21 February, 2026

I vigili del fuoco sono intervenuti alle ore 21.00 circa di ieri, mercoledì 18 febbraio, in via Asproni, a Carbonia, per spegnere un incendio che si è sviluppato in un garage utilizzato come ricovero attrezzi, dove le fiamme si sono propagate ai travi in legno del tetto dell’appartamento adiacente strutturato a un solo piano terra.
Sul posto è intervenuta la squadra di pronto intervento del distaccamento dei vigili del fuoco di Carbonia supportata da un’autobotte per l’approvvigionamento idrico e la squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di Iglesias. L’incendio ha coinvolto attrezzature e l’intera parte strutturale del garage resa inagibile. Non si registrano persone coinvolte.
L’intervento si è protratto per alcune ore. Al termine delle operazioni di spegnimento e di messa in sicurezza, i vigili del fuoco hanno avviato gli accertamenti per stabilire le probabili cause dell’incendio.

Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha autorizzato la piena operatività dello stabilimento, mettendo fine a una lunga fase di blocco autorizzativo.

«Come rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori, ribadiamo con fermezza un principio per noi non negoziabile: il rispetto delle decisioni assunte dalle autorità competenti e la piena osservanza delle procedure previste dalle regole e dalle leggi dello Statosi legge in una nota della RSU della RWM Italia -. La certezza del diritto e la trasparenza dei percorsi autorizzativi sono condizioni indispensabili per garantire legalità, tutela occupazionale e dignità del lavoro. Abbiamo sempre mantenuto una posizione coerente e responsabile, anche in momenti complessi che hanno avuto pesanti ricadute occupazionali, come il blocco, e successiva revoca, delle licenze di esportazione verso l’Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti decisa dal Governo nel 2019. In quella fase difficile abbiamo difeso il lavoro senza mai mettere in discussione tale decisione, perché per noi diritti e legalità devono camminare insieme.»

«Oggi ribadiamo con forza che non può esserci sviluppo senza lavoro stabile e di qualità aggiunge la RSU della RWM Italia -. È indispensabile garantire continuità e stabilità occupazionale alle lavoratrici e ai lavoratori e salvaguardare l’indotto che rappresenta una risorsa fondamentale per il territorio e per tante famiglie. Continueremo a sostenere ogni iniziativa utile a difendere occupazione, diritti, sicurezza e responsabilità sociale. Il lavoro si tutela con i diritti, con la legalità e con scelte chiare e concrete a favore delle lavoratrici e dei lavoratori.»

Chiediamo, ancora una volta, rispetto; lo stesso rispetto che ogni giorno garantiamo ai Movimenti, ai Comitati e alle Associazioni locali che si oppongono a questo tipo di Industria.

Le differenze di opinione sono legittime, ma non possono e non devono trasformarsi in delegittimazione del nostro lavoro, della nostra professionalità e della nostra dignità.

 

«Il Cal ha recentemente partecipato alla Conferenza Regione-Enti locali sulle nuove linee guida del Pul, potendo esprimere la propria posizione e raggiungendo un buon equilibrio nei contenuti. Restano da chiarire le questioni legate alle funzioni amministrative, tema che dovremmo affrontare innanzitutto all’interno delle organizzazioni degli enti locali e poi in un confronto con la Regione. Dobbiamo far sì che questo strumento di programmazione sia un reale stimolo allo sviluppo dell’Isola nel comparto del turismo e dell’accoglienza. Nel trattare questa risorsa è necessario trovare il miglior equilibrio, all’insegna di un sano rapporto tra l’esigenza della tutela delle coste e del ‘sistema spiaggia’, riconoscendole il ruolo primario nello sviluppo economico, oltre che nella creazione di nuove opportunità. Altro aspetto molto importante riguarda la qualità degli interventi. Ai Comuni, ovviamente, spetta il dovere di sovraintendere e programmare, scegliendo gli interventi migliori.»

Ignazio Locci, presidente del Cal (Consiglio delle autonomie locali), ha commentato cosìl’approvazione in Giunta regionale delle nuove Linee guida per la redazione dei Piani di utilizzo dei litorali (Pul).

Un giallo “dietro le quinte” con “La moglie fantasma” di David Tristram con Maria Grazia Cucinotta e Pino Quartullo, e con  Giorgio Verduci, Giorgio Centamore e Roberta Petrozzi e la partecipazione di Alessandra Faiella, con scenografie di Lucio Diana, costumi di Laura Liguori, disegno luci di Andrea Lisco e musiche di Diego Maggi, per la regia di Marco Rampoldi, co-produzione CMC/Nidodiragno e RARA. Una trama sul filo della suspense, con la pièce – in cartellone in prima regionale oggi giovedì 19 febbraio, alle 20.30, al Teatro Centrale di Carbonia; venerdì 20 febbraio, alle 21.00, al Teatro Comunale di San Gavino Monreale; sabato 21 febbraio, alle 20.30 al Teatro “Antonio Garau” di Oristano; domenica 22 febbraio, alle 21.00, al Teatro “Tonio Dei” di Lanusei, sotto le insegne della Stagione di Prosa 2025-2026 del CeDAC Sardegna – per una riflessione sul gioco delle maschere, nella vita oltre che sulla scena.

Tra echi shakespeariani e rimandi ai romanzi di Agatha Christie, ma anche al teatro di Luigi Pirandello, “La moglie fantasma” accende i riflettori su un delitto: la vittima è una celebre attrice, morta suicida (apparentemente) al termine di una trionfale tournée il cui spettro, come nell’“Amleto”, riappare tra i vivi per chiedere vendetta. La defunta si presenta, in spirito, all’ex marito che, dopo le prime reazioni di sconcerto e sgomento, accetta di organizzare le prove di uno spettacolo ispirato all’omicidio, così da smascherare il/la colpevole e restituire finalmente all’anima inquieta la sua pace.

Una commedia nera, che racconta la realtà intricata, fatta di istintive simpatie e antipatie e acerrime rivalità, nascoste dietro la cortesia ed il cameratismo del mondo dello spettacolo: tuttavia, a dispetto dello stratagemma della falsa commedia, attrici e attori, capaci per professione e per vocazione di fingere e dissimulare i propri sentimenti al punto da creare l’illusione della verità, non dovrebbero incontrare difficoltà nel mostrare il volto dell’innocenza. La fatidica “prova” comunque ha inizio ed è subito un susseguirsi di situazioni paradossali e surreali, comiche e grottesche, in cui tutti gli artisti «mettono in luce le ‘piccolezze’ e fragilità di chi fa questo mestiere, e gli aspetti affascinanti di un gioco di scatole cinesi in cui non si capisce più dove finisca la realtà e inizi la finzione, tra continui colpi di scena, fino al parossistico finale».

È pienamente operativo, e assolve ai compiti per i quali è stato istituito dalla Regione Sardegna, l’Ufficio di prossimità di Sant’Antioco, attivo negli spazi della struttura comunale dedicata alle Politiche sociali, in via Risorgimento 37. L’Ufficio di prossimità permette ai cittadini di ricevere informazioni e compiere operazioni nell’ambito della Volontaria Giurisdizione, per le quali sarebbe necessario recarsi presso il Tribunale di Cagliari. Ogni cittadino, dunque, può accedere al servizio presso l’Ufficio di Sant’Antioco, ferma restando la possibilità di recarsi al Tribunale competente qualora ciò risulti più agevole, il lunedì pomeriggio dalle 15.00 alle 17.00 e il giovedì mattina dalle 9.00 alle 13.00, su appuntamento. Per prenotare è possibile contattare telefonicamente i numeri 0781 8030306/304/221, oppure inviare una e-mail all’indirizzo udp@comune.santantioco.su.it.

Sono molteplici le opportunità a disposizione del cittadino, permettendogli di approcciare agevolmente alla cosiddetta volontaria giurisdizione: inoltrare le pratiche per l’Amministrazione di sostegno; richiedere un’autorizzazione al giudice tutelare, al rilascio dei documenti validi per l’espatrio per i minori o alla nomina di un curatore speciale; ricevere supporto per la compilazione della modulistica vigente presso i tribunali; avere consulenza e supporto sugli istituti di protezione giuridica (tutele, tutele minori, amministrazione di sostegno); ottenere assistenza per altri servizi della volontaria giurisdizione che non richiedono l’ausilio di un avvocato.

L’Ufficio di prossimità, va inoltre precisato, non offre servizi di consulenza legale.

Ogni ulteriore informazione, insieme a un breve video esplicativo, sono rintracciabili nel sito istituzionale del comune di Sant’Antioco, all’indirizzo: https://comune.santantioco.su.it/portal/web/guest/w/ufficio-di-prossimit%C3%A0

«Questo servizio rappresenta un ulteriore tassello nel processo di innovazione dei servizi sociali portato avanti da questa amministrazionecommenta l’assessora delle Politiche sociali Eleonora Spigache va al di là del concetto tradizionale di soddisfacimento del bisogno immediato ponendo una particolare attenzione  sui problemi pratici di una società dinamica in trasformazione. Per questo motivo i servizi sociali di Sant’Antioco hanno manifestato la volontà di curare l’accompagnamento del  cittadino negli affari che riguardano la Volontaria Giurisdizione.»

Un investimento senza precedenti per garantire edifici sicuri, moderni e funzionali agli studenti del territorio. È questo il cuore del “Report Manutenzioni” presentato ieri dal presidente della provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, durante un incontro operativo con i dirigenti scolastici degli istituti superiori della provincia. Con un impegno finanziario complessivo che sfiora i 18 milioni di euro (€ 17.995.506,67), la Provincia ha impresso una svolta decisiva alla gestione dell’edilizia scolastica.
Grandi Opere e Fondi PNRR
Il piano poggia su una solida architettura finanziaria che sfrutta le risorse del PNRR (Next Generation EU), del Just Transition Fund e di finanziamenti regionali. Tra gli interventi di maggior rilievo figurano:
• La costruzione della nuova palestra dell’IIS Beccaria di Carbonia (€ 3,31 milioni di euro) e di quella del Liceo Asproni di Iglesias (€ 3,2 milioni di euro).
• La riqualificazione e messa in sicurezza dell’IPIA “E. Loi” di Sant’Antioco (€ 1,6 milioni di euro) e dell’I.M. “Baudi di Vesme” di Iglesias (€ 1,03 milioni di euro).
• L’adeguamento normativo e la manutenzione straordinaria dell’IIS G.M. Angioy di Carbonia (€ 2,25 milioni di euro).

Manutenzione Impiantistica e Transizione Energetica
Oltre alle grandi opere, la Provincia ha destinato circa 1,34 milioni di euro al potenziamento degli impianti. Particolare attenzione è stata rivolta alla sicurezza antincendio (con interventi già finanziati per il Minerario Asproni-Fermi), all’abbattimento delle barriere architettoniche attraverso la manutenzione di 31 impianti elevatori e alla sostituzione di caldaie obsolete per migliorare l’efficienza termica. Grazie al Just Transition Fund, sono inoltre previsti investimenti per oltre 1,3 milioni di euro in fonti rinnovabili e sistemi di accumulo negli edifici scolastici di Carbonia e Iglesias.
Efficienza nelle risposte
L’incontro è stato anche l’occasione per fare il punto sulle richieste pervenute: dal luglio 2025 sono stati censiti 297 interventi di manutenzione ordinaria, gestiti dalla società in-house SI Servizi S.r.l. e dall’accordo quadro stipulato della Provincia con l’impresa appaltatrice.
L’obiettivo, in questo caso, è principalmente quello di garantire continuità operativa e tempestività nelle piccole riparazioni quotidiane. La presenza costante dell’ente negli ultimi mesi ha riscontrato tra i referenti degli istituti gradimento e opportunità di condivisione al fine di risolvere problemi quotidiani che creano disservizi di non poco conto.
«L’edilizia scolastica non è per noi una semplice voce di bilancio, ma il pilastro su cui costruire il futuro del Sulcis Iglesienteha dichiarato il presidente Mauro Usai -. Garantire scuole sicure, accoglienti e tecnologicamente avanzate significa dare dignità al lavoro di docenti e studenti. Con questo piano da 18 milioni di euro, frutto di una programmazione rigorosa, passiamo definitivamente dalla logica dell’emergenza a quella della strategia, mettendo in sicurezza il nostro patrimonio e intercettando ogni risorsa disponibile per rendere i nostri istituti modelli di sostenibilità e inclusione.»

Sono iniziati oggi, anche nell’ufficio postale di Giba, i lavori realizzati secondo la tipologia del progetto “Polis”, l’iniziativa di Poste Italiane finalizzata a rinnovare e ristrutturare le sedi e ad ampliare la tradizionale offerta aziendale con i servizi della Pubblica Amministrazione in tutti i 7 mila comuni con meno di 15mila abitanti.

In un contesto generale in cui in molte realtà periferiche si assiste a una progressiva riduzione dell’offerta dei servizi, Poste Italiane non solo mantiene la sua capillarità ma rafforza la propria presenza investendo nel futuro del territorio con progetti, interventi e iniziative concrete finalizzate a valorizzare le comunità meno densamente abitate per un’Italia più inclusiva, connessa e vicina ai bisogni di ogni cittadino e di ogni comunità.

Scusandosi con i cittadini per le eventuali temporanee difficoltà, durante l’intero periodo dei lavori Poste Italiane garantirà ai cittadini di Giba la continuità di tutti i servizi, compreso il ritiro della corrispondenza non consegnata per assenza del destinatario, attraverso una postazione dedicata presso l’ufficio postale di Masainas, via Municipio. La postazione sarà operativa da venerdì 20 febbraio secondo i consueti orari di apertura al pubblico: dal lunedì al venerdì dalle 8.20 alle 13.45 e il sabato dalle 8.20 alle 12.45.

L’ufficio postale di Giba riaprirà nella rinnovata sede al termine degli interventi che, salvo imprevisti, avranno una durata di 40 giorni.

«La riunione odierna è stata l’occasione per rilanciare un metodo di lavoro più propositivo nei confronti del Governo nazionale. Come evidenziato dalla presidente Alessandra Todde, la Regione Sardegna deve presentarsi con una proposta organica di politica industriale capace di garantire la tenuta delle filiere strategiche  a partire dall’alluminio – investire su infrastrutture, innovazione tecnologica e bonifiche e dare finalmente forma operativa al Libro Bianco sull’industria. In questa prospettiva è stata condivisa la necessità di costituire una cabina di regia stabile con tutti i soggetti istituzionali e sociali per costruire un piano integrato regionale su industria e lavoro.»

Lo scrive, in una nota, la segreteria della Cisl Sardegna.

«Particolare attenzione è stata dedicata al tema della formazione: le risorse ci sono, ma vanno utilizzate meglio, superando frammentazioni territoriali e ragionando in termini regionali, collegando in modo diretto i percorsi formativi alle professionalità richieste dalle imprese. È stata evidenziata l’urgenza di un incontro operativo per promuovere corsi mirati e coerenti con i fabbisogni produttivi dei territori. La CISL ribadisce che il ripristino degli ammortizzatori è una risposta necessaria ma non sufficiente: va accompagnata da politiche attive efficaci e da un vero rilancio del sistema industriale sardo, affrontando con continuità tutte le vertenze aperte e mantenendo il metodo di confronto strutturato già avviato con l’assessorato all’Industria.»

«Il risultato ottenuto sugli ammortizzatori in deroga dimostra che quando le istituzioni lavorano insieme e il territorio fa sentire la propria voce si possono evitare emergenze sociali gravissimedice Antonello Saba, segretario generale Cisl Sulcis Iglesiente -. Ora però non possiamo limitarci a inseguire le crisi. Il Sulcis e l’intera Sardegna hanno bisogno di una politica industriale vera, stabile, che metta insieme tutela del lavoro, riconversione produttiva, innovazione e formazione. Servono scelte coraggiose e una cabina di regia permanente che trasformi le vertenze in un progetto di sviluppo. Gli ammortizzatori devono essere un ponte verso nuova occupazione, non una soluzione definitiva.»

La Cisl Sardegna riconosce lo sforzo unitario messo in campo da Regione e Governo per superare la criticità e ribadisce che lo stesso impegno, in chiave strutturale e di prospettiva, deve ora essere indirizzato al vero rilancio dell’industria e dello sviluppo dell’Isola.

«La vertenza industriale del Sulcis non può restare confinata ai tavoli tecnici o alle interlocuzioni formali: deve salire di livello e approdare con urgenza a Palazzo Chigi.»
È la posizione della UIL Sardegna e della UIL metalmeccanici dopo l’incontro di oggi con la presidente della Regione Alessandra Todde e le organizzazioni sindacali per fare il punto su una crisi che continua a pesare su lavoratrici, lavoratori e sull’intero territorio.
«Il recupero delle risorse per la mobilità in deroga rappresenta un risultato importante, frutto anche della mobilitazione sindacaleevidenziano Uil Sardegna e Uilmma non può essere scambiato per una soluzione strutturale. Gli ammortizzatori sociali sono un argine, non una strategia industriale. Il Sulcis ha potenzialità straordinarie: competenze, infrastrutture, storia produttiva e una collocazione strategica nel Mediterraneo. Per trasformare queste potenzialità in sviluppo reale occorrono però scelte chiare, tempi certi e il rispetto degli impegni assunti, a partire da quelli del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.»
Per Uil Sardegna e Uilm la «situazione dell’ex polo dell’alluminio, oggi legata alla vertenza Sider Alloys, resta emblematica. I lavoratori continuano a vivere nell’incertezza, mentre i tavoli ministeriali non hanno prodotto i risultati attesi. La UIL ritiene che non sia più accettabile proseguire in una fase interlocutoria priva di sbocchi concreti. Se l’attuale assetto proprietario non è in grado di garantire un piano industriale credibile e sostenibile, occorre aprire con determinazione a soluzioni alternative, valutando con serietà ogni proposta che possa assicurare continuità produttiva e occupazionale». E il sindacato chiede per questo «l’attivazione di una cabina di regia nazionale permanente sulle aree di crisi industriale complessa della Sardegna, che coinvolga Governo, Regione e parti sociali. Non bastano riunioni periodiche: serve un coordinamento operativo capace di assumere decisioni e monitorarne l’attuazione. La vertenza del Sulcis non è un caso isolato. Le difficoltà che attraversano i poli industriali di Portovesme, Porto Torres, Ottana e altre realtà dell’Isola dimostrano che siamo di fronte a una questione industriale sarda di carattere sistemico. È necessario un confronto regionale ampio, che costruisca una piattaforma condivisa da portare ai livelli istituzionali nazionali con forza e unità».
La Uil Sardegna ribadisce che «non può esserci contrapposizione tra transizione ecologica e lavoro: la riconversione industriale deve tradursi in nuova occupazione stabile, innovazione e produzioni strategiche. Il Sulcis può tornare a essere un punto di eccellenza, ma solo se si passa dalle dichiarazioni agli atti concreti. Le lavoratrici e i lavoratori non possono più attendere. Ora è il tempo delle decisioni».

«Questa mattina, come Provincia del Sulcis Iglesiente, abbiamo partecipato alla riunione convocata dalla Regione Sardegna e dalla presidente Alessandra Todde sul tema del polo industriale e sullo sblocco della mobilità in deroga, che coinvolge numerosi lavoratori ancora in attesa di rientrare al lavoro.»

Lo scrive in una nota Romeo Ghilleri, consigliere delegato della provincia del Sulcis Iglesiente.

«È stato un confronto importante, chiaro e costruttivo, alla presenza delle organizzazioni sindacali, dell’assessore dell’Industria Emanuele Cani, dell’assessora del Lavoro Desirè Manca e dei consiglieri regionali Luca Pizzuto, Alessandro Pilurzu e Gianluigi Rubiuaggiunge Romeo Ghilleri -. È emersa una linea condivisa e determinata: chiedere al Governo risposte serie e concrete per il rilancio del polo industriale e dell’intero territorio. Come Provincia abbiamo ribadito alla Presidente e alla sua Giunta la nostra piena vicinanza ai lavoratori e alle sigle sindacali, confermando al tempo stesso la disponibilità a collaborare con la Regione in modo costante e responsabile per individuare soluzioni efficaci per il rilancio del comparto industriale – conclude Romeo Ghilleri -. Abbiamo inoltre dichiarato la nostra disponibilità a partecipare a ogni iniziativa e a tutti i tavoli di confronto, con proposte progettuali e una programmazione seria e strutturata, nell’interesse del territorio e della comunità.»