17 July, 2026

Sabato 4 maggio 2024, presso la chiesa di San Francesco, a Iglesias, 49 allievi della Scuola allievi carabinieri di Iglesias appartenenti al 143° corso formativo per carabinieri effettivi hanno ricevuto il sacramento della Cresima dinnanzi alle autorità militari e religiose della zona.
La solenne cerimonia religiosa, momento di grande gioia per i cresimandi ed i loro familiari, è stata officiata dal cardinale Arrigo Miglio, amministratore apostolico di Iglesias ed arcivescovo emerito di Cagliari, ed animata dal gruppo liturgico e dal coro della Scuola allievi carabinieri.
Il cardinale Arrigo Miglio, nel rimarcare l’importanza del momento nel percorso religioso di ogni cristiano, ha anche avuto modo di sottolineare la vicinanza delle tradizioni e dei valori fondamentali dell’Arma dei carabinieri al modo cristiano, ricordando agli allievi che »il simbolo delle vostre divise all’interno della chiesa suggella un legame di ideali e valori tra Arma e Chiesa».
La cerimonia, che ha segnato il completamento di un percorso religioso per gli allievi cresimandi, ha visto uno di loro ricevere anche i sacramenti del Battesimo e della Prima Comunione.
Il comandante della Scuola, colonnello Giulio Duranti, nel ringraziare tutti i convenuti, ha rimarcato nell’occasione il legame tra la scuola allievi carabinieri e la città di Iglesias, che in questi momenti si solidifica ulteriormente.

Contemporaneamente alla divulgazione del comunicato del 4 aprile 2024, inviato da numerose Associazioni di Volontariato di Carbonia ai Sindaci del Sulcis Iglesiente che chiedevano di prendere atto del disagio di migliaia di Disabili in attesa di accertamento da parte delle Commissioni Mediche per il riconoscimento dell’invalidità civile e della condizione di handicap, mi chiama signora Cecilia per sapere quando la “Commissione per l’invalidità” l’avrebbe convocata.
Sperava in tempi rapidi perché con la sua proverbiale ironia “chi non siara a interru fattu”.
Cecilia è una simpatica ottantasettenne che per gli acciacchi dell’età ha presentato negli ultimi anni: un progressivo ritiro sociale e ridotta la propria autonomia domiciliare. Rilevate de visu le sue difficoltà quotidiane, espressione delle senili patologie ho inviato all’Inps la certificazione per ottenere l’accompagnamento e i benefici della Legge 104 del ’92. La richiesta fu inoltrata quasi due anni addietro ma nell’attesa zia Cecilia ha presentato sempre maggiori difficoltà deambulatorie e oggi si aggira tra cucina e camera da letto con carrozzina e deambulatore.
A questo punto ho recuperato tutti gli invii effettuati negli ultimi due anni ancora in attesa di convocazione dalla Commissione Medica per la Valutazione dell’Invalidità Civile ed Handicap: purtroppo sono 42 (in gran parte, 80%, ultraottantenni con deficit cognitivi e/o deambulatori, tumori) che migliorerebbero la qualità della vita quotidiana con l’arrivo dei sostegni economici e sociali che il legislatore prevede, rapidi?
Gli uomini di legge legiferano senza fare i conti con la burocrazia notoriamente letargica di cui sono spesso responsabili. Il restante 20% dei Pazienti (Neuropatie Demielinizzanti, Tumori, esiti di incidenti stradali e sul lavoro, bambini con autismo e/o malattie rare).
Considerando i miei Pazienti in attesa di convocazione, nel Sulcis aspettano in questi ultimi due anni oltre 3.300 pazienti, in Iglesias oltre 700. Siamo davanti ad un ritardo inaccettabile che abbandona migliaia di famiglie ad affrontare tra mille difficoltà l’assistenza ai propri cari, potrebbe trattarsi di interruzione di servizio pubblico?
Il tema portato all’attenzione dalla CGIL della Sardegna Sud Occidentale nell’ottobre del 2023 non ha visto protagonisti appassionati i sindaci del Sulcis Iglesiente benché avessero ricevuto un assist favorevole, invitante. Non sono pervenute barricate pro invalidi certamente presenti in tutto il territorio se escludiamo il primo cittadino di Sant’Antioco che ha sostenuto le rivendicazioni delle numerose associazioni di Carbonia, indignate visto che come detto il 4 aprile chiedevano un impegno tempestivo e militante.

Dieci giorni dopo numerosi primi cittadini del Sulcis si incontrano a Nebida per promuovere (iniziativa condivisibile) il Cammino di Santa Barbara ma anche la Santa, probabilmente, avrebbe considerato prioritaria la vicenda delle 3.500 famiglie in attesa dei diritti disattesi.
Quando compilo il certificato medico da inviare all’INPS, conosco storia clinica e vicissitudini del Paziente, dichiaro in realtà che in quel momento, proprio in quell’istante, esistono le condizioni di invalidità e handicap, esprimo quindi la mia delusione nei confronti della ASL Sulcis Iglesiente che non riesce ad accogliere i Fragili e accumula ritardi inaccettabili.
Riflettendo sulle criticità del Villaggio (1.500 pazienti di Iglesias non sono il Vangelo ma anche per gli esperti di statistica rappresentano un buon campione) affiancato da tanti anni mi sento di elencare le priorità:
a) Servizio Sanitario Pubblico inadeguato a garantire i Livelli Essenziali di Assistenza, spesso i Pazienti sono costretti a pagare ai privati le prestazioni anche se dotati di esenzioni e/o disabilità e trasferirsi altrove per avere risposte adeguate.
b) L’età media del Villaggio si è elevata: nel 1995 superavano i 75 anni 88 Pazienti, oggi ne registro 180 il 50% di questi Anziani non possono pagarsi i farmaci di Fascia C e gli accertamenti, rinunciano a tutto pur di arrivare alla prossima pensione.
c) Nel 1995 ho partecipato con gioia a 10 nascite, nel 2023 1 solo bambino è venuto a trovarci.
d) Dal 1995 ad oggi il Villaggio si è impoverito di 50 giovani di età compresa tra i 20 e 35 anni (21 laureati) che hanno trovato risposte professionali e gratificazioni sociali in Italia e all’estero.
e) Dal 1995 ad oggi i Disoccupati del Villaggio sono aumentati, i pochi che incrociano incarichi trimestrali sono sempre precari a tempo determinato e introdotti da “segnalazioni clientelari”.
f) Nel 1995 i decessi erano 8 con due tumorali, nel 2023 sono stati 15 con 8 tumorali, gli ultimi 3 decessi tra i miei Pazienti erano Malati Tumorali.
Lo scenario descritto mi interpella e preoccupa, il Villaggio che tra qualche anno mi accoglierà come anziano è meritevole, senza perder tempo, di iniziative radicali che incoraggino la natalità, promuovano il lavoro giovanile dignitoso, non ricattabile e sottomesso al clientelismo della politica.
Una sanità liberata dalla mediocrità dei politici che dal 1978 considerano ”riserva venatoria”. Sindaci, non tutti, rampanti, incapaci di contrastare la mercificazione della sanità se non con slogan spuntati e indolori al potere perché sognano di poter partecipare prima possibile ai tavoli regionali e nazionali della spartizione.
Un Sindaco e un Medico dovrebbero avere la medesima aspirazione: difendere le condizioni di vita e salute dei suoi cittadini-pazienti, la Solidarietà militante che entrambi sono chiamati a testimoniare richiede una scelta non solo formale ma: di “palle” perché si tratta di contrapporsi al potere politico responsabile della tragedia sanitaria: per il Medico se non deve rispondere a qualche debito del passato con qualche capo tribù può essere istintivo schierarsi anche se per i più è “salutare” non esporsi, per un Sindaco si schiude un orizzonte, un bivio: eroismo oppure servilismo.

Eroismo: i responsabili della sofferenza della mia comunità per il 50% in sanità, sul lavoro, sui drammi del territorio e sulle inadeguate proposte future sono ascrivibili al mio partito quindi la mia missione necessita di una scelta radicale. Strappo la mia tessera (di destra o sinistra) e onoro la “mia comunità”.
Servilismo: cari cittadini per quanto le condizioni generali non siano adeguate alle nostre speranze e aspettative alcune promesse che da Cagliari e Roma arrivano meritano fiducia e attenzioni, necessaria pazienza, buonsenso siamo sempre nella loro agenda.
Davanti al bivio, una notte intera, ho aspettato fiducioso ma all’alba ho incrociato unicamente agricoltori e operai che assonnati andavano a lavorare.
Riflettevo alle tante Nonne e ai numerosi Pazienti che vivono ai margini, risparmiando sulla spesa, su legna e medicine e umilmente senza schiamazzi in solitudine aspettano il nostro intervento. Il 20 aprile attraverso “L’Unione Sarda” scopro che in città il dibattito si concentra su dove ospitare un giovane artista, un famoso cantante: «Achille Lauro in Piazza Sella? E’ polemica». Recupero il giubbotto da marines, perché aspettavo schioppettate, tiro alla fune e braccia di ferro all’ultimo sangue, argomentazioni alternative ad un investimento disarmonico rispetto alle priorità della città.
Sgomento, dispnoico, incredulo, prendo atto che sono d’accordo sull’iniziativa e la singolar tenzone separa il Consiglio comunale sull’arena: Piazza Sella o Stadio Monteponi?
Investire il bene pubblico per la propria visibilità inseguendo priorità inesistenti può avere vantaggi elettorali a breve termine ma lascia il “Villaggio” senza mutande.
Ad “Iglesias da Bere” filosofia del divertimento e superficialità, si rende necessaria e salvavita un’alternativa da costruire senza rinvii: “Iglesias della Solidarietà”.
Quando l’impegno per la Famiglia e il Lavoro mi concedono il tempo per riflettere sulla mia vita, ritengo significativa l’influenza educativa che hanno avuto nella mia crescita i miei Nonni con cui ho convissuto fino al loro abbraccio finale.
Pensare ai tanti Nonni nel Sulcis che dopo aver superato la guerra, combattuto con la precarietà e le incertezze del dopo guerra ma solo grazie al loro sudore e sacrifici hanno garantito alla mia generazione e ai miei figli di studiare e sperare in un futuro e una vita dignitosa, oggi, aspettare una Commissione impantanata da ruggini burocratiche per riconoscergli la Vita, devo confessarlo: sono deluso e incazzato.

UNA COMUNITA’ CHE NON SOSTIENE LA VITA DEBOLE HA I GIORNI CONTATI

Cordialmente

Giorgio Madeddu
Medico di famiglia Iglesias

Si amplia la flotta “Green” del Centro di recapito di Poste Italiane a Iglesias. Recentemente, infatti, sono stati adottati dalla sede di Corso Colombo ulteriori 3 veicoli elettrici, che si vanno ad aggiungere agli altri 194 mezzi “ecologici” della Sardegna Meridionale, tra auto elettriche e ibride, tricicli elettrici e termici a basse emissioni, quadricicli elettrici, per la consegna dei pacchi e della corrispondenza.

Grazie a questi nuovi mezzi, dunque, a Iglesias la posta viaggia in modo sempre più sostenibile durante tutto il processo di recapito. I nuovi veicoli della flotta di Poste Italiane sono stati modificati e resi funzionali alle esigenze del servizio postale; ad esempio, in alcune macchine, il sedile passeggero è dotato di un particolare allestimento per l’alloggiamento delle cassette o di particolari scaffalature per il trasporto dei pacchi. Altri ancora hanno accessori ad hoc per la mission di Poste Italiane, come il sistema Keyless Entry&Start per il riconoscimento a distanza del conducente. Grazie a questa tecnologia, le portiere e il portellone si sbloccano automaticamente, facilitando il lavoro degli operatori.

Il rinnovo della flotta aziendale in ottica sostenibile è parte del nuovo piano industriale 2024-2028: “The Connecting Platform” che mira alla trasformazione della logistica e all’ evoluzione di un modello commerciale al servizio della clientela, con l’obiettivo di guardare ad un nuovo segmento costituito da piccole e medie imprese contribuendo allo sviluppo logistico end-to-end di una rete postale e un network sempre più guidato dalla gestione dei pacchi.

Un ulteriore passo avanti per il gruppo guidato dall’amministratore delegato Matteo Del Fante verso il raggiungimento dell’obiettivo della carbon neutrality 2050.

Il Carbonia ha fatto sua Gara1 con la Tharros nel playout salvezza, con un punteggio netto, 3 a 0, che gli consente di affrontare con un importante vantaggio Gara2 in programma tra sette giorni a Terralba. Il punteggio finale farebbe pensare ad una vittoria netta, raggiunta con facilità, ma l’andamento dell’incontro dice esattamente il contrario.

La Tharros ha iniziato la partita con con grande determinazione, cercando di sorprendere il Carbonia con alcune incursioni che hanno impegnato la difesa del Carbonia. In una di queste la Tharros ha protestato per un fallo di Costantino Chidichimo su Andrea Sanna, lanciato a rete in favorevole posizione, l’arbitro ha concesso il calcio di punizione dal limite dell’area ed ha ammonito il difensore del Carbonia.

Con il passare dei minuti la squadra di Diego Mingioni è cresciuta e al primo affondo è andata vicinissima al goal con Lorenzo Basciu che si è involato da solo verso la porta avversaria e con un gran sinistro ha costretto il giovane portiere della Tharros Francesco Cabasino a superarsi con un grande balzo, per deviare il pallone in calcio d’angolo. Ci ha provato poi Andrea Porcheddu, liberato al tiro in buona posizione da un assist di Mateo Broglia, il pallone ha “baciato” il palo esterno alla destra di Francesco Cabasino ed è terminato sul fondo.

 

Il primo tempo sembrava destinato a terminare senza goal ma al 45′ il Carbonia s’è portato in vantaggio: fuga di Tennyson Omoregie sulla destra, la sua conclusione è stata respinta da Francesco Cabasino e sul pallone s’è avventato capitan Andrea Porcheddu che ha ribadito alle spalle del portiere, rimediando una forte botta ad una spalla che da qualche tempo gli crea più di un problema.

   

Nel secondo tempo la Tharros ha ripreso in mano l’iniziativa, al 47′ Valerio Bigotti ha anticipato Andrea Sanna che ci ha provato poi al 55′ di testa, non centrando la porta. Ancora la Tharros in avanti al 57′ con Martin La Valle, fermato da Valerio Bigotti.

Il Carbonia avanza il baricentro e al 58′ è andato vicinissimo al secondo goal con Lorenzo Basciu che smarcato da Tennyson Omoregie, ha calciato a botta sicura mancando il bersaglio solo davanti a Francesco Cabasino. Due minuti dopo Tennyson Omoregie s’è liberato benissimo saltando ben cinque difensori della Tharros ma al momento della conclusione non ha avuto la freddezza necessaria per realizzare il goal del 2 a 0, trovando sulla sua strada l’opposizione di Francesco Cabasino.

Il Carbonia ha capito di poter aumentare il vantaggio in vista della partita di ritorno e al 74′ ha sciupato ancora una grandissima occasione per il raddoppio con Lorenzo Basciu che, smarcato ancora da Tennyson Omoregie, autore di un’ottima iniziativa personale, ha calciato d’esterno mandando il pallone sul fondo a fil di palo alla sinistra del portiere.

Dopo aver sciupato tanto, il Carbonia ha trovato il secondo goal al 78′. Gabriele Dore, entrato in campo un minuto prima al posto di Tennyson Omoregie, s’è involato sulla fascia sinistra, una volta entrato in area a testa alta, ha messo al centro dell’area per l’accorrente Lorenzo Basciu che ha realizzato il goal del 2 a 0, undicesimo centro stagionale.

La Tharros, ferita, ha cercato di reagire ed è andata vicinissima al goal quando un pasticcio difensivo del Carbonia ha messo il neo entrato Simone Calaresu nella condizione di dimezzare lo svantaggio, ma il goal è stato evitato da Mateo Broglia con un intervento miracoloso sulla linea di porta.

Il direttore di gara ha ordinato 5′ di recupero, la partita sembrava destinata a terminare sul 2 a 0 ma Gabriele Dore ha scritto una seconda pagina importante nella partita, involandosi ancora nell’area avversaria, fermato fallosamente. Calcio di rigore! Sul dischetto s’è portato Andrea Porcheddu, Francesco Cabasino s’è disteso in tutto alla sua sinistra, sulla respinta s’è avventato lo stesso Andrea Porcheddu, Francesco Cabasino ha respinto ancora ma proprio sui piedi di Lorenzo Basciu che ha ribadito in rete, realizzando il goal del 3 a 0, secondo personale, dodicesimo stagionale.

 

Il “Carlo Zoboli” s’è trasformato in una bolgia, Lorenzo Basciu è stato travolto dall’entusiasmo dei compagni e dell’intera panchina, nella coda del recupero non è accaduto più niente ed il Carbonia ha chiuso Gara1 con un vantaggio importante in vista di Gara2, in programma sabato 11 maggio, alle 17.00, a Terralba, dove il Carbonia, per conquistare la salvezza, potrà contare sulla vittoria, il pareggio o anche una sconfitta fino a due goal di scarto.

 

Carbonia: Bigotti, Mancini, Broglia, Chidichimo, De Vivo, Wojcik (92′ Adamo), Cordoba (85′ Giganti), Prieto, Omoregie (77′ Dore), Porcheddu, Basciu. A disposizione: Caroli, Carboni, Lodde, Abbruzzi, Cocco, Lambroni. Allenatore: Diego Mingioni.

Tharros: Cabasino, Enna (83′ Loni), Facelli, Perilli, Panza, Lavalle, Boi (54′ Foddis), Tetteh, Silva, Atzori (64′ Calaresu), Sanna (82′ Ferrari). A disp.: Serra, Spiga, Murru, Piras, Manca. Allenatore: Antonio Lai

Arbitro: Nicola Nieddu di Sassari.

Assistenti di linea: Alessandro Anedda di Cagliari e Mario Canu di Olbia.

Marcatori: 45′ Porcheddu (C), 78′ e 93′ Basciu (C).

Spettatori: 350.

Ammoniti: Chidichimo, Mancini, Panza, Cabasino, Facelli. Espulso il dirigente della Tharros Bachis.

Alle 20.00, al Palazzetto dello sport, si gioca Gara2 della semifinale di Divisione 1 tra Scuola Basket Miners Carbonia e la Casa del Sorriso Su Planu. In Gara 1 La Casa del Sorriso Su Planu s’è imposta di strettissima misura, di due soli punti:  di via delle Cernitrici, a Carbonia, 90 a 88.

La Scuola Basket Miners Carbonia è obbligata a vincere per portare la sfida alla bella, domenica 12 maggio, alle 20.00, al Palazzetto comunale di via Giliacquas, ad Elmas. Viceversa, in caso di seconda vittoria, del La Casa del Sorriso Su Planu, approderebbe alla finale con la Klass Basket Coral 93 Alghero che ha avuto la meglio in due partite sul Basket San Salvatore: 79 a 78 in trasferta e ieri 73 a 69 in casa.

 

Alle 16.00, allo stadio Comunale “Carlo Zoboli” di Carbonia, si gioca Carbonia-Tharros, andata del playout salvezza del campionato di Eccellenza regionale. Dirigerà Nicola Nieddu di Sassari, assistenti di linea Alessandro Anedda di Cagliari e Mario Canu di Olbia.

I due allenatori, Diego Mingioni e Antonio Lai, hanno annunciato le formazioni iniziali.

Carbonia: Bigotti, Broglia, Chidichimo, De Vivo, Wojcik, Cordoba, Prieto, Omoregie, Porcheddu, Basciu, Mancini. A disposizione: Caroli, Adamo, Dore, Carboni, Giganti, Lodde, Lambroni, Abbruzzi, Cocco.

Tharros: Cabasino, Facelli, Panza, Tetteh, Atzori, Sanna, Enna, Perilli, Silva, La Valle, Boi. A disposizione: Serra, Spiga, Murru, Foddis, Lonis, Calaresu, Piras, Ferrari, Manca.

Qualora, al termine dei due incontri (andata e ritorno), i tempi regolamentari terminassero in parità (non vale la regola delle reti segnate in trasferta e non sono previsti tempi supplementari), retrocederà nel Campionato di Promozione la squadra classificatasi al 14° posto nella stagione sportiva 2023/2024.

Immaginare i “buchi neri” è piuttosto impegnativo. Li ipotizzarono i Professori Fisici nucleari che posero le basi della “meccanica quantistica” e della “teoria della relatività”. Quando immaginiamo un buco nero, tutti pensiamo ad un nero abisso in cui si può essere inghiottiti senza ritorno. 

Invece i “ buchi neri stellari” sono quelli descritti dai fisici teorici. Da quelle basi scientifiche nel 1945 emerse il progetto delle prime bombe atomiche che distrussero Hiroshima e Nagasaki. 

Il professor Robert Oppenheimer spiega in una sua lezione che il buco nero è il fenomeno fisico più terrificante dell’Universo. Esso è capace di risucchiare i pianeti, le stelle e anche le intere galassie, facendoli scomparire in un “nulla” inconcepibile per la mente umana. È il fenomeno astrofisico più vicino alla morte biologica. Secondo Oppenheimer i buchi neri stellari si formano quando le stelle di massa superiore a 8 volte il Sole esplodono come “Supernovae”. Il materiale dell’esplosione forma una coltre pesantissima che circonda il nucleo della stella, generando sopra di essa una “forza gravitazionale “immane”. Ad un certo punto il nucleo non regge più quel sovraccarico e “implode”. È molto difficile immaginare il nucleo che si collassa su se stesso, soprattutto, se si considera che il nucleo delle stelle è fatto della stessa materia densissima e durissima che dette origine all’Universo. Eppure può esistere un peso eccessivo ancora più grande che, circondando la stella, la comprime fino a far crollare la struttura atomica del suo nucleo e annientarlo. Al suo posto si forma un “buco nero” che ha un potere di risucchio immane su tutto ciò che lo circonda. Niente gli può resistere, neppure la luce. Anche i “fotoni” della luce e la loro onda elettromagnetica vengono risucchiati nel buco nero, schiacciati e azzerati. La luce che vi entra non può più tornare indietro. 

Gli scienziati affermano che il nostro Sole non dovrebbe diventare mai un buco nero perché non è gravato da onde gravitazionali tanto grandi da farlo implodere. Pare che le esplosioni termonucleari, con cui ci irradia di luce e calore, gli facciano da scudo. 

Tutti dovrebbero sentire la lezione di Oppenheimer per entrare nel mondo della fisica e, soprattutto, dovrebbero ascoltarlo i responsabili della Sanità Regionale Sarda. Avrebbe-ro la prova che accentrando i Servizi sanitari in un’unica “stella-ospedale” della sanità, e aumentando la for-za di attrazione gravitazionale a cui verrà sottoposta, è possibile creare un “buco nero”. 

Quel buco nero, al pari di quello dei Fisici, ha la capacità di risucchiare il Sistema degli ospedali provinciali che ruotano intorno ad esso e di distruggerli. Questo si sapeva già da tempo, tuttavia coloro che progettarono di accentrare tutta la Sanità a Cagliari non sapevano che una volta formato il “buco nero della Sanità”, esso genera problemi da cui è difficile tornare indietro. Adesso l’involuzione del nostro intero Sistema appare inarrestabile; per salvarsi si dovrebbe emigrare in un altro Sistema sanitario, oppure si potrebbe farne uno con i pesi sanitari equamente distribuiti su ognuna delle 8 province. 

Le disposizioni politiche che hanno portato al disastro sanitario a cui stiamo assistendo, iniziarono quando lo Stato nel 1992 iniziò a liberarsi delle sue pregiate proprietà come le Partecipazioni Statali e la Sanità Pubblica. Con le prime perdemmo il più grande polo minerario e industriale d’Italia che era nel Sulcis Iglesiente. Con la trasformazione della Sanità pubblica in una Sanità parzialmente privatizzata, iniziammo a perdere gli ospedali. 

Una quindicina d’anni fa nelle Regione Sardegna fu formulata la teoria dell’accentramento sanitario nell’Isola allo scopo di ridurre le spese. Per questo si pensò di sviluppare due poli sanitari: Cagliari e Sassari. Il polo più grosso doveva essere Cagliari. Poi con la teoria che fosse utile unificare la Amministrazioni delle 8 ASL sarde in una soltanto, si procedette a svuotare di poteri e di disponibilità economica le altre 7 ASL provinciali ,concentrando tutte le funzioni in “1” ASL regionale. Venne sostenuta l’idea che centralizzando gli acquisti e le assunzioni avremmo speso di meno. In realtà la spesa sanitaria aumentò mentre, al contrario, il servizio sanitario continuò a diminuire. Si teorizzò anche l’utilità di concentrare tutti gli investimenti per le nuove tecnologie in un unico centro sanitario regionale. Ciò venne fatto ma naturalmente questo comportò lo spostamento di finanziamenti dagli ospedali provinciali e quelli centrali (HUB). Ne derivò anche lo spostamento del personale sanitario dalla Provincia al Centro. Tale operazione non fu ostacolata perché nessuna delle altre 7 ASL poteva più assumere personale né fare acquisti, e ciò avvantaggiò l’unica ASL centralizzata. Era nato, per la Sanità, il più grande centro gravitazionale ospedaliero della Sardegna. 

Tale concentrazione di potere politico, di finanziamenti, di personale, di attrezzature, e di strutture tutte su Cagliari avviò un fenomeno che Oppenheimer avrebbe previsto, ma i politici e i teorici di stampo bocconiano non capirono. 

Così è stato fabbricato un “buco nero” sanitario che oggi Cagliari non può più sostenere. Il Brotzu non riesce più a proteggersi dalla forza di attrazione gravitazionale con cui ha attirato pazienti provenienti da tutta la Sardegna e, teoricamente, dovrebbe implodere. Non è un’esagerazione. L’ha fatto capire chiaramente l’allarme che abbiamo letto pochi giorni fa sui quotidiani lanciato dalla dottoressa Agnese Foddis, D.G. dell’Azienda Brotzu di Cagliari. 

Chi ha avuto l’esperienza di passare negli ospedali cagliaritani ha visto, toccato, udito il disagio provocato dalle barelle in “fila d’attesa” negli anditi dei reparti di degenza. 

I pazienti provenienti dalle province vogliono essere curati per quelle patologie gravi e urgenti che nessuno degli ospedali provinciali può più accettare e che il Brotzu ormai non può più assistere. 

Nelle Province molti stanno subendo l’umiliazione delle “liste di attesa” per ottenere una TAC, una Risonanza magnetica o visite specialistiche. 

Questo avviene nella più grande “Stella ospedaliera” in Sardegna, Cagliari, che sta implodendo nel suo buco nero. Purtroppo, quel buco nero, fabbricato da politici improvvidi, sta risucchiando e annientando il personale, le attrezzature e i finanziamenti spettanti agli altri ospedali provinciali. 

Questo buco nero adesso è incontrollabile e non si fermerà spendendo 12 milioni di euro per le “liste d’attesa”. 

Dopo il film “Oppenheimer” è fortemente consigliato leggere i quotidiani sardi e seguire le cronache della paralisi progressiva degli ospedali (Nuoro, Oristano, San Gavino, Iglesias, Carbonia). 

Che fare? I fisici nucleari ci risponderebbero che il Sole si difende dalle forze gravitazionali con proprie esplosioni termonucleari continue. Questo dovrebbero fare gli ospedali provinciali. Far riesplodere la loro vita con l’autonomia gestionale e la politica locale. Salverebbero se stessi e Cagliari. 

I Sindaci e i Politici forniti di coscienza propria ci assistano! 

Mario Marroccu

Una stagione in 180’. Il campionato di Eccellenza regionale ha espresso i verdetti della stagione regolare, con la promozione in serie D dell’Ilvamaddalena, raggiunta con 4 giornate di anticipo, e la qualificazione ai playoff di Ossese, Villasimius, Tempio e Ferrini. Sono retrocesse in Promozione regionale Bosa, Sant’Elena e Villacidrese, mentre la quarta squadra che saluterà la Eccellenza regionale verrà fuori dal playout tra la Tharros di Antonio Lai e il Carbonia di Diego Mingioni (andata a Carbonia il 5 maggio, alle 16.00; ritorno a Terralba il 12 maggio, alle 16.00).

Nelle ultime settimane il testa a testa finale tra due delle grandi tradizionali del calcio sardo, Carbonia e Tharros, era il play out più probabile ma andando indietro di due mesi, costituisce una sorpresa. Il 3 marzo, dopo le partite della decima giornata del girone di ritorno, la Tharros, sconfitta 1 a 0 a Calangianus, aveva 32 punti, 1 punto più della squadra gallurese, 9 più del Bosa e 11 più del Carbonia che, sconfitto 3 a 0 a La Maddalena, era 15°. La squadra di Diego Mingioni si trovava a 10 punti dalla 13ª posizione, virtualmente retrocessa, considerato che con più di 6 punti tra la 13ª (il Calangianus) e la 14ª (il Bosa), il playout non si sarebbe giocato e sarebbero retrocesse direttamente le ultime 4 classificate. Nelle ultime 7 giornate il Carbonia ha cambiato marcia, ha fatto meglio di tutte le dirette rivali e s’è guadagnata con pieno merito il play out: Carbonia 14 punti, Calangianus 10, Sant’Elena 8, Tharros 7, Bosa 6, Villacidrese 4.

Il Carbonia ha concluso la stagione regolare con una sconfitta di misura, ininfluente, con l’Ossese (goal partita di Riccardo Fancellu), dopo 6 risultati utili consecutivi (4 vittorie e 2 pareggi). Il Calangianus ha espugnato il campo del Bosa, a Bonorva, 2 a 0, e ha conquistato la salvezza con 41 punti, mentre la Tharros ha superato in rimonta l’Iglesias, 2 a 1, e ha confermato il 13° posto con 39 punti. Contro l’Ossese Diego Mingioni ha tenuto prudenzialmente in panchina Ernest Wojcik e Jesus Prieto in vista del playout già sicuro.

Nonostante la sconfitta, la squadra ha dimostrato di essere in salute e ha concluso la partita senza cartellini gialli, riuscendo ad evitare così provvedimenti disciplinari che avrebbero complicato la preparazione della doppia sfida di playout con la Tharros che affronta i playout con il vantaggio determinato dalla migliore posizione di classifica. Il regolamento, infatti, prevede che qualora, al termine dei due incontri (andata e ritorno), i tempi regolamentari terminassero in parità (non vale la regola delle reti segnate in trasferta e non sono previsti tempi supplementari), retrocederebbe nel campionato di Promozione il Carbonia, classificatosi al 14° posto nella stagione sportiva 2023/2024.

Il Carbonia affronta il playout con grande fiducia e con tutta la rosa a disposizione. è rientrato in gruppo ed è pronto al ritorno in campo il capitano Gabriele Dore, a lungo condizionato dagli infortuni.

«E’ la prima volta che ho a disposizione tutti i calciatori della rosa – ha detto Diego Mingioni al termine della partita persa con l’Ossese arriviamo bene a questo playout, perché stiamo tirando fuori prestazioni e risultati. Siamo pronti, siamo carichi e vogliamo vincere entrambe le partite, dobbiamo solo prepararci bene in settimana ed è bello viverla tutti insieme e poi andare a compiere l’impresa.»

Il doppio confronto della stagione regolare è terminato in parità. A Carbonia, nella 5ª giornata di andata, si impose 1 a 0 il Carbonia (allora allenato da Maurizio Ollargiu), con goal di Alessio Romanazzo (poi ceduto) al 60’; a Oristano, nella 5ª di ritorno, si impose 1 a 0 la Tharros con goal di Simone Calaresu al 35’.

Carbonia-Tharros verrà diretta da Nicola Nieddu di Sassari, assistenti di linea Alessandro Anedda di Cagliari e Mario Canu di Olbia.

Ossese-Ferrini verrà diretta da Vincenzo Melis di Ozieri, assistenti di linea Pietro Fae e Alessandro Cola di Ozieri.

Villasimius-Tempio verrà diretta da Rosanna Barabino di Sassari, assistenti di linea Andrea Nurra di Sassari e Luca Carboni di Ozieri.

Giampaolo Cirronis

Da venerdì 10 a domenica 12 maggio presso MuseoDiffuso.exe, Centro Esperienze Creative Ex Monte Granatico a Sant’Antioco in piazza Padre Bruno Orrù, si terrà All You Can Shoot Fest 2024. La seconda edizione del festival di fotografia analogica di All You Can Shoot prevede tre giornate di esposizioni, talk, presentazioni di libri, laboratori per grandi e piccini, musica e tanta fotografia!

Il festival nasce nel 2023 per diffondere e promuovere la pratica fotografica e in particolar modo quella analogica, riscoprendo così un modo lento e manuale di approcciarsi al mondo che vediamo e viviamo. L’obiettivo è quello di creare un momento di condivisione e scambio tra appassionati e curiosi della pratica fotografica e dei suoi utilizzi nella cultura visiva.
Il tema di questa edizione è “costruire memorie”: l’immagine è indissolubilmente legata alla memoria e la fotografia, in questo senso, agisce come mezzo per fissare i ricordi. Spesso pensiamo che la memoria abbia a che fare solo con il passato, essa invece ha a che fare anche con la nostra persistenza nel futuro. Vogliamo quindi essere costruttori del nostro futuro, mettendo in ordine o disordine e in movimento le molteplici immagini che lo rappresentano.
L’evento è organizzato da Ottovolante Sulcis APS in collaborazione con il comune di Sant’Antioco, all’interno del progetto MuseoDiffuso.exe.

Si è tenuta il 30 aprile scorso, a Perdaxius, sede del Comitato provinciale UNPLI APS, l’assemblea elettiva delle Pro Loco per il rinnovo degli organi istituzionali del Comitato UNPLI Provinciale APS.
Nella relazione introduttiva il presidente uscente Gianfranco Dessì, dopo aver salutato e ringraziato i consiglieri provinciali uscenti ed i presidenti delle Pro Loco, ha ricordato la figura dei consiglieri provinciali scomparsi di recente Gianni Baghino, presidente della Pro Loco
di Sant’Antioco e Pietro Armas, presidente della Pro Loco di San Giovanni Suergiu ai quali l’Assemblea ha tributato un caloroso applauso.

Nella sua relazione il presidente Gianfranco Dessì ha sottolineato la collaborazione con tutte le Pro Loco del territorio e, fatto una sintesi delle attività svolte durante l’ultimo mandato caratterizzato anche, da avvenimenti eccezionali come il Covid e da novità riorganizzative come il passaggio al terzo settore. Gianfranco Dessì ha altresì sottolineato l’importanza dell’Unpli Sardegna delegata a rappresentare le istanze delle Pro Loco associate, alle varie istituzioni. Ha ringraziato il presidente regionale UNPLI Sardegna APS, Raffaele Sestu, presente alla riunione, il quale ha illustrato il nuovo progetto che si sta organizzando a livello UNPLI Nazionale che coinvolgerà tutte le Pro Loco d’Italia sotto i 5.000 abitanti in collaborazione con l’Anci che riguarda il censimento di tutti beni culturali materiali e Immateriali dei territori che ogni Pro Loco rappresenta.
Il risultato delle elezioni per il quadriennio 2024/2028, ha confermato nella carica di presidente Gianfranco Dessì, presidente della Pro Loco di Perdaxius, mentre i consiglieri del nuovo comitato provinciale sono: Palmira Fracci, presidente della Pro loco di Masainas alla carica di
vicepresidente; Simona Stera, presidente della Pro Loco Villaperuccio, segretaria; Antonella Pintus, residente della Pro Loco di Fluminimaggiore, consigliere; Anna Rita Nioi, presidente della Pro Loco di Nuxis, consigliere; Maria Canu, presidente della Pro Loco di Portoscuso, consigliere; Salvatore Pintus, presidente della Pro Loco di San Giovanni Suergiu, consigliere.
E’ stato eletto inoltre il “Collegio dei Probiviri”, di nuova istituzione, composto da Giancarlo Pittoni, presidente della Pro Loco di Sant’Anna Arresi; Maurizio Pintus, presidente della Pro Loco di Musei e Gianfranco Marongiu, presidente della Pro Loco di Carbonia.
In conclusione, il confermato presidente Gianfranco Dessì ha espresso a tutti i presenti l’augurio per un proficuo lavoro, nel segno dell’unità e della collaborazione tra Pro Loco, i membri del nuovo Consiglio provinciale e degli altri organi per i prossimi 4 anni.