In ricordo di Pinello Mandis a 10 anni dalla sua scomparsa – di Antonangelo Casula
L’11 luglio del 2016, dieci anni fa dopo una lunga e dolorosa malattia ci lasciava Pinello Mandis, un amico, un compagno nella militanza politica e amministrativa e soprattutto una persona per bene. Era nato a Gonnesa il 25 marzo del 1950 da una famiglia di artigiani, suo padre Renzo aveva un’officina di fabbro, attività di famiglia quella artigiana, nella quale inizierà a fare la sua prima esperienza di lavoro, ed è proprio in questa veste che ebbi modo di conoscerlo i primi anni ’70 del Novecento, prima di condividere un lungo percorso di militanza politica che ci ha accomunato insieme a tantissimi compagni del nostro territorio.
La sua iscrizione nelle file del Partito Comunista Italiano risale al 1972, ma la sua militanza politica era iniziata anni prima, da studente liceale con un’esperienza nel movimento studentesco e nella FGCI. Sono anni di svolta nella società, non credo di dovermi soffermare in questa circostanza a sottolineare cosa abbia rappresentato universalmente il 1968 per quella generazione e non solo per quella, certo è che quel vento di liberazione e di rivolta, soffiò intensamente anche qui da noi in periferia.
Fu una stagione indimenticabile, nella quale grandi masse giovanili scolarizzate irrompevano da protagoniste nella società e nella politica e iniziavano naturalmente ad assumere una funzione dirigente nei partiti, nelle organizzazioni di massa, nelle istituzioni e nella società. Fu così per tantissimi e fu così anche per Pinello che iniziava a muovere i primi passi di un lungo percorso di militanza politica e amministrativa.
Il suo impegno nel decennio degli anni ’70 venne dedicato all’attività di partito nella sezione del PCI di Gonnesa, a cui si sommava la militanza nell’associazione degli artigiani, il CNA, della quale fu un apprezzato dirigente territoriale, un mondo, quello degli artigiani con il quale rimase intimamente legato anche dopo l’ingresso in fabbrica a Portovesme agli inizi degli anni’80.
Ricoprì l’incarico di segretario della sezione del PCI di Gonnesa dal 1974 al 1981, nel 1978 viene eletto per la prima volta eletto consigliere comunale in una amministrazione di sinistra capeggiata da Ignazio Cuccu al quale subentrò nell’incarico di Sindaco nel 1979 Ennio Meloni, con il quale Pinello inizia la sua prima esperienza come assessore nella giunta comunale di Gonnesa.
Diverrà Sindaco del comune (dopo aver ricoperto l’incarico di vice sindaco di Eugenio Poncellini) nel 1993, per essere confermato nel 1997 e lo sarà sino al 2001, termine della scadenza dei 2 mandati.
Un percorso di amministratore temporalmente pressochè analogo a quello mio. Avrei tanti aneddoti e tanti episodi da raccontare, avendo avuto con lui una comune militanza politica nel corso degli anni ’80 e amministrativa negli anni ’90, mi riservo di farlo in modo più compiuto in una prossima occasione, poiché un gruppo di compagni e di amici di Gonnesa che ne hanno condiviso amicizia e militanza, hanno deciso meritoriamente, di ricordarne la figura e la memoria in maniera solenne nel corso di questo anno.
Mi limiterò quindi, a sottolineare solo alcuni degli episodi più significativi della collaborazione tra le nostre amministrazioni, nei primi anni ’90 a partire dalla complessa gestione del processo che portò all’approvazione del Piano di disinquinamento del Sulcis (attuato limitatamente) e alla firma del protocollo per il progetto di gassificazione del carbone del Sulcis, che nonostante un esito finale infruttuoso, ha assorbito molto del nostro impegno e delle nostre energie.
Parliamo di anni molto complicati per il nostro territorio, non va dimenticata la liquidazione sulla scala nazionale delle Partecipazioni statali ed il tentativo di liquidazione del polo industriale di Portovesme, previsto nel piano del ministro Barucci, che si riuscì a neutralizzare con la grande mobilitazione di popolo che fu la Marcia dello sviluppo del Sulcis, che abbiamo ricordato anche di recente in occasione del suo trentennale.
Ma fortunatamente abbiamo anche da ricordare qualche successo e qualche seme gettato per il futuro, tra tutti mi riferisco ad un metodo di collaborazione su scala territoriale, all’esperienza della progettazione integrata tra i comuni del territorio (i P.I.A.. Piani integrati d’area) che consenti al comune di Gonnesa di ottenere dalla Regione sarda un contributo di due miliardi di lire per la ripresa dello scavo del Nuraghe Seruci, uno dei più importanti complessi nuragici della Sardegna, ed in particolare la proficua collaborazione tra i distretti sanitari di Carbonia ed Iglesias (del quale Pinello divenne il Presidente) per far avanzare il processo di integrazione dei servizi territoriali e ospedalieri, della costituenda ASL 7 del Sulcis.
Aggiungo per memoria, è un fatto simbolico, ma registro con piacere che ogni anno (è avvenuto anche nel 2026) le amministrazioni comunali di Carbonia e di Gonnesa, si incontrano all’ingresso di Flumentepido per portare una corona in ricordo dei caduti dell’Erlaas nel 1950. Questa consuetudine fu ripresa per un’iniziativa congiunta delle amministrazioni comunali di Gonnesa e Carbonia, nella seconda metà degli anni ’90 e prosegue a tutt’oggi, nel ricordo della storica campagna della Fondazione Rockfeller per la eradicazione della malaria in Sardegna.
Prima di concludere questo mio breve ricordo aggiungo qualche altra notazione personale, dopo l’esito non positivo delle elezioni comunali del 2006, Pinello mi chiamò per comunicarmi la decisione di dimettersi dal Consiglio comunale, tentai di dissuaderlo, ma fu irremovibile, mi disse che compatibilmente con i suoi impegni di lavoratore dipendente, avrebbe fornito un contributo politico esterno e avrebbe ripreso gli studi
universitari; si iscrisse a Scienze politiche e portò a compimento il corso completo degli esami, fatta eccezione della tesi di laurea che non gli fu possibile concludere per un primo sopraggiungere della malattia.
L’interesse per lo studio e per la cultura sono stati una costante nella sua vita, coltivava molti interessi ed aveva una curiosità intellettuale molto spiccata, non è un caso che duranti i primi anni della sua militanza politica, una parte del suo impegno politico e culturale si divise tra la passione politica e quella per il teatro.
Insieme ad altri amici e compagni fu promotore di un’esperienza originale, la costituzione del gruppo A.T. (Azione Teatrale) che per diverso tempo operò a Gonnesa, ma anche in altri comuni del nostro territorio, un’attività di animazione culturale trattando temi di impegno politico e civile molto importanti, tra tutti quello legato alle vicende dei moti per il pane del 1906 che ebbero un esito tragico a Gonnesa (tre morti) e in tanti centri della Sardegna, quello dedicato alla vicenda del golpe militare fascista in Cile del 1973, ed infine “una pièce” dedicata al fenomeno della disoccupazione intellettuale negli anni della scolarizzazione di massa.
Da un cassetto di una mansarda a più di cinquanta anni di distanza sono riemersi intatti dei manoscritti che animarono quella feconda stagione, il nostro l’auspicio è che possano essere condivisi in maniera più ampia a seguito di una iniziativa editoriale, in ricordo della figura indimenticata di Pinello Mandis e di una stagione importante che ha suscitato grandi passioni, impegno e la speranza di un’intera generazione.
Antonangelo Casula

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