28 May, 2024
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«La politica sarda deve superare le sue storiche divisioni e, al di là degli schieramenti. impegnarsi concretamente, prima delle elezioni, a sostenere le ragioni dell’autonomia regionale e difendere prima di ogni altro l’interesse della Sardegna.»

E’ l’appello che il leader dell’Uds Mario Floris ha rivolto agli esponenti di tutte le forze politiche che parteciperanno alle prossime elezioni regionali perché, ha sostenuto, «abbiamo il dovere di riavvicinare i sardi alle istituzioni in un mondo profondamente cambiato nel quale la politica, in generale, ha perso il contatto con la società rinunciando ad indicare una prospettiva credibile di rilancio della Sardegna». Su questi temi Mario Floris ha innestato una riflessione sull’autonomia che, a suo giudizio, «non si è realizzata, per colpa dello Stato che non ha rispettato quella parte dello Statuto che prevede i Piani di rinascita, ma soprattutto della Regione». «Nessuno – ha lamentato l’esponente dell’Uds – ci ha mai impedito di cambiare lo Statuto come hanno fatto altre Regioni, siamo stati noi a non riuscire a fare questa riforma, mettendo gli interessi dei partiti davanti a quelli dei cittadini».

Di qui l’appello alle forze politiche a sottoscrivere, prima delle elezioni, un impegno politico e morale, non solo a difendere gli interessi della Sardegna su grandi temi some sanità e continuità territoriale ma a sostenere una profonda riforma della Regione, dalla legge elettorale all’organizzazione degli assessorati ad una nuova disciplina dei rapporti fra Giunta e Consiglio.

Dopo Mario Floris, ha preso la parola il coordinatore regionale dell’Uds Antonio Nicolini che ha illustrato gli elementi principali della piattaforma programmatica del partito, a partire dal cambiamento dei rapporti fra Stato e Regione e dalla revisione degli accordi del 2006 che hanno trasferito alla Regione le spese di sanità («oggi abbiamo fatto una riforma decisa da Roma pagata con i soldi nostri»), trasporti, continuità territoriale e trasporto pubblico locale.

«Si tratta di circa 3.5 miliardi di euro su un bilancio complessivo di circa 7 miliardi – ha affermato Nicolini – un taglio che sottrae risorse preziose allo sviluppo della Sardegna.»

Per quanto riguarda le riforme istituzionali, Nicolini ha ribadito la necessità di cambiare sia lo Statuto, utilizzando anche l’art. 116 della Costituzione vigente, che l’organizzazione interna della Regione, modificando la legge 1/77 ed istituendo, fra l’altro, il nuovo assessorato agli affari europei.