I giovani talenti brillano nella splendida Sardegna nel secondo giorno della regata preliminare
I leader in carica Luna Rossa 1 Women & Youth cercavano di capitalizzare sui buoni risultati di venerdì, ma hanno fatto fatica nella prima regata quando una manovra scadente nel pre-partenza li ha fatti cadere dai foil; hanno anche segnalato problemi di telemetria, e questa situazione complessiva li ha lasciandoli indietro a cercare di recuperare posizioni. Davanti però, i due team potenti di Luna Rossa 2 con il tre volte vincitore dell’America’s Cup Peter Burling come skipper, ed Emirates Team New Zealand con skipper Nathan Outteridge, hanno avuto quello che può essere descritto solo come un ‘braccio di ferro’ di proporzioni epiche. I Kiwi ne sono usciti vincitori e hanno preso in mano il loro destino verso la fine della prima prova e hanno proseguito con risultati solidi nelle due regate successive, per finire nell’ambita seconda posizione, alla vigilia di altre due regate domani che decideranno i due avversari che si sfideranno in finale.
La storia del giorno è stata Athena Pathway, che nella seconda regata ha mostrato compostezza e nervi d’acciaio dopo aver capitalizzato sugli errori degli altri equipaggi, e ha mostrato una delle migliori performance conducendo in testa arrivando a ottenere una vittoria con un vantaggio di 37 secondi – enorme a questo livello in AC40 monotipi completamente equalizzati. Una volta a terra, il ventenne Sam Webb, che oggi era al trim, era semplicemente elettrizzato e ha detto: «Penso di aver sorriso parecchio dopo quella regata fantastica, abbiamo semplicemente navigato bene come squadra, e i ragazzi hanno fatto un ottimo lavoro. Quindi sì, tutto è andato al posto giusto. È un vero privilegio navigare con tutti questi ragazzi, ed è fantastico vedere che l’allenamento sta dando i suoi frutti». Ellie Aldridge, medaglia d’oro olimpica e timoniera di sinistra a bordo dell’AC40, ha riassunto le emosioni provate a bordo: «Erano decisamente condizioni nelle quali, quando sei in testa e sei in grado di navigare la tua regata, ti senti molto più comodo. Abbiamo cercato di navigare nel miglior modo possibile ma le condizioni erano molto variabili, ma avreste dovuto vedere la faccia di Sam alla fine: aveva un sorriso gigante!»
La vittoria di Athena Pathway è stata una convalida degli sforzi del team negli ultimi cinque anni, guidati da Hannah Mills OBE, ed è stata una vittoria accolta con grande entusiasmo dal pubblico del Race Village nel centro di Cagliari. I favoriti di casa tuttavia, Luna Rossa hanno usato la seconda prova per rientrare decisamente in regata. Marco Gradoni e Margherita Porro hanno portato Luna Rossa 1 al secondo posto per poi andare a vincere in grande stile nell’ultimo lato della terza prova, per mettere al sicuro il proprio posto in cima alla classifica, e farsi notare per la performance migliore vista qui in Sardegna. Hanno dovuto lavorare sodo per ottenere questo risultato, con Emirates Team New Zealand 1 che spingeva forte, e i loro compagni di scuderia Luna Rossa 2 (il team principale) sempre in lizza.
Rientrato a terra, Marco Gradoni puntava alla finale con una concentrazione laser che smentisce i suoi 22 anni di età, dicendo: «Oggi non è stata una giornata facile. Siamo riusciti a fare bene dopo il grande errore che abbiamo fatto nella prima partenza. Quindi sono orgoglioso, non è stato facile. Riguardo alla finale, penso che dobbiamo ancora fare una buona regata. Questo è il nostro obiettivo. Saremo ancora concentrati sulle regate di flotta, e poi se avremo la possibilità di andare in finale, penso che ci prepareremo per performare nel match race».
A proposito della pressione che deve sentire navigando contro la temibile Emirates Team New Zealand, attuale Defender dell’America’s Cup, Marco è stato inequivocabile, dicendo: «Penso che siano i migliori al mondo, ma anche noi, siamo i migliori al mondo. Quindi è una guerra tra titani ora. Hanno molta esperienza. Sono di gran lunga i migliori nel gioco, ma noi abbiamo la nostra chance, abbiamo la nostra abilità come squadra, e dimostreremo loro di cosa siamo capaci. Per noi, è come un grande onore, molta pressione, ma ci piace. Amo la pressione. Amo avere questo privilegio».
E’ stata una giornata difficile per molti team, con molte lezioni da imparare, in un giorno in cui le squadre hanno usato tutti e tre i loro fiocchi, mentre la brezza aumentava e calava e il vento attesa diminuiva.
Una delle performance più notevoli della settimana è arrivata dal Emirates Team New Zealand Women & Youth Team che non hanno mai finito tra i primi tre, ma sono sempre stati lì in testa al gruppo alle spalle. Con la star dei foil Jake Pye come skipper, con Erica Dawson come co-timoniera e l’olimpionico Josh Armit e Serena Woodall al trim, la squadra è quarta in classifica generale.
Rientrata a terra, Serena Woodall ha messo la performance del team in prospettiva dicendo: «Siamo arrivati qui senza aspettative, ed è stato tutto un gran imparare ad ogni ogni regata e crescere come squadra e fare del nostro meglio. Per noi, il focus è più sul lungo termine, consolidare alcune cose che abbiamo imparato e vedere cosa possiamo portarci dietro per il resto della campagna, cercando di avere risultati stabili e migliorare regata dopo regata».
Una delle donne al vertice nell’America’s Cup, Serena ha aggiunto: «È un’opportunità incredibile, e sembra che sia un momento di transizione davvero interessante in questo sport. Immagino che il fatto di togliere l’aspetto fisico dei ruoli a bordo, consenta di avere più donne a bordo, e questo non è più uno svantaggio. Quindi penso che si tratti davvero di colmare il divario al momento, ed Emirates Team New Zealand sta facendo un lavoro fantastico in questo senso, ci sta davvero coinvolgendo, cercando di farci acquisire più competenze possibile. Quindi super grata per l’opportunità, e spero di poterla consolidare per le generazioni a venire».
Per La Roche-Posay Racing Team, è stata una giornata altalenante, dove è emerso mostrato molto potenziale e alcuni lampi di brillantezza. Diego Botín, medaglia d’oro olimpica, è stato realistico su come stava andando il team dicendo: «Lo spirito del team è molto buono. Abbiamo alcuni momenti davvero buoni, e la ragione è che la squadra sta lavorando correttamente. Siamo usciti in acqua su queste barche meno di 25 giorni, includendo oggi, quindi è normale. Ovviamente siamo frustrati perché vorremmo essere più in alto in classifica, e vorremmo non fare quegli errori, ma fa parte del processo, e siamo contenti di dove siamo».
Tudor Team Alinghi ha avuto una giornata impegnativa, che ha visto persino una scuffia a seguito di un errore di comunicazione durante una strambata. Phil Robertson, co-timoniere, ha riassunto la giornata dicendo: «Abbiamo combattuto con la barca tutto il giorno ed eravamo concen cercato solo di trovare alcune soluzioni e ai nostri problemi e semplicemente non siamo riusciti a trovarle. E poi anche come velisti, abbiamo davvero faticato a trovare il ritmo. È stato difficile su tutti i fronti».
Per GB1, il Challenger of Record, la giornata è finita prima ancora di iniziare la regata, e sono stati costretti a ritirarsi dopo aver perso il controllo del flap sul foil di sinistra. Il Team ha dichiarato: «Dopo le dovute ricerche, è stato rapidamente stabilito che l’AC40 non era utilizzabile per la regata». GB1 spera che il suo eccellente shore team sia in grado di risolvere il problema durante la notte, per poter completare le ultime due regate di flotta della serie.
La Sardegna si sta preparando per quello che potrebbe essere uno dei giorni più significativi nella storia moderna dell’America’s Cup, con il team Women & Youth di Luna Rossa che si trova sull’orlo di una vittoria che stupirà il mondo della vela. Emirates Team New Zealand uscirà combattendo nelle prime due regate di flotta. Per la finale certamente si guarderà a una serie di skill molto diverse, quando il campo sarà sgombro delle altre sei barche e le due finaliste si batteranno in match race testa a testa in cui il vincitore prende tutto, per decidere il destino della prima Regata Preliminare, qui nella bellissima Sardegna.
Con i fly-by in programma alle 14.00 a pochi metri dal lungomare della FanZone Lazzaretto, e un vivace Race Village in centro su via Roma, Cagliari è il cuore pulsante del mondo della Coppa. È uno spettacolo che offre qualcosa per tutti i gusti.
© Ricardo Pinto


