16 May, 2026

Martedì 16 novembre, nella sede del Circolo Soci Euralcoop, in piazza Marmilla, a Carbonia, è stato inaugurato l’anno accademico 2021/2022 dell’Università della terza Età di Carbonia-Portoscuso. L’evento segna il ritorno alla normalità, alla socializzazione e alla partecipazione a tutte le attività in presenza. L’attività riprenderà con le due conferenze settimanali che tratteranno argomenti di storia, letteratura, psicologia, storia dell’arte, lingua sarda, scienza dell’alimentazione, storia della Sardegna e del sottosuolo del Sulcis Iglesiente. Ripartiranno anche le attività collaterali di ginnastica, di yoga e dei balli di gruppo. E’ prevista anche quest’anno la stagione lirica e a partire da marzo verrà resa più ricca l’offerta formativa attivando la manifestazione “andiamo al cinema”.

Si riprenderà con le visite guidate e con i viaggi di istruzione che per quest’anno accademico saranno effettuati solo all’interno della nostra regione. Con il virus che continua a circolare la prudenza è, infatti, obbligatoria. Attraverso queste attività, verrà data l’opportunità di conoscere meglio il nostro territorio dal punto di vista archeologico, storico, naturalistico e anche culinario, in quanto non mancheranno le occasioni di incontri conviviali.

L’associazione include dall’anno scorso molti soci della sede staccata di Portoscuso, che, con i soci di Carbonia, costituiscono una realtà viva, costituita da persone attive che hanno tanta voglia di imparare, collaborare e contribuire. Per questo motivo, diverse attività verranno svolte anche nella sala Alcoa di Portoscuso.

Nella sede di Carbonia, in via Brigata Sassari, presso l’ex Liceo Classico, la segreteria è aperta il martedì ed il giovedì, dalle ore 10.00 alle ore 11,30, per informazioni e per le iscrizioni.

La serata inaugurale è stata aperta dall’esibizione di due suonatori di launeddas, seguita dalla relazione del neo presidente, Giampaolo Sestu, subentrato a Ines Pinna. Subito dopo è intervenuto il sindaco Pietro Morittu, che ha iniziato il suo intervento – uno dei primi dopo la sua elezione, maturata il 10 e 11 ottobre scorsi – parlando dei problemi legati alla pandemia e dei rapporti tra la Lutec ed il comune di Carbonia.

 

L‘emergenza sanitaria legata alla pandemia da Covid-19 non è ancora terminata ma i vaccini e i green pass hanno consentito la ripartenza delle attività, anche per le varie associazioni che operano nel territorio. Tra queste la Pro Loco di Carloforte che riprende i contatti con la comunità di Pegli, con una visita in programma nel fine settimana in Liguria. Vediamo l’intervista il presidente della Pro Loco di Carloforte, Gianni Repetto.

I consiglieri di minoranza Monica Atzori della Lega e Daniela Garau e Daniele Mele del Patto Civico, hanno presentato una mozione al presidente del Consiglio comunale, al sindaco di Carbonia Pietro Morittu e agli assessori competenti, «sulla necessità di istituire un HUB vaccinale nel comune di Carbonia».

«Ritenuto necessario attivare nel comune di Carbonia un HUB vaccinale stabile che sia anche di supporto agli HUB di Iglesias e San Giovanni Suergiu», la mozione «impegna il Sindaco ad attivarsi presso il Commissario ASSL di Carbonia ed i referenti della campagna di vaccinazione, al fine di mettere in atto ogni opportuna azione affinché possa essere istituito presso il comune di Carbonia un HUB vaccinale che garantisca tempi più rapidi per le vaccinazioni e riducendo al contempo i disagi dovuti agli spostamenti in altri comuni».

Domenica 21 novembre, Iglesias Turismo, organizzerà un trekking esplicativo alla scoperta della frazione di San Benedetto, in prossimità di una delle più antiche concessioni minerarie piombozincifere.

Un trekking ad anello di circa 12 km, in compagnia delle guide ambientali escursionistiche, tra le meraviglie naturali ai piedi del Marganai, con approfondimenti sulla storia del territorio e sulle vicende degli uomini e delle donne di miniera.

Appuntamento, per la partenza, alle ore 8.30 nella piazzetta della frazione di San Benedetto.
La durata prevista del trekking sarà di circa 5 ore.
Tipo di percorso: E (per escursionisti), adatto anche ai bambini purché camminino in piena autonomia, non adatto a chi risulta essere poco allenato e a chi soffre di vertigini.
Per i partecipanti è richiesto un abbigliamento idoneo, con scarpe da trekking.
E’ necessario utilizzare la mascherina ed avere a disposizione almeno 2 litri d’acqua a persona.
La prenotazione è obbligatoria al fine di garantire le misure di sicurezza in materia di prevenzione anti Covid-19.

Per informazioni sui costi e per le prenotazioni, è possibile telefonare all’Ufficio Turistico di Iglesias al numero 0781/274507, l’Ufficio è aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15,30 alle 18,30.

Settimana ricca di appuntamenti alla Fabbrica del Cinema della Grande Miniera di Serbariu, promossi dal CSC Carbonia della Società Umanitaria, tutti a ingresso gratuito.

Giovedì 18 novembre, alle ore 21.00, proiezione del film “Cercando Grazia” della regista Maria Grazia Perria che sarà presente in sala e dialogherà con le spettatrici e gli spettatori.

Martedì 23 novembre, sempre alle ore 21.00, nella Sala Fabio Masala della Fabbrica del Cinema, serata dedicata ai cortometraggi con “Corti in Sala”. 

Lunedì 22 novembre, alle ore 17.30, alla Fabbrica del Cinema, infine, il critico Sergio Naitza incontrerà Luca Martera, documentarista, specialista di archivi, esperto in ricerche storico-investigative, giornalistiche e audiovisive tra Italia e Stati Uniti e autore del libro “Harlem, il film più censurato di sempre” che verrà presentato al pubblico. A seguire proiezione del film del 1943 “Harlem” di Carmine Gallone con attori protagonisti Massimo Girotti ed Amedeo Nazzari.

Anche l’Assemblea legislativa della Sardegna ha deciso di aderire, nel primo anniversario della Strategia Globale OMS per l’eliminazione del cancro cervicale, alla richiesta del delegato per il Coordinamento delle Commissioni consiliari in materia di politiche sanitarie, istituito presso la Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali, a seguito della proposta proveniente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Il cancro alla cervice uterina, come riporta l’Associazione Italiana Ricerca contro il Cancro (AIRC), seppur prevedibile e curabile, rappresenta un problema importante per l’oncologia, specialmente nei paesi poveri. In Italia nel 2020 sono stati stimati 2.365 nuovi casi e questa patologia occupa il quinto posto nella classifica dei tumori più comuni per le donne di età compresa tra 0 e 49 anni.
L’iniziativa di illuminare i palazzi istituzionali ed i monumenti di luce color teal, letteralmente “foglia di tè”, colore simbolo della sensibilizzazione sul cancro cervicale, è globale: nel 2020 più di 100 monumenti ed edifici rappresentativi in tutto il mondo si sono illuminati il 17 novembre per richiamare l’attenzione dei cittadini e dell’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione di questa patologia.

I vigili del fuoco del distaccamento di Carbonia, sono intervenuti per l’incendio in un’abitazione, a Masainas.
Giunti sul posto, intorno alle 15.00, con APS (Autopompaserbatoio), le unità dei vigili del fuoco hanno messo in sicurezza e spento le fiamme, localizzate al primo piano di una casa su due livelli.
La donna che al momento si trovava all’interno, all’arrivo dei vigili del fuoco, era fuori dall’edificio. Apparentemente illesa, è stata comunque visitata da un’ambulanza del servizio sanitario.

Nell’ambito del coordinamento della Commissione Ambiente ed Energia della Conferenza delle Regioni in capo alla Regione Sardegna, l’assessorato dell’Industria e l’assessorato dell’Ambiente promuovono un confronto politico con i rappresentanti nazionali, regionali e locali in materia di transizione energetica. I temi in discussione saranno sviluppati in due tavole rotonde: una dedicata al tema delle comunità energetiche (alla quale prenderanno parte due comuni che hanno ricevuto un finanziamento regionale per la realizzazione di progetti pilota di comunità energetiche), e l’altra dedicata alla transizione dalle fonti fossili al rinnovabile. L’incontro ha l’obiettivo di approfondire in senso ampio le tematiche afferenti la transizione energetica alla luce delle novità introdotte dagli ultimi atti parlamentari e dalle decisioni emerse nel corso della recente Cop26 di Glasgow.
L’incontro si terrà alle ore 10.00, nella sala Anfiteatro in Via Roma 253, a Cagliari. L’ingresso in sala sarà contingentato ed è necessaria la preventiva iscrizione.

Il vaccino anti Covid funziona e protegge anche le persone con malattie autoimmuni e non si rileva alcuna differenza di efficacia tra soggetti sani e persone con malattie infiammatorie immunomediate in terapia per quanto riguarda la risposta al vaccino a mRNA anti-Covid-19. La conferma arriva da un importante studio di Azienda ospedaliero-universitaria e Università di Cagliari. Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Clinical and Experimental Medicine, è frutto del lavoro di diversi medici e ricercatori, in particolare Luchino Chessa, Davide Firinu, Stefano Del Giacco e Marcello Campagna (Dipartimento di Scienze Mediche e Sanità Pubblica), Andrea Perra (Scienze Biomediche), Roberto Littera, medico immunogenetista afferente alla SC di Genetica Medica del Binaghi e Ferdinando Coghe, direttore sanitario e direttore del Laboratorio Analisi Chimico Cliniche e Microbiologia dell’AOU di Cagliari.

«I soggetti immunodepressispiega Luchino Chessa sono considerati fragili per il maggior rischio di infezione e per le possibili gravi complicanze. Per questo sono stati inseriti come categoria prioritaria nel calendario vaccinale nazionale anti-Covid 19.»

L’obiettivo degli scienziati cagliaritani era di capire se effettivamente il vaccino fosse efficace anche in questa fascia di popolazione.

La ricerca si è sviluppata nell’ambito dello studio Corimun, un ampio progetto condotto dai ricercatori dell’Università degli Studi di Cagliari che prende in considerazione la suscettibilità all’infezione da SARS-CoV-2 e la gravità del relativo quadro clinico nella popolazione sarda. L’obiettivo è stato di confrontare la risposta anticorpale alla vaccinazione per SARS-CoV-2 in soggetti con malattie infiammatorie immunomediate rispetto a persone sane. Un aspetto di grande attualità legato al fatto che anche adesso, a quasi due anni dall’inizio della pandemia, molti pazienti con malattie infiammatorie immunomediate sono esitanti a sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid 19.

Lo studio ha dunque preso in considerazione persone con malattie infiammatorie immunomediate e operatori sanitari dell’Aou di Cagliari, sottoposti a partire da dicembre 2020 a vaccinazione con mRNA della Pfizer Comirnaty, con successiva determinazione del livello sierico degli anticorpi IgG anti-S-RBD del SARS-CoV2, eseguiti nel giorno del richiamo e poi successivamente uno e cinque mesi dopo. Sono stati inclusi nello studio 551 soggetti sani naïve ad infezione da SARS-CoV-2 e 102 soggetti tra quelli affetti da malattie infiammatorie immunomediate, con un’analisi separata per quelli trattati con farmaci anti-CD20 come rituximab o ocrelizumab, usati in alcune malattie autoimmuni sistemiche e nella Sclerosi Multipla.

Un mese dopo il completamento del ciclo vaccinale con due dosi, il 100% dei soggetti sani ed il 94% dei soggetti con malattie infiammatorie immunomediate mostrava una risposta anticorpale e questi ultimi avevano un titolo anticorpale significativamente ridotto rispetto ai controlli, sia nel giorno del richiamo che un mese dopo, mentre non vi erano differenze cinque mesi dopo.

Non sono state trovate differenze tra sottogruppi di patologie o in relazione al trattamento con immunosoppressori, corticosteroidi e farmaci biotecnologici diversi da quelli anti-CD20, un tipo di farmaci che agiscono interferendo con la risposta B-linfocitaria. Andando poi ad analizzare i pazienti in trattati con anti-CD20, la proporzione dei responders e l’ampiezza della risposta anticorpale era significativamente ridotta.

«La conclusione di questo studio di “real-life” – conclude Luchino Chessa – evidenzia che non ci sono differenze sostanziali di efficacia tra soggetti sani e persone con malattie infiammatorie immunomediate in terapia per quanto riguarda la risposta al vaccino a mRNA anti-COVID-19, mentre rimane il problema dei pazienti che sono in terapia con farmaci che deprimono la risposta B-cellulare, ma la cui vaccinazione è in ogni caso consigliata.»

«Un’illecita ed odiosa condotta discriminatoria fondata sul genere, che viola il divieto di discriminazione in materia di tutela della maternità e paternità, così come stabilito dallo stesso codice delle pari opportunità, e che si pone in contrasto con i principi di  eguaglianza e antidiscriminazione sanciti dal dettato costituzionale.»
E’ il giudizio sugli «atti atti discriminatori perpetrati nei confronti di un’infermiera professionale, dipendente dell’Associazione italiana per l’assistenza agli spastici (AIAS), ente accreditato dalla regione Sardegna interamente finanziato con fondi pubblici», quale si legge nella risposta del ministero del Lavoro all’interrogazione dell’on. Romina Mura, che aveva sottoposto il caso, venuto alla luce la scorsa estate, di una donna del Nuorese cui l’Associazione Italiana Assistenza Spastici (Aias) non aveva rinnovato il contratto dopo che la stessa ha comunicato ai datori di lavoro il suo stato di gravidanza.
«Dal ministero del Lavoro è giunta una risposta rilevante dal punto di vista degli effettispiega la parlamentarein quanto ha attivato l’Ispettorato territoriale del lavoro, cui è seguita l’Ordinanza Ingiunzione dell’8 novembre scorso, in corso di notifica all’AIAS, con la quale è definito il procedimento di contestazione dell’illecito. Ma determinante è stata anche  l’azione della consigliera di parità Tiziana Putzolu in questa vicenda, che ha dimostrato l’importanza di questo ruolo di tutela e vigilanza. Un ruolo da valorizzare dotandolo di strumenti e prerogative che permettano di svolgere al meglio le sue fondamentali funzioni.»
Per Romina Mura è «da segnalare anche l’annuncio del Ministero sull’integrazione del quadro legislativo di tutela nei confronti delle donne e in merito al potenziamento del ruolo della vigilanza antidiscriminatoria degli organismi di parità e procedure per favorire l’emersione e la denuncia dei comportamenti discriminatori di cui le donne sono oggetto».