzato dalla brezza marina mentre balli a ritmo di musica coinvolgente, sulla spiaggia di Plagemesu, comune di Gonnesa, il 14 agosto potrai trovare tutto ciò. Dalle 21.00 alle 3.00, il divertimento sarà assicurato con il Beach Festival, in una location favolosa, organizzato dalla Angel Eventi, in collaborazione con la locale Pro Loco e il patrocinio del comune di Gonnesa.

Una festa in spiaggia attraverso un vero e proprio viaggio musicale: dalla Commerciale alla Reggaeton, alla Dance anni ’90, alla Grew Best 90, alla House e Tech House, sino alla Tecno con dj Marascia.

Voce performer Davide Musu, in arte Dave, accompagnato dai Dj: Kekko Milani, Edo, Angelo Atzori, Alessio Mulas, Ste e Matt.

Un’occasione da non perdere organizzata in sicurezza e nel rispetto dell’ambiente.

L’obiettivo è divertirsi insieme a ritmo di sonorità che ci faranno godere la spiaggia ed il mare trasformati in una discoteca a cielo aperto.

Nadia Pische

Il Festival Argonautilus 2026 “Naviganti” prosegue questa sera, alle ore 21.30, con uno degli appuntamenti più attesi della rassegna. Nella suggestiva cornice dell’Antica Tonnara Su Pranu di Portoscuso, sarà ospite Sigfrido Ranucci, tra i più autorevoli giornalisti d’inchiesta italiani.

L’autore presenterà il suo ultimo libro Il ritorno della casta (Bompiani), un’opera che affronta temi di grande attualità legati all’informazione, al rapporto tra cittadini e istituzioni e ai meccanismi del potere, offrendo spunti di riflessione sul ruolo del giornalismo nella società contemporanea.

A dialogare con l’autore sarà il giornalista Ciro Auriemma.

L’incontro è a ingresso libero.
Si consiglia di raggiungere la sede dell’evento con congruo anticipo.
L’accesso sarà consentito a partire dalle ore 20:30, mentre l’incontro avrà inizio puntualmente alle ore 21.30.

Si è concluso a Calasetta il Campionato Mondiale OpenSkiff 2026, una settimana che ha visto il Sulcis e la Sardegna diventare il centro della vela giovanile internazionale. L’evento, organizzato dalla Lega Navale Italiana – Sezione Sulcis sotto l’egida della Federazione Italiana Vela, ha richiamato 166 velisti provenienti da 13 nazioni, confermando il valore tecnico del campo di regata del Canale di San Pietro e la capacità organizzativa del territorio.

L’Italia chiude il Mondiale con un bottino di cinque medaglie: l’oro di Aurora Milanese nella categoria Under 17 femminile, l’argento di Fabio Serra e il bronzo di Gianluca Pilia tra gli Under 17 maschili, oltre all’argento di Anna Ruggiero e al bronzo di Gianmaria Iannuzzi tra gli Under 13.
Per la III Zona FIV e per la Sardegna spiccano soprattutto le prestazioni di Fabio Serra, atleta della Lega Navale Italiana Sezione Sulcis, che conquista una splendida medaglia d’argento nelle acque di casa davanti al proprio pubblico, e di Gianluca Pilia, autore di una regata estremamente regolare che gli vale il bronzo mondiale. Due risultati di grande prestigio che confermano l’ottimo livello della scuola velica sarda.

Le condizioni meteo hanno accompagnato tutta la manifestazione permettendo lo svolgimento di 14 prove complessive. L’ultima giornata ha richiesto particolare pazienza a causa di un vento instabile che ha costretto il Comitato di Regata anche a riposizionare il campo di gara, ma l’organizzazione ha saputo gestire al meglio la situazione consentendo di portare a termine il programma previsto.

Oltre all’aspetto agonistico, il Mondiale è stato una straordinaria occasione di incontro tra giovani provenienti da tutto il mondo. La cena finale e la cerimonia di premiazione hanno concluso una settimana caratterizzata da amicizia, scambi culturali e grande sportività, con gli equipaggi che hanno condiviso magliette, lycre e ricordi delle rispettive nazioni.

Numerosi team internazionali hanno espresso apprezzamento per l’elevata qualità dell’organizzazione, capace di coordinare ogni aspetto dell’evento: dall’accoglienza alle operazioni in mare, dalla logistica alla gestione tecnica delle regate.