21 February, 2026

 

L’Iglesias ha conquistato per la prima volta nella sua storia la Coppa Italia di Eccellenza regionale, superando ai calci di rigore il Tempio. Decisiva, al 12° calcio di rigore, la trasformazione di Alberto Piras, dopo che sia i due tempi regolamentari (e i 7′ di recupero) sia i due tempi supplementari di 15′ ciascuno, si erano conclusi senza goal.

Circa 500 spettatori hanno sfidato la pioggia e sono arrivati ieri pomeriggio al campo “Tharros” di Oristano per assistere all’atto finale della competizione tricolore, al quale Iglesias e Tempio sono giunte superando rispettivamente in semifinale il Villasimius e l’Atletico Uri.

I due tecnici hanno dovuto rinunciare a pedine molto importanti dei rispettivi organici. Giampaolo Murru ha perso alla vigilia Fabricio Alvarenga, il suo calciatore più talentuoso, infortunatosi nell’ultimo allenamento, assenza che è andata ad aggiungersi a quella di Lorenzo Mechetti, anche lui infortunato: Giuseppe Cantara, da parte sua, ha dovuto fare a meno del bomber Bruno Lemiechevsky, autore di una tripletta (due goal su calcio di rigore) nel confronto diretto disputato in campionato al “Nino Manconi”. Quattro gli ex rossoblù in casa Tempio: Adam Idrissi, Mauricio Bringas e Wellington Caverzan, in campo dall’inizio, e Joaquin Castanares.

Le squadre si sono presentate in campo, in un pomeriggio piovoso, agli ordini di Gabriele Sari di Oristano, coadiuvato dagli assistenti di linea Samuel Fronteddu di Nuoro e Augusto Giovanni Scanu di Sassari.

L’Iglesias fin dalle battute iniziali ha mostrato di essere fortemente motivata, andando alla conclusione con Nicolas Capellino, vicecapocannoniere in campionato con 9 goal, conclusione terminata fuori bersaglio al 1′. L’importanza della posta in palio ha condizionato entrambe le squadre e si è dovuto attendere il quarto d’ora per assistere ad una azione interessante, con un colpo di testa di Joel Salvi Costa su angolo battuto da Tomaso Frau, con pallone non lontano dai pali della porta difesa dall’ex Adam Idrissi.

L’Iglesias ha tenuto l’iniziativa e al 17′ Nicolas Capellino s’è procurato un calcio di punizione che Bartolomeo Erbini non ha sfruttato, calciando sulla barriera gallurese. L’ultimo arrivato in casa rossoblù s’è fatto vedere poco dopo, cercando  senza trovarlo Joel Salvi Costa.

Il Tempio s’è destato dal torpore iniziale al 27′ con un calcio di punizione dell’ex Wellington Caverzan, sul quale capitan Stefan Dimitrijevic ha colpito di testa senza la dovuta precisione. Poco dopo la mezz’ora la migliore occasione la costruisce l’Iglesias con un assist di Bartolomeo Erbini per Nicolas Capellino che ha controllato di petto e ha calciato un gran sinistro sul quale Adam Idrissi ha esaltato le sue doti acrobatiche, negandogli la gioia del goal. Da lì al riposo, nessuna emozione.

In avvio di ripresa il Tempio è apparso subito più determinato, arrivando due volte pericolosamente in area iglesiente con Samuele Spano, ma Riccardo Daga ha fatto buona guardia. Al 56′ l’episodio che avrebbe potuto dare una svolta alla partita: gran botta dal limite dell’area di Fabrizio Frau, l’ex Mauricio Bringas s’è opposto a braccia molto distanti dal corpo e dopo l’impatto con il pallone il direttore di gara non ha avuto dubbi, assegnando il calcio di rigore all’Iglesias. Vibranti le proteste di Mauricio Bringas e di tutto il Tempio, ma Gabriele Sari non ha cambiato la sua decisione. Sul dischetto s’è portato Joel Salvi Costa (8 goal in campionato), tiro forte ma non abbastanza angolato, Adam Idrissi ha intuito e con un gran balzo ha bloccato in due tempi.

 

Il clima in campo s’è acceso e a farne le spese sono stati Stefano Crivellaro e il fuoriquota tempiese Giovanni Linaldeddu, espulsi. A quel punto è iniziata la girandola dei cambi. Giampaolo Murru ha inserito Romain Leroux-Batte per Bartolomeo Erbini e subito dopo ha perso per infortunio Joel Salvi Costa, sostituito da Antony Cancilieri. Giuseppe Cantara ha inserito prima Joaquin Castanares per Wellinton Caverzan, poi Piero Solinas per Nicola Montisci.

Al 77′ il Tempio ha costruito la prima vera palla goal dell’incontro, con un gran sinistro di Enrico Zirolia, sul quale Riccardo Daga ha compiuto un grande intervento spedendo in calcio d’angolo, e, sotto una pioggia battente, è stata ancora l’Iglesias a sfiorare il goal all’83’ con Fabrizio Frau, al termine di un’azione avviata da Tomaso Arzu e rifinita da Romain Leroux-Batte.

Nel finale le due squadre sono apparse rassegnate alla coda dei supplementari. Giampaolo Murru ha fatto il cambio a centrocampo tra i due Piras, fuori capitan Edoardo, dentro Alberto. Nel primo tempo supplementare non è accaduto niente e al 4′ del secondo, episodio che avrebbe potuto dare una svolta all’incontro: Vincent Di Stefano ha bloccato bruscamente Enrico Zirolia a un passo dall’area di rigore, l’arbitro lo ha espulso e ha concesso un calcio di punizione al Tempio da posizione centrale, battuta da Mauricio Bringas e deviata da un uomo in barriera in calcio d’angolo. Nel Tempio dentro Luca Carboni per Samuele Spano. La squadra gallurese ha cercato di approfittare della superiorità numerica ma le energie rimaste a quel punto erano decisamente poche e a 2′ dal triplice fischio finale le due squadre sono ritornate in parità numerica, quando il direttore di gara ha estratto il cartellino rosso anche per Abdoulaye Gning, per un fallo su Mauro Abbruzzi. Decisione ai calci di rigore.

La serie dei tiri dagli undici metri s’è aperta con una parata di Riccardo Daga su Maurizio Bringas. L’Iglesias ha tenuto il vantaggio nelle prime tre serie con le trasformazioni di Tomaso Arzu, Mirko Fidanza e Fabrizio Frau, Luca Carboni ed Enrico Zirolia per il Tempio; al quarto rigore s’è ristabilito l’equilibro con il goal di Joaquin Castanares e l’errore di Nicolas Capellino che ha spedito il pallone alto. Al quinto rigore ancora parità, con i goal di Andrea Sanna e Antony Cancilieri, ma la sesta serie è risultata decisiva: Riccardo Daga para il secondo rigore battuto da capitan Stefan Dimitrijevic e il 20enne Alberto Piras s’è portato sul dischetto, ha sistemato il pallone con cura e lo ha scaraventato con freddezza glaciale alle spalle di Adam Idrissi.

Il cielo plumbeo sul campo “Tharros” di Oristano s’è colorato improvvisamente di rossoblù, i colori di un’Iglesias che per la prima volta nella sua storia ha scritto con pieno merito il suo nome nell’albo d’oro della Coppa Italia di Eccellenza regionale, a coronamento della gestione decennale del presidente Giorgio Ciccu, il più felice di tutti, con gli occhi lucidi, nel dopo partita, nella lunga fase dei festeggiamenti e della premiazione.

 

Iglesias: Daga Riccardo I, Crivellaro, Arzu, Di Stefano, Fidanza, Abbruzzi, Erbini (60′ Leroux-Batte), Frau, Salvi Costa (66’ Cancilieri), Piras Edoardo (1’ p.t.s. A. Piras Alberto), Capellino. A disposizione: Slavica, Mancini, Manca, Corrias, Piga, Daga Riccardo II. Allenatore: Giampaolo Murru.

Tempio: Idrissi, Montisci (74’ Solinas), Gning, Bringas, Sosa, Sanna, Linaldeddu, Dimitrijevic, Caverzan (69′ Castanares), Spano (5’ p.t.s. Carboni), Zirolia. A disposizione: Inzaina, Casu, Nativi, Masia, Coradduzza, Malesa. Allenatore: Giuseppe Cantara.

Calci di rigore: Bringas (T) parato, Arzu (I) goal, Carboni (T) gol, Fidanza (I) goal, Zirolia (T) goal, Frau (I) goal, Castanares (T) goal, Capellino (I) fuori, Sanna (T) goal, Cancilieri (I) goal, Dimitrijevic (T) parato, A. Piras (I) goal.

Arbitro: Gabriele Sari di Alghero.

Assistenti di linea: Samuel Fronteddu di Nuoro e Augusto Giovanni Scanu di Sassari.

Calci di rigore: Bringas (T) parato, Arzu (I) goal, Carboni (T) gol, Fidanza (I) goal, Zirolia (T) goal, Frau (I) goal, Castanares (T) goal, Capellino (I) fuori, Sanna (T) goal, Cancilieri (I) goal, Dimitrijevic (T) parato, A. Piras (I) goal.

Ammoniti: Daga Riccardo I (I), Fidanza (I), Frau (I), Piras Edoardo (I), Bringas (T), Montisci (T), Zirolia (T), Caverzan (T).

Espulsi: Crivellaro (I), Linaldeddu (T), Di Stefano (I), Gning (T).

Spettatori: 500.

L’Iglesias accede alla fase nazionale, il cui primo turno la vedrà di fronte l’11 e il 18 febbraio alla vincente della vincente della finale del Lazio, in programma mercoledì 28 gennaio tra Ferentino e Boreale. Giampaolo Murru nella gara d’andata dovrà fare a meno di Stefano Crivellaro e Vincent Di Stefano, che verranno squalificati dopo le espulsioni rimediate ieri.

Giampaolo Cirronis

 

Nella serata di ieri il territorio comunale di Carbonia è stato interessato da violente raffiche di vento e da forte ed intermittente pioggia.  Le condizioni meteorologiche avverse hanno causato in particolar modo lo sradicamento di un albero di medie e grosse dimensioni nella via Costituente, caduto in area privata ma aperta al pubblico, creando danni ai veicoli in sosta e a proprietà private.
Il Centro Operativo Comunale (COC), costantemente operativo in forza delle giornate di allerta meteo, in sinergia con i Vigili del Fuoco, intervenuti prontamente sul posto, ha monitorato attentamente la situazione e ha verificato la presenza sulla via di altri quattro grandi alberi di pino in evidente stato di precarietà e adiacenti alla carreggiata, la cui caduta potrebbe causare danni alle cose e alle persone qualora non fossero messi in sicurezza.
Per questi motivi, con ordinanza sindacale, è stata disposta con effetto immediato la chiusura al traffico veicolare e pedonale nella via Costituente, nel tratto compreso tra via Balilla e piazza Repubblica, fino alla messa in sicurezza degli alberi di pino ivi presenti, adiacenti alla carreggiata, al fine di prevenire il pericolo per l’incolumità delle cose e delle persone.
Il comune di Carbonia sta interloquendo con AREA per capire con esattezza se le piante in oggetto facciano capo o meno alla titolarità dell’Azienda Regionale dell’Edilizia Abitativa.

Alle 15.00, al campo Tharros di Oristano, Iglesias e Tempio si contendono la Coppa Italia di Eccellenza regionale. Dirige Gabriele Sari di Alghero, assistenti di linea Samuel Fronteddu di Nuoro e Augusto Giovanni Scanu di Sassari.
Giampaolo Murru e Giuseppe Cantara devono fare fronte ad assenze importanti. Il tecnico rossoblù non potrà disporre di Lorenzo Mechetti e Fabricio Alvarenga, quello gallurese deve fare a meno del bomber Bruno Lemiechevsky, squalificato per una giornata per doppia ammonizione, autore dei tre goal con i quali il Tempio ha superato l’Iglesias 3 a 2 nell’incontro di campionato disputato al “Nino Manconi”.
Questi i convocati dell’Iglesias: Daga Riccardo I, Slavica, Fidanza, Crivellaro, Arzu, Mancin i, Leroux-Batte, Di Stefano, Piras Edoardo, Frau, Abbruzzi, Piras Alberto, Piga, Capellino, Erbini, Salvi Costa, Cancilieri, Corrias, Tiddia, Daga Riccardo II, Manca.
Il regolamento prevede che in caso di parità al termine dei tempi regolamentari, verranno disputati due tempi supplementari di 15 minuti ciascuno e, in caso di ulteriore parità, la Coppa Italia verrà assegnata ai calci di rigore.
Dalle ore 13.00 di sabato scatterà il divieto di circolazione e sosta con rimozione forzata nelle seguenti zone vicino allo stadio (via Dorando Petri):
– via Consolini: ambo i lati (dal lato via Pira fino alla rotatoria via Ibba/Limbara).
– via Vivaldi: ambo i lati (tra via Consolini e via Carissimi).
– via Petri: dall’ingresso spogliatoi fino all’incrocio con via Cimitero.
– via Cimitero: nel tratto tra via Pira e via Ibba.
– viale Leonardo Tatti: ambo i lati (tra via Michele Pira e via Ibba).
Parcheggi:
– Piazzale antistante l’ingresso spogliatoi (lato via Consolini).
– Parcheggio e area camper adiacenti a via Ibba e via Cimitero.
Giampaolo Cirronis

La tracimazione della diga di Bau Pressiu sta creando gravi disagi e pericolo nelle aree circostanti e il sindaco di Narcao, Antonello Cani, ha diramato un avviso, al quale seguirà apposita ordinanza, con la quale ha vietato l’avvicinamento alle sponde del rio Mannu, il transito nelle aree adiacenti al corso d’acqua e la sosta nei pressi del fiume. Antonello Cani invita alla massima prudenza e al rispetto delle indicazioni.

Per la Federazione PCI Sulcis Iglesiente – Medio Campidano il 2025 è stato un anno positivo, di crescita anche in termini di iscritte e iscritti.
In questo 2026 siamo già al lavoro per consolidare il risultato e contribuire a rafforzare il partito in Sardegna
Alla sua prima assemblea del 2026, svoltasi il 10 gennaio, il Comitato Federale della Federazione PCI Sulcis Iglesiente – Medio Campidano conferma la linea politica espressa in questi anni sulle questioni dello sviluppo economico, culturale e sociale del territorio, sulla scia del programma politico nazionale del PCI.
Il 2025 ha rappresentato un anno di crescita del radicamento nel territorio ed una presenza importante con una serie iniziative politiche, tra cui la festa di due giorni di Gonnesa; sono state numerose anche le iniziative di mobilitazione a cui la Federazione ha aderito in supporto al popolo palestinese e alle mobilitazioni sindacali sul tema del Lavoro. Tra i temi discussi dal Comitato Federale, ha tenuto banco quello dello sviluppo economico, che vede il territorio bloccato tra un’economia sempre più debole, il Polo industriale di Portovesme avvolto da una crisi senza apparente uscita, orfano di una seria politica industriale, e l’urgenza di creare un’alternativa alla pericolosa espansione dell’economia di guerra. Alla luce del perdurante stallo in cui versa il sistema industriale, riteniamo che sia necessaria una svolta rispetto all’immobilismo che si è susseguito finora: serve un vero piano industriale, con l’obiettivo di rilanciare le produzioni strategiche, anche con una partecipazione diretta dello Stato e dentro una nuova ottica di responsabilità verso ambiente e salute. Esprimiamo la nostra vicinanza a tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore, che attendono risposte concrete per superare una crisi industriale che lascia dietro di sé solamente inquinamento e incertezze. Si ravvisa il proseguire della cronica assenza di progettazione e pianificazione condivisa e coordinata da parte degli enti locali e superiori di interventi volti a creare le migliori condizioni per lo sviluppo economico.
Il Comitato Federale denuncia inoltre il grave ritardo nello sviluppo di un vero piano di bonifiche per i territori del Sud-Ovest della Sardegna, sempre più assediato da discariche ed inquinamento. È necessario rispondere con una più organica e coordinata progettazione degli interventi, con un forte richiamo alla responsabilità da parte delle aziende. Le risorse attualmente disponibili sono irrisorie rispetto ai reali bisogni: serve un piano di bonifiche organico e ben strutturato; basta con interventi sporadici, progetti spot dal sapore propagandistico ed elettoralistico, basta ad aziende che cercano di evitare o scaricare il problema.
Inoltre, il Comitato Federale ritiene urgente rivolgere un appello alle lavoratrici e ai lavoratori, ai disoccupati e alle disoccupate, al mondo studentesco e ai pensionati, così come alle forze culturali, sindacali e politiche progressiste, affinché si apra un percorso di riflessione su un nuovo Cantiere dei Diritti del Lavoro, sullo Sviluppo Sostenibile e di Pace, per promuovere una nuova stagione di lotte e di conquiste.
Infine, il PCI, nel territorio e in Sardegna, si attiverà anche nella mobilitazione relativa al Referendum Costituzionale, per un NO netto alla riforma Nordio.

Il Comitato Federale
PCI Sulcis Iglesiente – Medio Campidano

Lunedì 26 gennaio la sala conferenze della Provincia del Sulcis Iglesiente, a Carbonia, ospiterà la prima Conferenza sociosanitaria che vedrà coinvolti sindaci e direzione generale della ASL. Si tratta di un appuntamento strategico per delineare insieme le linee di indirizzo future dell’azienda sanitaria.
Al centro dell’incontro ci saranno non solo le emergenze attuali, ma anche la programmazione a medio e lungo termine, a partire dalle attuali carenze organizzative, con l’obiettivo di costruire un modello aziendale più efficiente, capace di valorizzare le competenze dei professionisti e creare le condizioni per attrarne di nuovi, rispondente ai bisogni del territorio e pienamente integrato nel panorama sanitario regionale.
Ascolto e condivisione saranno i principi guida del confronto tra l’azienda e la Conferenza, presupposto fondamentale per decisioni condivise e orientate al miglioramento dell’offerta ospedaliera e dei servizi territoriali.
L’incontro segna l’avvio di un percorso di confronto strutturato tra istituzioni, finalizzato a rafforzare l’organizzazione dei servizi e a rendere più efficace la risposta sanitaria sul territorio.

La Giunta comunale di Nuxis ha dichiarato lo stato di calamità naturale per le avverse condizioni atmosferiche su tutto il territorio comunale, ai sensi dell’art. 2 della legge regionale n. 28 del 21/11/1985.

La Giunta guidata dal sindaco Romeo Ghilleri ha deciso di richiedere alla Regione autonoma della Sardegna il riconoscimento dello stato di calamità naturale per le sfavorevoli condizioni climatiche e la concessione degli aiuti economici ai sensi della normativa vigente agli allevatori e agricoltori.

 

E’ iniziato il conto alla rovescia per la finalissima della Coppa Italia di Eccellenza regionale he sabato 24 gennaio, alle 15.00, al campo “Tharros” di Oristano, vedrà di fronte Iglesias e Tempio. Dirigerà Gabriele Sari di Alghero, assistenti di linea Samuel Fronteddu di Nuoro e Augusto Giovanni Scanu di Sassari. Le due squadre si sono qualificate superando in semifinale rispettivamente il Villasimius e l’Atletico Uri. Per l’Iglesias si tratta di un appuntamento con la storia, perché la squadra rossoblù non era mai arrivata prima a giocarsi la Coppa Italia in finale. L’Iglesias si presenterà in formazione tipo, con tutto l’organico a disposizione di Giampaolo Murru, mentre nel Tempio non ci sarà l’attaccante Bruno Lemiechevsky, squalificato per una giornata per doppia ammonizione.
Le due squadre si sono già affrontate in campionato nel girone d’andata, con la vittoria di misura al “Nino Manconi” di Tempio Pausania della squadra gallurese per 3 a 2, in rimonta, dopo l’iniziale vantaggio firmato da Nicolas Capellino, autore anche del goal del 2 a 3, dopo la rimonta del Tempio firmata da una tripletta di Bruno Lemiechevsky.
Per motivi di sicurezza, a Iglesias i biglietti si possono acquistare solo fino alle ore 12.00 di venerdì 23 gennaio (il giorno prima della gara), al campo Monteponi di Iglesias. È obbligatorio esibire un documento d’identità. Ovviamente i biglietti saranno acquistabili anche al botteghino dello stadio Tharros il giorno della partita.
Per coloro che si recheranno al campo in auto, si informa che dalle ore 13.00 di sabato scatterà il divieto di circolazione e sosta con rimozione forzata nelle seguenti zone vicino allo stadio (via Dorando Petri):
– via Consolini: ambo i lati (dal lato via Pira fino alla rotatoria via Ibba/Limbara).
– via Vivaldi: ambo i lati (tra via Consolini e via Carissimi).
– via Petri: dall’ingresso spogliatoi fino all’incrocio con via Cimitero.
– via Cimitero: nel tratto tra via Pira e via Ibba.
– viale Leonardo Tatti: ambo i lati (tra via Michele Pira e via Ibba).
Parcheggi:
– Piazzale antistante l’ingresso spogliatoi (lato via Consolini).
– Parcheggio e area camper adiacenti a via Ibba e via Cimitero.
Giampaolo Cirronis

La legge 833 di Tina Anselmi che dette corpo al Sistema Sanitario Nazionale, universalistico e gratuito, votata dal Parlamento del 1978, è tutt’oggi esistente, seppure in altra forma. Il 30 dicembre 1992 ne venne abrogata solo una parte, quella che riguardava l’affidamento ai Comuni e alle Province del compito di amministrare le USL. Allora, pur di estromettere i Comuni e le Province dalle USL si pensò di sostituirli mettendo al loro posto una nuova entità amministrativa definita ambiguamente: “Ente pubblico di diritto privato”. In biologia la fusione di due esseri con patrimonio genetico diverso dà luogo ad un’entità che si chiama “chimera”. Questo incrocio biologico sterile venne replicato in Sanità. Così iniziarono gli anni della rincorsa alla “chimera” sanitario-amministrativo. Fu “l’escamotage” con cui si poterono consegnare le USL in mano a direttori, con funzioni di imprenditori, attraverso un incarico da libero-professionisti. Così fecero la loro comparsa i “manager” e i “direttori generali”. Questi ibridi pubblico-privati, chiamati ad amministrare le USL pubbliche, ebbero come loro unico direttore sovraordinato l’assessore regionale della Sanità e nessun altro. Questa nuova posizione giuridica conferiva ai “manager” un grande potere decisionale e li svincolava dall’autorità dei sindaci del territorio. Contemporaneamente venne creata un’altra corposa entità burocratica, dipendente solo dall’assessore regionale della Sanità, che venne chiamata ARES (Agenzia Regionale Sanità). Tale nuova entità gode di ampia autonomia amministrativa e gestisce, per tutta la Sardegna, i concorsi per le assunzioni e gli acquisti (centralizzazione della spesa) ed è diretta da un altro direttore generale con le stesse caratteristiche di ampio potere decisionale dei manager delle USL. Tale entità di recente invenzione toglie in una certa misura la capacità di iniziativa alle ASL provinciali, per cui la supposta loro capacità imprenditoriale è limitata, come “ingessata”. Tutti questi direttori, sono tenuti soltanto a rapporti con la Giunta regionale, ma non a rapporti con gli amministratori politici provinciali. In sostanza gli amministratori di provincia e Comuni hanno accesso all’assessorato regionale della Sanità ma non hanno alcuna influenza sulle sedi del potere decisionale delle ASL che è in capo solo ai direttori generali. Fu una vera espulsione dei sindaci dalla Sanità; si passò dalla gestione democratica delle USL, su base elettorale pubblica, alla gestione verticistica, “pubblica ma di tipo privato” e, sopratutto, “non elettiva” . Fu l’illusione che la gestione imprenditoriale della sanità pubblica potesse raggiungere l’obiettivo di spendere poco e contemporaneamente ottenere un certo lucro per l’azienda. Da allora la parola d’ordine che corse negli anditi delle amministrazioni sanitarie fu: “Efficienza ed efficacia”. Tradotto significava: “Ottenere il massimo possibile spendendo il meno possibile”. Dato che nessun amministratore può fare quel miracolo, la soluzione obbligata consistette spesso nel raggiungere l’equilibrio di bilancio risparmiando sulle assunzioni e lasciando che morissero interi reparti specialistici ospedalieri. Andiamo a vedere cosa è successo negli ospedali di Carbonia e di Iglesias: da 700 posti letto totali si è passati a circa 200. Finì il tempo della buona sanità pubblica e il sistema andò fuori controllo. Oggi il danno appare irreparabile. Breve storia sulla dinamica di involuzione del sistema sanitario. La legge 833/78 fu promulgata il 28 dicembre dell’anno 1978. Sopravvisse per 14 anni. Tutti gli ultrasessantenni di oggi erano già adulti, vissero quei 14 anni di Sanità pubblica nascente, ne godettero l’efficienza e oggi possono testimoniare la veridicità di quanto segue. La ministra generatrice del SSN, Tina Anselmi, impiegò 7 mesi per dare vita al SSN. Questo arco temporale così breve per produrre la legge più importante della storia della Repubblica, dopo la Costituzione, certifica l’incredibile spreco di circa 20 anni, dedicati al solo problema della “liste d’attesa”, senza soluzione. Ciò conferma l’urgenza di porre riparo ai guasti procedurali provocati dalla Riforma del 1992, durante il Governo Amato, ministro della Sanità Francesco De Lorenzo. Così come le età della storia del mondo occidentale sono divise dall’anno “zero” e indicate come “avanti C.” e “dopo C.”, così pure la storia della Sanità Pubblica italiana è divisa in Sanità ante-1992 e post-1992. La storia sanitaria ante-1992 si divide a sua volta nell’era delle “mutue” per poche categorie di cittadini prima del 1978, e nella successiva era dal 1978 al 1992 del Servizio Sanitario universale gratuito per tutti. Il Servizio Sanitario concepito da Tina Anselmi, era nient’altro che la riproduzione dei valori costituzionali, di uguaglianza ed equità, in campo sanitario. Esiste un parallelismo perfetto nell’articolo “1” di introduzione sia dell’articolo 32 della Costituzione, sia dell’articolo “1” della legge di Tina Anselmi nell’utilizzo lo stesso incipit: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…”, “… secondo modalità che assicurano l’eguaglianza dei cittadini nei confronti del servizio.” Orbene, tale perfetta uguaglianza di cure nei confronti dei cittadini italiani venne realizzata soltanto nel periodo in cui fu vigente la legge di Tina Anselmi, cioè dal 28 dicembre 1978 al 30 dicembre del 1992. Per motivi contingenti alla caduta morale dello Stato avvenuta in quell’anno 1992, l’allora ministro alterò radicalmente l’articolo 1 della legge 833/78. Lo scopo da raggiungere era la esclusione di tutti i politici provinciali e comunali dalla gestione della Sanità. Al contrario, nella parte soppressa di quell’articolo, la ministra Tina Anselmi aveva inserito la “chiave” del successo, della sua Sanità pubblica, con la seguente frase: “L’attuazione del SSN compete allo Stato alle Regioni e agli Enti locali territoriali..”. Per “Enti locali territoriali” intendeva le Province e i Comuni. Questa espressione affidava le USL ai 4 livelli di amministrazione della Nazione, indicati dalla Costituzione all’articolo n. 114, laddove dice: “La Repubblica è costituita dai Comuni, Province, Regioni e Stato”. Questo articolo, rispettato da Tina Anselmi, è l’articolo fondamentale del Titolo V, che promuove le autonomie locali e il decentramento amministrativo. Soprattutto, introduce il principio di equi-ordinazione tra i vari livelli di governo, ponendo i Comuni e le Province al centro dell’amministrazione territoriale dei Servizi dello Stato. Quell’articolo fu il motore che mise in movimento la nuova legge del 1978. Nel 1992 il motore rallentò e si fermò quando quel principio costituzionale venne espunto dalla legge istitutiva del SSN. Ne nacquero conseguenze a catena che portarono all’attuale disastro a cui nessun ministro successivo a De Lorenzo ha saputo porre riparo. Ne conseguì che la Sanità pubblica, privata della presenza, all’interno delle ASL, della politica provinciale e comunale, fu consegnata nelle mani di un vertice dirigente di tipo privatistico. Ciò continua ad avvenire nonostante gli articoli 118 e 117 della Costituzione chiariscano che i Comuni sono i principali garanti dell’equa distribuzione dei Servizi di Stato a favore dei cittadini. Per al Costituzione: – allo Stato spetta il dovere di assicurare i LEA (Livelli Essenziali delle prestazioni); – alla Regione spetta la funzione regolamentare; – alle Province e ai Comuni spetta quanto segue “… i Comuni e le province hanno potestà regolamentare in ordine alle discipline dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite… (come)… la tutela della salute…”. Questo principio venne rispettato da Tina Anselmi con la sua legge. Invece il ministro Francesco De Lorenzo e i ministri che le succedettero fecero esattamente il contrario. Per tale ragione soltanto nella legge 833/78 tutti i livelli amministrativi delle USL erano “elettivi”, e quindi erano controllabili direttamente dai cittadini elettori attraverso le elezioni comunali e provinciali. Se la Sanità pubblica avesse manifestato difetti, i cittadini avrebbero potuto votare contro i politici al potere e bocciarli alle elezioni. Francesco De Lorenzo tolse ai cittadini proprio quel potere. Da Francesco De Lorenzo ad oggi i vertici amministrativi delle USL “non sono più elettivi” ma vengono gestiti tramite incarichi di diritto privato simil-liberoprofessionale”; pertanto, i cittadini non hanno poteri di controllo elettorale su di essi. Il concetto del “cittadino elettore” che può, col voto, confermare o allontanare l’amministratore del servizio pubblico inefficiente venne svuotato di significato. I cittadini da allora non poterono più liberarsi delle USL inefficienti. I cittadini elettori esclusi, impotenti, iniziarono a rinunciare a deporre il loro inutile voto nelle urne dei seggi elettorali. Fu un effetto negativo macroscopico che è diventato sempre più evidente fino alla rinuncia abnorme delle ultime consultazioni elettorali. Le strutture dirigenziali privatistiche, non elettive, che gestiscono oggi la Sanità provinciale sono tenute, per mandato, al contenimento della spesa sanitaria. Ne è conseguito che in assenza del controllo dei Sindaci e dei Presidenti di Provincia, i nuovi vertici dirigenti talvolta possano sentirsi liberi di preservare l’equilibrio di bilancio riducendo la spesa, esattamente come farebbe un manager privato, e cioè: con la chiusura di interi reparti ospedalieri, la riduzione delle assunzioni di personale qualificato e il risparmio sull’acquisto di strumenti all’avanguardia. Con ciò si è annullata la Sanità provinciale. Ne è conseguita la migrazione dei pazienti e degli stessi medici, dagli ospedali provinciali e il ricorso alla medicina privata. Le strutture ospedaliere provinciali, depotenziate in numero di personale, di posti letto, di specialità mediche e chirurgiche, sono entrate in scompenso cronico. Ciò ha provocato l’allungamento delle file dei pazienti richiedenti assistenza nel P.S. e negli ambulatori senza ottenerla; gli stessi pazienti sono costretti a rimettersi nuovamente in fila, nelle stesse liste d’attesa, riciclandosi all’infinito senza soluzione. Questa evoluzione patologica, auto-moltiplicantesi, che ha coinvolto soltanto la Sanità pubblica, e non la privata, iniziò quando i Comuni e le Province vennero espulsi dalla gestione e dal controllo della Sanità. Successivamente la Sanità ospedaliera, affondando, ha trascinato nel gorgo la Medicina di base.

Mario Marroccu

Venerdì 16 gennaio la sala convegni “I Sufeti”, in piazza De Gasperi, a Sant’Antioco, ha ospitato un convegno organizzato dal circolo cittadino di Forza Italia sulla Riforma costituzionale della Giustizia, presieduto da Antonio Scano, segretario provinciale del Sud Sardegna, con la partecipazione in videoconferenza dell’onorevole Pietro Pittalis, segretario regionale, e del responsabile della campagna referendaria del Sì, Sergio Milia. Erano presenti, inoltre, il vicesegretario regionale Edoardo Tocco, il segretario cittadino di Sant’Antioco e referente della campagna referendaria per il Sulcis Iglesiente Francesco Saverio Piras che ha fatto gli onori di casa e la responsabile del Sulcis Iglesiente e segretaria cittadina di Iglesias Valeria Carta, insieme ad alcuni giuristi, tra i quali l’avvocato Agostino Armeni, presidente dell’Ordine degli avvocati del Sulcis Iglesiente e a diversi esponenti politici, tra i quali i sindaci di Sant’Anna Arresi Paolo Luigi Dessì, di Masainas Gian Luca Pittoni e di Sant’Antioco Ignazio Locci.
Durante l’incontro i numerosi ospiti hanno avuto l’occasione di approfondire le tematiche inerenti il referendum confermativo sulla Riforma della Giustizia. Forza Italia sostiene le ragioni del SI.