«Il Sulcis Iglesiente non può più vivere nell’incertezza. Dopo mesi di annunci e impegni assunti, è arrivato il momento che il Governo dia seguito alle parole con atti concreti.»
Lo hanno detto il presidente della provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, e il consigliere provinciale delegato all’Industria, Romeo Ghilleri, tornando sulle vertenze che interessano il polo industriale di Portovesme-Portoscuso.
«Nel mese di maggio il ministero delle Imprese e del Made in Italy aveva annunciato un calendario di incontri dedicati alle principali vertenze del polo industriale, con tavoli specifici su Eurallumina, Portovesme Srl (Glencore), Sider Alloys, Centrale Grazia Deledda e un tavolo tecnico dedicato agli appalti. A oggi, però, si è svolto soltanto il tavolo su Portovesme Srl, l’11 giugno scorso, conclusosi senza risposte concrete. Da allora, sulle altre vertenze è calato un silenzio che preoccupa lavoratori, imprese, istituzioni e l’intero territorio.»
Mauro Usai e Romeo Ghilleri ricordano come la strategicità del sito industriale di Portovesme sia stata ribadita più volte dallo stesso Governo.
«Se il polo industriale di Portovesme è davvero considerato strategico per il Paese, come più volte affermato dall’Esecutivo, è il momento che questa convinzione si traduca in decisioni, investimenti e tempi certi. Il territorio non può continuare a vivere di annunci mentre centinaia di famiglie attendono risposte sul proprio futuro.»
La Provincia riconosce il percorso di confronto avviato dalla Regione Sardegna.
«La Regione ha manifestato disponibilità a sostenere il territorio e ad accompagnare il confronto istituzionale con il Governo, anche portando le vertenze all’attenzione di Palazzo Chigi. È un lavoro che va proseguito con determinazione, affinché si arrivi rapidamente alla convocazione di tutti i tavoli ancora in sospeso.»
L’appello della Provincia è rivolto soprattutto al Governo nazionale.
«Chiediamo al ministro Adolfo Urso e al Governo di rispettare gli impegni assunti e di convocare senza ulteriori rinvii tutti i tavoli annunciati. Il Sulcis Iglesiente non può essere lasciato in una situazione di attesa permanente. Servono una strategia industriale chiara, un cronoprogramma definito e scelte capaci di garantire continuità produttiva, tutela dell’occupazione e sviluppo. Il nostro territorio ha già dato tanto al sistema industriale nazionale e oggi merita rispetto, attenzione e risposte concrete.»
«La Provincia continuerà a fare la propria parte, al fianco dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali e degli enti locali, affinché il futuro del polo industriale di Portovesme resti una priorità nell’agenda del Governo. Il tempo delle promesse è finito: ora servono fatti.»
Luca Manzella, vice presidente EMEA di Energy Vault, società globale specializzata in infrastrutture energetiche a supporto della stabilità delle reti elettriche e delle infrastrutture di nuova generazione dedicate all’intelligenza artificiale (AI) e all’High Performance Computing (HPC), ha incontrato ieri il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, per illustrare lo stato di avanzamento del progetto Digital Vault Sulcis e presentare formalmente la richiesta affinché venga riconosciuto come iniziativa di interesse strategico nazionale.
Digital Vault Sulcis è il progetto di AI Factory di Energy Vault dedicato allo sviluppo nell’ex sito minerario di Nuraxi Figus, nel Sulcis Iglesiente, in Sardegna. L’iniziativa punta a riconvertire un sito industriale dismesso, in un polo di infrastrutture digitali sostenibili dedicato all’intelligenza artificiale, al cloud computing, all’High Performance Computing e ad applicazioni che richiedono un’elevata capacità di elaborazione dei dati.
Il progetto prevede uno sviluppo modulare e scalabile, con una prima fase da circa 20 MW e una capacità complessiva del campus di circa 100 MW nell’arco di un piano di sviluppo decennale.
Questo approccio consentirà di avviare rapidamente una prima fase operativa, accompagnando poi l’espansione del campus in funzione della domanda del mercato, della disponibilità della rete elettrica e dello sviluppo delle infrastrutture.
Digital Vault Sulcis è in linea con gli obiettivi del programma europeo IPCEI-CIS (Important Projects of Common European Interest – Next Generation Cloud Infrastructure and Services), volto a sostenere lo sviluppo delle infrastrutture cloud ed edge di nuova generazione, oltre che con la strategia italiana per il rafforzamento di infrastrutture digitali sovrane, sicure e sostenibili.
Uno dei pilastri del progetto è la sostenibilità. Il campus dovrebbe essere alimentato prevalentemente da un mix di fonti di energia rinnovabile, tra cui impianti fotovoltaici, integrati con sistemi ibridi di accumulo energetico e tecnologie di raffreddamento sviluppate da Energy Vault. Il sito è, infatti, progettato per integrare in un’unica piattaforma dedicata all’intelligenza artificiale le infrastrutture energetiche, i sistemi di accumulo, le tecnologie di controllo, i sistemi di raffreddamento e data center modulari ad elevati standard di sicurezza.
Il progetto fortemente voluto e sostenuto dalla Regione Sardegna, punta inoltre a generare importanti ricadute economiche per il territorio del Sulcis Iglesiente. Attraverso significativi investimenti diretti nell’area, sono previsti il coinvolgimento delle imprese locali nelle attività di costruzione e gestione del campus e la possibilità di riqualificare e ricollocare il personale attualmente impiegato nelle attività di sicurezza e manutenzione del sito minerario.
Il sito di Nuraxi Figus offre caratteristiche fisiche e ambientali particolarmente favorevoli per ospitare infrastrutture digitali sicure. Gli spazi sotterranei della miniera, situati a circa 150 metri di profondità, offrono infatti condizioni che potrebbero risultare ideali per applicazioni di calcolo ad alta sicurezza, che richiedono una protezione fisica avanzata di dati e infrastrutture, come quelle impiegate nei settori della difesa, della sanità, della ricerca scientifica e in altri ambiti strategici.
Il sito potrà inoltre beneficiare della crescente infrastruttura digitale della Sardegna, che comprende reti di connettività a supporto di importanti iniziative scientifiche, come il progetto Einstein Telescope, oltre ai collegamenti in fibra ottica sottomarina progettati per garantire connessioni ad alta velocità e ad elevata resilienza tra l’isola e le principali reti europee.
«Abbiamo avuto un confronto molto costruttivo con il Ministro Urso sull’avanzamento del progetto Digital Vault Sulcis e abbiamo formalmente richiesto che venga riconosciuto come iniziativa di interesse strategico nazionale – ha dichiarato Luca Manzella, vice presidente EMEA di Energy Vault -. Un simile riconoscimento consentirebbe alla Regione Sardegna di accelerare l’iter autorizzativo dei primi moduli del data center, creando un’importante opportunità di sviluppo per la Sardegna e per l’intero Paese.»
«Digital Vault Sulcis consentirebbe di dare nuova vita a un sito minerario dismesso che altrimenti sarebbe destinato alla chiusura, preservando il patrimonio di competenze industriali maturato nel sito, creando nuove opportunità di riqualificazione professionale per i lavoratori e trasformando asset pubblici e industriali esistenti in infrastrutture sostenibili dedicate all’intelligenza artificiale e all’High Performance Computing – ha aggiunto Luca Manzella -. Il progetto può contribuire a rafforzare la sovranità digitale dell’Italia, consolidare le infrastrutture nazionali dedicate ai dati, attrarre investimenti tecnologici ad alto valore aggiunto e definire un nuovo modello di riconversione per i siti industriali dismessi. Abbiamo riscontrato grande interesse e disponibilità da parte del Ministro Urso e del suo staff – ha concluso Luca Manzella -. Siamo fiduciosi che questo progetto possa rappresentare un contributo concreto alla realizzazione di una rete nazionale di data center sempre più distribuita, sicura e sostenibile, con il Sulcis destinato a costituirne il primo tassello.»
Energy Vault
Energy Vault® sviluppa, realizza e gestisce soluzioni di accumulo di energia su utility scale progettate per trasformare l’approccio globale allo stoccaggio sostenibile dell’energia. L’offerta completa dell’azienda comprende tecnologie proprietarie di accumulo tramite batterie, sistemi gravitazionali e idrogeno verde, in grado di rispondere a un’ampia gamma di esigenze dei clienti, garantendo un dispacciamento e un’ottimizzazione del sistema energetico sicuri e affidabili.
Ogni soluzione di accumulo è supportata dal sistema proprietario di gestione dell’energia (Energy Management System – EMS) e dalla piattaforma di integrazione tecnologicamente agnostica sviluppati da Energy Vault. Unico nel settore, il portafoglio di tecnologie innovative dell’azienda è progettato per offrire soluzioni di accumulo personalizzate a breve, lunga e lunghissima durata (multi-day/ultra-long duration), consentendo a utility, produttori indipendenti di energia (IPP) e grandi utilizzatori industriali di ridurre significativamente il costo livellato dell’energia (LCOE), mantenendo al contempo elevati standard di affidabilità della rete elettrica.
Dal 2024 Energy Vault ha inoltre implementato una strategia di asset management denominata “Own & Operate”, sviluppata per generare flussi di ricavi prevedibili, ricorrenti e ad alto margine attraverso contratti di tolling, rafforzando il posizionamento della società e sostenendone la crescita in un mercato delle infrastrutture per l’accumulo energetico in rapida evoluzione.

Si è svolto stamane un nuovo tavolo al Mimit dedicato ad un aggiornamento della vertenza della Portovesme Srl. Nel corso dell’incontro, inserito nel quadro dei tavoli di crisi del Sulcis Iglesiente – una delle principali aree minerarie del Paese – l’azienda ha confermato il proseguimento del progetto litio-black mass, incluso tra gli interventi strategici europei previsti dal Critical Raw Materials Act, pur in presenza di criticità normative e di mercato che ne rallentano l’attuazione. Prosegue, inoltre, la collaborazione con il Ministero e Invitalia volta a individuare nuovi soggetti industriali interessati alle aree sottoutilizzate del sito. La società ha altresì rappresentato lo stato di avanzamento del progetto sul bismuto che procede secondo le fasi tecniche previste.
«Abbiamo creduto fin dall’inizio in Portovesme quale polo strategico per il riciclo e la raffinazione delle materie prime critiche. Il progetto Glencore procede, ma ora servono interventi mirati per accelerarne l’attuazione e rafforzarne la sostenibilità industriale – ha affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso -. L’autonomia europea si costruisce anche trattenendo nel continente le risorse necessarie alle nostre filiere. Non possiamo parlare di economia circolare se lasciamo uscire dal nostro sistema produttivo batterie esauste, pannelli fotovoltaici e altri rifiuti industriali che contengono materie prime critiche. Ci stiamo muovendo in Europa per fermare questa dispersione strategica e, allo stesso tempo, in Italia con un intervento normativo che presenteremo a breve che favorisca riciclo, raffinazione e riutilizzo dei materiali. È la stessa visione che sostiene la candidatura italiana a ospitare il primo sito pilota europeo di stoccaggio delle materie prime critiche, che discuterò domani a Porto Marghera con il vicepresidente esecutivo Stéphane Séjourné.»
In parallelo, prosegue anche il progetto per il recupero delle materie prime critiche da residui minerari, coordinato dal Ministero e sviluppato con Regione Sardegna, Portovesme Srl, Carbosulcis, IGEA ed Ecotec, nell’ambito del quale la Regione Sardegna ha recentemente stanziato le risorse necessarie per avviare il campionamento degli abbancamenti contenenti materie prime critiche. Parallelamente è in corso una revisione del quadro normativo per consentire l’utilizzo di tali materiali e rafforzare il coordinamento con il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, così da accelerare l’attuazione degli interventi.
L’obiettivo è trasformare il Sulcis in un polo avanzato di economia circolare, capace di rappresentare un modello al livello nazionale ed europeo.
La presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde e l’assessore dell’Industria Emanuele Cani hanno incontrato questa mattina una delegazione dei sindacati metalmeccanici FIOM-CGIL, FSM-CISL e UILM-UIL. Al termine della riunione, la presidente Alessandra Todde è scesa a incontrare il centinaio di lavoratori in sciopero e in presidio sotto la sede della Regione di viale Trento per denunciare la gravissima situazione del polo industriale del Sulcis Iglesiente.
Al tavolo istituzionale, alla presenza anche del sindaco di Portovesme Ignazio Atzori e del vicepresidente della Provincia Gianluigi Loru, i rappresentanti sindacali hanno illustrato una crisi oramai drammatica e ulteriormente peggiorata rispetto allo scorso anno, rappresentata a suo tempo anche dai rapporti di Confindustria Meridionale Sardegna e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Al centro della vertenza: Sider Alloys (ex Alcoa), Euroallumina, Portovesme Srl e l’indotto della centrale Enel “Grazia Deledda”, oggi sostanzialmente improduttiva. Decine di lavoratori diretti e dell’indotto vedono a rischio retribuzioni e posti di lavoro.
La presidente Alessandra Todde e l’assessore Emanuele Cani hanno raccolto il grido di dolore del territorio, esprimendo piena solidarietà personale e istituzionale. La Regione Sardegna intensificherà l’azione verso il Governo affinché vengano finalmente rispettati gli impegni assunti e si costruisca un futuro industriale moderno, sostenibile e credibile per il Sulcis Iglesiente e per tutta la Sardegna. Azione che vede in sintonia la Giunta regionale con le Confederazioni sindacali CGIL, CISL e UIL da sempre impegnate sullo stesso fronte.
Nel suo intervento, l’assessore dell’Industria Emanuele Cani ha comunicato ai sindacati di «preparare il tavolo al Ministero dell’11 giugno con i consueti incontri con tutti i sindacati per fissare un punto di vista comune per costruire una dimensione regionale che punti a risolvere tutte le vertenze del Sulcis. Il governo in primis deve assumersi le sue responsabilità».
La presidente Alessandra Todde è stata netta: «Non permetteremo al governo di fare un unico calderone tra vertenze diverse che vanno risolte singolarmente, pretenderemo che ogni singola vertenza sia risolta rispetto alla sua specifica situazione. Con voi sindacati ci siamo visti a febbraio per risolvere il problema della cessazione dello strumento della mobilità in deroga e ci siamo riusciti. In questi due mesi però la situazione delle singole vertenze è peggiorata e l’11 giugno quindi chiederemo al governo soluzioni e impegni precisi, senza perdere ulteriore tempo».
«Non bastano più soluzioni tampone – ha continuato Alessandra Todde – per garantire la mera sussistenza delle famiglie dei lavoratori. Non sono più tollerabili ritardi, atteggiamenti dilatori e inadempienze da parte delle istituzioni nazionali e di imprese come Sider Alloys, sostenute con risorse pubbliche ma totalmente inadempienti agli impegni presi sin dal loro insediamento in Sardegna.»
Sindacati e Regione si attendono che nell’incontro convocato dal ministero l’11 giugno il ministro Adolfo Urso porti al tavolo soluzioni concrete, serie e tempestive. In caso contrario, la presidente Alessandra Todde e l’assessorato dell’Industria convocheranno immediatamente un nuovo confronto con le organizzazioni sindacali regionali e territoriali per definire una linea di azione comune, incisiva e risolutiva che contempli il passaggio di tutte le vertenze del Sulcis alla presidenza del Consiglio dei ministri.
La presidente Alessandra Todde è poi scesa in mezzo ai lavoratori in attesa al presidio sotto viale Trento spiegando direttamente gli impegni: «La Regione è con voi in tutte le sue forme, dobbiamo portare al ministero una visione unitaria e chiedere al governo di lavorare per trovare delle soluzioni concrete. Il Sulcis è un’area industriale strategica del Paese esattamente come Taranto o Bagnoli. La Regione e tutte le istituzioni del territorio non si faranno prendere in giro», ha concluso la presidente della Regione tra gli applausi dei lavoratori.
«La Sardegna non ha mai detto no alla transizione energetica. Al contrario, è tra le poche regioni che ha affrontato il tema con serietà istituzionale, individuando le aree idonee sufficienti a rispettare gli impegni europei e accompagnare la dismissione delle centrali a carbone.»
L’assessore regionale degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, e l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani, hanno replicato così alle dichiarazioni del ministro Adolfo Urso, che ha chiesto un’accelerazione repentina alla Regione nelle autorizzazioni per l’installazione degli impianti di energie rinnovabili.
«La transizione energetica va fatta ed è proprio perché ne siamo convinti che riteniamo indispensabile governarla. Le istituzioni hanno il dovere di contemperare gli obiettivi energetici con la tutela del territorio», hanno aggiunto i due assessori.
Francesco Spanedda ed Emanuele Cani hanno ricordato inoltre che molte delle iniziative oggi ferme o contestate «non sono oggetto di rilievi soltanto da parte della Regione Sardegna, ma anche del ministero della Cultura, a dimostrazione del fatto che il rapporto tra sviluppo energetico, ambiente e paesaggio è complesso e non può essere liquidato con slogan o scorciatoie normative».
«La questione si risolve realizzando gli impianti nelle aree effettivamente compatibili, attraverso istruttorie serie e rigorose. Se fin dall’inizio si fosse scelto di localizzare gli impianti in aree degradate, antropizzate o già compromesse dal consumo di suolo, invece di inseguire procedure accelerate e forzature normative, oggi il percorso verso una transizione energetica giusta, sostenibile e rispettosa del paesaggio sarebbe molto più avanzato», hanno concluso Francesco Spanedda ed Emanuele Cani.
«Cogliamo con favore la convocazione da parte del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, di un nuovo tavolo sulle tre principali vertenze del Sulcis Iglesiente – Eurallumina, Sider Alloys e Portovesme Srl – il 3 giugno prossimo.»
Lo ha detto questa sera l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha convocato per mercoledì 3 giugno, alle ore 11.00, a Palazzo Piacentini, un nuovo tavolo sulle tre principali vertenze del Sulcis Iglesiente legate al polo industriale di Portovesme (Eurallumina, Sider Alloys e Portovesme Srl).
La riunione è stata convocata dal ministro Adolfo Urso, d’intesa con la Regione Sardegna, a seguito di un confronto con l’assessore dell’Industria, Emanuele Cani, sui principali dossier industriali e sulle crisi aziendali dell’isola.
L’incontro sarà dedicato a un aggiornamento complessivo delle tre vertenze, per verificare gli sviluppi più recenti, valutare le prospettive industriali e occupazionali e definire le possibili azioni a sostegno del sistema produttivo del territorio.