23 June, 2026

«Ancora una volta, e con estremo rammarico, prendiamo atto del comportamento irresponsabile della Regione davanti al problema che riguarda il futuro del centro ricerche Sotacarbo. Dopo gli impegni assunti e non rispettati dall’assessore Giuseppe Fasolino ci aspettavamo oggi un sussulto d’orgoglio del presidente Christian Solinas, invece dalla presidenza non c’è stata alcuna convocazione per i lavoratori e sindacati riuniti in sit in davanti a Villa Devoto. E’ questo l’interesse verso i lavoratori sardi? L’impegno preso lo scorso 3 dicembre è stato disatteso, confermando ancora una volta il disinteresse verso un settore fondamentale e cruciale per lo sviluppo della ricerca.»

Lo scrivono, in una nota, Emanuele Madeddu, Gianrico Cuboni e Pierluigi Loi, segretari di Filctem-Cgil Sardegna Sud Occidentale, Flaei-Cisl Sardegna e Uiltec-Uil Sardegna.

«Proprio in questi giorni in cui si parla di Recovery fund constatiamo la distanza di chi deve occuparsi di programmare il futuro dei cittadini. La mobilitazione che da tempo ci vede sostenere la vertenza de lavoratori Sotacarbo non si fermerà oggi ma proseguirà con un inasprimento dei toni. Chi ha ruolo di governo si assuma tutte le responsabilità del caso.»

RMi chiamo Francesco Cau e abito a poche decine di metri dall’RSA “Il Melograno” di Cassina De’ Pecchi (Milano). Fino ad alcuni mesi fa vedevo passeggiare i nostri anziani lungo l’isolato che costeggia la residenza ma questo non avviene più almeno dallo scorso febbraio quando sono state chiuse le porte dell’RSA agli ospiti esterni a causa della pandemia del Coronavirus. La residenza ospita circa 100 anziani con una cinquantina di operatori che si occupano amorevolmente di loro tutti i giorni.Come sappiamo, la situazione dentro le RSA non è delle più facili e la sofferenza maggiore per gli anziani è quella di non poter abbracciare e vedere di persona i propri parenti, aumentando in loro il senso di abbandono. Oltre agli anziani, anche i bambini sono sicuramente quelli che più stanno soffrendo le conseguenze drammatiche che la pandemia ha imposto alla nostra nuova quotidianità.
Perché allora non unire queste due generazioni, il passato e il futuro della nostra comunità, in un abbraccio virtuale?
E’ così che è nata l’idea di coinvolgere i bambini dell’Asilo Nido “Qui Quo Qua” di Cassina De’ Pecchi. Le educatrici dell’asilo hanno subito colto il significato di questa iniziativa e hanno fatto realizzare diversi disegni e lavoretti ai bimbi che nei giorni scorsi ho consegnato personalmente agli educatori dell’RSA. Mi è stato riferito che gli anziani hanno gradito tantissimo la sorpresa, ognuno di loro ha ricevuto un disegno e so che lo hanno conservato gelosamente sul comodino di fianco al proprio letto.Aver regalato qualche attimo di felicità ai nostri nonni, attraverso i disegni dei nostri bambini, è una vera gioia che scalda davvero il cuore, soprattutto in questo periodo natalizio. 
Continuiamo a colorare di gioia e rendere speciali le giornate dei nostri anziani. Un piccolo gesto, sicuramente alla portata di tutti, che può trasmettere un po’ di umanità e speranza, per le quali le feste rischiano di essere un periodo ancora più triste.   
Come? Inviamo una cartolina

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, un disegno 

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, una dedica 

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, un biglietto d’auguri natalizio 

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all’indirizzo:
Residenza Anni Azzurri Melograno V. Napoli 220060 Cassina De’ Pecchi MI 
oppure un’email 

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a educatori.melograno@anniazzurri.it
Grazie a tutti coloro che volessero partecipare a questa iniziativa! 

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“Sardi e sicuri’, è lo slogan che la Regione Sardegna ha scelto per promuovere la grande campagna di screening anti Covid-19 che partirà a gennaio nell’Isola.

«Una sfida che ha l’obiettivo di riportare la Sardegna all’azzeramento della circolazione virale, attraverso fasi sequenziali in un tempo ragionevolmente breve. Un progetto che, oltre alla parte tecnico scientifica, farà leva sulla responsabilizzazione e il coinvolgimento delle comunità e di tutte le istituzioni», ha dichiarato il presidente della Regione, Christian Solinas, che oggi ha presentato l’iniziativa nel corso di una conferenza stampa con l’assessore della Sanità, Mario Nieddu, il commissario straordinario di Ares-Ats, Massimo Temussi, ed il prof. Andrea Crisanti, ordinario dell’Università di Padova che supporterà la Regione nel progetto.

«Un’iniziativa che nel pieno della seconda ondata – sottolinea il presidente della Regione – punta a riportare la Sardegna allo stato di ‘Covid-free’, raggiunto durante la prima fase grazie alle misure adottate e al comportamento responsabile del popolo sardo. Realizzeremo un’azione mirata per l’individuazione dei positivi e la compressione della circolazione virale che prevede anche l’adozione di interventi per consolidare i risultati raggiunti.»

L’attività di informazione e promozione alla base del progetto sarà orientata su quattro fattori: unità, responsabilizzazione delle comunità, opportunità per l’Isola di ridurre o, addirittura, azzerare la circolazione virale e la possibilità, per i cittadini, di accedere gratuitamente a uno strumento di controllo del virus.

La campagna di screening partirà dall’Ogliastra e procederà nei mesi successivi sulle altre aree: 23 i comuni individuati come sede per effettuare i test, con 46 postazioni e un totale di 180 operatori per l’esecuzione di 32.278 tamponi antigenici per un’adesione stimata attorno al 65% della popolazione.

«Il territorio su cui avvieremo la campagna – spiega Andrea Crisanti – ci permetterà di individuare eventuali criticità e di valutare problematiche che eventualmente dovessero emergere e che possono riguardare diversi aspetti, come il flusso dei dati, la logistica, il personale o altro. Sarà una ‘palestra’ che ci consentirà di procedere, successivamente, su scala più vasta.»

Due gli ‘step’ previsti per lo screening, ciascuno della durata di due giorni. I primi tamponi antigenici rapidi, saranno eseguiti tra il 4 e il 5 gennaio e saranno ripetuti sui soggetti risultati negativi a distanza di una settimana, per aumentare la probabilità di intercettare eventuali positività al Covid. Nella prima sessione di test saranno utilizzati tamponi antigenici rapidi cromatografici (in grado di restituire un risultato visibile a occhio nudo tramite la colorazione, nell’arco di 15 minuti), mentre nella seconda saranno impiegati tamponi antigenici immunofluorescenti (risultato entro 24 ore attraverso l’analisi con un apposito macchinario). In entrambe le fasi le persone risultate positive saranno immediatamente sottoposte al tampone molecolare e con loro saranno tracciati e testati i contatti stretti.

«Al termine di questa campagna – conclude Andrea Crisanti – non avremo solo migliorato la situazione dal punto di vista della circolazione virale, ma avremo lasciato sul campo un bagaglio di formazione, competenze tecnico scientifiche e organizzative fondamentali per la fase di consolidamento che seguirà.»

10 nuovi casi di positività al Covid-19 sono stati accertati a Carbonia, l’annuncio arriva dal sindaco Paola Massidda.

«L’ATS mi ha comunicato la presenza di 10 nuovi casi di positività nella nostra città rispetto al precedente aggiornamento di cui vi ho informato lo scorso 11 dicembre. A ciò si aggiungono le gravi notizie relative il reparto di Medicina dell’Ospedale Sirai, chiuso per la presenza di 20 positivi tra operatori sanitari e pazienti. Ne approfitto per ricordare che, a seguito dell’Accordo integrativo regionale approvato il 27 novembre 2020, è stato disposto il coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta esclusivamente per l’effettuazione dei tamponi antigenici rapidi e limitatamente al periodo influenzale. Il Tampone Antigenico Rapido ricerca nel muco nasale o nella parte profonda della bocca (faringe) la presenza di proteine virali del virus SARS-CoV-2 (antigeni) e rivela se è in corso l’infezione da Covid-19 al momento dell’esame. A differenza del Tampone Nasofaringeo molecolare, che ricerca l’RNA virale e che necessita di maggior tempo per essere processato, il suo risultato è veloce. Per l’esecuzione dei tamponi, i medici di Medicina Generale e i Pediatri di libera scelta potranno usufruire di strutture messe a disposizione dai Comuni e/o dall’Azienda del Servizio sanitario regionale. Per quanto concerne Carbonia, i tamponi rapidi verranno effettuati attraverso la modalità di erogazione nota come drive through e/o walking through anche nel Distretto Ex Inam di piazza Matteotti. I tamponi verranno eseguiti tutti i pomeriggi, dal lunedì al venerdì, con disponibilità di 5 giorni settimanali. Ricordo che il test è gratuito e riservato alle persone che il proprio medico di famiglia o pediatra riterrà necessario sottoporre a controllo al fine di garantire un opportuno tracciamento dei contatti e l’identificazione di soggetti asintomatici positivi al Covid-19.»

Sono 184 i nuovi casi di positività al Covid-19 accertati nelle ultime 24 ore in Sardegna, 2.987 i tamponi eseguiti. Salgono a 28.867 i casi di positività dall’inizio dell’emergenza.

Si registrano 12 decessi (681 in tutto). Le vittime: cinque residenti della provincia di Nuoro, tre della provincia di Sassari, due della Città Metropolitana di Cagliari e due rispettivamente delle province del Sud Sardegna e Oristano.

In totale sono stati eseguiti 454.446 tamponi. Sono 526 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (sedici in meno rispetto al dato di ieri), 48 (invariato) i pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 15.305. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 12.019 (+224) pazienti guariti, più altri 288 guariti clinicamente.

Sul territorio, dei 28.867 casi positivi complessivamente accertati, 6.407 (+28) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 4.605 (+33) nel Sud Sardegna, 2.259 (+23) a Oristano, 5.792 (+48) a Nuoro, 9.804 (+52) a Sassari.

Il sostituto direttore medico del Presidio Ospedaliero Unico Carbonia – Iglesias, ASSL Carbonia, dottor Luca Giovanni Marini, ha disposto la chiusura ai visitatori ed al ricovero di pazienti Covid negativi del reparto di Medicina dell’Ospedale Sirai di Carbonia, dopo le «segnalazioni inerenti pazienti e personale sanitario, risultati Covid-19 positivi, provenienti dai primari e dirigenti medici». Sono risultati positivi 1 medico, 7 infermieri e 20 pazienti, la quasi totalità degli attualmente ricoverati nel reparto. I pazienti Covid negativi «qualora compatibili per tipologia di ricovero e patologie con il reparto di Medicina, andranno ricoverati presso l’Ospedale CTO di Iglesias o in altri Ospedali». Il dottor Marini, inoltre, ha disposto che «in riguardo ai reparti di Endoscopia digestiva degli Ospedali Sirai e CTO, del Presidio Ospedaliero Unico Carbonia – Iglesias, temporaneamente vengono sospese le attività sanitarie, sino ad avvenuta sanificazione degli ambienti e dichiarazione da parte del primario del ripristino delle attività».

La comunicazione inviata ai dirigenti medici segnala, inoltre, la procedura da seguire in relazione alla cronica carenza di personale sanitario e alla prevenzione, valutazione ed esposizione al rischio lavorativo e per la sicurezza ambientale, del personale in forza al Presidio Ospedaliero Unico Carbonia – Iglesias.

I tamponi cui è stato sottoposto tutto il personale sanitario, potrebbe portare, già nelle prossime ore, all’accertamento di nuovi casi di positività al Covid-19.

La situazione di gravissima emergenza presente nel reparto di Medicina, arriva dopo i problemi emersi nel Pronto Soccorso nei giorni scorsi e già nei primi giorni dello scorso mese di novembre, quando venne parzialmente occupato da pazienti Covid positivi, presenza prolungatasi per diversi giorni, in attesa di trasferimento presso altri presidi. Allora una cinquantina di medici segnalarono l’emergenza all’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu, al commissario straordinario dell’ATS Massimo Temussi, al direttore sanitario dell’ATS Giorgio Carboni, al direttore della ASSL di Carbonia Carlo Murru, al direttore DAP dell’ATS Sardegna Sergio Pili, al direttore medico del Presidio Ospedaliero Unico Giovanna Gregu.

«La presenza, ormai quotidiana, di pazienti Covid positivi nel nostro Pronto Soccorso rende, di fatto, impossibile la gestione contemporanea dei pazienti con codici più gravi, dei pazienti dell’osservazione breve e di quelli in attesa di referto del tampone molecolare per ricoveroscrissero i medici -. Infatti, tutti questi pazienti permangono in Pronto Soccorso in assenza di spazi adeguati e di personale sufficiente a fornire un’assistenza appropriata che, ormai in gran parte, esula dalle competenze del Pronto Soccorso stesso...

L’assistenza di questi pazienti provoca non solo un’elevata possibilità di contagio, con gravissimo pregiudizio sulla sicurezza e salute degli operatori sanitari e degli assistiti, ma anche un ritardo nella gestione delle emergenze -urgenze che, naturalmente, non può essere accettabile per il personale che si trova coinvolto in prima persona nell’assistenza ai pazienti e, soprattutto, per i pazienti stessi. Le condizioni di lavoro inaccettabili dell’Ospedale Sirai di Carbonia ed in particolare del Pronto Soccorso, porteranno inevitabilmente ad una riduzione della qualità dell’assistenza e al rischio di errori medici che potranno avere ripercussioni sulla salute dei pazienti nonché di tipo medico-legale. L’esigenza di identificare un “Ospedale Covid” dove far confluire i casi sospetti e dove si possano assistere separatamente e con competenza i pazienti affetti da tale patologia, era del tutto evidente fin dall’inizio dell’epidemia e, pertanto, prevista nel Piano regionale di riorganizzazione della rete ospedaliera…»

«Non programmare il futuro, limitandosi ad inseguire l’epidemia – scrissero in conclusione i medici – potrebbe non lasciare tempo e condannarci a conseguenze tragiche. In tale ipotesi, non ci assumeremo responsabilità morali e legali delle eventuali conseguenze.»

L’appello dei medici non è stato recepito dai vertici del sistema sanitario regionale e la situazione all’Ospedale Sirai di Carbonia è precipitata, con un reparto, quello di Medicina, quasi interamente contagiato e chiuso ai visitatori e ai ricoveri di pazienti Covid negativi. E del Centro Covid individuato nell’Ospedale Santa Barbara di Iglesias ed inserito nel Piano di emergenza della Regione Sardegna diversi mesi fa, ancora oggi, non c’è traccia…

Giampaolo Cirronis

Domani mattina nuovo sit-in dei lavoratori Sotacarbo davanti alla presidenza della Regione, organizzato dalle segreterie Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uiltec-Uil.
«Nonostante le rassicurazioni e gli impegni assunti lo scorso 3 dicembre dall’assessore regionale della Programmazione Giuseppe Fasolino, ancora non ci sono atti concreti che possano delineare il futuro della Sotacarbo scrivono in una nota Emanuele Madeddu, Gianrico Cuboni e Pierluigi Loi -. La delibera con cui si nomina il presidente non è ancora cliccabile. Della volontà della Regione in merito al futuro del centro ricerche, ci risulta non abbia notizie neppure l’Enea.»
«Per questo motivo, e davanti a promesse che rimangono tali, davanti a una situazione sempre più preoccupanteconcludono i tre segretari sindacali -, come organizzazioni sindacali e rappresentanza Rsu convocheremo un sit-in davanti alla presidenza della Regione martedì 22 dicembre alle ore 10,00.»

Il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci, ha annunciato questa sera che l’ATS ha comunicato quattro nuovi casi di positività al Covid-19 e due negativizzazioni. Gli attualmente positivi sono ventidue.

Ignazio Locci ha aggiunto che, in virtù dell’accordo tra i medici di base e l’ATS Sardegna, anche a Sant’Antioco si potranno svolgere i tamponi rapidi nei locali messi a disposizione dal Comune: è in via di programmazione tutta l’attività da parte dei medici di base.

E’ stato messo a dimora oggi, a Fluminimaggiore, “l’erede” del pino secolare nel nascente parco naturale proposto dal sindaco Marco Corrias, per il quale è stata avviata una raccolta di fondi.

La messa dimora del nuovo pino è stata documentata con alcune fotografie pubblicate su Facebook da Marco Corrias che – ha aggiunto«speriamo diventi vecchio e saggio come il Pino Secolare deceduto».

Il pino è stato piantato, in rappresentanza della comunità, da Miriam Farci e Andrea Atzori, alla presenza di una piccola folla di Fluminesi, della progettista Paola Thiella, che sarà anche direttrice del cantiere, e di Rosaria Preite presidente dell’associazione “Rimettiamo Radici”, che presterà la sua opera per la realizzazione del progetto. Poi ciascun presente ha aggiunto di suo un po’ di terra.

«Nel giorno del solstizio d’inverno, in vista del Natale e del nuovo annoha concluso Marco Corrias -, auguriamo che questo piccolo gesto di speranza sia propizio per un futuro di pace e di serenità per il mondo intero. Buon Natale e buone feste a tutti.»