30 June, 2026

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Nella tarda serata di ieri, a Sinnai, i militari della locale stazione hanno arrestato per spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti M.S., 22 anni, del posto, con precedenti di polizia. Il giovane è stato sorpreso mentre cedeva una dose di marijuana a un 18enne del posto. La successiva perquisizione personale e domiciliare ha consentito di rinvenire nella disponibilità del giovane 142 grammi circa di marijuana, due bilancini di precisione, materiale vario per il confezionamento e 720 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio. Il giovane, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida. Il 18enne è stato segnalato quale assuntore di sostanze stupefacenti.

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I carabinieri della Compagnia di Carbonia hanno arrestato, in flagranza di reato, M.C., 34 anni, originaria di Narcao e residente a Santadi, responsabile dei reati di atti persecutori e violazione di domicilio nei confronti dell’ex compagno. Nella notte trascorsa, intorno alle ore 2.00, è giunta al 112 di Carbonia una richiesta di aiuto da parte di un uomo che, stanco è preoccupato dell’agguato e dell’ennesima
molestia da parte dell’ex compagna, chiedeva l’intervento dei carabinieri. Immediatamente giunti sul posto, in un’abitazione di Sant’Anna Arresi, i militari hanno trovato la donna che, avendo scavalcato ed essendosi introdotta nel giardino, stava battendo con calci e pugni sulla porta della vittima, nel tentativo di entrare nell’abitazione e di avere un contatto con l’ex. Prontamente fermata dai carabinieri, la donna è stata portata in caserma. La vittima, un 31enne pescatore del luogo, ha raccontato ai militari delle continue vessazioni, molestie, pedinamenti ed anche aggressioni che aveva subito in passato dalla 34enne, motivo per cui la stessa era stata ammonita nel 2016 dal questore di Cagliari e diffidata dal non commettere ulteriori atti di persecuzione nei confronti dell’uomo. Al termine delle formalità di rito, la donna è stata trattenuta presso le camere di sicurezza del Comando Compagnia, in attesa del rito direttissimo disposto dall’Autorità giudiziaria.

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A fine mattinata, durante lo svolgimento di una laboriosa e complessa attività di indagine seguita dai carabinieri della stazione di Capoterra della Compagnia di Cagliari, sono state deferite in stato di libertà all’autorità giudiziaria 9 persone accusate di favoreggiamento personale, lesioni personali aggravate in concorso e rissa aggravata. Secondo quanto appreso dai militari della stazione nel corso dell’attività di raccolta informativa e investigativa, supportata anche, tra l’altro, dalle immagini del sistema di videosorveglianza comunale, nonché da dichiarazioni testimoniali di soggetti che hanno potuto fornire fondamentali elementi per il proseguo dell’attività, il 25 maggio di quest’anno intorno alle 22.00 circa, nella via Cagliari di Capoterra, nei pressi del centro richiedenti asilo “SPRAR”, molto probabilmente per una discussione dovuta a banali motivi e inarrestabilmente degenerata, un giovane di origine gambiana classe 2000 è stato aggredito con pugni, calci, colpi di cintura e caschi non appena sceso da un mezzo di linea urbana, verosimilmente al termine di una serie di insulti ed offese reciproche già avvenuti a bordo dell’autobus di linea. Nella circostanza, il giovane extracomunitario è fuggito dall’aggressione, recandosi presso il predetto centro richiedenti asilo, anche per fuggire al lancio di oggetti contundenti lanciatigli dagli aggressori che, pertanto, hanno danneggiato anche il campanello d’ingresso della suddetta struttura. Poco dopo, il giovane extracomunitario ed alcuni amici anch’essi ospiti della struttura di accoglienza, si sono uniti alla colluttazione degenerata in una vera e propria rissa, motivo per cui anche il giovane del Gambia è stato anch’egli deferito all’autorità giudiziaria, così come lo saranno gli amici ancora in corso di identificazione. Le lesioni all’extracomunitario gambiano sono lievissime.

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Il vicepresidente della commissione Salute del Consiglio regionale, Edoardo Tocco (Forza Italia) attacca ancora la Giunta Pigliaru per i tagli ai reparti negli ospedali sardi, i risparmi imposti che stanno incidendo pesantemente sui centri per il recupero dei tossicodipendenti e sulle strutture terapeutiche sparse nei diversi angoli dell’Isola.

«Queste politiche sono sbagliate ed inopportune, e non solo feriscono le persone più vulnerabili, negando diritti e inclusione sociale, ma paralizzano la nostra Sardegna, con molte comunità per l’accoglienza ed il supporto ai soggetti svantaggiati che si trovano in forte difficoltà. È puro autolesionismo – attacca Edoardo Tocco -. La Regione ha diminuito tantissimo il budget da assegnare a questi centri. Nell’ultimo anno è stato fissato un tetto di spesa di poco più di 7 milioni di euro. Una cifra ridicola e insufficiente a coprire i servizi delle strutture.»

«Si tenga presente – aggiunge Edoardo Tocco – che molti centri sono ormai in prima linea nel recupero delle persone svantaggiate e nel loro reinserimento nella società. Senza le risorse indispensabili, saranno costretti a licenziare e limitare il supporto. L’osservatorio regionale sulle dipendenze è ormai diventato una scatola vuota. Gli appelli arrivati dalle associazioni di volontariato, che gestiscono i centri per il recupero sono rimasti inascoltati. Il fabbisogno regionale dovrebbe comportare un importo di 15 milioni di euro per venire incontro alle esigenze delle comunità – conclude Edoardo Tocco – ma è stata accreditata anche nell’ultima finanziaria la metà di questo importo. E’ necessario che venga incrementata la spesa destinata a queste strutture, per assicurare il supporto necessario per il recupero dei soggetti affetti dalle dipendenze.»

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La Seconda commissione ha aperto questa mattina il ciclo di audizioni sulla proposta di legge n. 496 (Comandini e più) finalizzata alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyber bullismo. Un iter accelerato – così ha dichiarato in apertura dei lavori il presidente del parlamentino dell’Istruzione, Piero Comandini (Pd) – sollecitato direttamente dal presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau, per portare all’esame dell’Aula il testo di legge in tempi brevi, anche alla luce del riproporsi del fenomeno e delle negative conseguenze in termini sociali e familiari.

«Siamo una delle poche regioni italiane – ha affermato Piero Comandini – a non aver ancora approvato specifiche norme che siano in armonia con i provvedimenti statali e con gli orientamenti e le azioni di prevenzione e di contrasto adottate dal ministero e rivolte a sensibilizzare genitori, studenti e pubblica opinione in genere, soprattutto per ciò che attiene i pericoli derivanti dal cyber bullismo.»

Apprezzamento per l’iniziativa legislativa è stato espresso dall’assessore regionale della Pubblica istruzione, Giuseppe Dessena, che ha lamentato le difficoltà nel quantificare con precisione il fenomeno che si è riproposto in tutta la sua drammaticità con la riapertura degli istituti scolastici. Il responsabile dell’Istruzione ha quindi auspicato un incremento degli stanziamenti indicati nella proposta di legge (250.000 euro per il triennio 2018-2020).

Più cauto il direttore dell’ufficio scolastico regionale, Francesco Feliziani, che ha parlato di “quadro normativo complesso” ed ha affermato: «Non c’è una carenza di regolamentazione nella lotta al bullismo e al cyber bullismo e non è corretto affrontare i problemi solo legiferando, ciò che serve è snellire le procedure e applicare le norme in vigore, garantendo risorse e azioni adeguate». La direzione scolastica ha inoltre rimarcato l’assenza di servizi ad hoc nell’ambito delle strutture sanitarie regionali. 

Il presidente del Corecom, Mario Cabasino, la garante per l’infanzia, Maria Grazia De Matteis, e la presidente dell’ordine degli psicologi, Angela Quaquero, nel corso dei rispettivi e distinti interventi e stimolati anche dai quesiti posti dai consiglieri, Angelo Carta (Psd’Az), Paolo Zedda (Art. 1 – Sdp) e Rossella Pinna (Pd), hanno invece mostrato piena condivisione per l’iniziativa legislativa promossa in Consiglio regionale ed hanno proposto una serie di suggerimenti e modifiche utili, principalmente finalizzati alla creazione di un osservatorio permanente ed all’istituzione di uno sportello di immediato supporto alle vittime.

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Resta massima l’attenzione della Regione su tutte le aree inquinate, comprese quelle industriali di Ottana. Qui, in un sito vasto alcune centinaia di ettari, i superamenti di elevata entità sono relativi solo alla falda ma non al terreno e circoscritti a piccole porzioni del sito.

Lo precisano i tecnici dell’assessorato regionale della Difesa dell’ambiente, sottolineando che il quadro disponibile dei dati ambientali segnala valori di poco superiori alle concentrazioni soglia salvo due punti – Pz2 e Pz10 – nelle aree Invitalia dove arrivano a 1.300 microgrammi al litro. (contro una Concentrazione Soglia di Contaminazione di 1,5). Questi valori non sono riferibili all’intero sito industriale.

Su tutta l’area è in corso di redazione l’analisi di rischio per verificare l’eventuale necessità di bonifica.

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L’assessore regionale della Sanità risponde alle accuse rivoltegli da Alessandra Zedda, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale.

«La consigliera Alessandra Zedda ha l’esclusiva capacità di sollevare polveroni per confondere le idee, non conoscendo le leggi sulla sanità, che il suo gruppo politico ha ampiamente disatteso per mancanza di coraggio civile nella precedente legislatura preferendo l’ignavia, dal momento che ha tenuto chiusa in un cassetto la proposta di delibera sulla rete ospedaliera, e non creando il sistema di elisoccorso – replica Luigi Arru ad Alessandra Zedda -. Ha sprecato però molti soldi per non risolvere il problema delle liste d’attesa e della governance della spesa farmaceutica, allora fuori controllo e inappropriata. Rimandiamo al mittente l’accusa di clientelismo, scienza che loro sanno applicare senza concorrenza, che hanno esercitato in settori strategici, con danni per tutti i cittadini sardi. Se ne facciano una ragione: la Giunta Pigliaru ha fatto gli atti di programmazione sanitaria richiesti dalla domanda di salute e sanità dei Sardi, iniziando dalla riduzione del numero delle ASL e dei posti di sottopotere (con loro occupati da persone che non conoscevano né le leggi né la programmazione sanitaria, presi in prestito da studi di commercialisti o dall’industria dolciaria). E con l’approvazione della rete ospedaliera senza chiudere un solo ospedale, con la nascita di un sistema di elisoccorso attraverso una gara presa a modello nazionale per serietà, trasparenza e rapporto costi/benefici ottimale. Lo spieghino loro agli oltre 300 sardi assistiti dal servizio di elisoccorso, con oltre il 75% codici rossi, con mezzi moderni e uno straordinario personale medico infermieristico addestrato e motivato, che il servizio predisposto è inefficiente e uno spreco di risorse pubbliche. Continuino a fare le battaglie per il singolo chirurgo senza avere un’idea di insieme della sanità. Noi invece – conclude l’assessore regionale della Sanità – siamo pronti a discutere pubblicamente nel merito, al di là dei polveroni e del qualunquismo, a partire dal documento appena pubblicato dal ministero della Salute sul monitoraggio dei Lea del 2016.»

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In occasione dell’80° compleanno della città, al fine di programmare tutte le iniziative in compartecipazione con le associazioni del territorio comunale, l’Amministrazione comunale di Carbonia invita tutti i soggetti a vario titolo interessati a proporre attività ed eventi di carattere sportivo, culturale, sociale, ricreativo, da inserire all’interno del calendario delle manifestazioni programmate per il compleanno della città nell’arco del mese di dicembre 2018.
Le associazioni suddette sono invitate a presentare le loro proposte entro e non oltre lunedì 15 ottobre 2018, inviando una pec all’indirizzo comcomcarbonia@pec.comcarbonia.org , o in alternativa un’email all’indirizzo comcarbonia@comune.carbonia.ca.it , oppure consegnando la loro proposta a mano, in busta chiusa, all’Ufficio Protocollo sito in piazza Roma 1, 09013 Carbonia.
Le domande dovranno riportare nell’oggetto la seguente dicitura:
CARBONIA 80, PROPOSTE ORGANIZZATIVE.

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Incontro, questa mattina, presso l’assessorato regionale della Sanità, per chiarire la logica che sottostà alla proposta di delibera sulla riorganizzazione della Rete Chirurgica, frutto del lavoro del tavolo tecnico coordinato dal direttore dell’Unita operativa di Chirurgia di Olbia, Luigi Presenti, ex presidente del Collegio dei Chirurghi Italiani. Presenti l’assessore della Sanità Luigi Arru, con il direttore generale, i responsabili dei presidi di Ozieri e Alghero, i primari del pronto soccorso e della chirurgia, il direttore sanitario dell’ATS, il coordinatore del tavolo tecnico e gli amministratori di Ozieri e di Alghero.

Nel corso della riunione, preannunciata nella seduta del Consiglio comunale di Ozieri e richiesta anche dal sindaco Marco Murgia, sono stati affrontati e chiariti i nodi della rete chirurgica, che danno piena attuazione alla delibera già approvata dal Consiglio regionale sulla rete ospedaliera, specificando che attraverso la specializzazione dei compiti di ciascun ospedale è possibile elevare la qualità delle cure e la sicurezza dei pazienti.

La lettura condivisa della proposta di rete chirurgica ha documentato il ruolo dei due presidi ospedalieri e chiarito il significato di chirurgia programmata e dell’urgenza chirurgica, che tutti i professionisti devono sempre garantire. In particolare, l’assessore Luigi Arru ha ribadito che nessun ridimensionamento interesserà né l’ospedale di Ozieri né quello di Alghero, perché la programmazione in atto dà ampia garanzia a entrambi e ai rispettivi bacini d’utenza, proprio grazie alla diversificazione delle attività. Luigi Arru ha inoltre sottolineato che dovranno essere rapidamente definiti percorsi che diano concreta attuazione alla rete, con l’obiettivo di migliorare il livello delle prestazioni nell’interesse dei cittadini sardi, ovunque essi vivano.

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«L’Arst è un grande operatore del trasporto pubblico locale (soprattutto extra urbano) ed una delle aziende più efficienti d’Italia ma ha bisogno di investimenti per migliorare la qualità di un servizio fondamentale per la Sardegna.»

Lo ha dichiarato l’amministratore unico di Arst Chicco Porcu alla commissione Trasporti, presieduta da Antonio Solinas (Pd) che ha dedicato una seduta alle problematiche del trasporto pubblico locale.

Nella sua relazione, Chicco Porcu ha sottolineato fra l’altro che «la principale emergenza dell’azienda è quella di rinnovare il parco-mezzi, che ha una età media di circa 13 anni: ci vorrebbero 100 bus nuovi all’anno ma attualmente possiamo contare su 100 mezzi ogni 10 anni ed è davvero troppo poco». L’amministratore di Arst ha quindi prospettato alla commissione la possibilità di dare corso ad una articolata operazione finanziaria attraverso la quale l’azienda, rivolgendosi al mercato del credito, anticiperebbe i 125 milioni necessari al rinnovamento della flotta, recuperandoli nel tempo tramite l’accesso ai fondi Fsc per i quali gli assessorati dei Trasporti e della Programmazione hanno già dato la loro disponibilità. «Il problema – ha spiegato Chicco Porcu – resta quello di fare presto, perché le gare richiedono un tempo medio di 18/24 mesi e le forniture dei bus altrettanto, ma noi abbiamo bisogno della nuova flotta subito per dare una risposta ai circa 70.000 utenti giornalieri che hanno diritto ad un buon servizio».

«Dal punto di vista finanziario – ha messo in evidenza Chicco Porcu – abbiamo una situazione complessa perché, pur avendo fatto un grande sforzo per ottimizzare le risorse disponibili, lavoriamo sottocosto con perdite crescenti (la voce più critica è quella del trasporto extraurbano su gomma), dai 6 milioni del 2017 ai 15 previsti per il 2018; è un tema non più rinviabile perché appena il 20% dei nostri costi è coperto dai biglietti. Chiediamo quindi al Consiglio regionale di intervenire già dal prossimo assestamento di bilancio, in modo da poter guardare al futuro con una prospettiva nuova che metta al centro la nostra missione al servizio della Sardegna.»

«Per questo – ha ricordato l’amministratore di Arst – sempre nell’ottica di rendere più efficiente la nostra organizzazione, abbiamo deciso di dare in sub-appalto alcune linee in aree marginali della Sardegna che potranno essere servite da mezzi di piccole dimensioni, e di accompagnare alla pensione 30 dipendenti favorendo l’ingresso di 80 nuove unità, soprattutto giovani. L’ultima parte della relazione dell’amministratore dell’Arst è stata dedicata agli scenari futuri del trasporto locale perché, a partire dal dicembre del 2019, il settore dovrà adeguarsi alla nuova normativa europea che prevede una nuova disciplina del servizio fondata sui principi dell’efficienza e della concorrenza.»

Sul punto Chicco Porcu, che ha consegnato alla commissione uno studio giuridico predisposto dall’azienda, ha dichiarato che «in Italia non esiste un vero e proprio mercato del trasporto pubblico locale, come hanno dimostrato i risultati di una privatizzazione spinta iniziata a partire dagli anni ‘90». «La stessa normativa europea (il Regolamento 1370 del 2007) – ha poi ricordato – consente alle autorità competenti una scelta discrezionale sulle modalità di affidamento del servizio e tratta le gestioni in house alla stregua dei contratti stipulati attraverso procedure ad evidenza pubblica. La Regione – ha concluso Chicco Porcu – si trova perciò davanti ad un bivio: privatizzare tutto o puntare al rafforzamento di una società pubblica che sta sul territorio, ne conosce le specificità, sa trovare le migliori sinergie con le altre componenti del sistema pubblico.»

Nel dibattito hanno preso la parola i consiglieri regionali Alessandro Collu, Valerio Meloni, Cesare Moriconi e Giuseppe Meloni del Pd, Eugenio Lai e Paolo Zedda di Art.1-Sdp e Gian Filippo Sechi dell’Udc.