6 February, 2023
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Il programma del festival Pensieri e Parole – Libri e Film all’Asinara, evento che da anni indaga i rapporti tra la scrittura cinematografica e quella letteraria, si chiuderà martedì 12 e mercoledì 13 novembre 2019 con una due giorni di workshop e conferenze intensive e residenziali organizzata da Cinearena in collaborazione con la Fondazione Sardegna Film Commission e con il coinvolgimento del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università di Sassari.

Il workshop, che vedrà la partecipazione di importanti relatori, si terrà a Sassari presso il Dipartimento, dove confluiranno gli studenti dei corsi di cinema, antropologia visuale, letteratura e lingue straniere, sociologia e studi geografici dai diversi atenei isolani e da diverse scuole professionali nonché dalle scuole di cinema nazionali partner del progetto.

Il programma del workshop si snoderà in due giornate: martedì 12 novembre avrà luogo “Scrivere PER Cinema & TV”, che vedrà la presenza di Ivan Carlei, vicedirettore di Rai Fiction, Daniele Cesarano, direttore della Fiction Mediaset, e del regista Antonello Grimaldi, past President della Fondazione Sardegna Film Commission, che modererà l’incontro. Esso affronterà tematiche relative a tecniche e stili di elaborazione testuale per la serialità internazionale, prodotti destinati ai broadcastercome Rai e Sky e destinati ai listini produttivi degli over the top globali come Netflix, Amazon e Apple.

La seconda giornata sarà invece dedicata al tema “Scrivere DI Cinema & TV”. Interverrà il critico cinematografico Antonello Catacchio e modererà Sante Maurizi, direttore artistico di Pensieri e Parole. Questa sessione di lavoro sarà focalizzata sui temi della scrittura di Cinema intesa come critica: si proporrà un potenziamento delle esistenti competenze ed un approfondimento delle caratteristiche della scrittura critica e analitica dell’opera cinematografica, orientando i partecipanti ad un posizionamento del proprio lavoro nel mercato editoriale e multimediale nazionale.

«Chiudiamo l’edizione 2019 del festival  – ha dichiarato Sante Maurizi – fedeli a un’idea di promozione del  cinema, della fiction in genere, attraverso la scrittura e viceversa. Oggi si fa un gran parlare della serialità che supera il cinema, o della critica cinematografica al tramonto. Abbiamo ospiti ai massimi livelli dei due mondi della fiction e della critica con i quali sarà interessante misurarsi. E ci fa particolarmente piacere la collaborazione con l’Università: sono i giovani i destinatari primi delle nostre attività, così come a marzo avevamo coinvolto decine di studenti con il concorso Scrivi la tua recensione

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Entra nel vivo a Carloforte Creuza de Mà, il festival di musica per il cinema ideato e diretto dal regista Gianfranco Cabiddu, che fino a domenica (15 settembre) vive nel paese sull’isola di San Pietro la prima parte della sua edizione numero tredici (la seconda tranche è in programma a Cagliari dall’11 al 14 ottobre).

La giornata si è aperta con l’incontro degli allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di Cinema in residenza al festival, con il regista Bonifacio Angius, protagonista della giornata inaugurale ieri con il suo film “Ovunque proteggimi” e con “Destino”, il cortometraggio che ha presentato nei giorni scorsi come evento speciale di chiusura dello Short Italian Cinema alla Settimana Internazionale della Critica, la sezione organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani nell’ambito della Mostra del Cinema di Venezia.

Anche lui sassarese, come Bonifacio Angius, Antonello Grimaldi firma la regia di “Restiamo amici“, il suo ultimo film (uscito nelle sale lo scorso 4 luglio) in programma alle 19.00, al cinema “Cavallera”, con musiche di Pivio e Aldo De Scalzi – entrambi ospiti di Creuza de Mà – e con l’attore Michele Riondino tra i protagonisti, che sarà presente alla proiezione introdotta dal “maestro di cerimonie” di questa edizione del festival, Neri Marcorè.

Al poliedrico artista marchigiano spetterà poi il compito di lanciare anche il secondo film in visione domani (mercoledì 11) alle 21.30, “Lucania – Terra sangue e magia”, opera recente di Gigi Roccati, in sala a Carloforte insieme all’attrice Angela Fontana.

Alle 23.00 il festival si trasferisce ai Giardini di Note, lo spazio all’aperto dedicato alla programmazione di tarda sera. In programma i cortometraggi di due giovani talenti della direzio.00ne, freschi di diploma al CSC, il Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di Cinema: il napoletano Giovanni Dota con “Una cosa mia” (2018) e Veronica Spedicati con “Il nostro tempo” (2019), il suo corto di diploma, premiato pochi giorni fa per la Migliore Regia alla Settimana Internazionale della Critica, la sezione organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani nell’ambito della Mostra del Cinema di Venezia.

Chiusura di serata nel segno della musica dal vivo, protagonisti due artisti sardi: Mauro Palmas con i suoi strumenti a corda – mandola, mandoloncello, liuto cantabile -, ed il compositore elettronico e live performer Arrogalla, al secolo Francesco Medda. Un live originale dove contemporaneo e tradizione, prova dell’universalità del linguaggio musicale e della sua capacità di veicolare messaggi, sentimenti ed emozioni al di là dei generi.

Tutti gli appuntamenti in programma sono a ingresso gratuito.

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Creuza de Mà ai blocchi di partenza: da domani – martedì 10 – e fino a domenica, il festival di musica per il cinema ideato e diretto dal regista Gianfranco Cabiddu, per l’organizzazione dell’associazione culturale Backstage, pianta le tende a Carloforte per la prima parte della sua edizione numero tredici (la seconda, come annunciato, è in programma a Cagliari, dall’11 al 14 ottobre).

Per sei giorni, il paese sull’Isola di San Pietro – davanti alla costa sudoccidentale sarda – con le sue piazze, i suoi carrugi e gli splendidi scorci marini che lo circondano – farà ancora una volta da cornice a questo festival interamente focalizzato sul rapporto fra l’arte dei suoni e l’ottava Musa, tra immagini in movimento e suono. Un rapporto da esplorare, e gustare, secondo una formula ben collaudata nelle precedenti dodici edizioni, attraverso proiezioni di film e documentari, masterclass, concerti e incontri con musicisti, registi, attori: ecco dunque, tra i protagonisti, autori di colonne sonore come il duo Pivio e Aldo De Scalzi, gli attori Angela Fontana e Michele Riondino (qui anche nella veste di cantante e musicista), registi come Marco Danieli ed i sardi Antonello Grimaldi e Bonifacio Angius, fresco della partecipazione alla Mostra del Cinema di Venezia, così come Igort, il fumettista cagliaritano all’esordio alla regia con “5 è il numero perfetto”, in concorso alle Giornate degli Autori. Da Venezia sbarca a Carloforte anche la giovane Veronica Spedicati, cinta dell’alloro per la Migliore Regia alla Settimana Internazionale della Critica con il suo corto “Il nostro tempo”. E poi ancora, tra i sardi, lo stesso Gianfranco Cabiddu, reduce dal successo di “Il Flauto Magico di Piazza Vittorio”, da lui diretto assieme a Mario Tronco, anche questi presente a Creuza de Mà così come la cantante Petra Magoni, che nel film indossa i panni della Regina della Notte; mentre nel “cast” del festival un ruolo d’eccezione è affidato a Neri Marcorè: spetterà infatti al poliedrico artista marchigiano il compito di introdurre le proiezioni, piatto forte del cartellone.

La sei giorni nel paese dove il festival è nato nel 2007 e in cui affonda le sue radici, si snoderà principalmente tra i due cinema carlofortini, il “Mutua” ed il “Cavallera”, e nello spazio del “Giardino di Note” per gli appuntamenti di tarda sera. Ma il primo appuntamento in agenda – domattina (martedì 10) alle 10.30, è a Villa Aurora per l’incontro metodologico degli allievi del secondo anno del Centro Sperimentale di Cinematografia – classi di Suono, Montaggio, Regia e CSCLab Musica in residenza anche quest’anno al festival. Creuza de Mà prosegue così la sua missione formativa, avviata in occasione della sua decima edizione con il Corso di scrittura di musica per cinema dedicato a Sergio Miceli, guidato da Franco Piersanti e che vede come presidente onorario Ennio Morricone. Nei giorni successivi, gli incontri (tutti con inizio alle 10.30) si sposteranno al Cinema Mutua: aperti anche al pubblico, racconteranno il lavoro del regista con musicisti, montatori e suono attraverso le testimonianze e i contributi degli ospiti del festival.

Domani pomeriggio (martedì 10) tiene banco Bonifacio Angius nelle proiezioni – introdotte da Neri Marcorè – in programma al cinema “Cavallera” a partire dalle 18.30. Il regista sassarese porta in dote a Carloforte “Destino”, il cortometraggio presentato nei giorni scorsi come evento speciale di chiusura dello Short Italian Cinema alla Settimana Internazionale della Critica, la sezione organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani nell’ambito della Mostra del Cinema di Venezia. A seguire “Ovunque proteggimi”, il suo lungometraggio dello scorso anno, con Alessandro Gazale e Francesca Niedda, e le musiche di Carlo Doneddu.

La prima serata porta sul palco del cinema “Mutua”, con inizio alle 21.30, un appuntamento immancabile di Creuza de Mà: il concerto della Banda Musicale Città di Carloforte “Angelo Aste” che farà gli onori di casa con un programma di brani tratti da famose colonne sonore appositamente arrangiati.

Poi, a chiudere la giornata inaugurale, alle 23, primo appuntamento nello spazio all’aperto dei “Giardini di Note”; a inaugurare la sezione notturna del festival, intitolata Round Midnight, sarà uno speciale omaggio a un grande maestro di musiche per il cinema: “Ryuichi Sakamoto: Coda” (2017), per la regia di Stephen Schible, è un ritratto del famoso compositore e musicista giapponese che permette di fare il punto sulla sua arte, sul suo lavoro nel mondo del cinema e sul suo particolare rapporto con la natura.

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Musica e cinema tornano ad abbracciarsi a Carloforte sotto l’insegna di Creuza de Mà. Dal 10 al 15 settembre, il paese tabarchino accoglie la tredicesima edizione del festival diretto dal regista Gianfranco Cabiddu, per l’organizzazione dell’associazione culturale Backstage: una delle rare manifestazioni – la prima in Italia – interamente dedicate al rapporto fra l’arte dei suoni e l’ottava Musa. Un terreno di indagine da esplorare, e gustare, attraverso proiezioni di film e documentari, masterclass, concerti, incontri con musicisti, registi, attori, e altro ancora, secondo una formula ben collaudata. Una formula che il festival svilupperà ancora, dopo Carloforte, nella sua seconda parte, in programma, come è ormai consuetudine, a Cagliari, dall’11 al 14 ottobre, il cui cartellone verrà presentato prossimamente in un’apposita conferenza stampa.
Si comincia, dunque, martedì 10 settembre nel paese dove il festival è nato nel 2007 e in cui affonda le sue radici. Tra gli ospiti più attesi, gli attori Angela Fontana e Michele Riondino (qui anche nelle vesti di musicista), autori di colonne sonore come il duo Pivio ed Aldo De Scalzi, registi come Marco Danieli, Antonello Grimaldi, Bonifacio Angius, Igort e lo stesso Gianfranco Cabiddu, reduce dal successo di “Il Flauto Magico di Piazza Vittorio”, il film musicale da lui diretto assieme a Mario Tronco, presente anch’egli con la cantate e attrice Petra Magoni. Un ruolo d’eccezione è affidato a Neri Marcorè: sarà proprio il poliedrico artista – attore, conduttore, comico ma anche cantante e musicista – il “maestro di cerimonie” della tredicesima edizione di Creuza de Mà, presente a Carloforte, per introdurre proiezioni e serate.Il programma della sei giorni sull’isola di San Pietro si snoderà principalmente tra i due cinema, il “Mutua” ed il “Cavallera”, e nello spazio del Giardino di Note, con un’apertura a Villa Aurora e con il consueto concerto al tramonto nella cornice mozzafiato dell’oasi naturale di Capo Sandalo: uno degli eventi più suggestivi e attesi, quest’anno affidato (nella penultima serata, sabato 14) all’arpa di Marcella Carboni e al sax di Simone Alessandrini, con le suggestioni dello scouting sonoro di Stefano Campus.
 

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Il “Sardinia Film Festival – XIV edizione” riparte con una seconda anteprima sassarese ricca di proiezioni, prime visioni e tanti eventi collaterali. Dopo l’Accademia delle Belle arti, ad accogliere il Premio internazionale dedicato al cortometraggio, dal 24 al 26 giugno sarà il meraviglioso scrigno di Palazzo di Città.

Al Civico, il festival organizzato dal Cineclub Sassari ripartirà lunedì pomeriggio, alle 15.00, con le proiezioni delle opere in concorso: il primo lavoro è “Rwanda” del regista italiano Riccardo Salvetti (Fiction), il secondo “Grrl!” dello spagnolo Daniel Suberviola (Documentary) ed il terzo “In her shoes” dell’italiana Maria Iovine (Fiction).

Alle 18, un appuntamento dedicato all’universo femminile, sarà la tavola rotonda “Focus Donna”, realizzata in collaborazione con l’associazione “noiDonne2005”. Al fine di esplorare storie universali al femminile da più punti di vista, interverranno Carla Bassu, docente associata di Diritto Pubblico comparato nell’Università di Sassari, Romina Deriu, sociologa e docente dell’Accademia turritana ed Elisabetta Sedda, curatrice del libro “Post pink”, antologia del fumetto al femminile che raccoglie nove “versioni” di donna, ognuna illustrata da una diversa fumettista. A moderare sarà invece Giusi Marrosu, presidente dell’associazione noiDonne2005.

Alle 19.30 riprendono le proiezioni con il film “My name is Julita” del regista polacco Filip Dzierżawski (Fiction), quindi i due lavori italiani “[a-live] – da una storia vera” di Alice Rotiroti (Fiction) e “Sottovuoto” di Elena Fiorenzani (Fiction).

Martedì 25 giugno si parte dal mattino con la masterclass in Sceneggiatura a cura di Filippo Kalomenidis, sceneggiatore cinematografico e televisivo, autore di serie TV e head writer, nonché di spot pubblicitari e di romanzi.

Le proiezioni riprendono nel pomeriggio. A partire dalle 16 arrivano i lavori “The sun on the skin” di Massimo Bondelli (Documentary) e “Italia 70 – 10 anni di piombo” di Omar Pesenti (Documentary).

Molto atteso è “L’ultimo pizzaiolo” di Sergio Naitza, che sarà presentato alle 20 dallo stesso autore in prima visione assoluta. È un Viaggio nelle sale cinematografiche della Sardegna chiuse, abbandonate e decadenti, per raccontare un pezzo di memoria collettiva dei sogni di celluloide e immortalare questi luoghi prima che vengano cancellati dal profilo urbano di città e paesi. Con i ricordi e gli aneddoti di tre anziani proiezionisti (un mestiere soppresso dalla tecnologia) e dello storico distributore di “pizze”, le bobine dei film in pellicola. Appunto “l’ultimo pizzaiolo“.

Subito dopo un’altra proiezione in anteprima, anche questa attesissima, quella del film “Restiamo amici”, del regista sassarese Antonello Grimaldi, una fiction con Violante Placido e Michele Riondino, tratta dal romanzo “Si può essere amici per sempre” di Bruno Burbi. A presentare l’opera lo stesso Grimaldi, accompagnato dal noto attore Vincenzo Marescotti.

Il 26 giugno a partire dalle 18.00, la terza e ultima serata di proiezioni vedrà succedersi nell’ordine, per la Vetrina Sardegna, “Still here” di Chiara Porcheddu, “Peeping Nicholas” di Emanuel Cossu, “Are your thoughts your own?” di Matteo Zara (girato nel Regno Unito) e “Klepsydra” di Adriana Perra.

All’interno della carrellata sarà inserito  lo Speciale Cineclub Sassari “Ricordando Nando”, dedicato alla figura di Nando Scanu, figura fondamentale del Sardinia film festival scomparsa lo scorso anno.

Alle 20.30 un’altra prima visione molto attesa, quella della pellicola restaurata di “Altura”, primo film girato in Sardegna nel dopoguerra, precisamente nel lontano 1949, dal regista Mario Sequi. Sono protagonisti gli attori Eleonora Rossi Drago, Massimo Girotti e Roldano Lupi, con musiche di Ennio Porrino. Sarà presente il presidente de Il Gremio dei Sardi di Roma, Antonio Maria Masia.

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Quindici giorni di appuntamenti in quattro diverse località del nord Sardegna, centoventi proiezioni in lingua originale e sottotitolate, ben diciotto prime europee e tante altre nazionali, oltre duemila opere totali pervenute al concorso. E ancora ospiti d’eccezione, concerti, incontri e masterclass.

Sono i numeri della XIV edizione del Sardinia Film Festival, il premio internazionale organizzato dal Cineclub Sassari dedicato al cortometraggio, divenuto uno degli appuntamenti più attesi nell’isola per il cinema indipendente. Sono coinvolti i comuni di Sassari, Villanova Monteleone, Bosa e Alghero, per un circuito che comprende fiction, documentari, animazioni, sperimentali e videoart.

«Quest’anno si registra un forte incremento di opere dall’ampia tematica sociale che arrivano soprattutto da paesi in via di sviluppo – ha affermato il direttore artistico Carlo Dessì -. Provengono dalle zone del nord-Africa, dal Medi Oriente, dal Sudamerica e dall’Asia, e non a caso presentano spesso una particolare attenzione alla condizione della donna, ai diritti umani e al lavoro. Questa è la prima edizione senza Nando Scanu, decano e socio fondatore del Cineclub – ha proseguito Dessì – e cercheremo di rendere onore alla grande eredità che ci ha lasciato».

«Ci siamo organizzati per offrire al nostro pubblico una visione privilegiata di punti di vista diversi e restare collegati alla cose del mondo», è il commento del presidente Angelo Tantaro.

Il programma è stato presentato oggi nel corso di una conferenza stampa all’Aeroporto Sogeaal di Alghero, alla presenza del direttore artistico Dessì, della project manager Marta Manconi, della direttrice della Fondazione Sardegna Film Commission Nevina Satta, del regista Antonello Grimaldi, dei sindaci e degli amministratori dei comuni coinvolti, del garante per i diritti dei detenuti Mario Dossoni, del capo area trattamentale Ilenia Troffa e dell’attivista per le politiche di genere Maria Francesca Fantato.

Il festival sarà anticipato da un’anteprima di due giorni il 14 e 15 giugno all’Accademia Mario Sironi di Sassari, dove saranno proiettati i corti della sezione Experimental e Videoart. Si riparte con una seconda anteprima il 24, 25 e 26 giugno a Palazzo di Città, che accoglie i segmenti Vetrina Italia e Vetrina Sardegna e numerosi eventi collaterali. Tra questi i più attesi sono la tavola rotonda “Focus Donna”, che si terrà il 24 in collaborazione con l’associazione  noi “Donne 2005”, e la masterclass di sceneggiatura che si svolgerà il 25 a cura di Filippo Kalomenidis.

Per i lungometraggi sono in calendario diverse prime assolute da non perdere. Il 25 la proiezione del film “Restiamo Amici” di Antonello Grimaldi, tratto dal romanzo di Bruno Burbi “Si può essere amici per sempre”, e interpretato da Michele Riondino, Alessandro Roja e Violante Placido.

Sempre il 25 da segnalare la presentazione de “L’ultimo pizzaiolo” del giornalista Sergio Naitza, un lavoro che focalizza l’attenzione sulla chiusura delle sale cinematografiche in Sardegna.

Poi il 26, arriva perfettamente restaurata dopo un impegnativo lavoro di recupero la pellicola “Altura” di Mario Sequi, il primo film sardo girato nel dopoguerra (1949). L’opera, che ha avuto come protagonisti Massimo Girotti, Eleonora Rossi Drago e Roldano Lupi con le musiche di Ennio Porrino, è stata recuperata dal circolo Gremio dei Sardi a Roma, grazie a una ricerca di Franca Farina del Centro sperimentale di cinematografica Cineteca Nazionale, che lo ha scovato nella collezione di un privato.

La partenza ufficiale del festival sarà invece il 28 giugno a Villanova Monteleone con tre giornate di appuntamenti nella suggestiva località turistica, per il Premio al Miglior documentario italiano.

A dare il via alle manifestazioni, in qualità di special guest sarà il coro di Neoneli, attraverso una performance a tenore accompagnata dalle launeddas di Orlando ed Eliseo Mascia, che lasceranno spazio a una prima assoluta, quella del documentario “Radici” di Luigi Monardo Faccini, nato da un’idea di Marina Piperno.

Sarà appositamente allestito il palco per le proiezioni in Piazza Piero Arru, mentre gli altri eventi troveranno spazio nelle accoglienti sale di Su Palatu, dove il 29 e il 30 maggio Gennaro Aquino terrà uno workshop sulla figura del location manager nel cinema. L’assegnazione del VII Premio Villanova Monteleone avverrà il 30 giugno.

Dal 1 luglio a fare da cornice del festival per due giornate sarà la meravigliosa cittadina sul Temo, con il V “Bosa Animation Award” dedicato ai corti d’animazione provenienti da tutto il mondo. A fungere da sala di proiezione sarà in questo caso il chiostro dell’ex convento del Carmine.

Già nella serata d’avvio la Sala convegni ospiterà la prima parte del “Laboratorio di lettura e scrittura del fumetto – per bambini e ragazzi” a cura del Centro Internazionale del Fumetto diretto da Bepi Vigna, che proseguirà il giorno seguente. Tra i protagonisti del 2 luglio ci sarà anche Luca Raffaelli, che presenterà al pubblico il suo libro “Le anime disegnate”. In serata saranno proclamati i vincitori della sezione Animazione.

La tappa finale della manifestazione, dal 3 al 7 luglio si terrà nell’incantevole centro storico di Alghero, precisamente a Lo Quarter.  Le proiezioni delle fiction e dei documentari avranno come sede il piazzale del complesso architettonico, mentre gli eventi collaterali si svolgeranno nella Sala convegni Mosaico.

Attesissimo è il focus “Sardinia Animation Net”, uno spazio dedicato alla formazione e all’approfondimento sul cinema d’animazione, che favorirà l’incontro tra filmaker, animatori e produttori. Sarà ancora un appuntamento imperdibile per gli appassionati, l’unico nell’isola a dedicare al tema ben due giornate di proiezioni più due di formazione con protagonisti di fama internazionale.

Il primo momento sarà la masterclass “Breve storia del cinema d’animazione” del giornalista e scrittore Luca Raffaelli (3 luglio). Quindi spazio ai professionisti con il panel “Il cinema d’animazione dall’idea alla distribuzione” (4 luglio) tenuto da Cristian Jezdic, vicepresidente di Cartoon Italia, Pedro Citaristi, sales manager della Superights e Lucia Geraldine Scott di Red Monk Studio, che affronteranno il tema dell’industry.

Una seconda masterclass sul “Mondo della produzione in Italia” sarà (il 5 luglio) a cura di Giannandrea Pecorelli, dirigente televisivo e produttore cinematografico, già responsabile delle produzioni e coproduzioni per RCS FILM & TV, capostruttura di RAI Fiction, dirigente di Sony International, dirigente di Endemol di cui è stato anche produttore esecutivo. “Don Matteo”, “Un Medico in famiglia” e “Notte prima degli esami” sono alcun dei suoi lavori più noti.

Sia Raffaelli che Pecorellli fanno parte delle giurie d’animazione, fiction e documentari composte da esperti del settore, critici e registi. Alla cerimonia di premiazione, prevista per la serata del 7 luglio, sarà possibile accedere previa prenotazione e fino ad esaurimento posti.

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Le vedi in tv e ti fanno venire voglia di passarci le vacanze. Dietro il grande successo della prima stagione della fiction Lux Vide “L’Isola di Pietro” trasmessa da Canale 5, non c’è soltanto l’inossidabile popolarità di Gianni Morandi ma anche il fascino delle ambientazioni che fanno da sfondo alla storia: Carloforte e l’isola di San Pietro, insieme alla Sardegna, vedono salire le proprie quotazioni come destinazioni turistiche proprio grazie alla serie. Lo certifica una ricerca – svolta da Ergo Research e commissionata dall’assessorato regionale del Turismo, Artigianato e Commercio e dalla Fondazione Sardegna Film Commission – sull’impatto della fiction nell’immaginario dei turisti italiani, presentata stamattina a Cagliari durante una conferenza stampa.

A raccontare i risultati dello studio – realizzato da Michele Casula per Ergo Research – Barbara Argiolas, assessore del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Sardegna, la direttrice della Fondazione Sardegna Film Commission Nevina Satta, Daniele Passani, responsabile attività produttive Lux Vide, Umberto Gnoli, sceneggiatore della fiction, Marco Rosi, responsabile comunicazione e business development Lux Vide e Giacomo Centola, organizzatore generale della serie.

L’indagine quantitativa si è svolta attraverso 2.000 interviste, somministrate in modalità CAWI (Computer Aided Web Interviewing, sostanzialmente i questionari on line) alla fine di luglio del 2018 tra gli iscritti a un online access panel, cioè un campione di rispondenti potenziali che dichiarano la propria disponibilità a sottoporsi a sondaggi e ricerche. Il target era quello degli utilizzatori di internet, con età compresa tra i 18 e i 64 anni, residenti sul territorio nazionale (Sardegna esclusa), che nell’ultimo anno abbiano trascorso vacanze con più di 5 pernottamenti fuori casa e/o abbiano seguito almeno una serie tv italiana: un target rappresentativo di circa 27,5 milioni di persone. Il questionario era articolato in due sezioni: una sul pregresso turistico 2017 e sulle intenzioni di viaggio per il 2018, l’altra più focalizzata sulla fiction, con un approfondimento sull’isola di San Pietro e il sud ovest della Sardegna come possibili destinazioni turistiche.

Passando ai risultati, i primi elementi da rilevare sono la visibilità e il gradimento del serial con Gianni Morandi. Il 9% del campione (pari a 2,5 milioni di persone) la segue regolarmente, mentre un altro 14% (pari a circa 3,8 milioni) si dichiara spettatore occasionale. “L’isola di Pietro” è comunque nota al 40% degli intervistati, corrispondenti a poco più di 11 milioni di persone: un elemento di grande valore per un prodotto televisivo in cui il titolo corrisponde in pratica alla location principale. Proprio le ambientazioni sono apprezzate in modo quasi unanime dal pubblico: il voto medio assegnato è di 8,5/10, con un punteggio alto assegnato dal 93% degli spettatori regolari e dal 73% di quelli occasionali. Inoltre, il 60% degli spettatori regolari sa correttamente indicare la Sardegna e l’isola di San Pietro come lo scenario delle avventure del pediatra Pietro Sereni. Il giudizio ampiamente positivo sulla fiction è correlato a quello sulle location, come se queste ultime fossero quasi un elemento importante del cast.

Ancora più interessanti le risposte sulla relazione tra la serie Lux Vide e la considerabilità della Sardegna come meta turistica. L’indagine rileva un pregresso turistico solido e recente: il 7% degli intervistati è stato più volte in vacanza nell’isola negli ultimi 4 anni, e questa percentuale sale al 15% tra chi segue la serie e si innalza al 34% se consideriamo chi c’è stato una sola volta. Inoltre, gli spettatori della fiction, sia occasionali che regolari, mostrano una più alta propensione a indicare la Sardegna come possibile destinazione di vacanza per l’estate/autunno 2018 rispetto al campione totale (12,7% contro 8,5%). E se soltanto l’11% del campione indicava il sud ovest sardo come meta per un viaggio negli anni scorsi (dato più o meno identico anche per gli spettatori della serie), dopo la prima stagione de “L’isola di Pietro” questa zona viene adesso indicata dal 20% di chi ha scelto la Sardegna come destinazione di un viaggio per quest’anno, dato che sale rispettivamente al 32% e al24% tra gli spettatori regolari e occasionali.

Il giudizio sulla fiction e le sue location mette in luce un altro aspetto importante: “L’isola di Pietro” si colloca al terzo posto tra le serie tv italiane nella valutazione sull’ambientazione, subito dietro due “veterani” del gradimento tv come “Il comissario Montalbano” e “Don Matteo”. Se già questo è un risultato straordinario per uno sceneggiato che in questi giorni sta andando in onda con la seconda stagione, va anche tenuto in considerazione che la valutazione sulle location supera del 10% quello sulla serie. La serie LuxVide dunque contribuisce in modo decisivo all’appetibilità turistica delle sue location, soprattutto, rispetto ad altri prodotti seriali che hanno riportato un identico punteggio qualitativo (“L’ispettore Coliandro” o “Provaci ancora Prof”, valutati come poco influenti sulle intenzioni turistiche).

La ricerca pertanto evidenzia la creazione di “circoli virtuosi”. La propensione a considerare la Sardegna come possibile destinazione di viaggio 2018 è più alta tra quanti hanno seguito regolarmente la fiction (molti dei quali non avevano un pregresso turistico). A questo elemento si aggiunge il fatto che nelle risposte degli intervistati crescono i riferimenti alle località del sud ovesta dell’isola come possibili mete di un soggiorno o di una visita, e questo vale in maniera più accentuata tra gli spettatori regolari della serie (32% contro il 20% del campione totale). Con la seconda stagione de “L’isola di Pietro” in onda in questi giorni, sono chiari anche i prossimi passi della valutazione sul suo impatto nella promozione turistica della Sardegna: sono previsti un nuovo sondaggio all’inizio del 2019, a breve distanza da messa in onda dei nuovi episodi ed è stata avviata una attività di web monitoring delle conversazioni social inerenti la Sardegna, Carloforte e l’isola di San Pietro.

«I risultati di questa ricerca – commenta Barbara Argiolas, assessora del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Sardegna – indicano che stiamo andando nella direzione giusta. Le produzioni cinematografiche e televisive hanno il potere di dare grande notorietà alle location, imprimendole nell’immaginario degli spettatori. L’Assessorato, in questi anni, ha scelto di utilizzare questi media come veicolo di promozione territoriale: riteniamo, infatti, che la moderna industria dell’intrattenimento costituisca un motore di sviluppo per la nostra isola che ha ampi margini di crescita e può generare un incremento dei flussi turistici e dell’indotto occupazionale. I passi compiuti finora grazie all’accordo tra Assessorato e Sardegna Film Commission per l’attuazione di politiche di promozione del territorio, l’attrazione di investimenti, la crescita della filiera e delle maestranze locali puntano quindi a rendere la Sardegna una destinazione sempre più competitiva e attraente per le piccole e grandi produzioni. E come dimostra questo progetto pensato per il mercato italiano, i risultati si vedono.»

«La serie prodotta da Lux Vide – dice Antonello Grimaldi, presidente della Fondazione Sardegna Film Commission – conferma l’importanza dell’investimento nella filiera audiovisiva con capacità inclusiva anche della serialità televisiva, che stabilizza l’indotto diretto di cui beneficiano anche filiere parallele alle nostre: quella ricettivo turistica, i servizi dei trasporti ed altre importanti catene produttive territoriali. É importante perchè la serialità attiva un fattore di rafforzamento delle capacità delle forze lavoro locali, diventando vera e propria palestra professionale per i giovani collaboratori del territorio. Confidiamo che le prossime stagioni, che ci auguriamo numerose e di successo, possano espandere la rappresentazione della Sardegna non solo come location ma con un incremento di autenticità nel racconto delle storie dell’isola e della sua straordinarie comunità.»

 

Un momento dell'incontro di oggi

Questa mattina il Moviementu Rete cinema Sardegna ha fatto avere una lettera aperta all’assessore regionale alla Cultura, Claudia Firino, affinché siano sbloccate le risorse che permetterebbero agli operatori sardi del cinema di lavorare.

La lettera è firmata, oltre che dai soci di Moviementu, da numerosi altri operatori del settore che appoggiano la causa. L’iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa sotto la sede dell’assessorato.

La lettera, per conoscenza, è stata inviata anche al presidente della Regione, Francesco Pigliaru; al Direttore Generale dell’assessorato della Cultura, Antonina Scanu; e, infine, al presidente della Film Commission, Antonello Grimaldi.

Questo il testo integrale della lettera aperta.

«La Regione Autonoma della Sardegna riconosce il cinema quale mezzo fondamentale di espressione artistica, di formazione culturale, di comunicazione e rilevante strumento di crescita sociale ed economica e ne promuove lo sviluppo e le attività connesse.   

Art. 1 della Legge Regionale n. 15/2006

Gentile Assessore,

Il cinema, come Lei ben sa, raccoglie un consistente numero di lavoratori operanti nella nostra isola o meglio, purtroppo, non operanti, in quanto l’ultimo bando per la produzione di lungometraggi è stato promulgato nel 2010 (cinque anni fa!) e la spinta propulsiva di quegli interventi economici sulla realtà produttiva del cinema sardo si è ormai esaurita.

Nel 2014, poi, il primo anno della attuale Giunta (la Sua), non è stato promulgato alcun bando neanche per le altre fattispecie previste dalla legge (festival, sviluppo della sceneggiatura, cortometraggi, distribuzione, etc…) nonostante fossero stati dichiarati in bilancio, per il Cinema, 954mila euro (rimasti finora inutilizzati nonostante reiterate garanzie di renderli spendibili “retroattivamente”). Ora, nel 2015, i fondi per l’anno corrente (3.435.000 euro),  ottenuti al termine di una vertenza sostenuta da tutto il mondo del cinema isolano, rischiano anch’essi di trasformarsi in zero euro, come l’anno scorso, se non saranno messi a bando con la massima urgenza.

Il comparto del cinema sardo a gran voce chiede a Lei, assessore Firino, e al presidente Pigliaru, di intervenire immediatamente per rendere finalmente e costantemente operativa la legge n. 15/2006. Si tratta di una legge  emanata dal Consiglio Regionale della Sardegna, che rappresenta democraticamente il popolo sardo.

Lo chiedono – in nome della legge – tutti quelli che operano nel cinema: registi, sceneggiatori, maestranze, tutta la filiera del cinema – sì, perché noi, unendo creatività e industria, siamo una vera e propria filiera, di cui fanno parte anche gli esercenti delle sale cinematografiche che attendono da anni atti concreti in merito alla digitalizzazione dei loro esercizi e che nel frattempo, in numero purtroppo consistente, hanno dovuto chiudere i battenti.

L’indotto del cinema non è fatto solo di professionisti del settore, ma anche di associazioni, di aziende, alberghi, ristoranti, imprese di ogni genere: se La richiamiamo alla Sue  responsabilità nei confronti del settore, è perché il cinema è capace di generare una reale ricchezza sul territorio, come dimostrano tutti gli studi di settore e le importanti produzioni realizzate in questi ultimi anni nella nostra isola.

Noi consideriamo inammissibile questo spreco di risorse dovuto all’incapacità – o alla mancata volontà – di spendere dei soldi già stanziati nel bilancio della Regione. Consideriamo una mancanza grave e un danno inaccettabile, per noi e per la nostra terra, paralizzare lo sviluppo di questa industria sostenibile che durante la campagna elettorale voi avete detto di voler sostenere con atti concreti.

Per queste ragioni Le chiediamo di intervenire con urgenza, entro il mese di giugno,  per promulgare i bandi della legge cinema e di nominare in tempo reale, senza ulteriori ritardi, le commissioni atte a valutare i progetti relativi ai bandi in oggetto: commissioni per le quali siamo pronti a offrire al Suo assessorato un ampio e autorevole elenco di possibili candidati di indiscutibile fama e provvisti di tutti i requisiti di legge. In mancanza di risposte certe e immediate sulla destinazione dei finanziamenti messi in bilancio con la Finanziaria 2015, secondo i criteri e le percentuali stabilite dal’articolo 26 della legge cinema, si riterrà il Suo assessorato responsabile di una grave omissione che danneggia  la Sardegna, il cinema e un intero settore produttivo. Di conseguenza non si esiterà a porre in essere tutte le azioni, politiche e legali, finalizzate al rispetto della legge ed alla sua applicazione, ritenendo personalmente responsabili di una eventuale omissione e dei danni conseguenti Lei stessa, assessore Claudia Firino, ed il Suo Direttore Generale.

Il Cinema è un’Industria Sostenibile

Per la filiera cine-audiovisiva della Sardegna firmano:

Giovanni Columbu (regista)

Salvatore Mereu (regista)

Filippo Martinez (regista)

Jacopo Cullin (attore e regista)

Gianfranco Cabiddu (regista)

Peter Marcias (regista)

Pietro Mereu (regista)

Andrea Lotta (montatore)

Alessandra Piras (Associazione culturale Tina Modotti)

Karel film and video production – Cagliari (produttore)

Massimo Selis (Regista, DP, Aiuto regista)

Gianna Deidda (attrice)

Massimiliano Cao (Presidente Associazione culturale cinematografica Schermi Rubati)

Francesco Origo (regista, attore)

Mario Faticoni (attore)

Enrico Incani (attore)

Barbara Usai (attrice)

Matteo Incollu  (filmmaker e sceneggiatore)

Giovanni Marceddu (filmaker)

Per Moviementu Rete Cinema Sardegna:

Bonifacio Angius (regista

Paolo Carboni (regista)

Paolo Zucca (regista)

Enrico Pau (regista)

Enrico Pitzianti (regista)

Marco Antonio Pani (regista)

Antioco Floris (docente universitario)

Antonia Iaccarino (sceneggiatrice)

Antonello Carboni (regista)

Daniele Maggioni (produttore – operatore culturale)

Maria Grazia Perria (sceneggiatrice)

ANEC (associazione azionale esercenti cinematografici)

Pietro Rais (scenografo)

Gianni Tetti (sceneggiatore)

Simone Murru (macchinista)

Francesco Pamphili (produttore)

ARTEVIDEO (produzione-service cinematografico)

Francesco Piras (direttore della fotografia, filmaker)

Stefania Grilli (costumista)

Roberta Aloisio (ispettore di produzione / location manager )

Daniele Atzeni (regista)

Jane Doolan (produttrice)

Antonio Maciocco (regista)

Carlo Dessì (operatore culturale, produttore)

Rossana Patricelli (casting director)

Salvatore Aresu (costumista)

CHRYSTELLE ROBIN (organizzatrice – aiuto regista)

Corrado Serri (direttore della fotografia)

Nando Scanu (operatore culturale)

Nicola Contini (filmaker)

Nunzio Caponio (attore, filmaker)

Piergiuseppe Fancellu (fonico)

Valentina Corona (fotografa, montatrice)

Umberto Siotto (filmaker)

Simone Contu (ispettore di produzione-regista)

Simone Lecca (filmaker)

Daniel Dwerryhouse (attore)

Laura Biagini (produttrice)

Emanuela Cau (attrice)

Fausto Siddi (attore)

Federica Ortu (direttrice della fotografia e montatrice)

Daniele Meloni (attore)

Desirée Palma (truccatrice)

Edoardo Sirocchi (fonico)

Elisabetta Antico (costumista)

Elisabetta Pilia (produzione)

Alberta Raccis (filmaker)

Alberto Badas  (macchinista)

Alberto Diana (filmaker – studente di cinema)

Alfredo Moreno (esercente cinematografico)

Andrea Anglani (montatore, filmaker)

Andrea Cannas (filmaker)

Andrea Melis

Andrea Mura (regista)

Maria Loi (attrice)

Stefano Guzzetti (compositore)

Andrea Sardu (filmaker)

Angelo Tantaro (Direttore di “Diari di Cineclub”)

Antonella Puddu (attrice, regista)

Antonella Uras (docente)

Antonello Murgia (attore e regista)

Antonio Lucrezio (capo elettricista)

Antobio Mameli (fotografo professionista, voce narrante e speaker, scenografia)

Antonio Sanna (filmaker)

Beatrice Nioi (insegnante)

Bruno Garau (assistente di produzione)

Carola Baccialle (appassionata di cinema)

Cesare Mannini

Chiara Sulis (regista)

Daniele Monachella (attore)

Dante Olianas (Etnomusicologo)

Elisa Pistis

Elisabetta Villani (fotografa)

Emanuel Cossu (sceneggiatore)

Emanuela Angela Bertocchi (filmaker)

Emilio Puggioni (attore)

Ennio Madau (filmaker)

Enzo Saponara (attore)

Ersilia Boi (studentessa e videomaker freelance)

Eugenio Schirru (fotografo)

Evandro Curreli (reparto fotografia)

Felice Montervino (attore)

Franca Todde (attrice)

Francesca Lixi (regista)

Francesca Melis (aiuto scenografa-attrezzista)

Francesca Scanu (filmaker)

Francesco Bocchi (impiegato)

Francesco Bussalai (filmaker)

Francesco Morittu (compositore)

Francesco Nonnoi (fotografo)

Francesco Bellu (giornalista e filmaker)

Franco Pintus (aiuto costumista)

Gabriele Farci (attore)

Giandomenico Antonio Ledda (attore)

Gianfranco Cudrano (attore)

Gianluca Medas (attore e regista)

Gianluca Nieddu (regista)

Gianluca Sulis (regista)

Gianuario Salaris (impiegato)

Gianvito Distefano

Giorgia Corona (impiegata settore esercenza)

Giorgia Soi (reparto regia)

Giovanni Salis (attore)

Giulia Mazzarelli (operatrice culturale)

Giulio Giambalvo (tecnico, montatore ed operatore)

Giuseppe Lai (attore)

Giuseppe Loi (impiegato)

Gladys Gonzalez Afan (grafica publicitaria)

Irene Orrù (scenografa)

Laura Pinna (attrice)

Lemuel Cara

Liviana Serra (truccatrice)

Luca Cabriolu (produttore)

Manlio Delogu (macchinista)

Marco Cabitza (ispettore di produzione)

Marco Gallus (filmaker)

Marco Pisano

Marco Quondamatteo (montatore, illuminotecnico)

Marina Porqueddu (Aspirante giornalista di spettacolo e studiosa di cinema e televisione)

Marta Anatra (artista, filmaker)

Marta Fiori (studente di cinema)

Martina Porcu (studente di cinema)

Massimo Selis (regista, dop, aiuto regista)

Matteo Arca (assistente produzione)

Matteo Pianezzi (attore)

Maurizio Abis (filmaker, operatore e montatore)

Maurizio Barbarossa (attore)

Maurizio Loi (filmaker)

Michela Anedda (regista di animazione)

Michele Badas (assistente operatore)

Michele Marchi (sceneggiatore)

mihaela obreja

Mudregu Comunicazione (comunicazione e pubblicità)

Myriam Mereu (studiosa di cinema)

Nadia Usai (segretaria di edizione)

Piero Matta (insegnante)

Pio Bruno (operatore culturale)

Pj Gambioli (filmaker)

Raffaele Corti (attore e regista)

Roberto Manca (musicista)

Salvatore Sardu (regista)

Sara Giglio (professionista nel settore Arti dello Spettacolo)

Serena Trevisi (studentessa, costume e scenografia)

Silvia Perra (studente di cinema e filmaker)

Stefania Bettini (assistente e aiuto ai costumi/assistente e aiuto al  parrucco)

Stefano Enna (sceneggiatore)

Susy Todde (attrice)

Tania Scalercio (segretaria di edizione)»